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Emy

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    Vampira scrittevole
  • Compleanno 04/12/1979

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    Donna
  • Provenienza
    Trento
  • Interessi
    Lettura & scrittura

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  1. La risposta è nel mare (revisionato)

    Ciao carissima Flo! Il titolo non ti richiama nessun ricordo? Avevi letto e commentato la prima versione, però ne è passato del tempo, più di un anno! Cioè che è rimasta caotica anche da adulta. Sì, è meglio, ma avevo pensato (erroneamente) di evitare l'articolo per lasciare l'incertezza nel lettore, come se parlasse di un funerale qualsiasi e non di quello del padre. Perché? L'ho sempre chiamata "sala da pranzo". Accenno però che cerca qualcosa. Le chiavi, diciamo, sono sottintese. Perché è venuta lì per un motivo, ossia sperando di incontrare Pietro. E come se sentisse nell'aria qualcosa. Non so se mi sono spiegata bene. Perché volevo rendere la tensione, e poi anche per separare i pensieri. Perché non mi piace ripetere i nomi, e ogni tanto rincorro ad altro. Il modo di narrare, non so spiegare. Mi è venuto così. Grazie Per lo sfinimento a causa dello scontro con l'uomo. Sì, è un po' lento. In una seconda revisione vedrò come risolvere questo aspetto. Grazie, @Floriana! Per essere passata e per il commento gradito. Buon fine settimana!
  2. Ok! 9 aprile va bene!
  3. La risposta è nel mare (revisionato)

    Ciao @Rica Sì, rispetto alla versione iniziale è molto migliorato. Con gli articoli, sì, ci litigo ancora. Ma sono sicuramente meno insicura. Ho voluto mantenere la struttura del racconto originale: Alcune frasi complicate della prima versione potevo snellire, ma mi piacevano così com'erano e le ho lasciate. Ci lavorerò più avanti. La prima lettera, che lei crede sia stata scritta dal padre, è in realtà un falso. È una lettera che ha scritto Pietro perché confondesse le acque a Franca e alla polizia. Doveva sembrare che il padre di Franca avesse fatto qualcosa di brutto di cui dover chiedere perdono alla figlia. La seconda, quella vera, aveva scritto alla figlia temendo per la propria vita e in essa (ma ho lasciato deliberatamente al lettore la possibilità di fare ipotesi) esprimeva i suoi dubbi riguardo all'amico. Lo mando in mare, sì. Anche se sembra un uomo calcolato, e forse nel momento in cui le consegna la lettera si prepara alla fuga, quando lei lo accusa e lo picchia, è la coscienza di Pietro a farsi sentire e a spingerlo a quello che sembra un gesto estremo. Forse mi sono espressa male. Lei cade, e grida dal dolore. È sfinita, diciamo. Le sembra di vedere l'uomo e crede di sentire quelle parole. C'è anche la ciclicità, della frase, che appare all'inizio e alla chiusura per un motivo. Sì, con calma revisionerò tutto È in corsivo, forse quotando non si vede. Ho evitato di usare gli articoli di proposito. Cioè volevo dare il senso di qualcosa di indefinito, frammentato, come pezzi di un passato che riaffiora nel sogno. Per il motivo di cui sopra, cioè volevo frammentare le immagini del sogno, renderle separate come fossero i pezzi di un puzzle. Sì. Credevo si capisse. Quella frase si riferisce alla distanza che c'è tra loro, già da prima. Infatti poi dice nel testo che dopo il funerale il loro rapporto cambia. Lo so, lo so. Ma faceva parte del primo racconto, e anche se è un po' cliché mi piaceva Mi piace, sì. Su affloscia, beh ero indecisa. Non era uno svenimento, ho visto in testa lei che si accascia e pensando a quale verbo scegliere, alla fine ho optato per affloscia. Grazie di cuore @Rica, per i suggerimenti e l'editing. È sempre bello confrontarsi con te! A rileggerci!
  4. Devo ancora iniziare, ahimè. Volenterosa ancora, comunque. Una proroga, forse?
  5. Danza con la luna

    Di nulla. È stato davvero piacere! Ad essere sincera, io avevo pensato a un'altra ipotesi (leggermente strana): che lui sognava una donna che stava sognando (lei, se non si è capito). Per questo motivo ti avevo domandato sul significato di parola "sognata". A questo non avevo pensato. Interessante. Questo mi era sfuggito, cioè mi è venuto in mente solo dopo aver pubblicato il commento. L'augurio ricambiato! A rileggerci!
  6. L’Associazione culturale Scrivi la tua storia vuole ricordare Bruno Fiorini, un Italiano radicato nel Casentino, nell’alta valle dell’Arno. La sua figura è raccontata nel libro Betty, sono Bruno, dalla figlia Lorena, che testimonia la sua memoria e i suoi ricordi di prigioniero, in Scozia, durante la Seconda guerra mondiale. Il Premio Letterario Donne tra ricordi e futuro, destinato a opere inedite in lingua italiana, è rivolto a donne e uomini che vogliano ripercorrere e raccontare storie di donne sul filo della memoria, legate ai valori, alle tradizioni, alle emozioni passate e ancora presenti. L’iniziativa si propone di rendere omaggio, attraverso la scrittura e nell’ambito dello sviluppo e diffusione della cultura, anche in campo internazionale, a tutte quelle donne che hanno rincorso un futuro migliore, cercato una propria identità, che ritroviamo ancora viva nel ricordo e nei cuori. Inoltre, è indirizzato a chi desidera conoscere una valle incontaminata, il Casentino: le sue pievi, i castelli, eremi e monasteri, le sue foreste, la cucina, e altri luoghi di questa nostra Italia di pari fascino. 1) Tipologia delle opere concorrenti: Il premio si articola nelle seguenti Sezioni: a) Narrativa (romanzo, romanzo breve) b) Poesia dedicata al Poeta Veniero Scarselli c) Cucina in famiglia (è prevista la partecipazione anche delle scuole) d) Ambiente 2) Partecipanti L’autore può partecipare con opere inedite che non siano rifacimenti, né riedizioni di precedenti lavori editi. L’autore deve essere in possesso dei diritti sull’opera presentata. Ogni concorrente è libero di partecipare a una o più sezioni. Qualora intervengano pubblicazioni o premiazioni dopo l’invio del manoscritto, è necessario darne tempestiva comunicazione. L’accettazione di un testo è in ogni caso prerogativa insindacabile del Premio. 3) Stesura delle opere Per la Narrativa (Sezione a) dovrà essere presentato un romanzo inedito, composto da un minimo di 80 a un massimo di 160 cartelle dattiloscritte oppure un romanzo breve inedito composto da un minimo di 5 a un massimo di 10 cartelle dattiloscritte. Ogni cartella dovrà essere di 2000 battute spazi compresi. Vanno considerate le battute complessivamente (esempio: numero cartelle x 2.000 battute cad.). Per la Poesia (Sezione b) dovranno essere presentate singole liriche in numero massimo di tre la cui lunghezza non dovrà superare i 30 versi ciascuna. Per la Cucina in famiglia (Sezione c) dovrà essere presentata una raccolta di ricette inedite tramandate in famiglia. Il numero di ricette inserite non dovrà essere inferiore a 30 e superiore a 80 e dovrà prevedere antipasti, primi, secondi, dolci. Ogni ricetta non potrà superare le 30 righe e potrà essere corredata da eventuali disegni di piatti realizzati. Per l’Ambiente (Sezione d) dovrà essere presentato un racconto inedito. Il racconto dovrà essere composto da un minimo di 5 a un massimo di 20 cartelle dattiloscritte. Ogni cartella dovrà essere di 2000 battute spazi compresi. Vanno considerate le battute complessivamente (es. numero cartelle x 2.000 battute cad.). 4) Modalità di spedizione Le opere dovranno essere inviate alla segreteria del Premio entro e non oltre la data del 15 novembre 2018 esclusivamente a mezzo mail (in formato word e in formato PDF) all’indirizzo di posta elettronica: segreteria@scrivilatuastoria.com – il documento in formato word dovrà recare il nome e cognome dell’autore – il documento in formato pdf non dovrà indicare il nome dell’autore I manoscritti non verranno restituiti. –nell’oggetto della mail si dovrà indicare la Sezione a cui si intende partecipare, il nome e cognome dell’autore e il titolo dell’opera Dovranno essere allegati i seguenti documenti: 1) scheda di partecipazione al Premio debitamente compilata, leggibile e sottoscritta (in pdf) 2) breve presentazione dell’opera (in pdf) 3) breve curriculum dell’autore (in pdf). ATTENZIONE: IL MANCATO INVIO DELLA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE DEBITAMENTE FIRMATA IMPLICA L’ESCLUSIONE DAL PREMIO L’accettazione di un testo è in ogni caso prerogativa insindacabile del Premio. 5) Spese di ammissione al Premio, pubblicazione, privacy La partecipazione al Premio è gratuita e costituisce autorizzazione alla pubblicazione e all’utilizzo e trattamento dei dati sensibili dell’autore ai fini di comunicazioni relative al Premio nel rispetto della vigente normativa a tutela della privacy. 6) Diritti Attribuiti all’Associazione Culturale “Scrivi la tua storia“ L’Autore Cede all’Associazione Culturale Scrivi la tua storia: a) il complesso dei diritti esclusivi occorrenti per poter procedere alla pubblicazione per le stampe, comprensivi tra l’altro di qualsiasi atto di moltiplicazione dell’opera in copia con qualunque mezzo o procedimento attuale o futuro, su qualsiasi genere di supporto a stampa, quali ad esempio ogni tipo di carta, plastica, tessuto o altri materiali analoghi; b) tutti i diritti di distribuzione dell’opera realizzata, comprensivi tra l’altro di qualsiasi atto di immissione in commercio, di messa in circolazione o comunque di messa a disposizione del pubblico a titolo gratuito o oneroso, a beneficio di chiunque, attraverso qualsiasi canale di distribuzione, per un periodo di due anni a far data dalla cerimonia di premiazione. 7) Obblighi dell’Autore L’autore garantisce di essere titolare di ogni e qualsiasi diritto esclusivo di sfruttamento economico dell’opera realizzata, di averne la libera disponibilità e di avere inoltre la facoltà e le capacità necessarie per partecipare al presente Bando della IV edizione Premio Letterario. L’autore si impegna con l’Associazione Culturale Scrivi la tua storia a non turbare in alcun modo il pieno e pacifico godimento dei diritti ceduti per tutta la durata ivi convenuta. L’autore si impegna, altresì, a prestare la propria assistenza qualora i diritti medesimi venissero violati o contestati da terzi e a manlevare l’Associazione Culturale Scrivi la tua storia da eventuali pretese o azioni di tali terzi, tenendola inoltre indenne da tutti i danni e le spese direttamente od indirettamente connessi con la pubblicazione dell’opera. 8) Giuria La Giuria, il cui giudizio è preso a maggioranza ed è insindacabile, sarà composta da 5 membri per Sezione, scelti tra critici ed esponenti della cultura. La Giuria designerà le opere vincitrici per ogni Sezione. I finalisti verranno avvisati a conclusione dei lavori di selezione. La giuria si riserva il diritto di istituire menzioni speciali. Un premio verrà assegnato alla FIDAPA BPW Italy. 9) Pubblicazione testi Il Premio si riserva la facoltà di pubblicare le opere meritevoli. La pubblicazione dei testi dovrà essere concordata tra l’autore e l’Associazione culturale Scrivi la tua storia. L’Associazione si riserva di definire le forme editoriali più idonee tra cui eventuali interventi di editing, consueti in ogni operazione editoriale, in cui Scrivi la tua storia si impegna a fare da garante delle esigenze dell’autore e dello spirito del Premio Donne tra ricordi e futuro. Gli autori di tali opere si dovranno comunque impegnare con gli editori a far comparire sulla quarta di copertina e su un’apposita fascetta la loro provenienza dal Premio Donne tra ricordi e futuro. I diritti delle opere restano di proprietà dei rispettivi autori. Il Premio potrà prevedere la pubblicazione di un’Antologia con inseriti i testi meritevoli. 10) Luoghi e date di presentazione e premiazione del Premio Sono previste più manifestazioni per la presentazione del Premio le cui date e luoghi verranno successivamente comunicati. A titolo indicativo: Montefiascone (VT), Perugia, Pratovecchio Stia (AR), Battipaglia, Firenze, Poppi, Roma. La cerimonia finale di premiazione si terrà a Pratovecchio Stia (AR). 11) Premi Sono previsti riconoscimenti per i primi classificati in ciascuna sezione, consistenti nei testi pubblicati e in opere artistiche appositamente predisposte. Eventuali ulteriori premi saranno comunicati in seguito. Ai concorrenti non presenti personalmente o per delega alla cerimonia, i premi potranno essere spediti, con spese a loro carico, solo se ne faranno espressa richiesta alla Segreteria. Tutti gli autori, nel corso della Cerimonia di premiazione, riceveranno un attestato di partecipazione. N.B. La partecipazione al Premio comporta l’accettazione integrale di tutti i punti di cui al presente Bando. Non sono ammesse condizioni o riserve a pena l’esclusione dal Premio. Associazione Culturale Scrivi la tua storia Sede operativa: Via Domenico Berti,8 – 00135 Roma info@scrivilatuastoria.com – www.scrivilatuastoria.com – www.donnetraricordiefuturo.org Il link al bando: http://www.donnetraricordiefuturo.org/il-bando/
  7. Mi è mancato tanto pubblicare in Officina al mio solito orario delle streghe! Bella sensazione! :super:

  8. La risposta è nel mare (revisionato)

    commento Franca, amore mio, ci sono tante cose che avrei voluto dirti, se solo avessi avuto coraggio. Sono stato un vigliacco, lo ammetto. È tardi per pentirmi, la verità è già stata sepolta nei fondali del nostro mare. Il tuo mare. Perdonami, se puoi. G. La lettera, leggermente sbiadita, giace sul tavolo della cucina, esattamente dove l’aveva lasciata la notte in cui era cominciato tutto: l’incubo più grande della sua vita che ancora oggi s’intrufola nei suoi pensieri nonostante abbia fatto il possibile per dimenticare. Franca appoggia la tazza con il fumante caffè e si siede sull’unica sedia libera dai libri consumati. Si guarda intorno come se vedesse le mura per la prima volta, eppure la casa è uguale a com’era prima della sua partenza: lo stesso identico caos che la contraddistingueva da ragazza e che era la parte migliore anche della sua vita da adulta. La lettera è sempre lì, si osservano a vicenda. Franca conosce il suo contenuto a memoria, ma non ha coraggio di prenderla in mano. Sono passati tanti anni, però ancora scotta. Prima o poi dovrà affrontarla. «Oggi no. Domani, forse.» sussurra e raccoglie il foulard da terra, dove era scivolato la notte prima, e lo avvolge sulle spalle tremanti. Ha bisogno di cambiare aria per scrollarsi di dosso l’inquietudine che non la abbandona dal suo ritorno al paese natio. A Melpignano la notizia corre. «È tornata la figlia di Giuseppe dall'America!» «Com'è sciupata, poverina!» «Per forza!» «Dev'essere stato un grosso colpo per lei!» «Scoprire così, da un giorno all'altro...» A ogni passo della donna la gente mormora. Lei, incurante, cammina adagio guardandosi intorno. Arrivata in piazza San Giorgio, ammira il portale in pietra leccese dell'omonima chiesa. La figura del santo con il drago luccica, accarezzata dai raggi del sole mattutino. È dal giorno di funerale che non frequenta luoghi sacri, ma ora sente un bisogno sfrenato di pregare. Affretta il passo e spinge il portone facendosi il segno della croce. Il tempo non lenisce le ferite. Se chiude gli occhi, vede ancora il mare in tempesta, gente intorno al corpo esanime di suo padre, il medico stimato del paese; abbracci, lacrime: tanti frammenti di una vita che cambia all'improvviso lasciando in bocca un sapore amaro. Un incidente, dissero, che poteva capitare a chiunque in quelle condizioni meteorologiche. C'era però qualcosa sotto. Una sensazione soltanto, ma piuttosto insistente, che avrebbe potuto approfondire se non fosse stata accecata dal dolore, dalla rabbia. Sono quindici anni che aspetta di scoprire la verità. Le giornate volano tra passeggiate per le vie del paese e voglia di mettere in ordine la casa di famiglia. Ha atteso a lungo il momento giusto. Ora è pronta ad affrontare i suoi demoni. Sulla tavola in sala da pranzo c'è uno scatolone aperto. Franca sospira e si arrotola le maniche. Passa in rassegna gli oggetti: album, quaderni, lettere. Fogli ingialliti volano alle sue spalle, mentre scava tra i resti del passato. Ricordi. Dolore. Lacrime. Desiderio di correre, correre, senza fermarsi mai. Va in soggiorno e trafuga nei cassetti dell'armadio. Un ampio sorriso illumina il volto stanco. Raggiunge il garage saltando gradini. Gli occhi brillano d'eccitazione: la sua maggiolino decappottabile è sempre lì, al solito posto. «Vecchia mia, andiamo a fare un giro. Non mi deludere, eh!» In un attimo è sulla statale, le mani avvinghiate al volante. Il vento soffia leggermente e scompiglia i lunghi capelli prugna, ribelli e mossi. Il piede sull'acceleratore, i pensieri ingarbugliati come un gomitolo di lana. Aveva percorso quella strada tante volte, da sola e in compagnia del padre. Anche la mattina dell'incidente. Peccato che l'abbia cancellata dalla memoria. Le immagini sono sempre sfocate, l'audio muto. Corre, Franca. È una bella giornata estiva, uguale a tante altre eppure diversa. Speciale. L'odore di salsedine pizzica le narici. Ha voglia di tuffarsi tra le onde. Di capire. Di ricordare. Parcheggia la macchina e s'incammina verso il porto. Sopra di lei il cielo turchese punteggiato d'oro, davanti il mare calmo. Lo preferirebbe in tumulto, tormentato come la sua anima. Il sole picchia forte, offuscando la visione, ma a Franca sembra di vedere in lontananza un peschereccio. Non riesce a distinguere la sagoma al timone, però sente dentro di sé una certa familiarità con l’uomo. Il cuore batte nel petto come un cavallo impazzito in corsa. La barca è sempre più vicina. «È lui, Pietro! Ehi, Pietro!» grida più volte agitando la mano. Finalmente. Sperava di incontrarlo dal giorno in cui l'avvocato di famiglia l'aveva convocata d'urgenza a Lecce. È stata trovata una cassa sulla spiaggia. Piena di carte di tuo padre. Riapriranno il caso. Un messaggio breve. Allarmante. Che è bastato a farla volare subito a casa. L'uomo al timone si desta e la squadra prima di rispondere al saluto. Franca morde un labbro. Sono così vicini e al contempo lontani anni luce, separati da una fitta coltre di parole non dette. Pietro è di fronte a lei. Si osservano, immobili. «Piccola... sei davvero tu? Mi avevano detto, però... Bentornata.» «Grazie. Mi fa uno strano effetto, sai... essere qui, dopo...» La voce trema, gli occhi luccicano. Si sente persa, vulnerabile. «Shh... Non dire altro, bambina. Capisco tutto. Tutto.» L'uomo abbozza un sorriso e la stringe a sé. Franca appoggia la testa sulla sua spalla. Singhiozza. Rimangono così, appiccicati, per un tempo indefinito. «Ti andrebbe un caffè? Così parliamo un po'» esordisce Pietro, le dita callose tracciano dei cerchi sulle guance incipriate. Franca annuisce, rassicurata. S'incamminano in silenzio, ognuno con i propri pensieri. La donna è scossa. Non ricorda l'ultima volta che si era lasciata andare alle emozioni. Ha un grosso difetto, tiene sempre tutto per sé. Guai se il mondo si accorgesse della sua fragilità! Pietro però non è un estraneo. Lui e suo padre erano grandi amici. Andava spesso a fargli visita al porto, anche per il semplice gusto di fare due chiacchiere con lui. La conosce da quando era in fasce. Gli deve tutto: la passione per la navigazione, il sogno di diventare una biologa marina. Arrivano al bar. Si siedono l'uno di fronte all'altra. Pietro chiama la cameriera. Ordina. Senza mai degnarla di uno sguardo. Franca è confusa. Sono troppe le domande che nasconde il suo cuore, domande che non osa a fare nemmeno a se stessa. Dopo il funerale, qualcosa si era spezzato tra loro. Non riuscivano più a guardarsi in faccia. Lui la evitava, anche se diceva di no, tirando fuori mille scuse. Il mare. La pesca. Poco tempo libero. Cazzate. Lo sapevano entrambi. Eppure tacevano. Niente più chiacchiere al porto. Nessuna confidenza. Solo silenzio e tanto dolore che non si era affievolito ancora nonostante la distanza. Il vecchio tace. Deglutisce. È a disagio anche lui. Dice la prima cosa che gli passa per la testa. La donna scrolla le spalle. Sorride. Cerca di rilassarsi. Di instaurare una connessione. Che manca. Se ne sono resi conto entrambi. Parlano di tutto e di niente. Il passato è un terreno minato. Il futuro un'incognita. Il presente il mare in burrasca. Nessun accenno alla riapertura del caso. Evitano l'argomento scottante come fosse una peste. Tornata a casa, Franca sente un'inquietudine opprimerle il petto. Prima di coricarsi, si prepara una camomilla, che beve a piccoli sorsi. S'addormenta a fatica, girandosi di continuo preda agli incubi. I fotogrammi si susseguono vorticosamente davanti ai suoi occhi: il volto sconvolto del padre, il suo mutismo, l'ultimo abbraccio, seguito da un debole ti voglio bene, tesoro. La donna si risveglia tremante, la fronte imperlata di sudore. Accende l'abat-jour, scivola fuori dal letto. Il respiro ora è calmo, in confronto alla mente che sembra un vulcano in piena eruzione. «Non può essere. No, non ci credo.» Si veste in fretta e raccoglie i capelli con una pinza. Mentre riempie la moca, lo sguardo scivola sul ripiano della credenza con una cornice in legno: la foto ingiallita ritrae suo padre e Pietro a bordo della "Maddy", la barca di famiglia. Franca sussulta. Li aveva fotografati durante la gita di Pasquetta, quando il cielo era ancora sereno e nulla presagiva la tragedia che si sarebbe abbattuta su di loro nel giro di poche settimane. La mattina dell'incidente il porto di Frigole pullulava di voci di pescatori, tra loro anche Pietro. Agli inquirenti disse che era rimasto a casa perché non si sentiva bene; che era venuto solo la sera, per prendere parte alla squadra di ricerca. Mentiva. Li aveva visti parlottare, lui e suo padre, mentre si allontanavano in direzione della "Maddy". Prima non ricordava. Ora sì. «Pietro, come hai potuto farmi una cosa del genere? Mi fidavo di te!» Franca prende la borsa, afferra le chiavi, e corre al garage. Ha atteso a lungo. Troppo a lungo. Gliela deve, Pietro. La verità, per quanto dolorosa sia, è sempre meglio di una bugia. Durante il tragitto pensa al modo migliore di affrontare l'argomento. È consapevole di non essere pronta di aprire il vaso di Pandora, ma sa che è giusto farlo: succeda quel che succeda. All'alba il mare è quieto, la spiaggia deserta. Pietro sta per salpare. Franca sospira. Ora o mai più. «Pietro...» sussurra poi tossisce. Ancora, e ancora. L'uomo si volta. Non sembra affatto sorpreso di vederla. Le viene incontro con un lento incedere. Sono l'uno di fronte all'altra, occhi negli occhi. Pietro fruga nella tasca sinistra dei pantaloni ed estrae una busta che porge a Franca. Il volto scavato da rughe non tradisce alcuna emozione. «Cos'è?» «La lettera che tuo padre ha scritto poco prima che morisse. Quella vera.» «Non capisco. Che vuol dire?» «Quello che ho appena detto. L'altra lettera, che tu hai conservato come una reliquia, non è autentica.» Franca cammina avanti indietro, a braccia conserte. «Pietro, basta! Basta con le bugie! Vi avevo visti, quella mattina. Ricordo tutto, Pietro! Tutto!» L'uomo sbuffa. «Non sai niente. Niente!» «Voglio la verità, Pietro!» «Tuo padre era un brav'uomo, ma si era immischiato in affari che non lo riguardavano.» La voce del pescatore è gelida, tagliente come una lama. «Mi aveva scoperto, sai? Minacciava di denunciarmi. Avrebbe mandato tutto a monte, capisci?» Franca è pietrificata. «Sei stato tu? L'hai ucciso?» I pugni colpiscono Pietro al petto. Al viso. Sulla testa. «Rispondi, maledetto! Hai ucciso mio padre?» L'uomo non si difende. Tace. Le copiose lacrime scavano le guance di Franca che si affloscia a terra cacciando un urlo di dolore. Prima di perdere i sensi, la donna scorge in lontananza la sagoma di Pietro sparire tra le onde. L'eco del dolce sciabordio trasmette le sue ultime parole. Perdonami, se puoi.
  9. Auguri Federico72

    Oggi la mia pasticcera di fiducia mi ha dato forfait, per fortuna che ci ha pensato Ellery!
  10. Auguri Federico72

    Tanti auguri di buon compleanno, @Federico72!
  11. Danza con la luna

    L'incipit incantevole. Ti cattura subito. Un giorno speciale/un giorno di festa, mi sembrano quasi sinonimi. Toglierei quel "un giorno speciale" e partirei con: Era un giorno di festa. Tutte cose che poi descrivi, bellissime tra l'altro, lo rendono speciale. Questa a cosa è riferito? Non è chiaro. Potresti farne a meno. Metterei solo: Scavafosse, Scavafosse, seppellisci tutte le nostre storie! Non sono un'amante di ripetizioni. A volte servono, per dare un'enfasi a un concetto, ma qui non mi sembra il caso. Metterei: C'era una volpe, che strofinava la coda sopra la sua gonna. Nello stesso paragrafo ripeti pure "C'era una volpe", però dà un ritmo alla narrazione e mi piace. Dopo al limite eviterei di ripetere di nuovo "volpe", sostituendo con "c'era il suo spirito e cantava". Ecco, qui magari eviterei. È ovvio al lettore, già dici prima che è lo spirito volpe a cantare e alla lunga stanca. Troverei un modo diverso di esprimere lo stesso concetto, rendendo il canto più leggero, più frizzante. È sempre meglio evitare di abusare di possessivi. Qui non ne vedo il bisogno. Se è Silvia a scattare le foto, è ovvio che sono sue. Eliminerei. Siccome dopo ripeti di nuovo Silvia, qui potresti omettere il nome. Ho notato che hai usato in tutto il racconto la forma troncata. Non sono abituata. Cioè, so che è grammaticamente corretto, però mi ha un po' disturbato. Credo che sia stata una scelta stilistica, come l'uso dei termini ricercati, però a mio avviso spezza più volte il ritmo. All'inizio pensavo che l'avessi usato per velocizzare la narrazione, ma leggendo a voce alta non ho avvertito questa sensazione. Sarà la questione di gusti, però non mi piace come suona. Potresti mettere: l'indovina predisse il futuro. Un altro troncamento. Parli del motorino, la scelta del verbo mi sembra inadatta. Di solito si entra in macchina. Non ho mai sentito entrare in una moto. Sempre se ti riferivi alla moto. Forse non ho capito bene io. Credo che sia voluto; tuttavia sono quella che non ama, come avrai già capito , le ripetizioni e quindi ti suggerirei di sostituire con qualcos'altro. A meno che non vuoi confondere le acque al tuo lettore, riguardo al sesso della voce narrante, e quel "con il suo amore" copre varie ipotesi Alleggerirei con: La vidi lì, nel vestibolo del prato, Sì, ho storto il naso per la ripetizione, però la ciclicità mi piace. Però continua a non suonarmi bene. Sognata nel senso desiderata? Sogna/sognata mi disturba un po' a livello di suono. Cambierei quel "sognata". Prima lo scrivevi con la maiuscola, quindi credo sia un refuso. Il paragrafo finale mi è piaciuto molto, sembra quasi una riflessione. Ciao @AndC! Ho letto il tuo racconto con molto piacere. Amo tanto i racconti "folli", che non sai mai dove ti porteranno, ma ti affascinano così tanto che ti fermi e rileggi i passaggi che ti colpiscono. Lo stile è davvero notevole, pulito, si vede la cura che hai messo nello scrivere, e anche il divertimento. In alcuni punti forse potevi alleggerire, pur essendo un racconto lungo sembra un pochino eccessivo, come lunghezza dico. Tipo la parte con Senzaluna, mi dà sensazione di appartenere a un'altra storia. Come il genere, sembra quasi un metaracconto al contrario, con un narratore che racconta del viaggio insieme ai suoi personaggi. Così ho inteso Silvia, e altre comparse nel testo. La parte iniziale, in Puglia, mi è piaciuta particolarmente, forse perché mi ha evocato ricordi. In conclusione, un bel racconto suggestivo, che trascina dentro, colpisce, incuriosisce il lettore, che nonostante qualche spaesamento, arriva al finale contento, soddisfatto. Almeno così lo è stato per me. Piaciuto da matti. Bravo.
  12. Viaggio di speranza

    Qui non riesco a capire. Che indica la mongolfiera? Ciao @Floriana. Eccomi, come promesso, a rispondere. La mongolfiera, per come l'avevo immaginata, è il simbolo di positività, segno che il vento stia per cambiare. Ho evitato deliberatamente di usare articoli, volendo dare voce a un'immigrata straniera, che viaggia verso una terra di salvezza il cui idioma non conosce. Rifocillato significa ristorato, con bevande calde e cibo. Non mi ero accorta del doppio invio. Hai ragione, Flo. Grazie ancora! Ciao @Lmtb99! Grazie! Esatto, hai colto nel segno. Era proprio quello che volevo trasmettere, una specie di preghiera al vento ma non solo. In realtà, con quei versi volevo esprimere più che altro un primo approccio con il vento, che è imprevedibile e non si sa cosa può portare, e da lì la paura che possa mettere a repentaglio la vita dei migranti. Grazie mille, Luca. Sono felice che tu abbia apprezzato la poesia. Ciao @BlueValentine. Piacere mio Sì, la scelta di omettere gli articoli deriva proprio dal desiderio di rendere autentica la voce che recita la preghiera. La mongolfiera doveva essere, come spiegavo a Floriana, il simbolo di positività, un segno che il vento stia per cambiare. Ammetto però di aver voluto a tutti costi fare la rima e sono d'accordo con te che sembra una forzatura. Non sono ancora pienamente a mio agio con le regole, diciamo. Non scrivo da molto poesie in italiano, che non è nemmeno la mia madrelingua. Spesso, come d'altronde hai notato, sperimento. Vado d'istinto, insomma. Grazie a te per il passaggio e il commento gradito.
  13. I racconti della Prima Luna - quarto ciclo

    Complimenti a @Rica e ai due menzionati!
  14. Auguri Eudes

    Tanti auguri, Eudes!
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