Vai al contenuto

lapidus

Scrittore
  • Numero contenuti

    234
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di lapidus

  1. Ferrari Editore

    Grazie mille, ti farò sapere
  2. Ferrari Editore

    Io ho firmato il contratto a novembre. Per quanto riguarda l'editing, sebbene nel contratto fosse previsto, ho deciso di svolgerlo per conto mio (era una decisione che avevo già preso), le motivazioni le ho spiegate in un mio intervento qui: Ho da poco consegnato la versione del testo che considero definitiva (a parte il titolo sul quale vorrei confrontarmi) e adesso sono in attesa. Con me sono sempre stati disponibili sia per telefono sia per mail, a suo tempo avevamo stabilito di uscire in primavera (spero in tempo per il salone di Torino). Il libro uscirà sia in cartaceo sia in ebook. Nel 2018 non hanno ancora pubblicato nulla, da quello che ho capito selezionano pochi testi e li seguono per davvero. Ti/vi terrò aggiornati.
  3. Ferrari Editore

    @Giuseppe Milisenda Il mio libro non è ancora uscito, quindi per il momento non posso aggiungere altro rispetto a quanto ho già scritto sopra.
  4. Prima imminente pubblicazione.

    Non so che tipo di accordi avevate e non so di quale editore si sta parlando, quindi faccio fatica a risponderti. Se però fossi in te gli direi come stanno realmente le cose, tanto lo verrebbe a sapere comunque. I casi sono due: se l'editore crede davvero in te e nel tuo testo, non dovrebbe avere difficoltà a pubblicarti lo stesso senza avanzare la pretesa dell'acquisto copie da parte tua (editore free); se invece lo stesso si impunta affinchè tu acquisti delle copie, allora rientriamo nell'editoria a pagamento con tutte le problematiche che immagino tu conosca.
  5. Prima imminente pubblicazione.

    Non capisco il problema: se fai una presentazione in libreria sarà la libreria stessa a ordinare i libri; se la fai altrove sarà interesse dell'editore inviarti copie in conto vendita. Per fare presentazioni non serve acquistare libri nè anticipare nulla, casomai servono contatti, tempo e voglia di organizzare.
  6. Prima imminente pubblicazione.

    Io ti consiglio di fargli presente la situazione, fossi in te chiederei di spostare la pubblicazione più avanti, quando avrai risolto i tuoi problemi. Considera che è anche nel loro interesse.
  7. Purtroppo l'editoria è un ambiente difficile, dove la comunicazione segue logiche perverse. Potrebbe essere che la persona non era interessata e magari era solo un modo garbato per non dirti un 'no' in faccia. Se fai stampare il tuo manoscritto in x copie e le porti in giro per una fiera dell'editoria, tutti gli editori, o quasi, ti faranno un sorriso e accetteranno di prendere in consegna il tuo testo. A loro non costa nulla, poi che lo leggano davvero e soprattutto ti diano una risposta è un altro paio di maniche. Però potrebbe anche essere che invece la persona abbia ricevuto il tuo testo e lo leggerà per davvero. Nessuno di noi può saperlo. Se posso darti un consiglio, però, è quello di non rimanerci male se non otterrai una risposta e di proseguire oltre la tua ricerca. Non abbatterti e non fermarti. Un'altra cosa che ho imparato sulla mia pelle è che è inutile sollecitare: se un editore è interessato si fa vivo lui. I solleciti in genere cadono nel vuoto e non sono visti di buon occhio.
  8. L'incubo dell'attesa

    In effetti, se ci penso, le risposte positive che ho avuto sono state tutte entro i 6 mesi dall'invio, anche prima. Però, se mandi scaglionato (magari partendo dalle medio/grandi), prima di arrivare a trovare quello che cerchi può volerci davvero molto tempo. Il consiglio è di non avere fretta, perchè poi potresti pentirtene.
  9. L'incubo dell'attesa

    Concordo, è snervante. Bisogna allenarsi anche all'attesa, oltre che alla scrittura. A volte servono 6 mesi, a volte 1 anno, a volte anche di più. La cosa migliore è inviare, dimenticarsi di averlo fatto, e nel frattempo continuare a vivere
  10. Come scrivere una lettera di presentazione a un editore

    Scusa, ma questo fa davvero ridere Come si fa a pensare che un editore ti può scartare perchè concludi la mail con un "grazie" prima dei saluti?
  11. L'incubo dell'attesa

    Queste sono leggende metropolitane. Su 5 contratti che ho firmato negli anni, 4 volte l'esito positivo mi è stato comunicato per mail e solo 1 per telefono. Dipende...
  12. Love kaputt

    @Rototom Complimenti per la pubblicazione. La trama sembra interessante. Solo un piccolo appunto: come fa a essere narrativa non di genere e noir alo stesso tempo? E' un refuso?
  13. Tassazione del diritto d'autore

    @ElleryQ Scusa, l'ho ribadito perchè su quest'argomento c'è molta confusione ed è bene fare chiarezza. In definitiva, non basta versare il 20% sulla ritenuta d'acconto (cosa che spetta all'editore): le royalties vanno inserite nella dichiarazione dei redditi e concorrono all'imponibile in quanto soggette a Irpef.
  14. Tassazione del diritto d'autore

    In realtà, per quanto ne so io, i diritti d'autore sono sottoposti alla tassazione Irpef in quanto assimilati al reddito da lavoro autonomo. Vanno dunque dichiarati, non basta la trattenuta da parte dell'editore. In sintesi: si applica una ritenuta d'acconto del 20% e una deduzione forfetaria del 25% o 40% (per chi ha meno di 35 anni), poi quello che rimane va dichiarato. Riporto un esempio molto chiaro tratto dal sito http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/il-diritto-dautore-4 "un compenso di 1.000 euro risulta fiscalmente imponibile per 750 euro, e la misura della ritenuta sarà di 150 euro, sicché l'autore percepirà effettivamente 850 euro, ma pagherà l'Irpef e le relative addizionali solamente su 750, e la ritenuta operata verrà portata in diminuzione del carico tributario complessivo)".
  15. Il giusto prezzo di un libro

    A me su 5 contratti editoriali firmati, 4 volte il prezzo e le caratteristiche del libro sono state inserite subito a monte. Alla fine l'editore conosce la propria veste grafica e anche dopo l'editing, a meno che non si abbia intenzione di stravolgere il testo, non ci sono enormi differenze in termini di pagine.
  16. Il giusto prezzo di un libro

    @AdStr Dipende in che anno sono stati pubblicati, perchè negli ultimi tempi i libri hanno davvero avuto un'impennata. L'ultimo di Auster (944 pagine) edito da Einaudi ha un prezzo di copertina di 25 euro; l'ultimo di Harris edito da Mondadori (300 pagine) costa 20 euro, ecc. In generale le nuove uscite delle grandi case editrici costicchiano abbastanza.
  17. Il giusto prezzo di un libro

    Il prezzo dei libri in generale si è alzato negli ultimi anni, mi sembra che in questo caso siamo abbastanza in linea, non lo trovo così assurdo. Bella domanda, però dovresti essere tu a darci la risposta Concordo in pieno con @Marcello : quest'affermazione non significa nulla, anzi, la trovo un po' fastidiosa. Anche perchè se ragionassimo in termini di qualità, allora a quanto dovremmo acquistare i libri di Roth (giusto un esempio)? Pochi margini. In ogni caso il prezzo di copertina è meglio farlo inserire alla firma del contratto, proprio per evitare spiacevoli sorprese.
  18. L'angosciante autopromozione

    @konradin Mi scuso se ho frainteso, però, anche rileggendo, non è che il tuo intervento fosse proprio chiaro, anzi. Quanto al fatto di citare solo una parte del discorso o di averti fatto una ripicca... lasciamo perdere, dai. Buona continuazione.
  19. L'angosciante autopromozione

    Visto che a parte @Spartaco per Tempesta Ed. sono intervenuto soltanto io, vorrei capire dove e in che modo ti avrei accusato di ingenuità. Tu hai espresso la tua opinione legittima, io ho risposto con la mia. Il problema dell'autopromozione è reale e molto sentito, ma siamo arrivati a un punto che non vedo come se ne potrebbe fare a meno. Tu lanci una provocazione (come le definisci tu stesso), parli di recupero dei vecchi modelli, ma in concreto non si capisce a cosa tu ti riferisca... Come si fa a recuperare un qualcosa di superato? Sarebbe come dire che era più bello quando ci si parlava faccia a faccia e non si perdeva tempo dietro a un computer o un telefonino. Già. Però nel frattempo sono arrivati internet, gli smartphone, Zuckenberg, ecc.
  20. L'angosciante autopromozione

    Secondo me è vero solo in parte. Il problema non è tanto quello di promuoversi, ma di evitare di farlo in modo dilettantesco e fastidioso (magari tirandosela pure). La promozione la fanno tutti. Prendi Fabio Volo: di per sé non avrebbe un gran bisogno di pubblicità dato che pile e pile dei suoi libri occupano ogni libreria presente sul suolo italico. Eppure lui è ospite fisso da Fazio, presenta un po' ovunque i suoi libri e si presta a lunghe code di fan che gli chiedono una dedica. Insomma, fa un sacco di cose e, forse anche per questo, non passa mai di moda. Nel cinema è uguale. Scorsa settimana è uscito il nuovo film di Ligabue, il quale ha da almeno vent'anni un pubblico di fedelissimi che lo seguirebbe in capo al mondo. Eppure sia lui che i suoi attori (peraltro già famosi di loro) sono comparsi in ogni programma televisivo per fare promozione. Anche questa è una forma di marketing
  21. Infodump e Spiegone

    «Che schifo! Questo formaggio puzza di piedi». Giulio e Roberto trovarono quest'affermazione piuttosto divertente e per questo si misero a sghignazzare battendo mani e piedi. @Elisabeta Gavrilina Difficile accorgersene in un caso del genere, ma come mi è stato fatto notare di recente da un editor in gamba, la frase contiene un'informazione superflua. Se già dico esplicitamente che stanno sghignazzando è inutile che inserisco la precisazione. Può andare come esempio?
  22. "Pago" anche se non pago?

    Ognuno fa quello che gli pare, quindi io non sto qui a sindacare o a giudicare la tua esperienza. Per me non è una ragione di margini o di utili, è una questione di etica: io sono contro questo sistema e non voglio farne parte. Tutto qui. Per il resto, posso dirti che la vera editoria è un'altra cosa, rispetto a quella di comprarsi delle copie e piazzarle qua e là. Questo discorso non c'entra veramente nulla: pagare un editor esterno o una scuola di scrittura è una scelta consapevole e spesso vuol dire avere l'umiltà e l'ambizione di voler crescere come scrittore. Non è una cosa necessariamente legata al voler pubblicare a ogni costo.
  23. "Pago" anche se non pago?

    Per me è inutile girarci attorno, pubblicare a pagamento significa squalificare il proprio libro (non la propria carriera o la propria esistenza), che non verrà preso in considerazione e non circolerà nell'ambiente editoriale. I magazine seri non lo recensiranno, le librerie storceranno il naso, chi bazzica l'ambiente non lo comprerà nemmeno sotto tortura, i "colleghi" scrittori si rifiuteranno di presentarlo e così via.
  24. Riconoscimento royalty dopo tot copie

    I 5000 euro sono il limite per la ritenuta d'acconto, ma è un'altra cosa. Da quello che ne capisco io i diritti d'autore sono soggetti alla tassazione irpef e vanno sempre dichiarati https://www.fiscomania.com/2015/06/redditi-da-diritto-di-autore-disciplina-fiscale/ Però non sono un commercialista e non voglio dire cose a caso. Tra l'altro non è nemmeno questo il punto.
  25. Riconoscimento royalty dopo tot copie

    Voi che ne pensate delle case editrici free che adottano la politica di riconoscere royalties solo dopo aver venduto tot copie? Io sono un po' combattuto, nel senso che fosse per me gradirei anche l'anticipo da parte dell'editore , però mi rendo conto che non sempre è possibile. Ho letto vari post qua e là in cui molti demonizzano tale pratica, alcuni addirittura ci vedono una sorta di pagamento mascherato. Secondo me non è così e anche in questo caso ci sono delle distinzioni da fare: un conto è rinunciare alle royalties sulle prime 100 copie (in questo caso parliamo di una cifra media tra le 80 e le 120 euro); un conto è rinunciare alle royalties sulle prime 1000 copie (in questo caso le cifre cambiano e parecchio). Qualcuno obietterà che in ogni caso è una questione di principio e che è svilente per l'autore. Forse sì, però bisogna anche andare oltre e valutare tutti gli aspetti. Intanto c'è da considerare anche a quanto ammonta questa percentuale, cioè è meglio vedersi riconoscere il 5% fin dalla prima copia oppure il 10% dopo le prime 100 copie? E poi, magari l'editore che ti riconosce le percentuali dopo 100 copie è quello ti regala 5 copie omaggio (e quindi ti va in qualche modo a compensare), mentre l'altro nessuna... Insomma, io penso che i diritti d'autore facciano parte della normale negoziazione di un contratto, sta alla volontà di ognuno decidere come comportarsi, però io nei casi di soglie basse (e senza clausole vessatorie) non parlerei di editoria a pagamento, che è altra cosa.
×