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kagemitsu

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  1. kagemitsu

    Tradurre e proporre un testo ad un editore, come?

    Come immaginavo, non è facile come una passeggiata nel parco in un giorno di primavera. ^^; Grazie a tutti per le informazioni, siete stati utilissimi.
  2. kagemitsu

    Tradurre e proporre un testo ad un editore, come?

    Carissimi, mi è da un pò venuta in mente la malsana idea di tradurre un testo dall'inglese e proporlo ad una casa editrice italiana che si occupa proprio di quel genere, solo che non ho idea di quale sia il procedimento da seguire. - Devo chiedere il permesso all'autore originale? - Serve qualche qualifica particolare per tradurre, oltre alla conoscenza della lingua? - Come proporlo alla casa editrice e come regolarsi sul costo della traduzione? Se qualcuno ha tempo e voglia di scrivermi che s'ha da fare per andare da zero alla pubblicazione, o linkarmi qualche post o guida al riguardo, gliene sarei estremamente grato.
  3. kagemitsu

    Apocalisse

    Ti consiglio vivamente la mini serie televisiva The Walking Dead se non l'hai già vista. Lo scopo degli autori era proprio quello di raccontare le storie e le reazioni delle persone in una situazione come l'apocalisse zombi. Vengono affrontati diversi temi, come: il valore delle leggi quando non c'è più legge, il significato dell'amore in una situazione estrema, contrasto tra altruismo ed istinto di sopravvivenza, cos'è il bene e cos'è il male. Personalmente, penso che questo sia lo scenario più plausibile: si assisterebbe ad una prima fase di caos, sciacallaggio, violenza ingiustificata. Dopo la fase iniziale, molte persone probabilmente si chiuderebbero in casa, cercando di resistere come possono in attesa di aiuti. Quelli meno in grado di gestire lo stress di una situazione del genere, probabilmente preferirebbero il suicidio al venire divorati da uno zombie. Ci sarebbero anche quelli a cui ormai non importa più niente e manderebbero giù ogni sorta di sostanza, in attesa dell'inevitabile fine. Dopo questa fase, pian piano le cose comincerebbero a tornare alla normalità. Partirebbe la ricostruzione, non senza le inevitabili polemiche di quelli che, ormai al sicuro, si lamenterebbero degli aiuti arrivati troppo tardi, o della ricostruzione che non avviene nel modo che loro considerano migliore, e quelli che cercheranno di speculare sulla sofferenza degli altri. Ti consiglierei un libro al riguardo, se hai voglia di leggerlo. Si chiama "Antropologia dei Disastri", di Gianluca Ligi. Costicchia un pò, ma tratta proprio questo genere di argomenti: come la gente reagisce alle catastrofi, naturali e non.
  4. A mio modestissimo avviso, devi innanzitutto considerare il pubblico per il quale scrivi. Se scrivi per te stesso, puoi fare come preferisci, ma se scrivi per qualcuno, allora devi fare in modo che quel qualcuno non muoia di noia leggendoti. Per come la vedo io, la letteratura fantasy è comunque un genere che classificherei come "intrattenimento", indirizzato ad un pubblico che vuole perdersi in una realtà immaginaria, non in un labirinto di termini complessi e linguaggio aulico. B) Inoltre, se non è una bestemmia parlare di realismo in un contesto fantasy, considera che nel medioevo un sedicenne raramente andava a scuola o aveva tempo di imparare un linguaggio che non fosse quello comune, quindi sarebbe più indicato che la voce dei tuoi personaggi fosse semplice, ma non necessariamente banale. Just my 2 cents.
  5. kagemitsu

    Non avere niente da dire?

    Non sono troppo convinto di potermi definire uno scrittore. Ho il vantaggio di avere un buono stile, sviluppato durante l'adolescenza grazie a quintali di libri letti e ad un amore non corrisposto, ma a parte ciò, quello che mi manca sono gli argomenti di cui trattare. Non mi sento un narratore, non sarei capace di impostare una trama, personaggi e quant'altro, ma la saggistica mi interessa molto. Ho una serie di argomenti confusi in testa e sono anni che mi piacerebbe mettere su un blog per poterli trattare meglio, solo che ho sempre paura di non riuscire a dire bene quello che vorrei dire, o di essere troppo breve, o troppo prolisso. O ancora, temo di esaurire tutti gli argomenti troppo velocemente o non riuscire ad essere d'aiuto ai lettori. In sostanza, è dall'adolescenza che non scrivo più una pagina che non siano progetti universitari o articoli per un giornale col quale collaboro saltuariamente. Spesso sento di non avere niente da dire, ma di voler scrivere lo stesso, e questa mancanza di argomenti chiari in testa o il terrore di non riuscire a trattarli come si dovrebbe mi terrorizza. Il risultato è che non butto giù una riga da anni. Capita anche a voi di avere voglia di scrivere ma non avere abbastanza idee per cominciare? Ogni consiglio, manuale, pacca sulla spalla virtuale sono ben accetti. E scusatemi se non sono stato abbastanza chiaro.
  6. kagemitsu

    Io Scrivo - Corriere della Sera

    Spero di aver azzeccato la sezione giusta, ce ne sono troppe su questo forum. Ho preso il primo volume di Io Scrivo, il nuovo corso di scrittura del Corriere della Sera, e volevo darvi una piccola recensione nel caso foste interessati. La prima uscita costa 4,90 euro, le successive 12,90. C'è il primo volume più una video intervista a Roberto Saviano, dove si dovrebbe parlare del mestiere dello scrittore, appunto. Ancora non l'ho vista, quindi non vi so dire. Il volume è diviso in due sezioni: una sulla narrativa e una sul giornalismo. Nella sezione della narrativa ci sono alcune lezioni che trattano ognuna un argomento diverso, come ad esempio l'incipit, il corpo della storia, usare i personaggi giusti. Alla fine di ogni capitolo c'è una serie di esercizi da fare, che consistono nello scrivere dei brevi testi da max 1 pagina seguendo le indicazioni del libro; ad esempio, scrivere una descrizione di un piatto di pasta usando obbligatoriamente alcune parole, scrivere un breve racconto seguendo una traccia predefinita, e cose di questo genere. La sezione sul giornalismo è più breve, e consiste in una lezione sulla struttura di un testo giornalistico e un'altra sul corretto uso della punteggiatura e alcune nozioni di grammatica. Anche alla fine dei capitoli sul giornalismo ci sono i relativi esercizi da fare. Non voglio stare qui a fare pubblicità al Corriere della Sera, ma se 12,90 euri a botta non rappresentano un problema per voi, non sarebbe male dare un'occhiata a questa collana. E' vero che il modo migliore di imparare a scrivere è fare molta (ma molta) pratica, però un pò di teoria, a mio avviso, di certo non guasta.
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