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unacasanellospazio

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  1. Credo di averlo già detto... Questa è l’unica risposta che mi interessa. Mi basterebbe una semplice mail con un “No” in oggetto e il corpo vuoto. Delle motivazioni non mi importa nulla, non essendo comunque in grado di valutarne la sincerità. Oltretutto non capisco nemmeno perché una casa editrice dovrebbe darmi conto e ragione delle proprie scelte editoriali, né perché dovrebbe attirare le ire altrui dando giudizi non retribuiti. Come gesto di cortesia, per non essere lasciato in un’attesa infinita e avere modo semmai di contattare altri editori (visto che di solito non mando mail random a mezzo mondo), chiederei solo questo: un no secco e, nel limite delle possibilità, rapido.
  2. A parte che questa affermazione potrebbe valere per qualcuno, ma non per i tanti lettori di thriller e gialli dal Nord Europa alla provincia sicula. Comunque. Thriller e gialli al momento vanno di moda, la gente li compra. De Giovanni fa sfracelli, così come Jo Nesbo e Fred Vargas. Al di là del loro effettivo valore letterario (non amo il primo, conosco poco il secondo e ho sentito parlare molto bene della terza, e prima o poi la leggerò), immagino che con gli incassi dei loro romanzi Einaudi ci finanzi anche le ristampe di Pavese e Rigoni Stern, tanto per buttare due nomi meno sulla cresta dell’onda. E a me onestamente va bene così. Detto questo, Einaudi pubblica attualmente Franzen, Murakami, Ammaniti e Auster. Non mi è chiaro invece chi dovrebbe mettere sotto contratto per essere meno ripetitiva e antiquata. Ammetto l’ignoranza.
  3. Scusa, non vorrei fare il difensore a tutti i costi dei grandissimi gruppi editoriali, ma questa tua osservazione la trovo esagerata e gratuita. Se prendiamo il catalogo Einaudi, altro che antiquato e ripetitivo, ci sono Franzen e Roth. Feltrinelli ha Saramago in catalogo, Adelphi Borges, Faulkner e Sciascia. Bompiani Steinbeck e Mondadori non ne parliamo. Giusto per fare qualche nome. Narrativa modernissima ne leggo pochissima, quasi nulla, per cui non vorrei sbilanciarmi, ma mi pare che neanche con quella stanno messi malissimo. I vari Landsdale, King, Wallace, Ammaniti, Murakami sono con loro... A questo punto mi sorge il dubbio di essere io a non sapere cosa non sia antiquato e ripetitivo. E può essere, ammetto di sentirmi un po’ antiquato in fatto di gusti letterari.
  4. unacasanellospazio

    Incursori o rifinitori?

    Io sono stato rifinitore finché non mi sono reso conto che senza lavorare da incursore sarei rimasto grosso modo un inconcludente scrittore di raccontini buoni giusto per i forum e per qualche concorsino in rete. A parte le questioni filosofiche, a volte è anche una questione di tempo e di consapevolezza dei propri limiti (tecnici e di resistenza). Se mi sono lasciato alle spalle cento brutte e sgangherate pagine di romanzo, anche nel momento di stanchezza estrema riuscirò a trovare le motivazioni e le forze necessarie per resistere quell’ultima mezzora prima di crollare per il sonno. Viceversa, se rimanessi a rimuginare una settimana su due sole splendide pagine, presto o tardi getterei la spugna. Pazienza, vuol dire che non squarcerò mai il velo della verità più “vera”... Va bene, va bene, va bene... Va bene così.
  5. Eh eh... Ne so qualcosa! Io amo i miei libri non letti tanto quanto quelli letti e apprezzati. Non so, averli lì a portata di mano mi da sicurezza. Anche se a volte mi sento come quei fanatici che riempiono le cantine di scorte alimentari in attesa che arrivino gli U.F.O. o le guerre nucleari... Bell’articolo, grazie!
  6. unacasanellospazio

    dubbio sul narratore

    Il problema non è quanto devi dire o non dire, né che tipo di parole devi usare. Tutto dipende dalla scelta del tipo di narratore che farai prima di cominciare a scrivere. Se il tuo narratore sarà focalizzato su uno o più personaggi, lavorerai come nel secondo esempio. Altrimenti, con un narratore a focalizzazione esterna (il classico narratore onnisciente), va bene anche come scritto nel primo. Di norma in questo genere di storie ci si focalizza sui personaggi: una terza "finta" o addirittura una prima persona. Ma comunque resta una tua scelta. Se non hai molta dimestichezza con questi termini ti consiglierei di fare qualche ricerca (in rete o sui manuale di scrittura) sul narratore e sulla focalizzazione. Sono argomenti spinosi su cui neanche io ho sempre le idee chiare.
  7. unacasanellospazio

    L'agente che ti pubblica

    Grazie @Bango Skank per la risposta esaustiva! Il tuo ragionamento in effetti mi sembra logico e coerente.
  8. unacasanellospazio

    L'agente che ti pubblica

    E in questo caso cosa succede? Vi mettete all’opera perché il romanzo diventi vendibile o lo scartate del tutto (magari avevi impiegato molto tempo a portarlo a termine) e l’agente ti chiede di scrivere qualcosa di nuovo? E se viene scartato tu sei comunque libero di proporlo a una casa editrice o devi accantonarlo e basta perché sei legato all’agente? Scusa, un bruciolo di curiosità... Magari questo evento non è ancora capitato (spero non capiti) e quindi non puoi rispondere. Ma secondo te cosa accadrebbe?
  9. unacasanellospazio

    Cosa state leggendo?

    È il secondo romanzo (che io sappia) di questa autrice. Ai tempi ricordo di non aver letto recensioni entusiastiche (magari adesso vado a leggere la tua) al riguardo e perciò non l’avevo preso in considerazione. Il primo invece, “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, l’avevo acquistato a casaccio, attirato dal titolo, e mi era piaciuto tantissimo.
  10. unacasanellospazio

    Riferimenti a fatti/cose/persone reali

    Mi riallaccio anche io. Ho inserito due personaggi influenti di fine ottocento/primi del novecento in un romanzo. Mi sono sono mantenuto abbastanza fedele alle loro biografie, però li ho fatti incontrare in un momento e in un luogo in cui (almeno secondo le fonti in mio possesso) non l'hanno fatto. Non credo di averli diffamati. C'è da dire però che erano uomo e donna, e uno dei due all'epoca era sposato, per cui forse ai tempi era un po' sconveniente che si vedessero da soli. D'altronde non hanno fatto altro che chiacchierare nella storia. Che faccio, vado a cercare gli eredi per chiedere loro il permesso di farli uscire insieme?
  11. unacasanellospazio

    Motivazione a scrivere

    quinsi darti una scadenza funziona? indipendente poi dall'esito del concorso? Devo ammettere che anche per me funziona discretamente. Anzi, ormai considero i concorsi quasi più come scadenziari che come competizioni da vincere.
  12. unacasanellospazio

    Guida alla pubblicazione di un romanzo: un passo dopo l'altro

    No, devi svelare tutto, incluso il finale. La casa editrice non è un lettore a cui rischi di spoilerare tutto, ma un soggetto che ha bisogno di capire bene e rapidamente cos’ha in mano prima ancora di leggerne il contenuto e saggiarne la qualità. Questo almeno è quello che ho capito io...
  13. unacasanellospazio

    Chi di voi scrive romanzi letterari? E come vi trovate con i lettori in generale?

    Concordo. E aggiungo che mi verrebbe pure molto difficile rispondere alla domanda di partenza... Come faccio a dire di me stesso che scrivo romanzi profondi e con uno stile complesso? Si può parlare di sé stessi in questi termini?
  14. unacasanellospazio

    Il declino degli e-reader?

    È vero, e in effetti come ho già scritto leggo ancora prevalentemente su carta. Mi resta qualche ebook che acquisto di tanto in tanto, e allora mi va benissimo il tablet. Si tratta di solito di testi difficili da trovare in cartaceo, saggistica di argomenti particolari, o libri che per qualche ragione ho fretta di leggere subito. Del resto il mio e-reader è un vecchissimo modello con poche funzioni e un metodo di acquisto degli ebook farraginoso. In ogni caso non ne acquisterei uno nuovo, il tablet mi basta. Certe volte, se sono fermo da qualche parte ad aspettare, prendo lo smartphone e leggo qualche pagina. Ho uno schermo abbastanza grande, e la vista ancora mi regge. Anche io comunque ho la sensazione che gli e-reader prima o poi scompariranno, o al massimo che diventeranno un prodotto di nicchia.
  15. unacasanellospazio

    Il declino degli e-reader?

    Sì, comunque leggo ancora prevalentemente in cartaceo. Quando leggo in digitale uso il tablet.
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