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Komorebi

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Tutti i contenuti di Komorebi

  1. Komorebi

    [MI 121] Fiamme Blu

    @Talia racconto molto bello, fino alla fine ero in dubbio se votarti o meno. La scelta, purtroppo, è ricaduta su un altro racconto, ma ciò non toglie che il tuo sia scritto molto bene e riesca a trasmettere con efficacia il messaggio. Il motivo per cui non ti ho votato è duplice: da una parte, il momento in cui scoppia l'incendio è un po' troppo confuso, poteva essere descritto meglio. Dall'altra, insisti troppo nel drammatico; il messaggio sarebbe passato lo stesso anche senza insistere sui numerosi dettagli (la famiglia, la pensione dietro l'angolo, ecc...). Un saluto!
  2. Komorebi

    [MI121] Una mescolata di troppo che sconvolge la vita

    @Emy ora posso dirlo: ti ho votato, il racconto nella sua semplicità mi è piaciuto davvero tanto e il tuo miglioramento nello stile si percepisce assai. Complimenti!
  3. Komorebi

    [MI 121] Il calore di una candela

    @Ivana Librici ciao e benvenuta. Racconto ben scritto, stile pulito ed elegante. Si tratta di una bella storia, un racconto breve che però dice tutto quello che c'è da dire, o quasi. Sì, perché resta la curiosità di sapere bene cosa sia successo alla ragazza, la storia del protagonista e di Lina. Insomma, si percepisce che qualcosa manca, ma è poca roba: il più è tutto qua dentro. Un saluto!
  4. Komorebi

    [MI121] Mistica attesa

    @Ernest racconto bello, che mi ha colpito nella sua semplicità. Lo stile è pulito, piacevole. Non mi convincono due cose: per quanto già breve di per sé, lo avrei reso ancora più breve, perché, di fatto, e questo è anche quello che dici nel testo, non succede nulla. L'altra possibilità è di allungarlo un poco aggiungendo dettagli su cosa 'materialmente' sta accadendo, e non solo riportando i pensieri del protagonista, che alla lunga paiono ridondanti e ripetitivi. La seconda questione, più importante, non mi convince proprio il protagonista: non è un credente, sembra non interessargli nulla di quanto accade, guarda gli altri compagni con scetticismo e disincanto. In una parola: che ci fa lì? Chi l'ha convinto a venire? Aggiungendo questi dettagli, daresti maggiore credibilità al protagonista, che altrimenti suona falso e inserito in questo contesto solo per finalità narrative.
  5. Komorebi

    [MI121] Il Grande Serpente

    @Alba360 racconto piacevole, anche se soffre di una scarsa attenzione (vedasi il cambio del nome della protagonista). Ho apprezzato maggiormente e ho trovato meglio descritta la parte 'moderna' del racconto, mentre ho trovato la controparte troppo lenta, meditativa e scarsamente informativa (il rapporto numero di caratteri/informazioni date al lettore, per intenderci, depone per il numeratore). Nel complesso però l'idea era buona e lo stile piacevole. Quello che davvero mi ha convinto poco è il finale: a un certo punto del racconto, anche per causa della controparte meditativa, ci si aspetta una fusione delle due anime, un parallelismo delle vite secondo la cultura della trasmigrazione degli spiriti. Insomma, il finale viene anticipato troppo dal racconto stesso (e dalla sua struttura di scorrimento in parallelo). Avrei taciuto di più la parte meditativa e conservato il suo spazio per il finale.
  6. Komorebi

    [MI121] L’arte della scoperta.

    @Belfagor idea molto buona e sono favorevole al contenuto numero di caratteri impiegato. Purtroppo, però, lo stile tende ad anestetizzare l'attenzione del lettore: troppo magniloquente, enfatico. Avrei meglio apprezzato dettagli della vita dell'artista, anziché una descrizione del mondo vista da lui. Capisco però d'altra parte il tentativo di dare una visione convoluta e colorata del mondo filtrato dagli occhi del pittore. Insomma, bisogna trovare un giusto mezzo, che qui non mi è parso di cogliere.
  7. Komorebi

    [MI121] Colours

    @Lauram arrivo a racconto già cancellato. L'idea che ho avuto leggendo il racconto è che ci fossero troppe cose in ballo e troppe non degnamente spiegate: la scelta dei colori come nome non mi è chiara, se non per favorire il gioco con il nome del protagonista che racchiude tutti gli altri. Inoltre, difficile pensare che una tale tecnologia si diffonda senza prevedere che nel futuro i figli sarebbero stati bene o male dei mostri deformi. Infine, il viaggio nel tempo, giustificato dallo sviluppo cerebrale del bambino protagonista ma che suona quasi come deus ex machina per risolvere all'ultimo la situazione. Da rivedere con maggiore calma e da valutare se valga la pena tenere tutte queste idee in un unico racconto (e allora dargli più spazio) o, piuttosto, separarle in racconti diversi.
  8. Komorebi

    [MI 121] Maryxa

    @Vincenzo Iennaco stile invidiabile e invidiato (da me), grande conoscenza lessicale e sapiente utilizzo dei termini tale da rendere subito ciò che desideri trasmettere senza appesantire il testo con descrizioni eccessive. In altre parole: sai usare l'accuratezza di linguaggio che trovo fondamentale per un racconto. Il racconto in sé, invece, non mi è parso tra i tuoi migliori (per questo, pur essendo molto indeciso, alla fine ho preferito non votarti). All'inizio mi era parso un racconto alla The Village e ho mantenuto questa idea fin quasi alla fine, convinto che la fanciulla fosse davvero innocente e non si trattasse di una vera strega. Il ribaltamento del punto di vista è stato sorprendente, ma non mi ha colpito con la stessa forza di altri tuoi racconti. Resta comunque un'opera ben curata e completa nel limite degli 8000 caratteri.
  9. Komorebi

    [MI 121] Il caffè che non ti aspetti

    @Poeta Zaza racconto assai dolce, ottimista e quasi fiabesco (quasi per l'omicidio finale). Al di là di quanto ti ha già scritto Kuno, con cui concordo, il mio consiglio è di curare l'ambientazione: un posto fiabesco, immerso nella natura, come un piccolo borgo in campagna, per esempio, potrebbe meglio accogliere un locale tanto amichevole come questo bar.
  10. Komorebi

    [MI 121] Gennarino l'aporia

    @Edu già commentato da un'altra parte e ammesso di averti votato. Racconto bello, perchè serenamente presenti il colpo di scena e lo fai in maniera chiara, che passi subito al lettore il concetto fondamentale: la realtà è di chi la vede. Traccia rispettatissima, divertente e curato.
  11. Komorebi

    [MI 121] Il ragazzo senza pistola

    @AnnaL. storia con del potenziale, soffocata dagli 8000 caratteri. La scena di sparatoria è un po' confusa, si fa fatica a seguire cosa succede. Di conseguenza, lo stupore della protagonista per 'la comparsa dal nulla della pistola' non convince il lettore, che rischia di perdersi il passaggio. Il finale lascia intuire che il racconto sia parte di qualcosa di più grande, che qui non ha trovato il giusto spazio e respiro. Amplialo e scrivilo con pazienza, le premesse ci sono. P.s. La descrizione iniziale è troppo lunga: anche questa sta bene in un romanzo o racconto di ampio respiro, ma qui toglie spazio all'azione.
  12. Komorebi

    Mezzogiorno d'inchiostro 121 - Topic ufficiale

    Grazie a tutti per i voti e alla giuria finale per il podio. Non vi deluderò come prossimo giudice, vedrete
  13. Komorebi

    Mezzogiorno d'inchiostro 121 - Topic ufficiale

    Be’ direi che @Edu si ritiene già soddisfatto così, no? Quindi può essere scartato a prescindere....
  14. Komorebi

    [MI121] Una mescolata di troppo che sconvolge la vita

    @Emy è perfetto. Scritto benissimo, ho trovato solo due errori di numero di grammatica/sintassi. Sei un prodigio per quanto sei migliorata, davvero.
  15. Komorebi

    [MI 121] Xenofobia

    @Lizz io non do soldi a nessuno, neri gialli rossi bianchi e a pois. E non stringo mani a nessuno, neri gialli rossi bianchi e a pois. E non faccio sorrisi a nessuno, non frequento nessuno, non mi interesso della vita di nessuno. Evviva! Non sono razzista! Bella l’idea, ma lo svelamento (per restare in tema) è stato troppo rapido e troppo evidente. Avrei apprezzato di più una rappresentazione più sottile del razzismo “interiorizzato” della protagonista, meno evidenziato dalle domande che si pone e dalle numerose precisazioni. Ma va be’, puzzi, quindi non è che ci si possa aspettare tanto
  16. Komorebi

    [MI 121] Avventura nella Città Rintocco

    @Lizz e ho anche fatto fuori uno dei personaggi! Pensa con 1000 caratteri in più cosa facevo comunque ammetto di aver voglia di ampliarlo...chissà!
  17. Komorebi

    [MI 121] Avventura nella Città Rintocco

    Bene. Per due volte ho scritto “jetpack” sbagliato e a un certo punto mi sono mangiato un apostrofo (l’ho lasciato sull’inferriata).
  18. Komorebi

    Mezzogiorno d'inchiostro 121 - Topic ufficiale

    Avventura nella Città Rintocco Traccia di mezzanotte: il fuoco.
  19. Komorebi

    Rocca Sfonda.

    @Ila_396 ciao! Per prima cosa, una precisazione: nel titolo non mettere il punto. Te lo dico perché anche io inizialmente lo facevo XD Il racconto mi è piaciuto, lo stile di scrittura è piacevole e scorrevole. Appare ben descritta la prima parte, con la partita di calcio e i sentimenti, giusto accennati, del protagonista. Più rapida, invece, è la descrizione dell'incursione notturna: suona troppo frettolosa, inseguita dal numero dei caratteri che si riduce di parola in parola. Della prima parte apprezzo anche il modo in cui introduci il tema del terremoto: riesci a farlo con delicatezza, senza inserirlo a forza con spiegoni o info-dump che appesantirebbero altrimenti la narrazione. Ad esempio qui: L'unica volta in cui rischi un poco di scivolare nell'inforigurgito è qua: Già mostrando Daniele preoccuparsi per il terremoto, i ragazzini interrompersi durante il gioco e gli adulti dagli spalti continuare a tifare come niente fosse, mi fai capire che questo fenomeno, qualunque cosa nasconda, interessa solo i bambini. Non c'è bisogno di sottolinearlo ulteriormente. Come premesso, la seconda parte è più rapida (troppo rapida), fino al punto da risultare quasi confusa. Daniele e mirco si confondono abbastanza tra loro, non ci dai delle descrizioni fisiche a cui appigliarci e le loro battute non sono così numerose da permetterci di riconoscerli. Ancora di più per le due sorelle, descritte in poche righe solo come 'aventi diversa personalità' e poi più nulla. Qui il motivo del numero dei caratteri viene un po' a mancare, perché a occhio direi che di spazio ne avevi ancora molto per approfondire la questione. Peccato, perché la descrizione finale della montagna che si spacca ed è pronta a divorare tutti è piacevole e ben fatta. Ultima nota: A meno che non abbiano ingoiato delle lampadine, credo che i cani abbaIassero, non abbaGLIassero XD Un saluto!
  20. Komorebi

    La maledizione del vero amore.

    E' sufficiente muscolo, si capisce che intendi il cuore. Il passaggio rispetto alla frase precedente è un po' troppo rapido, non si capisce subito chi sia Kerissander. Ci si arriva per logica che debba per forza trattarsi del bambino, ma non è scontato. Nota: di solito, man mano che leggo, sono solito quotare i passi e commentare ciò che non mi torna. Solo al termine do poi un giudizio complessivo. In questo caso, però, mi fermo subito per dirti che la scrittura, già soltanto nelle prime righe, risulta troppo sincopata (frase-punto-frase-punto-frase-punto), mancando di virgole, subordinate o altro. In alcuni casi la scrittura come questa è utile (esempio nelle scene d'azione, dove il ritmo deve mantenersi rapido e incalzante), ma alla lunga tende a stancare. Immagino tu voglia raccontare una sorta di fiaba, da cui la decisione di adottare uno stile semplice, ma attento a non esagerare, o sembra che a leggere venga il singhiozzo Detto così sembra quasi tu ti contraddica, prima dicendo che il cuore rimpicciolisce e poi che resta comunque grande, ma meno. Puoi dirla ad esempio così: 'Il cuore di Keriss rimpicciolì. Non troppo e non del tutto, ma abbastanza. E quell'abbastanza permise ai suoi polmoni di espandersi e a lui di respirare e vivere'. Quel 'quanto ci sbagliavamo' non mi piace tanto. Il narratore non si è mai esposto fino ad ora, non trovo che debba farlo mettendosi dentro in questo modo. Piuttosto mantieniti impersonale: 'quanto ci si sbagliava'. Anche qui sembra che tu ti contraddica: prima dici che si integra bene e poi che deve imparare a gestire lo scherno degli altri. Inseriscici un 'nonostante' che colleghi le due frasi e risolvi il problema. Poco più su avevi detto che 'visse un'infanzia normale. Fino all'inizio delle elementari', però non mi pare siano accadute cose significative alle elementari. Attento a non illudere il lettore senza poi dargli quello che gli hai promesso. A parte l'assenza di virgole, non si spiega la contraddizione che lasci intendere: perchè dovrebbe esserci un conflitto tra 'la giovane età' e 'il sentimento puro' provato. Ha 15 anni, in fondo, se non sente l'amore un adolescente, chi altri lo può sentire in modo così puro? Eh no, troppo comodo Sei l'autore, è tuo dovere spiegarmelo XD Prima mi dici che tutto andò bene fino alle elementari, ma alle elementari non è successo niente di particolare. Poi mi dici che i guai cominciarono al 15esimo compleanno, e in realtà fu subito ricambiato nel suo amore e il suo cuore tornò persino normale. Adesso mi dici che fino alle superiori la sua vita fu uguale a quella degli altri. Torno a dire: non illudere il tuo lettore, non promettergli avvenimenti che poi non descriverai. Questa precisazione, così come alcune altre più in alto che non sono stato a riportarti, tradiscono il tuo pensiero in quanto autore. Attento! A me lettore interessa cosa pensa Keriss, non cosa pensi tu. Se vuoi fargli fare un matrimonio laico, e soprattutto se ci tieni così tanto a precisarmelo, prima da qualche parte avresti dovuto accennare al distacco di Keriss dalla chiesa, invece non mi hai mai parlato delle sue credenze. E quattro (elementari, compleanno, superiori e ora questo). Ciao @AlessandroMU, come vedi ti ho fatto il pelo e il contropelo. Nel complesso l'idea è secondo me molto buona e si adatterebbe davvero bene a una favola. Purtroppo, lo stile lascia molto a desiderare: il ritmo sincopato, le virgole ballerine, le precisazioni eccessive. Bisogna mettersi sotto e migliorarsi, avere la pazienza di descrivere meglio ciò che in un primo momento non viene subito come si vorrebbe. Non accontentarti delle prime stesure, prova diversi stili, cambia la frase che hai in mente per vedere se possa uscire meglio. Detto questo, un saluto!
  21. Komorebi

    Videogiochi

    Ho dato una rapida occhiata in giro sul forum e ho trovato una vecchia discussione del 2012 inerente, principalmente, i retroscena dei videogiochi, le idee dietro la loro creazione e la loro più o meno riconosciuta e condivisa importanza nel pubblico. Questo, però, vuole essere un topic diverso: che videogioco vi piace di più? Quale vi è rimasto nel cuore e perché? Cosa vi piace nei videogiochi, quali sono i vostri generi? Come è facilmente intuibile, sono un videogiocatore accanito, che spende più tempo di quanto dovrebbe alla console (playstation, principalmente). Non so dire quale sia il mio gioco preferito, forse The Witness, uno dei più profondi e complessi che io abbia mai giocato e, per me, ascrivibile quasi al termine di 'genialità'. Per far partire la discussione e restare, però, sul mainstream, dedico lo spazio introduttivo del topic a un genere a me molto caro: i souls, in particolare i miei preferiti Dark souls 1 e Bloodborne. Credo di aver trascorso intere giornate (ripartite in ore / giorno) su Dark souls 1, il mio preferito in termini di lore (i fan riconosceranno l'importanza di questa parola) e interconnessione del mondo, nonché varietà di armi e fantasia delle boss-fight. Troppe cose ci sarebbero da dire su Dark souls 1 e, ancora di più, sul mio secondo preferito della serie: Bloodborne. In entrambi i casi si tratta di giochi fintamente open-world, in cui la strada è in realtà più chiusa di quanto non si immagini, ma il mondo di gioco è interconnesso in una serie di vie, scale, sali-scendi, incroci, cancelli che fungono da scorciatoie e porte che si possono aprire solo da un lato (e marchingegni che non si muovono). Dark souls narra la storia di un mondo antico, che ha attraversato un'era grigia, agli albori della creazione, dominata da Draghi immortali e Arcialberi maestosi. Da lì si è passati attraverso l'era del fuoco e degli uomini, in cui 3 grandi Lord, col potere della Prima Fiamma, si sono ribellati ai Draghi e ne hanno decretato la sconfitta, segnando l'avvento dell'umanità. La storia, però, comincia ancora più in là, in un momento in cui la fiamma sta per estinguersi, i grandi Lord del passato sono solo ombra dell'antico ruolo che ricoprivano e tu, protagonista non-morto, sei chiamato a spezzare la maledizione che attanaglia il mondo e a rinvigorire la Fiamma. Il gioco è ad ambientazione fantasy medievale, con gargoyles, guerrieri mastodontici, ragni giganti, demoni e scheletri pronti a impedire al giocatore di compiere la missione (e portare a termine il videogioco). La morte è dietro ogni angolo e, ogni volta che si muore, si ricomincia al precedente falò (checkpoint), rischiando di perdere tutta l'esperienza accumulata se non si riesce a tornare al punto esatto in cui si è subito il colpo mortale e a recuperare le proprie 'anime', moneta di scambio per salire di livello e organizzare la propria build. Bloodborne ha molte caratteristiche simili a Dark souls, ma l'ambientazione è gotica-vittoriana, i mostri in gioco sono belve assetate di sangue, uomini-cavalli, antichi martiri armati di falce, alieni bluastri e streghe ricoperte di occhi. Il folklore di bloodborne è complesso e, per certi versi, ancora oggi avvolto dal mistero, ma si snoda tra antiche leggende di 'sangue curativo', in grado di donare la vita eterna e tentativi condotti per entrare in contatto con i 'grandi esseri', creature di ispirazione Lovecraftiana che permettono all'uomo di trascendere il livello di mortale e procedere 'oltre' sul piano della conoscenza. Insomma, che ne pensate dei souls? O, se non li conoscete e avete voglia di parlare d'altro, che videogiochi vi piacciono?
  22. Contest bello e tosto! Complimenti ai 7 vincitori!
  23. Komorebi

    [H2018] La camera nera

    Commento La camera nera 17 luglio 1982 Sono morta. Non augurerei a nessuno un trasloco a metà luglio con due bambini piccoli al seguito: il caldo, la fatica, lo stress di stare dietro a Claude e Marie. Dopo l’arrivo degli ultimi mobili ho detto loro di andare a fare il giro della casa. Li adoro come fossero parte di me - lo sono! - ma ho bisogno di respirare. Ci penso due volte prima di scrivere di Theo, ma il medico ha ribadito che qui, sul diario, devo sentirmi libera di dire quello che voglio. Non c’è niente di male a sfogarsi sulla carta, almeno lo tiro fuori! Theo… Io amo Theo, voglio che questo sia chiaro: è l’uomo della mia vita, lo scrittore che ho sposato e che sposerei ancora. È solo che, a volte, è un po’ egoista, ecco. Per il trasloco ha chiamato lui la ditta, ha concordato gli orari rassicurandosi che tutto fosse in ordine. A parte questo, però, non ha fatto altro: è partito a metà del trasloco e non è ancora tornato. Presentazione del suo nuovo libro in Italia, unica giustificazione. Un altro dei suoi noiosissimi gialli. L’ho scritto davvero? Ho detto che i romanzi di mio marito sono noiosi? Mi spiace criticarlo, non se lo merita. Però lasciarmi da sola in un simile momento e con quelle due pesti attorno… Va be’, basta così. D’accordo sul buttare fuori ma non voglio neanche farmi il sangue amaro. Andrò a cercare Claude e Marie, chissà dove si sono cacciati. Questa casa è così grande. 19 luglio 1982 Ieri ho avuto un altro dei miei episodi di emicrania, ma così grave non mi capitava da tempo. Ho dovuto chiudere tutte le imposte, sdraiarmi nel letto. Anche così la nausea era fortissima e l’attacco è durato più di un’ora. I bambini non hanno avuto rispetto: facevano chiasso di là nel corridoio del salotto, ridevano. E hanno avuto anche il coraggio di negare! Marie, mentre la sgridavo, spergiurava di non essersi mossa da camera sua e di aver disegnato con Claude. Nel pomeriggio, comunque, la nausea e il dolore dell’emicrania erano passati. E ammetto che mi sentivo un po’ in colpa per come mi ero avventata sui bambini. Per farmi perdonare, li ho convinti a farmi fare un giro turistico della casa. È successa una cosa strana. Eravamo nel corridoio che porta al salotto, dove quelle pesti si erano rincorse al mattino. Mi sono fermata e ho indicato il muro. C’era una porta che non mi sembrava di aver mai visto, più piccola delle altre, di legno nero. C’era un segno, rosso acceso, tracciato in alto, al centro. La vernice doveva essere freschissima, perché una goccia scivolava verso terra. Ho chiesto dove si aprisse, ma Marie e Claude si sono scambiati un’occhiata, mi hanno guardato sorridendo e hanno chiesto ‘cosa?’. Ma quella! Ho ribadito io, eppure quando mi sono di nuovo voltata verso il muro, la porta era scomparsa. L’emicrania fa proprio strani scherzi, accidenti. La presentazione di Theo è andata bene, comunque. Dovrebbe rientrare la prossima settimana. Era ora. p.s. Ho poi visto i disegni che Claude e Marie avrebbero fatto ieri mentre stavo male. Sono molto carini: raffigurano noi quattro – loro due, io e Theo – nella nuova casa. Ci hanno messo anche un cane e un gatto, messaggi subliminali. Peccato solo che sia caduta una macchia di colore sulla mia faccia; sembro uno squarcio rosso nel foglio. 22 luglio 1982 Non trovo più Marie. La polizia ha setacciato casa e dintorni, niente. Calma, devo respirare con calma e ripercorrere quanto accaduto ieri. Se mi faccio prendere dal panico non potrò essere d’aiuto. Ho avuto un altro attacco. Non me ne capitavano due così ravvicinati dalla morte di mio padre. I bambini erano di là in corridoio, di nuovo che urlavano. Urlavano e piangevano, come li stessero scannando. Non li ho mai sentiti gridare così, ma stavo troppo male per occuparmene sul momento. Maledizione a Theo! Dove cazzo è quando c’è bisogno? Sempre dietro al suo stupido libro! Va bene, devo calmarmi. Mi sembra già di sentire avvicinarsi un’altra aurea. Le grida erano fortissime, amplificate dall’emicrania. Sembravano provenire dalle pareti stesse della stanza, dalla porta chiusa, dal soffitto pieno di ragnatele. Credo di avere urlato anche io a un certo punto, non lo so. Quando mi sono svegliata ero in bagno. Non ricordo come ci sia arrivata, ma dovevo aver vomitato nel lavabo: c’erano pezzetti di carne incastrati nello scarico e tracce di sangue. Mi faceva male la gola e gli occhi erano più rossi del fuoco. La testa mi girava ancora, ho chiamato i bambini per farmi dare una mano, ma non è arrivato nessuno. Claude era in camera, nascosto sotto il letto. Rabbrividiva dalla paura, ma si rifiutava di dirmi cosa fosse successo. Marie non c’era più. L’ho cercata ovunque, ho chiamato la polizia e mentre aspettavo che arrivasse l’ho cercata di nuovo. Sono passata ancora nel corridoio. Per terra, a metà strada, ho trovato tracce di sangue. Erano solo due gocce contro il battiscopa. Sembrava fossero colate dal muro, perché c’era una piccola scia che risaliva. Era proprio il punto dove l’altro giorno mi era sembrato di vedere quella porta nera. La polizia ha raccolto campioni. Temo sospettino di me, ma non mi interessa: voglio solo che ritrovino la mia piccola. 25 luglio 1982 Io non so cosa sia accaduto. La casa. La casa si stringe su di me. Io… non riesco a scriverlo, non riesco neppure a pensarlo. Eppure… Non c’è altra soluzione. Non posso aver fatto del male ai miei figli! Non posso! Mi rifiuto di crederlo, mi rifiuto! Cazzo, non sono pazza! Non lo sono! Ah, Dio! Più tardi Scrivere aiuta. Lo ha detto il medico. Lo ha detto Theo. Quando mi sono svegliata, questa mattina, ero circondata da scatole. Le mie cose erano nelle scatole. Tutto era ancora nelle scatole. Come se non avessi mai abitato la casa. C’era polvere, oggetti sparsi. Il telefono non era attaccato – eppure io ricordo di aver chiamato la polizia… Sono salita al piano di sopra. Una sedia era capovolta per terra. L’ho rimessa a posto. Claude non c’era. Non c’era nessuno. Sono scesa, ho cercato per tutta casa e sono arrivata davanti alla porta. Nessun segno rosso, questa volta. Era una porta di legno nero, piccola, indifferente. Ho provato a toccare la maniglia: girava. Non sono ancora entrata, ma ci entrerò adesso. Non so cosa sia successo. Non sono pazza. 17 luglio 1992 Primo giorno nella casa infestata! Non vedo l’ora di scaricare i bagagli e sistemare le mie cose. Jean è ancora restio alla scelta, ma si abiterà! Credo sia spaventato per la storia della famiglia Liloun. A me non fa né caldo né freddo, anzi! Quella triste vicenda ha svalutato l’immobile al punto giusto! Ovviamente, appena arrivata sono subito andata a cercare la Camera Nera, dove Antoinette avrebbe compiuto il massacro. I giornali del periodo dicono che Claude, il minore, sia stato tenuto incatenato al muro per giorni, fin quasi a diventare uno scheletro. Sua madre l’ha torturato con un ferro rovente, lasciandogli tatuaggi su tutto il corpo, prima di ucciderlo. Terribile, ho i brividi anche solo a pensare di fare una cosa simile al mio Gerard. Il destino peggiore, però, è quello di Theo, il marito che lei credeva in Italia. È stato fatto a pezzi, gambe e braccia staccate. Pare che fosse ancora vivo, quando è stato trovato dalla polizia: un resto umano di tronco e testa, senza più arti. Chissà dov’è ora? Antoinette fu trovata nella stanza con i polsi tagliati. Pare abbia provato a impiccarsi, ma la corda usata avrebbe ceduto. Nel lavandino del bagno la polizia ha trovato resti umani masticati: erano di Marie, il suo cadavere era stato smembrato in un angolo della Camera Nera. Ho cercato ovunque la stanza, ma non l’ho trovata. Nel corridoio del salotto non c’è niente, forse l’hanno murata (non mi stupirebbe affatto!). Ho trovato solo delle macchie di vernice rossa sul battiscopa. Una sembrava ancora fresca! Jean dice che sono pazza a voler abitare in questa casa, ma a me non fa paura. Tra l’altro, ho notato adesso: mi sono trasferita qui il 17 luglio, proprio come Antoinette. Meglio non dirlo a Jean!
  24. @Thea non sono io, è che mi descrivono così.
  25. Letti tutti i racconti. Tosta scegliere. E anche un po' toast, tipo merenda. Non sono riuscito a commentare tutti (nè a leggere tutti i fuori concorso). Non assicuro che riuscirò a fare né l'una nè l'altra cosa, chiedo perdono. Per punizione, potete darmi in pasto allo stregone. Comunque, scelta difficilissima: tanti racconti e moltissimi validi. Comunque io scelga, faccio torto a qualcuno.
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