Vai al contenuto

Cerusico

Sostenitore
  • Numero contenuti

    733
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Cerusico

  1. OT: King, nel suo On Writing, afferma di scrivere 2000 parole tutti i giorni, festività incluse.
  2. Cerusico

    [Curatore editoriale] Giulio Mozzi

    In aula, durante il corso, aprì una mail che aveva ricevuto qualche giorno prima, contenente un romanzo inedito. Lesse ad alta voce il primo, forse i primi due paragrafi del testo. Fece delle considerazioni frase per frase, non tanto per disintegrare lo stile, la forma, o per evidenziare eventuali errori, ma traendo informazioni utili alla comprensione del testo, dell'autore, di ciò che realisticamente avrebbe potuto aspettarsi, della collocazione nel tempo, dei modelli di riferimento. Da totale dilettante, ascoltavo con lo stupore che avrei avuto assistendo alle deduzioni di Sherlock Holmes davanti a un indizio di apparente scarsa importanza. Al termine di quella breve lettura, Mozzi aveva già chiaro se potesse trattarsi di un testo di interesse, buono stilisticamente o tematicamente, collocabile o meno. Ripetè l'operazione con un secondo romanzo, di tutt'altro genere e ambientazione, e anche in quel caso ne analizzò le sfumature linguistiche, individuando da subito i difetti descrittivi, le scelte errate delle parole, i tempi narrativi sbagliati. Questo può dare un'idea l'abilità analitica di cui dispone. Oltretutto, ha una rapidità di lettura che ha dell'incredibile. Un lavoro simile lo ha fatto anche sui testi dei partecipanti al corso. Credo di avere imparato più in quei pochi minuti che in mesi, anni di lettura di testi sulle tecniche narrative.
  3. Cerusico

    [Curatore editoriale] Giulio Mozzi

    Di leggere, legge. Ho assistito in prima persona a come analizza i testi che riceve, ed è abbastanza impressionante.
  4. Cerusico

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Zafferani, – osservò guardingo un satrapo erudito – dovrebbero quietare animosi turbamenti. Imperturbabili fenici offrivano resti, nonostante evidenti provvigioni legali. Hittiti ardimentosi minavano valichi importanti, benché ussari zoroastriani governassero Ungheria senza entusiasmo. – Ditemi, quindi andarono trionfanti in foreste o radure? – No, essi praticamente lasciarono Hamurrabi maleodorante; volevano incensarlo, benché urlasse. Zefiro, orripilato, guardava uomini sdraiarsi estasiati da quadricipite apollineo. Tacque, immobile. Frattanto ormai ruggivano negli eterni paludamenti le hierodule, aberranti matrone vichinghe inoperose; blandivano una zelante odalisca genuflessa ucraina, sperando efficaci, delittuosi quintetti artistici. Temevano i fauni oppure rutilanti RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFO
  5. Cerusico

    Nuotare in un fiume di idee

    Più o meno tutti, per forza di cose, siamo attraversati da "decine di idee ogni giorno": incontri, libere associazioni, elaborazioni di esperienza, letture, visioni, sogni...tutto concorre a formare il nostro immaginario, il pozzo dal quale attingiamo. Per quanto mi riguarda, l'entusiasmo di un'idea tende a svanire nel giro di minuti, ore o, al più, giorni. Quello che rimane, di solito, significa che ha sufficiente forza per suggestionarmi e incuriosirmi quanto basta per rifletterci in maniera più approfondita e strutturata. Quando scelgo di concentrarmi su un'idea, non c'è spazio per nient'altro perché quell'idea mi cattura e non c'è altro che, nel mio flusso creativo, possa scalzarla. Se proprio capitasse di immaginare qualcosa di non adatto a incastrarsi con quell'idea, allora prendo un appunto per poi poterci tornare, ma solo dopo la fine della mia attuale ossessione. Difficile darti un consiglio. Forse l'unico che mi sento di darti è quello di non lasciarti travolgere dall'entusiasmo del momento. Il momento dell'inizio è sempre il più facile, è quando abbiamo un intero mondo da scoprire ed esplorare. Prova, invece, ad analizzare la tua idea, a complicarla, a renderla un qualcosa di più di una semplice intuizione istantanea. Prova a farla diventare una storia. Immagina chi si muove in quel mondo, che scopo ha, quali ostacoli deve affrontare per ottenere ciò che vuole. Pensa a cosa vorresti che accadesse, a come legare due eventi, a come concludere la vicenda. Dedica il tuo sforzo a questo processo creativo, più faticoso, senz'altro, ma che ti darà anche modo di raggiungere un obiettivo e sentirti gratificato per il lavoro svolto. Non c'è cosa più demotivante, per me, di vedere tante cose iniziate e nessuna finita. In bocca al lupo!
  6. Cerusico

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Zafferani, – osservò guardingo un satrapo erudito – dovrebbero quietare animosi turbamenti. Imperturbabili fenici offrivano resti, nonostante evidenti provvigioni legali. Hittiti ardimentosi minavano valichi importanti, benché ussari zoroastriani governassero Ungheria senza entusiasmo. – Ditemi, quindi andarono trionfanti in foreste o radure? – No, essi praticamente lasciarono Hamurrabi maleodorante; volevano incensarlo, benché urlasse. Zefiro, orripilato, guardava uomini sdraiarsi estasiati da quadricipite apollineo. Tacque, immobile. Frattanto ormai ruggivano negli eterni paludamenti le hierodule, aberranti matrone vichinghe inoperose; blandivano una zelante odalisca genuflessa ucraina, sperando efficaci, delittuosi RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFO
  7. Cerusico

    Parere su una sinossi

    Credo che, se come dici vuoi portare la storia dalle parti del thriller psicologico, ti servirà un approfondimento marcato sui tuoi personaggi. Il che, essendo pochi, può essere fatto, e anche molto. Per muoverti in tale direzione, prova a delineare molto bene le caratteristiche di ciascuno di loro, interrogati sul perché agiscono in quella maniera, perché operano quelle scelte. Cosa li ha portati a essere così? Racconta qualche episodio chiave del loro passato, come scena specifica oppure come riassunto - profondo e calibrato - delle loro esperienze. In quest'ultimo aspetto trovo Jonathan Franzen un fine indagatore dei risvolti , specialmente quelli sociali, dei suoi personaggi.
  8. Cerusico

    Cosa state scrivendo?

    Dopo una gestazione lunga, molte modifiche prima nella sinossi, poi nei personaggi, infine nell'intreccio, sono impegnato nella prima stesura di un romanzo il cui nucleo originario risale alla primavera del 2016. Sto provando a utilizzare un taglio diverso da quello che avevo inizialmente pensato, partendo in medias res. Sono oltre 250'000 caratteri, ma mi manca tutta la narrazione nel presente e le backstory dei personaggi. Si tratta di romanzo dai toni orrorifici che tratteggia i reali avvenimenti di un paese del nord Italia, riletti in chiave soprannaturale, in una miscela di storia e invenzione che ormai, nella mia testa, è diventata indistinguibile.
  9. Cerusico

    Cercasi Beta Reader

    @Miss Ribston per il tuo racconto giallo venato di assurdo mi propongo come lettore spietato e attento.
  10. Cerusico

    Dunwich Edizioni

    @Pennywise hai poi mandato il tuo romanzo? Hanno anticipato l'apertura per l'invio di manoscritti.
  11. Cerusico

    III premio letterario Neri Pozza [scad. 07/04/17]

    Confermo, vogliono narrativa generale. Niente genere, che sia fantascienza, horror, western, giallo e via dicendo. Saghe familiari, storie tristi e/o contemporanee, con qualche sottotesto morale. Insomma, tutto ciò che, personalmente, non mi interessa.
  12. Cerusico

    Dunwich Edizioni

    @Pennywise Ho letto sulla loro pagina facebook che riapriranno le selezioni il 29 giugno.
  13. Cerusico

    [Curatore editoriale] Giulio Mozzi

    Ho sentito Mozzi in prima persona rispondere a una domanda come la tua. Non risponde in caso la sua valutazione sia negativa. Non lo fa perché a suo dire significherebbe investire del tempo per dare giudizi, anche sommari, che potrebbero innescare una nuova mail da parte dell'autore, e intasare ulteriormente la sua casella che già è bollente. Ti direi quindi che è inutile porgli domande o sollecitare risposte. Non ne avrai.
  14. Cerusico

    Quanto scrivete?

    Leggendo i manuali di scrittura e le interviste ad autori famosi, emerge spesso - se non sempre - il discorso sulle abitudini e i metodi adottati per scrivere. Tutti sembrano ricorrere a qualche stratagemma: alcuni hanno un luogo specifico, magari lo studio, una particolare scrivania, una stanza, una posizione; altri hanno degli orari che usano rispettare; altri ancora si prefiggono un obiettivo da raggiungere, che sia un certo numero di parole, o il completamento di una particolare scena. Solo da poco tempo, da quando cioè mi sono riavvicinato alla scrittura, ho iniziato a darmi anch'io delle regole. Non sono capace di alzarmi presto al mattino, quindi quella strada è per me un vicolo cieco. Faccio già fatica a svegliarmi per andare a lavorare, figuriamoci piazzare la sveglia ancora prima. Ho orari lavorativi lunghi, ho altri hobby, quindi di iniziare a scrivere sempre alla stessa ora non se ne parla. L'unico tratto della giornata che mi rendo conto di poter dedicare alla scrittura è quello tra la fine della cena e prima di andare a dormire. Ammetto che per tanto, troppo tempo quello è stato il momento della giornata che dedicavo al relax: film, serie tv, lettura, musica, o semplice e pura perdita di tempo tra una conversazione telefonica e giri su forum/blog/social network. Ho tagliato quasi del tutto quelle attività. Così facendo, sto riuscendo a dedicare del tempo alla scrittura ogni santo giorno, sia quel che sia. Sto seguendo la regola delle 1000 parole al giorno. Tale regola non l'ha fissata nessuno, ma l'ho scelta perché è un obiettivo credibile, che non richiede una mole di tempo eccessiva, ma che allo stesso tempo permette alla storia che si sta narrando di procedere. Con questo sistema, in poco meno di tre settimane ho prodotto 20000 parole (73 cartelle editoriali) che sono andate a costituire l'inizio di un romanzo. Sono incredulo io stesso. Ammetto che, soprattutto in passato, sono stato del tutto privo di autodisciplina, in tanti ambiti. Ora però, forse per via di esperienze di altra natura che mi hanno portato a dover essere, volente o nolente, disciplinato e ordinato nelle abitudini, sono riuscito a trovare un equilibrio che, sebbene duri da ancora troppo tempo per capire se possa trattarsi di un trend, mi permette di produrre con costanza e di farmi essere sempre dentro la storia che sto raccontando. Vi ho raccontato la mia attuale esperienza, ma lo scopo del topic è quello di sentire la vostra. Quanto scrivete? Avete un metodo rigoroso? Oppure preferite scrivere quando vi sentite ispirati? Quanto tempo dedicate alla scrittura giornalmente (o settimanalmente)? E quanto producete? A voi!
  15. @Johnny P La soddisfazione di sentirsi scelti la comprendo, così come quella di stringere tra le mani il proprio libro. Dal mio punto di vista, però, ne vale la pena qualora si riesca a venire pubblicati non dico da una casa editrice grande, ma quantomeno da una che si conosce e si apprezza, magari per il resto della loro proposta editoriale. L'idea di sparare nel mucchio e di accontentarsi della proposta di una casa editrice ignota e minuscola, per il gusto di dire "Sono stato pubblicato da qualcuno", non mi entusiasma per niente. I miei due centesimi.
  16. Considerando quanto si legge sull'operato di tante piccole case editrici (editing sommario o nullo, promozione limitata o nulla), quali sarebbero le motivazioni per pubblicare con una CE, dovendo attendere mesi per una risposta e sobbarcandosi anche l'onere di promuovere il proprio lavoro, per ricavare poco o nulla? Per il "curriculum"? Serve davvero citare una pubblicazione con una casa editrice sconosciuta e non distribuita? Le mie perplessità su questo argomento sono molte. Se devo investire su me stesso, probabilmente preferirei farlo da "libero professionista", se mi concedete la definizione.
  17. Cerusico

    Quanto scrivete?

    Non credo ci sia una maniera univoca di affrontare la scrittura. Quello di cui sono certo è che qualsiasi attività, artistica o meno che sia, richiede tecnica. La tecnica si studia sui manuali o dai maestri, e la si applica mediante l'esercizio. Per portare la tecnica a un livello discreto - non eccezionale, discreto - servono tempo, applicazione e costanza. Solo allora si potranno ottenere anche risultati soddisfacenti. Rimanendo sulla similitudine musicale, per suonare la chitarra devo imparare l'impostazione, devo fare esercizi per ciascuna mano, lavorare sulla coordinazione dei movimenti, imparare gli accordi, imparare a legarli, iniziare a suonare canzoni semplici. Tutto questo per iniziare, non per suonare. E anche solo questo richiede settimane di applicazione. E anche quando sarò diventato un chitarrista discretamente bravo, non potrò permettermi di lasciare lo strumento nella custodia per tanto tempo, per mesi magari, perché ogni volta sarà come ripartire da un passo indietro, dovrò riprendere l'abitudine a fare cose che prima mi venivano naturali. Questi aspetti non si possono sottovalutare. Esprimersi richiede una tecnica e un metodo, non può venire dal nulla o dal "sacro fuoco". P.S.: in tutto ciò sottolineo che questi sono principi che sto cercando di applicare su di me. Li ho già applicati in passato per altre discipline e interessi, ma mai alla scrittura, pensando che ci fosse bisogno di condizioni magiche per riuscire a farlo. Non è così. Ma io non sono niente, solo uno come tanti che sta provando a capire dove riesce ad andare a parare.
  18. Cerusico

    Quanto scrivete?

    Ah, dimenticavo alcuni aspetti che ho trovato utili. 1) scegliere la stanza più silenziosa della propria casa o del proprio appartamento. Nel mio caso è la camera da letto 2) chiudere la porta. Luci basse, silenzio, tv spenta. Il telefono lo lascio in soggiorno, spento. Il tablet idem. Durante la scrittura, uso la modalità a tutto schermo di Scrivenere per estraniarmi dal resto. Se proprio necessario, direi di staccare il wifi Io tendo a distrarmi per un nonnulla, quindi so di dover agire in maniera drastica. Devo creare le condizioni ideali per la scrittura. Per altri potrebbero essere completamente diverse. Quel che conta è che quelle benedette parole, che siano mille o duemila, vengano scritte. Non conta se si è stanchi, se si è annoiati, se quella sera si preferirebbe scorrere la bacheca di facebook per due ore filate. Oggi, sfruttando una giornata a casa per malattia, sto approfittando per darmi obiettivi più impegnativi, ma credibili. Mi rituffo alla caccia di altre mille parole.
  19. Cerusico

    Quanto scrivete?

    La gestione del tempo è fondamentale, in qualsiasi attività. E lo dice uno che di tempo ne ha perso (e ne perderà ancora) tantissimo, facendo cose inutili, anzi, non facendo nulla, stando semplicemente passivo. Mi sto imponendo una tabella di marcia perché ho maturato la convinzione che non si possa raggiungere nessun obiettivo senza una ferrea disciplina. Vale per lo studio, vale per lo sport, vale per le diete, vale per il bodybuilding, vale per il lavoro, vale per suonare uno strumento musicale. Scrivere secondo me è "solo" un'altra attività, voglio spogliarla di quell'alone mistico e romantico che, per anni, mi ha portato solo a fantasticare di scrivere ma, all'atto pratico, non mi ha fatto combinare niente.
  20. Cerusico

    Quanto scrivete?

    Anch'io ritenevo improbabile riuscire a scrivere 1000 parole ogni giorno. La realtà è che, come in tutte le attività umane, l'esercizio rende perfetti. Nelle sere migliori, butto giù 1000 parole in una quarantina di minuti. Chiaro che stiamo parlando di una prima stesura, e quindi si arriverà a dover riscrivere/tagliare chissà quanto di ciò che si è scritto, ma darsi delle regole e degli obiettivi funziona, a mio modo di vedere.
  21. Cerusico

    Buongiorno da una (aspirante) scrittrice

    Ciao Alexandra, benvenuta e buona permanenza. Spero di leggerti presto.
  22. Cerusico

    Perché siete scrittori, o perché siete ideatori di storie?

    Credo che raccontare sia la cosa che più mi ha appassionato da bambino, quando ancora non conoscevo la musica e il cinema. E le passioni di bambino le porti dentro, per sempre.
  23. Cerusico

    Cercasi Beta Reader

    Ciao a tutti! Mi sto cimentando con la stesura di quello che, inizialmente, doveva essere un prologo per una storia lunga, che potrebbe/potrà diventare un romanzo. Scrivendolo ha acquistato un volume maggiore di quello che avrei creduto, e al momento mi ritrovo per le mani 15000 parole. Non manca molto alla conclusione - difficile da quantificare, ma ritengo credibile si rimanga sotto le 20000 parole complessive - e, una volta che avrò completato la scrittura e la prima rilettura, gradirei avere un primo parere esterno. Il mio scopo è capire se quanto prodotto finora possa suscitare nel lettore un qualche tipo di interesse e se dal punto di vista strettamente stilistico venga apprezzato. E' molto importante per me confrontarmi e ricevere pareri e critiche, soprattutto considerando che non mi cimentavo con la narrativa - pur non avendo mai abbandonato la scrittura - da tanti anni. Chiunque abbia piacere di aiutarmi, si senta libero di contattarmi come meglio ritiene, sia in questo topic, sia per vie private. Vi ringrazio fin d'ora.
  24. Cerusico

    Un nuovo sognatore

    Ringrazio tutti per il benvenuto. I contenuti di questo forum sono molto preziosi, sia quelli sul mondo dell'editoria che quelli sull'attività di scrivere. Mi auguro di apprendere e, per quanto mi è possibile, di contribuire. @Ezbereth, interessante la tua segnalazione. Alla prossima occasione mi metterò alla prova. Sarà un piacere.
  25. Cerusico

    Un nuovo sognatore

    Ciao a tutti, atterro su questo forum presentandomi con nome, cognome e foto. Come già sapete, mi chiamo Luca e sono un trentaduenne trapiantato a Milano per lavoro. Coltivo la passione per la scrittura dacché io abbia ricordi: iniziai a scrivere brevi racconti su un quadernino a righe, ai tempi delle scuole elementari, ispirandomi alle storie del brivido lette su Topolino. In adolescenza tentai la strada del primo romanzo, scritto interamente a mano. Riempii una pila di fogli, ma non giunsi mai ad una conclusione. Ho poi veicolato il mio interesse nei confronti della scrittura in altre forme, iniziando a scrivere di musica dapprima, di cinema poi. Nutro una smodata passione per l'horror cinematografico, mentre a livello letterario sono un lettore vorace e poliedrico. Mi unisco a voi per condividere letture, dubbi, esperienze ed opinioni sui nostri sforzi creativi. Vi abbraccio, e vi auguro buona scrittura. Luca
×