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lapidus

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  1. Per quanto riguarda la scrittura, mi permetto di suggerire una via di mezzo tra la 3 e la 4. Tra un autore che non sa neanche da che parte si cominci a raccontare una storia a uno che t'incanta fin dalle prime righe e ti tiene incollato alla storia, ce ne passa eh.
  2. lapidus

    Firmacopie presso le librerie Mondadori

    In coda a tutta la lunga filiera dell'editoria il cliente è sempre lui: lo scrittore. Finalmente anche le librerie si adeguano
  3. Anche questo è vero, tuttavia mi sembrava che tu in precedenza ti riferissi alla commerciabilità del testo e alla valutazione 'insindacabile' che ne fanno le agenzie. Ti faccio il mio esempio: ho inviato un romanzo a 2 agenzie (tra le migliori), una mi ha risposto evidenziando una buona qualità di scrittura ma avanzando perplessità dal punto di vista commerciale, l'altra mi ha mandato una scheda di valutazione positiva (anche e soprattutto dal punto di vista commerciale) e adesso il testo è passato in lettura interna per decidere riguardo la rappresentanza. Alla fine mi sono fatto l'idea che le agenzie ritengano 'vendibile' o 'commerciale' in base ai propri contatti all'interno delle case editrici e non in senso assoluto. Ci sono agenti che puntano su un genere e altri che ne puntano o sono specializzati su un altro. Se poi invece si parla di testi rifiutati perché scritti male, sciatti o brutti, allora è un altro paio di maniche...
  4. @ivalibri Le vicissitudini del libro sono state, in piccola parte, raccontate anche qui: http://matteobblog.blogspot.com/2016/05/esordire-negli-anni-10-luciano-funetta.html Comunque facendo un po' di ricerche o parlando con gli scrittori ne trovi un sacco di storie come questa. Se si ha consapevolezza del proprio testo (e la si matura dopo tanto lavoro e sacrificio) è giusto andare avanti, fare tesoro dei consigli e non arrendersi.
  5. Be', su questo ci sarebbe da discutere. All'interno delle agenzie, così come delle case editrici, lavorano persone che proprio in quanto tali sono fallibili. Ci sono romanzi che prima di essere pubblicati (e di ottenere successo) hanno fatto dei giri immensi. Mi viene in mente l'esempio di un autore che proprio su questo forum ha dichiarato di essere stato rifiutato da diverse agenzie prima di approdare con invio spontaneo (?) a Mondadori. Qui il link a un articolo su "Dalle rovine" di Funetta (arrivato tra i finalisti dello Strega qualche anno fa) in cui si dice che prima di trovare la sua collocazione il libro ha ricevuto una ventina di rifiuti dall'attentissimo mercato editoriale: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2016/05/17/dalle-rovine-allo-strega-il-libro-che-nessuno-voleva/2736235/
  6. lapidus

    Trentin Agency

    In realtà no, ci sono agenzie che una volta accettato il testo lo editano/sistemano senza richiedere ulteriori esborsi. In realtà la prassi sarebbe questa. Poi ogni agenzia ha il proprio modus operandi, proprio per questo sarebbe il caso di evitare facili generalizzazioni.
  7. lapidus

    Agenzia Dedalo

    Ma le schede delle agenzie in genere sono dettagliate e non hanno come scopo ultimo la rappresentanza dell'autore, che in realtà è più un obiettivo dell'autore. La scheda è un servizio a tutti gli effetti e deve prendere in considerazione tutti gli aspetti che hai citato. Io per es. ne ho appena ricevuta una di 5 pagine che ha messo in risalto pregi e difetti, stile, trama, titolo, commerciabilità, ecc. Poi c'è, come in tutte le cose, chi le fa meglio e chi le fa peggio, chi fa osservazioni condivisibili e meno condivisibili (anche a seconda dei gusti), però non mi sembra nulla di diverso...
  8. In teoria no, in pratica sì. Secondo me non basta scrivere per definirsi scrittori, ci vuole un minimo di riscontro e riconoscimento. Un po' come non basta giocare a calcetto per definirsi calciatori.
  9. lapidus

    Ferrari Editore

    Ai tempi chiedevano il testo completo. Se adesso chiedono l'estratto ti conviene seguire le istruzioni
  10. Questo è il punto cruciale. Cioè, già il libro di un piccolo editore è difficile (a volte impossibile) comprarlo in libreria, se poi non è disponibile nemmeno nel principale store online cosa rimane?
  11. lapidus

    Meucci Agency

    @Kenzo Kabuto Condivido buona parte del tuo ragionamento, però a me questo metodo di aprire una finestrella pochi secondi al mese non piace, perché premia il dito più veloce, cosa che non mi pare abbia un gran senso se parliamo di scouting. Ne sei sicuro? Ci sono altri sistemi per scremare... Per esempio io credo che un'agenzia (ma anche una casa editrice) possa farsi inviare semplicemente una sinossi di una paginetta e valutare da lì se un testo è in linea con quello che cerca, anche solo come genere o come trama. Se la sinossi è convincente si fa inviare il testo, di cui basta leggere poche righe o poche pagine per capire se lo stile c'è o non c'è. Poi, ovvio, non sta a me giudicare... ogni agenzia è libera di adottare la metodologia che ritiene migliore o più strategica.
  12. lapidus

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Una decina di anni fa, quando ho cominciato a bazzicare il mondo editoriale, mi si diceva: "Arricchisci il tuo curriculum letterario! Scrivi racconti, partecipa alle antologie". Così ho fatto. Ho iniziato a cercare i concorsi delle case editrici, quelli che reputavo seri (e sempre gratis), e mi sono messo a inviare racconti, molti dei quali sono usciti poi in varie antologie. Sinceramente l'aver così arricchito il mio curriculum non mi sembra abbia poi avuto alcun peso in sede di presentazione agli editori, né c'è qualche editor che mi ha notato in qualcuna di queste antologie. Insomma, è stato solo un divertimento e una palestra letteraria (mettiamola così), ma alla lunga poi mi sono stufato. Con le riviste penso sia un po' la stessa cosa, magari può dare visibilità essere pubblicati in quelle top.
  13. lapidus

    Le grandi case editrici leggono gli invii spontanei?

    Oggi è uscita sul Corriere questa interessante intervista a De Carlo: https://www.corriere.it/cronache/19_ottobre_27/10-interni-10-interni-personcorriere-web-sezioni-b01780fa-f8f1-11e9-8af8-3023352e2b21.shtml C'è un passaggio in cui dice che all'inizio aveva provato a inviare spontaneamente alle case editrici e mai nessuno gli ha risposto, poi è stato introdotto nell'ambiente nientemeno da Italo Calvino. E stiamo parlando di 30 anni fa
  14. lapidus

    Le grandi case editrici leggono gli invii spontanei?

    Da parte mia ti ringrazio per la testimonianza che ti fa onore. Se posso chiedere, c'eri arrivato tramite agenzia o conoscenze personali?
  15. lapidus

    Le grandi case editrici leggono gli invii spontanei?

    Utile per farsi notare sarebbe avere una certa intraprendenza, ossia bazzicare l'ambiente editoriale. Ci sono quelli che vanno alla presentazioni e conoscono gli autori, poi vanno alle fiere del libro e conoscono gli editori, poi frequentano corsi di scrittura e conoscono gli editor. Certo è che per far così ci vuole tanto tempo libero, denaro e soprattutto una certa attitudine a socializzare (e quella ce l'hai o non ce l'hai).
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