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Marco Scaldini

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Reputazione Forum

174 Strepitoso

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  1. Il problema, a mio avviso, non è neppure quello di giungere in libreria. Queste ultime sono frequentate in genere da persone avvedute, esperte del settore e che sanno scegliere. Ma il grosso delle vendite avviene nei supermercati della grande distribuzione, dove molto spesso il libro finisce nel carrello di lettori non esperti, che in libreria non ci hanno mai messo piede e che acquistano fra una bistecca e un'insalata, scegliendo fra quei pochi titoli lì presenti. Il piccolo editore (e qualcuno c'è) che riesce a stipulare un accordo con i supermercati della sua zona può vedere lievitare le proprie vendite.
  2. Marco Scaldini

    Quanto siete famosi?

    La fama non sempre è positiva. A volte porta con sé dei dubbi. Ricordo che dopo un libro di un certo successo mi scrisse un sindaco (leghista) tessendo le lodi del mio lavoro e asserendo (giuro che è vero) che ogni domenica ne leggeva brani scelti davanti alla famiglia riunita per il desco domenicale. A quel punto ti chiedi se per caso non hai sbagliato qualcosa...
  3. Marco Scaldini

    0111 Edizioni

    Torno sulla questione e vado probabilmente OT, ma dopo questo intervento comunque non ne farò altri in questo topic. I giudizi negativi sulla mia precedente puntualizzazione mi sembrano confermare quanto, più o meno esplicitamente, facevo capire. Vedo cioè, dalla frequentazione del forum, che molti coltivano ancora ambizioni di guadagno con la scrittura e, pur pubblicando (se pubblicano) con editori piccoli si dilungano su percentuali, promozioni, pubblicità, presentazioni, copie omaggio come se piovesse. Questo in un'epoca in cui anche i grandi editori tirano il cordone della borsa: i tempi delle trasferte con viaggio in prima classe e rimborsi a piè di lista sono finiti anche per Mondadori e simili, fatti salvi quei quattro o cinque autori (più quattro che cinque) con i quali l'editore va sul sicuro. Se si riesce a pubblicare con un piccolo editore serio, che comunque è free e che comunque fa una selezione spietata fra centinaia di proposte, già è una bella soddisfazione e dovrebbe bastare. Dieci euro in più o in meno di diritti d'autore (lo ripeto) non fanno certo la differenza. Tutto questo non è semplicemente un'opinione: ho pubblicato con editori grandi e piccoli e parlo per esperienza diretta. Disposto comunque a ricredermi di fronte al rendiconto dei diritti d'autore di uno scrittore che abbia pubblicato con un piccolo editore e venduto più di mille copie.
  4. Marco Scaldini

    0111 Edizioni

    0111 è una casa editrice molto piccola, che attua politiche di risparmio all'osso per andare avanti. Se ci si rivolge a loro si deve avere ben chiaro quale sia lo scopo: riuscire a pubblicare con un editore non a pagamento. Cioè la soddisfazione personale, nulla di più. Se si hanno altre aspettative, è bene guardare altrove. Specialmente nel caso dei diritti d'autore, quando si parla di piccola editoria le cifre sono comunque modestissime: se non si superano (e con i piccoli editori quasi mai si superano) le cento copie, avere il tre o l'otto per cento in fin dei conti è irrilevante: riscuotere dieci euro o riscuoterne venti non cambia la vita a nessuno.
  5. Marco Scaldini

    Premio Italo Calvino XXXII edizione [scad. 12/10/18]

    @Elisa AudinoScusa Elisa, ma 700 per 150 significa più di centomila euro. Un po' alto come semplice costo amministrativo, visto anche che le copie da stampare sono a carico del partecipante. Non pensare che chi compila le schede di valutazione percepisca più di 10 euro netti a scheda: lavoro nel mondo editoriale e conosco le tariffe , ahimè, per esperienza diretta.
  6. Marco Scaldini

    Premio Italo Calvino XXXII edizione [scad. 12/10/18]

    Mi chiedo, provocatoriamente ma non tanto, se ci sia differenza fra un editore a pagamento e un premio letterario a pagamento. Ho letto di molte persone che sono contrarie a a pagare per farsi pubblicare e che però non esitano a sborsare denaro per partecipare a un concorso letterario, come nel caso del premio Calvino. A mio modo di vedere la differenza non esiste: in entrambi i casi si tratta di un business che sfrutta gli aspiranti scrittori. Però, sottolineo, è parere mio.
  7. Marco Scaldini

    Qual è la media di copie che vorreste vendere?

    Io credo fermamente che nessuno degli scrittori che vendono decine o centinaia di migliaia di copie abbia iniziato a scrivere pensando "scrivo perché voglio vendere un tot di copie". Si scrive per un'urgenza interiore, chiamiamola pure artistica. Soltanto poi, una volta che abbiamo di fronte la nostra opera terminata, di cui siamo più o meno soddisfatti e che comunque sentivamo il bisogno di scrivere, si inizia a pensare a come farla conoscere agli altri. Scrivere avendo in testa solo l'obiettivo di vendere credo non conduca da nessuna parte.
  8. Marco Scaldini

    Recensioni su Amazon

    Le recensioni che hanno un qualche peso sono piuttosto quelle su Anobii. Su Amazon sono limitate a chi ha acquistato su quella piattaforma e quindi non possono fungere da termometro generale.
  9. Gorkij scrisse un bel racconto sull'argomento (purtroppo vado a memoria e mi sfugge il titolo): uno scrittore famoso si vede sottoporre da un amico carissimo un manoscritto e, visto il profondo legame fra i due, accetta di buon grado di esaminarlo. Purtroppo il libro dell'amico si rivela una schifezza e lo scrittore si pente amaramente di aver acconsentito a esaminarlo: come farà ora a disilludere l'amico che sogna la gloria letteraria? Più comunemente: se lo scrittore affermato acconsente in uno slancio di solidarietà a esaminare il manoscritto di un esordiente qualsiasi e, una volta letto, comunica all'aspirante creatore di best-seller che la sua opera è buona solo come carta igienica (evento peraltro statisticamente assai probabile) il novello autore manterrà nei confronti del mentore la stessa gratitudine provata in un primo momento? Ne dubito.
  10. Marco Scaldini

    Gruppo Editoriale Mauri Spagnol

    @eric Scusa Eric ma mi sfugge la consequenzialità logica: secondo quanto affermi le case editrici del gruppo Mauri Spagnol sono discriminatorie nei confronti della cultura e addirittura del progresso poiché non hanno risposto ad alcune email che hai loro inviato. Più semplicemente direi che sono poco o niente interessate agli esordienti; che questi ultimo costituiscano la cultura e il progresso mi sembra tutto da dimostrare.
  11. Da non dimenticare che, per essere notati da un grosso editore, giova molto non commettere errori di ortografia: dà voce del verbo dare con l'accento, perché con l'accento acuto e non grave... 😀
  12. Marco Scaldini

    Qual è la media di copie che vorreste vendere?

    Aggiungo un'altra osservazione su un ulteriore punto che trovo un po' ingenuo fra le affermazioni contenute nel post di apertura. E cioè che una volta raggiunte le cinquantamila copie il futuro dello scrittore sia in discesa. Tutt'altro. Parlo per esperienza, poiché le mie brave cinquantamila copie con il primo libro le ho vendute, entrando nella classifica dei best-seller. Ma la strada è divenuta ancora più ardua, poiché le aspettative dell'editore nei tuoi confronti si alzano a dismisura e se del secondo libro vendi "soltanto" diecimila copie sei già da rottamare.
  13. Marco Scaldini

    Ceccacci literary agency

    Si fanno pubblicità su Facebook, affermando che sono alla ricerca di esordienti. Da spennare, suppongo, visto che appena apri il link ti appare un bel listino prezzi.
  14. Marco Scaldini

    Qual è la media di copie che vorreste vendere?

    A proposito di dati certi: nel post iniziale si parla di una media di copie vendute per ogni singolo libro ammontante a 200. In quale paese? Non certo in Italia: togliendo i due zeri siamo più vicini alla realtà, considerando che oltre la metà dei libri pubblicati non vende neppure una copia (questo qualche anno fa, secondo l'autorevole Vittorio Spinazzola e non credo che le cose siano cambiate in meglio).
  15. Marco Scaldini

    Antologie di racconti? No, grazie.

    Con i grandi editori per poter pubblicare una raccolta di racconti bisogna essere Camilleri o Manzini. Un esordiente, se con un romanzo ha la solita possibilità su un milione, con una raccolta di racconti scende nell'ordine di una su cento milioni. I medio grandi neppure: pubblicano solo raccolte di racconti di classici, non di contemporanei. Con i piccoli e specialmente con i piccolissimi invece ci sono molti meno problemi, anzi forse romanzo e racconti viaggiano alla pari.
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