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Cerusico

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Tutti i contenuti di Cerusico

  1. Mi tuffo sul documento e lo integro con un listone che ho compilato io nei mesi scorsi.
  2. Cerusico

    La lunghezza di un romanzo

    In generale, sembrerebbe abbastanza accettata questa categorizzazione: romanzo : è formato da oltre 40.000 parole novella (o romanzo breve): tra le 17.500 e fino a 40.000 parole novelette (o racconto lungo): tra le 7.500 e fino a 17.500 parole racconto : inferiore a 7.500 parole. Ritengo che ogni storia necessiti di un certo spazio, di un certo tempo, di un certo respiro. Può esaurirsi nel giro di due pagine, o andare avanti per migliaia. Purtroppo, non credo sia possibile stabilire cosa sia giusto per un autore e per una data storia. Lì entrano in gioco istinto, esperienza e consapevolezza autoriale, che deve riuscire a comprendere cosa sia realmente utile, cosa sia superfluo, cosa invece manchi. Quindi, punterei a vestire la storia narrata nella maniera migliore possibile, senza pensare alla categoria entro la quale rientrerà. Se senti mancanze, aggiungi; se senti eccessi, taglia; se non riesci a comprenderlo, rivolgiti a un editor professionista, il cui occhio esterno ed esperto riuscirà a cogliere punti di forza e di debolezza della tua opera, indirizzandoti nella maniera migliore.
  3. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    Confermo le impressioni positive su Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti: thriller ben costruito, scritto come si deve, con personaggi mai troppo caricati e un killer sicuramente insolito. Di contro, ho finito di leggere La sostanza del male di Luca D'Andrea (Einaudi, 2016). Altro thriller, altro esordio, altro buon successo commerciale. Ma il livello è completamente diverso. Mi azzardo a dire che sia tra le cose peggiori che ho letto quest'anno: una storia che sembra scritta da uno che scrive da tre mesi, sul cui testo è poi passato un buon editor. In particolare, a parte la scarsissima verosimiglianza di ogni snodo e delle scelte dei personaggi, la cosa che ho trovato peggiore in assoluto sono i dialoghi e le reazioni dei personaggi. Non esiste praticamente una singola interazione che non veda un personaggio incazzarsi fino a dare un pugno, oppure piangere, o ancora ridere a crepapelle, scoppiare d'amore, spaventarsi fino a svenire. Tutto è talmente enfatizzato da perdere presa dopo le prime pagine. Una delusione totale. Piccola curiosità: entrambi i romanzi sono ambientati in paesini montani immaginari, uno in Friuli (nel romanzo della Tuti) e uno in Trentino (nel romanzo di D'Andrea). Entrambi descrivono la notte dei krampus. Ecco, basta confrontare quelle due pagine per segnare una netta linea di demarcazione tra un buon autore e uno molto, molto più in basso.
  4. Cerusico

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Buondì, chiedo la cancellazione di un po' di cose ormai dimenticate o che hanno preso/prenderanno altre strade. https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/36956-mi-107-non-parlate-e-non-ascoltate/ https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/37606-mi-110-la-notte-in-cui-cosimo-buratti-perse-la-testa/ https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40431-h2018-proba-cantarului/ https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40658-mi-119-le-incisioni/
  5. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    A me è piaciuto moltissimo. Direi che posso metterlo tra i cinque romanzi più belli letti in questo 2018. Io sto leggendo Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti. Esordio col botto con Longanesi, tre ristampe in un mese, diritti venduti all'estero già prima della pubblicazione. 85.000 copie vendute in Italia. Non so se i numeri sono meritati, tuttavia è un bel thriller, ed è scritto a modo. Nei ritagli sto leggendo molta manualistica tecnica, ma non posso dire i titoli altrimenti mi arriva la polizia postale a casa.
  6. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    Ce l'ho sul divano ad attendermi. Come lo stai trovando?
  7. Cerusico

    I racconti della Dodicesima Luna - Quarto ciclo

    Ancora non ti ho letto @Kuno, da quando hai mollato il ferro da stiro mi irriti. Quindi non mi congratulo perché sei brutto. Passerò a leggerti, vecchio ferro.
  8. Cerusico

    Copertine omaggio a racconti del WD

    Non credo di essere capace di esprimerlo, ma ci provo. Quella di Ads la trovo poetica: mi dà l'idea di un flusso delicato, che potrei paragonare a quello dei pensieri profondi. Trovo nell'immagine un senso di leggerezza, dovuto a questo fluire così "morbido", e allo stesso tempo mi permette di distogliere la mia attenzione dal soggetto, e quindi dall'albero, per seguire la scia dei colori e andare in profondità, fino a svanire. La mia, dal punto di vista concettuale, è ovviamente più semplice, nel senso che è l'immagine senza dubbio più d'impatto del racconto e quindi la scelta si prestava in maniera quasi inevitabile. Eppure colpisce ugualmente per realizzazione, per colori e per ribaltamento, che credo sia stata una bella intuizione. Insomma, ci ho provato, alla fine mi rendo conto che l'unica cosa che so dire è che sono belle.
  9. Cerusico

    Jukebox

    Death metal con inserti melodici. Volendo spingere un po' sulle etichette, si potrebbe usare l'agghiacciante definizione di progressive melodic death metal. Anche a me. (Parlavo di te in chat proprio un paio di minuti fa )
  10. Cerusico

    Jukebox

    In generale è una delle cose che più emoziona, in musica ma non solo: l'alternanza tra violenza e melodia, tra velocità e placida osservazione, tra urla e sussurri. Qui è un po' "incollato" (gli Opeth lo hanno fatto molto meglio tante volte), tuttavia trovo che la parte melodica, anche dopo il ritorno del growl, sia particolarmente bella.
  11. Cerusico

    Jukebox

  12. Cerusico

    [MI 119] L'ultimo tratto

    Ciao Adrià. Ormai, cazzeggiando e facendo schifo, è praticamente un anno che ti leggo (primo incrocio deve essere stato al MI de Il coperchio e Il comitato, credo si parli di febbraio), quindi riesco più o meno ad avere un quadro complessivo della tua produzione, avendo letto tutto. Il mio commento ha più un carattere generale, e meno riferimenti al testo in questione. La cosa che ho apprezzato quasi subito della tua scrittura è una dote che può essere sì allenata, ma che insomma, se ce l'hai già è meglio ed è l'abilità di staccare il lettore dalla sua realtà dopo il primo paragrafo, immergendolo in quella del racconto. Questa non è una cosa banale, a mio parere. Non lo è per niente. Tu la riesci a ottenere con una scrittura compatta, uno stile sempre curatissimo e scelte lessicali a fuoco: caratteristiche che ti consentono di ricreare immagini vivide e che arrivano con limpidezza al lettore. Ti riconosco praticamente subito, insomma. Ma questo non basta a definire la tua scrittura. C'è la cosa forse più importante, e quella - ne sono certissimo - è una caratteristica personale che non alleni in nessunissimo modo. Spesso, nei tuoi racconti, ti sei dedicato a una vera e propria fotografia, se vogliamo. Mi riferisco a una scena abbastanza statica con la descrizione dell'ambiente e dei dialoghi. Ecco, tu di quella fotografia cogli particolari che un altro occhio non vedrebbe manco guardandola per due ore di fila, li porti alla luce e li sottolinei con delicatezza e sensibilità. E proprio qua volevo andare a parare: la sensibilità. Tu sei dotato di una sensibilità sviluppata, che è quella cosa che permette al tuo occhio di focalizzare dettagli che colpiscono proprio per l'apparente minore importanza, proprio perché tanti altri occhi non li noterebbero, li sorvolerebbero non degnandoli di attenzione. Facendo questo tu raggiungi due scopi in un colpo solo: da un lato acquisisci, mantieni e sviluppi una tua originalità - per me l'originalità è data proprio dallo sguardo, molto meno dal contenuto - e offri meraviglia, perché anche un occhio meno attento, anche una sensibilità meno sviluppata o diversa dalla tua è in grado di cogliere le sfumature che porti in superficie. Te lo dissi un po' di mesi fa, che vedevo le stigmate del romanziere, e te lo confermo ancora. A mio avviso l'unico - ma non semplice - lavoro che devi fare è quello legato alla struttura e allo sviluppo di una storia che si articola su un arco temporale più lungo, ma ti dirò, la cosa è meno "spaventosa" se provi a immaginare ogni scena/capitolo come un'immagine a sé stante, da costruire secondo le caratteristiche che già hai nella tua cassetta degli attrezzi. Poi starà alla bontà della struttura reggere le connessioni tra una scena e l'altra, alla qualità del montaggio renderlo interessante e bla bla bla. Quindi, @AdStr, per concludere: un enorme apprezzamento per la qualità media che hai portato qui nel corso dell'anno, cosa che, non mi vergogno di dire apertamente, ti avrebbe meritato da sola la vittoria della classifica generale del MI. Ma non c'è tempo per adagiarsi, perché devi porti nel mirino l'obiettivo di buttare fuori un romanzo nel 2019. Io ci credo e ti sostengo. Un abbraccio.
  13. Cerusico

    Copertine omaggio a racconti del WD

    @Miss Ribston, che figata! Posso dire che quella di @AdStr e la mia, per ragioni diverse, le trovo bellissime? Manda pure, dovresti avere la mia mail.
  14. Cerusico

    Mezzogiorno d'inchiostro n. 119 Topic ufficiale

    Congratulazioni ai vincitori @Macleo e @Kikki ma voglio complimentarmi anche coi vinti: alcuni di loro, a mio modesto parere, sono fin troppo vinti, se così vogliamo dire. Ad ogni modo, buone ferie alla Nostra Signora del MI, @Cicciuzza, e arrivederci a gennaio.
  15. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Cancellato su richiesta dell'autore.
  16. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Ciao Maurizio, sapevo che da qualche parte esistevi. Ho L'amica geniale da marzo, ma non l'ho ancora nemmeno tolto dal cellophane. Ho sentito diversi autori che stimo parlare di lei in termini entusiastici. Diciamo che se fossi lei non penso che sarei qui a postare racconti schifosi non avendola letta, comunque, non saprei dire se mi piace l'accostamento oppure no. Ma a naso, da poche frasi lette qua e là, credo di sì. E' un'opinione che rispetto in pieno. Non mi stupisce affatto, invece. O meglio, non mi stupisce che tu apprezzi un certo tipo di atmosfere; al più, mi stupisce che ti sia piaciuta quella che ho ricreato io. Il tema più dibattuto del racconto sono contento di ricevere anche il tuo punto di vista, che per giunta è molto prossimo al mio, se non identico. Grazie del passaggio, @Thea. In questo tortuoso e lungo percorso, verso una meta nemmeno troppo chiara, ogni parere, ogni considerazione diventa motivo di riflessione e di approfondimento. Ti ringrazio per esserti presa il tempo di dirmi cosa pensi.
  17. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    @Ghigo, mi onori oltremodo altro che dispiacere! Ringrazio tantissimo te per aver scelto il mio racconto e lei per averlo apprezzato. E' proprio vero che le storie, a volte, fanno viaggi imprevedibili. Ciao @Marcello, immagini benissimo! Tra l'altro - qui ne approfitto per dire anche questa cosa, che forse finora mi era sfuggita -, il parlare dei possibili nomi da dare ai figli non va necessariamente connesso alla volontà di averne davvero con quella persona. Può essere anche una proiezione in un futuro che potrebbe non comprendere l'altro, in verità. Io stesso - lo ammetto con un po' di timidezza - mi sono ritrovato a parlarne un paio di volte, ma la sensazione era di parlare di sé stessi più che di coppia realmente proiettata da lì a tot anni. Considerazione messa qui giusto per sottolineare che anche quella discussione non va necessariamente intesa in termini letterali, come un "Voglio dei figli con te e si chiameranno Tizio e Caio". Esatto. Ho cercato di esprimere una cosa simile in una delle mie risposte precedenti, ma tu lo hai detto in modo molto più sintetico ed efficace. Interpretazione molto bella e che mi sento di condividere in pieno. Dando per assodato che uno scarto tra aspettativa e realtà esiste sempre, è proprio la capacità di posizionarsi da qualche parte nel mezzo, in quest'area grigia tra ciò che volevamo essere e ciò che siamo, che si può individuare il punto di equilibrio. E senza ombra di dubbio Alice è come la descrivi tu, sbilanciata in una direzione e quindi tendente a una infelicità più o meno latente e più o meno consapevole. Grazie mille per lettura e profondità di analisi, Marcello.
  18. È arrivato lo Stregonesco premio. Devo dire che mi sono un po' commosso nel leggere la lettera, così carica di disprezzo, e nel vedere però al contempo la cura per il dono, che ho trovato non solo bello, ma anche fatto benissimo! Insomma, @Bango Skank e staff tutto: grandissimi fino alla fine. Grazie mille!
  19. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Ciao @M.T., hai colto il senso e non solo, hai fatto una sintesi molto migliore di quella che potrei fare io. Grazie di cuore per come lo hai letto. Ciao @Ghigo, come forse hai visto scorrendo i commenti, è una scelta che ha fatto storcere il naso a qualcuno. Non ho nulla da obiettare in tal senso. Ne approfitto però per dire una cosa, molto banale: Alice è un personaggio e, in quanto tale, compie scelte che possono avere una coerenza interna a sé stessa e alla sua esperienza di vita. Questo è naturale che coincida con le esperienze di qualcuno e che invece vada in senso contrario rispetto a quelle di un altro. Ho trovato interessante che intorno a un semplice testo narrativo ci siano stati lettori che abbiano avuto voglia di mettere in campo loro stessi, le loro esperienze, sensazioni e reazioni. Trovo che sia un buon risultato, in senso assoluto. Poi capisco perfettamente tutti quelli che dicono che non lo avrebbero fatto, al posto suo: mi va benissimo. Grazie mille per le parole sul testo, Ghigo. Ciao @Federico72, non ne dubito. Io non ho conoscenti nella posizione di Alice, o simile alla sua. Tuttavia ho conosciuto e frequentato tanti adolescenti e alcuni di questi sono tuttora miei amici, quindi vedo come alcuni di loro - me compreso, credo - guardino a qualche anno fa, con che tipo di sguardo ripercorrono certi episodi chiave di quegli anni. Proprio per questo non fatico a credere che una Alice possa esistere. Grazie per avermene dato conferma, e grazie per le parole di apprezzamento. Ciao @Macleo, del tuo commento non so cosa citare perché mi colpisce nel suo complesso. In prima battuta mi fai un piacere enorme spendendo le parole che spendi per il mio racconto, soprattutto parlandomi del tuo coinvolgimento. Non sai quanto questo mi faccia sentire fiero del percorso fatto per arrivare qui. Poi fai considerazioni che mi trovano piuttosto d'accordo: anch'io, per esperienza diretta, ho notato non poche volte una vena più romantica e sognante negli uomini. Credo che a volte noi maschietti - mi ci metto in mezzo - mascheriamo l'emotività dietro comportamenti da "duri", da quelli che la sanno lunga, da membri del branco, a seconda delle circostanze. Ma sono abbastanza sicuro che abbiamo un mondo interiore sviluppato e, in non rari casi, fragile. E con questa verità assoluta penso che possiamo chiudere tutto e andarcene a casa. Grazie di cuore, Macleo.
  20. Cerusico

    Copertine omaggio a racconti del WD

    @Miss Ribston, è bello che tu abbia pensato di condividerle. Ricordo quando ne parlasti e forse ti dissi che avresti regalato un momento di felicità a tanti rendendole pubbliche. Che dirti, mi colpisce la varietà, sia a livello cromatico che di composizione. Inoltre, pur non capendo nulla di disegno e di grafica, mi sembrano tutte molto diverse anche come realizzazione, oltre che come concetto. La mia molto elegante (non come me) e molto fumosa (questo sì, come me). Grazie mille.
  21. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Ciao @Alba360 La questione del nome è tra le più dibattute, in effetti. Lo trovo comprensibile, così come qualsiasi opinione in merito. Diciamo che esce un attimo dalle questioni strettamente narrative e si entra nella sfera delle impressioni personali e di quel magico meccanismo dell'immedesimazione: io lo avrei fatto al posto suo? E qui, come dicevo, ogni parere è altrettanto rispettabile, ragion per cui non ho nulla da ribattere alle tue considerazioni. Anzi, ti ringrazio per aver espresso il tuo punto di vista. Mi sembra una cosa bella che un semplice racconto possa favorire questo tipo di interazione. A volte, in qualche chiacchierata un po' alcolica con amici di vecchia data, mi è capitato di sentire frasi come: "Eh, ma io lo so che tanto una come lei non la ritrovo più", riferite a legami vissuti diversi anni fa, qualcuno anche in fase adolescenziale. Credo che il tempo agisca come setaccio e lasci dei residui, le cose più vere e profonde. Magari il ricordo della persona specifica è sbiadito, ma persistono le sensazioni, ciò che si è vissuto o che si pensa di aver vissuto. Perché non va dimenticato come il tempo può ridimensionare tanto in difetto quanto in eccesso, facendo assumere, specie per gli animi un po' più tendenti alla malinconia, un valore del tutto nuovo alle cose. A me piaceva l'idea di questa donna, ormai adulta e matura, che mantiene un legame con la sé stessa del passato, accarezzandone sogni e sguardi speranzosi. Che, come dicevo in qualche altra risposta, non significa rimpianto della persona in quanto tale. Non credo affatto che Alice rimpianga ancora Maurizio. Penso, piuttosto, che il ritorno su quella spiaggia rappresenti per lei un ritorno ai luoghi della spensieratezza. Temo di averlo fatto anch'io nel risponderti grazie ancora, Alba. @caipiroska, sono stupito della tua analisi per un motivo: ricalca quasi pedissequamente le mie intenzioni. In particolare: Di questo sono contentissimo perché hai notato il mio tentativo di creare un contesto che non ha nulla di desiderabile o "magico", che voleva essere per giunta proprio l'immagine decaduta di ciò che era. Molto vero. Grazie mille per le tue parole, @caipiroska. Mi rendono molto contento.
  22. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Proprio così, Marcello. Grazie per aver chiarito il dubbio. Impagabile come sempre.
  23. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Penso che esistano poche cose più soddisfacenti di questa, per chi cerca di scrivere. Grazie per avermelo detto, @Lauram. No, anzi! Visti anche gli interessanti e diversi punti di vista espressi in precedenza, mi piace che ciascuna esprima il proprio. Credo che si tratti di esperienze e sensazioni comuni, ma ciascuno di noi le ha vissute in maniera differente. Proprio per questo, secondo me, ogni testimonianza ha valore. Ciao @AndC, la trovo una buonissima sintesi. In particolare, mi fa molto piacere che tu abbia percepito l'alone di cinismo che permea il testo. Avevo un po' il timore che la parte più infantile e sentimentale potesse prendere tutto lo spazio. Per evitarlo ho cercato in primis di proporre un luogo magico per eccellenza in una veste dimessa. Tutto ha il sapore dell'abbandono e del dimenticato, sulla spiaggia. Felice che ti sia arrivato anche il senso di rassegnazione. Credo che ci sia un momento in cui si esaurisce la resistenza al dolore, in un certo senso; ed è il momento in cui si cominciano ad accettare compromessi, che sembrano il minore dei mali. Forse anche il matrimonio di Alice appartiene a questa categoria di scelte. Su entrambi i punti entra con forza il filtro personale, quindi accetto ogni tipo di posizione in merito, dalle più emotive a quelle più "crude". Mi fa piacere che tu non abbia trovato entrambi i punti cardine poco credibili o faciloni. Mai e poi mai. Le prendo tutte in considerazione. Poi magari qualcuna la rigetto, ma ce ne fosse anche soltanto una in grado di farmi modificare una posizione, un punto di vista, be', ne sarebbe valsa la pena eccome. Non li commento uno per uno, ma sono tutti preziosi e ne condivido diversi. Rispondo su un paio. Ci avrei messo il congiuntivo, non so, però... "che il mare si fosse impossessato"... Ho avuto il tuo stesso dubbio, ma non sono riuscito a scioglierlo. Magari se passa @Marcello può dirci la sua in merito. Detta così, sa un po' di "classico". In questo caso, personalmente adopererei anche l'aggettivo possessivo che di norma si tende ormai ad evitare: "compagna dei suoi monotoni"... comunque, vedrei se la frase si può riformulare... ecco: mi suona da "formula" letteraria. Sono d'accordo. Spesso si ricorre alla prima idea/immagine/concatenazione di parole che salta alla mente, ma è frequente che quella sia la cosa più banale. Le strofe della canzone le ho volute utilizzare come separazione tra le parti temporali (presente - notte della prima volta - il ritorno di Maurizio - ancora presente). Sono quindi un espediente narrativo, non sono parole scritte da nessuna parte nei luoghi del racconto. Le connessioni sono due: è il brano che Maurizio sta suonando in spiaggia, e inoltre ho provato a trovare una connessione tra vicenda e parole della canzone. Grazie come sempre, @AndC.
  24. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Ciao @AnnaL. La mia spiegazione può anche non convincere, per carità. Sono qui proprio per ascoltare i giudizi esterni e farne tesoro. Se è passato questo messaggio allora c'è qualcosa che non va, perché non era ciò che intendevo veicolare. Quindi ti ringrazio per avermelo fatto presente. Ti ho trovata! Come dicevo in una precedente risposta, certe frasi emergono dai miei ricordi personali, diretti o indiretti. Sono certissimo di aver avuto a che fare con persone che quelle cose le pensavano davvero, e con tutta la forza dell'adolescenza. Iniziavo a temere di avere ricordi molto confusi, leggendo alcune opinioni ricevute finora. Meno male che ci sei tu a darmi conferma che pensieri di quel tipo possono effettivamente nascere. Grazie di cuore per lettura e pareri, Anna.
  25. Cerusico

    [MI 119] Le incisioni

    Ciao @Edu, sì, un ricordo ordinario che, proprio per questo, può dare spazio all'universalità dell'esperienza. Quando cerco il realismo attingo a ciò che mi circonda, e di solito sono cose semplici. Grazie per la lettura e non farti problemi per un errore di scrittura da cellulare, figurati. Ciao @Befana Profana, ho letto con interesse tutte le tue considerazioni. Cito questa perché è quella che, oltre a dare un tuo personale parere sulla vicenda, mi offre anche uno spunto su cui posso riflettere. Ho messo in grassetto la frase che ritengo più attinente alle mie intenzioni. Il fatto che tu lo abbia percepito è positivo e mi rende molto soddisfatto, ma quel che dici in merito al finale evidenzia un aspetto che probabilmente ho sottovalutato, vale a dire la chiave di lettura. Più su ho dato una spiegazione sulla faccenda del nome, però ammetto che non l'avevo vista nella prospettiva che hai posto tu. Ci rifletterò su, può darsi che questo tuo suggerimento: ecco, io l'avrei chiuso qui il racconto. possa essere interessante e da valutare. Grazie mille per l'attenzione e i pareri utilissimi.
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