Vai al contenuto

Emy

Sostenitore
  • Numero contenuti

    6.994
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    4

Emy ha vinto il 11 luglio 2019

Emy ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

2.909 Più unico che raro

Su Emy

  • Rank
    Sognatrice
  • Compleanno 04/12/1979

Contatti & Social

  • Sito personale
    http://eminaristovic.weebly.com

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Trento
  • Interessi
    Lettura & scrittura

Visite recenti

25.908 visite nel profilo
  1. Emy

    [Sfida 29] Dr. Ruttamore

    Vorrei dirti che è così, ma è la solita lotta con le doppie a farmi fare scelte impopolari l'ho omesso di proposito. No, intendevo proprio uno stralcio di prove. Non so è un'espressione datata, ma l'avevo letto da più parti, tant'è che straccio mi giunge nuovo. Comunque mi hai insegnato qualcosa che non sapevo, grazie! non ci avevo pensato, credo che tu abbia ragione. questa espressione non la capisco . O volevi forse dire: come un pistillo appena sbocciato? Il pupillo nel senso di scolaro. Bocciato a scuola, insomma. Una di quelle eccezioni che non capisco. forse meglio questa, grazie! Sempre! Grazie per il tuo tempo e per il passaggio gradito. A presto, Mariangela!
  2. Emy

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Ciao, boss! (Quanto mi è mancato dirlo! ) Bacchettaci pure, non ne vedo l'ora! Mi sono mancate anche le tue critiche! A presto, @Niko! Mascalzone! Già mi hai costretto a uscire dalla mia zona confort, facendomi fare le notti insonne, osi pure a darmi colpe che non ho (e per la cronaca io al massimo rutto ), e mi imiti pure! (sono l'unica che può sdoppiare le doppie, qui! )
  3. Emy

    [Sfida 28] In fuga dalle ombre

    Ciao, @queffe! Scusami se rispondo solo ora. Avevo letto subito il commento, ma volevo dare la precedenza alla sfida con Edu. Me lo dicono spesso, però ammetto che non faccio molto caso alle rime. Se capita sono del tutto involontarie. Devo dire però che ho letto il tuo commento mentre scrivevo il comico per la sfida con Edu e mi sono censurata in più riprese proprio per le rime. Forse questa volta ho imparato la lezione. Non so. Ci devo riflettere. Il fumo l'ho scelto anche per il motivo che citi, perché lei in qualche modo ha rimosso i ricordi per una sorta di auto-protezione. La parola nebbia non mi convince molto, però potresti avere ragione. Fumoso, invece, potrebbe essere la giusta soluzione. Non devo perdonarti nulla. Scherzi! Certe abitudini muoiono difficilmente, ahimè, ma non è solo questo. Le metafore mi sono sempre piaciute. So che rischio di sembrare banale (anche se rileggendomi non ho avuto quella sensazione), e spesso non sono nemmeno in grado di rendermene conto perché certe immagini sono radicate profondamente in me. Vorrei, te l'ho detto in passato, avere un campanello d'allarme che suona ogni volta che mi vengono in mente parole "proibite", però quando scrivo l'istinto prevale sulla ragione. No so, poi, quanto, effettivamente, una bambina possa parlare per immagini, ma lì per lì mi è sembrato plausibile proprio perché c'è una distanza temporale. Sai cosa voglio dirti, vero? Mi sono fatta una tiratina di orecchie da sola, considera di avermi sgridata a dovere! (quella, forse, è una delle mie metafore preferite ) Interessante osservazione. Ti spiego il perché della scelta, forse poco felice, non so. Per come la vedevo, lei si era imposta di scordare le cose del passato, ed è come se avesse scelto di mettere le catene. Per questo ho scritto che non servono, essendo un suo pensiero e riguarda l'utilità delle catene. Francamente, non credevo fosse così confuso, ma forse pretendo troppo dai lettori, o forse mi sono espressa male anche se non mi sembrava. In ogni caso, scusami. No, non c'è nessuna gemella. Semplicemente si riferisce alla parte infantile di se stessa, per questo ho scritto quando entrambe avevate solo otto anni, e quindi sì, c'è uno sdoppiamento. Scappate in due, invece, si riferiva a Nina e alla madre. In realtà, era una frase ironica, e il miracolo non si riferiva alla guarigione quanto alla volontà che Nina doveva ritrovare in se stessa per iniziare a schiarire il buio intorno ai suoi ricordi. Accolgo l'osservazione, qualche problema con verosimiglianza c'è. Avrei dovuto riflettere di più a questo proposito. Non so, sai che non amo svelare tutto subito. Probabilmente questa costruzione disorienta, ma se si segue la storia con attenzione, i nodi alla fine vengono sempre al pettine. Avrei potuto alternare di più i ricordi del passato con le sessioni del presente, però con il limite degli 8000 forse avrei dovuto sacrificare qualcosa. Sicuramente in uno spazio più ampio sarebbe stato più chiaro. Chissà, forse più avanti potrei farne un racconto lungo. Ci penserò. A questa cosa, ti confesso, non ci avevo proprio pensato! Ottima osservazione, grazie! Grazie di cuore, Luca. E soprattutto per i rilievi che mi fanno capire a che punto sono e quanto ancora devo lavorare sulle frasi fatte che rimangono il mio nemico subconscio da estirpare assolutamente. A rileggerci!
  4. Sono nata in un paese comunista, la Jugoslavia. Entrambi i miei nonni erano membri del partito e allo stesso tempo credenti a modo loro, anche se di nascosto, e credo per di più sotto la buona influenza delle consorti. Non andavano in chiesa, tranne in occasione in cui ho iniziato a camminare a quattro anni. Le chiese, nella mia adolescenza, le ho viste solo in gita scolastica. Caduto il regime, molta gente ha iniziato a frequentarle senza nemmeno sapere come comportarsi. Qualche anno fa ho scoperto di essere battezzata, per il volere della mia bisnonna (ho però, curioso, un nome musulmano per via di un poema bosniaco), ma i miei genitori, anche se rispettavano le tradizioni (abbiamo sempre festeggiato Natale e Pasqua, sono nata il giorno legato alla Vergine Maria, e ho iniziato a camminare - in famiglia l'hanno sempre considerato un miracolo -, il giorno dell'apparizione di Gesù secondo il calendario ortodosso), non andavano in chiesa. Mia madre non è una credente, o meglio crede che ci sia qualcosa di più grande di noi, ma non è praticante. La prima preghiera me l'hanno insegnato i miei cugini, mia zia materna si è sposata in una famiglia molto religiosa, e ho preso una tale ramanzina da mia mamma, quando una sera mi ha visto dire Padre nostro prima di coricarmi, che ricordo ancora. A quarant'anni, oggi, piuttosto che religiosa, mi considero spirituale. Pratico meditazione e per certi aspetti mi ritrovo più nel buddismo che nel cristianesimo. rispetto le mie radici, la fede ortodossa seppur non frequento chiesa (i miei nonni comunisti ce l'avevano più con i preti e la chiesa che con la fede in sé), prego a modo mio (l'ho fatto persino in una moschea di Istanbul), ho amici di tutte le religioni, per un periodo di anni, da studentessa a Gorizia, ho vissuto in un convitto cattolico (le suore volevano farmi diventare cattolica, ma è un'altra storia ). Dove mi colloco? Sulla scala 70-80.
  5. Emy

    Guanto di Sfida

  6. Emy

    [Sfida 29] Dr. Ruttamore

    commento La incontri per strada un pomeriggio. Ti getta le braccia al collo e sorride con quella bocca enorme che ti ricorda una conchiglia appena raccolta sulla spiaggia, ancora sporca di sabbia e fango. «Ci conosciamo?» chiedi con una finta tranquillità, aggrottando le sopracciglia, mentre il tuo corpo manda segnali di allarme degni di un capo sioux. Lei si blocca e appoggia le mani sui fianchi in posa di sfida. Non fai in tempo di riprenderti dall'imboscata che gli occhi le si allargano in un vortice pronto a risucchiarti al primo errore. «Stai scherzando, spero!» sbotta e inizia a coprirti d'improperi in tutte le lingue del mondo. Non puoi dire se le sappia davvero parlare, ma neanche che non sia una donna colta. Una cosa, però, ti è chiara: qualunque sia la natura del vostro legame, nemmeno una carrellata di avemaria sussurrata in ginocchio potrà assolverti. Abbassi lo sguardo, le tue dita saettano dal naso ai capelli, dalla fronte alle orecchie, per scendere fino alla coscia e al didietro in una sequenza che farebbe invidiare le migliori mosse del karaté. «Caro, stai bene? — ti accarezza la sua voce preoccupata — Cosa sono questi tic improvvisi? Chiamo subito il dott. Trittacarne!» Sei sul punto di contestare la decisione, ma ha già tirato fuori il cellulare e si allontana a grandi falcate. Qualunque sia il campo dello specialista, ti basta sentire il nome per fuggire da quella pazza. A metà strada ti raggiunge l'eco delle sue ultime parole: «Maledetto il giorno in cui ti ho sposato, stronzo!» Sposato? È un aggettivo del tutto nuovo per te. Al massimo puoi considerarti fidanzato e di una bella gnocca che non strilla mai e asseconda ogni tuo desiderio. Proprio adesso ti sta aspettando a casa, con una cenetta a lume di candela e la musica che nemmeno nelle discoteche dei vips. Infatti, i vostri vicini sono talmente invidiosi che la polizia deve irrompere nell'appartamento per farli stare zitti. La gente è così noiosa, così provinciale, proprio come quella sciagurata convinta di averti portato all'altare. È un cappio che non metterai mai al collo, nemmeno per l'amore della tua fidanzata. Per sicurezza hai già messo le cose in chiaro: avere una moglie è démodé. Continui a correre, girando la testa di tanto in tanto per assicurarti di aver seminato la pazza, svoltando nelle viuzze strette e meno affollate, dove non rischi di avere altri incontri spiacevoli. Man mano che passa il tempo, il fiato ti si accorcia e le minuscole gocce di sudore si attaccano al tessuto della manica con cui ti asciughi la fronte. Quando il silenzio è tale da permetterti di fermarti, ti appoggi con la schiena al muro di un palazzo e chiudi gli occhi respirando a fondo. «Finalmente libero!» lanci un grido di gioia e ti batti con i pugni sul petto. Tarzan sarebbe così fiero di te! La pace, però, dura poco e viene spezzata in un soffio con una secchiata d'acqua gelida. Imprechi a voce alta e alzi lo sguardo tremando come un gatto scuoiato vivo. Affacciata alla finestra una vecchietta con i bigodini colorati in testa. «Mascalzone! — borbotta e ti getta il secchio vuoto addosso — Come osi farti vedere ancora?» Per fortuna hai i riflessi di un ventenne. Ti scansi appena in tempo prima di essere investito in pieno. La vecchietta inveisce e si rammarica per la mira sbagliata, poi fa spallucce. «Non può funzionare sempre! — urla puntandoti l'indice contro — Ma non credere che la farai di nuovo franca, Giuda!» Nessuno, tantomeno quella megera sconosciuta, può muoverti accuse simili senza uno stralcio di prove e sei certo che non ne abbia. Forse hai un brutto carattere, la tua fidanzata ti definisce spesso burbero, forse sei superficiale, anche se non hai ancora capito perché. Giuda no, questo non lo accetti. Se mai hai tradito qualcuno, l'hai fatto inconsciamente, senza accorgertene e senza alcuna premeditazione e ti meriti come minimo le scuse pubbliche. «Signora, non so con chi ce l'abbia, ma ha sbagliato la persona. Se avesse un po' di sale in zucca mi chiederebbe…» «Ah, sì, dici che ho sbagliato la persona? La prossima volta inventati un pretesto migliore, pagliaccio!» Apri la bocca per protestare, stufo dei continui insulti, ma il mento ti rimane nell'aria come fosse pietrificato. Nemmeno le gambe rispondono ai tuoi ordini. La vecchia strega ne sa una più del Diavolo! Accenni ad andartene, nella tua mente sei già fuori dalla fossa con un piede e ti basterebbe soltanto una spinta per darti alla fugga, quando ricomincia a blaterare. «E vergognati! Me l'hai fatta piangere di nuovo!» Le orecchie ti fischiano d'indignazione. Non hai la più pallida idea di chi parla. Alzi la mano come un pupillo appena bocciato, con la speranza che ti conceda almeno il diritto alla replica, ma la vecchia befana fa finta di nulla e come un giudice inclemente ti mette subito alla gogna dinanzi agli sguardi indiscreti dei vicini che, attirati dagli schiamazzi, stanno aprendo le finestre uno a uno. «Le ho detto che era uno sbaglio, però ha voluto farlo a tutti i costi, andando persino contro il padre! E tu come ripaghi il suo amore? Trattandola come fosse un'estranea! Non sei un uomo, sei un verme!» Un applauso scrosciante, che accompagna le grida di giubilo, ti invade mentre scuoti la testa incredulo. Prima la figlia, poi la madre: dev'essere la tua giornata fortunata. Se non fossi certo di vivere una situazione reale seppur grottesca, penseresti di essere finito in un sogno, o nella peggiore ipotesi in un incubo. L'incantesimo di cui credevi di essere una vittima sembra svanito e ti congedi con un inchino da quella che — se fossi veramente sposato — dovrebbe essere la tua suocera, ridendo sotto baffi per il pericolo scampato. Sulla strada di casa, passi dal fioraio di fiducia e acquisti un bel mazzo di rose rosse. Fischietti mentre sali le scale pensando già al bacio passionale che scambierai con la tua fidanzata. Davanti alla porta esiti: forse è occupata ai fornelli e il campanello potrebbe distrarla. Metti la mano in tasca e tiri fuori le chiavi. Non le ricordavi così pesanti e c'è anche un altro dettaglio curioso: l'orsacchiotto di peluche, che vi era agganciato, è stato sostituito con un delfino di plastica. Lo smarrimento dura poco, tempo di un mancamento che ti costringe ad afferrarti alla ringhiera per rimanere in equilibrio. Riacquistata la calma, ti guardi intorno con circospezione. Il corridoio è tuo, non hai dubbi. Anche se un po' sbiadita, l'incisione dei vostri nomi al centro di un cuore con le ali adorna ancora il muro. Sorridi con sollievo e infili la chiave nella serratura. Non combaciano. Rifai la procedura più volte, invano. Allunghi la mano sul campanello. «Amo…» Al posto della tua fidanzata ti attende un omone pelato, con le braccia tatuate, e lo sguardo assassino. «Chi cazzo sei e cosa vuoi dalla mia donna?» Deglutisci e incassi la delusione. «Scusi. Ho sbagliato la porta.» Stai per andartene come un cane bastonato, quando la tua dolce metà si affaccia sulla soglia. La riconosci solo dagli occhi. La bocca è tutta rifatta e ha un piercing sulle narici che nemmeno il più feroce dei tori di Pamplona. Appena ti vede muggisce. «Tu che ci fai qua? Bastardo!» «Come che ci faccio qua? È casa mia! Casa nostra!» «Non è casa tua da quando ti sei accasato con la maestrina!» «Quale maestrina? Amo solo te!» «E io no!» «So che sono in ritardo per la cena, ma ti ho portato i fiori!» Le passi il mazzo, ma lei lo butta per terra e lo calpesta. «Sono allergica alle rose, coglione!» «Non lo sapevo!» «Fuori di qui o chiamo gli sbirri!» La vista ti si annebbia e annaspi come un pesciolino in gita sulla terra ferma. Allenti la cravatta e scivoli lungo il muro, le gambe divaricate. L'ultima cosa che vedi, prima che un rutto potente con odore di aglio spazzi via ogni ricordo, è il volto di tua moglie accanto a un uomo barbuto che chiama dott. Trittacarne.
  7. Emy

    L'incubo (revisionato)

    Ciao @queffe! Bentrovato. Quale migliore occasione di restituirti la visita di quella per postare proprio in Penna e spada? C'ero anch'io a quell'edizione di Notte nero, ma stranamente non ricordavo il racconto originale. Sono passati quasi quattro anni! Sono andata però a ripescarlo, giusto per rinfrescarmi la memoria. Bell'incipit! È sicuramente una questione dei gusti, però secondo me i pronomi, quando non sono proprio necessari, vadano usati con il contagocce. Eliminerei perciò il primo mi. Sono nascosto regge benissimo lo stesso. Poi un'osservazione, che all'epoca non ti ho fatto per le tempistiche del contest, ma ora mi viene spontanea. Nella frase in apertura dici che apri gli occhi nel buio. Per me, quando uno dice buio, vuol dire che ha la vista abbastanza limitata, eppure sembra che lui veda cosa c'è intorno a lui. Subito dopo, infatti, dici che sta nella penombra, ma allora non è proprio nel buio. Non si muove, per capirci, da una zona buia a una zona dove filtra un po' di luce, quindi mi sembra contraddittorio. Secondo me potresti iniziare con un semplice: Apro gli occhi. Così eviti anche la ripetizione della parola buio (lo so, sono fissata ). Così, nella forma di inciso, mi suona maluccio. Ti proporrei una leggera modifica, poi vedi tu: Un gemito mi sfugge. No!, penso. Scusa se ritorno all'intero passaggio. Non discuto l'esigenza di andare a capo, anche se per me le immagini creano delle scene e spesso non averto la stessa necessità dell'autore. Qui quello che mi disturba è il ritmo sincopato: ta-ta-ta. Per farti capire, mi sembra di leggere un haiku. Certo, si tratta sicuramente di gusti, però vedrei meglio una diversa distribuzione delle parole. Se fosse un testo mio, scriverei per esempio: Richiudo gli occhi, scosso da un tremito che non so controllare; un gemito mi sfugge. Non ora, penso. Prima cosa, non abuserei, se non tanto necessari, dei punti di sospensione. Seconda, il passaggio sottolineato non mi è del tutto chiaro. All'inizio dice che lui urla, per me è il momento è quello lì, qualcosa che non è pronto ad ascoltare. Ma poi dice che non ha capito. Perché usa il passato semplice? Ho immaginato che l'azione del parlare è ancora in corso, quindi mi suona meglio non capisco, però da quel sarebbe stato si presuppone che è accaduto tempo prima. Non trovo coerente il passaggio dal presente al passato, ecco. Mi suona meglio al presente: e se io non vedo lui, lui non può vedere me. Questo passaggio mi ha incuriosito. Tutto il racconto è impostato sulle sensazioni, che passano attraverso l'udito. Lui è più una presenza sensoriale che visiva, eppure non vuole vederlo. Per un attimo ho pensato persino che questa presenza non al meglio definita si possa insinuare nella sua mente. Questa parte per me si potrebbe eliminare, nel senso che è una spiegazione più per il lettore. Il loop che la voce narrante rivive con l'incubo che si ripete basta per incuriosire, e lascia a chi legge la possibilità di farsi un'idea. Non me ne volere, Luca, ma eliminerei anche gli asterischi (so che alla gente piace, però mi irritano ). Lo spazio vuoto è sufficiente. Non so, potrei sbagliarmi, però seconde me qui la virgola non ci va. Prima dici raggiungono, ma non per questo, rendo lo stesso, ed è anche più incisivo, è il momento di affrontarci. Potresti mettere: non ce n'è più. ma so che nemmeno l'oscurità può più accogliermi, mi suona meglio così. giusto per evitare lo scontro delle ci, proporrei di invertire: ci alziamo di scatto e ci afferriamo Finite le pulci, molte delle quali fanno parte di un gusto personale, devo dire che il racconto mi ha suscitato le stesse impressioni positive dell'altra volta. Il senso d'inquietudine si avverte sin dal paragrafo iniziale e la tensione, che tiene incollato il lettore alla storia, è alta fino alla fine. Non solo le immagini, e neanche la ripetitività dell'incubo, ma anche le domande che si fa, contribuiscono ad accrescere la curiosità e nemmeno arrivati al finale si ha la certezza chi sia lui. Ti dico quello che penso. Se alla prima lettura avevo l'impressione che l'uomo stesse affrontando se stesso e le proprie paure nell'incubo, a un certo punto mi sono convinta che lui fosse il Diavolo, forse per la frase in chiusura. Ricordo che avevo anche all'epoca una sensazione simile. Ottimo stile come sempre, e il ritmo tipico del genere. Fa paura, ma anche riflettere sulla condizione umana. Un bel pezzo. Piaciuto anche nelle vesti rinnovate! A rileggerci.
  8. Da me da domani c'è l'obbligo di indossare la mascherina per fare la spesa. Hanno bandito la sciarpa. L'uomo nero con cui spaventare i bambini gli si addice meglio come ruolo. Al di là della situazione attuale, quello lì e i suoi simili sono perennemente in campagna elettorale. Solo che la gente ha prosciutto sugli occhi e non se ne rende conto. È così da sempre eppure c'è sempre qualcuno che abbocca.
  9. Emy

    Compleanni nel WD

    @Ospite Rica tantissimi auguri, cara Fede!
  10. Emy

    Mezzogiorno d'inchiostro 135 - Topic ufficiale

    Complimenti ancora ai prossimi giudici @Lo scrittore incolore e @Macleo! Spero che mi pensi con affetto (anch'io ogni tanto ti maledico ) p.s. Se ti consola, sono ferma all'incipit (circa 520 caratteri) da due giorni.
  11. Emy

    L'editoria ai tempi del Coronavirus

    Tipo quelle tramite Change.org? Non è male come idea. La domanda è: basterà? Non so quanto possa funzionare, o meglio quanta reale influenza possa avere sul governo. Per il resto il mio appoggio, e anche la firma, ce l'hai.
  12. Emy

    Mezzogiorno d'inchiostro 135 - Topic ufficiale

    Mi sono immedesimata nei tuoi scritti. Serve a qualcosa spiare e analizzare il nemico.
  13. Emy

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Anche se sono solo due, devi mettere link dei racconti. È la procedura (e così risparmi il tempo allo staff che altrimenti deve andare a ripescarli).
  14. Emy

    Mezzogiorno d'inchiostro 135 - Topic ufficiale

    Quando mai mi sono persa un CP? @Anglares, dovresti conoscermi! Mi sono congedata dai MIisti, non dai contest. E prima ho una sfida da disputare con il conte @Edu e non ho ancora iniziato a scrivere, quindi i versi per il momento possono attendere.
  15. Emy

    Mezzogiorno d'inchiostro 135 - Topic ufficiale

    Complimenti a @Lo scrittore incolore (strameritato) e a tutto il resto del podio. Grazie per chi ci a votato, ai giudici per le bellissime tracce , ai compagni d'avventura per le piacevoli letture , a @Ton che mi ha seguito in questa follia , ad @Anglares per aver condotto le danze a meraviglia. Ci si rivede fra qualche settimana quando riprenderà il MI.
×