Vai al contenuto

unacasanellospazio

Scrittore
  • Numero contenuti

    297
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

275 Strepitoso

2 Seguaci

Su unacasanellospazio

  • Rank
    Venditore di mondi

Informazioni Profilo

  • Provenienza
    Via Lattea

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. unacasanellospazio

    Trentin Agency

    Niente nemmeno io. Cercavo nello spam, poi mi sono accorto che lo spam sono io...
  2. unacasanellospazio

    Editing o editing(s)?

    Ah, certo, pure io. Quello che intendevo dire scherzandoci su (anche se gli scacchi sono un gioco nobilissimo e quasi quasi ci faccio un pensierino), e nemmeno riferendomi a me in particolare ma generalizzando il concetto (eppure qualcosina da dire sugli agenti ce l'avrei pure io) è che, forse, se per dieci volte il tuo testo ha ancora bisogno di editing, il primo editor della catena poteva anche fermarti, invece di proiettarti verso la decima fatica, la decima spesa, la decima massi, dai, dopo sarà meglio, speriamo, la decima attesa, ecc ecc... Ma forse, poverino, ci credeva pure lui, e il suo successore e il successore del successore e così via. Forse ci credevano tutti. Solo che in questa catena l'unico che ci ha speso dei soldi sei tu. È questo che mi scoccia un po' della situazione. Io poi continuo a scrivere, ci mancherebbe. Attendo ciò che si deve attendere, e senza che nessuno me lo dica espressamente, se le risposte non sono quelle sperate, metto tutto in un cassetto metaforico e vado avanti. Domani magari cambia tutto, siamo nel ventiventi, anzi, buon anno a tutti!
  3. unacasanellospazio

    Editing o editing(s)?

    Ecco, è questo è il punto. Che uno si possa permettersi due editing o cento, la sensazione è quella di essere passati da parte produttiva della catena editoriale a parte consumatrice di servizi. Non si è pronti quasi mai, c'è sempre bisogno di ritoccare qualcosa e c'è sempre qualcuno che sa come fare. Ti fanno intendere che ci sei vicino vicino, la stoffa c'è ma è grezza, il manoscritto necessita di un punto di svolta in più, un morto non basta, due cadaveri nella stessa posizione non si possono lasciare, gli stereotipi piacciono, il lettore li cerca ma bisogna nasconderli con cura, gli stereotipi non vanno bene, lo sanno tutti, le d eufoniche sanno di vecchio, la storia non rientra in un genere definito, un fantasma? e a cosa serve?, questo passaggio non si capisce, mica sei Borges, tu non puoi permettertelo, il lettore si annoia, è il pubblico che fa il mercato, sono le case editrici che fanno il mercato, sono gli agenti letterari che fanno il mercato, in quel supermercato le patate costano meno. Non farebbero meglio ad avvertirti? Guarda, con le tue qualità non andrai mai da nessuna parte, meglio se ti dai agli scacchi, attività nobile al pari della narrativa, con la sola differenza che il risultato dei tuoi ragionamenti vanno esposti in forma quasi algebrica: Torre in C-5. Scacco matto.
  4. unacasanellospazio

    Sei uno scrittore solo se gli altri te lo riconoscono?

    Io sono convinto che sì, qualcuno deve riconoscertelo: un pubblico (discreto quanto meno), una casa editrice (degna di nota), la critica (che conti qualcosa). Quello che volete, ma andare in giro a definirsi uno scrittore solo perché si butta giù qualcosa è troppo autoreferenziale. Almeno per me, per come sono fatto. Forse è insicurezza? Può darsi.
  5. unacasanellospazio

    Proporreste a una CE da cui non avete mai comprato?

    Non lo so, secondo me è importante leggere molto e incamerare stimoli. Che vengano dai classici, dai saggi o dai contemporanei importa poco. Anzi, oso un po’ di più e azzardo l’ipotesi che leggendo prevalentemente contemporanei si corre il rischio di ingabbiarsi la mente. Tornando in tema, davvero, non trovo niente di scandaloso a inviare un testo a una casa editrice di cui non ho letto nulla. È vero che trovo più soddisfacente contattare un editore di cui ho apprezzato i libri, però fermarsi solo a quelli in generale lo trovo un po’ limitante. In un campo come questo, in cui emergere è così complicato, in cui quando ti va bene non ricevi risposta e quando va peggio ricevi risposte da agenzie e/o case editrici parallele... Concedeteci almeno questo. Detto questo saranno almeno un paio d’anni che non mando niente a nessuna casa editrice e non ho intenzione di farlo ancora per un po’. Ma questo discorso, qui, è fuori luogo...
  6. unacasanellospazio

    Proporreste a una CE da cui non avete mai comprato?

    Infatti... Comunque non ero io quello della letteratura 1800/1900... Io mi sono solo inserito nella discussione. Buon Natale a tutti!
  7. unacasanellospazio

    Proporreste a una CE da cui non avete mai comprato?

    Onestamente... No. Non significa che non leggo mai autori moderni, sia chiaro. Ma diciamo che mi trovo più a mio agio con quelli passati. C’è da dire che quando parlo di autori passati intendo autori “passati” (a miglior vita) da pochissimo (due esempi su tutti Roth e Saramago) o molto in là con gli anni. Quando invece leggo autori modernissimi (raramente comunque), specie quelli italiani, molte volte resto deluso. Perdonatemi. Magari è invidia inconscia, potrei ammettere perfino questo. Oppure sono legato a un mondo che non esiste più, e la colpa del mio disamore per la contemporaneità non è dovuta al narratore, ma alla realtà in sé. Boh, fatto sta che i miei gusti sono questi.
  8. unacasanellospazio

    CasaSirio

    Beh, tanto di cappello. Se non altro denota coraggio. Per quanto mi riguarda, tiferò per loro. Io qualche libro da loro l’ho comprato e continuerò a farlo (a maggior ragione adesso), tuttavia non me la sentirei di fare un abbonamento: spaziare liberamente tra generi, autori, tra fiction e non fiction, è un piacere troppo grande per legarmi con una sola casa editrice stabilmente. Staremo a vedere. Magari diventeranno un modello il futuro... Glielo auguro!
  9. unacasanellospazio

    Premio Arnaldo Giovannetti [29/05/2020 ]

    Fai una foto alla tua firma con il telefonino, salva l’immagine su PC, apri il word e inserisci l’immagine appena salvata alla fine del racconto.
  10. unacasanellospazio

    Romanzi vecchi o nuovi

    Dipende. Se avessi idee fresche ripartirei da zero con un lavoro nuovo. Mi terrei poi la carta dei romanzi vecchi per i periodi di scarsa vena (periodi che a me capitano, non so ad altri).
  11. unacasanellospazio

    Categorie di persone maggiormente invise agli scrittori

    Seguendo questo ragionamento nessuno può criticare Messi e Ronaldo, e per commentare la serie A dovremmo tutti essere calciatori della massima serie. Sai che noia... Io penso che qualunque lettore, e dunque anche qualunque critico, abbia il pieno diritto di dire la sua. Quando rendiamo pubblico quello che scriviamo dobbiamo essere consapevoli che qualcuno non apprezzerà e avrà il sacrosanto diritto di dirlo apertamente. Io comunque mi allineo a qualche altro commento e tiro in ballo i fotocopiatori fraudolenti: se volete un libro senza pagarlo, andate in biblioteca almeno!
  12. unacasanellospazio

    Premio il Battello a Vapore [30/06/2019]

    Anch’io mi sento molto libero...
  13. unacasanellospazio

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Secondo me è in prima, non in seconda... Ogni tanto l’Io narrante usa il “tu” rivolgendosi al suo amante, ma fondamentalmente la narrazione resta in prima.
  14. Credo di averlo già detto... Questa è l’unica risposta che mi interessa. Mi basterebbe una semplice mail con un “No” in oggetto e il corpo vuoto. Delle motivazioni non mi importa nulla, non essendo comunque in grado di valutarne la sincerità. Oltretutto non capisco nemmeno perché una casa editrice dovrebbe darmi conto e ragione delle proprie scelte editoriali, né perché dovrebbe attirare le ire altrui dando giudizi non retribuiti. Come gesto di cortesia, per non essere lasciato in un’attesa infinita e avere modo semmai di contattare altri editori (visto che di solito non mando mail random a mezzo mondo), chiederei solo questo: un no secco e, nel limite delle possibilità, rapido.
  15. A parte che questa affermazione potrebbe valere per qualcuno, ma non per i tanti lettori di thriller e gialli dal Nord Europa alla provincia sicula. Comunque. Thriller e gialli al momento vanno di moda, la gente li compra. De Giovanni fa sfracelli, così come Jo Nesbo e Fred Vargas. Al di là del loro effettivo valore letterario (non amo il primo, conosco poco il secondo e ho sentito parlare molto bene della terza, e prima o poi la leggerò), immagino che con gli incassi dei loro romanzi Einaudi ci finanzi anche le ristampe di Pavese e Rigoni Stern, tanto per buttare due nomi meno sulla cresta dell’onda. E a me onestamente va bene così. Detto questo, Einaudi pubblica attualmente Franzen, Murakami, Ammaniti e Auster. Non mi è chiaro invece chi dovrebbe mettere sotto contratto per essere meno ripetitiva e antiquata. Ammetto l’ignoranza.
×