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Ghigo

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  1. Ghigo

    [MI 118] Inizi di crepuscolo

    Cent'anni mi suonerebbe più scorrevole, anche se non è un errore ma un gusto personale Questa frase mi suona un po' tronca, non so perché. Forse perché iniziando con un participio manca di un verbo reggente che dovrebbe completare la frase. Mettendo un Era attorniato mi darebbe più senso di completezza, oppure una continuazione della frase (tipo: Attorniato da figli, nipoti e pronipoti giunti da ogni angolo del mondo e da sua moglie, Antioco era felice o Antioco stava appoggiato al muro). Oppure un Lo attorniavano figli, nipoti e pronipoti ecc... Non avevo mai sentito il verbo amnistiare (sono andato a controllare). Si impara sempre qualcosa (io avrei scritto gli era stata concessa l'amnistia, ma anche qui è a gusto del lettore di come l'avrebbe recepito subito e dovuto alla mia lacuna riguardo a quel verbo). ahahahah bella questa Perché non dice del Nostro eroe? Ok, ritiro tutto. La frase prima parlava del vescovo che si mise a parlare, poi parte il dialogo e ho pensato fosse il vescovo, invece era lo sconosciuto. Farei capire subito chi è che parla, perché, prova a rivedere il punto, sembra il vescovo. La frase finale non è tra virgolette, è tipo rivolta a noi, oppure continua con un "a capo" di formattazione? L'osservatore in questo caso chi è? Giacomo? Gli indignati? O lo sconosciuto? Il racconto mi è piaciuto, far vedere come sono andate le cose (anche se un detto dice che in guerra tutto è permesso) sarebbe bello in numerosi casi. Sarebbe bello vedere chi ha bombardato l'aereo di Ustica, chi ha buttato giù il Jet malese nei cieli ucraini e tante altre cose. Verità nascoste che non verranno mai a galla e alla fine perfino chi le ha fatte si convince del contrario per non impazzire. Bella idea!
  2. Ghigo

    [MI 118] L'Arena

    Quando Lui non manca mai Hai messo anche l'interprete di cui parlavate nelle false boe. Mi hai fatto venire in mente il film Un dicembre rosso shocking, pessima traduzione del titolo inglese. Questa è stupenda. Solo per questa frase meriteresti di vincere Ritiro, meriti l'ultimo posto. Torno serio che sennò poi vedo frasi sparite dai tuoi racconti facendo indicibili figurette. Il racconto all'inizio non mi prendeva molto. All'inizio ho pensato a una galera, poi ai gorilla, in realtà sono babbuini. Da quando lui entra nella gabbia invece mi ha preso tantissimo e il finale è davvero bello. Ora di corsa a guardare Il pianeta delle scimmie. Ottima prova.
  3. Ghigo

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.118 - Topic ufficiale

    @Hello1431 come promesso ti ho taggato dove è stata annunciata la votazione. Fino a venerdì a mezzanotte e il link lo ha dato Cicciuzza.
  4. Ghigo

    [MI 118] L'appartamento vicino

    Questo è un incipit che ti cala subito nel racconto. Molto brava. Inizialmente ho pensato che la lite fosse tra un uomo e una donna con un bambino. Non so perché. Ma potrebbe essere solo una mia impressione. HO pensato che un uomo picchiasse la moglie e il figlio. Non so ancora come andrà a finire la storia, ma a me è successo davvero, un uomo che urlava, la moglie piangeva, diceva che non gli avrebbe fatto toccare il figlio e poi rumori di botte, qualcosa che cadeva, allora urlai dal balcone (più per spaventare lui che altro) che avrei chiamato la polizia e la donna urlò di farmi gli affari miei. Rimasi basito. sulla pelle mi tornerebbe meglio Oh, mi hai sorpreso e ti assicuro che non è facile. Bel finale da brividi, ci vedrei bene un bel corto tratto da questo racconto. Riesci a tenere tutto segreto fino alla fine. Piaciuto.
  5. Ghigo

    [MI 118] Il Cinesino

    Quando siamo nuovi è difficile capire tutto subito, perché le sezioni sono tanti e anche io non capivo mai dove si potessero mettere faccine, dove no e altre cose e altre anche ora non le capisco del tutto. Sarà comunicato da Cicciuzza quando diranno delle penalizzazioni e dei racconti ammessi. Di solito con questo numero di racconti danno fino a giovedì o venerdì sera a mezzanotte. Entro quella data vanno letti obbligatoriamente tutti i racconti (commentarli è bene, ma non obbligatorio) e ne vanno scelti tre in privato (il link lo da Cicciuzza). Poi dopo la proclamazione si può dire per chi abbiamo votato ma non è obbligatorio. Io lo faccio sempre. Grazie ancora per i complimenti.
  6. Ghigo

    [MI 118] Ti prego di baciarmi un'altra volta

    Valentina, mi scuso ma trovo il tuo modo di rispondere eccessivamente presuntuoso. E non mi riferisco solo a questa risposta, ma anche alla scorsa volta sempre alle mie osservazioni. Una volta mi hai mandato a leggere Buzzati, oggi mi mandi a leggere Hemingway. Sono due autori che conosco bene e che non ho bisogno di link per scoprirli. Quando leggo Buzzati, nonostante le sue frasi brevi, non ho mai avuto la sensazione che scrivesse a singhiozzo o che sbagliasse gli "a capo". Se te lo avevo segnalato (e dai commenti non solo io ma anche altri) vuol dire che l'autore dovrebbe rivederlo e pensarci e non rispondere che "io faccio come Buzzati". Avevo lasciato perdere nonostante ti fossi paragonata al mio autore di racconti preferito. Ma oggi che ti muovo un'altra critica e mi rimandi a Hemingway te lo dico, sennò la prossima volta magari mi rimandi a Dante o a un altro autore. Quando uno muove un'osservazione, vuol dire che ha notato qualcosa che non va nel testo (cosa che nei testi di Hemingway non ho mai notato, non mi sono mai chiesto perché di questo o di quello, semplicemente perché il suo non dire è detto nella perfezione del raccontato, cosa che non ho riscontrato nel tuo racconto). Invece di rimandarmi ai link per dimostrare che la mia osservazione è sbagliata e che il tuo testo è ok, sarebbe meglio pensare alle osservazioni che ti ho fatto, perché ho speso del mio tempo per fartele e uno ci rimane male se ogni volta invece di essere ringraziato, viene "rimandato a studiarsi la letteratura classica". Di solito le osservazioni (e la scorsa volta molte vertevano sullo stesso punto) servono a migliorare un racconto, ma se ogni volta mi si inviano link di altri autori per dimostrarmi che ho preso cantonate, la prossima volta scriverò molto brava e non darò consigli, visto che non servono. Infatti. Proprio questo il punto. Parla bene anche per essere un ragazzo di 12-14 anni, però i concetti che esprime e come viene trattato, si ha l'impressione che abbia 7-8 anni in fase di lettura. Impressione mia di lettore e va rispettata in quanto tale. Anche Mario Balotelli, lo so benissimo. Ma proprio perché usi non un uomo di colore, ma capelli afro e pelle scura (anche questa descrizione è un po' stereotipata secondo me) non mi rimandano subito all'africano. Un nome straniero abbinato alla descrizione avrebbe consolidato il tuo non detto facendomi capire subito che era africano anche se non lo avevi detto. Anche qui, invece di prendere il consiglio e riguardare le frasi citate mi citi Hemingway di nuovo. Trovami dove Hemingway dice "lui ha detto d'un tratto". Senza tirare in ballo Hemingway io ti faccio osservare solo che ne hai messi molti ravvicinati in un dialogo dove sono superflui. Il mio consiglio è di ascoltare di più le osservazioni che ti vengono mosse senza ogni volta tirare in ballo scrittori famosi ai quali noi nemmeno ci avviciniamo, per dimostrare che ti hanno mosso osservazioni sbagliate. Se in molti le muovono (in questo caso ancora non lo so, ma nello scorso tutte le critiche vertevano sugli stessi temi) delle osservazioni, prova ad ascoltarle, sennò è davvero difficile crescere artisticamente.
  7. Ghigo

    [MI 118] Big Fox in the big trouble

    Rido perché io ogni volta che disegno un cuore mi pare un culo. Pensa a come disegno... Mi sto piegando Entrambi giusti ma apparve mi piace di più, gusto personale. Mi sono divertito molto a leggere questo ritratto. RAcconto che comunque può leggere anche chi non conosce il Big Fox, perché ha una sua trama. Le citazioni però sono delle perle. lo stai dipingendo col pennello
  8. Ghigo

    [MI 118] Il Cinesino

    Mi autocorreggo. Come ho detto senza una rilettura questi errori vengono fuori. Ahi Diego, sei passato dal presente al remoto. E ancora un altro verbo "venne" è al passato remoto. Rileggendolo già pubblicato, vorrei tanto rimetterci le mani per abbellirlo. Grazie mille. L'ho scritto di getto. Oggi ho avuto mezzora per leggere e commentare un testo e mezzora per scrivere il mio. Vorrei tanto già sistemare alcuni punti, renderli più leggibili. Sono contento che ti abbia toccato. Ora due cose: Credo l'abbia messa tu la faccina che piange sul mio racconto. Se ho capito bene da regolamento è vietato mettere le faccine sui racconti (ci son cascato pure io un paio di volte), anche se mi ha fatto piacere vederla. Secondo: prendi nota della data di scadenza del voto, che oggi saresti stata giudice (complimenti per l'esordio della scorsa volta) grazie del passaggio e del commento.
  9. Ghigo

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.118 - Off Topic

    Ho il fiatone ma ce l'ho fatta. Purtroppo ne ho riletto solo mezzo ma sono contento così, ora me lo vado a rileggere. Contento di esserci se poi non mi buttano fuori perché non in tema, stavolta non so perché ma mi sono trovato in difficoltà con le tracce, non riuscivo a capirle a fondo, per questo ho optato per l'osservatore che mi sembrava più semplice. FAr parlare un teschio richiedeva fantasia e tempo e il secondo non ce l'avevo nemmeno questo appuntamento. Ma la metterete l'ora legale la prossima settimana, eh!
  10. Ghigo

    [MI 118] Ti prego di baciarmi un'altra volta

    Mi sono espresso male. Chi è Nicola nel senso che ha solo la pelle scura e i capelli afro ma è italiano? Se invece era africano non era meglio un nome straniero Cyrille o che so io, Claude. Da quanti anni sta con la mamma? Da quando Marcellino è nato? Marcellino sa o sospetta che Nicola non sia suo padre? Conosce l'osservatore (che abita di fronte e tutti lo vedono con una sola occhiata alla fine del racconto). Queste cose poco definite mettono un po' in confusione il lettore anche dopo la seconda lettura (che ho appena fatto). Forse qualche pensiero in più dell'osservatore (tipo che è andato a scuola quando non c'era nessuno e ci ha parlato, sennò da dove sono nati i sospetti del piccolo, solo dal colore della pelle?)
  11. Ghigo

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.118 - Topic ufficiale

    prompt di mezzogiorno: l'osservatore. Mi scuso in anticipo ne ho riletto solo mezzo. Poi io non sono Emy e alle 23.58 mi sembra di essere fuori, non rischio.
  12. Ghigo

    [MI 118] Il Cinesino

    Prompt di mezzogiorno: l'osservatore. IL CINESINO Livorno, 22 gennaio. Di solito sono uno che si fa gli affari suoi. Non sono sposato, vivo dai miei, non fumo, mi piace leggere e ho da poco preso la maturità. La mattina mi piace molto andare a leggere in Fortezza Nuova, lo faccio da almeno dieci anni, quando posso. Si trova lungo il fosso principale di Livorno, rialzata di una decina di metri e da lì c’è una bellissima vista sia su Piazza della Repubblica che sul quartiere di Venezia, chiamato così perché ricorda la città lagunare con i suoi canali e i locali caratteristici. In realtà ora la Fortezza Nuova è un parco, con prati dove corrono i cani con i loro padroni, con le altalene e le panchine. Entro, mi metto proprio su una panchina, mi porto un libro e leggo. Ma osservo anche le persone. Mi piace guardarle e creare delle storie su di loro. Non entro in Fortezza Nuova da quasi sei mesi. Da quel giorno d’estate che mi ha cambiato completamente. Livorno, 18 luglio. Le cicale non fanno altro che cantare. Prima o poi scoppieranno, questo è sicuro. Non ci sono molte macchine, forse perché è estate e il silenzio assolato è spezzato dal rombo di qualche motorino con la marmitta sicuramente contraffatta. In mano tengo Ossessione di King. Sono a pagina 153 e conto di leggerne almeno una ventina entro mezzogiorno, poi dovrò recarmi di nuovo a casa perché mia madre non transige col pranzo. È alle 12.30. Mi siedo sulla panchina di fronte alle altalene e inizio a leggere. In quel momento arriva il Cinesino. È tutta l’estate che lo vedo. Lui mi guarda e accenna un sorriso. In realtà non è cinese, ma ha gli occhi leggermente a mandorla e i capelli neri e lisci che sembrano disegnati, e io gli ho dato quel soprannome. Lo vedo mentre si spinge da solo con le gambe per andare sull’altalena, rialzando degli sbuffi di terra calda. Ha un piccolo zaino dei Puffi. Tira fuori un succo di frutta e inizia a berlo. Poi si sporge per guardare qualcosa, forse il panorama sulla Piazza. Guarda l’orologio, forse aspetta qualcuno. Di certo non aspettava Bombolo. Bombolo lo avevo chiamato così perché era un ragazzino in carne con i riccioli biondi. Alto per la sua età. Avrà sui sedici anni, leggermente più grande del cinesino. Bombolo non è mai solo, viene sempre con i suoi scagnozzi. Non so perché ma ho un brutto presentimento. Bombolo si avvicina al cinesino e gli prende lo zaino dei Puffi. «Ridammelo!» grida il cinesino con coraggio. Gli scagnozzi ridono e Bombolo, avvicinandosi al Cinesino, gli dà uno schiaffo. Gli scagnozzi ridono ancora di più, dandosi gomitate. In quel momento io potrei alzarmi, loro non mi hanno notato. Potrei dirgli di smetterla e che è solo un ragazzino. Ma non lo faccio. Loro sono in sette e Bombolo è più alto di me, nonostante l’età. E io non so picchiarmi, non l’ho mai fatto. Resto seduto, forse involontariamente mi sposto per avere il riparo di un albero. Vedo Bombolo rovesciare il contenuto dello zaino. Non c’è molto: una schiacciatina probabilmente preparata dalla mamma, un libro dei Piccoli Brividi e un binocolo. Bombolo prende subito il binocolo. «Questo lo usi per spiare la vicina e poi farti le seghine?» Gli scagnozzi si piegano in due come marionette mal gestite. Poi Bombolo prende la schiacciatina. «Te l’ha preparata la mammina? Me la mangio io» e così dicendo iniziò a addentarla. Il Cinesino non li considerava. Prese il suo zaino e fece per andare via. «Ehi, Mirco, Chen se la vuole dare a gambe!» grida uno degli scagnozzi. Allora anche altri lo chiamano “cinese”, mi venne stupidamente da pensare. Il Cinesino cerca di darsela a gambe, sa di essere più veloce di Bombolo e sicuramente si è già pentito di essere venuto al parco per ingannare il tempo. Sua mamma forse è a casa che prepara il pranzo, mentre suo papà è al lavoro che va su internet. E lui è lì che rischia la vita senza che loro lo sappiano. Mi alzo, ma le mie gambe sono due lapidi incastrate in un terreno troppo arido. Tutti gli corrono dietro e io spero che ci sia qualcuno col cane che li veda. Ma quella mattina non c’è nessuno. Poi uno scagnozzo riesce a fargli lo sgambetto e il Cinesino finisce per terra. Bombolo gli salta addosso e io chiudo gli occhi. «Cazzo!» sento urlare da Bombolo. Tutti i ragazzi stanno guardando giù dalla spalletta. Il Cinesino non c’è. «Via! Leviamoci dal cazzo!» urla Bombolo. «Cos’avete fatto?» è la voce di un adulto. «Nulla, è cascato da solo!» si giustifica Bombolo e in quel momento faccio capolino dal mio posticino e lo vedo in lacrime, anche gli scagnozzi sono rossi in faccia, ne mancano un paio che forse sono riusciti a nascondersi da qualche parte. L’uomo chiama la polizia e li fotografa col cellulare. E così avrei dovuto fare io appena gli avevano preso lo zaino. Il giorno dopo lessi su Il Tirreno che il Cinesino si chiamava Federico e che i genitori ne annunciavano la scomparsa. Era morto sul colpo in seguito alla caduta da almeno una decina di metri. Livorno, 22 gennaio. Rivedere quei luoghi mi fa male. Non avevo osato rimetterci piede da quel giorno, ma ora devo andare avanti. Mi siedo davanti alle altalene. C’è una nonna che spinge la nipotina, bionda come l’oro. Le sorrido e lei mi fa una linguaccia. Guardo, scruto nella speranza di vedere un’ombra arrivare. Ma non arriverà mai. Spesso me lo sogno. Nel sogno io mi alzo appena Bombolo gli leva lo zaino. Lo sgrido e gli scagnozzi si disperdono come pecore senza padrone. Bombolo da solo diventa tutto rosso, balbetta qualcosa e se ne va. Io raccolgo lo zaino e lo porgo al Cinesino. Gli sorrido. «Piacere, Federico. E grazie» mi dice tendendomi la mano. E nel sogno lui ride. Io, invece, piango.
  13. Ghigo

    [MI 118] Ti prego di baciarmi un'altra volta

    Se Marcellino mi indovina così un periodo ipotetico lo bacio e lo abbraccio. Più reale sarebbe stato "Mamma, se non avevi conosciuto il papà, io ero nato lo stesso?" La metafora in questo caso non mi è chiarissima. La domanda arriva inaspettata, ma il cicalino che suona mi dà più l'idea di una cosa fastidiosa. Forse facendola finire con sicurezza avresti ottenuto più effetto, secondo me, perché allora è inaspettata (suona e io non me lo aspetto), con l'aggiunta invece dà l'idea del fastidio. Come volevi che suonasse la domanda? Inattesa o fastidiosa? Puoi non scriverlo "lei ha chiesto" sono in due, se Marcellino fa la domanda, è già chiaro chi risponde. Fai attenzione ai tempi verbali, hai iniziato al presente e ora con "ha chiesto" sei passata al passato. Spezzerei con un punto una frase che diventa un po' complessa. Dopo Unghie metterei il punto. Ma quanti anni ha Marcellino? Perché dall'inizio e dal tipo di domanda mi immaginavo un bambino, invece ora mi parli di ragazzo. Io chiarirei di più la sua età in apertura. Mi stona molto la forma Lui ha detto. Meglio ha detto lui di solito nei dialoghi è così, si dice disse Maria, ha detto Giorgio. Ma qui potrei sbagliarmi. Qui molti sono superflui, è un dialogo tra due persone ed è chiaro chi dice e chi chiede. Quando l'osservatore si è messo a piangere all'inizio avevo intuito questo. Se vuoi che sia una sorpresa non dire che si è messo a piangere all'inizio. Il racconto è carino ma troppo telefonato. Nel finale ho trovato un po' di confusione (chi è Nicola? Dove si trova l'osservatore?). IL personaggio di Marcellino fa le domande che farebbe un bambino, però parla troppo correttamente e si atteggia come un ragazzo, non sono riuscito a definirlo. Questo è un racconto potenzialmente buono, ma sembra scritto di fretta e un po' spreciso nelle troppe ripetizioni. Sono sicuro che se lo riscrivi con più tempo a disposizione verrà fuori un buon racconto, perché l'idea è molto carina.
  14. Ghigo

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.118 - Off Topic

    A ora non ho nemmeno un'idea decente e non ho scritto una riga. Ho messo solo la boa di un teschio che parla, il resto non mi viene. Scherzi a parte, con molta probabilità mi toccherà saltare. A meno di un'idea fulminante da scrivere in trenta/quaranta minuti stasera dopo aver addormentato la bimba. Altrimenti alla prossima
  15. Ghigo

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.118 - Off Topic

    Allora pensa a chi va in giappone! hanno 8 ore in più per scrivere io l'ho già denominato l'una d'inchiostro visto che per me inizia alle 13 e finisce all'1 di notte. Per me è meglio perché tanto alle 12 o alle 13 è uguale ma quell'ora in più la sera mi serve come il pane. E fra poco saranno le due d'inchiostro, dalle 14 alle 2 e allora avrò tanto tempo
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