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Marco Penzo

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Su Marco Penzo

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    Sognatore
  • Compleanno 06/03/1988

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    Maschio
  • Interessi
    Calcio, tennis, musica, scrittura

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  1. Il ritorno di Federer

    Roger, sollevi lo sguardo al cielo. Dritto, rovescio: il servizio è ace. Affronti la partita come la vita: atto per affermare la propria identità davanti alla rete, la palla in bilico tra due mondi, due filosofie, due storie di due esseri umani, dialogo a forza di scambi in un confronto di stile. Torni al quinto set a vincere, ad essere vincente. L'Australia ti premia con il diciottesimo Slam. Una carriera che non finirà mai. Campione indiscusso, ti guardo alzarti di nuovo e conquistare il campo da tennis. Non semplice panegirico, ma poesia di stima per chi ha fatto dello sport arte, con la racchetta. La bellezza: un lungolinea implacabile.
  2. Delirio umano

    La storia non è ancora riuscita a insegnarci. Ne siamo debitori, eppure la tristezza di quelle madri che hanno perso figli in guerra non ci spiega niente del dolore umano. Un attimo. Solo un breve attimo. La morte si avvicina veloce, rapida rapina le anime dei coraggiosi morti per chissà quale patria e per il concetto di essa vittime del falso sentire. Il terrorismo brutale, i genocidi e l’odio razziale, il lager e le torture. Ancora dobbiamo imparare da quel passato che è già presente negli occhi di chi soffre. Un delirio attacca la ragione umana, ne contrae la mente, rattrappisce la memoria, dischiude l’intolleranza. I diritti umani: salviamoli dall’abominio della sventura umana, ora non è ancora tardi.
  3. Il verso del gallo

    Prima che il gallo canti avrai tradito i tuoi ideali avrai osato soggiogare i corpi invitti degli uomini vicini all’ultimo talamo. Volevi sognare, ma erri nel sostenere la causa sbagliata: il particolare, il necessario superfluo. Torna ad amare, sperare. Troverai solo allora i miti della collina, i sogni del futuro. Misurata la tua anima sarà nel cercare gli uliveti, le viti. E gli altri saranno i tuoi prossimi. Il verso del gallo ritorna per rinnovare ogni giorno i passi: gli attimi di continuo albeggiare.
  4. Attimo di felicità

    Rischiara l'animo pio apri il cuore al mondo salva il concetto di speranza vivi l'attimo di felicità.
  5. Poesia del simposio

    Al simposio si parla di amore. Noi amici del sapere ci rifugiamo da una società aliena dall’amore puro per tornare a noi, al nostro essere umani. Limite o limitatezza? In noi risiede la grandezza come la pochezza, e ritmando i colpi del cuore battiamo i calici per un sorso di vino. E sondiamo la verità in cerca di compassione di una nuova emozione.
  6. Attimi

    Pagine che riflettono in versi le vibrazioni poetiche dell'autore: emerge il tema della speranza come attimo di bene, momento germinale di una progettualità che aspira a vivere in una società che davvero assuma i valori universalistici nel palpito condiviso di autentiche relazioni umane.
  7. Il loro inganno

    Ci ruberanno la memoria e ci diranno solamente: "Noi siamo tutti uguali, ma noi molto di più". La loro democrazia è fatta di inganno, quello dell'ingiusta misura, quello del narcisistico odio del prossimo, il grave disprezzo. Qui il nostro destino sembra una lenta, angosciante, amara discesa nella mediocrità.
  8. Il corvo

    Un volo eterno, scivolando desto sui tetti, evoca un grido lontano, suoni poco netti; gracchiando svolazzante il corvo bussa a porte chiuse e forse mai aperte delle cripte della morte. Dormono tutti, lamentando la bellezza mai avuta, e uno spirito vendicativo canta un’ode perduta tra rovi rotti dai pianti di vittime decadute: risorti spiriti della notte in strade già battute vagano cercando la luce, fischiando le foglie, e cercando finite voci nella notte spoglie. Il corvo guarda le colline gridare per la libertà. Lo spirito decaduto vaga alla ricerca della verità. Fruscianti fiumi parlano di notte non più incessante. L’uomo trova la sua tomba sulla riva del torrente: il vero bello. Il corvo dall’occhio vitreo batte vago le ali: svanisce e appare con la luce di spirito pago.
  9. Achille e la morte di Patroclo

    Hai scoperto la morte del cuore amico. I tempi dell'innocenza sono finiti e il passaggio all'età della responsabilità è il più tragico: i ricordi ora sono più forti, e i sogni spariscono sotto la polvere del sangue. E quei tempi in cui si giocava, e si giocava lottando, mentre ora si lotta giocando, sono con la morte del più caro amico; le tue armi, tuo orgoglio, tue sciagure, non ti hanno restituito l’amico guerriero, volto della tua gioventù. L’odio orgoglioso ti ha dominato, ma la vendetta ti ha reso solo vuoto di vana soddisfazione. Vera ingiustizia è illudersi dell’eternità. La fine ha portato compassione. Vecchio Priamo, ora si comprendono i tuoi pianti; ecco il corpo di Ettore, il crudele figlio, vittima della guerra, come tanti tuoi nemici.
  10. La Nostra Libertà

    La raccolta racchiude una serie di tematiche che vanno ad affrontare in fondo il tema dell'incomunicabilità, della fragilità dei rapporti fra le persone. Il sogno, tema centrale dell'opera, non è visto come semplice aspettativa, ma come oggetto portante della formazione dell'individuo in una comunità che dovrebbe essere di uguali, ma che invece è ingannata dai poteri forti e dai falsi ideali. Si intrecciano le tematiche politiche volte alla critica del consumismo e di ideologie infami come quella fascista e quella nazista, riaffermando l'importanza di valori che dovrebbero forgiare veri cittadini. Troviamo nella raccolta riferimenti alla solidarietà, allo sviluppo storico, sia individuale che collettivo, per giungere a una visione di un presente deludente e povero di contenuti. Ma in fondo tutte le poesie sono accomunate dall'amore per la libertà. Come cantava Fabrizio De André: «Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati a cielo e denaro, a cielo ed amore, protetta da un filo spinato». Così la libertà si trova sotto un filo spinato che non le permette di fuggire, di esprimersi in tutto il suo splendore. La libertà non è licenziosità, ma affermazione della verità, della giustizia.
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