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Emy

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Tutti i contenuti di Emy

  1. Emy

    Cosa state leggendo?

    Iniziato stasera L’estate muore giovane di Mirko Sabatino: promette bene!
  2. Emy

    Compleanni nel WD

    Auguri, @wyjkz31!
  3. Emy

    Unpopular opinion

    Basta che la voce non si sparga e arrivi a @queffe (mannaggia alla mia mancanza di spirito à la Crudelia Demon )
  4. Emy

    Unpopular opinion

    Cosa? Che sacrilegio! Ti perdono per le eresie nei confronti della frutta, ma questo... questo è un orrore. Sicura di non essere una marziana? Con questo ti sei riscattata ai miei occhi! Per una frazione di secondo sono stata tentata di metterti una freccia rossa, ma in fondo sono una persona buona e ci chiudo un occhio
  5. Emy

    Unpopular opinion

    @queffe hai ragione! Mi sa che la convalescenza mi sta facendo ammorbidire troppo La prossima volta tirerò fuori le munizioni giuste!
  6. Emy

    Unpopular opinion

    @cheguevara è vero, non sono la madrelingua italiana, ma questo non l’ho mai considerato un’attenuante. Sono spesso autoironica, e ormai qui sanno tutti che mi piace prendermi in giro per i miei errori con gli articoli. Ieri avevo colto, come si suol dire, la palla al balzo. Per me la scrittura corretta è indispensabile in qualsiasi ambito e in qualsiasi lingua. Dovrebbe essere qualcosa di imprescindibile, specie per un/a madrelingua, e non come spesso succede un optional. Per il resto concordo con te.
  7. Emy

    Unpopular opinion

    Chissà perché mi sento chiamata in causa
  8. Emy

    [Sfida 28] In fuga dalle ombre

    genere: mainstream sfidante: @Marcello arbitro: @Kikki tema: fuga boa: uno dei protagonisti deve avere meno di 10 anni commento Della notte in cui tentammo di fuggire, come due ladre e senza farlo sapere a nessuno, conservo solo un pezzo di carta con un indirizzo scarabocchiato in fretta, di un posto sicuro in cui nascondermi in caso di necessità, e un peluche unto e consunto da cui non mi separavo mai. Il resto è soltanto fumo: oscura non solo i pensieri ma anche i ricordi, rendendomi vulnerabile agli occhi della gente. L'ultima immagine ripescata dalla memoria, prima di precipitare nell'oscurità, mi vede accovacciata nel corridoio, le orecchie tappate con le mani in attesa che passi la tempesta. Nonostante la pelle attutisca i suoni, sento le loro grida provenire dalla cucina e lo stridore delle sedie che graffiano il pavimento e poi cadono con un tonfo. Mi dondolo avanti e indietro, sulla bocca una preghiera confusa e muta. Avrei voglia di urlare smettetela, vi prego, e invece taccio e scappo in camera mia. Scappi ieri. Scappi oggi. Scappi domani. È la legge che governa la vita di chi si nutre del buio e respinge la luce anche quando la vede in fondo al tunnel. Le catene, però, non servono a nulla. Devi romperle se vuoi recuperare il rapporto con la parte infantile che ti tira per la manica, cercando invano di avere l'attenzione. Non l'ascolti. Per paura o per vigliaccheria, o più semplicemente per non essere capace di abbattere le sue stesse barriere, costruite per proteggervi dal male quando entrambe avevate soltanto otto anni. Della notte in cui tentammo la fuga so poco o niente — tutti i dettagli sentiti in giro e per caso —, perché in famiglia non ne hanno mai voluto parlare e dopo qualche tempo ho smesso di insistere. Qualunque trauma abbia vissuto, la piccola me non mi permette di scoprirlo e il nocciolo sta proprio lì, in quella partenza improvvisa che ci ha costato entrambe l'oblio, allontanandoci per sempre l'una dall'altra. Nina, sei tu l'artefice di quel buio e solo tu potrai illuminare il cammino. Siamo già alla terza seduta e il miracolo di cui la psicologa parla non è ancora avvenuto. Ricordo bene invece, e con un'insolita lucidità, giorni prima della tentata fuga, soprattutto quell'incessante tic-toc, tic-toc dell'orologio che mi martellava le orecchie mentre appoggiata allo stipite, con il peluche penzolante dalla mano, osservavo mia madre di nascosto. Era seduta in cucina, con lo sguardo perso chissà dove e l'ennesima sigaretta tra le dita, il volto seminascosto da nuvoloni di fumo. Non sapeva della mia abitudine di alzarmi di notte, per controllare se papà fosse rientrato da uno dei suoi giri interminabili, né di averla vista spesso piangere, rimanendo bloccata anche quando volevo correre ad abbracciarla forte e dirle, come faceva lei con me se mi svegliavo preda degli incubi, andrà tutto bene, mamma. Purtroppo le cose andavano di male in peggio. Le pareti vibravano di continuo di parole brutte che disturbavano il sonno e mi rendevano inquieta. Al mattino vedevo i lividi neri sotto i suoi occhi e le labbra sanguinanti che cercava inutilmente di mascherare con il trucco. Di sera udivo i suoi singhiozzi. Mi arrabbiavo con lei perché minimizzava sempre. Lo faceva per proteggermi, eppure sono finita lo stesso sotto tiro. Ne siamo finite entrambe, solo che io ne sono uscita viva e lei no. Sarebbe stato meglio se non fossi sopravvissuta, ma lo sono davvero? In apparenza, forse. Anche se il corpo si muove ancora e il respiro c'è, la mente non dà segni di vita, intrappolata tra due mondi: il conscio e il subconscio. Il presente e il passato. «Nina, è sicura di volerlo fare?» «Non c'è un'altra soluzione, temo.» «Potrebbe essere doloroso.» «Più doloroso di così, dottoressa? Correrò il rischio.» «Procedo allora?» «Sì.» «Bene. Chiuda gli occhi e faccia un respiro profondo. Ancora uno. Non abbia paura. È in un ambiente sicuro e protetto, dove non le accadrà nulla di male. Respiri. Un respiro profondo. Si rilassi e si lasci andare. Conterò fino a cinque — 1, 2, 3, 4, 5 —, e comincerà a sentirsi sempre più piccola. Una bambina di otto anni. Dove si trova?» «A casa.» «A casa… bene. Dove?» «Nella mia stanza.» «E cosa fa?» «Sono nel mio letto. Faccio finta di dormire e stringo forte la coperta.» «E perché lo fa?» «Ho paura del buio.» «Solo del buio?» «No. Ho paura che succede qualcosa di brutto.» «A chi?» «A mamma, e anche a papà.» «Perché dice questo?» «Stanno litigando. Non mi piacciono le urla.» «Li sente ancora?» «Non tanto come prima. Ma ho lo stesso paura.» «E adesso cosa fa?» «Conto fino a cento e prego che papà non colpisce la mamma.» La voce della psicologa diventa sempre più lontana, fino a scomparire del tutto, lasciando il posto a un silenzio assordante. La stanza è buia e fredda. La porta si spalanca ed entra la mamma ansimando. Accende la luce e io riemergo pian piano da sotto la coperta solo quando chiama il mio nome per la seconda volta. Il sangue le cola dalla tempia sinistra e l'occhio è gonfio e nero. Che cosa hai fatto?, chiedo con il filo di voce e lei fa un cenno con la mano, come per dire niente di che, per aggiungere dopo sono caduta in cucina, non ti preoccupare. La seguo sconcertata mentre apre l'armadio e comincia a tirare fuori con frenesia i miei vestiti. Nina, dove è la valigia? Si accovaccia e tocca il fondo con la mano, poi prende una grossa borsa con la cerniera. La riempie alla rinfusa e chiude in un lampo. Vestiti, mi butta addosso una tuta colorata e corre in corridoio a prendere le scarpe di tennis che getta ai miei piedi. Sbrigati!, grida all'uscio, mentre mi infilo una gamba nei pantaloni della tuta saltellando su un piede. In meno di due minuti sono pronta e vado a cercarla. Mamma, la chiamo, dove sei?, in cucina, risponde. Una volta dentro, mi fa un cenno con il dito di non parlare e mi accarezza i capelli, poi rincorre con la mano la forma del viso, per soffermarsi infine sulla guancia. Mi fa un buffetto sorridendo per la prima volta. Dalla stanza giungono dei colpi, seguiti da una voce che ripete come un disco rotto dove sei puttana, se ti trovo, ti ammazzo. La mamma mi tappa le orecchie con le mani, ma non so perché mi viene naturale di dimenarmi. Sono così arrabbiata con lui che vorrei gridargli di smettere subito con le parolacce. E invece taccio — ho sempre taciuto e rare volte l'ho persino difeso —, e lascio che le braccia della mamma si stringono intorno a me, soffocando sul nascere l'urlo. Piangi, piangi pure se vuoi, mi sussurra con l'affetto, e mi culla dolcemente. Anche se solo per un attimo, il tempo si ferma e spazza via la paura. Dobbiamo andare, dice la mamma sciogliendosi dall'abbraccio e prende le nostre valigie. Siamo al portone quando mi accorgo che manca Lilly, il mio preferito orsacchiotto di peluche. Aspettami qui, te lo porto io. Prima di mettere in moto quel catorcio di mio padre — che singhiozza a lungo minacciando di lasciarci a piedi —, apre il palmo della mia mano e vi rinchiude un foglio appallottolato. Dovesse capitarmi qualcosa, vai a quell'indirizzo e chiedi aiuto, capito, Nina? Annuisco in silenzio mentre la macchina parte e la mamma, dopo aver dato un'occhiata al retrovisore, appena usciti in strada, impreca a voce alta sbattendo sul volante, cazzo, cazzo, cazzo. Si gira verso di me e grida abbassati. Confusa, obbedisco e mi copro la testa con le mani. Spari. I vetri si infrangono. Ci sono frammenti dappertutto. Nei capelli della mamma, sulle sue spalle, sul sedili. Mamma, svegliati, mamma, grido, ma lei non risponde. Un uomo dalla maglia sporca apre la portiera e mi chiama per nome. Nina, amore, dice, esci fuori. Lo sguardo, velato di lacrime, fatica a mettere a fuoco il volto. Riconosco, però, la voce e non mi piace. Non mi piace per niente. Un'ultima lacrima scivola lungo la guancia prima che tutto diventi un'enorme distesa nera. Una voce da lontano, che conta fino a cinque, mi riporta alla realtà. Il buio c'è sempre, ma non fa più paura.
  9. Emy

    Cosa state leggendo?

    In convalescenza si legge la roba leggera, così oggi ho iniziato “Il bizzarro museo degli orrori” di Dan Rhodes. Un romanzo degno del suo titolo: bizzarro. Tra personaggi, pure essi strambi, c’è Pavarotti. Non so ancora se mi piace, ma è bello strano.
  10. Emy

    Compleanni nel WD

    @Vincenzo IennacoAuguri, Vincè!
  11. Emy

    Cartella Editoriale Tipo

    Ho ancora il file doc (anzi tutta la cartella postata all'epoca, compreso il file di istruzioni), potrei caricarlo su qualche sito di condivisione con il permesso di @Aporema Edizioni.
  12. Emy

    Taxi writer - Off topic

    Visto che l'intervento sarà a fine mese e il periodo di convalescenza che ne seguirà, mi sa che quest'anno il contest estivo, per la prima volta in 4 anni, me lo perdo. La seconda tappa inizia proprio alla vigilia del mio ricovero e non sapendo ancora i tempi di convalescenza sarà, temo, difficile impegnarmi per la tappa finale. Pazienza. Proverò a leggervi o almeno istigare Siri a farlo per me. Mi mancherete!
  13. Emy

    Compleanni nel WD

    Auguri alla più creativa di tutto l'universo! @Kuno e !
  14. Emy

    Taxi writer - Prima tappa

    @Solitèr mi aveva scritto per chiedere aiuto, ci siamo sentiti in giornata, ma io sono molto incasinata e non sono presente come prima, e lo sarò ancor meno nelle prossime settimane di preparativi per l'intervento, altrimenti avrei potuto fare di più. Mi dispiace tanto, ma i casini, per chi ancora alle prime armi con i contest, purtroppo capitano. Ci sono passata pure io all'inizio. Non star male, Soliter e non avere fretta di postare, controlla mille volte se necessario. Con i copia/incolla a volte capitano gli imprevisti.
  15. Emy

    Finale di Dark: top o flop? (spoiler)

    Appena finisco di guardare, vengo qui a dare il giudizio.
  16. Emy

    Finale di Dark: top o flop? (spoiler)

    Ho cominciato a guardare la terza stagione stamattina e ti ho pensato @mina99! Il primo episodio mi ha un po’ confuso, ma per ora non mi pronuncio (infatti non ho letto tutto il post per non incappare nello spoiler), anche se ho le aspettative (e spero non vengano disattese). Vi aggiorno quando finirò di guardare.
  17. Emy

    Diventa Sostenitore

    @Shiki Ryougi bentornata!
  18. Emy

    Guanto di Sfida

    Grazie, @Marcello! Avevo controllato il regolamento, ma ero convinta fosse un mese e non due. Chiedo scusa! Sono mortificata!
  19. Emy

    Guanto di Sfida

    @Marcello il 6 giugno avevo chiesto di essere reinserita nella lista, ma evidentemente i miei arresti domiciliari il mio periodo di pausa da ex campionessa non era ancora concluso. Visto che ho un bel record da difendere (e il poco tempo non mi permette l’assidua partecipazione ai contest di una volta), sono pronta per tornare in pista! Grazie!
  20. Emy

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Premesso che mi sono piaciuti entrambi i racconti, ma trovo quello di @queffe leggermente più equilibrato nonostante tenda a esagerare un pochino con i dialoghi (per contro il racconto di @mercy, seppur abbia un bella ambientazione, più consona a me, decolla solo verso il finale). In più mi ha fatto riflettere e non è una cosa da poco in una sfida sci-fi. Voto: 2.
  21. Emy

    [Sfida 31] Life on Mars

    Ciao, @mercy! Bentrovata! A me la fantascienza piace poco, infatti è un genere che non ho mai capito fino in fondo, se non nella sua accezione distopica. Leggendo il tuo racconto, però, mi sono completamente scordata del mio limite, lasciandomi coinvolgere dall'atmosfera dismessa e dai personaggi. Il linguaggio tecnico, seppur contribuisca a dare la maggior credibilità all'ambientazione, mi ha leggermente distratto all'inizio. Forse qualche passaggio poteva essere più semplice, ma questo non intralcia la lettura che trovo godibile nonostante qualche piccolo refuso che ti è stato già segnalato ed evito di ripetermi. Ottimi, invece, i dialoghi. Grazie per avermi fatto fare un giro su Marte!
  22. Emy

    Taxi writer - Off topic

    Uno che si chiama Jack e porta i lampi e i tuoni... rimpiangeremo il dolcissimo Stregone! Sapevo che dovevo seguire di più Ingresso, ma ho il tempo giusto per una corsa in taxi 🚖 (il prossimo anno meglio andare in giro con i mezzi pubblici
  23. Emy

    Taxi writer - Off topic

    Shh! @Anglares ci ha appena proibito di nominarlo! Stiamo buone e quiete!
  24. Emy

    Taxi writer - Off topic

    Siamo o non siamo le veterane dei contest? E poi, io e te quello lì, che ci strapazza sempre, riconosciamo a distanza
  25. Emy

    Taxi writer - Off topic

    In tal caso, come giusto che sia, faremo uno sciopero Basta che non abbia le sembianze di uno certo @Stregone
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