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unacasanellospazio

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Tutti i contenuti di unacasanellospazio

  1. unacasanellospazio

    Chiusura del Forum

    Ragazzi, giudicare le scelte altrui non è corretto, mai. Ognuno prende le proprio decisioni, lo fa in base ai propri calcoli, ai propri interessi, ed è giusto che sia così. Vengo da altri forum di scrittura dove ero molto, ma molto, più presente di quanto non fossi qui. In quei forum ho conosciuto delle persone fantastiche che ho frequentato poi anche nel mondo reale, e alcuni di loro li sento ancora. Ho vissuto la chiusura di quei forum con molto dispiacere e un po' di tristezza, ma poi mi sono accorto che comunque le persone che condividono gli stessi interessi si ritrovano sempre. Sono certo che qualcun altro raccoglierà l'eredità del Writer's Dream e tutti noi, magari dietro altri nick, ci rivedremo. È un'eredità particolarmente pesante, perché è un forum che è durato tantissimo e negli anni ha raccolto davvero molti utenti, ma sono sicuro che in una forma o nell'altra rinascerà. Ho visto che alcuni candidati già ci sono, e mi auguro che ne spuntino altri. Intanto buon 2021 a tutti voi. Anche se fugacemente, è stato un piacere conoscervi!
  2. unacasanellospazio

    Gate of Souls - consigli e pareri

    Se vuoi farti un’idea ti consiglio di leggere un romanzo che si intitola “Le prime quindici vite di Harry August”, NN editore. Parte da una situazione che per certi versi è simile a quella che descrivi tu, con la differenza che le vite passate non sono state vissute in epoche precedenti ma sempre nella stessa. In pratica queste persone nascono sempre lo stesso giorno, dalla stessa famiglia, ma dopo qualche anno cominciano a ricordare tutte le precedenti esperienze. È un romanzo interessante, e magari vedere come l’autrice tratta certi temi può darti degli spunti.
  3. unacasanellospazio

    Sotto il segno della paura [30/05/2020]

    Ci sono pure io! Da quel che ho visto finora sembra una cosa organizzata bene. Sono certo che comunque vada a finire, mi divertirò.
  4. unacasanellospazio

    Premio CCC - Urania Mondadori scad. 31/08/2020

    Vuol dire che la prima pubblicazione la cedi gratuitamente a Urania Mondadori. Dopo puoi farne quello che vuoi, perché non gli hai dato comunque l'esclusiva. Con le antologie è quasi sempre così. Certo, uno da Mondadori si aspetterebbe qualcosa di meglio. Per partecipare devi acquistare una copia, per pubblicare non ti danno nemmeno una cifra simbolica. Insomma... Detto questo, firmerei subito. Anzi, sto progettando qualcosa che possa andar bene, anche se la fantascienza non è il mio genere.
  5. unacasanellospazio

    Come rescindere un contratto

    Devono averla per legge. Devi cercare su INIPEC, lì dovrebbe essere pubblicata quella ufficiale che vale a termini di legge. Per il resto non son che dirti. Io comunque intendevo suggerirti di mandare loro il tuo manoscritto con la pec per forzarli a darti un riscontro, non il contratto che ti è stato proposto.
  6. unacasanellospazio

    Come rescindere un contratto

    Per avere la certezza che loro abbiano ricevuto il tuo materiale credo che tu debba mandargli una pec, se vuoi evitare la raccomandata. Per i 60 giorni non so... Sarebbe meglio aspettare il parere di qualcuno con più esperienza.
  7. unacasanellospazio

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Grazie per l'informazione! Non ho mai mandato nulla alle riviste. Da un po' sono focalizzato sui romanzi, e mi dispiace di avere abbandonato i racconti. Vedo se trovo qualcosa sul sito...
  8. unacasanellospazio

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Uh... Che bella StreeBook, questa non la conoscevo!
  9. unacasanellospazio

    In due è peggio?

    Mah, non lo so. Nel nostro caso è capitato che ci siamo conosciuti proprio quando abbiamo cominciato a scrivere. Siamo cresciuti più o meno parallelamente, più o meno con gli stessi autori di riferimento, e più o meno facendo le stesse esperienze nello stesso momento. Ci siamo ritrovati in un periodo in cui avevamo poco tempo da dedicare alla scrittura, e insieme ci siamo fatti forza. E inoltre - questa è stata anche un’osservazione di un editor di un’agenzia molto nota - i nostri testi vengono fuori molto uniformi. Non lo so se il nostro metodo è replicabile, e nemmeno se è valido, visto che non abbiamo avuto grandi risultati, però a noi viene ormai naturale lavorare insieme. E con qualche alto e basso posso dire che ci divertiamo a farlo.
  10. unacasanellospazio

    Raccontare la propria storia

    Hai già descritto in breve l'arco di trasformazione della protagonista. Direi che la base per un romanzo c'è.
  11. unacasanellospazio

    In due è peggio?

    Io ho scritto a quattro mani cinque romanzi, e di questi ne è stato pubblicato soltanto uno. Non ti so dire se siamo stati penalizzati per il fatto di essere in due. Posso dirti però che abbiamo avuto un agente, e ora siamo in contatto con un altro, e l'essere in due non è mai emerso come un problema. C'è da dire che questa potrebbe essere una di quelle questioni che vengono spostate più avanti, quando viene fuori l'interesse di una casa editrice. Nel senso che la casa editrice interessata potrebbe chiederti di pubblicare sotto uno pseudonimo collettivo, per esempio. Ma noi a quel punto ancora non ci siamo arrivati... Continuiamo a scrivere a quattro mani perché ci diverte farlo, e a dire il vero il problema non ce l'eravamo mai posto, se non proprio all'inizio. Adesso facciamo le cose talmente in automatico che potremmo scrivere un libro su come si scrive un romanzo in due!
  12. unacasanellospazio

    Esordiente, 3 proposte free, posso essere più ambiziosa?

    È soggettivo. Dipende molto da cosa ci si aspetta dalla scrittura, dalla propria capacità di vendere (eh, sì, anche questo è un fattore importante), dalla voglia di mettersi in gioco, ecc ecc. Io, guardando alla mia (seppur minima) esperienza, aspetterei. Detto questo, quando mi sono ritrovato nella tua posizione non ho aspettato. Ora che sono un po' più smaliziato, e che ho capito un po' di cose in più (non tanto sull'editoria ma su me stesso), ho deciso che pubblicherò solo quando riterrò che ne valga la pena. Il che potrebbe anche voler dire mai. Basta esserne coscienti.
  13. unacasanellospazio

    Riviste di narrativa - Un’idea per un editore

    Ho notato negli ultimi anni il fiorire delle riviste online. Se ne parla molto su questo forum, ma anche fuori. Gli editor delle case editrici le consigliano come palestre per fare esperienza e piccole vetrine per farsi conoscere. Allora mi sarebbe venuta un’idea. Magari non troppo originale, visto che l’ho presa dagli Stati Uniti, però forse realizzabile abbastanza semplicemente anche da un editore piccolo, che non abbia troppi mezzi. Ecco, quello che volevo dire è che qualcuno potrebbe realizzare un’antologia annuale dei migliori racconti pubblicati nelle riviste online. In genere credo che gli autori non cedano i diritti in esclusiva, per cui non ci dovrebbero essere problemi da quel punto di vista. E poi credo che comunque essere presente in questo tipo di antologia sia una buona pubblicità sia per l’autore che per la rivista. Insomma, pensavo che qualcuno potesse realizzare una “The Best American Short Stories” italiana. La butto lì. Magari un’antologia del genere esiste già. Magari qualcuno ci ha già pensato ma ha trovato poi la realizzazione antieconomica... Boh. Se dovessi fare una mia valutazione... Beh, a me i racconti piacciono molto. Ma il panorama delle riviste è vasto e dispersivo. Onestamente io penso che un’antologia del genere, se fatta bene, l’acquisterei. Voi?
  14. unacasanellospazio

    Il copyright sulle immagini

    Grazie mille @Avv.Lenti e @ElleryQ Effettivamente muoversi in questi ambiti può essere molto scivoloso. Se non ho capito male prendendo tre foto di cui non possiedo il copyright, una raffigurante una scimmia, una un delfino e una un topo, da ognuna copio quello che mi serve per inserirle in un disegno nuovo di mia creazione, non ho violato nessun copyright. O mi becco tre denunce al posto di una? Per fare un esempio: disegno una scimmia seduta a un tavolo e un topo sopra il monitor. Per la scimmia e il topo uso come basi delle foto fatte in un contesto diverso (non so, la scimmia su un ramo e un topo in campagna), di cui qualcuno possiede il copyright. Questa sarebbe considerata una rielaborazione? Da quello che avete risposto, mi sembra di capire di sì. Al di là del fatto che mi pare davvero improbabile che i proprietari della foto se ne accorgano...
  15. unacasanellospazio

    Plagio, omaggio e coincidenza

    Ho un paio di dubbi simili a questo. Si può dare usare il nome di un noto personaggio dei fumetti come soprannome per il personaggio di un proprio romanzo? O meglio evitare? Cioè, uno si chiama Tizio Caio, ma un altro personaggio ha il vizio di chiamarlo come un personaggio dei fumetti. Una cosa che nella realtà accade, ma nei romanzi? E usarne uno simile in modo che si capisca a chi si allude, ma senza nominarlo precisamente? E dare il nome di un personaggio (famosissimo) dei film o dei fumetti o di un altro romanzo a un locale del romanzo? Sarebbe visto come una citazione o come un tentativo di sfruttare la notorietà del film/fumetto/romanzo originale? Grazie...
  16. unacasanellospazio

    Il copyright sulle immagini

    Scusate, riprendo questa discussione che mi interessa. @Avv.Lenti @ElleryQ Quindi è lecito usare una foto presa da internet, di cui qualcuno ha il copyright, ricopiandola (magari ricalcandola) in un disegno fatto da me? E se non tutta la foto per intero, almeno una parte? E la foto di un attore (sempre una foto di cui non si possiede il copyright)? Si può ricopiare e usare per una copertina o -- che ne so -- sul proprio sito internet? Tanto per fare un esempio, come la Marilyn di Warhol. O ancora sul tema degli attori... Si può usare la foto di un attore per creare una figura umana simile? Somigliante, ma non perfettamente identica?
  17. unacasanellospazio

    Cosa state leggendo?

    Dopo il lockdown in stand-by ho incontrato Pynchon e mi sono riappacificato con lettura e scrittura. Sono a metà di "Un lento apprendistato" e ho già acquistato "L'incanto del lotto 49".
  18. unacasanellospazio

    Giallo Ceresio [12/06/2020]

    Mandato pure io qualcosa. Vediamo che succede.
  19. unacasanellospazio

    Comprereste un libro che vi aiuti a non cadere negli errori più frequenti?

    Nemmeno io. Alla fine il web è pieno di consigli del genere, a partire da questo forum. Ma comunque ho l'impressione che servano a poco, se non a nulla. Ogni casa editrice ragiona a modo suo. Quello che conta è sapere scrivere e avere qualcosa da dire. Se hai questo puoi essere più o meno fortunato, avere pochi o molto agganci, ma se il problema è pubblicare, pubblichi. Opinione mia, che di editoria alla fine ne so poco o nulla.
  20. Mi trovo d'accordo con queste due affermazioni. La piccola e medio-piccola editoria si è trasformata parecchio negli ultimi quindici anni, in maniera più rapida e consistente della grande. Talvolta in modi così strani e sorprendenti che anche la divisione tra EAP e NOEAP sembra diventata obsoleta. Domandarsi se il crowdfunding stia al di qua o al di là del confine tra EAP e NOEAP ha poco senso ormai. Esiste ed è una delle mille (non cinquanta!) sfumature presenti tra le due macrocategorie.
  21. unacasanellospazio

    Trentin Agency

    Niente nemmeno io. Cercavo nello spam, poi mi sono accorto che lo spam sono io...
  22. unacasanellospazio

    Editing o editing(s)?

    Ah, certo, pure io. Quello che intendevo dire scherzandoci su (anche se gli scacchi sono un gioco nobilissimo e quasi quasi ci faccio un pensierino), e nemmeno riferendomi a me in particolare ma generalizzando il concetto (eppure qualcosina da dire sugli agenti ce l'avrei pure io) è che, forse, se per dieci volte il tuo testo ha ancora bisogno di editing, il primo editor della catena poteva anche fermarti, invece di proiettarti verso la decima fatica, la decima spesa, la decima massi, dai, dopo sarà meglio, speriamo, la decima attesa, ecc ecc... Ma forse, poverino, ci credeva pure lui, e il suo successore e il successore del successore e così via. Forse ci credevano tutti. Solo che in questa catena l'unico che ci ha speso dei soldi sei tu. È questo che mi scoccia un po' della situazione. Io poi continuo a scrivere, ci mancherebbe. Attendo ciò che si deve attendere, e senza che nessuno me lo dica espressamente, se le risposte non sono quelle sperate, metto tutto in un cassetto metaforico e vado avanti. Domani magari cambia tutto, siamo nel ventiventi, anzi, buon anno a tutti!
  23. unacasanellospazio

    Editing o editing(s)?

    Ecco, è questo è il punto. Che uno si possa permettersi due editing o cento, la sensazione è quella di essere passati da parte produttiva della catena editoriale a parte consumatrice di servizi. Non si è pronti quasi mai, c'è sempre bisogno di ritoccare qualcosa e c'è sempre qualcuno che sa come fare. Ti fanno intendere che ci sei vicino vicino, la stoffa c'è ma è grezza, il manoscritto necessita di un punto di svolta in più, un morto non basta, due cadaveri nella stessa posizione non si possono lasciare, gli stereotipi piacciono, il lettore li cerca ma bisogna nasconderli con cura, gli stereotipi non vanno bene, lo sanno tutti, le d eufoniche sanno di vecchio, la storia non rientra in un genere definito, un fantasma? e a cosa serve?, questo passaggio non si capisce, mica sei Borges, tu non puoi permettertelo, il lettore si annoia, è il pubblico che fa il mercato, sono le case editrici che fanno il mercato, sono gli agenti letterari che fanno il mercato, in quel supermercato le patate costano meno. Non farebbero meglio ad avvertirti? Guarda, con le tue qualità non andrai mai da nessuna parte, meglio se ti dai agli scacchi, attività nobile al pari della narrativa, con la sola differenza che il risultato dei tuoi ragionamenti vanno esposti in forma quasi algebrica: Torre in C-5. Scacco matto.
  24. unacasanellospazio

    Sei uno scrittore solo se gli altri te lo riconoscono?

    Io sono convinto che sì, qualcuno deve riconoscertelo: un pubblico (discreto quanto meno), una casa editrice (degna di nota), la critica (che conti qualcosa). Quello che volete, ma andare in giro a definirsi uno scrittore solo perché si butta giù qualcosa è troppo autoreferenziale. Almeno per me, per come sono fatto. Forse è insicurezza? Può darsi.
  25. unacasanellospazio

    Proporreste a una CE da cui non avete mai comprato?

    Non lo so, secondo me è importante leggere molto e incamerare stimoli. Che vengano dai classici, dai saggi o dai contemporanei importa poco. Anzi, oso un po’ di più e azzardo l’ipotesi che leggendo prevalentemente contemporanei si corre il rischio di ingabbiarsi la mente. Tornando in tema, davvero, non trovo niente di scandaloso a inviare un testo a una casa editrice di cui non ho letto nulla. È vero che trovo più soddisfacente contattare un editore di cui ho apprezzato i libri, però fermarsi solo a quelli in generale lo trovo un po’ limitante. In un campo come questo, in cui emergere è così complicato, in cui quando ti va bene non ricevi risposta e quando va peggio ricevi risposte da agenzie e/o case editrici parallele... Concedeteci almeno questo. Detto questo saranno almeno un paio d’anni che non mando niente a nessuna casa editrice e non ho intenzione di farlo ancora per un po’. Ma questo discorso, qui, è fuori luogo...
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