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chiquinha

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  1. chiquinha

    Fantasy o realismo magico?

    @don Durito hai ragione, non dovrebbe essere un ripiego ma una scelta. ed è anche vero che le parti ambientate in Mozambico vengono fuori naturalmente magiche. comunque grazie a te e agli altri, perchè questa discussione mi sta aiutando a capire di più il panorama e quel che voglio fare.
  2. chiquinha

    Fantasy o realismo magico?

    Anche a me Pepetela piace, ma ho letto poco di suo. In questo momento, scrivo da Luanda.
  3. chiquinha

    Fantasy o realismo magico?

    Ciao @ivalibri grazie della risposta. "Fai quello che più ti piace" era una frase che mi girava nella testa mentre scrivevo qui. Però quello che più mi piace e più mi interessa è la storia, la trama e quel che voglio trasmettere, e queste cambierebbero poco sia se il libro fosse ambientato ai giorni nostri che in un passato fittizio. Certo se è ai giorni nostri i protagonisti potrebbero prendere un areo per spostarsi mentre nel passato fittizio no. Una cosa che non amo affatto sono i cellulari e nel presente ce li dovrei mettere. Però, insomma, ce la potrei fare. Parlando invece di mondo lusofono, quali i tuoi autori preferiti? Io amo Mia Couto e Jorge Amado. Se capisci il portoghese puoi ascoltare il mio radiodramma, si chiama Ouro Negro.
  4. chiquinha

    Fantasy o realismo magico?

    Ciao a tutte e tutti, mi presento: ho vissuto all'estero 13 anni e continuo a girare per lavoro con periodi di permanenza lunga nei paesi in cui vado. Per lo più Africa lusofona, ma ho anche vissuto in Bolivia, Nicaragua, Lisbona, Londra. Sono antropologa di formazione e, oltre a fare ricerca per lavoro ( andare in città e villaggi e parlare con le persone) mi piace anche leggere e documentarmi. Infine ho ideato e diretto per 4 anni due radiodrammi in Mozambico. Più di 100 episodi andati in onda con circa 4 milioni di ascoltatori ciascuno. Entrambi ambientati in Mozambico e inseribili nel filone realismo magico. Ho finalmente una storia in cui credo e che voglio scrivere, che preme per uscire: voglio esprimere che siamo tutti esseri umani, tutti diversi ma tutti uguali nella nostra unicità, tutti accomunati dai sentimenti che proviamo. Ora la mia domanda è: meglio ambientare la storia ai giorni nostri facendola diventare realismo magico, o in un mondo parallelo trasformandola in un fantasy? Premetto che non voglio scrivere solo per mio diletto, ma che vorrei seriamente puntare alla pubblicazione. Premetto anche che ho poco tempo per scrivere e che sono perfezionista, quindi ho davanti a me un lavoro di anni. Ho anche sentito dire che i fantasy trovano più ostacoli di altri generi letterali nel mondo editoriale. Io avrei voglia di cimentarmi nella creazione di un mondo della storia dettagliato e coerente, lo posso fare in entrambi i casi ma nel fantasy avrei più spazio. ( Niente elfi, troll o roba simile, comunque). Ma avendo come obiettivo la pubblicazione, ed essendo abituata ai compromessi nella scrittura, potrei ripiegare sul realismo magico ( genere che comunque mi piace molto) senza che la trama ne soffra più di tanto. Cosa mi consigliereste?
  5. chiquinha

    Protagonista femminile forte/dominante e altri dubbi

    Ciao, ti rispondo da persona a cui i fantasy piacciono, anche se non sono una lettrice accanita, ho letto anche dei classi erotici, come il delta di venere e un'altro di cui non ricordo il nome in cui il protagonista era una donna, e da persona che si definisce femminista. onestamente questo ribaltamento a specchio con l'uomo oggetto non mi convince. Da femminista non mi piace l'idea che l'uomo venga trattato come oggetto, questo non è femminismo. Femminismo vuol dire parità e non donne al potere ripetendo i vecchi schemi. Per quanto riguarda poi la vendibilità ho altri dubbi: se ipotizziamo che il pubblico femminista la pensi come me ( e quindi non gradisce) rimane il pubblico da romanzi rosa classici. Ora se i romanzi rosa classici vendono e propongono sempre un maschio alfa etc etc un perchè ci sarà. il resto mi sembra interessante ( intrighi di palazzo, spirito Djin etc). Se la protagonista in qualche modo ribaltasse lo schema "uomo oggetto" allora mi convincerebbe di più. spero che la mia opinione, per quanto parziale e basata su pochi elementi, possa esserti utile
  6. chiquinha

    Banalità

    @Edgar Davis grazie. Non avevo pensato alla questione dell'accapo. Ci rifletterò.
  7. chiquinha

    Banalità

    @Lizz grazie! si impara sempre
  8. chiquinha

    Banalità

    ciao @Lizz grazie molte. con l'effetto a muro cosa intendi?
  9. chiquinha

    Banalità

    Grazie @Ljuset . I luoghi comuni sono comuni perchè sono le cose che succedono quotidianamente, o comunemente, a chi si trova in una relazione abusiva. I fatti citati sono tutti fatti reali, di storie diverse, cuciti assieme. Se senti che la protagonista parla del proprio assassino come di uno smalto per unghie ne sono lusingata. Infatti io volevo proprio dare il senso del distacco emotivo. ciao Chiquinha
  10. chiquinha

    This is the end

    @Niko grazie, capito ora.
  11. chiquinha

    This is the end

    @Niko non ho capito, spiegami meglio.
  12. chiquinha

    Banalità

    Grazie @Alessandra S. !
  13. chiquinha

    Banalità

    ciao @Edison innanzi tutto grazie di aver letto il racconto e dei commenti. è interessante vedere come i punti che tu hai colto ci sono tutti, ma li vediamo in modo diverso. Per te sono fragilità del testo e per me sono scelte precise. Se ti va di leggere ti spiego. Testo slegato: serve a rendere l'idea della confusione dopo la morte, del passaggio di stato, è un flusso di pensiero non lineare. Anche io mi sono chiesta se fosse il caso di lasciare i dati sull'omicidio all'ultimo oppure no. Però poi ho optato per metterli già nel mezzo proprio perchè volevo evitare l'effetto sorpresa. Quel che appunto volevo trattare è il fatto che al male ci si abitua, quindi volevo abituare anche il lettore. Volevo che il lettore si aspettasse il resto. Volevo anche evitare i toni tragici o sensazionalistici. Da qui la leggerezza del modo di dire le cose. Perchè chi vive in un ambiente violento pensa che la violenza sia la normalità. Nelle persone la soglia di ciò che è accettabile non è universale, per chi è vittima di violenza quotidianamente la soglia della quantità di violenza accettabile si alza. Se dici che ti pare che lei fosse abituata a ricevere coltellate allora sono contenta. Perchè lei era abituata a riceverne, non fisiche ma morali. Quando un compagno non c'è o c'è in modo abusivo è una coltellata psicologica continua. a presto Chiquinha
  14. chiquinha

    Il gioco di Peter

    Ciao Alessandra. molto interessante l'adattamento di Peter Pan alla realtà odierna. Mi è piaciuto anche come hai inquadrato la sveglia. Il linguaggio è molto scorrevole e la lettura piacevole
  15. chiquinha

    This is the end

    Ciao @Jacolino. Mi associo a Edison. Io ad essere sincera ad un certo unto mi sono stancata. Ho saltato di pari passo l'ultimo paragrafo e sono andata diritta agli insulti conclusivi, perdendo appieno la parte del parto. se non avessi letto gli altri commenti non sarei tornata indietro a vedere. Innanzi tutto è lo stesso concetto ripetuto, secondo quando si capisce che chi parla è un feto allora non si capisce più perchè il feto dovesse andare a un rave o perchè parli con costruzioni romanesche. magari il perchè tu lo sai, sarebbe interessante se fosse piu chiaro al lettore, magari con degli indizi se vuoi renderlo piu complicato, ma qualcosina in più al lettore lo dovresti proprio dare. buona scrittura Chiquinha
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