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Cerusico

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Tutti i contenuti di Cerusico

  1. Cerusico

    Punto di vista ballerino

    Mai detto, infatti. Tuttavia, se un autore intende passare da un PdV all'altro nel corso di uno stesso capitolo, allora o stacca in maniera chiara, oppure non vedo soluzioni alternative al narratore onnisciente. A quel punto cambiano altre cose, perché il narratore onnisciente può fare certe cose e non può farne altre. Può farlo se è ancorato a un punto di vista preciso. Altrimenti, se è un narratore onnisciente, mi sta ingannando. Il narratore onnisciente non può essere inaffidabile. In quale contesto è vera un'affermazione come quella in neretto? A me ne vengono in mente soltanto due: 1) narratore onnisciente (sa tutto, narra tutto da fuori, passa da un PdV all'altro anche nello stesso paragrafo, o da un luogo all'altro, essendo ovunque) 2) un capitolo per PdV. Esempio classico: Il trono di spade. Ma gran parte dei libri moderni a più voci rientra in questa casistica.
  2. Cerusico

    Punto di vista ballerino

    Occorre compiere una scelta, rimanendo coerenti a essa. Nessuno vieta di utilizzare un narratore onnisciente, che entra ed esce dalla mente di ogni personaggio quando, quanto e come vuole. Ma anche in quel caso occorre una profonda consapevolezza di cosa significhi. Il narratore onnisciente, sapendo tutto, non può nascondere nulla. Non può permettersi, per esempio, di dire che A aveva uno sguardo assente senza spiegarci il perché; cosa che invece può fare un testo narrato dal punto di vista di un personaggio B. Ciò che è necessario avere è il pieno controllo e la consapevolezza di cosa si sta facendo. Quel che a volte disorienta, soprattutto in testi acerbi - ma non solo, in verità -, sono proprio i maldestri cambi di PdV, che finiscono per confondere il lettore e fargli perdere il riferimento e l'immedesimazione. Anche questo va tenuto in assoluta considerazione: una stessa scena, narrata da un PdV differente oppure da un narratore onnisciente, cambia l'impatto sul lettore. In arte, in generale, secondo me non ci sono poi tante regole. Ci sono, però, tecniche. Tecniche che vanno conosciute, comprese, padroneggiate e adoperate per ottenere il proprio scopo comunicativo.
  3. Cerusico

    Jukebox

  4. Cerusico

    Auguri, Marcellone!

    @Marcello, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Tanti auguri di buon compleanno!
  5. Cerusico

    Nuove e vecchie Emoticon

    Il vecchietto è vitale, che qua ormai l'età avanza e la barba si allunga.
  6. Mi tuffo sul documento e lo integro con un listone che ho compilato io nei mesi scorsi.
  7. Cerusico

    La lunghezza di un romanzo

    In generale, sembrerebbe abbastanza accettata questa categorizzazione: romanzo : è formato da oltre 40.000 parole novella (o romanzo breve): tra le 17.500 e fino a 40.000 parole novelette (o racconto lungo): tra le 7.500 e fino a 17.500 parole racconto : inferiore a 7.500 parole. Ritengo che ogni storia necessiti di un certo spazio, di un certo tempo, di un certo respiro. Può esaurirsi nel giro di due pagine, o andare avanti per migliaia. Purtroppo, non credo sia possibile stabilire cosa sia giusto per un autore e per una data storia. Lì entrano in gioco istinto, esperienza e consapevolezza autoriale, che deve riuscire a comprendere cosa sia realmente utile, cosa sia superfluo, cosa invece manchi. Quindi, punterei a vestire la storia narrata nella maniera migliore possibile, senza pensare alla categoria entro la quale rientrerà. Se senti mancanze, aggiungi; se senti eccessi, taglia; se non riesci a comprenderlo, rivolgiti a un editor professionista, il cui occhio esterno ed esperto riuscirà a cogliere punti di forza e di debolezza della tua opera, indirizzandoti nella maniera migliore.
  8. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    Confermo le impressioni positive su Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti: thriller ben costruito, scritto come si deve, con personaggi mai troppo caricati e un killer sicuramente insolito. Di contro, ho finito di leggere La sostanza del male di Luca D'Andrea (Einaudi, 2016). Altro thriller, altro esordio, altro buon successo commerciale. Ma il livello è completamente diverso. Mi azzardo a dire che sia tra le cose peggiori che ho letto quest'anno: una storia che sembra scritta da uno che scrive da tre mesi, sul cui testo è poi passato un buon editor. In particolare, a parte la scarsissima verosimiglianza di ogni snodo e delle scelte dei personaggi, la cosa che ho trovato peggiore in assoluto sono i dialoghi e le reazioni dei personaggi. Non esiste praticamente una singola interazione che non veda un personaggio incazzarsi fino a dare un pugno, oppure piangere, o ancora ridere a crepapelle, scoppiare d'amore, spaventarsi fino a svenire. Tutto è talmente enfatizzato da perdere presa dopo le prime pagine. Una delusione totale. Piccola curiosità: entrambi i romanzi sono ambientati in paesini montani immaginari, uno in Friuli (nel romanzo della Tuti) e uno in Trentino (nel romanzo di D'Andrea). Entrambi descrivono la notte dei krampus. Ecco, basta confrontare quelle due pagine per segnare una netta linea di demarcazione tra un buon autore e uno molto, molto più in basso.
  9. Cerusico

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Buondì, chiedo la cancellazione di un po' di cose ormai dimenticate o che hanno preso/prenderanno altre strade. https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/36956-mi-107-non-parlate-e-non-ascoltate/ https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/37606-mi-110-la-notte-in-cui-cosimo-buratti-perse-la-testa/ https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40431-h2018-proba-cantarului/ https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40658-mi-119-le-incisioni/
  10. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    A me è piaciuto moltissimo. Direi che posso metterlo tra i cinque romanzi più belli letti in questo 2018. Io sto leggendo Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti. Esordio col botto con Longanesi, tre ristampe in un mese, diritti venduti all'estero già prima della pubblicazione. 85.000 copie vendute in Italia. Non so se i numeri sono meritati, tuttavia è un bel thriller, ed è scritto a modo. Nei ritagli sto leggendo molta manualistica tecnica, ma non posso dire i titoli altrimenti mi arriva la polizia postale a casa.
  11. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    Ce l'ho sul divano ad attendermi. Come lo stai trovando?
  12. Cerusico

    I racconti della Dodicesima Luna - Quarto ciclo

    Ancora non ti ho letto @Kuno, da quando hai mollato il ferro da stiro mi irriti. Quindi non mi congratulo perché sei brutto. Passerò a leggerti, vecchio ferro.
  13. Cerusico

    Copertine omaggio a racconti del WD

    Non credo di essere capace di esprimerlo, ma ci provo. Quella di Ads la trovo poetica: mi dà l'idea di un flusso delicato, che potrei paragonare a quello dei pensieri profondi. Trovo nell'immagine un senso di leggerezza, dovuto a questo fluire così "morbido", e allo stesso tempo mi permette di distogliere la mia attenzione dal soggetto, e quindi dall'albero, per seguire la scia dei colori e andare in profondità, fino a svanire. La mia, dal punto di vista concettuale, è ovviamente più semplice, nel senso che è l'immagine senza dubbio più d'impatto del racconto e quindi la scelta si prestava in maniera quasi inevitabile. Eppure colpisce ugualmente per realizzazione, per colori e per ribaltamento, che credo sia stata una bella intuizione. Insomma, ci ho provato, alla fine mi rendo conto che l'unica cosa che so dire è che sono belle.
  14. Cerusico

    Jukebox

    Death metal con inserti melodici. Volendo spingere un po' sulle etichette, si potrebbe usare l'agghiacciante definizione di progressive melodic death metal. Anche a me. (Parlavo di te in chat proprio un paio di minuti fa )
  15. Cerusico

    Jukebox

    In generale è una delle cose che più emoziona, in musica ma non solo: l'alternanza tra violenza e melodia, tra velocità e placida osservazione, tra urla e sussurri. Qui è un po' "incollato" (gli Opeth lo hanno fatto molto meglio tante volte), tuttavia trovo che la parte melodica, anche dopo il ritorno del growl, sia particolarmente bella.
  16. Cerusico

    Jukebox

  17. Cerusico

    [MI 119] L'ultimo tratto

    Ciao Adrià. Ormai, cazzeggiando e facendo schifo, è praticamente un anno che ti leggo (primo incrocio deve essere stato al MI de Il coperchio e Il comitato, credo si parli di febbraio), quindi riesco più o meno ad avere un quadro complessivo della tua produzione, avendo letto tutto. Il mio commento ha più un carattere generale, e meno riferimenti al testo in questione. La cosa che ho apprezzato quasi subito della tua scrittura è una dote che può essere sì allenata, ma che insomma, se ce l'hai già è meglio ed è l'abilità di staccare il lettore dalla sua realtà dopo il primo paragrafo, immergendolo in quella del racconto. Questa non è una cosa banale, a mio parere. Non lo è per niente. Tu la riesci a ottenere con una scrittura compatta, uno stile sempre curatissimo e scelte lessicali a fuoco: caratteristiche che ti consentono di ricreare immagini vivide e che arrivano con limpidezza al lettore. Ti riconosco praticamente subito, insomma. Ma questo non basta a definire la tua scrittura. C'è la cosa forse più importante, e quella - ne sono certissimo - è una caratteristica personale che non alleni in nessunissimo modo. Spesso, nei tuoi racconti, ti sei dedicato a una vera e propria fotografia, se vogliamo. Mi riferisco a una scena abbastanza statica con la descrizione dell'ambiente e dei dialoghi. Ecco, tu di quella fotografia cogli particolari che un altro occhio non vedrebbe manco guardandola per due ore di fila, li porti alla luce e li sottolinei con delicatezza e sensibilità. E proprio qua volevo andare a parare: la sensibilità. Tu sei dotato di una sensibilità sviluppata, che è quella cosa che permette al tuo occhio di focalizzare dettagli che colpiscono proprio per l'apparente minore importanza, proprio perché tanti altri occhi non li noterebbero, li sorvolerebbero non degnandoli di attenzione. Facendo questo tu raggiungi due scopi in un colpo solo: da un lato acquisisci, mantieni e sviluppi una tua originalità - per me l'originalità è data proprio dallo sguardo, molto meno dal contenuto - e offri meraviglia, perché anche un occhio meno attento, anche una sensibilità meno sviluppata o diversa dalla tua è in grado di cogliere le sfumature che porti in superficie. Te lo dissi un po' di mesi fa, che vedevo le stigmate del romanziere, e te lo confermo ancora. A mio avviso l'unico - ma non semplice - lavoro che devi fare è quello legato alla struttura e allo sviluppo di una storia che si articola su un arco temporale più lungo, ma ti dirò, la cosa è meno "spaventosa" se provi a immaginare ogni scena/capitolo come un'immagine a sé stante, da costruire secondo le caratteristiche che già hai nella tua cassetta degli attrezzi. Poi starà alla bontà della struttura reggere le connessioni tra una scena e l'altra, alla qualità del montaggio renderlo interessante e bla bla bla. Quindi, @AdStr, per concludere: un enorme apprezzamento per la qualità media che hai portato qui nel corso dell'anno, cosa che, non mi vergogno di dire apertamente, ti avrebbe meritato da sola la vittoria della classifica generale del MI. Ma non c'è tempo per adagiarsi, perché devi porti nel mirino l'obiettivo di buttare fuori un romanzo nel 2019. Io ci credo e ti sostengo. Un abbraccio.
  18. Cerusico

    Copertine omaggio a racconti del WD

    @Miss Ribston, che figata! Posso dire che quella di @AdStr e la mia, per ragioni diverse, le trovo bellissime? Manda pure, dovresti avere la mia mail.
  19. Cerusico

    Mezzogiorno d'inchiostro n. 119 Topic ufficiale

    Congratulazioni ai vincitori @Macleo e @Kikki ma voglio complimentarmi anche coi vinti: alcuni di loro, a mio modesto parere, sono fin troppo vinti, se così vogliamo dire. Ad ogni modo, buone ferie alla Nostra Signora del MI, @Cicciuzza, e arrivederci a gennaio.
  20. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Cancellato su richiesta dell'autore.
  21. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Ciao Maurizio, sapevo che da qualche parte esistevi. Ho L'amica geniale da marzo, ma non l'ho ancora nemmeno tolto dal cellophane. Ho sentito diversi autori che stimo parlare di lei in termini entusiastici. Diciamo che se fossi lei non penso che sarei qui a postare racconti schifosi non avendola letta, comunque, non saprei dire se mi piace l'accostamento oppure no. Ma a naso, da poche frasi lette qua e là, credo di sì. E' un'opinione che rispetto in pieno. Non mi stupisce affatto, invece. O meglio, non mi stupisce che tu apprezzi un certo tipo di atmosfere; al più, mi stupisce che ti sia piaciuta quella che ho ricreato io. Il tema più dibattuto del racconto sono contento di ricevere anche il tuo punto di vista, che per giunta è molto prossimo al mio, se non identico. Grazie del passaggio, @Thea. In questo tortuoso e lungo percorso, verso una meta nemmeno troppo chiara, ogni parere, ogni considerazione diventa motivo di riflessione e di approfondimento. Ti ringrazio per esserti presa il tempo di dirmi cosa pensi.
  22. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    @Ghigo, mi onori oltremodo altro che dispiacere! Ringrazio tantissimo te per aver scelto il mio racconto e lei per averlo apprezzato. E' proprio vero che le storie, a volte, fanno viaggi imprevedibili. Ciao @Marcello, immagini benissimo! Tra l'altro - qui ne approfitto per dire anche questa cosa, che forse finora mi era sfuggita -, il parlare dei possibili nomi da dare ai figli non va necessariamente connesso alla volontà di averne davvero con quella persona. Può essere anche una proiezione in un futuro che potrebbe non comprendere l'altro, in verità. Io stesso - lo ammetto con un po' di timidezza - mi sono ritrovato a parlarne un paio di volte, ma la sensazione era di parlare di sé stessi più che di coppia realmente proiettata da lì a tot anni. Considerazione messa qui giusto per sottolineare che anche quella discussione non va necessariamente intesa in termini letterali, come un "Voglio dei figli con te e si chiameranno Tizio e Caio". Esatto. Ho cercato di esprimere una cosa simile in una delle mie risposte precedenti, ma tu lo hai detto in modo molto più sintetico ed efficace. Interpretazione molto bella e che mi sento di condividere in pieno. Dando per assodato che uno scarto tra aspettativa e realtà esiste sempre, è proprio la capacità di posizionarsi da qualche parte nel mezzo, in quest'area grigia tra ciò che volevamo essere e ciò che siamo, che si può individuare il punto di equilibrio. E senza ombra di dubbio Alice è come la descrivi tu, sbilanciata in una direzione e quindi tendente a una infelicità più o meno latente e più o meno consapevole. Grazie mille per lettura e profondità di analisi, Marcello.
  23. È arrivato lo Stregonesco premio. Devo dire che mi sono un po' commosso nel leggere la lettera, così carica di disprezzo, e nel vedere però al contempo la cura per il dono, che ho trovato non solo bello, ma anche fatto benissimo! Insomma, @Bango Skank e staff tutto: grandissimi fino alla fine. Grazie mille!
  24. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Ciao @M.T., hai colto il senso e non solo, hai fatto una sintesi molto migliore di quella che potrei fare io. Grazie di cuore per come lo hai letto. Ciao @Ghigo, come forse hai visto scorrendo i commenti, è una scelta che ha fatto storcere il naso a qualcuno. Non ho nulla da obiettare in tal senso. Ne approfitto però per dire una cosa, molto banale: Alice è un personaggio e, in quanto tale, compie scelte che possono avere una coerenza interna a sé stessa e alla sua esperienza di vita. Questo è naturale che coincida con le esperienze di qualcuno e che invece vada in senso contrario rispetto a quelle di un altro. Ho trovato interessante che intorno a un semplice testo narrativo ci siano stati lettori che abbiano avuto voglia di mettere in campo loro stessi, le loro esperienze, sensazioni e reazioni. Trovo che sia un buon risultato, in senso assoluto. Poi capisco perfettamente tutti quelli che dicono che non lo avrebbero fatto, al posto suo: mi va benissimo. Grazie mille per le parole sul testo, Ghigo. Ciao @Federico72, non ne dubito. Io non ho conoscenti nella posizione di Alice, o simile alla sua. Tuttavia ho conosciuto e frequentato tanti adolescenti e alcuni di questi sono tuttora miei amici, quindi vedo come alcuni di loro - me compreso, credo - guardino a qualche anno fa, con che tipo di sguardo ripercorrono certi episodi chiave di quegli anni. Proprio per questo non fatico a credere che una Alice possa esistere. Grazie per avermene dato conferma, e grazie per le parole di apprezzamento. Ciao @Macleo, del tuo commento non so cosa citare perché mi colpisce nel suo complesso. In prima battuta mi fai un piacere enorme spendendo le parole che spendi per il mio racconto, soprattutto parlandomi del tuo coinvolgimento. Non sai quanto questo mi faccia sentire fiero del percorso fatto per arrivare qui. Poi fai considerazioni che mi trovano piuttosto d'accordo: anch'io, per esperienza diretta, ho notato non poche volte una vena più romantica e sognante negli uomini. Credo che a volte noi maschietti - mi ci metto in mezzo - mascheriamo l'emotività dietro comportamenti da "duri", da quelli che la sanno lunga, da membri del branco, a seconda delle circostanze. Ma sono abbastanza sicuro che abbiamo un mondo interiore sviluppato e, in non rari casi, fragile. E con questa verità assoluta penso che possiamo chiudere tutto e andarcene a casa. Grazie di cuore, Macleo.
  25. Cerusico

    Copertine omaggio a racconti del WD

    @Miss Ribston, è bello che tu abbia pensato di condividerle. Ricordo quando ne parlasti e forse ti dissi che avresti regalato un momento di felicità a tanti rendendole pubbliche. Che dirti, mi colpisce la varietà, sia a livello cromatico che di composizione. Inoltre, pur non capendo nulla di disegno e di grafica, mi sembrano tutte molto diverse anche come realizzazione, oltre che come concetto. La mia molto elegante (non come me) e molto fumosa (questo sì, come me). Grazie mille.
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