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-Pyxis-

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    Sognatore
  1. -Pyxis-

    Parole deboli

    Grazie a entrambi per le risposte @ Andrea: banalizzante è la critica che mi ha colpito di più L'immediatezza dell'immagine è una mia fissazione, ma rileggendola dopo anni penso di aver usato usato un linguaggio troppo "facile", forse l'impressione di banalità dipende da questo... fammi sapere. @ Principe: grazie per il complimento. In realtà non concludo con una domanda, ma con un'altra immagine: parole e musica sono due modi diversi con i quali i "personaggi" di questa storia esprimono la stessa voglia di trovarsi. Modi diversi, ma complementari, che possono incontrarsi dove le vite reali non riescono. O almeno è quello che ho provato a dire... Grazie di nuovo, a presto.
  2. -Pyxis-

    Ibrido

    Complicata, ma potente Non sono riuscita a cogliere molto il tema del doppio, mentre quello del passato l'ho trovato più esplicito. Nonostante le immagini abbiano un significato oscuro ai più, trasmettono qualcosa di profondo e intenso.
  3. -Pyxis-

    Parole deboli

    Già pubblicata su un paio di blog, scritta anni fa in pieno dramma adolescenziale. Parole deboli Nella mia terra spira un vento così forte che scioglie i pensieri. Vuole che ascolti solo la sua voce. Nella mia terra, luci sfocate di città lontane galleggiano nel buio della notte. In una notte sfocata, affogavo nel ricordo dei miei errori. In una notte sfocata, il vento spazzava la solita strada deserta e uccidendo piano ogni pensiero, ha fatto spazio ad una canzone. Mi vergogno un po'. So che riderai di me. Ho messo il coraggio ai tuoi piedi, puoi calpestarlo. Non avrò mai la forza di guardarti negli occhi e cercare le parole per chiederti scusa. Tutto quello che ti vorrei dire mi si blocca in gola e fa male, brucia. Se ti volessi bene davvero forse troverei il modo, ma ho solo queste parole deboli. Se tuo padre non si cura di te, se tua madre non sa chi sei davvero, se te stesso è tutto quello che hai e tutto quello che hai è disperso al buio in mezzo al nulla, se è una brezza leggera a lavarti la mente, un ricordo prepotente appare e non se ne va. Che rimpianto è costata la mia libertà. Che ce le dà a fare le possibilità il destino se poi, distratti, non le vediamo, se per paura le lasciamo dove sono, mentre noi, coglioni, le guardiamo allontanarsi e piangendo voltiamo le spalle. Ti mando questi sussurri, anche se so che non li sentirai. Però forse, una notte di vento, una musica si farà strada tra pensieri e ricordi e la tua musica, in quel vento, troverà le mie parole. In quel vento, la tua musica accompagnerà le mie parole.
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