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Accipiter

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  • Compleanno 19/11/1957

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    Maschio
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    Letteratura, arte, scienza.

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  1. Accipiter

    Il profumo di quei giorni

    In seguito al casuale ritrovamento del diario di quando era fanciullo, il maturo protagonista del romanzo torna a rivivere, con compiaciuto stupore e qualche vena di amarezza, quei giorni sereni e spensierati trascorsi all’interno di un contesto socio-culturale indimenticabile, in quell’arco temporale compreso tra l’infanzia e la preadolescenza. Luoghi, personaggi e situazioni che per anni erano rimasti sepolti nella sua mente, gli si riaffacciano, così, a tutto tondo, consentendogli di recuperare una parte importante di sé e del suo vissuto. E nel ripensare a quella bella, pulita e fresca stagione della sua vita gli sembra di avvertire ancora, nell’aria, il profumo di quei giorni.
  2. Una vita dedita a stregoneria e brutali assassinii. Una cupa storia che riecheggia ancora in quelle contrade bagnate dal sangue delle sue numerose vittime. Come potrà un solo uomo contrastare la malvagità della contessa Erzsébet Báthory? La luce della Divina Provvidenza muove la sua battaglia contro il Maligno in una storia ricca di riferimenti storici intrecciata a superstizione. Realtà e leggenda, a proposito della contessa ungherese Erzsébet Báthory (1560-1614), sembrano intimamente legate e oggi, a quattrocento anni dalla morte di quella che è ritenuta la più famosa assassina seriale della storia, è oltremodo difficile stabilire se le vicende nelle quali essa rimase coinvolta furono abilmente architettate da esponenti della nobiltà ungherese interessati ad appropriarsi del suo -si dice- immenso patrimonio oppure, stando a quanto è riportato nei verbali del processo svoltosi nel Gennaio del 1611 contro di lei e i suoi presunti complici,.se.sono.realmente.accadute. Ma quale che sia la verità, è innegabile che un tale personaggio ha attirato, in questi quattro secoli, l’attenzione di studiosi di storia, saggisti, romanzieri e cineasti. Numerose, infatti, sono le opere di vario genere ispirate alla sua tenebrosa figura. Qualcuno, addirittura, ha visto in lei la vera ispiratrice del Dracula dello scrittore irlandese Bram Stoker, più che nel condottiero Vlad Ţepeş III di Valacchia, vissuto tra il 1431 e il 1476 e famigerato per la sua estrema crudeltà. In questo romanzo, riprendendo due scarne notizie secondo le quali nel 1938 si procedette all’apertura della cripta dei Bathory esistente nel cimitero di Čachtice (in ungherese Csejthe, oggi in Slovacchia) e nel 1995 a quella delle tombe di Nyirbator, senza che in entrambe le occasioni fosse trovata traccia dei resti della contessa, si è voluto dare una lettura di tali fatti in.chiave.horror. È.così stato dato spazio all’immaginazione, per ricostruire le vicende che hanno determinato la sparizione del cadavere.
  3. Boemia (attuale Repubblica Ceca), anno del Signore 1229 circa: nel piccolo monastero benedettino di Podlàžice Herman, un monaco condannato a essere murato vivo nella propria cella a causa della sua empia condotta, per salvarsi la vita chiede di essere sottoposto a un singolare Giudizio di Dio nel corso del quale tenterà di realizzare il più grande codice miniato che mai sia stato prodotto. Egli, inconsapevolmente suggestionato dal demonio, è convinto di poter raggiungere il suo obiettivo nello spazio di ventiquattro ore. Ma quando, nonostante le preghiere di aiuto rivolte a Dio, si rende conto che l’Onnipotente non arriverà in suo soccorso, si lascia indurre a invocare Satana in persona, a cui cede l’anima in cambio dell’opera compiuta. Nasce, così, il Codex Gigas, meglio conosciuto come la Bibbia del diavolo. Ma subito dopo Herman, pentito per quanto ha fatto e inorridito da ciò che gli è stato dato di scoprire intorno a quel testo, il quale nasconde tra le sue pagine una terrificante minaccia per l’umanità, invoca il perdono della Vergine e, ottenutolo, muore in pace; non senza avere, prima, fatto in modo che il libro maledetto perda gran parte del suo malefico potere. Ancora oggi la Bibbia del diavolo (così chiamata per via di un'immagine di Satana che riempie un'intera pagina) da molti è considerata un’opera apportatrice di lutti e sciagure, e tante sono le inquietanti storie nate attorno a essa. Si dice, ad esempio, che tutti coloro i quali ne sono venuti in possesso siano finiti in disgrazia. Il presente romanzo, accogliendo la suggestiva tradizione secondo cui la Bibbia del diavolo sarebbe stata ispirata dal Maligno, ha ripercorso in chiave horror le tappe attraverso le quali il monaco noto con il nome Herman Inclusus (Erman il recluso?) avrebbe creato il manoscritto più grande della cristianità: 92 centimetri di altezza, 50 di larghezza, 22 di spessore e 75 chili di peso, per un totale di 312 pagine (originariamente esse erano 320, ma 8 sono state misteriosamente rimosse. Cosa contenevano?). Gli esperti hanno calcolato che per la sua realizzazione sono occorsi non meno di 20 anni e circa 160 pelli d'asino. Oggi il manoscritto è custodito nella Biblioteca Nazionale di Svezia.
  4. Accipiter

    L'ultimo caduto

    La sera del 10 giugno 1940 la notizia che l’Italia è entrata in guerra fa riaffiorare in due anziani coniugi di un paesino friulano il ricordo degli eventi accaduti nel corso del conflitto del 1915-1918. L’uomo, uscito dalla guerra con la mente devastata, rivive il drammatico episodio che, nel corso della seconda battaglia dell’Isonzo (18 Luglio - 3 Agosto 1915), lo ha profondamente e irrimediabilmente segnato. La moglie, invece, per spiegare al nipotino il motivo per cui suo nonno è impazzito in guerra, narra gli eventi accaduti in quel periodo e in particolar modo nel 1915, anno in cui il territorio del paesino fu interessato dal passaggio di soldati provenienti da ogni parte d’Italia.
  5. Accipiter

    Tangenteide

    Voglio cantare ai posteri e ai presenti / le gesta dell’audace magistrato /che inchiappettò d’Italia i più fetenti, /spedendogli l’avviso e il mandato, /dacché scoperse il giro di tangenti /fluttuante sotto la ragion di Stato; /e dire voglio degli scornacchiati /che mani e pié rimasero invischiati. Questa l'ottava iniziale di Tangenteide, poemetto eroicomico sul periodo di Tangentopoli finito di scrivere più di vent'anni fa e oggi pubblicato al solo scopo di dare un rendiconto in versi di quanto avvenne in quella buia stagione e immediatamente dopo di essa.
  6. Leggendo I carbonari della montagna, romanzo con cui il giovane Verga esordì nel panorama letterario italiano (all’età di circa 17 anni lo scrittore aveva composto un altro romanzo, rimasto però inedito: Amore e Patria), si stenta non poco a riconoscervi la mano dell’autore de I Malavoglia e del Mastro-Don Gesualdo. Infatti verbosità, accesa oratoria patriottica di sapore romantico, colpi di scena, interventi diretti del narratore e ideologia da ancien régime caratterizzano a tal punto quest’opera, che verrebbe da pensare più a un provinciale e poco promettente scrittore di dozzinali romanzi d’appendice che all’iniziatore di un nuovo e importante indirizzo estetico della nostra prosa. Tuttavia, a un esame più approfondito, alcuni particolari finiscono con il rivelare la presenza, IN NUCE, del Maestro verista.
  7. Accipiter

    Liggìjë (Elegie)

    Si possono riprodurre in dialetto (e nella fattispecie nel dialetto abruzzese così come esso viene realizzato in una fascia di territorio compresa, pressappoco, nella zona interna della provincia di Pescara) i generi, i componimenti, le emozioni, il mondo di una poesia che, come quella latina, è pervenuta al massimo grado di raffinatezza ed eleganza espressiva? Si può tentare di riprodurre le atmosfere, il pathos, la delicatezza, la sensibilità di poeti come Virgilio, Tibullo, Properzio (passando, magari, anche attraverso un Leopardi), in un idioma del quale ci si serve essenzialmente per la mera comunicazione quotidiana che, come tale, non abbisogna certamente di chissà quale erudizione? "Liggìjë" è la risposta a tali domande. Se si è riusciti a ottenere un qualche risultato degno di nota sarà, eventualmente, il lettore a giudicarlo.
  8. Accipiter

    La licenza

    Nel romanzo La licenza viene rappresentato un frammento della società italiana nell’immediato secondo dopoguerra. Protagonisti ne sono tutti i personaggi: chi detiene il potere in maniera spregiudicata e chi lo sostiene per trarne vantaggio, chi partecipa al ricco banchetto del potente e chi spera di averne le briciole. Tutti, quindi, sono colpevoli del dilagare di malcostume, clientelismo, prevaricazione, legittimati in nome di una democrazia arbitrariamente interpretata. Un quadro vivace e sferzante dipinto da un «post-verista» che non rinnega, ma che anzi rivendica, le sue ascendenze verghiane (in cui, tuttavia, è presente una venatura siloniana).
  9. Accipiter

    Mi presento

    Grazie!
  10. Accipiter

    Mi presento

    Grazie!
  11. Accipiter

    Mi presento

    Ciao ElleryQ, e grazie per il cortese messaggio. Sono contento di sapere che abbiamo delle passioni in comune.
  12. Accipiter

    Mi presento

    Grazie, wyjkz31.
  13. Accipiter

    Lettere ai "cattivi"

    Chi sono i cosiddetti “cattivi”, a cui sono rivolte le lettere raccolte nel presente volumetto? E in quale contesto e come si sarebbe evidenziata o si evidenzierebbe la loro “cattiveria”? E che differenza c’è tra un cattivo senza virgolette e un “cattivo” con le virgolette? Proprio in seguito a quest’ultima domanda sono state scritte le Lettere ai “cattivi”; indirizzate non ai cattivi senza virgolette (coloro i quali, cioè, malvagi sono stati e sono davvero), ma ai “cattivi” con le virgolette. Le quali ultime, racchiudendo il vocabolo cattivi, evidenziano, non senza una punta polemica, un atteggiamento se non di condanna almeno di critica nei confronti di un modus iudicandi ingiusto perché frettoloso, estemporaneo e, in qualche caso, anche di parte.
  14. Accipiter

    Storie vestine

    Le Storie vestine sono un atto d’amore dell’autore verso la propria terra natia, in quanto rievocano un passato al quale egli sente che bisogna necessariamente attingere, per recuperare un’identità la quale nell’odierna società dei consumi si va inesorabilmente disgregando. Attraverso la descrizione di tipi e vicende esemplari, viene fatto il ritratto di un angolo della provincia abruzzese a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La società che ne emerge è di tipo fondamentalmente rurale, caratterizzata da una mentalità elementare, istintiva e spesso sanguigna, all’interno della quale coesistono e si scontrano continuamente dimensione leggendaria e dura realtà quotidiana, rassegnazione e ribellismo, spavalderia e arcane inquietudini, speranza e delusione, rude comicità e dolce malinconia.
  15. Accipiter

    L'ultimo maleficio

    Una vita dedita a stregoneria e brutali assassinii; una storia che riecheggia ancora cupa in quelle contrade bagnate dal sangue delle sue numerose vittime. Come potrà un solo uomo contrastare la malvagità della contessa Erzsébet Báthory? La luce della Divina Provvidenza muove la sua battaglia contro il maligno in una storia ricca di riferimenti storici intrecciata a superstizione.
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