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Marco Scaldini

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    Montecatini Terme

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  1. Marco Scaldini

    Le case editrici pagano le royalties?

    Non è che con le grandi le cose migliorino di molto, in particolare con la più grande di tutte, Mondadori, come ho avuto modo di constatare dopo che hanno acquistato Rizzoli. Il rendiconto annuale, come da contratto, dovrebbe arrivare entro il 30 aprile e il pagamento dei diritti essere effettuato entro il 31 maggio. Scrivo oggi, 6 giugno, e non ho ricevuto neppure il primo dei due. Né sono sorpreso: l'anno precedente il rendiconto mi è stato recapitato dopo l'estate e per il pagamento siamo andati all'anno successivo, e solo perché ho pregato qualche conoscenza all'interno della casa editrice di intercedere per me, visto che i miei solleciti neppure ricevevano risposta. Sempre le mie conoscenze interne riferiscono che neppure per loro è agevole comunicare con l'amministrazione, che pare seguire il vecchio adagio "per pagare e per morire c'è sempre tempo." Se questo è l'andazzo con il big dei big...
  2. Marco Scaldini

    Vincitrice a un concorso, problemi con la pubblicazione

    Ripeto quello che ho già espresso altrove: i concorsi a pagamento (chiamale pure spese di segreteria) non sono dissimili dall'editoria a pagamento. Una volta intascati i soldi, vale il vecchio detto: fatta la festa gabbato lo santo.
  3. Marco Scaldini

    Libromania

    @Leucantha x Lascia perdere, è sicuramente una trappola. Cose del genere non esistono nei contratti "normali".
  4. Marco Scaldini

    Porto Seguro Editore

    @Rototom Risposta rapida, credo neppure due mesi dall' invio. Editing molto leggero, come puoi leggere anche dalla dichiarazione d'intenti sul loro sito. In pratica rilevazione di eventuali incongruenze e aggiustamenti formali.
  5. Marco Scaldini

    Porto Seguro Editore

    Firmato il contratto ieri e libro in uscita fra meno di un mese. Una velocità impressionante, mai riscontrata con nessuna casa editrice, sia per esperienza diretta che per sentito dire. Mi sembrano in forte crescita, sono giovani e motivati.
  6. Marco Scaldini

    Le case editrici pagano le royalties?

    Su richiesta di un altro utente ripeto qui brevemente quanto avevo già raccontato nella pagina della casa editrice Echos. Ho pubblicato con loro un libro oltre tre anni fa; benché abbia sicuramente venduto qualcosa (ne è uscita una seconda edizione) non ho mai ricevuto né un rendiconto né tantomeno un pagamento dei diritti d'autore. Per la prima edizione ci siamo arrangiati verbalmente: ho trattenuto delle copie che avevo in conto vendita a saldo dei diritti dovuti. Per la seconda edizione, a fronte di ripetuti solleciti, non ho mai avuto neppure un cenno di risposta. Il motivo di un simile agire è stato spiegato nel post precedente da @cheguevara e agli autori non rimane che evitare certe case editrici.
  7. Il problema, a mio avviso, non è neppure quello di giungere in libreria. Queste ultime sono frequentate in genere da persone avvedute, esperte del settore e che sanno scegliere. Ma il grosso delle vendite avviene nei supermercati della grande distribuzione, dove molto spesso il libro finisce nel carrello di lettori non esperti, che in libreria non ci hanno mai messo piede e che acquistano fra una bistecca e un'insalata, scegliendo fra quei pochi titoli lì presenti. Il piccolo editore (e qualcuno c'è) che riesce a stipulare un accordo con i supermercati della sua zona può vedere lievitare le proprie vendite.
  8. Marco Scaldini

    Quanto siete famosi?

    La fama non sempre è positiva. A volte porta con sé dei dubbi. Ricordo che dopo un libro di un certo successo mi scrisse un sindaco (leghista) tessendo le lodi del mio lavoro e asserendo (giuro che è vero) che ogni domenica ne leggeva brani scelti davanti alla famiglia riunita per il desco domenicale. A quel punto ti chiedi se per caso non hai sbagliato qualcosa...
  9. Marco Scaldini

    0111 Edizioni

    Torno sulla questione e vado probabilmente OT, ma dopo questo intervento comunque non ne farò altri in questo topic. I giudizi negativi sulla mia precedente puntualizzazione mi sembrano confermare quanto, più o meno esplicitamente, facevo capire. Vedo cioè, dalla frequentazione del forum, che molti coltivano ancora ambizioni di guadagno con la scrittura e, pur pubblicando (se pubblicano) con editori piccoli si dilungano su percentuali, promozioni, pubblicità, presentazioni, copie omaggio come se piovesse. Questo in un'epoca in cui anche i grandi editori tirano il cordone della borsa: i tempi delle trasferte con viaggio in prima classe e rimborsi a piè di lista sono finiti anche per Mondadori e simili, fatti salvi quei quattro o cinque autori (più quattro che cinque) con i quali l'editore va sul sicuro. Se si riesce a pubblicare con un piccolo editore serio, che comunque è free e che comunque fa una selezione spietata fra centinaia di proposte, già è una bella soddisfazione e dovrebbe bastare. Dieci euro in più o in meno di diritti d'autore (lo ripeto) non fanno certo la differenza. Tutto questo non è semplicemente un'opinione: ho pubblicato con editori grandi e piccoli e parlo per esperienza diretta. Disposto comunque a ricredermi di fronte al rendiconto dei diritti d'autore di uno scrittore che abbia pubblicato con un piccolo editore e venduto più di mille copie.
  10. Marco Scaldini

    0111 Edizioni

    0111 è una casa editrice molto piccola, che attua politiche di risparmio all'osso per andare avanti. Se ci si rivolge a loro si deve avere ben chiaro quale sia lo scopo: riuscire a pubblicare con un editore non a pagamento. Cioè la soddisfazione personale, nulla di più. Se si hanno altre aspettative, è bene guardare altrove. Specialmente nel caso dei diritti d'autore, quando si parla di piccola editoria le cifre sono comunque modestissime: se non si superano (e con i piccoli editori quasi mai si superano) le cento copie, avere il tre o l'otto per cento in fin dei conti è irrilevante: riscuotere dieci euro o riscuoterne venti non cambia la vita a nessuno.
  11. Marco Scaldini

    Premio Italo Calvino XXXII edizione [scad. 12/10/18]

    @Elisa AudinoScusa Elisa, ma 700 per 150 significa più di centomila euro. Un po' alto come semplice costo amministrativo, visto anche che le copie da stampare sono a carico del partecipante. Non pensare che chi compila le schede di valutazione percepisca più di 10 euro netti a scheda: lavoro nel mondo editoriale e conosco le tariffe , ahimè, per esperienza diretta.
  12. Marco Scaldini

    Premio Italo Calvino XXXII edizione [scad. 12/10/18]

    Mi chiedo, provocatoriamente ma non tanto, se ci sia differenza fra un editore a pagamento e un premio letterario a pagamento. Ho letto di molte persone che sono contrarie a a pagare per farsi pubblicare e che però non esitano a sborsare denaro per partecipare a un concorso letterario, come nel caso del premio Calvino. A mio modo di vedere la differenza non esiste: in entrambi i casi si tratta di un business che sfrutta gli aspiranti scrittori. Però, sottolineo, è parere mio.
  13. Marco Scaldini

    Qual è la media di copie che vorreste vendere?

    Io credo fermamente che nessuno degli scrittori che vendono decine o centinaia di migliaia di copie abbia iniziato a scrivere pensando "scrivo perché voglio vendere un tot di copie". Si scrive per un'urgenza interiore, chiamiamola pure artistica. Soltanto poi, una volta che abbiamo di fronte la nostra opera terminata, di cui siamo più o meno soddisfatti e che comunque sentivamo il bisogno di scrivere, si inizia a pensare a come farla conoscere agli altri. Scrivere avendo in testa solo l'obiettivo di vendere credo non conduca da nessuna parte.
  14. Marco Scaldini

    Recensioni su Amazon

    Le recensioni che hanno un qualche peso sono piuttosto quelle su Anobii. Su Amazon sono limitate a chi ha acquistato su quella piattaforma e quindi non possono fungere da termometro generale.
  15. Gorkij scrisse un bel racconto sull'argomento (purtroppo vado a memoria e mi sfugge il titolo): uno scrittore famoso si vede sottoporre da un amico carissimo un manoscritto e, visto il profondo legame fra i due, accetta di buon grado di esaminarlo. Purtroppo il libro dell'amico si rivela una schifezza e lo scrittore si pente amaramente di aver acconsentito a esaminarlo: come farà ora a disilludere l'amico che sogna la gloria letteraria? Più comunemente: se lo scrittore affermato acconsente in uno slancio di solidarietà a esaminare il manoscritto di un esordiente qualsiasi e, una volta letto, comunica all'aspirante creatore di best-seller che la sua opera è buona solo come carta igienica (evento peraltro statisticamente assai probabile) il novello autore manterrà nei confronti del mentore la stessa gratitudine provata in un primo momento? Ne dubito.
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