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Stetson

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    Banana Republic
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    Troppi.

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  1. Stetson

    L'orfanotrofio delle idee

    Anni e secoli dopo la mia "fuga" dal WD, ritorno qui in una notte insonne nel tentativo di liberarmi di un idea (piuttosto insistente, oltretutto) che mi gira in testa da un po'. Si tratta di una specie di horror psicologico sulla scia di Silent Hill, anche se l'idea di base è qualcosa in puro stile Inception. L'ambientazione che mi ero prefigurato è una scuola, ma può andare bene anche un ufficio; nella suddetta scuola (o ufficio), uno studente (o un impiegato) si trova in una strana situazione durante una giornata piovosa: mentre sta chiacchierando con un compagno secchione (o un collega terribilmente intelligente) all'interno di un ascensore questo si blocca, precipitando all'improvviso. I due si salvano, ma si ritrovano intrappolati dentro l'edificio senza alcuna possibilità di fuga. Da qui parte una sorta di "viaggio dantesco" in cui il protagonista, accompagnato dal compagno/collega più intelligente in veste di Virgilio si trova ad affrontare dei "mostri" (Dio, che parola infantile!) che rappresentano le sue insicurezze e le sue paure e che causano la morte di molti dei suoi amici (che appaiono brevemente, en passant giusto per farsi ammazzare). Alla fine il protagonista scopre che tutti gli eventi si sono svolti in realtà soltanto nella sua mente e si trova a dover scegliere tra l'opinione della sua guida, che ha una grande stima della cultura ma che gli prospetta una vita difficile e solitaria, e quella della ragazza di cui è innamorato, che invece rappresenta uno stile di vita più semplice e spregiudicato senza dubbi morali. Nel mio finale il protagonista decideva di uccidere la ragazza, risvegliandosi poi dal coma causato dal cedimento dell'ascensore, pronto per affrontare di nuovo la vita con molte meno paure. Io personalmente sono una frana con l'horror, il mio campo è il giallo e neanche tanto psicologico, più hard-boiled; inoltre, la trama raccontata così sembra frutto di una mente malata (e non è detto che non lo sia... ), ma credo che lavorandoci sopra potrebbe venire fuori qualcosa alla Stephen King (che io non ho alcuna intenzione di imitare). Detto questo, lascio la trama ai posteri, per chi volesse servirsene.
  2. Stetson

    E se non ne valesse la pena?

    Non preoccuparti di questi piccoli "complessi dello scrittore". Io, per il mio primo romanzo, ho lavorato con la convinzione che sarebbe rimasto nel cassetto e non sarebbe mai uscito dalle mura di casa mia: insomma, l'avevo scritto a mio uso e consumo senza pensare neanche lontanamente alla pubblicazione. Ora, a distanza di quasi due anni, mi rendo conto che forse ne è valsa la pena, ma anche io di tanto in tanto ho dei dubbi se serva davvero a qualcosa... Finché ti diverti ed è qualcosa che ti piace fare, non preoccuparti se la vocina fastidiosa si insinua nella tua mente. Come diceva John Lennon: <>. Immagino che capiti a tutti di avere un brutto periodo in cui non si considera valido ciò che si fa. Stringi i denti e vai avanti.
  3. Stetson

    Protagonisti colpevoli?

    Nel mio caso l'assassino sa perfettamente di essere il colpevole ma è anche, contemporaneamente, l'unico investigatore oltre al suo vice, ed è un investigatore un po' alla Dexter, che uccide due criminali, colpevoli di una frode bancaria durata anni, dopo una violenta lite. Questo risolve quindi il problema posto da Swetty prima: il protagonista è sicuro che nessuno indagherà su di lui e che se anche il suo vice dovesse scoprire qualcosa ne parlerebbe con lui. Per risolvere il problema dei pensieri "censurati" ho pensato che, come uno dei post precedenti suggeriva, potrei scrivere tutto il romanzo come un diario o un mea culpa dello sceriffo che, ormai vecchio e prossimo alla morte, ricorda gli eventi di <>. Sempre rispondendo a Swetty, per quanto riguarda la problematica del rivelamento dell'assassino, nel mio caso funziona così:
  4. Stetson

    Protagonisti colpevoli?

    Ringrazio tutti per i suggerimenti. Cristina & Ewan, grazie per la dritta ma comunque sapevo già chi era l'assassino (Johathan Coe lo rivela ne La Banda Dei Brocchi). Cercherò comunque di trovare un po' di tempo per leggere entrambi i libri. Sygrid: era esattamente la mia intenzione, riuscire a creare un rapporto protagonista-lettore in cui il lettore si sentisse quasi amico del protagonista. Ma, e con questo rispondo anche a Lyssa, in effetti la prospettiva mi lasciava perplesso; forse un narratore in terza persona è migliore per un giallo... anzi, no, thriller di questo tipo. E infine Nautilus: sì, avevo pensato a questo particolare. Avevo già in mente qualche indizio per far capire al lettore, intorno a 3/4 del libro, che il colpevole è in realtà il protagonista che lui ha seguito fino ad allora.
  5. Stetson

    Protagonisti colpevoli?

    La mia domanda è semplice: è "giusto" o, quantomeno, accettabile che il colpevole in un romanzo giallo/horror psicologico sia il protagonista? Me lo chiedo perché ho una trama che mi ronza in testa da qualche giorno e in cui, proprio stamattina, si è presentato una sorpresa inaspettata: il colpevole è il protagonista, uno sceriffo che racconta la storia in prima persona. Ora, se doveste trovarvi a leggere una storia del genere, vi sentireste delusi e raggirati (in quanto questo viola la regola n°7 di Knox e la regola n°4 di Van Dine, nonché la regola n° 1 di Van Dine*) oppure sorpresi? A me, personalmente, non dispiace scoprire che il tizio che ho seguito con apprensione fino in fondo si rivela essere, in realtà, un criminale senza scrupoli, ma volevo sentire qualche altro parere prima di procedere. *La regola n°1 di Van Dine dice che il lettore deve avere le stesse possibilità del detective di risolvere il crimine: questo è impossibile nel mio caso in quanto il protagonista tace volontariamente la sua colpevolezza nonché i possibili indizi che potrebbero collegarlo ai crimine commessi.
  6. Stetson

    Quali sono i vostri temi ricorrenti?

    Nel mio caso, i temi ricorrenti sono: -Personaggi solitari e cinici per caso o, più frequentemente, per scelta. -Amori non corrisposti, specie tra i personaggi solitari di cui sopra e belle ragazze innamorate della vita (e di qualcun altro...). -Debolezza dei protagonisti contro le difficoltà. -Tradimento. -Guerra. -Sacrificio. Al momento non mi viene in mente altro, ma mi rendo conto che ce ne sono molti altri di cui adesso non mi rendo conto...
  7. Stetson

    Il buon inizio

    Quoto Nerina. Potresti usare un inizio in medias res e poi, con una serie di flashback (che però devono essere ben "studiati"), racconta la loro storia. Certo, il fatto che tu abbia dieci o più personaggi rende la cosa un po' problematica in quanto non è facile gestire tanti caratteri diversi tutti insieme, specie con dei flashback in mezzo (e questo era un punto debole di Lost, anche se lo apprezzavo). Altrimenti, almeno secondo la mia opinione, non ci sono molte altre alternative se non quella di un inzio apparantemente banale in cui i personaggi vengono presentati in stile Dieci Piccoli Indiani, ovvero uno alla volta, ordinatamente, mentre fanno cose ordinarie.
  8. Stetson

    Uno come noi

    Beh, di sicuro è scritto bene e si legge d'un fiato, però, come già sostenuto dai "colleghi" qui sopra, è molto poco legal ed è un po' troppo semplice individuare l'assassino. Ma comunque non disperare: il limite di battute è, secondo me, troppo basso per riuscire a scrivere un buon legal thriller...
  9. Stetson

    Non chiedere

    Un racconto interessante, scritto bene, con una bella trama. Una rappresentazione diversa dal solito dell'eterna lotta tra il Bene e il Male dove, naturalmente, quest'ultimo ti permette di raggiungere le cose che desideri più facilmente ma con un prezzo più grande da pagare. Ti faccio i miei complimenti: in genere i racconti di questo tipo non fanno per me, ma questo mi è davvero piaciuto, quindi di nuovo complimenti.
  10. Stetson

    Camarón - 1

    Grazie Unius, e non preoccuparti per l'OT, ti capisco benissimo... Hai indovinato, il legionario ha un suo motivo per essersi arruolato (e la Claudia che nomina ad un certo punto c'entra abbastanza: dopotutto la Legione Straniera era il corpo in cui si arruolavano quelli che avevano ricevuto un bel "due di picche"). E hai ragione sia sulla descrizione di Danjou che sulla descrizione del luogo. L'intero capitolo (che poi è un estratto del "vero" capitolo) è, secondo me, un po' troppo frettoloso. Credo che lo riscriverò e lo posterò di nuovo. Grazie per il tuo commento e i tuoi suggerimenti.
  11. Stetson

    Camarón - 1

    Grazie mille, troppo buono, non credo di meritarmi così tanti complimenti. Grazie comunque. E' l'unico pezzo che rivedrei. Mi stona un po' nella forma. Poca roba però. Ciao. Concordo in pieno. Grazie di nuovo.
  12. Stetson

    Camarón - 1

    Grazie per avermi segnalato queste ripetizioni. Sono il mio punto debole, una vera maledizione per me. Per fortuna che esistono il thesaurus e il buon vecchio dizionario dei sinonimi e contrari... mi sa proprio che dovrò rispolverarlo.
  13. Stetson

    L'ultimo testimone

    Interessante. Mi sono sempre piaciute le storie che cominciano con una premessa di questo tipo. E' un pezzo piuttosto breve per dedurre qualcosa sulla trama (che comunque già immagino articolata) o sul protagonista, che però è ben delineato come un uomo che deve aver commesso cose orribili ma di cui non si pente assolutamente. Niente errori grammaticali o perlomeno non me ne sono accorto. Spero in un seguito.
  14. Stetson

    Camarón - 1

    L’ho letto tante volte, ma non l’ho mai ben capito: se lo sto bevendo è il “mio” caffè, perché ripeterlo, tranne voglia descrivere una scena tipo “specchio segreto” di Nanni Loy che inzuppava il cornetto (brioche) nell’altrui cappuccino. In effetti non hai tutti torti, ma è sbagliato? Perché io ho trovato quest'accezione in diversi libri. 1863: esistevano sigarette già confezionate o le si arrotolavano a mano? Prendere una sigaretta confezionata da un astuccio è questione di pochi secondi, arrotolarla un poco più lunga. Le sigarette nel mondo occidentale hanno cominciato ad essere usate intorno all'epoca della guerra di Crimea, quindi 1853-56: credo che ne esistessero di già confezionate ma non ci ho riflettuto granché. Tuttavia grazie per avermelo fatto notare. Perdicibacco! Un vero damerino. Io direi: “Siamo nella merda!” Giusto, non so che mi sia venuto in mente a far dire una frase del genere ad un soldato. L’iarda è una misura inglese, il legionario è inglese? “dietro” riferito a “fianco”? Non “dal nostro fianco sinistro/destro”? Il legionario è messicano, ma è stato istruito da Dan "Il Professore" che è americano. Sì, dietro è riferito a fianco in quanto il protagonista si trova sul lato del rettangolo che guida la ritirata. E' un punto poco chiaro, devo svilupparlo meglio. Che fucili erano? Se erano ad avancarica il primo ordine è necessariamente “Caricate”. I fucili utilizzati dai francesi all'epoca erano i cosiddetti "Minié rifles", quindi sì, ad avancarica. Anche se la formazione più usata era quella del quadrato, nella battaglia di Camaròn il capitano Danjou diede ordine di formare un rettangolo: l'ho letto in diversi racconti della battaglia, come puoi leggere qui (se mastichi l'inglese): "Battle Of Camaròn". L'azione si svolge in una zona piuttosto brulla ma ricca di quei piccoli arbusti del deserto (di cui non ricordo il nome) alti più o meno quanto un uomo e quindi perfetti per nascondersi dalla cavalleria. Danjou utilizzò il terreno a suo favore per ottenere una più facile ritirata verso Camaròn. Ti ringrazio per il tuo commento e la segnalazione degli errori, spero di averti chiarito i dubbi che potevano essere sorti. Grazie ancora.
  15. Stetson

    Camarón - 1

    Grazie per le correzioni, le condivido appieno tranne la seconda: il fucile è appoggiato proprio al carro in quanto il protagonista si trova intorno ad un bivacco e quella è la posizione migliore nel caso in cui ci sia un'emergenza. Per quanto riguarda la descrizione, meno male che mi dici così perché sinceramente credevo di aver fatto un gran casino e non mi convinceva affatto. Grazie del tuo commento.
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