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Cerusico

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Risposte risposto da Cerusico


  1. Weekend produttivo :D in cui ho guardato tre film, tra seconde visioni e prime volte:

     

    • Amores perros di Alejandro González Iñárritu: primo film del cineasta messicano, e che debutto. Diviso in tre parti, ciascuna delle quali segue personaggi e storie diverse che, però, trovano un loro sottile tratto di unione: incidenti d'auto, cani, oppure incontri fortuiti. La prima parte è eccezionale, la seconda incredibilmente fiacca, la terza si riprende. Nel complesso, film dalla struttura interessante e con ottimi momenti.

     

    • Io e Annie di Woody Allen: su Woody io non so mai cosa dire, lo trovo praticamente sempre brillante, ironico, nevrotico, divertente, tagliente e altri aggettivi in -ente e in -ico. Qui, forse, c'è la sua summa stilistica, non solo in termini tematici, ma anche di rapporto diretto col pubblico e di costruzioni meta-cinematografiche.

     

    • The hateful eight di Quentin Tarantino: non lo avevo visto all'uscita, l'ho recuperato ora e non mi ha lasciato soddisfatto. Ho trovato un po' un riciclo di situazioni e personaggi già visti e, alla lunga, per me Tarantino sta mostrando la corda nel suo citazionismo esasperato. Rimane, per fortuna, sempre qualche passaggio interessante, e la sua innata abilità di saper tenere sulla corda con soli dialoghi, anche in sequenze lunghissime.
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  2. Divani:

     

    • Il giorno della nutria (Tunué) di Andrea Zandomeneghi: nuovo esordio italiano per Tunué, nella collana di romanzi italiani curata da Vanni Santoni. Zandomeneghi, già in Crapula, sforna un romanzetto assai breve che è un semi-trattato filosofico sulle nevrosi contemporanee, tutte racchiuse nel protagonista nonché voce narrante. Uno sfoggio costante di erudizione, nella prosa e nel contenuto, che, una volta rimosso, svela l'assoluto vuoto della struttura, della trama e dei contenuti.

     

    • Angeli e demoni di Dan Brown: non leggevo Dan dai tempi de Il codice Da Vinci. L'ho ripreso stavolta, durante un viaggio aereo. Dopo le prime pagine sono riuscito a spegnere il cervello e, da quel momento in avanti, sono riuscito più o meno a godermi una trama sghemba, una scrittura sciatta e personaggi quasi farseschi.

     

    Oggi ho iniziato La strada di Cormac McCarthy.

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  3. @caipiroska, ti ricordo con racconti piuttosto sanguinolenti e grotteschi, se la memoria non mi inganna, e ti ritrovo invece con un mainstream elegante nella prosa e disperato nei contenuti.

     

    Credo che il testo funzioni bene, è pulito e presenta una buona cura, aspetto primario dal quale una narrazione non può prescindere.

     

    Di questa donna emergono tante cose: frustrazione, rabbia, impotenza. Arrivano tutte, e non hai nemmeno troppo bisogno di specificarlo, perché emerge da ogni cosa, permea ogni simbolo che hai scelto per esprimere la sua condizione.

     

    Ti chiedo, per puro spirito di confronto, se fosse necessario che lei avesse così tanti figli. Mi interrogo proprio sul piano squisitamente narrativo: cosa sarebbe cambiato se il figlio fosse stato anche uno soltanto? E quindi, riformulando, qual è l'impatto della numerosità della prole rispetto alla sua condizione?

    Ti espongo il mio parere: credo che anche un unico figlio potesse giustificare i suoi attuali sentimenti. Non trovo che lei sia sfinita dai tanti figli (sebbene, naturalmente, acuiscano il tutto), quanto dall'insoddisfazione, dal non aver mai davvero voluto ciò che ora si ritrova ad avere.

     

    Ad ogni modo, ti faccio i miei complimenti per la riuscita di un brano in cui era facile cadere nel retorico e nelle frasi fatte. Per fortuna - e per bravura, soprattutto - sei riuscita a tenerti alla larga da entrambe.


  4. Letti:

     

    • La città delle streghe (La Corte editore) del nostro @LuckyLuccs: romanzo storico suggestivo, dalla scrittura solida. Ho delle remore su qualche aspetto strutturale (un inizio a scoppio un po' ritardato, finale tronco), tuttavia ho trovato una scrittura solida, del giusto livello, non sciatta e non troppo costruita.

     

    • Il romanzo dell'anno (La nave di Teseo) di Giorgio Biferali: avevo abbastanza apprezzato il suo esordio per Tunué, L'amore a vent'anni, e ho comprato questo a scatola chiusa, il giorno dell'uscita. L'ho trovato incredibilmente fiacco, vuoto, retorico, banale. Poi, sul finale, un colpo di scena permette di rivalutare almeno in parte il romanzo nel suo complesso. Ma non basta, e non credo che Biferali abbia molto altro da dire.

     

    • Babilonia - Viaggio nell'Italia del sesso (Piemme) di Carmelo Abbate: saggio sul mondo sotterraneo di scambi di coppia et similia. L'ho trovato piuttosto opaco, poco sorprendente, con pochissimo o nullo valore aggiunto rispetto all'immaginario classico attorno al tema.

     


  5. Tralascio qualsiasi annotazione stilistica e lessicale: il testo è curato e le piccole imperfezioni sono dettate dallo scarso tempo a disposizione, quindi è inutile anche soffermarcisi.

     

    Ho trovato il testo strutturalmente valido: ha un andamento circolare, che in buona misura si attaglia al protagonista, un personaggio fermo. In tal senso, non solo la traccia è perfettamente centrata, ma lo è anche la citazione, sia in relazione alla traccia, sia in relazione al racconto.

    L'idea del pellegrinaggio sui luoghi chiave di un avvenimento percepito come segnante, grave, fondamentale l'ho trovata bella e profonda. Tocca temi a me cari e questo me la fa sentire assai vicina.

    Dal punto di vista stilistico trovo un buon equilibrio tra le parti, scelte precise e abbastanza neutre, che si adattano alle atmosfere.

     

    Vorrei provare anche a fornirti le mie reazioni da lettore, sulle quali magari potrai compiere le tue riflessioni, se vorrai.

    Arrivato al ricordo cruciale, quello del litigio, che dovrebbe essere il momento di maggiore impatto emotivo del racconto, mi sarei aspettato di reagire in modo più forte, di essere più colpito. Non è stato così, non del tutto, e allora ho provato a riflettere sulle motivazioni di questo impatto smorzato.

    Ho tratto queste due conclusioni: la prima è che ho trovato troppo marcate alcune considerazioni, come per esempio:

     

    12 ore fa, AdStr ha detto:

    Ci sono giorni in cui presumo che sia morta

     

    Quando racconti lo scontro, fai riferimento a tre schiaffi. Arrivare a ipotizzare una morte l'ho trovato eccessivo, a meno che non sia una distorsione volontaria, ovvero una visione del tuo protagonista, figlia del senso di colpa o di chissà che altro.

    L'altro aspetto, invece, è più strutturale, e riguarda l'assenza di segnali in quella direzione. Il protagonista sembra un personaggio inerte e passivo, e questa esplosione è difficile da inglobare nell'idea che mi ero fatto di lui fino a quel punto, mi è parsa quasi una incoerenza.

     

    Nel complesso, considerando i tempi del MI e anche la delicatezza del tema, trovo che sia un buon lavoro. Inoltre, è sempre un piacere leggere testi confezionati con cura artigianale e col rispetto - dovuto - alle parole.

     

    :cerusico:


  6. Magari fosse come dici, @gierre13. In verità io vedo tanti romanzi di esordienti, pubblicati anche da grosse CE, dei quali si potrebbe fare tranquillamente a meno.

     

    Il mio pensiero, in generale e cercando quindi di trovare una chiave costruttiva a questa discussione, è che i rifiuti andrebbero analizzati a fondo. La reazione peggiore è quella di scagliarsi contro il sistema, sentendosi derubati di qualcosa, foss'anche solo una possibilità. Credo che l'atteggiamento ideale sia quello di una sana e robusta autocritica, che porti in primis a una minore indulgenza nei confronti dei propri testi.

     

    1 ora fa, gierre13 ha detto:

    In sostanza, l'editore se ti pubblica si aspetta come minimo che tu abbia scritto un capolavoro.

     

    Premesso che di capolavori in giro non ne vedo, nemmeno tra i grossi autori, qui secondo me trai una conclusione assai affrettata. L'interesse di una CE è avere il miglior testo possibile, che funzioni sotto quasi tutti i punti di vista: stile, trama, personaggi, commerciabilità. Nel panorama editoriale attuale, anche un buon libro non è garanzia di ritorno economico, va da sé che i criteri di valutazione su cosa pubblicare e cosa no debbano essere piuttosto rigidi e precisi. Ma ciò non implica che debba trattarsi di un "capolavoro". I capolavori, mi ripeto, sono rarità assolute.

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  7. Ringrazio mia madre per avermi fatto bello, le mie sorelle per aver sempre creduto in me, la mia compagna che è fonte di quotidiana bellezza, il criceto Pippo che avevo nel '97, Paolo Sorrentino per ispirarmi sempre costruzioni cariche di meraviglia, la regina Elisabetta che è l'unica certezza dell'eternità e dell'infinito, e ancora...

     

    Vabbè dai, basta. Grazie a chi mi ha votato e a chi mi ha dato utili segnali, a chi mi ha letto con ribrezzo e chi lo ha fatto con piacere. Essere il primo non rosso, sotto quel raccomandato di @Kuno, è roba per stomaci forti e palati foderati di zinco. 

     

    Buona fortuna ai finalisti; per tutti gli altri, tornate ancora più cazzuti. :cerusico:

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  8. Mi sono avvalso del servizio di valutazione di Chiara Beretta Mazzotta. Non credo di avere molto da aggiungere a quanto già detto, però riporto la mia esperienza.

     

    Come saprete, la prassi prevede l'invio del testo, della sinossi e di una biografia. Viene effettuata una valutazione preliminare, volta a determinare se si tratta di un tipo di testo che l'agenzia ritiene di poter trattare. Da quel che ho inteso, i parametri non riguardano tanto la qualità del testo, quanto il genere e il tipo di storia. Chiara non fa mistero, per esempio, di non conoscere il fantasy e di non poterlo trattare.

    Se la valutazione preliminare ha esito positivo, viene inviato all'autore il preventivo. Nel mio caso, per un romanzo di circa 230 cartelle il preventivo è stato di 300 euro più IVA al 22%, per un totale di 366 euro. Viene dunque fissata la data per l'incontro con Chiara, che può svolgersi di persona presso la sede dell'agenzia a Milano, oppure via telefono o ancora via Skype. Tra l'accettazione del preventivo e l'incontro sono passati meno di venti giorni. Vivendo a Milano, ho avuto la possibilità di incontrare Chiara, che è senza dubbio una professionista serissima e preparata, oltre che una persona accogliente e socievole.

     

    Nel corso dell'incontro abbiamo parlato del romanzo, dal punto di vista della forma e dei contenuti. Mi ha segnalato le aree a suo modo di vedere più problematiche, così come i punti di forza. Successivamente, abbiamo affrontato il discorso dei possibili sbocchi editoriali. Chiara, infatti, pur non essendo un'agente letterario, collabora con alcune agenzie alle quali propone i testi in cui crede e che ritiene adeguati a ciò che cercano gli agenti. Abbiamo parlato delle possibilità editoriali del mio testo, con nomi di case editrici a suo modo di vedere adatte al tipo di testo. L'incontro è durato un'ora abbondante.

    Mi ha poi inviato la scheda di valutazione scritta, che conteneva più o meno quanto già espresso a voce, e il romanzo con alcune annotazioni a margine.

     

    Cosa succede ora?

    Succede che mi ha chiesto di riflettere sulle sue indicazioni e di contattarla per parlarle degli interventi che intendo fare. Una volta concordati, mi occuperò di lavorare sul testo e Chiara si rende disponibile a rileggerlo, senza ulteriori pagamenti, finché non si arriverà alla massima soddisfazione reciproca. A quel punto si deciderà a chi proporlo.

     

    Su Chiara editor non credo di poter aggiungere molto: è una professionista precisa, con le idee molto chiare e con una conoscenza profonda delle dinamiche del mondo editoriale. Ovviamente, l'asticella è piuttosto alta, perché ogni testo lo valuta anche con gli occhi della scout, quindi non ci sono sconti. Trovo sia giustissimo così.

    Sono molto soddisfatto dell'esperienza, che non so come andrà avanti. La cosa che mi dà più fiducia è la disponibilità di Chiara ad ascoltare le mie idee per un nuovo romanzo, sul quale potremmo collaborare fin dalle fasi iniziali. Trovo sia un bel punto di partenza per chi nel mondo editoriale non ha mai messo piede e si ritrova spaesato e privo di riferimenti.

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  9. Il 15/5/2019 alle 11:53, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

    @Cerusico, il binomio sordomuto (patologia classica) mi ha tratto in inganno. Scusami. 

     

    Figurati! :D

     

    21 ore fa, The_Butcher_of_Blaviken ha detto:

    Ti fai tanto il portavoce dello "schifo", ma qui di schifoso non c'è proprio nulla :no:.

     

    :(

     

    Proverò a migliorare. :comedicitu:

     

    21 ore fa, The_Butcher_of_Blaviken ha detto:

    In alcuni passaggi mi hai fatto tornare in mente le prime opere di Inio Asano

     

    Cercherò qualcosa, grazie per la segnalazione! 


  10. 15 ore fa, Befana Profana ha detto:

    ho messo in risalto solo i passaggi in cui il risultato, per me, era un po' da unghie sulla lavagna.

     

    E di questo ti ringrazio, @Befana Profana: potrò riflettere sulle scelte e valutarle secondo una ottica diversa. :)

     

    15 ore fa, Befana Profana ha detto:

    la zattera dipinge una situazione di disperazione totale, ci sarà anche il sole all'orizzonte, però... :lol:

     

    Eh, non hai tutti i torti :D sarà che sono cresciuto con un gusto piuttosto macabro, però non è una considerazione da scartare, la tua. Magari sceglierò qualche altro dipinto.

     

    13 ore fa, mercy ha detto:

    Sei uno schifo

     

    :gesù:

     

    Grazie, @mercy. Penso che la strada non sia chiarissima, in realtà, ma a volte è necessario provare qualcosa di differente per comprendere cosa funziona davvero per noi. E credo valga un po' per tutto. Se continuiamo a fare sempre le stesse cose, al netto del contorno i risultati saranno sempre identici.

     

    13 ore fa, Alba360 ha detto:

    Perché da sola?

     

    Ciao, @Alba360. :)

     

    Ho immaginato che Laura volesse completare il puzzle, un progetto condiviso col nonno. Se fosse andata coi suoi genitori, probabilmente avrebbero portato il puzzle a casa, lei lo avrebbe portato a termine lì. Ma lei sentiva la necessità di farlo proprio nel posto in cui aveva trascorso tanti pomeriggi col nonno.

     

    13 ore fa, Alba360 ha detto:

    e proprio quando irrompono le 15:58 ?

     

    Quello che cercavo di trasmettere era l'apertura degli occhi.Laura si sveglia, apre gli occhi e la prima cosa che vede è la sveglia digitale che segna l'ora. Tutto qua.

     

    13 ore fa, Alba360 ha detto:

    penso che Laura a dieci anni, nella sua situazione dovrebbe sapersi esprime benissimo.

     

    Faccio riferimento alla difficoltà che avrebbe a spiegare il motivo per cui è voluta andare da sola. E non è connesso alla sua difficoltà di esprimersi, ma proprio alla complessità delle sue emozioni, che non è in grado di comunicare.

     

    13 ore fa, Alba360 ha detto:

    Mi è capitato di essere a una festa dove il novanta per cento  degli invitati erano sordo muti: ti assicuro che perfino i bambini non stavano mai zitti, in un silenzio assordante.

     

    Fantastico. :love2:

     

    37 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

    Qui qualcosa non mi torna, la ragazza è sorda

     

    Ciao, @Adelaide J. Pellitteri. :)

     

    In realtà, la bambina è muta, non sorda.

     

    Ringrazio tutti coloro che sono passati e che si sono presi il tempo per lasciarmi un'impressione.


  11. 20 ore fa, Talia ha detto:

    Ah, forse una cosa, davvero piccola. Tu descrivi una bambina ancora molto spaventata dal mondo esterno, che teme di uscire da sola per andare in un luogo a lei comunque molto familiare. Forse dieci anni sono già troppi per questo. Forse otto anni potrebbe essere un'età più giusta.

     

    Ciao, @Talia. Ecco, qui emerge la mia totale inesperienza coi bambini. Mi è difficile associare comportamenti e pensieri a una età precisa, quindi accolgo la tua indicazione molto volentieri, visto che fa anche il paio con quella di @Befana Profana.

     

    Per tutto il resto, non posso far altro che ringraziarti. :)

     

    @Macleo, ciao e ben trovato! Cito Géricault perché è l'autore del quadro di cui Laura stava componendo il puzzle, e che viene ripreso anche verso la fine. Non fondamentale, comunque. Sono molto contento che tu abbia apprezzato il testo.

     

    19 ore fa, Befana Profana ha detto:

    credo di non aver più letto nulla di tuo dal bellissimo racconto di Halloween

     

    Uh, che memoria! :D

     

    19 ore fa, Befana Profana ha detto:

    Smetto di romperti le scatole, ma è che ho trovato il racconto davvero bello e a tratti la forma un po' artificiosa me ne ha scalfito il piacere.

     

    Sì, ho capito perfettamente cosa intendi. Non cito le tue segnalazioni una per una, ma mi è chiaro il concetto. In effetti, il tentativo in questo testo è di trovare un'espressività più elaborata, e questo è frutto di alcune letture degli ultimi mesi e del tentativo di far mie alcune cose che ho apprezzato.

     

    Per esempio:

     

    19 ore fa, Befana Profana ha detto:

    in questo periodo le 3 frasi hanno 3 soggetti differenti e la cosa mi ha inasprito la lettura.

     

    Proprio questo è uno dei meccanismi che ho adoperato: rendere l'immagine da tre punti di vista diversi, variando spesso l'angolo di camera, se vogliamo dirla cinematograficamente. Va detto che la tecnica potrebbe essere adottata male (anzi, probabilissimo :D ), e che anche in caso di ottima applicazione potrebbe non piacere. Però ho provato a fare esattamente quello.

     

    19 ore fa, Befana Profana ha detto:

    questo nonno le regala da fabbricare e tenere in camera una riproduzione de Le Radeau de la Méduse? È un dipinto meraviglioso, ma con tutti quei cadaveri, corpi sofferenti, disperazione. povera bambina, di che darle incubi spaventosi!

     

    Lì ho fatto riferimento a un'esperienza diretta: un puzzle de La libertà che guida il popolo fatto con mia sorella quando avevo una decina d'anni. Magari anche il nonno di Laura era particolarmente aperto da questo punto di vista. :D 

     

    @Kuno, più o meno ho risposto a @Befana Profana sulle cose che mi fai notare. Credo che vada trovato l'equilibrio giusto, ma non è semplice. Credo sia un momento di passaggio, e questo è il primo testo che scrivo in questo modo, mentre finora ci avevo provato solo in fase di revisione di testi vecchi.

     

    Grazie a tutti per gli utili spunti di riflessione. :sss:


  12. 5 ore fa, AdStr ha detto:

    :cerusico:

     

    Eh. <3

     

    3 ore fa, Ton ha detto:

    Se proprio devo dire qualcosa, alcuni passaggi sono un po' troppo telegrafici. Ma è innanzitutto solo un gusto personale, e poi è comunque bilanciato benissimo con altri passaggi a dir poco poetici :) 

     

    Ciao, @Ton.

     

    Se hai tempo e voglia, potresti indicarmi un esempio dei passaggi che hai trovato telegrafici? Te lo chiedo perché così provo a rifletterci. :) 

     

    Ti ringrazio molto per il passaggio e per l'apprezzamento.

     

    3 ore fa, Rhomer ha detto:

    mi spiace ripetermi, ma bello ( :

     

    Ripeti, ripeti pure! :D

     

    Grazie, @Rhomer, per la lettura e per l'apprezzamento. Sono contento in particolare del tuo giudizio sulla prosa, perché pur nel poco tempo a disposizione del MI ho tentato di curarla e limarla al meglio delle mie possibilità.

     

    1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

    Anche se, sfogliando nei tuoi racconti, la storia su una bambina muta (Marina) c'è già.

     

    Sai che non ci avevo affatto pensato? Un collegamento forse inconscio, chissà. :D

     

    1 ora fa, Poeta Zaza ha detto:

    Dopo tante parole mimate in sua compagnia, Il nonno le ha lasciato da indovinare quello, scaldandole il cuore.

     

    Grazie, davvero. Bella lettura, in linea con le mie intenzioni, cosa che mi fa particolarmente piacere. :rosa:

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