Vai al contenuto

Wladimiro

Scrittore
  • Numero contenuti

    24
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

2 Neutrale

Su Wladimiro

  • Rank
    Sognatore

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. Wladimiro

    Bibliotheka Edizioni

    Ho appena firmato il contratto con loro. Non mi è stato chiesto alcun esborso, né alcun acquisto di copie. Forse il tread andrebbe aggiornato.
  2. Una fiaba moderna sulle vicende quotidiane di una strampalata famiglia borghese, in un’immaginaria contea dei nostri giorni. Alla routine familiare si aggiunge un elemento fantastico che domina la trama dell’intero libro: l’indagine sul segreto di Babbo Natale condotta dalla figlia maggiore di casa, bambina dotata di una logica disarmante e di un fiuto investigativo infallibile (elementi che conducono il lettore a ritrovare un’evidente analogia nel nome con quello dell'autore di Sherlock Holmes). La giovane protagonista, accompagnata nell'impresa dalla sorellina Alice, di soli tre anni, affronterà una missione comica e avventurosa, ricca di colpi di scena, duelli mozzafiato, nani dei ghiacci, elfi cerei e mostri "fatti di lacrime di egoismo", per giungere fino alla soglia del gigantesco palazzo di Sua Bontà Assoluta, Babbo Natale, in persona, riuscendo infine a svelare l'inimmaginabile mistero. "Aurora Conan Boyle è un libro che vorrete che i vostri figli abbiano letto, anzi, vorrete essere voi a leggerlo loro, e se si addormenteranno durante la lettura, già so che fingerete un colpo di tosse più forte del dovuto per svegliarli e poter andare avanti un altro po', ancora un capitolo soltanto." (Valerio Amadei)
  3. Wladimiro

    Liriche Esplicite

    Liriche esplicite è un romanzo noir, un thriller giudiziario, che non risparmia critiche alla civiltà contemporanea: uno spaccato di vita dei quarantenni dell'Italia di oggi, invischiati nella crisi economica e morale del nostro paese. Non mancano momenti di esasperato erotismo. Quest'ultimo è il motivo del titolo, mutuato dalla dicitura «explicit lyrics» che compare sul «parental advisory» che usualmente si trova sopra i CD che contengono opere musicali il cui testo non sia adatto ai minori. "Un romanzo teso, incalzante, avvincente. Una storia che si snoda tra cruda realtà e squarci di sogno, per giungere a un epilogo che mai ci si potrebbe attendere. Un libro che non può assolutamente mancare nella biblioteca di chi, su quel ramo del Lago di Como, ci si soffermerebbe solo per pisciare!" (Fabio Gimignani)
  4. Una fiaba moderna sulle vicende quotidiane di una strampalata famiglia borghese, in un immaginaria contea dei nostri giorni. Alla routine familiare si aggiunge un elemento fantastico che domina la trama dell’intero libro: l’indagine sul segreto di Babbo Natale condotta dalla figlia maggiore di casa, bambina dotata di una logica disarmante e di un fiuto investigativo infallibile (elementi che conducono il lettore a ritrovare un’evidente analogia nel nome con quello dell'autore di Sherlock Holmes). La giovane protagonista, accompagnata nell'impresa dalla sorellina Alice, di soli tre anni, affronterà una missione comica e avventurosa, ricca di colpi di scena, duelli mozzafiato, nani dei ghiacci, elfi cerei e mostri "fatti di lacrime di egoismo", per giungere fino alla soglia del gigantesco palazzo di Sua Bontà Assoluta, Babbo Natale, in persona, riuscendo infine a svelare l'inimmaginabile mistero.
  5. Wladimiro

    Beh... Salve!

    Va bene... OK... Ho capito! Da tre giorni qua dentro e mi sento già in paradiso... Grazie di esistere! W
  6. Grazie Camparino... Geniale l'inizio con "Tu enta chi!" Se mi mandi la mail e ti interessa leggertelo te lo mando volentieri. Garantisco che il seguito è supersurreale. Ho voluto dare una spiegazione assurda ad un fatto banale. Mi piacerebbe davvero che tu lo leggessi. Le cose che hai cambiato sono perfette e giustissime e ti ringrazio UN INFINITO E MEZZO! W
  7. La cucina di casa Conan Boyle era il solito mare di giocattoli sparpagliati sul pavimento in finto parquet. Al centro, in un isola di parquet ancora non invasa dal mare di balocchi, la piccola Alice Conan Boyle cercava, senza troppo successo, di spiegare all’abito da sera di una bambola longilinea che doveva assolutamente entrare in un ovetto di plastica, molto più piccolo della sua manina. “Tu enta chi!” Ordinava la piccina all’abito, molto più grande del minuscolo contenitore in cui sarebbe dovuto entrare, che sembrava non rispondere, in alcun modo, a tutti gli sforzi della piccola Alice. Aurora Conan Boyle, la maggiore delle due sorelle Conan Boyle, sedeva su una piccola sedia in legno ad un minuscolo tavolo in legno, appoggiato alla parete opposta all’ingresso della cucina. Intenta a disegnare l’ennesimo capolavoro della giornata su di un foglio A4 e concentrata nel realizzare boccioli di fiore con il pennarello rosso, Aurora non si era in alcun modo resa conto degli sforzi della piccola Alice. “Tu enta chi!” La faccia paffuta della minore osservava il vestito che si rifiutava di entrare nell’ovetto con sguardo perplesso ed offeso. “Tu enta chi!” Il terzo ordine non rispettato, da parte del disubbidiente vestito, provocò sul volto della bimba di due anni e mezzo l’inevitabile broncio di chi sta per scoppiare in un pianto. Occorreva decisamente il soccorso della mamma. La Sig.ra Giovanna Arthur in Conan Boyle dava le spalle alle figlie e, non fosse stata una mamma, mai si sarebbe potuta accorgere di quanto avveniva dietro di sé. Ma, si sa! Le mamme hanno occhi anche sulla schiena e Giovanna Arthur in Conan Boyle aveva una marcia in più! Era una M/M. Una Mamma e Maestra! Nulla poteva sfuggire al paio di occhi che aveva sul volto, a quello che aveva sulle scapole ed al terzo paio di occhi, posizionato sui polpacci. Fu proprio grazie all’occhio posto sul polpaccio sinistro che Giovanna si avvide del broncio della bimba più piccola. “Cosa c’è che non va?” Disse, voltandosi, la mamma ed esibendo la sua espressione più dolce. “Quetto non enta chi!” Rispose la bimba, il cui broncio si cristallizzò nell’attesa che la madre realizzasse per lei il gravoso compito di inserire il vestito nell’ovetto. Cosa sarebbe successo di lì a poco? La mamma avrebbe spiegato, con estrema dolcezza, alla piccola che quello che desiderava era impossibile. Alice, dopo una iniziale delusione, avrebbe accettato la situazione ed avrebbe imparato qualcosa di nuovo. Questo sarebbe successo se, proprio in quel momento, l’opera della mamma non fosse stata interrotta dall’arrivo del “diseducativo” Waldo Conan Boyle. L’arrivo del papà in casa Conan Boyle seguiva sempre il solito rituale. Waldo apriva la porta e ringhiava un: “Uh! Sono a casa!” Varcata la soglia, il papà mostrava 120 anni di età e la faccia completamente grigia. A dire la verità l’ultracentenario papà che apriva la porta era tutto grigio. Era come se il personaggio di un vecchio film in bianco e nero avesse attraversato la soglia di un bel film a colori. Per comprendere a pieno il curioso fenomeno occorre, però, tener presente la professione del buon Waldo. Waldo Conan Boyle era un avvocato. Quando era giovane era le persona più colorata che si potesse incontrare, la sua pelle, i suoi occhi erano di un arancione acceso. Poi erano iniziate le scadenze da rispettare, la responsabilità professionale, le tasse da pagare, la cassa di previdenza che non poteva aspettare, i clienti da rincorrere per farsi pagare, le minacce di coloro che non volevano pagare, eccetera, eccetera. Tutto questo aveva reso Waldo Conan Boyle inspiegabilmente grigio ed i suoi anni erano, improvvisamente, aumentati di 80. Ma riprendiamo la nostra storia! Avevamo lasciato l’omone grigio che varcava la soglia di casa. Accadeva a quel punto qualcosa di ancora più straordinario. Come ogni sera, M/M Giovanna Arthur Conan Boyle chiedeva: “Com’è andata a lavoro?” Ma lo chiedeva con un sorriso talmente caldo e dolce che, se la Mamma Maestra fosse stata messa come polena sulla prua del Titanic, l’iceberg si sarebbe sciolto e nessun naufragio sarebbe mai avvenuto. Il sorriso della mamma colpiva immediatamente gli occhi ed il cuore del papà, che riprendevano immediatamente il loro arancione naturale. Waldo, ciononostante, scuoteva la testa con aria disperata, come a dire “Non è andata bene a lavoro… Non è andata bene…”. In quel momento Alice sorrideva e gridava: “Babbo, io volevo te!” A queste parole, la pelle ed i capelli del papà riprendevano il suo arancione naturale ed era assai curioso vedere un grosso vecchiaccio arancione sulla porta di casa. Veniva quindi il turno di Aurora Conan Boyle, appena la ragazzina udiva la voce del papà, alzava la testa da quello che stava facendo, gli si avvicinava e allungando le braccia verso di lui, diceva: “Superabbraccioaffettuoso!”. A quel punto avveniva l’incantesimo più grande. Il vecchietto arancione, nelle piccole braccia della sua bambina, iniziava, immediatamente a ringiovanire; in pochi secondi i suoi anni passavano da 120 a 80, poi a 60 per arrivare, infine, a 40. Anche quella sera avvenne tutto come al solito e Waldo ritornò ad essere un quarantenne tutto arancione. La pigmentazione arancione fa sì che, anche a quarant’anni, il buon Waldo non riesca ad essere serio, pertanto, nella serata che vi sto raccontando, una volta abbandonato l’abbraccio della prima figlia, il papà si diresse verso la seconda, le prese di mano l’ovetto e, interrotta l’attività educativa della mamma, rassicurò la piccola Alice con le parole: “Non ci entra? Adesso ci pensa papà!” Giovanna tornò alle sue padelle scuotendo la testa. Aurora si diresse al suo piccolo tavolo da disegno, con aria sorridente e soddisfatta dell’incantesimo appena compiuto. Alice si mise a battere le mani ed a sorridere: “Metti ello lì! Metti ello lì!” Accadde allora quello che dette davvero inizio a tutta la complicata storia che stiamo raccontando. Mentre il papà si contorceva sul divano per tentare di infilare il vestito della bambola nel minuscolo ovetto, il suo sederone schiacciò il telecomando, che si trovava abbandonato proprio là sopra. La televisione si accese sul tipico telegiornale del periodo dell’avvento. Passavano immagini di bimbi magri e smunti di qualche villaggio africano, con occhi tristi ed aria assente. La voce del cronista diceva: “Babbo Natale si dimenticherà di loro anche quest’anno. In ritardo come sempre gli aiuti provenenti dai paesi…” La mamma, con guizzo felino, balzò fino al televisore per spegnerlo… Ma ormai la frittata era fatta! Aurora Conan Boyle, attratta dalla voce e dalle immagini era immobile a bocca spalancata dinanzi alla televisione e quando la mamma la spense, si volse a guardarla in silenzio, per poi tornare al tavolino da disegno. Ma il suo brillante cervellino di ragazzina di sette anni era, ormai, in piena elaborazione. Sul momento, ovviamente, nessuno se ne accorse, ma dopo, a tavola, mentre la famiglia Conan Boyle stava consumando un gustoso piatto di uova con i piselli, la voce di Aurora proruppe in un: “Perché Babbo Natale si è scordato di loro?” La mamma maestra finse di non capire, il papà “diseducativo” non capì proprio. “Di chi? Aurora” Disse lei. “Cosa!” Disse lui, inghiottendo una abbondante forchettata di piselli. “Di quei bimbi alla televisione… Mamma, perché Babbo Natale si è scordato di loro?” I coniugi Conan Boyle non potevano certo rivelare alla dolce ragazzina il Grande Segreto di Babbo Natale a loro rivelato in via confidenziale qualche anno prima da fonti che, per il momento, è meglio mantenere segrete. I due si guardarono quindi con aria disperata. Il papà stava per mettersi a fare capriole, per distrarre le figlie, quando la mamma maestra risolse il problema, dicendo: “Babbo Natale non si scorda mai di nessuno… Non credere a tutto quello che dicono in televisione”. Aurora Conan Boyle finse di credere alla risposta nella mamma, ma era evidente che i genitori nascondevano qualcosa: tutti sanno che se una cosa viene detta alla televisione vuol dire che è vera!
  8. Wladimiro

    Berserker - parte I

    Mi sono appassionato... Penso che con calma me lo leggerò tutto. Non sono un amante della fantascienza, ma devo dire che il racconto ha saputo accompagnarmi nel cosmo a piccoli passi. Quando mi sono reso conto che il sistema di perforazione era su un asteroide in mezzo allo spazio, ormai ero avvinto e volevo sapere come andava a finire. Interessante l'incipit della trama, il protagonista ed i suoi compagni sembra stiano per essere, loro malgrado, coinvolti in una guerra tra macchine, di cui nulla sanno. Non vedo l'ora di vedere come intendi svilupparla, ma devo dire che, fin qui, mi pare ci sia tutto. C'è una situazione di stress, il rischio di essere "disattivati", una guerra di cui si ignorava l'esistenza. Secondo me sei stato davvero in grado di interessare il lettore o, quantomeno, il sottoscritto. Quanto a grammatica e sintassi mi sembrano ineccepibili. Ma attendi il commento di qualcuno più attento di me per gridare vittoria, io non trovo i miei errore nemmeno alla terza rilettura. Discreta anche la caratterizzazione dei personaggi, che emerge prevalentemente da quello che dicono e dalle valutazioni dell'ottimo Ray Parker. Peraltro è proprio il modo in cui mi piace scoprire i personaggi, piuttosto che da noiose descrizioni dell'io narrante. La tizia alla radio l'avrei mandata in culo anche io. Per cui sei riuscito a trasmettermi il suono antipatico della sua voce, senza dirlo ma, semplicemente, riportando quello che diceva. Lo stile è fluido e scorrevole e gli avvenimenti si susseguono senza intoppi dall'inizio alla fine. Peraltro ho trovato la scrittura molto cinematografica, con molto dialogo e poche descrizioni, altra cosa che ha apprezzato molto. Concludendo: se pubblichi, ti compro e ti leggo volentieri. Chissà, magari mi fai appassionare alla fantascienza.
  9. Wladimiro

    Beh... Salve!

    Black grazie mille. Prima di pubblicare ho commentato il racconto sulla befana, come da regolamento... C'è qualcosa che non ho capito? Aiutami ti prego. W
  10. Wladimiro

    Beh... Salve!

    Ti ringrazio... E ti prego di massacrarmi! Nella vita ho capito che è così che si impara. Appena ho un minuto mi guardo "Il Treno a vapore"
  11. Wladimiro

    Salve a tutti!

    Ciao Marco, io mi sono presentato 13 minuti prima di te... Mi sembrano tutte belle persone! Benvenuto! Wladimiro
  12. Capitolo primo “Qualcosa su cui investigare” La cucina di casa Conan Boyle era il solito mare di giocattoli sparpagliati sul pavimento in finto parquet. Kikka la bambola, con indosso la sua tutina bianca (ormai decisamente ingrigita dalla polvere), si trovava riversa pancia sotto accanto al proprio passeggino, anch’esso capovolto. Tutt’intorno padelline argento, forchettine blu, piattini arancio e tanti (ma proprio tanti…) mattoncini per le costruzioni dei più disparati colori, il tutto rigorosamente costruito con la plastica più moderna. Al centro, in un isola di parquet ancora non invasa dal mare di balocchi, la piccola Alice Conan Boyle cercava, senza troppo successo, di spiegare all’abito da sera di una bambola longilinea che doveva assolutamente entrare in un ovetto di plastica, molto più piccolo della sua manina. “Tu enta chi!” Ordinava la piccina all’abito, molto più grande del minuscolo contenitore in cui sarebbe dovuto entrare, che sembrava non rispondere, in alcun modo, a tutti gli sforzi della piccola Alice. Aurora Conan Boyle (sette anni suonati) la maggiore delle due sorelle Conan Boyle, sedeva su una piccola sedia in legno ad un minuscolo tavolo in legno, appoggiato alla parete opposta all’ingresso della cucina. Intenta a disegnare l’ennesimo capolavoro della giornata su di un foglio A4 (sottratto abilmente dalla stampante del papà) e concentrata nel realizzare boccioli di fiore con il pennarello rosso, Aurora non si era in alcun modo resa conto degli sforzi della piccola Alice. “Tu enta chi!” La faccia paffuta della minore, contornata di capelli color dell’oro, osservava il vestito che si rifiutava di entrare nell’ovetto con lo sguardo di chi non riesce a comprendere perché non brilli il sole in una bella giornata di agosto. “Tu enta chi!” Il terzo ordine non rispettato, da parte del disubbidiente vestito, provocava sul volto della bimba si due anni e mezzo l’inevitabile broncio di chi sta per scoppiare dirottamente in un pianto. Occorreva decisamente il soccorso della mamma. La Sig.ra Giovanna Arthur in Conan Boyle, mani e sguardo sulle padelle fumanti ricolme di pietanze gustose (gestite con l’abilità di uno cheff alieno a quattro braccia) dava le spalle alle figlie e (non fosse stata una mamma) mai si sarebbe potuta accorgere di quanto avveniva dietro di sé. Ma, si sa… Le mamme hanno occhi anche sulla schiena e Giovanna Arthur in Conan Boyle aveva una marcia in più rispetto buona parte di tutte altre mamme del mondo! Era una M/M… una Mamma e Maestra! Nulla poteva sfuggire al paio di occhi che aveva sul volto, a quello che aveva sulle scapole ed al terzo paio di occhi (segretissimi) posizionato sui polpacci. Fu proprio grazie all’occhio posto sul polpaccio sinistro che Giovanna si avvide del broncio della bimba più piccola, così, con mossa fulminea, fece saltare le due padelle dalle mani, che si posizionarono perfettamente sui loro fornelli, abbassò i fuochi, per non bruciare le preziose pietanze e, dopo essersi asciugata le mani con un strofinaccio, si diresse verso la piccola Alice. “Cosa c’è che non va?” Disse la mamma esibendo la sua espressione più dolce. “Quetto non enta chi!” Rispose la bimba, il cui broncio si cristallizzò nell’attesa che la madre realizzasse per lei il gravoso compito di inserire il vestito nell’ovetto. Vi chiederete: “Cosa sarebbe successo di lì a poco?” La mamma avrebbe spiegato, con estrema dolcezza, alla piccola che quello che desiderava era impossibile. Alice, dopo una iniziale delusione, avrebbe accettato la situazione ed avrebbe imparato qualcosa di nuovo. Questo sarebbe successo se, proprio in quel momento, l’opera della mamma non fosse stata interrotta dall’arrivo del “diseducativo” Waldo Conan Boyle. L’arrivo del papà in casa Conan Boyle seguiva sempre il solito rituale. Waldo apriva la porta e ringhiava un: “Uh! Sono a casa!” Varcata la soglia, il papà mostrava 120 anni di età e la faccia completamente grigia. A dire la verità l’ultracentenario papà che apriva la porta era tutto grigio. Grigia la faccia, grigie le mani, grigi gli occhi, grigi i capelli e grigio il cuore. Era come se il personaggio di un vecchio film in bianco e nero avesse attraversato la soglia di un bel film a colori. Per comprendere a pieno il curioso fenomeno occorre, però, tener presente la professione del buon Waldo. Waldo Conan Boyle era un avvocato, quando era giovane (cioè il giorno immediatamente precedente a quello in cui aveva iniziato la professione) era le persona più colorata che si potesse incontrare, la sua pelle, i suoi occhi erano di un arancione acceso, con sfumature gialle e rosse… Poi erano iniziate le scadenze da rispettare, la responsabilità professionale, le tasse da pagare, la cassa di previdenza che non poteva aspettare, i clienti da rincorrere per farsi pagare, le minacce di coloro che non volevano pagare, eccetera, eccetera, eccetera. Tutto questo, che abbiate capito o meno di cosa si tratti (ma a dir la verità poco c’entra con la nostra storia, per cui se non lo avete capito tirate pure avanti), aveva reso Waldo Conan Boyle inspiegabilmente grigio ed i suoi anni erano, improvvisamente, aumentati di 80. (Per scoprire la vera età del papà di Aurora Conan Boyle è pertanto sufficiente risolvere la seguente operazione: 120 – 80 = ? [Ma non ho intenzione di svelarvi la risposta]). Riprendiamo, invece, la nostra storia! Avevamo lasciato l’omone grigio che varcava la soglia di casa. Accadeva a quel punto qualcosa di ancora più straordinario. Come ogni sera, M/M Giovanna Arthur Conan Boyle chiedeva: “Com’è andata a lavoro?” Ma lo chiedeva con un sorriso talmente caldo e dolce che, se la Mamma Maestra fosse stata messa come polena sulla prua del Titanic, l’iceberg si sarebbe sciolto, nessun naufragio sarebbe mai avvenuto e nessuno saprebbe chi è Leonardo Di Caprio. (Ah! Per chi non lo sapesse le “polene” sono quelle statue decorative di legno che venivano posizionate sulla prua dei vecchi vascelli). Il sorriso della mamma colpiva immediatamente gli occhi ed il cuore del papà che riprendevano immediatamente il loro arancione naturale. Waldo, ciononostante, scuoteva la testa con aria disperata, nei suoi cento venti anni apparenti, come a dire “Non è andata bene a lavoro… Non è andata bene…”. In quel momento Alice sorrideva e gridava: “Babbo, io volevo te!” A queste parole, la pelle del papà riprendeva il suo arancione naturale, così come i capelli, ed era assai curioso vedere un grosso vecchiaccio arancione sulla porta di casa. Veniva quindi il turno di Aurora Conan Boyle, appena la ragazzina udiva la voce del papà, alzava la testa da quello che stava facendo (spesso un bellissimo disegno), gli si avvicinava e allungando le braccia verso di lui, diceva: “Superabbraccioaffettuoso!”. A quel punto, papà ed Aurora si abbracciavano ed ecco che avveniva l’incantesimo più grande. Il vecchietto arancione, nelle piccole braccia della sua bambina, iniziava, immediatamente a ringiovanire; in pochi secondi i suoi anni passavano da 120 a 80, poi a 60 per arrivare, infine, a 40. Anche quella sera d’inverno avvenne tutto come al solito e, pertanto, il vecchio e grigio Waldo Conan Boyle apparve, dopo pochi attimi dal suo ingresso in casa, come un arzillo quarantenne tutto arancione. La pigmentazione arancione fa sì che, anche a quarant’anni, il buon Waldo non riesca ad essere serio, pertanto, nella serata che vi sto raccontando, una volta abbandonato l’abbraccio della prima figlia, il papà si diresse verso la seconda, le prese di mano l’ovetto ed il vestito da bambola e, interrotta l’attività educativa della mamma maestra, rassicurò la piccola Alice con le parole: “Non ci entra? Adesso ci pensa papà!” Giovanna tornò alle sue padelle scuotendo la testa. Aurora si diresse al suo piccolo tavolo da disegno, con aria sorridente e soddisfatta dell’incantesimo appena compiuto. Alice si mise a battere le mani ed a sorridere: “Metti ello lì! Metti ello lì!” Accadde allora quello che dette davvero inizio a tutta la complicata storia che stiamo raccontando. Mentre il papà si contorceva sul divano per tentare di infilare il vestito della bambola nel minuscolo ovetto, il suo sederone schiacciò il telecomando, che si trovava abbandonato proprio là sopra. La televisione si accese sul tipico telegiornale del periodo dell’avvento. Passavano immagini di bimbi magri e smunti di qualche villaggio africano, con occhi tristi ed aria assente. La voce del cronista diceva: “Babbo Natale si dimenticherà di loro anche quest’anno. In ritardo come sempre gli aiuti provenenti dai paesi…” La mamma, con guizzo felino, balzò fino al televisore, abbandonando ancora una volta le padelle sul fuoco, per spegnerlo… Ma ormai la frittata era fatta! Aurora Conan Boyle, attratta dalla voce e dalle immagini era immobile a bocca spalancata dinanzi alla televisione e quando la mamma la spense, si volse a guardarla in silenzio, per poi tornare al tavolino da disegno. Ma il suo brillante cervellino di ragazzina di sette anni era, ormai, in piena elaborazione, come se mille computer di ultima generazione stessero elaborando una nuova complicatissima teoria matematica. Sul momento, ovviamente, nessuno se ne accorse, ma dopo, a tavola, mentre la famiglia Conan Boyle stava consumando un gustoso piatto di uova con i piselli, la voce di Aurora proruppe in un: “Perché Babbo Natale si è scordato di loro?” La mamma maestra finse di non capire, il papà “diseducativo” non capì proprio. “Di chi? Aurora” Disse lei. “Cosa!” Disse lui, inghiottendo una abbondante forchettata di piselli. “Di quei bimbi alla televisione… Mamma, perché Babbo Natale si è scordato di loro?” I coniugi Conan Boyle non potevano certo rivelare alla dolce ragazzina il G.S.B.N. (Grande Segreto di Babbo Natale) a loro rivelato in via confidenziale qualche anno prima da fonti che, per il momento, è meglio mantenere segrete. I due si guardarono quindi con aria disperata. Il papà stava per mettersi a fare capriole (col rischio di affogarsi con i piselli) per distrarre le figlie, quando la mamma maestra risolse il problema, dicendo: “Babbo Natale non si scorda mai di nessuno… Non credere a tutto quello che dicono in televisione”. Aurora Conan Boyle finse di credere alla risposta nella mamma, ma era evidente che i genitori nascondevano qualcosa: tutti sanno che se una cosa viene detta alla televisione vuol dire che è vera! “Bene!”, pensò: “Non volete sbottonarvi, scoprirò da sola cosa nasconde Babbo Natale: Questa è una nuova indagine per Aurora Conan Boyle…”
  13. Wladimiro

    Beh... Salve!

    Sei che ti dico camparino... Posto il primo capitolo e chissene... Un abbraccio. Fammi sapere che ne pensi. Un abbraccio
  14. Wladimiro

    Beh... Salve!

    Posso postare un capitolo del mio libro? Senza problemi di diritto d'autore? Cioè... Non è che poi non è più un inedito?
  15. Wladimiro

    Beh... Salve!

    Immagino di essere un vecchio rispetto alla media dei frequentatori di questo forum. Mi chiamo Wladimiro, ho 43 anni è ho scritto un romanzetto per ragazzi, al bieco fine di leggerlo alle mie bimbe prima di metterle a letto. Mi affaccio, quindi, in età vetusta a questo mondo e sono del tutto ignorante in materia. Al mattino scrivo per rilassarmi, ma spesso non mi sogno neppure la pubblicazione, dei miei deliri. Le mie bimbe adorano il mio romanzo, per cui ho provato a mandarlo in PDF ha qualche casa editrice. Mi hanno risposto tre a pagamento (di cui due chiedono veramente troppi quattrini). Ed una che mi ha chiesto di allegare le immagini... Ma quali immagini? Io non so disegnare... Qualcuno mi prende per una mano e mi indirizza? Anche solo per dirmi di fare festa ed abbozzarla con sogni bagnati in età vetusta... Un abbraccio a tutti. W
×