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lapidus

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  1. lapidus

    Intervista scrittori

    Non credo che il WD serva ad autopromuoversi, io l'ho sempre visto più che altro come uno spazio dove confrontarsi e condividere contenuti/informazioni. Poi sulla patente di scrittore si è molto parlato, ognuno ha la propria visione, certo è che se ritieni che lo scrittore sia solo colui che lo fa di professione (e quindi si mantiene solo scrivendo libri), in Italia possiamo dire che la percentuale si aggira forse sull'1 o 2%. Personalmente, invece, non ritengo che uno scrittore lo si definisca dalle royalties che percepisce e, anzi, trovo molto svilente ridurre tutto a una questione economica. Tornando al discorso iniziale l'intervista di solito è utile anche per il sito/blog per avere dei contenuti da inserire e ha senso se fatta da qualcuno che ha letto e apprezzato il libro (anche perché chi legge l'intervista queste cose le capisce). Almeno, io la penso così.
  2. lapidus

    Intervista scrittori

    Sul serio... secondo te uno scrittore paga le interviste che gli fanno? Oppure si paga le recensioni o gli articoli? E credi che un'intervista a pagamento sia una buona forma di pubblicità?
  3. lapidus

    Intervista scrittori

    Be', pagare per farsi intervistare mi sembra veramente di pessimo gusto
  4. Mi sembra non abbia alcun senso. Inviare un manoscritto a febbraio/marzo e vedere il libro addirittura pubblicato per l'estate non esiste (se parliamo di vera editoria). Considerato che per avere una risposta ci vogliono in media dai 3 ai 6 mesi, il contratto verrebbe firmato come minimo in autunno, poi ci sarebbero correzione bozze ed editing e tutto il ciclo della lavorazione e della programmazione. Tra firma del contratto e pubblicazione ci passano mesi e mesi, a volte anche un paio di anni.
  5. lapidus

    Ceccacci literary agency

    Anch'io diverso tempo fa mi sono rivolto a quest'agenzia. La scheda che ho ricevuto era piuttosto dettagliata e ricca di spunti, per quanto mi riguarda soddisfacente (al di là di qualche refuso o imprecisione qua e là). Il giudizio finale era nel complesso positivo, quindi mi è stato detto che sarei passato a una valutazione interna (step successivo), dopodiché l'agenzia mi avrebbe fatto sapere riguardo a un'eventuale rappresentanza. Ecco, in generale, questa è una cosa da tenere in considerazione: spesso le agenzie incaricano collaboratori esterni per una prima valutazione, il che implica che non è sufficiente avere una scheda positiva, perché ci sono comunque dei passaggi successivi. Questo incide ovviamente anche a livello di tempistiche: io infatti mi ero illuso che avrei avuto subito dopo la scheda un riscontro (positivo o negativo) riguardo la rappresentanza, invece nel complesso ho dovuto aspettare circa 6 mesi, nei quali siamo comunque rimasti in contatto. Alla fine mi è stato comunicato che per una serie di motivi e valutazioni interne, alcune delle quali esulano dal testo in sé, non mi avrebbero preso nella loro scuderia. Peccato... Comunque con me devo dire che sono stati professionali e corretti, quindi ritengo l'esperienza positiva (anche perché ho capito un po' di cose).
  6. lapidus

    Berla & Griffini Rights Agency

    Se può interessare, parecchi mesi fa ho chiesto all'agenzia di poter essere valutato senza passare attraverso il servizio a pagamento della scheda di lettura. Avendo già un po' di curriculum letterario, l'agenzia si è detta interessata a ricevere la proposta e ha accettato. Purtroppo poi la cosa non è andata a buon fine, ma ho molto apprezzato la gentilezza, la professionalità e la disponibilità.
  7. lapidus

    Tutelare il proprio romanzo

    Mai avuta questa 'paura', semplicemente perché la cosa non avrebbe alcun senso.
  8. lapidus

    La raccomandata a se stessi ha davvero valore legale?

    @topspeed non so se la cosa può esserti di conforto: non esiste che una casa editrice (o chi per essa) possa rubarti il manoscritto. E i motivi sono molto semplici... Tutelarsi non serve a nulla, ma se proprio ci tieni a farlo ci sono pratiche meno obsolete della raccomandata a se stessi.
  9. Io credo che l'editoria, come qualsiasi altro mercato, debba rimanere sempre aggiornata, programmare con anticipo la ripartenza, studiare nuove forme/strategie di marketing e giocare d'anticipo. Chi rimane fermo sospeso ad aspettare gli eventi senza adeguarsi viene tagliato fuori. Questo a mio modesto avviso vale un po' per tutti i settori. Dunque ha senso inviare adesso (considerati i tempi biblici di lettura e pubblicazione), poi se il libro avrà la sfortuna di uscire in un nuovo eventuale momento di lockdown di certo l'autore non sarà fortunato. Ma questo non lo possiamo prevedere.
  10. lapidus

    Walkabout

    Certo che è regolare, ogni agenzia/editore è libero di accettare manoscritti in lettura come ritiene, anche differenziando a seconda dei casi. Mi chiedevo solo, perché non l'ho capito bene, se eri passato dal servizio di lettura a pagamento oppure no. Mi sembra di capire di no, quindi forse anche i tempi che indicano nel sito, essendo slegati dal servizio, nel tuo caso saranno diversi. Lascia passare ancora un po' di tempo e poi credo che una mail per avere aggiornamenti gliela puoi anche inviare.
  11. lapidus

    Come scrivere una lettera di presentazione a un editore

    Io eviterei di indicare data e luogo di nascita nella lettera di presentazione, mi sembra troppo formale oltre che inutile. Poi so che alcuni siti/blog lo consigliano (e in passato l'ho fatto anch'io ), ma non scriverei che vedrei bene il mio testo all'interno della collana x, perché dà l'idea che l'autore ritenga quasi scontato che il testo sia buono e che ci stia bene nel catalogo. In che collana eventualmente inserirlo sono valutazioni che spettano all'editore. Poi prendi le mie considerazioni con le pinze perché sono assolutamente personali; è giusto che ognuno adotti il proprio stile.
  12. lapidus

    Come scrivere una lettera di presentazione a un editore

    @Ottimo Massimo Lettera di presentazione breve ma incisiva, non troppo formale ma nemmeno troppo confidenziale. Formule magiche non ce ne sono, anche perché dipende da chi si trova dall'altra parte dello schermo. L'esempio che hai postato personalmente a me non piace.
  13. lapidus

    Walkabout

    Nel senso che non sei passato dal servizio di valutazione e comunque hanno accettato di leggerli lo stesso? Se hai pagato per la scheda di valutazione allo scadere del periodo concordato, giorno più o giorno meno, dovresti riceverla senza bisogno di sollecitare. Qual è il problema?
  14. Guarda, io per primo ho definito la cosa 'antipatica' proprio perché a me non piace, mi sembra vessatoria nei confronti dell'autore. Però non la ritengo assimilabile all'editoria a pagamento perché non cancella il rischio di impresa che rimane in capo all'editore. E poi: meglio percepire il 10% dopo le prime 200 copie o percepire il 5% fin dalla prima copia? Boh. Probabilmente dipende dalle prospettive di vendita dell'editore. Io se potessi sperare che il mio libro arrivasse a vendere centinaia o migliaia di copie sceglierei nettamente la prima. Sono punti di vista, valutazioni personali che ognuno fa in base alle prospettive/opportunità. Francamente possiamo andare avanti per ore continuando a fare esempi estremi e parossistici, però come ha già fatto notare @ElleryQ anche a me sfugge il senso di tutto ciò, perché non credo che le categorie verranno annientate in base a tutto ciò.
  15. Ok, mi fa piacere che hai tirato fuori l'argomento. Io pubblico da 12 anni, ho alle spalle un piccolo bagaglio che mi consente di presentarmi ad alcuni editori non più come esordiente assoluto, quindi questo mi dà un (sempre) piccolo potere contrattuale (nel senso che magari alcune cose come le royalties le riesco a negoziare). Non entro nei dettagli perché saremmo davvero off topic, se ho fatto questa scelta è perché la suddetta CE fa parte di un gruppo abbastanza conosciuto ed è distribuita da Messaggerie, e ti posso assicurare che la distribuzione funziona. Ti dico comunque come la penso in generale sull'argomento. Io trovo che pagare le royalties dopo tot copie sia antipatico nei confronti dell'autore, ma secondo me non rientra nel concetto di editoria a pagamento. E non rientra perché in ogni caso l'autore non è tenuto a sborsare un centesimo, l'investimento è tutto sulle spalle della CE, la quale se non vende il libro non ci ricaverà nulla, nemmeno un cent (e ha tutto l'interesse a promuoverlo). Diverso (e molto) è far pagare il proprio autore, così già in partenza si hanno le spalle coperte e il guadagno è già assicurato. Del resto se l'autore non paga, non si può certo dire che abbia pagato per pubblicare... e se il libro vende oltre una certa soglia avrà comunque i suoi diritti. E ti posso assicurare che, specie in un certo tipo di saggistica, se hai una distribuzione importante la soglia si può superare.
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