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Milly95

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  1. Milly95

    Il club dei ragazzi difettosi-Capitolo 0

    Grazie per il commento! C'erano diversi errori (anche di battitura) anche se lo avevo riletto... Lo sapevo che non dovevo correggerlo di prima mattina!xD Comunque, diciamo che Yugin è un po' lunaticoXD Devo pansare meglio al suo carattere. Quando dici che poteva aspettare un attimo e salutare tutti hai assolutamente ragione, ma l'ho fatto ripartire subito per far capire che in un certo senso è "agli ordini" di Matthew. Grazia ancora, adesso lo sistemo.
  2. Milly95

    Joel Coda d'Argento-prologo

    Ti hanno già fatto delle correzioni, con cui mi trovo d'accordo, volevo solo aggiungere che: illuminava Djertha: un tempo fiera capitale del piccolo Stato indipendente di Arthemisia. Capisco che vuoi spiegare cos'è Djertha, ma adesso non ha molta importanza e mi sembra un inforigurgito. Comunque non vedo l'ora di incontrare il musicista e di sapere perché la sua melodia gli è familiare.
  3. Milly95

    Il club dei ragazzi difettosi-Capitolo 0

    Avevo già postato il primo capitolo, ma ho cambiato un po' di cose, quindi ricomincio da quiXD Buona caccia all'errore!xD Capitolo 0: il nipote di Matthew Matthew mi guarda fingendosi arrabbiato. “ Ormai non ci vediamo da due anni! Dove sei stato tutto questo tempo, eh mascalzone?” Sorrido. “ Matt, lo sai che per me due anni sono pochissimi! Piuttosto, gli altri dove sono? Si sono decisi a bivaccare da qualche altra parte?” “ Adesso sono tutti in giro e si stanno impegnando per trovare una casa accogliente, anche perché questa sta iniziando a diventare troppo piccola per tutti. In realtà era troppo piccola fin dall’inizio per tutti, ma lo sai come eravamo messi”. Annuisco e, quando sua moglie mi chiede di descriverle i luoghi in cui sono stato, Matthew la interrompe:” Karen, prima gli dobbiamo raccontare dell’acquirente della casa”. “ Cosa? Pensavo che nessuno la avrebbe comprata!” “Anche noi lo pensavamo, ma proprio due giorni dopo che sei partito…Ah!” Sua figlia Hanna ha strattonato una sua ciocca dei capelli, ridendo. Anche Karen ride, e tende le braccia per farsi dare la bambina. Matthew cerca di staccarla dai suoi capelli, ma non riuscendoci dice:“ Karen, se non mi aiuti Hanna mi farà diventare calvo!” “ Calvo! Matt, non esagerare!” Karen fa il solletico a Hanna, la stacca delicatamente e la porta sulle sue ginocchia. Matthew le fa la linguaccia. “Ecco, ora che i miei capelli non sono più in ostaggio posso raccontare. Dicevo che due giorni dopo che te ne sei andato, Mrs Johnson ci ha detto che c’era una persona interessata alla casa, ma che non sapeva chi era perché aveva chiesto all’agente immobiliare di non rivelarlo né a lei né a noi. Purtroppo l’agente è incorruttibile, quindi ti chiediamo di andare a vedere. Ah, e naturalmente non diremo a Mrs Johnson che sei venuto qui.” Li guardo perplesso. “ Quindi devo ripartire subito?” I suoi occhi verdi assumono uno sguardo triste, arriccia leggermente le labbra. “Perfavore.” Sto per rispondere quando sentiamo qualcuno bussare alla porta. “ Presto Yugin, diventa invisibile!” dice Matthew alzandosi. Io obbedisco appena in tempo, perché un attimo dopo Mrs Johnson è nella stanza. Mentre loro parlano Karen mi fa segno di andarmene. Sbuffo e mi alzo. Prima di uscire passo attraverso Mrs Johnson che pensa:” Joe va al diavolo! Mark va al diavolo! Drew va al diavolo!” anche se esternamente è la stessa persone austera e calma di sempre. Non conosco nessuna di queste persone non essendomi fatto vivo per un po’; di questo mi pento abbastanza: devo essermi perso una marea di novità! Sospiro e decido che è arrivato il momento di partire di nuovo. Peccato però, ci tenevo a salutare tutti. Vabbè, non ci metterò molto a scoprire chi abita là. Dopo solo qualche ora di volo sono di nuovo a Londra. Atterro davanti alla fantomatica villa e torno visibile, scegliendo di prendere l’aspetto di un ragazzo che ho conosciuto in Irlanda. Mi avvicino al cancello e… Stup. Una palla di neve mi colpisce in viso e sento una voce infantile che dice:” Lei dovrebbe proprio ringraziarmi.” Mi volto verso la voce e rispondo:” Ah sì? E di cosa dovrei ringraziarti? Di avermi congelato il naso?” vorrei aggiungere qualcos’altro, ma la mia voce si blocca: quel ragazzino assomiglia molto a Matthew! Lo pseudo-Matt si mette una mano tra i capelli rossi per togliere un po’ di neve e dice:” In casa mia c’è Mrs Bigotta che vuole convincere i miei a fare una feste di beneficenza per i senzatetto, se entra adesso si ritroverà con il portafogli vuoto. Questo non significa che quella donna sappia parlare bene, anzi, parla tantissimo ripetendo quasi le stesse cose. Alla fine le persone le danno ascolto solo per farla stare zitta” Mi guarda intensamente con i suoi occhi turchesi, sorride malizioso e prima che possa rispondere dice:” Io un po' le piaccio vero?” si avvicina “ quando mi ha visto bene si è zittito improvvisamente…” Ma… ma come gli viene in mente?! Devo essere arrossito, accidenti! “ Non dire sciocchezze! Semplicemente assomigli molto a una persona che conosco. Anche se i tuoi occhi sono di un colore diverso e soprattutto hanno uno sguardo diverso, la forma è proprio uguale, avete lo stesso colore di capelli e i lineamenti del volto simili” dico cercando di darmi un contegno. Il ragazzino sta per rispondere, ma io aggiungo:” E poi quella persona aiuterebbe volentieri i senzatetto!” Il ragazzo mi guarda sorpreso, poi fa un sorriso larghissimo, infine scoppia a ridere. Metto le mani sui fianchi. “ Cosa c’è di tanto divertente, ragazzino?” dico. Lui cerca di soffocare la risata e dice:” Prima di tutto mi chiamo Edgar e non ragazzino. E poi va bene aiutare i senzatetto, ma anche loro dovrebbero impegnarsi per uscire da quella situazione invece di rassegnarsi, non le pare? Comunque come si chiama la persona che mi assomiglia?” Sto per rispondergli quando improvvisamente il portone si apre e ne esce una donna un po’ grassoccia, allora Edgar mi afferra un braccio e inizia a correre verso il parco. Lo seguo riuscendo a tenere bene il passo, e quando arriviamo, lo porto su una panchina nella parte più appartata del parco. “Ecco”, si siede e mette le gambe sulla panchina, gingendosele con le braccia “ora puoi dirmi tutto.” Lo guardo di nuovo e mi accorgo che a differenza di Matthew le poche lentiggini sono un po’ più scure. Edgar si volta verso di me e sorride malizioso, ma stavolta per non farlo parlare gli porto un dito sulle labbra e dico:” Volevo solo vedere la tue lentiggini. Sono un po’ più scure di quelle di Matt.” Edgar arrossisce e dice: ” Va bene. Così si chiama Matt, eh?” “ Matt è solo il soprannome: si chiama Matthew.” Edgar si avvicina di più a me, per un attimo mi è sembrato di vedere nei suoi occhi una leggera ombra di preoccupazione, ma poi sorride e dice:” Non sarà mica mio zio Matthew Fingal? Molti mi dicono che gli assomiglio.” Edgar è suo… Nipote?! Mi alzo di scatto, questa improvvisa rivelazione mi ha colto così tanto di sorpresa che potrei… “ Si… Signore! Oddio, ma come ha fatto a sparire così in fretta?” Edgar si alza e si guarda intorno perplesso. Merda! Ho perso il controllo e sono diventato invisibile! Adesso dovrò dirgli tutta la verità. Mi assicuro che non ci stia guardando nessuno e torno visibile. Prima che possa rassicurarlo, Edgar sussulta dallo spavento e si allontana da me, finendo dietro la panchina. Stringe le mani sullo schienale. “ Che razza di scherzo è questo?” dice. “ Per favore, ascoltami. Io devo raccontarti una cosa molto importante. Tuo zio non sa che esisti, perché quando tua madre e tuo padre erano in Irlanda, lei gli scrisse dicendogli che non poteva rimanere incinta. Adesso lui e gli altri sono in Italia e quando io sono tornato da loro dopo due anni, mi hanno raccontato che la casa era stata comprata. Loro non hanno mai saputo chi fosse perché la vecchia proprietaria non voleva che nessuno di loro lo sapesse.” Edgar si allunga velocemente in avanti e mi tira uno schiaffo; è forte il ragazzo. Istintivamente mi allontano un po’ dalla panchina e lo guardo incredulo. “ Mia madre mi ha detto che mio zio è morto poco dopo che è arrivato in Italia! Perché dovrei credere a lei che è solo un estraneo piuttosto che a mia madre?” Io mi riavvicino lentamente, vorrei accarezzargli la guancia per rassicurarlo, in questo momento sembra così indifeso… Ma lui la allontana con un altro schiaffo, poi dice: "Lei non è mio padre, perché adesso si comporta così?" "Tu sei il nipote di uno dei miei migliori amici,e senza volerlo ti ho spavantato. Scusa." A testa bassa si incammina verso l’uscita e prima che sia troppo lontano gli dico: ” Capisco il tuo turbamento, ma io conosco tua madre: davvero ti fidi ciecamente di lei? Prova a essere oggettivo anche se è un tuo genitore.” Si ferma, ma rimane voltato di spalle. “ Per favore, domani verso le cinque del pomeriggio ritroviamoci su questa stessa panchina. Quello che ti devo dire è importante. E poi, non vuoi sapere quale trucchetto ho usato per scomparire e riapparire?” “ Tornerò. Se mi andrà.” Continua a camminare, ma dopo pochi passi si ferma di nuovo. “ Comunque, se domani dovessi venire, sappi che lo farei soprattutto per il tuo trucchetto.” Sorrido, e anche se non sono sicuro che domani tornerà, qualcosa mi dice che andrà tutto bene. Adesso devo trovarmi un albergo e... “Anche tu ti sei infatuato del farfallino Edgar?” mi domanda un uomo. Io mi volto giusto in tempo per vederlo sorridere, poi corre verso l’uscita, forse per inseguire Edgar. Ma questo che diavolo vuole? Che cosa ha visto esattamente? E soprattutto… Farfallino?!
  4. Milly95

    Axel, il saggio

    Sinceramente mi ha incuriosita, ma ricordati di rileggerlo attentamente per correggere gli errori di punteggiatura: anche se è un po' "noiosetta" serve Povero Alex, mi dispiace per lui, ma d'altra parte sono sempre i buoni a rimetterci... Almeno per me è così!
  5. Milly95

    Prefazione Axel il saggio

    Okay, vado subito a leggere
  6. Milly95

    Prefazione Axel il saggio

    Forse sarebbe più giusto per la prima volta in vita mia ero sicura di una cosa: la magia esisteva perché spieghi di cosa sei sicura. Poi io metterei: un cassettone archiviato nella mia mente come "materia da bambini" perché è in un certo senso è un titolo, ma forse questa è più che altro una scelta personale. Aveva fatto innescare nel mio cervello una serie di conclusioni,una meno plausibile dell’altra. Questa prefazione mi incuriosisce e non vedo l'ora di leggere il primo capitolo per commentare meglio. Riguardo alle correzioni, ho provato a farle, ma non ne sono molto sicura, quindi ti consiglio di aspettare che commenti qualcuno più attendibile
  7. Milly95

    Manga

    Anche io li leggo! I miei preferiti sono death note, fma e kuroshitsuji!
  8. Milly95

    Inghilterra negli anni '30

    Credo che mi sarà molto utile leggere il libro, grazie
  9. Milly95

    Inghilterra negli anni '30

    Potreste dirmi qualcosa sull'Inghilterra negli anni '30? Grazie in anticipo
  10. Milly95

    Come, quanto e perché?

    Io scrivo dalle elementari: il primo tema che scrissi era un disastro, così continuai a scrivere qualcosa a casa, all'inizio un diario, e pian piano iniziai ad appassionarmi alla scrittura
  11. Milly95

    Il club dei ragazzi difettosi, cap.1

    Grazie per i commenti! Adesso devo solo riguardare il capitolo e correggere gli errori Riguardo al narratore, non ha problemi ad entrare perché è uno "spirito", ma lo devo spiegare meglio. Grazie ancora!
  12. Milly95

    Edmund Evelher: prologo

    Gli errori ti sono già stati segnalati, quindi non li ripeto. A me dal prologo sembra abbastanza interessante, ma aspetto di leggere il primo capitolo per esprimermi meglio; mi sembra scorrevole, e scrivi in italiano corretto: non ho trovato degli errori di grammatica. ciao!
  13. Milly95

    Il club dei ragazzi difettosi, cap.1

    Probabilmente ci sarà moolto da segnalare, perché quando l'ho scritto avevo un po' di febbre xD Quindi scatenatevi! Prima di incontrare loro la mia vita era noiosa, un susseguirsi di giorni grigi tutti uguali; per me nessuno era davvero importante, e osservavo con invidia tutte le persone che si guardavano in modo affettuoso, che si scambiavano una parola gentile, che provavano sentimenti amichevoli l’uno per l’altro. Invidiavo anche gli individui che si odiavano, perché io sapevo solo provare il sentimento più triste di tutti: l’indifferenza. Se ho avuto l’occasione per conoscerli devo ringraziare un manifesto con scritto:” Scuola estiva per ragazzi difettosi!I vostri figli hanno un difetto che non riuscite a sopportare? Un difetto che nessun ragazzo di buona famiglia dovrebbe avere? Iscrivetelo a questa scuola estiva, e il suo difetto verrà estirpato dalla radice! Ci trovate in…”. Come potete immaginare, rimasi sbigottito: quale genitore poteva credere a quelle baggianate? “ I miei genitori” pensai subito. Fu così che il giorno seguente, quasi senza accorgermene, mi ritrovai davanti a quella fantomatica villa. Dietro al cancello dorato c’era un giardino che abbondava di rose bianche; al centro si trovava una grande fontana di marmo, dove l’acqua zampillava senza sosta. Attraversai l’alto cancello e il portone come fanno i fantasmi ( anche noi Spiriti godiamo di questo vantaggio) e mi ritrovai in un corridoio pieno di ritratti con uomini e donne austere che mi misero in soggezione. Dei ritratti che mettono in soggezione uno Spirito come me! Effettivamente mi vergogno ancora a dirlo, dopo cento anni, ma vi posso assicurare che mettevano i brividi. Improvvisamente sentii una voce di donna roca e mi diressi verso di essa, entrando in una sala grande occupata da due ragazze e quattro ragazzi seduti davanti a dei banchi più larghi che lunghi. “ Allora, adesso vi lascio cinque minuti da soli, così potete presentarvi l’un l’altro tranquillamente, ma quando ritorno, voglio che siate disposti a collaborare con me e gli altri insegnanti per estirpare il vostro difetto più grande!” disse la donna uscendo dalla stanza impettita. Quella donna, oltre ad avere i capelli corvini, gli occhi scurissimi e una carnagione non molto chiara, era vestita completamente di nero: indossava un vestito nero, guanti neri, orecchini e collana di perle nere e cerchietto nero. Per questa ragione venne soprannominata “Corvo”. Quando uscì dalla stanza, lo sguardo dei ragazzi continuò a saettare inquieto da una parte all’altra della stanza, e nessuno aveva intenzione di iniziare a parlare, finché la ragazza bionda fece un respiro profondo e si alzò con un sorriso. Tutti si voltarono verso di lei; la sua carnagione pallida si colorì un po’, il sorriso ( che le illuminava gli occhi verdi) si allargò e, mentre si arricciava i capelli già ricci iniziò a cantare allegramente:” Io mi chiamo Maya e mi trovo qui, perché mia madre mi considera una scostumata: adoro i ragazzi carini che mi seguono come cagnolini!”. Tutti i ragazzi sgranarono gli occhi sorpresi e solo l’altra ragazza rispose:” Ciao Maya”. La “cantante” scosse la testa e, iniziando a battere ritmicamente mani e piedi rispose:”Cantate anche voi!”. Solo allora tutti risposero in coro accennando qualche nota nella voce:” Ciao Maya!”. Lei rise e si rimise seduta. Si alzò la ragazza accanto a lei e, dopo essersi sistemata il vestito rosso, cantò:” Io sono Reneé, e mi trovo qui perché sono una femminista convinta, non una donna finta!”. L’intensità del ritmo tenuto dalle mani aumentò quando i ragazzi risposero:” Ciao Reneé!”. Poi si alzò un ragazzo, che dopo essersi tolto con gesto teatrale il ciuffo di capelli ramati dagli occhi, cantò con voce bassa:” Io sono George, e sono qui perché i miei genitori mi considerano troppo snob!” si risistemò il ciuffo e si sedette. Clap clap clap! Clap! Clap clap clap! Clap! “ Ciao George!” Si fece avanti un ragazzo molto alto, si schiarì la voce e cantò:” Io sono Jake, mi trovo qui perché sono omosessuale, un peccato peggiore di quello originale!” prima che gli altri potessero rispondere aggiunse:” Ciao ragazzo carino!” salutando il ragazzo vicino a lui con la mano. I ragazzi difettosi, invece di restare traumatizzati a vita, risero e lo salutarono, sempre col sorriso sulle labbra. Il ragazzo dai capelli rossi si alzò e canticchiò a voce bassa, così bassa che dovettero diminuire l’intensità del ritmo:” Ehilà, io mi chiamo Matthew e sono qui, perché la mia matrigna mi detesta, non mi vuole intorno tutto il giorno” Clap clap clap! Clap! Clap clap clap! Clap! “ Ciao ragazzo carino!” “ Matthew!” precisò il ragazzo mettendosi seduto. “ Ragazzo carino” “ Matthew!” “ Ragazzo carino!” Il povero Matthew cercò di cambiare strategia:” Ehilà, mi chiamo ragazzo carino e…” prima che potesse finire il coro gridò:” Ciao Matthew!” Ormai l’allegria dominava quella stanza, priva così fredda, ma l’ultimo ragazzo si alzò solo dopo qualche occhiata rassicurante degli altri, cantando con voce incerta:” Io sono Robin, e mi trovo qui, perché mio padre mi vuole più coraggioso, non vuole più avere un figlio pauroso”. I ragazzi stavano per rispondere, quando Mrs Corvo entrò nella stanza come una notte senza stelle: la stanza si rabbuiò immediatamente, il ritmo e le voci allegre si spensero come un piccolo fuoco sotto una manciata di terra. Il suo volto, così infuriato, faceva sembrare i ritratti nell’ingresso delle graziose fate spensierate.
  14. Milly95

    Kafka, Franz

    Grazie per il consiglio!
  15. Milly95

    Kafka, Franz

    Io ho messo sulla lista dei libri da leggere il suo libro " La metamorfosi"... Quando lo avrò letto saprò finalmente dare una mia opinione
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