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Cerusico

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Tutti i contenuti di Cerusico

  1. Cerusico

    Mezzogiorno d'inchiostro 107 Topic ufficiale

    È stato un piacere leggervi tutti, cercando di darvi le mie impressioni e qualche umile suggerimento. Sono onorato di aver ricevuto ogni vostro appunto, ogni considerazione e ogni critica. Proverò a sfruttare tutto il tempo che mi avete dedicato migliorandomi e facendo tesoro di ciò che ho colto dalle vostre parole. Complimenti ai vincitori, un grazie a tutti gli altri e alla prossima.
  2. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao @Kuno, grato per il passaggio e onorato di averti intrattenuto. Alla prossima.
  3. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Cancellato su richiesta dell'autore.
  4. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao @Edison, grazie mille per la lettura e per il tempo dedicatomi. Giusta lettura. Pensa, io non la intendevo in questi termini. La vedevo più come una visione tragica sull'incomunicabilità nei nostri tempi, che è paradossale trattandosi della fase storica in cui è più semplice comunicare. La tua, però, è altrettanto calzante. Vero. Forse, scrivendolo, ritenevo inutile indicare con precisione il soggetto parlante, dando precedenza alla sensazione di un marasma disordinato in cui tutti parlavano insieme senza regole. Ahimé, come ho spiegato a chi me lo aveva fatto notare, è stata una dimenticanza. Lo avevo inserito pensando di sfruttarlo nelle battute finali, ma poi mi è suonato stucchevole e ho ideato un finale differente. Il bigliettino l'ho lasciato per aumentare il mistero, mi piacerebbe dirti...ma ahimé, l'ho solo dimenticato. Nessuna valida ragione. E' una sorta di "auto-citazione" perché sto scrivendo un romanzo ambientato in un borgo del lecchese, tutto qui. Mi incoraggia questo tuo appunto. Ci rifletterò su, chissà... Grazie ancora per il tempo e per le utili considerazioni.
  5. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao @Rica, grazie per essere intervenuta. Non sbagli, è la mia prima partecipazione al MI e ne sto traendo tanti spunti utili, sia leggendo le vostre storie e analizzando le scelte e gli stili adottati, sia nei commenti ricevuti per il mio racconto. Passo ai tuoi rilievi. Sai, stamattina ho riletto il racconto e ho avuto la stessa impressione. In uno "squarcio" così breve non c'è alcun valore nel doppio episodio su scala globale, ne sarebbe bastato uno meglio calibrato. Volevo trasmettere l'idea di come il mondo stesse rotolando verso la follia indotta dal morbo, ma si poteva farlo meglio. E' un errore fattomi subito notare nel primo commento al racconto. Dato il punto di vista del protagonista, non c'era modo che potesse ascoltare il dialogo. Logico che tu inciampi in questo aspetto, perché non è chiaro come si trasmetta la malattia. Nel mio immaginario, ci sono due modi: 1) sentendo parlare un infetto (motivo per cui all'inizio Giuseppe usa i tappi) 2) sentendo, da una persona sana, la propria particolare "parola malata", quella che fa inceppare il cervello Nel caso di Giuseppe, "pappa" non è la parola infetta, e inoltre lui vuole sentirla come "papà". Lo è invece per Anna, che viene contagiata poco dopo. Nel momento in cui Giuseppe la sente parlare viene subito contagiato a sua volta. Ti ho in parte risposto al punto precedente. In verità, a essere inceppato è anche il mio meccanismo narrativo, oltre che il cervello dei personaggi della storia. Anna, la moglie del protagonista, doveva essere infettata nel momento in cui sente la figlia dire "pappa". Le tue note sulle correzioni alla frasi e alle scelte linguistiche le condivido in pieno. Grazie di cuore.
  6. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao @Macleo, per qualche momento ho temuto che anche tu stessi per finire vittima del morbo, ma poi ho compreso che invece sei ancora in possesso delle tue facoltà mentali. Sono lieto che tu abbia trovato elementi d'interesse nel racconto e, se ti ho ispirato una ottima idea, che ben venga. Magari quando riceverai gli allori per la genialata ricordami di citarmi. Grazie per il passaggio e per il punto di vista. Attenderò il tuo racconto!
  7. Cerusico

    Arduino Sacco

    Alla luce di quanto racconti, mi chiedo perché non sia nell'elenco delle tipografie, piuttosto.
  8. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao @AndC, ti ringrazio di cuore per tutto il tempo dedicatomi. Le tue considerazioni mi torneranno senz'altro utili qualora decidessi di rimetter mano al racconto, o di approfondirlo e svilupparlo. Sul finale, devo ammettere che è molto veloce, forse troppo rispetto alla narrazione. Avrei fatto bene a tagliare di più nella parte centrale, dove ci sono dettagli superflui. Sulla dinamica del contagio di Giuseppe: Anna viene contagiata nel momento in cui sente Caterina, la bimba, emettere il suono "pappa". Quando è in camera a riposare, inizia a parlare a vanvera, ormai infettata, attirando l'attenzione del marito, preoccupato. Sentire parlare un infettato porta al contagio, qualsiasi cosa dica, senza bisogno che utilizzi una parola specifica. Difatti nel finale Giuseppe parla di castigo, la sua parola malata che richiama il titolo del libro che sta leggendo. Forse un po' cervellotico, me ne rendo conto. Soprattutto, difficile da esporre in poco spazio senza ricorrere ai terribili e odiati spiegoni. Le ripetizioni ci sono, hai ragione, e nessuna di esse è voluta. Interessante la tua annotazione sui "che" frequenti che appesantiscono le frasi, ne terrò conto in assoluto. Di nuovo, grazie mille per la cura nel commentare il mio racconto, l'ho assai apprezzata.
  9. Cerusico

    Mezzogiorno d'inchiostro 107 Topic ufficiale

    Eccomi pronto per la mia prima votazione a un MI. La premessa è retorica, ma doverosa: è stato un piacere leggere ognuno di voi. Virus, di @Macleo: divertente, pungente, ironico e con il tono e lo stile adatti al contesto. Una storia senza morale, di @Befana Profana: riesce a toccare corde profonde con tenerezza e ha una chiusura interessante. Inf(s)etti di @simone volponi: ricrea un mondo viv(sc)ido e putrescente che ti rimane addosso. Pezzo secco e brutale dal quale esci sporco. A un soffio dal podio il breve ma artistico tratteggio di camparino, racconto che ho letto più volte e che è cresciuto a ogni lettura. Infine, ci tengo a menzionare il sottotesto ricco e sfaccettato del racconto di Ghigo, che con un pizzico di cura in più può diventare un bellissimo pezzo, e quello di Unius, il cui finale intenso non può non toccare.
  10. Cerusico

    Mezzogiorno d'inchiostro n. 107 O.T.

    Letti e commentati tutti i racconti. E' stata una bella esperienza leggervi e trarre da ciascuno di voi qualche spunto d'interesse. Ho un mio preferito assoluto e tre racconti in ballo per i restanti due voti. Penso che li leggerò ancora una volta prima di decidere, ma sarà davvero il puro gusto personale a fare la differenza perché il livello è identicamente buono.
  11. Cerusico

    [MI 107] Un lungo fine settimana

    @Rica, penso che sarebbe stato un peccato non permetterci di leggere il tuo racconto. Formalmente credo sia tra i più solidi che ho letto in questa tornata del MI. Sul contenuto, invece, credo che il taglio sia troppo da cronaca e molto poco da rievocazione di un'esperienza vissuta. Da un certo punto in poi ho avuto l'impressione di leggere un articolo di giornale, o qualcosa di molto simile. Per fortuna il finale ritorna sulla carreggiata dell'esperienza diretta e l'ho sentito più vivido e potente.
  12. Cerusico

    [MI 107] Virus

    Piaciuto! Devo dire che lo avevo letto ieri e mi si era intrecciato il cervello nella parte centrale, quella con le elucubrazioni sui medici in vera o finta malattia. Rileggendolo oggi, invece, l'ho trovata forse la parte più riuscita e divertente. Ma è ben riuscito anche l'incipit, che ho trovato interessante, e la chiusa, semplice ma in linea col resto del racconto. Un bel monologo schizzato e ironico che mi intrattenuto e divertito.
  13. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao @Befana Profana, grazie per le tue considerazioni. Sai, anch'io una volta visto il testo ho avuto l'impressione di un muro di parole, cosa che non mi era parsa nell'editor. Avrei volentieri separato maggiormente per dare più respiro. Sui periodi lunghi lavorerò senz'altro in revisione. Assai probabile. Grazie ancora!
  14. Cerusico

    [MI 107] Uomini persi

    Il finale della lettera è intenso e ben riuscito, piccole frasi spezzettate che rendono molto bene il dramma, portando il pathos a grandi altezze. Ho invece letto a fatica la parte iniziale della lettera, pur comprendendone la necessità narrativa. La rievocazione doveva esserci, ma dal mio punto di vista stona un po' nella lettera disperata di zio Nanziu. L'incipit può essere decisamente migliorato. A ben pensarci, secondo me, il racconto gioverebbe di una narrazione in presa diretta, molto più del formato lettera ritrovata + incipit di presentazione. Prova a pensarci se deciderai di revisionarlo, magari non ti piacerà ma potrà essere un esperimento.
  15. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    Ho messo Stoner nella mia lista d'attesa da un po'. M'interessa molto scoprire come Williams sia riuscito a rendere una storia comune affascinante e coinvolgente, che è ciò che si deduce leggendo recensioni e commenti sul romanzo.
  16. Cerusico

    [MI 107] Che cartone preferisci?

    Considerando i tempi stretti in cui il racconto è stato partorito, penso sia superfluo concentrarsi su alcuni difetti formali del testo. Sono più che certo che con un po' di tempo e una solida revisione la struttura delle frasi possa essere migliorata, e non poco. Hai sfruttato la viralità in maniera completa: l'app è virale in quanto si diffonde a macchia d'olio e, allo stesso tempo, è contagiosa. Questo paese che si trasforma gradualmente in una strana fiera animata e giocosa mi ha inquietato abbastanza, perché nasconde un sottotesto molto realistico e in tema coi nostri tempi. Da un lato, la facilità con cui cadiamo vittima delle mode; dall'altro, come sempre più spesso investiamo il nostro tempo in maniera irragionevole. Le riflessioni finali le condivido per filo e per segno e trovo che diano una dimensione profonda al tuo racconto. Penso che se avrai la voglia e il piacere di dedicare del tempo a questo testo, potrà venirne fuori un buonissimo racconto.
  17. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Oh no, ha colpito anche te! Sì, hai colto che la mamma non teneva i tappi in casa. Li mette l'uomo quando si mette in ascolto alla porta, ma poi li toglie appena rientra. In casa non è necessario che li tengano perché la tv è muta, tra di loro non parlano e la bimba è piccina, non sa ancora parlare. Purtroppo per Anna, però, la sua parola infetta è proprio pappa, l'unico suono che Caterina riesce a emettere. @Ghigo, grazie di cuore per il tuo commento.
  18. Cerusico

    [MI 107] I raggi minchio

    Ciao @M.T., ho atteso un po' prima di commentare perché ho avuto qualche problema col tuo racconto. Trovo tre parti distinte: una iniziale ordinata e, se mi concedi la definizione, classica; la centrale col monologo dai toni propagandistici; quella finale con una forte vena satirica e umoristica. A mio avviso, il racconto avrebbe giovato se fosse stato strutturato in modo differente. In particolare, il monologo alla radio andrebbe sfrondato e reso più disperato e d'impatto, senza il predicozzo. Lo spazio guadagnato, a quel punto, si potrebbe sfruttare per dare qualche dato contestuale in più sul protagonista e sulla sua fuga dal mondo infettato dal balletto maledetto. Gestendo al meglio gli equilibri, anche il cambio di registro assumerebbe una valenza maggiore. Anche perché, diciamolo, è agghiacciante il tema di cui parli.
  19. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao @Kikki, la tengo in cantiere per uno sviluppo più esteso e ragionato, che mi permetta di dare delle regole più precise e di delineare meglio la vicenda. Ti ringrazio molto per il tempo dedicatomi.
  20. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    @M.T. , grazie per essere passato e per le tue considerazioni, di cui farò senz'altro tesoro. Posso dire che ciò che nella mia testa sembrava chiaro e lineare non è arrivato con altrettanta limpidezza a voi lettori, e questo mi dà spazio per rimettere mano al testo. Potrò lavorare inoltre su una maggiore strutturazione delle modalità del contagio, magari ampliando il respiro della narrazione. Ne approfitto per dire che, al termine della prima stesura, avevo quasi 12'000 caratteri e che, a parte i tagli per sviste/ripetizioni/revisioni, ho eliminato un paio di paragrafi per intero, sperando che arrivasse comunque il messaggio di fondo. Grazie ancora per gli utili appunti.
  21. Cerusico

    [MI 107] In ritardo

    Questa è classe pura. Bellissimo. Forse, come sottolineato da @Kuno, il tema è preso un po' di striscio: il protagonista non prende parte all'affondamento del Titanic, quindi di fatto non partecipa/subisce l'episodio storico imprevisto cui si faceva riferimento nella traccia. Per il resto, posso dirti che a una prima lettura non mi aveva detto niente. Alla seconda mi è piaciucchiato. Alla terza l'ho apprezzato. E' un bell'esercizio, molto autentico, reso vivido con pochi, essenziali tocchi.
  22. Cerusico

    [MI 107] Little Boy

    Condivido il commento di @Befana Profana in merito all'eccesso di descrizioni. Il problema non risiede tanto nella lunghezza, quanto nelle descrizioni in sé. Sei troppo figurativo, tendi a raccontare ogni movimento dei personaggi e in alcuni passaggi ti soffermi su particolari superflui. Ciò, soprattutto in un testo breve e conciso, diventa un problema notevole. La scelta di un momento semplice, uno spaccato familiare, per parlare di un evento così tragico la trovo azzeccata.
  23. Cerusico

    [MI 107] Onda Nera

    Ciao @AndC, ammetto che ho faticato a entrare nel racconto. E' distante dal mio gusto e l'ho trovato a tratti un po' troppo retorico. Devo dirti che però forse ho "sciupato" la lettura del testo leggendo prima i commenti e quindi non sono in grado di esprimere quanto sarei rimasto sorpreso o perlomeno in dubbio se non avessi saputo fin dall'inizio che si parlava di un gabbiano. Il tuo racconto ha dei punti interessanti: in primis la scelta del punto di vista, che spiazza nelle prime battute ma guadagna un significato nello svolgimento. Ciò però mi porta a chiederti: dal momento che il POV è il gabbiano, è coerente tutto ciò che viene espresso, anche le considerazioni sulle persone e sui loro pensieri (mi riferisco in particolare alla situazione greca e all'uomo disperato per l'auto in fiamme)? Il filo conduttore degli eventi è tenue ma carico di sensibilità. Credo che limando qua e là, magari anche asciugando il lavoro da un sottotesto stucchevole, in modo da renderlo più tagliente e diretto. Mi rendo però conto che qui si entra in un ambito di gusto e sensibilità personali, per cui non sarebbe giusto snaturare il tuo taglio dell'opera se è quello che ritieni più adatto e più in linea con le tue corde. Non ho particolari appunti sulla forma, e ci sono dei passaggi in cui riesci a trasmettere con un bel tocco sensazioni e immagini.
  24. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao Ginevra! Ottimo appunto, mi era del tutto sfuggito! Provo a risponderti punto per punto. L'idea alla base è che in un'epoca in cui comunicare e distribuire la propria voce è così semplice, proprio la parola diventi vettore di contagio. Sulle meccaniche del contagio, risulta difficile dare spiegazioni perché non ho avuto modo neanch'io di ragionarci in maniera approfondita. Tutti, comunque, sembrano avere una qualche parola che inceppa i meccanismi. E, una volta infettati, è sufficiente ascoltarli parlare per rimanere infetti. Le scritte possono passare perché il contagio avviene solo se la parola è pronunciata a voce, mentre non c'è pericolo per la parola letta. Fondamentalmente, è una metafora sull'incomunicabilità (tutti parlano per conto proprio, nessuno ascolta). Ecco perché il periodo storico ideale è proprio quello attuale. Grazie per il passaggio e per il tempo che mi hai dedicato.
  25. Cerusico

    [MI107] L'untore

    Grazie per le delucidazioni, che mi hanno permesso di affrontare il tuo testo con occhi diversi. Avevo in effetti inteso diversamente un paio di elementi fondamentali, sminuendo l'entità del foruncolo - che immaginavo come una cosa minuscola - e chiedendomi come si potesse trasmettere, dato che i protagonisti sembrano passarselo toccandosi proprio la punta del naso. Simpatico e divertente, anche con l'ironico finale che, a questo punto, mi suona molto più sensato. Un saluto!
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