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nosferatu

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    Sognatore
  1. Bookabook

    No, mi spiace, il crowdfunding è esattamente come l'hai descritto tu. E cioè l'attività di un autore che vende 200 o 1000 copie a parenti e amici i quali le prenotano solo ed esclusivamente per gentilezza, compassione o altre motivazioni e sentimenti più o meno privati. Pensare di vendere a completi estranei che - disdegnando decine di migliaia di romanzi editi e tangibili - preferiscano rovistare nel web tra abstract ed estratti per cercare proprio il tuo, il lavoro di un esordiente, è un po' vedere la vita alla maniera di Topo Gigio, che pensava la luna fosse fatta di groviera. Quanto ai libri che vanno in classifica - ma qui non ho elementi per cui mi limito a un commento generico - bisogna vedere caso per caso. E cioè, ad es. se l'autore per caso non sia sia già edito o in qualche modo conosciuto per motivi extraletterari a un certo pubblico. Un crowdfunding intrapreso senza queste ultime certezze non ha più forza o possibilità di un self publishing.
  2. Mi presento

    Grazie a tutti per l'accoglienza.
  3. Mi presento

    Salve, mi chiamo Nosferatu e non ho mai succhiato una goccia di sangue né scroccato nulla in vita mia. Lo stesso vale per le tematiche dei miei romanzi che sono totalmente farina del mio sacco. Scrivo solo per amore della scrittura e della lettura, senza particolari ambizioni, perché tanto, come dice Catullo, "non scribit cuius carmina nemo legit" Cordiali saluti a voi tutti
  4. Bookabook

    Pochissimi giorni dopo il lancio del mio romanzo, ho capito che non avrei raggiunto il target: è una cosa cosa che si basa sui numeri, ma ancora prima si percepisce a pelle. Se non hai la sicurezza di avere 150 sponsor è inutile tentare, e questi 150 devono essere assolutamente affidabili e reattivi. Meglio ancora se i 150 sono 170 o 200. A quel punto, non volendo cadere in quella terra di mezzo delle 50-149 copie che è un romanzo stampato ma non edito, ho smesso di promuovere il mio lavoro, piombando in un oblio totale. Mesi dopo sono stato contattato dalla redazione di Bookabook che, resasi conto della situazione, mi ha permesso di ritirare il romanzo e ha provveduto in tempi strettissimi al rimborso delle copie prenotate. Ho trovato i redattori gentili e competenti, ma soprattutto onesti e corretti. Non promettono nulla di quello che non possono dare e, nei consigli pre-campagna te lo dicono chiaramente. Il mio errore è stato di fare assegnamento più su un generico capitale qualitativo (credo che capiti a tutti gli autori) che non su un capitale numerico ben consolidato. E questo forse è un po' la debolezza del sistema Bookabook. A parte una valutazione qualitativa di massima iniziale indispensabile per partecipare alla campagna, il valore di un'opera si perde poi nel vento dei numeri. Ma quest'ultima mia valutazione ha un nome preciso, invidia, e perciò non tenetene conto.
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