Vai al contenuto

Giampo

Lettore
  • Numero contenuti

    20
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

14 Piacevole

Su Giampo

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. Giampo

    Samuele Editore

    Beh, scusate ma nel sito lo dice proprio chiaramente: "Nel 2018 l’esperienza del Crowdfunding si esaurisce e la Samuele Editore, in attesa di trovare nuove modalità di pubblicazione, torna all’iter tradizionale di pubblicazione che può prevedere, in caso di mancanza di sponsor o di progetti internazionali d’appoggio o di progetti specifici dell’Editore, un acquisto copie da parte dell’autore". Insomma: o hai lo sponsor, o chi per lui, che sborsa (e in poesia lo sponsor neanche Montale credo che lo avesse), o ti compri le tue belle copie e zitto!
  2. Giampo

    Editori Laterza

    Nome: Editori Laterza Sito: www.laterza.it Catalogo: www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=55 Modalità di invio dei manoscritti: www.laterza.it/index.php?option=com_content&view=article&id=241&Itemid=87; www.laterza.it/index.php?option=com_content&view=article&id=242&Itemid=87 Distribuzione: https://www.laterza.it/index.php?option=com_content&view=article&id=755&Itemid=171 Facebook: assente
  3. Giampo

    Jovene

    Nel 2011 proposi un testo a questa casa editrice: circa 280 pagine, editing e impaginazione a mio carico e un "piccolo" contributo: 2500 Euro! Però spesso pubblicano con contributi provenienti dalle Università.
  4. Giampo

    Diamond Editrice

    Non so se siano a pagamento, ma non credo, del resto sul loro sito si legge chiaramente, in neretto, che "Diamond Editrice è un progetto nato per combattere l’editoria a pagamento", e che "Tutti i volumi delle edizioni Diamond vengono progettati, editati e stampati, senza onere alcuno per gli autori". E visto che parecchi dei loro autori sono famosi nel mondo dello spettacolo, non credo che per pubblicare con loro abbiano chiesto contributi. L'unica cosa che chiedono prima di inviare il manoscritto è l'acquisto di un libro dal loro catalogo (e ce ne sono anche a buon mercato). Quindi, se proprio vogliamo pignolare, potrebbero essere considerati a doppio binario per l'acquisto del libro, ma a pagamento non mi sembrano proprio.
  5. Giampo

    Edizioni La Vela

    Dal sito: "La Vela offre altresì la possibilità di pubblicazione a tutti gli autori che desiderano realizzare il loro sogno del cassetto, nella più totale trasparenza di costi e servizi". Immagino che proprio gratuiti non siano e, tra l'altro, mi sa che non fanno editing, visto che sbagliano pure a scrivere sul loro sito (il sogno Del cassetto?!?)
  6. Giampo

    Artestampa edizioni

    Nome: ARTESTAMPA EDIZIONI Sito: www.artestampaedizioni.it Catalogo: www.artestampaedizioni.it/catalogo-cartaceo Modalità di invio dei manoscritti: https://www.artestampaedizioni.it/contatti/ Distribuzione: non specificato Facebook: www.facebook.com/EdizioniArtestampa
  7. Giampo

    Edizioni Ponte Gobbo

    Nome: Edizioni Pontegobbo Sito: http://www.edizionipontegobbo.com Catalogo: http://www.edizionipontegobbo.com/e-books.php Modalità di invio dei manoscritti: non specificato (http://www.edizionipontegobbo.com/contatti.php) Distribuzione: non specificato nel sito, ma dovrebbe essere Casalini Libri. Facebook: https://www.facebook.com/ed.pontegobbo/
  8. Giampo

    Rubbettino

    @Kikki @Avv.Lenti Giusto, rientro in tema specificando che, per esperienza diretta, posso dire che Rubettino è molto stimato in campo scientifico, e che produce anche libri di varia. L'editaggio, la stampa, i materiali e la rilegatura dei suoi libri, perlomeno fino a qualche anno fa, erano elevati, com'è elevato il contributo che richiede agli autori, sempre sottoforma di acquisto libri (dalle 50 copie in su, a seconda dell'importanza dell'autore).
  9. Giampo

    Rubbettino

    Scusa se mi intrometto nel discorso, ma su questo avrei tante, tante cose da dire (e da ridire). Comunque, il problema riguarda non solo la Rubettino, che è una casa editrice di primo piano in ambito accademico, ma anche tante altre, sempre dello stesso genere. Io queste non le ritengo case editrici, ma stamperie ad alto costo; è vero che Rubettino è rinomata in ambito accademico, ma questo non vuol dire nulla, perchè per l'abilitazione scientifica basta pubblicare per una delle case contenuta nell'elenco, e sono una decina di pagine di nomi, e la pubblicazione ha sempre lo stesso valore ai fine valutativi: non è che se pubblichi per A hai una valutazione migliore e se pubblichi per F una peggiore, o viceversa. Però certe case editrici ti chiedono molto più di altre in modo subdolo, e cioè facendoti acquistare quasi tutte le copie della tiratura; questo vuol dire anche che il prezzo di copertina di una monografia sarà molto alto, per il semplice motivo che poi dovrai ricomprarla te, e se ne dovrai comprare 50 (quando va bene) a 10 euro l'una viene un totale, ma se le paghi 30 euro l'una è un'altra cosa. Quindi, mai nessuno comprerà il tuo libro a quel prezzo, tranne te, che avrai casa invasa dai tuoi testi (però, se ne compri ancora di più, avrai anche uno sconto del 20%!). Altra cosa, il manuale: se io scrivo un manuale che verrà adottato all'università, l'editore non dovrebbe farti pagare nulla, in quanto rientrerà abbondantemente con le vendite agli studenti. E invece no: anche qui, subdolamente, dovrai acquistare un tot di copie fino ad arrivare a cifre che superano abbondantemente i sei zero. Ma gli editori non rischiano mai in prima persona? Per non parlare delle percentuali sui diritti d'autore: avrò venduto più di mille copie (il volume in questione costa 70 euro, prezzo scelto dalla casa editrice con mio grande disappunto!), a meno che non fosse sempre lo stesso libro che gli studenti si passavano tra di loro, e ti assicuro che io non ho mai, e dico mai, percepito un centesimo di diritti d'autore (anche perchè le case editrici non mi hanno mai richiesto l'iban). E questo riguarda anche altri volumi che ho scritto, destinati ai professionisti e non proprio a buon mercato (sempre prezzo scelto insindacabilmente dall'editore), per altre case editrici di settore. Eppure anche i libri per i professionisti, per bocca dei librai specializzati, hanno venduto parecchie copie tanto che sono andati esauriti in breve tempo. E la casa editrice ha avuto pure la sfacciataggine di chiedermi una edizione più aggiornata! Evidentemente avevano esaurito la prima, ma diritti ZERO! E con il Print on demand loro non spendono una lira, si fa tutto a richiesta, e non rischiano mai la possibilità di un flop. Scusa se sono stato prolisso, ma questa è una situazione alquanto ridicola, e per questo dico a coloro che pagano fior di quattrini per pubblicare: non fatevi prendere in giro, che se meritate prima o poi qualcuno si accorgerà di voi, altrimenti quello che avete scritto non valeva poi così tanto. E ve lo dice uno che è costreto a pagare per pubblicare, a prescindere dalla qualità dei propri scritti!
  10. Giampo

    Morellini Editore

    @Mauro Morellini Innanzitutto grazie per aver risposto personalmente: chi si mette in gioco in prima persona, soprattutto per fugare dei dubbi riguardo al proprio lavoro, merita sempre un apprezzamento positivo. I due punti sui quali mi soffermo sono quelli citati sopra: le redazioni delle case editrice sono formate da persone deputate a leggere i manoscritti, normalmente stipendiate dalle stesse, a prescindere che leggano un testo al mese o trecento, e se la quasi totalità delle case editrici non a pagamento non chiede contributi per esaminare le opere, non penso sia fantascientifico farlo. Del resto, se un titolo ogni 50 viene pubblicato, vuol dire che per ogni opera pubblicata incassate più di 1400 Euro! Chi è a capo di una Casa editrice è un imprenditore, e il suo fine è il lucro, ma è anche vero che un imprenditore deve sostenere il cosiddetto rischio d'impresa, ossia la possibilità che il bilancio chiuda in perdita: starà alle sue qualità riuscire a ottenere più guadagni che perdite, e quindi scegliere e portare avanti, anche pubblicizzandole e facendole arrivare fisicamente in libreria, le opere che veramente meritano: da questo si contraddistingue un editore a pagamento, che pubblica qualsiasi cosa, basta pagare, da uno non a pagamento, che rischia in prima persona e sulla propria pelle. Anche perchè un libro di un esordiente che non è presente in libreria non lo comprerà mai nessuno e, quindi, l'Editore dovrà credere veramente in quell'opera, perchè dovrà essere previsto anche un piano pubblicitario e di distribuzione adeguato: è proprio qui il rischio d'impresa! Altro punto: la collana Tracciati, che si compone di monografie, ossia di quegli scritti che i cattedratici o gli studiosi scrivono per avere risalto o promozioni nel mondo accademico (spesso di non eccelsa qualità, ma su questo tralascerei); è risaputo che non interessino a nessuno, tranne ai diretti interessati i quali, comunque, acquistano un buon numero di copie per farle (e farsi) conoscere e per partecipare alle abilitazioni nazionali (di solito, se ne acquistano tra le 30 e le 50 copie), ma non arriveranno mai in libreria (e quindi non c'è il rischio di copie invendute o spese di distribuzione). E qui subentra l'economicissimo Print on demand, che permette di stampare un solo libro alla volta, solo a richiesta, senza alcun costo per le Case edirici; ma credo che (ed è una pratica alquanto diffusa in Italia, che la quasi totalità degli editori persegue) per guadagnare, le Case editrici facciano cassa con chi è obbligato a scrivere per farsi conoscere in ambito scientifico (e, anche per questo, si dice che la ricerca scientifica da noi non venga supportata a sufficienza). Per tutte le suesposte motivazioni non credo che la Sua casa editrice possa definirsi totalmente non a pagamento, ma a "doppio binario", ma questo è solo un mio personalissimo parere, e in quanto tale opinabile, che soprattutto non vuole in alcun modo screditare il suo lavoro di editore che, in quanto privato, può svolgere come vuole, con le regole che Lei ritiene più appropriate e opportune, e se agli autori che si propongono le accettano, stanno bene anche a me. Buon lavoro e auguro le migliori fortune alla Sua Casa editrice.
  11. Giampo

    Brè Edizioni

    La vedo molto difficile: il print on demand (o book on demand) serve proprio a questo: non avere copie destinate al macero e azzerare il rischio d'impresa da parte dell'editore, perchè le copie vengono stampate solo se ordinate (dall'acquirente, chiaramente, non dal libraio, che al limite può fare da tramite e basta). Del resto, questo accade solo per gli esordienti, non per quelli con un nome affermato (Mondadori non fa il print on demand perchè i suoi autori sono tutti conosciuti!). Ma se uno è un esordiente come potrà mai farsi conoscere se le copie del suo libro entrano in libreria solo se vengono ordinate da qualcuno, che chiaramente non le ordinerà mai perchè non conosce l'autore e l'opera? Io eviterei...
  12. Giampo

    Brè Edizioni

    Ciao. La realizzazione di “Book on demand” è un servizio che, grazie alla tecnologia digitale, rende veloce ed economico pubblicare un libro. I costi sono estremamente contenuti anche per tirature limitate. Infatti, con questa tecnologia, è possibile stampare anche un solo libro in maniera digitale, senza dover per forza dover prevedere una tiratura minima (insomma, schiacci un tasto e la macchina stampa e rilega un solo libro "a richiesta", ossia solo se viene ordinato): comodo, anzi comodissimo, per gli editori, che risparmiano tanti soldini, ma scomodo per gli autori, che in questo modo non vedranno mai la loro opera sullo scaffale di una libreria.
  13. Giampo

    Morellini Editore

    Sono un po' strani questi di Morellini: ad esempio, oltre a volere quasi 30 euro (24,50€+IVA!) per valutare un'eventuale opera da pubblicare, specificano di controllare il catalogo prima di inviare, per non perdere soldi poiché non puibblicano alcuni generi, come la poesia e la letteratura di viaggio, e poi si scopre che hanno ben tre collane dedicate ai viaggi e alla letteratura ad essi connessa (Città d'autore, Guide Alto Adige e Insider) e che hanno da poco pubblicato il libro di poesie di Sandra Milo. E poi, però, specificano che non pubblicano assolutamente opere a pagamento, "Fatta eccezione per rari casi di volumi di carattere accademico di alto valore culturale ma rivolti a nicchie molto ristrette, e comunque rigorosamente selezionati". Ma se sono di alto valore culturale e rigorosamente selezionati, perchè vogliono il contributo?
  14. Giampo

    Bulzoni

    Nome: Bulzoni Sito: www.bulzoni.it Catalogo: www.bulzoni.it/it/shop Modalità di invio dei manoscritti: www.bulzoni.it/it/contatti. Modalità non specificata, ma è possibile accordarsi per la spedizione del manoscritto telefonando in sede. Distribuzione: www.bulzoni.it/it/distribuzione Facebook: www.facebook.com/BulzoniEditore
  15. Giampo

    Leone Editore

    La mia esperienza con la Leone è del tutto simile alle vostre: anche io ho avuto a che fare con questo "editore", ma sono stato io contattato direttamente da un agente della stessa nel 2013 o 2014, per chiedermi se avessi materiale da pubblicare nel mio settore scientifico, perchè volevano inaugurare delle collane tecniche (ho capito, poi, che la loro politica, anche nei confronti dei collaboratori, è di dare un compenso a quelli che portano più autori). Con questa persona, senz'altro degnissima e preparata nel mondo editoriale, ho avuto diversi contatti, telefonici e postali, per poi vederci un paio di volte per discutere il contratto e iniziare con la revisione del testo (che, comunque, essendo un testo scientifico, non capivo in cosa potesse consistere, anche perchè la formattazione era già bell'e pronta...). Ma va bene, tutto a posto fino a quando mi legge il contratto (i soliti 10 anni, che lui mi aveva detto fossero a salvaguardia dell'autore, perchè non è che Leone pubblica e poi ci abbandona, ma Leone doveva comunque avere la prelazione sui futuri lavori, ecc... e tante altre amenità che non sto qui a dire, perchè sono sempre quelle già dette dagli altri) e poi, alla fine, il prezzo: 8.000 Euro più Iva (non rateizzabili!). Al mio sbigottimento, lui ha detto che era un'opera importante, che addirittura non si poteva pubblicare in un solo volume, ma che sarebbero dovuti essere due volumi, da vendere indivisibilmente (mentre poi l'ho pubblicato, senza problemi, in un unico volume), ecc. Al che io ho spiegato che sì, immaginavo che chiedessero un contributo, ma questo mi sembrava francamente esagerato, e che avrei almeno gradito un contatto con il signor Leone, al che lui mi rispose che "il signor Leone" era un tipo particolare, un dandy avellinese in altre faccende affaccendato... insomma, il senso era che non aveva tempo da perdere *Editato dallo Staff*, perchè dedito ad altre attività più stimolanti per lui, come andare a pescare e cose del genere. Io, chiaramente, sono rimasto molto titubante, ma il mio diniego non ha scomposto l'agente (che probabilmente si aspettava una reazione del genere), il quale ha continuato a inviarmi mail molto garbate, anche dandomi consigli "pratici" sul manoscritto, ma poco convinte, poichè in effetti anche lui si era reso conto che l'aveva sparata grossa (con quei soldi mi sarei potuto cambiare la macchina!). Stavamo ancora cotrattando, anche se in fase di stallo, perchè comunque la persona era seria ed era piacevole conversarci, quando mi mandò una email comunicandomi che non avrebbe più lavorato per la Leone (e io, per non metterlo in imbarazzo, non chiesi nulla sul perché, ma potevo immaginarlo), lasciandomi comunque il nominativo di un tipo che potevo contattare al posto suo. Io ringraziai cortesemente, e gli risposi che, se ci fosse stata una pur minima possibilità di pubblicare con Leone, era solo perchè c'era lui, una persona di un certo spessore che aveva anche compreso il mio rifiuto, e non certo per "il signor Leone", che era un'entità che non si svelava agli autori. E così qui finiva il mio percorso con questa "casa editrice", e con il suo collaboratore, che era davvero una brava persona (e che, infatti, lì durò poco)!
×