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Antonella Cataldo

Scrittore
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Su Antonella Cataldo

  • Rank
    Anima in tempesta
  • Compleanno 19 ottobre

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Salerno
  • Interessi
    Di tutto un po'

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1.366 visite nel profilo
  1. Antonella Cataldo

    [Sfida 90] Chiedi sempre perchè

    @mina99 Terrò conto delle tue osservazioni naturalmente, alla fine io sono quì per imparare. Ti confesso che mi perdo sempre sull'accento del perchè. Grazie per il tuo pensiero e grazie di esser passata !
  2. Antonella Cataldo

    [Sfida 90] Chiedi sempre perchè

    @Hazel Drayton I tuoi suggerimenti mi saranno utili. Come ho detto alla nostra amica sfidante @Ezbereth la fretta mi ha molto penalizzato, ma non è certo una scusa per non porre attenzione al prossimo duello E come per la nostra a mica io sono stata onorata di partecipare e confrontarmi con persone carine Ehm per Mangiafuoco beh non sfidare la mia perfidia ahahahh
  3. Antonella Cataldo

    [Sfida 90] Chiedi sempre perchè

    @Ezbereth Ciao. Ebbene sono consapevole di parecchi refusi, purtroppo la fretta non è mai buona consigliera, ma avrei rischiato di dover abbandonare. Ho preferito un lavoro non perfetto ad uno non presentato affatto. Di certo il mio dover tagliare, uscendo dal limite dei caratteri imposto, mi ha penalizzato in alcune descrizioni. Lo so a volte sono prolissa e rileggendomi prendo sonno pure io. Il Circo è sì un luogo amato ma, in questo caso, io ho voluto porre la cosa in modo più drastico, semplicemente per "bacchettare" i bimbi nella loro testardaggine a voler rischiare perchè troppo sicuri di sè. Alla fine il mio monito era solo nel fatto di doversi affidare all'esperienza dei genitori e chiedere consiglio. Ed è vero ho dimenticato di descrivere una storia ad un pubblico piccino, per cui forse alcuni vocaboli erano forzati. Grazie perchè io sono sempre del parere che confrontarsi faccia crescere e si impara dai propri errori. Grazie di
  4. Antonella Cataldo

    [Sfida 90] Una nuova alba

    @Hazel Drayton Ciao caro. Ebbene come per Ez io vi ho letto con molto piacere. Sapevo che non era il mio campo e confrontarmi con voi mi è piaciuto tantissimo. Detto questo non mi permetto di operare correzioni di nessun tipo perchè non ne sono di certo all'altezza, mi limito a fare da lettrice. La trama è particolare, originale . Di certo non dovremmo mai dimenticare il lato bambino che tutti abbiamo e che, spesso, mettiamo a tacere perchè la vita ce lo impone. Ed è proprio la considerazione che mi sento di fare, cercare di rispecchiarci negli occhi dei pioccoli e sorridere una volta in più, come fanno loro anche nelle occasioni più strane. Grazie di aver condiviso
  5. Antonella Cataldo

    [Sfida 90] Il viaggio di Amir

    @Ezbereth Io sinceramente non mi sento di passare in correzioni perchè non sono il mio forte, e non mi sento neanche all'altezza. La storia è davvero bella ed estremamente attuale, purtroppo. Certo potrebbe tranquillamente esser vista come una favola, o un momento di vita vissuta da mostrare ad esempio per far capire ai bimbi che nella vita non ci si deve mai arrendere. Anche nelle avversità, prima o poi, il sole spunta. Complimenti
  6. Antonella Cataldo

    Richieste abilitazione Narrativa over 18

    @Black Grazie..mi sentivo strana
  7. Antonella Cataldo

    Richieste abilitazione Narrativa over 18

    Ragazzi del Team vorrei gentilmente chiedere di poter essere abilitata alla over 18.. Li ho superati da era paleozoica. Anno 1973 Grazie
  8. Antonella Cataldo

    [Sfida 90] Chiedi sempre perchè

    Chiedi sempre perché! C’era una volta, al di là dell’orizzonte il piccolo villaggio di “Non ho capito”, nella contrada di “Chiedi sempre perché”. Qui vive Peter, un bimbo di circa dodici anni, sano forte e felice. Peter ama scorrazzare nei boschi, andare a pesca al lago e giocare con i suoi coetanei. I suoi genitori, Larry e Sonia sono felici ed orgogliosi del loro ragazzo se non fosse per il suo orgoglio. Eh sì il nostro giovane amico ne possiede uno molto forte e, questo, lo porta spesso ad avere piccoli problemi, spesso, troppo spesso, si caccia in piccoli guai perché proprio non segue le regole dei suoi genitori e preferisce fare sempre di testa sua senza mai chiedere il perché delle cose. Peter è convinto di essere capace in tutto. Ogni volta la sua curiosità e disattenzione gli provocano un po’ di disagi, così mamma Sonia è costretta a medicare spesso le sue ginocchia sbucciate, o riparare il taglio ad un dito! Papà Larry spesso deve riprendere il suo giovane figlio. «Figlio mio, io sono contento tu sia così vivace ed ami tanto esplorare, ma devi chiedere sempre il permesso per inoltrarti in luoghi che non conosci! Chiedi a me ed alla mamma perché le tue avventure potrebbero rivelarsi pericolose! Prima o poi la tua smisurata curiosità e la tua testardaggine a non fare domande ti metteranno nei guai!» «Tranquillo papà! Un giorno io andrò ad esplorare il mondo al di là del lago! Sono capace di badare a me stesso! Non serve io chieda perché sono bravo a far tutto!» E così Peter, e la sua prosopopea, concludevano il discorso. Una notte il nostro piccolo amico fa uno strano sogno. Sogna di essersi alzato dal letto per andare in cucina a bere, aprendo il frigo si accende la lucina e «Ciao Peter!» Peter sussulta chiudendo di scatto il frigo e restando di nuovo al buio. Si guarda intorno ma nessuno. Riapre il frigo nell’intento sempre di bere, ed ancora «Ciao Peter!». Stavolta un po’ spaventato fa un passo indietro lasciando il frigo aperto «Chi sei?» sussurra il piccolo con voce un po’tremante «Sono il frigo!» risponde calma la vocina. «Ma come? Il frigo non parla, lo so!» e si guarda intorno facendo un giro su sé stesso ed intorno al frigo, ma nessun. Sì solo lui ed il frigo aperto «Sarebbe il caso tu chiedessi come mai stai sognando di parlare al frigo invece!» disse la vocina «Il frigo non parla! Ed io non sto sognando! Voglio solo bere!» «So che stai pensando di andare al di là del lago per raggiungere la contrada di “Chiedi sempre perché”! Non farlo Peter! Potrebbe essere pericoloso! Come farai tutto solo? Ascolta la voce della tua coscienza ed i consigli dei tuoi genitori. Pensa a quanta pena gli darai!». Peter si volta di scatto, prende la bottiglia dal frigo, tracanna un lungo sorso d’acqua e dice «Io so badare a me stesso! Voglio fare nuove scoperte! Me la caverò. I miei genitori capiranno ed il frigo non parla !» così dicendo richiuse la porta del frigo senza voler ascoltare altro. D’improvviso, come se fosse trascorso solo un attimo, Peter apre gli occhi e si ritrova nel suo letto. Se li sfrega un po’ e si rende conto che, forse, davvero era stato solo un sogno. Un paio di giorni dopo i genitori lasciano il loro ragazzo per andare a svolgere commissioni al villaggio vicino. Mille raccomandazioni e via! Peter non aspettava altro. Prende un paio di vestiti puliti e qualcosa da mangiare, chiude tutto nello zaino e, prima di uscire, scrive un biglietto. Cari mamma e papà, non arrabbiatevi, ma parto alla scoperta del mondo, sono pronto. Non vi preoccupate per me, so cosa faccio! Vi abbraccio. Peter Così inizia il suo cammino. Bravo ad attraversare il bosco, lo conosce bene, ed in poche ore è al di là della sponda del lago. Sicuro di arrivare alla contrada di “Chiedi sempre perché” ricordando che il suo papà gli aveva detto che camminando lungo il sentiero dopo la sponda Nord si arriva alla città grande.I suoi occhi si illuminano a vedere le prime abitazioni. Ormai è buio ed è anche stanco. Giungendo quasi ai margini della grande piazza Peter vede il grande tendone del Circo illuminato. Quale la sua gioia! Ama il Circo, ne ha tanto sentito parlare, e di certo, troverà un posto dove rifugiarsi per riposare. Così sgattaiola sotto il tendone più piccolo dove sono ospitate le attrezzature. Trova un giaciglio in un angolo nascosto, mangia un po’ del panino che ha portato e si rannicchia assonnato. Domani inizierà davvero la sua avventura. Ad un tratto sente un gran trambusto. Apre lentamente gli occhi ancora pasticciati di sonno e vede arrivare una luce da uno spiraglio, è giorno, ma si accorge anche di essere circondato da gente vestita in un modo davvero strano. «Guarda ! Cosa abbiamo qui?» dice un uomo grande e grosso con in testa uno strano cappello «Sembra un ragazzino clandestino!» dice una donna bella con un costume strano «Già! Proprio un giovane piccolo intruso!» dice un personaggio dal naso rosso. Ancora sbalordito Peter continua a guardarsi intorno «Sono entrato solo per riposare». Il grande uomo con il cappello strano si fa avanti «Sei lontano da casa giovane avventuriero. Ma qui sei entrato senza permesso! Ti sembra giusto? Dove sono i tuoi genitori? Perché di certo hai dei genitori! Lo sanno che sei qui?» «Sì che ho i genitori! Non sono piccolo! Sono in viaggio per conoscere il mondo! I miei genitori lo sanno!» «Bene bene ! Allora abbiamo un nuovo ospite! Ragazzi vi presento il nostro nuovo aiutante, perché lo sai vero che se vuoi restare qui devi guadagnartelo! Qui tutti lavoriamo!» Peter annuì senza abbassare lo sguardo, nel frattempo la bella signora dal costume colorato gli aveva portato cose buone da mangiare. Il suo viso si illuminò e cominciò a divorare tutto con appetito, sotto lo sguardo addolcito del grande uomo dal cappello strano. I nostri protagonisti non si persero in chiacchere e fecero svolgere a Peter tutti i compiti più strani, ma senza esagerare, era pur sempre un bambino, anche se credeva di esser grande. Il grande uomo dal cappello strano notò l’interessamento di Peter per il trapezio. «Vuoi provare?» disse il grande uomo «Sì!» disse Peter. Il grande uomo allora fece salire Peter sulla lunga scala al pennone laterale del tendone «Sali senza guardare in basso! E fatti aiutare da Sally» ma Peter ormai era già in cima e si mise piccino accanto a Sally che reggeva l’altalena. Sally invano tentò di spiegare a Peter come fare ad avvicinarsi al bordo e lasciarsi andare, egli non ci pensò due volte e si lanciò ma cadde subito. Tutti col fiato in gola da terra. Il grande uomo corse a soccorrere il piccolo Peter che continuava ad avvolgersi nella rete senza riuscire a scendere. Ancora ed ancora. «Sei testardo! Sally cercava di spiegarti come fare a non cadere. Ed io son dieci minuti che cerco di spiegarti come uscire dalla rete. Proprio non vuoi imparare ad ascoltare chi ha più esperienza di te! Adesso ti lascio lì finché non avrai imparato» detto ciò fece per allontanarsi ma gli giunse la voce affannata di Peter «No . Per favore aiutami a scendere! Ho una caviglia che mi duole! Ho avuto paura! Ti prego fammi scendere, prometto di chieder sempre come fare le cose da oggi in poi! Sapevo che la vocina del frigo aveva ragione! Dovevo restare con mamma e papà!» così dicendo il piccolo Peter si sciolse in lacrime aggrappandosi al grande uomo, che poggiandolo al suolo lo accarezzò sulla testa affettuosamente. Tutti affettuosi gli fasciarono la caviglia e medicarono lo sgraffio al ginocchio provocato dall’atterraggio sulla rete. Peter era pronto per tornare dalla sua avventura e riabbracciare i suoi genitori. Gli amici del Circo lo accompagnarono a casa. E si godettero lo spettacolo dell’abbraccio bellissimo della famiglia. «Papà, mamma, perdonate il vostro piccolo figlio, che da oggi chiederà sempre perché! Non sono pronto per restare senza la vostra guida. Sarete voi ad aiutarmi a comprendere quando!» rivolto ai suoi amici disse «Grazie amici miei!» Chiedi sempre perché! Chi è più grande ti darà sempre una mano a crescere.
  9. Antonella Cataldo

    Ultimo mare

    @Piccoloranocchio La potenza dell'elemento mare mi porta sempre a ricordi dispersi nel tempo. Il mare, mio elemento. La completezza della vita immersa in un fluido che la vita dà e toglie. Il mare come ricordo. Il mare come ritorno. Il mare come addio. Ogni senso si può riassumere nel moto perpetuo delle acque, l'olfatto viene catturato dall'odore salmastro, l'udito dalla melodia dello sciabordio delle onde, la vista si perde verso l'orizzonte e tenta di andare oltre quella distesa, il tatto con la schiuma che sempre si forma a riva, il gusto delle labbra. Sì quando te le lecchi in una giornata di tempesta e sanno di sale. Meraviglia servirsi della melodia delle onde che ti portano verso la strada del ritorno e verso la pace interiore. Grazie davvero bello.
  10. Antonella Cataldo

    [Sfida 89] La Divina Follia

    @Ponghetta84 Ciao, e ciao a tutti. Non mi permetto di commentare in maniera tecnica perchè non saprei farlo. Posso dire che leggendo questo passo mi sono fatta una mia idea. Come se il nostro assassino si fosse creato un castello di carte. Ogni carta da gioco ha un posto specifico da prendere e rappresenta un peccato. L'accostamento alla letteratura classica non lo vedo pesante, spesso ci si avvicina ai classici per spiegare il perchè di un malessere. Quì una sola cosa resta inspiegabile, perchè, e di certo non è facile andarlo a scovare in una mente di certo distorta da un qualcosa che magari lo ha colpito in passato o addirittura nell'infanzia. Bando alle ciance sì mi è piaciuto. Le battute son poche per spaziare altrimenti son certa che si poteva scrivere, scrivere ancora. Ma io resto sempre personaggio dalla mente contorta, che in una scritta lasciata a messaggio ci vedo un sottile e sadico gioco di carte dell'assassino con se stesso. Complimenti.
  11. Antonella Cataldo

    Ciao a tutti

    Benvenuta !
  12. Antonella Cataldo

    Salve a tutti!:-)

    Benvenuta
  13. Antonella Cataldo

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Ecco...Ma Grazieeeeee...Magari gli chiedo se sa che fine ha fatto il mio telecomando
  14. Antonella Cataldo

    [Sfida 89] Lunghe trecce rosse

    Con molto piacere
  15. Antonella Cataldo

    [Sfida 89] Lunghe trecce rosse

    Descrivere in poco spazio di caratteri una conversazione tra psicologo e futuro o pseudo paziente non è di certo facile. La storia potrebbe anche essere veritiera, e la cosa mi piace molto. Devo dire bello e accattivante. Incuriosisce. Se dovesse proseguire e non essere solo un racconto sarebbe una introduzione carina per aprire un qualcosa di più ampio. P.S. sottolineo sempre si tratti di mio umile pensiero da lettrice
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