Vai al contenuto

lapidus

Scrittore
  • Numero contenuti

    228
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

165 Strepitoso

1 Seguace

Su lapidus

  • Rank
    Sognatore

Contatti & Social

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo

Visite recenti

3.041 visite nel profilo
  1. Purtroppo l'editoria è un ambiente difficile, dove la comunicazione segue logiche perverse. Potrebbe essere che la persona non era interessata e magari era solo un modo garbato per non dirti un 'no' in faccia. Se fai stampare il tuo manoscritto in x copie e le porti in giro per una fiera dell'editoria, tutti gli editori, o quasi, ti faranno un sorriso e accetteranno di prendere in consegna il tuo testo. A loro non costa nulla, poi che lo leggano davvero e soprattutto ti diano una risposta è un altro paio di maniche. Però potrebbe anche essere che invece la persona abbia ricevuto il tuo testo e lo leggerà per davvero. Nessuno di noi può saperlo. Se posso darti un consiglio, però, è quello di non rimanerci male se non otterrai una risposta e di proseguire oltre la tua ricerca. Non abbatterti e non fermarti. Un'altra cosa che ho imparato sulla mia pelle è che è inutile sollecitare: se un editore è interessato si fa vivo lui. I solleciti in genere cadono nel vuoto e non sono visti di buon occhio.
  2. L'incubo dell'attesa

    In effetti, se ci penso, le risposte positive che ho avuto sono state tutte entro i 6 mesi dall'invio, anche prima. Però, se mandi scaglionato (magari partendo dalle medio/grandi), prima di arrivare a trovare quello che cerchi può volerci davvero molto tempo. Il consiglio è di non avere fretta, perchè poi potresti pentirtene.
  3. L'incubo dell'attesa

    Concordo, è snervante. Bisogna allenarsi anche all'attesa, oltre che alla scrittura. A volte servono 6 mesi, a volte 1 anno, a volte anche di più. La cosa migliore è inviare, dimenticarsi di averlo fatto, e nel frattempo continuare a vivere
  4. Come scrivere una lettera di presentazione a un editore

    Scusa, ma questo fa davvero ridere Come si fa a pensare che un editore ti può scartare perchè concludi la mail con un "grazie" prima dei saluti?
  5. L'incubo dell'attesa

    Queste sono leggende metropolitane. Su 5 contratti che ho firmato negli anni, 4 volte l'esito positivo mi è stato comunicato per mail e solo 1 per telefono. Dipende...
  6. Love kaputt

    @Rototom Complimenti per la pubblicazione. La trama sembra interessante. Solo un piccolo appunto: come fa a essere narrativa non di genere e noir alo stesso tempo? E' un refuso?
  7. Tassazione del diritto d'autore

    @ElleryQ Scusa, l'ho ribadito perchè su quest'argomento c'è molta confusione ed è bene fare chiarezza. In definitiva, non basta versare il 20% sulla ritenuta d'acconto (cosa che spetta all'editore): le royalties vanno inserite nella dichiarazione dei redditi e concorrono all'imponibile in quanto soggette a Irpef.
  8. Tassazione del diritto d'autore

    In realtà, per quanto ne so io, i diritti d'autore sono sottoposti alla tassazione Irpef in quanto assimilati al reddito da lavoro autonomo. Vanno dunque dichiarati, non basta la trattenuta da parte dell'editore. In sintesi: si applica una ritenuta d'acconto del 20% e una deduzione forfetaria del 25% o 40% (per chi ha meno di 35 anni), poi quello che rimane va dichiarato. Riporto un esempio molto chiaro tratto dal sito http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/il-diritto-dautore-4 "un compenso di 1.000 euro risulta fiscalmente imponibile per 750 euro, e la misura della ritenuta sarà di 150 euro, sicché l'autore percepirà effettivamente 850 euro, ma pagherà l'Irpef e le relative addizionali solamente su 750, e la ritenuta operata verrà portata in diminuzione del carico tributario complessivo)".
  9. Il giusto prezzo di un libro

    A me su 5 contratti editoriali firmati, 4 volte il prezzo e le caratteristiche del libro sono state inserite subito a monte. Alla fine l'editore conosce la propria veste grafica e anche dopo l'editing, a meno che non si abbia intenzione di stravolgere il testo, non ci sono enormi differenze in termini di pagine.
  10. Il giusto prezzo di un libro

    @AdStr Dipende in che anno sono stati pubblicati, perchè negli ultimi tempi i libri hanno davvero avuto un'impennata. L'ultimo di Auster (944 pagine) edito da Einaudi ha un prezzo di copertina di 25 euro; l'ultimo di Harris edito da Mondadori (300 pagine) costa 20 euro, ecc. In generale le nuove uscite delle grandi case editrici costicchiano abbastanza.
  11. Il giusto prezzo di un libro

    Il prezzo dei libri in generale si è alzato negli ultimi anni, mi sembra che in questo caso siamo abbastanza in linea, non lo trovo così assurdo. Bella domanda, però dovresti essere tu a darci la risposta Concordo in pieno con @Marcello : quest'affermazione non significa nulla, anzi, la trovo un po' fastidiosa. Anche perchè se ragionassimo in termini di qualità, allora a quanto dovremmo acquistare i libri di Roth (giusto un esempio)? Pochi margini. In ogni caso il prezzo di copertina è meglio farlo inserire alla firma del contratto, proprio per evitare spiacevoli sorprese.
  12. L'angosciante autopromozione

    @konradin Mi scuso se ho frainteso, però, anche rileggendo, non è che il tuo intervento fosse proprio chiaro, anzi. Quanto al fatto di citare solo una parte del discorso o di averti fatto una ripicca... lasciamo perdere, dai. Buona continuazione.
  13. L'angosciante autopromozione

    Visto che a parte @Spartaco per Tempesta Ed. sono intervenuto soltanto io, vorrei capire dove e in che modo ti avrei accusato di ingenuità. Tu hai espresso la tua opinione legittima, io ho risposto con la mia. Il problema dell'autopromozione è reale e molto sentito, ma siamo arrivati a un punto che non vedo come se ne potrebbe fare a meno. Tu lanci una provocazione (come le definisci tu stesso), parli di recupero dei vecchi modelli, ma in concreto non si capisce a cosa tu ti riferisca... Come si fa a recuperare un qualcosa di superato? Sarebbe come dire che era più bello quando ci si parlava faccia a faccia e non si perdeva tempo dietro a un computer o un telefonino. Già. Però nel frattempo sono arrivati internet, gli smartphone, Zuckenberg, ecc.
  14. L'angosciante autopromozione

    Secondo me è vero solo in parte. Il problema non è tanto quello di promuoversi, ma di evitare di farlo in modo dilettantesco e fastidioso (magari tirandosela pure). La promozione la fanno tutti. Prendi Fabio Volo: di per sé non avrebbe un gran bisogno di pubblicità dato che pile e pile dei suoi libri occupano ogni libreria presente sul suolo italico. Eppure lui è ospite fisso da Fazio, presenta un po' ovunque i suoi libri e si presta a lunghe code di fan che gli chiedono una dedica. Insomma, fa un sacco di cose e, forse anche per questo, non passa mai di moda. Nel cinema è uguale. Scorsa settimana è uscito il nuovo film di Ligabue, il quale ha da almeno vent'anni un pubblico di fedelissimi che lo seguirebbe in capo al mondo. Eppure sia lui che i suoi attori (peraltro già famosi di loro) sono comparsi in ogni programma televisivo per fare promozione. Anche questa è una forma di marketing
  15. Infodump e Spiegone

    «Che schifo! Questo formaggio puzza di piedi». Giulio e Roberto trovarono quest'affermazione piuttosto divertente e per questo si misero a sghignazzare battendo mani e piedi. @Elisabeta Gavrilina Difficile accorgersene in un caso del genere, ma come mi è stato fatto notare di recente da un editor in gamba, la frase contiene un'informazione superflua. Se già dico esplicitamente che stanno sghignazzando è inutile che inserisco la precisazione. Può andare come esempio?
×