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H3c70r

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557 Magnifico

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  • Compleanno 27/03/1970

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  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Verona
  • Interessi
    la lettura (in generale) e tutto ciò che è: Fantasy, Sci-Fi, Anacronistico/Distopico/Utopico; Sport, Hi-Tec...

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  1. H3c70r

    [TW - 2] E di dolore ce n'è sempre uno nuovo

    Buongiorno, @caipiroska. Il suo racconto posso definirlo un ottimo distillato: in cosi poche parole, basandomi su quel che ho letto di lei, posso dire che... c'è molta @caipiroska? Si "beve" tutto d'un fiato, fila giù che è un piacere (grazie allo stile molto scorrevole) e lascia un gusto molto intenso e amaro in bocca (trama). Personalmente mi rimane un dubbio, riguardo la protagonista, sui polsi e le cicatrici che girano loro intorno... ma preferisco non sapere niente e tenermelo per me. Sono curioso di leggere i futuri sviluppi...
  2. H3c70r

    [TW-2] Como si fuera esta noche la última vez

    Buongiorno, @Ippolita2018. Il racconto mi piace, è scritto bene con pochissimi refusi (forse un paio... e sono più questione di stile personale, che "errori" veri e propri). Scorre via dall'inizio alla fine in maniera fluida: mi rendo conto che - in così pochi caratteri - si possa mettere "poca polpa", però... boh, ho comunque avvertito la sensazione che mancasse qualcosa per essere perfetto. A livello di personaggi, trovo geniali le figure dei genitori con i loro preconcetti. Il "detto e non detto" di Alberto, e dei suoi sentimenti, mi fa pensar male e mi spiego meglio: bello che abbia preso a morsi la sabbia, ma non mi convince ...inoltre, ci sta che Alberto "trovi la sua strada" e ripensi a Klimt, ringraziandolo per quanto ha fatto per lui; ma ... trovo poco plausibile che - se prova un sentimento così forte - si limiti a invitarlo a Sal Rei. Insomma, sarebbe lui ad andare in cerca di Klimt! Pertanto, a conti fatti, di sicuro non ho colto qualcosa. Penso, infine, che sia un racconto più che discreto e rappresenti una continuazione più che degna di quello precedente; quindi complimenti!
  3. H3c70r

    [TW-2] Raphael

    Commento: Maldestro seguito di Calore, amore, protezione: il mondo che mi accoglie trasmette queste sensazioni. Lei è tutt'intorno a me: alimenta la mia formazione e la mia conoscenza. Mi nutre con un fluido ricco di sostanze e informazioni, che scorre sino a giungere in punti che fino a qualche istante prima non mi appartenevano. Cresce senza sosta la mia forza, la mia consapevolezza: ogni istante che passa mi rende più completo. Ricevo tutto ciò che mi dona di continuo, faccio mio ciò che è suo, anche quel lancinante dolore che, all'improvviso, sconvolge la nostra esistenza. La sua linfa ora è diversa, corrotta da un male a me ignoto: eppure quel ruvido pulviscolo estraneo mi è indifferente, non intacca il mio essere. Voglio reagire a tutto questo dolore e alla rabbia che mi circonda, devo rendermi utile, dare un segno tangibile della mia presenza: prima un fremito, poi cerco di muovermi, infine scalcio deciso. "Sei il mio angelo." È il suo primo pensiero che riesco a cogliere: provo una sensazione nuova, potente e meravigliosa. Torna la serenità. Elena lo ha infine sentito: un colpetto deciso, pieno di vita. Diverso dai timidi tentativi precedenti. Continua ad accarezzarsi la pancia, sotto quella pioggia venefica: odia il suo unico amore, che ha invocato questo dio malato per esiliarla in questa parte di mondo in rovina ed averla tutta sua e di nessun altro. Ha sofferto, combattendo con tutto il suo animo, per decidere a quale sentimento abbandonarsi. Ora si sente in pace con se stessa, anche se conosce il caro prezzo da pagare per la sua scelta. Non le resta che portare a termine il suo compito: raccoglie le poche forze rimaste e si allontana. Fugge da quelle masse corrose: cerca un posto diverso, dove quel male sia meno presente. Dopo un paio d'ore, stremata, arriva in quella che un tempo poteva considerarsi aperta campagna. Sotto i suoi piedi si spezzano esili fili arancioni bagnati. Crolla a terra esanime nei pressi di una palizzata. Poco dopo si riprende, ma è conscia di avere poco tempo a disposizione. Vuole fare ancora qualche passo, superare quella barriera, prima di elargire un ultimo, amaro dono. "Proteggi questa terra, mondala da chi la ha contaminata." Il mio mondo si scioglie e mi lascia solo in un ambiente decisamente più grande e ostile: la sensazione di umidità, che prima mi proteggeva in maniera uniforme, ora mi picchietta a intervalli regolari e scorre via. Non riesce a corrodermi. Giunge infine il silenzio, e un leggero tepore mi asciuga; mi sento molto più grande: apro gli occhi, guardo le mie mani; vorrei dispiegare le ali e spiccare il volo, ma non le ho. Sono consapevole del fatto che devo trovare un modo per estirpare l'origine del male che mi circonda. Dei tubi corrosi fanno da recinzione al luogo in cui mi trovo; sento che devo andare via da qui, ma prima di farlo mi guardo intorno: cerco un suo segno, un suo ricordo. Lo trovo adagiato sopra un piccolo sasso: è una collana sottile, adornata di tante palline consunte e quel che resta di una piccola croce. Mi inginocchio e la sfioro: non mi sento ancora degno di reclamarla, posso solo annusarla e sentire che ha il suo odore; la bagno di sincere gocce cristalline. Mi alzo, passo un braccio sul volto e urlo verso il cielo:«Tornerò, te lo prometto!» Camminare è faticoso, rischio di scivolare ad ogni passo; l'unica cosa che si muove, oltre a me, è la fastidiosa polvere rossiccia. In lontananza vedo un'immensa distesa di bizzarre forme contorte, dalle dimensioni più disparate, tutte corrose dallo stesso male: una città, colpita da quella che ora identifico come ruggine. Arrivo in quello che poteva un tempo definirsi un grande parco, con una fontana che sputa liquido rossastro a intervalli irregolari. Grazie a ciò che ho ricevuto, posso chiamare per nome ciò che un tempo erano panchine, lampioni, alberi; posso capire che tutto quello che vedo non è la causa della ruggine, ne è vittima. In un angolo vedo delle sagome particolari: uno scivolo, una giostra, una figura oscura. Mi avvicino a quest'ultima, la sento singhiozzare: «Dove sei?» Conosco colei che cerchi, vorrei rifiutarmi di sapere come ti chiami. «Alzati e guardami.» gli intimo. Si alza a fatica, si gira e mi squadra. «Maledetto, chi sei? Dove l'hai nascosta? È mia!» «Non più.» Vorrebbe saltarmi addosso, ma è scosso dai tremiti: riesce solo a guardarmi con quegli occhi folli. «Aiutami a porre rimedio a tutto questo e ti offrirò il nostro perdono.» nel dirlo, mi viene spontaneo tendergli una mano. La sua risposta è una risata colma di risentimento. «Tu menti. Il mio dio mi ascolta ancora, lo sai?» poi allarga le braccia e urla al cielo vermiglio. Le sue scure vesti si polverizzano, il suo corpo viene rapidamente percorso da striature marroni. All'improvviso grigie nubi si accumulano e cala l'oscurità, lacerata di tanto in tanto da lampi violacei. Cadono le prime gocce di pioggia: queste bruciano la mia pelle, sono parecchio diverse da quelle che mi scorrevano lungo il corpo quando sono giunto in questo mondo. Per fermare tutto questo, provo l'istinto di abbracciarlo; cerco di farlo, ma lui si ritrae e osserva le mie bruciature, con un ghigno soddisfatto, un attimo prima di disperdersi nel vento. La pioggia aumenta d'intensità, come il dolore provocato dalle piccole ustioni. Devo trovare un riparo al più presto, così corro lungo un viale, fino a ciò che rimane di una chiesa. L'ingresso è cosparso di schegge di vetro colorato: per la prima volta posso apprezzare, oltre al rosso ossidato, il giallo, il verde, il blu, il bianco. Anche i banchi in legno sono perfettamente integri: qui sembra che la ruggine non abbia alcun potere. Vicino all'altare vi sono un paio di figure inginocchiate, immobili. Corro verso di loro, mi sembra di conoscerle: le abbraccio, piango. Scompaiono. Travolto dalla stanchezza, dal dolore e dalle emozioni, mi riverso esausto sul banco più vicino. Un caldo raggio luminoso mi sveglia, dopo un po' mi alzo e posso apprezzare la navata in tutto il suo splendore. Dall'ingresso avanzano diverse figure con passo incerto, barcollante. Vado loro incontro, le abbraccio e lo porto a sedere nel posto libero più vicino. Che abbiano ceduto loro malgrado alla corruzione, o che si siano allontanate per paura, ora han fatto ritorno a casa. Son pronte a ricevere il perdono e l'anima che avevano perduta. È giunto il momento di mantenere fede alla mia promessa; lungo il mio cammino riesco ad apprezzare i diversi colori che compongono il paesaggio e le sue forme, tornate integre. Diverse persone mi circondano, tutte indaffarate a ripristinare quanto ancora rimasto danneggiato. E' una bella giornata di sole, un po' calda. Mi fermo alla fontana del grande parco e assaporo l'acqua fresca. Alcuni bambini si divertono a scendere dallo scivolo o a ridere sulla giostra in movimento, sotto lo sguardo sereno delle loro mamme. Giungo in campagna, noto diversi alberi carichi di frutta. Anche qui, il rosso scuro non è più il colore dominante. Arrivo infine alla palizzata a me cara: posso constatare che è fatta di un robusto legno nodoso, molto scuro. Mi siedo a fianco di un gruppo di fiorellini azzurro chiaro e ammiro le calde tonalità del tramonto: quelle vere e vivide della vita, che hanno sconfitto quelle scure e polverose del mortale tormento primigenio. Il mio sguardo poi si posa su un piccolo sasso grigio, che contrasta con il verde dell'erba che lo circonda: della collana non v'è traccia. Chiudo gli occhi ed inspiro: sento ancora il suo profumo. Posso finalmente dispiegare le mie ali e andare a cercarla.
  4. H3c70r

    Taxi writer - Off topic

    Preparatevi a tuoni e tempeste, o al caldo torrido e soffocante! Ho scelto il taxi a me meno congeniale e... sono riuscito a prenderlo!
  5. H3c70r

    [TW -2] Il Figlio

    Buon pomeriggio, @Befana Profana. Ho deciso a priori di commentare per bene il suo racconto, qualora mi fosse venuta in mente la malsana idea di prendere un taxi, e... Beh, intanto parto con le pulci (ovvero semplici refusi e alcune "variazioni sul tema"): I suoi personaggi mi hanno conquistato: Giulio è fantastico, Edda ben si confà allo sviluppo della trama; azzeccato anche il Figlio, ben delineato nei vari scopi che le varie parti credono che abbia nella storia. Per quanto riguarda lo stile, ho apprezzato che sia riuscita a renderlo ricercato e non pesante; resta quindi piacevole da leggere, anche se in alcune frasi inciampa (ad esempio, questa frase l'avrei scritta così: "Anche Giulio è entrato, nascosto tra gli ondeggiamenti e i gemiti degli Altri, approfittando dell’attenzione che tutti volgono alla ragazza e alla sua scoperta.") La trama mi ha conquistato sin dalle prime battute e, benché in realtà alla fine mi aspettassi di più, devo dire che il finale aperto è stato - tutto sommato - giocato abbastanza bene. Dico questo perché, se proprio devo trovare un leggero difetto a questo buon racconto, secondo me poteva fare un po' meglio in merito ai contenuti: per quanto sia bello il passaggio, come può essere considerata tale la muta rugginosa di un serpente antropomorfo, se si riferisce a Elena? Gli Altri non hanno più coscienza per poterla identificare, i suoi sanno perfettamente che è un essere umano. Ho apprezzato molto l'escamotage delle domande per tenere inchiodato il lettore al brano, ma a quel "Di cosa?" non riesco ancora a dare una spiegazione plausibile. Per concludere, credo che il suo racconto sia veramente meritevole di essere proseguito nel prossimo turno, quindi le faccio i miei più sinceri complimenti!
  6. H3c70r

    [Tw-2] Una canzone per Annalisa

    Buona domenica, @Talia. Caspita, un bel salto nel tempo e non solo... ambientazione decisamente stravolta rispetto al racconto precedente! Parto subito con le pulci (sulla punteggiatura quasi sempre è questione di gusti) e con qualche consiglio qua e là: OK, sono parecchie segnalazioni, ma diverse - come dicevo prima - sono più "a mio gusto" e quindi può ignorarle. Ho notato che questa volta lo stile ha sofferto un po' in scorrevolezza, soprattutto per la costruzione di alcune frasi, più che per la lunghezza delle stesse. E' rimasto comunque gradevole da leggere. Anche sui personaggi, Annalisa e Fiorella, mi sarei aspettato qualche approfondimento in più, specie su ciò che spinge Fiorella ad aiutare Annalisa: ok, la motivazione c'è, ma... l'avrei preferita meno asciutta, se posso dire così. Ma quello che ho apprezzato di più è stata la trama: secondo me, essendo più i rischi dei benefici, ha azzardato a giocare una carta rischiosa con questo lungo salto nel tempo e cambiando radicalmente l'ambientazione, ma credo che alla fine la mossa le sia riuscita abbastanza egregiamente. Brava!
  7. H3c70r

    [TW-2] Come una falena

    Buona domenica, @Shiki Ryougi. Ho trovato il suo racconto tutto sommato ben fatto, con qualche refuso e un paio di imprecisioni, dallo stile gradevole sì, ma non del tutto scorrevole. Credo però, visto l'argomento trattato, che lo stile scelto ben si adatti alla situazione. In quanto alla trama, di fatto una situazione precedente a quella del racconto da cui ha preso spunto, mi è risultato singolare leggere il POV della madre, che però ho compreso quasi fosse come un ennesimo, ulteriore riflesso di Viviana. Quanto a contenuti e plausibilità, direi che il racconto si lega a doppio filo con il precedente: qui però si è scelta la difficile strada dell'introspezione, con ottimi spunti, ma che hanno richiesto un loro sviluppo tale - per renderli... "profondi" - che imho ha penalizzato la resa finale. Ma, d'altronde, quando si fa dell'introspezione la "linea portante" del racconto, o si è grandi mastri nel farlo, oppure bisogna essere consci che si presta il fianco a "qualche perplessità" (quantomeno). La vera curiosità che mi lascia il suo racconto, invero, è capire come potrà essere "ripreso" nella prossima tappa, trattandosi di un antefatto al primo brano. Insomma, per concludere, direi che è stata una prova coraggiosa e interessante: credo che - tutto sommato - possa ritenersi soddisfatta.
  8. H3c70r

    [TW-2] Clara e Lucia

    Buona domenica, @mina99. Ieri ho letto il suo racconto e ci ho messo un po' a digerirlo, non perché sia brutto o scritto male, anzi... ma perché il genere trattato non è nelle mie corde. Parto con rilevare che lo stile va a strappi: scorrevole in gran parte del racconto, in alcuni punti si intoppa per "dovizia di particolari", comunque necessaria. Rimane comunque piacevole da leggere, quindi va bene! La trama risulta infine interessante, proprio per il finale un po' imprevisto; dico solo un po', perché quel «Vedi di non fare il cretino con Lucia» mi ha fatto scattare: che ne sapeva Clara di Lucia? Qui gatta ci cova! E infatti... Sui personaggi, devo dire che mi ha sviato un po' fare riferimento diretto a Giovanna: però Sergio e Clara li ho trovati perfetti alla storia, Lucia un po' meno coerente con il racconto precedente, ma funzionale a questo. Su contenuti e messaggio implicito, beh... preferisco non esprimermi! Insomma, un'ottima prova, che lascia aperte diverse possibilità di sviluppo per la prossima "corsa": complimenti!
  9. H3c70r

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Due racconti diametralmente opposti, ma di egual buona fattura: uno più strutturato e più attinente al genere, l'altro decisamente più frizzante e creativo. Alla fine, ha prevalso quello che mi ha destato qualche ricordo di gioventù, quindi voto 1.
  10. H3c70r

    [Sfida 32] Holly

    Buona domenica, @mercy. Un racconto davvero ben fatto, in cui mi sono immerso nell'ambientazione e che mi ha fatto apprezzare i suoi personaggi, in particolare il suo ispettore mi ha ricordato il ben più celebre Eddie Valiant. Qualche refuso che ti han già segnalato, stile scorrevole. Nel complesso una prova più che buona, quindi complimenti!
  11. H3c70r

    [Sfida 32] You can't always get what you want

    Buona domenica, @Ton. Ho letto il suo racconto e - a conti fatti - mi è piaciuto. Non sono un esperto di hardboiled e non mi pare affatto un poliziesco, però mi ha colpito come ha ... "condito" una semplice trama (molto originale) e l'ha resa davvero affascinante. Ben caratterizzati i personaggi, anche se il "brusco" cambio del narratore non mi ha entusiasmato affatto, stile gradevole e con pochi refusi. Il finale è stato reso bene, ma l'ho intuito quasi subito: però questa non è una pecca, anzi! Per concludere, direi una buona prova: complimenti!
  12. H3c70r

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Guidare uomini seriamente esclude pratiche  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  13. H3c70r

    [TW-2] Il passatempo più bello

    Buongiorno @RobinK@RobinK, le rispondo via mp.
  14. H3c70r

    [TW-2] Il passatempo più bello

    Buonasera, @RobinK. Sarò diretto: questa volta la sua prova non la reputo affatto sufficiente. Purtroppo, a livello di contenuti, come ho già detto in un altro mio commento (non mi ricordo più a chi), quando trovo qualcosa di "veramente falso" butto il libro nel caminetto e tanti saluti all'autore. Ma qui, non avendo un libro e volendo comunque cercare di essere utile, arriverò alla fine, un passo alla volta. Sulla sua capacità "tecnica" di scrivere non ci sono dubbi: ho notato giusto un paio di refusi veniali durante la prima lettura, tra l'altro già segnalati, quindi per me questo aspetto non è deficitario, anzi... è più che buono! Lo stile stavolta risulta abbastanza piacevole, ma non del tutto scorrevole (troppe forme negative, che hanno costretto a rallentare la lettura per focalizzare meglio il contesto). La caratterizzazione dei personaggi, beh... mi è piaciuta la "narrazione diretta" dell'ispettore e quella "indiretta" di sua moglie: alla fine i personaggi risultano riusciti, ma credo che il metodo scelto per "renderli tali" - ovvero del "racconto" da parte del narratore "amicone" del lettore, con quel l'iniziale "Eh sì," - possa risultare discutibile. Rispetto comunque la scelta, anche perché tutto sommato ben realizzata. Sui contenuti e la loro plausibilità, beh... qui casca l'asino! E non solo cade, ma si fa male di "brutto, brutto, brutto" (citando Giacomo di "Aldo, Giovanni e Giacomo"). Partiamo da quel "nello stesso giorno della confessione" in cui l'ispettore Rendini torna a casa, trova le scatole impilate nel vialetto e... la serratura cambiata ("sbrilluccichio della serratura tirata a lucido" seguito poi, senza alcun cambio temporale nel frattempo, da "La serratura era stata cambiata.") e la villetta venduta ("etichetta del cognome era stata divelta"). WHAT? La moglie era mesi che "organizzava la vendita della villetta di loro proprietà" e lui "si era visto cacciare fuori dalla casa che aveva pagato da solo"? Ma allora la casa era solo sua o era cointestata? E, comunque, l'agente immobiliare - o chi per lui - che non lo interpella in tutto questo lasso di tempo? E come ha fatto a falsificare la firma del marito dal notaio? No, non ci siamo proprio! Altro patatrac è questo: "gli aveva svuotato il conto cointestato". Passi la sua sbadataggine se i prelievi fossero stati costanti e continui nel tempo (ma non ha narrato alcunché in tal senso), ma in banca - se capiti a chiudere d'improvviso il conto, svuotandolo completamente - un minimo di domande se le fanno, te le fanno e le fanno anche agli altri eventuali cointestatari (che abbiano poteri di firma o meno). Lo dico per esperienza, perché quando è morta mia madre e ho dovuto chiudere il suo conto, cointestato tra lei e i suoi figli, non ci ho messo mezz'oretta e non ho potuto fare tutto da solo. E l'eventuale "scusa" che la moglie fosse un'abile doppiogiochista non regge: nemmeno se fosse la più importante personalità - criminale o... politica - riuscirebbe a far tutto questo e a "darsi alla macchia" in maniera così efficace. Ma anche l'ispettore risulta poco credibile, quando brucia tutti gli scatoloni sul prato di fronte casa: cosa fa, li ha portati via dal vialetto e qualche giorno dopo poi li riporta di fronte a casa per bruciarli? E perché riportare lì anche l'unica scatola che non brucia? Se invece la casa in quel momento era ancora sua, perché bruciarli lì? Difficile poi che una persona, stimata fino a quel 15 settembre, venisse semplicemente "bollata" come pazza e non aiutata. Infine, il "clic e clac" finale (e tutto ciò che ne conseguirà) si risolverebbe in un periodo comunque troppo breve - o comporterà conseguenze troppo drastiche - per arrivare a definirlo "passatempo". Mi spiace risultare così duro, ma credo che stavolta abbia sprecato una buona idea, focalizzandosi troppo sul voler - infine - contrapporre i due "passatempi". Tornerò a leggerla prossimamente e sono convinto che rimarrò pienamente soddisfatto, in fin dei conti questo è stato solo un piccolo incidente di percorso che può capitare a tutti.
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