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lapidus

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Tutti i contenuti di lapidus

  1. lapidus

    Un libro che accontenti tutti

    @nemesis74 Io un libro che consiglio sempre e che finora ha messo d'accordo tutti è Norwegian Wood. Tokyo Blues di Murakami
  2. lapidus

    Walkabout

    Se vai sulla pagina servizi letterari, sotto trovi una lunga lista di esordienti ("esordienti che abbiamo scoperto" così c'è scritto) con relativi editori.
  3. lapidus

    Walkabout

    Sarà come dici tu, eppure nel loro sito vedo citati numerosi esordienti pubblicati con case editrici di rilievo
  4. lapidus

    Invio di copie promozionali da parte dell'editore

    @Wanderer Secondo me un editore serio all'uscita del libro deve attivarsi con il suo ufficio stampa per fare un comunicato e destinare tot copie a giornalisti/blogger/recensori. Quante copie dipende poi dalla grandezza e dalle possibilità (anche in termini di contatti) che ha. Io credo che un editore "medio" (diciamo così) una decina di copie le dovrebbe investire in tal senso.
  5. lapidus

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Condivido il tuo pensiero. Pagine addietro qualcuno parlava di un mondo di appassionati, di redazioni nottambule, ecc, e io mi sono lasciato trasportare da questa visione romantica e un po' fuori dal tempo. La realtà è che ci sono riviste che non danno proprio segni di vita, nel senso che una volta inviato il racconto cade in un buco nero. E secondo me non è bello perché in questo caso ogni autore acconsente a cedere le propria opera gratuitamente (a differenza di quanto avviene per un romanzo), quindi a fronte di tutto questo volontariato mi sembrerebbe quantomeno corretto fornire un riscontro. Poi ho trovato quelle che rispondono "ti faremo certamente sapere" e invece nulla. L'ultima mi è capitata in risposta a una call a tema in cui si garantiva risposta in ogni caso, mai avuta. Alla mia richiesta di chiarimenti mi è stato risposto una roba del tipo: "sai com'è, può succedere, c'è stata di mezzo l'estate". Peccato che avevo inviato alla fine di settembre. Per fortuna non sono tutte così, ci sono anche quelle puntuali e organizzate. In ogni caso c'è una selezione dura un po' dappertutto, bisogna avere racconti molto buoni per pubblicare, mirabolanti per arrivare alle più importanti. Io con qualcuna pubblicherò. Mi domando però quanto sottoporsi a tutta questa trafila di mesi e mesi e mesi sia effettivamente così divertente o formativo a livello di curriculum. Forse 15 anni fa era così, adesso ho i miei dubbi.
  6. lapidus

    Come rifiutare 15 proposte e vivere felici

    Strano, perché io non mi sono mai fatto di questi problemi eppure, immodestamente, penso di scrivere abbastanza bene. Veramente qui si parlava del rischio (definito più che alto) che un editore ti rubi l'idea o il manoscritto... e sinceramente non ho mai sentito un caso di questo tipo. Un editore a pagamento spesso nemmeno lo legge il libro ed è interessato più che altro alla 'sponsorizzazione' dell'autore. Un editore non a pagamento in genere se trova un autore con delle idee e dello stile cerca di tenerselo stretto mica gli ruba il testo.
  7. lapidus

    Come rifiutare 15 proposte e vivere felici

    Tutto può essere, ma è una fobia (tipica dell'esordiente) assolutamente infondata. Semplicemente non esiste che un editore ti rubi il manoscritto. E nemmeno le idee si possono rubare.
  8. lapidus

    Come rifiutare 15 proposte e vivere felici

    @Steve Warren Questo tuo post sta solo a dimostrare come sia inutile e dannoso mandare manoscritti random all'universomondo. Inutile perché tu mandi un manoscritto già sapendo che rifiuterai un'eventuale proposta. Esempio: alla 15 dici che rifiuti la proposta perché pubblicano solo su amazon, cosa che potevi benissimo verificare anche prima. Dannoso perché così facendo l'unico risultato che si ottiene è quello di intasare un sistema ormai saturo all'inverosimile, motivo per cui poi non ci possiamo lamentare se certi editori preferiscono avere una scrematura iniziale da parte di agenti, editor, ecc.
  9. lapidus

    Edelweiss

    all'editoria a pagamento, volevo dire.
  10. lapidus

    Edelweiss

    Io ho solo detto che mi sembra tutto trasparente, sia i prezzi e sia le case editrici e il parco autori. Infatti tu hai potuto trarre le tue conclusioni e farti un'idea. Cosa che purtroppo non sempre è possibile. Il marchio l'ho trovato in altre agenzie (anche più blasonate), poi sul fatto che ormai sia un cosa contigua all'editoria è una tua affermazione e libera interpretazione.
  11. lapidus

    Edelweiss

    Comunque, i prezzi sono indicati chiaramente qua (così come le case editrici con cui collaborano): https://www.valutazionemanoscritti.it/ Che ci sia o non ci sia il marchio (così come su certi libri ci sia o non ci sia la fascetta gialla o rossa) non ha nessuna importanza. L'idea degli editori con cui collaborano te la fai guardando la lista dei libri pubblicati e degli autori. E in questo mi sembra che ci sia molta trasparenza, rispetto ad altre agenzie di cui non è dato sapere nulla.
  12. lapidus

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Mi sembra che tu abbia fatto una classifica molto personale non si sa in base a cosa.
  13. L'iniziativa della valutazione gratuita è senz'altro lodevole. In che senso? Ci sono indicazioni standard per l'orario? A me sembra più che altro una specie di moda o di trend: anni fa ha iniziato qualcuno e via via altri operatori si sono accodati. Comunque no, ai fini pratici non è un problema insormontabile. Se fossi io differenzierei, ma è solo il mio punto di vista.
  14. @Eunice Se posso permettermi una critica (spero) costruttiva, mi sento di dire che di questo invio alle 00.01 francamente non se ne può più. C'è gente che oltre a digitare sulla tastiera ha un lavoro e dei figli da portare a scuola, e magari a mezzanotte è già crollata. Personalmente non sono interessato, non partecipo più a gare di velocità notturne (ormai la nuova moda dell'editoria), però suggerirei di cambiare orario: se per esempio si facesse alle 22.01 non credo cambierebbe molto, no?
  15. lapidus

    Intervista scrittori

    Scusami, ma che c'entra? Uno nella vita può essere più cose o fare più lavori allo stesso tempo, mica viviamo la nostra esistenza a compartimenti stagni. Ad esempio, in giro ci sono un sacco di giornalisti-scrittori... e allora, come dovremmo rappresentarli per definizione? In base al reddito? Ma poi, se un tizio che lavora come impiegato scrive un libro e lo presenta, il relatore dovrebbe proporlo al pubblico come l'impiegato e non come lo scrittore solo perché non ha venduto tot copie? Dopo quante copie si ha diritto a ricevere la patente di scrittore? D'accordissimo con te. Non ti mantieni con la scrittura (come del resto quasi tutti gli scrittori), ma nel mondo dell'editoria sei a tutti gli effetti una scrittrice... e ci mancherebbe!
  16. lapidus

    Intervista scrittori

    Ok, facciamo un esempio pratico. Bazzicando l'ambiente da ormai diversi anni, mi capita ogni tanto di conoscere qualche scrittore conosciuto. Ultimamente ho avuto modo di chiacchierare con uno di questi: molto conosciuto e inserito nell'ambiente, è rappresentato da un grosso agente, ha pubblicato con una casa editrice tra le 2 o 3 più famose in italia e alcuni anni fa è stato in finale allo Strega. I suoi libri sono recensiti un po' ovunque e di sue interviste se ne trovano tante in giro (ovviamente non si sognerebbe mai di pagare)... Detto questo, nella vita 'vera' fa tutt'altro, è impiegato in un'azienda, perché con le royalties nemmeno uno come lui ci campa. Ora, non so se tu sai come funzionano le royalties e le percentuali che girano, se fai due conti ti accorgerai della quantità enorme di libri che un autore dovrebbe vendere tutti gli anni per poter avere un reddito fisso congruo. Quindi secondo te solo perché non si mantiene coi libri nemmeno uno come lui è un vero scrittore? Non ha competenze e capacità riconosciute?
  17. lapidus

    Intervista scrittori

    Non credo che il WD serva ad autopromuoversi, io l'ho sempre visto più che altro come uno spazio dove confrontarsi e condividere contenuti/informazioni. Poi sulla patente di scrittore si è molto parlato, ognuno ha la propria visione, certo è che se ritieni che lo scrittore sia solo colui che lo fa di professione (e quindi si mantiene solo scrivendo libri), in Italia possiamo dire che la percentuale si aggira forse sull'1 o 2%. Personalmente, invece, non ritengo che uno scrittore lo si definisca dalle royalties che percepisce e, anzi, trovo molto svilente ridurre tutto a una questione economica. Tornando al discorso iniziale l'intervista di solito è utile anche per il sito/blog per avere dei contenuti da inserire e ha senso se fatta da qualcuno che ha letto e apprezzato il libro (anche perché chi legge l'intervista queste cose le capisce). Almeno, io la penso così.
  18. lapidus

    Intervista scrittori

    Sul serio... secondo te uno scrittore paga le interviste che gli fanno? Oppure si paga le recensioni o gli articoli? E credi che un'intervista a pagamento sia una buona forma di pubblicità?
  19. lapidus

    Intervista scrittori

    Be', pagare per farsi intervistare mi sembra veramente di pessimo gusto
  20. Mi sembra non abbia alcun senso. Inviare un manoscritto a febbraio/marzo e vedere il libro addirittura pubblicato per l'estate non esiste (se parliamo di vera editoria). Considerato che per avere una risposta ci vogliono in media dai 3 ai 6 mesi, il contratto verrebbe firmato come minimo in autunno, poi ci sarebbero correzione bozze ed editing e tutto il ciclo della lavorazione e della programmazione. Tra firma del contratto e pubblicazione ci passano mesi e mesi, a volte anche un paio di anni.
  21. lapidus

    Ceccacci literary agency

    Anch'io diverso tempo fa mi sono rivolto a quest'agenzia. La scheda che ho ricevuto era piuttosto dettagliata e ricca di spunti, per quanto mi riguarda soddisfacente (al di là di qualche refuso o imprecisione qua e là). Il giudizio finale era nel complesso positivo, quindi mi è stato detto che sarei passato a una valutazione interna (step successivo), dopodiché l'agenzia mi avrebbe fatto sapere riguardo a un'eventuale rappresentanza. Ecco, in generale, questa è una cosa da tenere in considerazione: spesso le agenzie incaricano collaboratori esterni per una prima valutazione, il che implica che non è sufficiente avere una scheda positiva, perché ci sono comunque dei passaggi successivi. Questo incide ovviamente anche a livello di tempistiche: io infatti mi ero illuso che avrei avuto subito dopo la scheda un riscontro (positivo o negativo) riguardo la rappresentanza, invece nel complesso ho dovuto aspettare circa 6 mesi, nei quali siamo comunque rimasti in contatto. Alla fine mi è stato comunicato che per una serie di motivi e valutazioni interne, alcune delle quali esulano dal testo in sé, non mi avrebbero preso nella loro scuderia. Peccato... Comunque con me devo dire che sono stati professionali e corretti, quindi ritengo l'esperienza positiva (anche perché ho capito un po' di cose).
  22. lapidus

    Berla & Griffini Rights Agency

    Se può interessare, parecchi mesi fa ho chiesto all'agenzia di poter essere valutato senza passare attraverso il servizio a pagamento della scheda di lettura. Avendo già un po' di curriculum letterario, l'agenzia si è detta interessata a ricevere la proposta e ha accettato. Purtroppo poi la cosa non è andata a buon fine, ma ho molto apprezzato la gentilezza, la professionalità e la disponibilità.
  23. lapidus

    Tutelare il proprio romanzo

    Mai avuta questa 'paura', semplicemente perché la cosa non avrebbe alcun senso.
  24. lapidus

    La raccomandata a se stessi ha davvero valore legale?

    @topspeed non so se la cosa può esserti di conforto: non esiste che una casa editrice (o chi per essa) possa rubarti il manoscritto. E i motivi sono molto semplici... Tutelarsi non serve a nulla, ma se proprio ci tieni a farlo ci sono pratiche meno obsolete della raccomandata a se stessi.
  25. Io credo che l'editoria, come qualsiasi altro mercato, debba rimanere sempre aggiornata, programmare con anticipo la ripartenza, studiare nuove forme/strategie di marketing e giocare d'anticipo. Chi rimane fermo sospeso ad aspettare gli eventi senza adeguarsi viene tagliato fuori. Questo a mio modesto avviso vale un po' per tutti i settori. Dunque ha senso inviare adesso (considerati i tempi biblici di lettura e pubblicazione), poi se il libro avrà la sfortuna di uscire in un nuovo eventuale momento di lockdown di certo l'autore non sarà fortunato. Ma questo non lo possiamo prevedere.
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