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Komorebi

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Reputazione Forum

630 Magnifico

Su Komorebi

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    Komorebi
  • Compleanno 23/09/1990

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  • Sito personale
    ungrappoloinsensato@blogspot.it

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Lombardia
  • Interessi
    Da molti anni (mi pare 28, ma potrei sbagliare) sono in conflitto con me stesso. Nel continuo tentativo di migliorarmi, finisco solo per complicarmi la vita.

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6.712 visite nel profilo
  1. Oh, che questo contest possa servire a crescere e bei racconti cucire! Non vedo l’ora di scriver di morti, vendette, suicidi e spiriti storti. Tremate, tremate, volgo e plebaglia! Il mio racconto vale oro, voi paglia! Vi sfido sul campo, inchiostro e carta con gioia vedrò il fuoco che divampa! Bwahahahahahahahah (sparisce in una nuvola di fumo e zolfo)
  2. Komorebi

    Mezzogiorno d'inchiostro 126 - Topic ufficiale

    Ehi! Ho anche dei lati positivi!
  3. Komorebi

    Mezzogiorno d'inchiostro 126 - Topic ufficiale

    @Poeta Zaza solo un punto penalità! @Ton può trattarsi di qualunque essere/oggetto
  4. Komorebi

    Buon compleanno, Niko!

    @Niko sei vecchio
  5. Komorebi

    Mezzogiorno d'Inchiostro n. 125 Topic ufficiale

    Di solito non intervengo mai in questo genere di dibattiti, ma visto questo MI particolarmente acceso, mi sento in dovere di dire (almeno) una cosa: è un gioco. Su un forum. Tra sconosciuti. In cui non si vince niente. Sarò ingenuo, ma ritengo che nessuno ce l’abbia con nessuno, che non abbia senso “voler vincere” in un contest il cui scopo è migliorarsi e basta. Per come la vedo io, il MI serve a mettersi alla prova e a ottenere più commenti. Questi ultimi, a loro volta, sono utili se sinceri: si può dire (e si deve dire) che un racconto non sia bello purché si motivi il giudizio. Lo scopo resta infatti sempre quello: migliorarsi mettendosi in gioco. Da semplice sostenitore posso dire di aver visto numerose diatribe nate attorno al MI: il voto deve essere segreto, vincono sempre i soliti, il tempo è troppo poco, ecc... Quello su cui si dovrebbe riflettere è che l’unico premio del MI è essere giudice del prossimo MI: è un premio per incentivare la partecipazione, non la competizione. Nel MI si gareggia contro se stessi, per migliorarsi e basta. Concludo con un’ultima cosa, e premetto che ovviamente questo intervento non vuole essere rivolto contro a nessuno personalmente ma sia considerato un’osservazione soggettiva. Ho vinto (credo) in tutto 3 o 4 MI e ho partecipato almeno al quintuplo dei contest. A volte ho vinto con un racconto che io stesso ritenevo bello e ben scritto, a volte ho vinto con sorpresa con un racconto che consideravo ancora migliorabile. Viceversa, non ho vinto con racconti che consideravo perfetti e che comunque non sono stati votati. Non si tratta di errori di giudizio nè miei nè degli altri. Semplicemente, ci sono cose che a me scrittore sfuggono sui miei racconti e vengono viste dal lettore. Viceversa, esistono anche dettagli che io noto e che il lettore non considera importanti per un giudizio sul testo. Conclusione (vera): siamo sinceri nei commenti ai testi. È ciò che serve davvero al MI.
  6. Komorebi

    Mezzogiorno d'Inchiostro n. 125 Topic ufficiale

    Grazie mille per i voti e la nomina di vincitore. Un sentito complimento a @Macleo, che ho apprezzato e votato. Ci si vede al prossimo MI
  7. Komorebi

    [MI 125] Segui il tuo Signore

    @AnnaL. non ho molto da dire: il racconto è ben scritto, a parte un 'da' senza accento verso l'inizio. La sensazione che si ha, però, è che le cose avvengano troppo in fretta: per riuscire a far avvicinare il lettore al protagonista ci vuole tempo, qui invece sfrutti la ripetizione del suo pensiero (sono buono, lavoro, non fumo, non bestemmio ecc...) per abbreviare i tempi. Con il limite di caratteri si poteva fare ben poco di diverso, in effetti, e la resa finale è assolutamente buona. Però non si percepisce l'angoscia del protagonista tanto quanto meriterebbe viste le premesse.
  8. Komorebi

    [MI 125] Mikhael - Chi è come Dio?

    Credo che quest'ultima frase descriva esattamente anche come mi sono sentito al termine del racconto: ansioso di saperne di più e confuso per il fatto che non ci fosse altro. Il racconto è ben scritto, l'inventiva non manca di certo. Il finale giunge troppo rapido, improvviso. E' vero, sappiamo tutti come è andata a finire, ma non è un buon motivo per non approfondire ulteriormente il rapporto tra gli angeli. Resta comunque un bel racconto. Appunto, peccato non ce ne fosse di più.
  9. Komorebi

    [MI 125] Nuova vita

    @M.T. racconto dalle buone potenzialità, ma che necessitava di notevole revisione. Le parti da cui è composto non scivolano linearmente l'una nell'altra. Il protagonista afferma 'di non avere amici' e un secondo dopo racconta di 'un amico' che spia ogni giorno. Il racconto sulla morte della moglie dell'amico è inserito all'improvviso, così come all'improvviso il protagonista si mette a pedinare quest'ultimo. Insomma, si percepisce che c'erano tante idee, ma (causa tempo?) non sei riuscito a integrarle pienamente tra loro.
  10. Komorebi

    [MI 125] Il trofeo

    @Alba360 racconto ben scritto, con scene assai ben descritte. Resta un minimo dubbio se non sia stato un po' troppo eccessiva la reazione della moglie: in fondo il protagonista non aveva mai ucciso prima e, in quel caso, l'avrebbe fatto solo 'per legittima difesa'. Comunque molto piaciuto!
  11. Komorebi

    [MI 125] La pelle

    Secondo me tutto dipende da 'quanto vicina è la voce narrante al personaggio'. Il narratore in terza persona può essere onnisciente o adottare il punto di vista di un personaggio. Una volta che adotta il POV di un personaggio, può essere più o meno vicino a questo. A me è sembrato che nel tuo racconto il POV fosse saldamente ancorato su Virgina, per questo a volte mi stonava l'uso di termini che denotavano una 'maggiore cultura' rispetto al personaggio tratteggiato. I momenti in cui 'più ti avvicini' a Virginia sono quelli in cui riporti i suoi pensieri in corsivo: sei così vicina a lei da sapere anche ciò che pensa. Quando però riporti i suoi pensieri in stampatello, lì li reinterpreti col tuo stile di scrittura, che è più distante. Insomma, c'è un'alternanza tra i pensieri di Virginia riportati fedelmente in corsivo e gli stessi pensieri reinterpretati dal narratore in stampatello. I due stili, almeno ai miei occhi, stonano. Secondo me (e tutto questo commento è un grande 'secondo me') puoi comunque agire in questo modo, ma o rendi più 'raffinata' Virginia o rendi meno curata la parte del testo in cui riporti i suoi pensieri e sensazioni col suo punto di vista (senza per forza rendere la scrittura semplicistica e poco curata). Torno a dire: è tutto un grande 'secondo me'.
  12. Komorebi

    [MI 125] Qui spargere sorrisi non si può

    @Poeta Zaza mi trovo d'accordo con chi mi ha preceduto. La parte che più ho apprezzato del racconto e che mi è rimasta maggiormente impressa riguarda le poesie, meno la parte in prosa, che delle poesie sembra più una parafrasi. Il racconto, per quanto l'abbia trovato poco azzeccato con il tema del contest (il 'limite' ci entra un po' forzatamente), si concentra più sul gioco che sui giocatori. Per ottenere un maggiore effetto si sarebbe potuto concentrarsi più sulle storie degli anziani (cosa che in parte fai), mentre si è dato maggiormente spazio alla 'catena di parole'. Togliendo caratteri da una parte e aggiungendoli dall'altra, magari modificando anche la forma del testo e rendendolo un diario in prima persona, i vari dettagli (poesie, impressioni della narratrice, tentativi di creare nuovi giochi di parole) troverebbero tutti il loro spazio.
  13. Komorebi

    [MI 125] Vitriolage

    @Rica la descrizione delle sensazioni della donna al contatto con l'acido mi hanno angosciato. Sei riuscita a trasmettere la sofferenza della protagonista (fisica, soprattutto, meno quella psichica, dato il suo passato) con raffinata capacità. Rimane poco verosimile che nessuno dei 'pestati' abbia mai denunciato il compagno della protagonista e, anzi, si sia lasciato picchiare a sangue senza che vi fossero poi conseguenze. Il finale sembra smorzare un po' la tensione che si era creata nel racconto: la protagonista si incolpa troppo di quanto accaduto e le conseguenze psicologiche che una simile sfigurazione avrebbe potuto causarle non vengono approfondite, ma solo lasciate immaginare.
  14. Komorebi

    [MI 125] Scambio di coppia

    Bellissimo! Ho riso sinceramente in più punti, compreso il finale da commedia dell'arte (be', insomma, più o meno). Complimenti sinceri e grazie per il bel racconto che ci hai proposto!
  15. Komorebi

    [MI 125] La pelle

    @Ivana Librici racconto ben scritto, con buona presentazione dei personaggi e descrizioni riuscite. La protagonista Virginia, essendo il testo narrato dal suo punto di vista, appare forse meno verosimile. Le riflessioni che porta e gli esempi (l'esoscheletro, il carapace) sono indicative di una certa cultura. Per come è lei, invece, una madre (troppo giovane?) persa tra alcool e droga, un simile linguaggio si addice poco. Dovrebbe essere più schietta, pragmatica, proprio come è quando parla delle anoressiche. Il tema del limite è sviluppato bene, mi è piaciuto il significato che gli hai attribuito, di 'pelle', 'confine corporeo'. mi sarebbe però piaciuto che venisse meglio approfondito: perché Virginia vuole perdere il suo confine? Solo per sballarsi e fondersi col mondo o per un altro motivo? Piacevole anche che l'unico vero contatto fisico che viene descritto sia quello tra la pelle di Virginia e quella di sua figlia. Nel complesso si tratta di un racconto con una buona base e che presenta alcuni punti che possono essere ampliati e migliorati.
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