Vai al contenuto

Cerusico

Sostenitore
  • Numero contenuti

    733
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Cerusico

  1. Cerusico

    [MI 107] Virus

    Piaciuto! Devo dire che lo avevo letto ieri e mi si era intrecciato il cervello nella parte centrale, quella con le elucubrazioni sui medici in vera o finta malattia. Rileggendolo oggi, invece, l'ho trovata forse la parte più riuscita e divertente. Ma è ben riuscito anche l'incipit, che ho trovato interessante, e la chiusa, semplice ma in linea col resto del racconto. Un bel monologo schizzato e ironico che mi intrattenuto e divertito.
  2. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao @Befana Profana, grazie per le tue considerazioni. Sai, anch'io una volta visto il testo ho avuto l'impressione di un muro di parole, cosa che non mi era parsa nell'editor. Avrei volentieri separato maggiormente per dare più respiro. Sui periodi lunghi lavorerò senz'altro in revisione. Assai probabile. Grazie ancora!
  3. Cerusico

    [MI 107] Uomini persi

    Il finale della lettera è intenso e ben riuscito, piccole frasi spezzettate che rendono molto bene il dramma, portando il pathos a grandi altezze. Ho invece letto a fatica la parte iniziale della lettera, pur comprendendone la necessità narrativa. La rievocazione doveva esserci, ma dal mio punto di vista stona un po' nella lettera disperata di zio Nanziu. L'incipit può essere decisamente migliorato. A ben pensarci, secondo me, il racconto gioverebbe di una narrazione in presa diretta, molto più del formato lettera ritrovata + incipit di presentazione. Prova a pensarci se deciderai di revisionarlo, magari non ti piacerà ma potrà essere un esperimento.
  4. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    Ho messo Stoner nella mia lista d'attesa da un po'. M'interessa molto scoprire come Williams sia riuscito a rendere una storia comune affascinante e coinvolgente, che è ciò che si deduce leggendo recensioni e commenti sul romanzo.
  5. Cerusico

    [MI 107] Che cartone preferisci?

    Considerando i tempi stretti in cui il racconto è stato partorito, penso sia superfluo concentrarsi su alcuni difetti formali del testo. Sono più che certo che con un po' di tempo e una solida revisione la struttura delle frasi possa essere migliorata, e non poco. Hai sfruttato la viralità in maniera completa: l'app è virale in quanto si diffonde a macchia d'olio e, allo stesso tempo, è contagiosa. Questo paese che si trasforma gradualmente in una strana fiera animata e giocosa mi ha inquietato abbastanza, perché nasconde un sottotesto molto realistico e in tema coi nostri tempi. Da un lato, la facilità con cui cadiamo vittima delle mode; dall'altro, come sempre più spesso investiamo il nostro tempo in maniera irragionevole. Le riflessioni finali le condivido per filo e per segno e trovo che diano una dimensione profonda al tuo racconto. Penso che se avrai la voglia e il piacere di dedicare del tempo a questo testo, potrà venirne fuori un buonissimo racconto.
  6. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Oh no, ha colpito anche te! Sì, hai colto che la mamma non teneva i tappi in casa. Li mette l'uomo quando si mette in ascolto alla porta, ma poi li toglie appena rientra. In casa non è necessario che li tengano perché la tv è muta, tra di loro non parlano e la bimba è piccina, non sa ancora parlare. Purtroppo per Anna, però, la sua parola infetta è proprio pappa, l'unico suono che Caterina riesce a emettere. @Ghigo, grazie di cuore per il tuo commento.
  7. Cerusico

    [MI 107] I raggi minchio

    Ciao @M.T., ho atteso un po' prima di commentare perché ho avuto qualche problema col tuo racconto. Trovo tre parti distinte: una iniziale ordinata e, se mi concedi la definizione, classica; la centrale col monologo dai toni propagandistici; quella finale con una forte vena satirica e umoristica. A mio avviso, il racconto avrebbe giovato se fosse stato strutturato in modo differente. In particolare, il monologo alla radio andrebbe sfrondato e reso più disperato e d'impatto, senza il predicozzo. Lo spazio guadagnato, a quel punto, si potrebbe sfruttare per dare qualche dato contestuale in più sul protagonista e sulla sua fuga dal mondo infettato dal balletto maledetto. Gestendo al meglio gli equilibri, anche il cambio di registro assumerebbe una valenza maggiore. Anche perché, diciamolo, è agghiacciante il tema di cui parli.
  8. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao @Kikki, la tengo in cantiere per uno sviluppo più esteso e ragionato, che mi permetta di dare delle regole più precise e di delineare meglio la vicenda. Ti ringrazio molto per il tempo dedicatomi.
  9. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    @M.T. , grazie per essere passato e per le tue considerazioni, di cui farò senz'altro tesoro. Posso dire che ciò che nella mia testa sembrava chiaro e lineare non è arrivato con altrettanta limpidezza a voi lettori, e questo mi dà spazio per rimettere mano al testo. Potrò lavorare inoltre su una maggiore strutturazione delle modalità del contagio, magari ampliando il respiro della narrazione. Ne approfitto per dire che, al termine della prima stesura, avevo quasi 12'000 caratteri e che, a parte i tagli per sviste/ripetizioni/revisioni, ho eliminato un paio di paragrafi per intero, sperando che arrivasse comunque il messaggio di fondo. Grazie ancora per gli utili appunti.
  10. Cerusico

    [MI 107] In ritardo

    Questa è classe pura. Bellissimo. Forse, come sottolineato da @Kuno, il tema è preso un po' di striscio: il protagonista non prende parte all'affondamento del Titanic, quindi di fatto non partecipa/subisce l'episodio storico imprevisto cui si faceva riferimento nella traccia. Per il resto, posso dirti che a una prima lettura non mi aveva detto niente. Alla seconda mi è piaciucchiato. Alla terza l'ho apprezzato. E' un bell'esercizio, molto autentico, reso vivido con pochi, essenziali tocchi.
  11. Cerusico

    [MI 107] Little Boy

    Condivido il commento di @Befana Profana in merito all'eccesso di descrizioni. Il problema non risiede tanto nella lunghezza, quanto nelle descrizioni in sé. Sei troppo figurativo, tendi a raccontare ogni movimento dei personaggi e in alcuni passaggi ti soffermi su particolari superflui. Ciò, soprattutto in un testo breve e conciso, diventa un problema notevole. La scelta di un momento semplice, uno spaccato familiare, per parlare di un evento così tragico la trovo azzeccata.
  12. Cerusico

    [MI 107] Onda Nera

    Ciao @AndC, ammetto che ho faticato a entrare nel racconto. E' distante dal mio gusto e l'ho trovato a tratti un po' troppo retorico. Devo dirti che però forse ho "sciupato" la lettura del testo leggendo prima i commenti e quindi non sono in grado di esprimere quanto sarei rimasto sorpreso o perlomeno in dubbio se non avessi saputo fin dall'inizio che si parlava di un gabbiano. Il tuo racconto ha dei punti interessanti: in primis la scelta del punto di vista, che spiazza nelle prime battute ma guadagna un significato nello svolgimento. Ciò però mi porta a chiederti: dal momento che il POV è il gabbiano, è coerente tutto ciò che viene espresso, anche le considerazioni sulle persone e sui loro pensieri (mi riferisco in particolare alla situazione greca e all'uomo disperato per l'auto in fiamme)? Il filo conduttore degli eventi è tenue ma carico di sensibilità. Credo che limando qua e là, magari anche asciugando il lavoro da un sottotesto stucchevole, in modo da renderlo più tagliente e diretto. Mi rendo però conto che qui si entra in un ambito di gusto e sensibilità personali, per cui non sarebbe giusto snaturare il tuo taglio dell'opera se è quello che ritieni più adatto e più in linea con le tue corde. Non ho particolari appunti sulla forma, e ci sono dei passaggi in cui riesci a trasmettere con un bel tocco sensazioni e immagini.
  13. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    Ciao Ginevra! Ottimo appunto, mi era del tutto sfuggito! Provo a risponderti punto per punto. L'idea alla base è che in un'epoca in cui comunicare e distribuire la propria voce è così semplice, proprio la parola diventi vettore di contagio. Sulle meccaniche del contagio, risulta difficile dare spiegazioni perché non ho avuto modo neanch'io di ragionarci in maniera approfondita. Tutti, comunque, sembrano avere una qualche parola che inceppa i meccanismi. E, una volta infettati, è sufficiente ascoltarli parlare per rimanere infetti. Le scritte possono passare perché il contagio avviene solo se la parola è pronunciata a voce, mentre non c'è pericolo per la parola letta. Fondamentalmente, è una metafora sull'incomunicabilità (tutti parlano per conto proprio, nessuno ascolta). Ecco perché il periodo storico ideale è proprio quello attuale. Grazie per il passaggio e per il tempo che mi hai dedicato.
  14. Cerusico

    [MI107] L'untore

    Grazie per le delucidazioni, che mi hanno permesso di affrontare il tuo testo con occhi diversi. Avevo in effetti inteso diversamente un paio di elementi fondamentali, sminuendo l'entità del foruncolo - che immaginavo come una cosa minuscola - e chiedendomi come si potesse trasmettere, dato che i protagonisti sembrano passarselo toccandosi proprio la punta del naso. Simpatico e divertente, anche con l'ironico finale che, a questo punto, mi suona molto più sensato. Un saluto!
  15. Cerusico

    [MI 107] Inf(s)etti

    SUn bel racconto vivido, che ti fa sentire umido e sporco. Ho percepito in maniera forte e chiara il contesto del racconto, sei riuscito a calare il lettore dentro la vicenda con molta forza evocativa e con uno stile ruvido che ben si adatta al racconto. Qualche commento sulla forma: Funzionerebbe meglio come due frasi distinte, quindi separerei con un punto. "Dopo due anni riusciva a prender sonno nonostante i continui morsi. Durante la veglia, ormai, non li sentiva neanche." Separerei le due frasi, come sopra. Questa frase rende alla perfezione, inoltre trovo molto efficace l'immagine delle fogne che ingoiano l'acqua. Perché questo proliferare di peli? Il finale lascia intendere che si trasformerà in una mosca. Non sono un esperto di insetti, ma non mi sembra che le mosche abbiano peli. Quel formicolava non si incastra al meglio, inoltre troppe virgole. "Non sapeva cosa sarebbe diventato, ma lo stava diventando." Bel lavoro, @simone volponi!
  16. Cerusico

    [MI 107] Una storia senza morale

    Mi è piaciuto molto. Il lirismo è calibrato bene, non è stucchevole né nella parte iniziale, né nella descrizione del dramma. Trovo inoltre che centri alla perfezione l'impatto dell'evento sulla vita del protagonista, col tangibile esito conclusivo che non ci sarebbe stato se non si fosse verificato il disastro aereo. Alla prima lettura mi ero appuntato alcuni piccoli dettagli, piccole correzioni al tuo testo, ma quando mi sono reso conto che si trattava di un racconto orale di Fabien ho ritenuto che andasse benissimo così. Trovo che nel complesso il brano funzioni bene e si sviluppi in modo fluido e coerente. Il fatto che mi sia emozionato per il finale e per le sorti di Fabien è indice di come tu sia riuscita a trasmettere i suoi sentimenti. Brava!
  17. Cerusico

    [MI 107] Non parlate e non ascoltate

    @Andrea28 , grazie per i commenti. Accolgo le tue correzioni e mi fustigo per il doppio errore di POV. Il tuo dubbio è più che lecito: Giuseppe non ha modo di sentire le parole dei passanti, né i suoni di piazza san Pietro nel video muto passato in tv. Il tuo riassunto è corretto, hai compreso la dinamica e se qualcosa non ti è chiara è senz'altro colpa mia. Nella mia idea, il contagio della moglie avviene a causa della bimba. La patalessi, infatti, si trasmette non solo se si ascolta qualcuno già affetto dalla malattia, ma anche se si ascolta una particolare parola che, per qualche motivo, fa inceppare il cervello. Nel caso di Anna la parola è "pappa", un suono emesso dalla bambina quando sono tutti insieme e che ripete anche quando si spostano in camera per riposare. Quel suono crea le condizioni per il contagio di Anna e, sentendola, rimane affetto anche il protagonista. L'episodio di Trump e del Vaticano servono per dare uno spaccato della portata del morbo e delle sue conseguenze. Il bigliettino doveva tornare nel finale ma poi m'è parso un po' banale. L'ho mantenuto come nota misteriosa e suggestiva, sebbene non torni utile ai fini della vicenda. Non hai nulla di cui scusarti, anzi! Ti ringrazio per il tempo dedicatomi e per la traccia, che dava spazio infinito per esplorare orizzonti narrativi.
  18. Cerusico

    [MI107] L'untore

    Ciao @Ginevra, mi soffermo in primis sulle connessioni logiche del contenuto. La protagonista è ipocondriaca, per cui ci sta che si allarmi per qualsiasi cosa. Tuttavia, da quel momento in avanti, ho faticato a sentirmi partecipe della vicenda poiché l'ho trovata un tantino troppo paradossale e marcata. Non è un giudizio negativo, magari era proprio questo il tuo scopo e in tal caso credo tu lo abbia raggiunto. Certo che, per una "minuscola protuberanza", non riesco a immaginare la popolazione mondiale assalire gli ospedali, né diventare subito motivo di reazioni social e commerciali così clamorose. Carina. Con poche parole riesci a definire la coppia e le dinamiche del rapporto. Gli errori comuni del parlato aggiungono credibilità al dialogo. Avrei forse volutamente sbagliato anche il congiuntivo finale. Per quasi tutto il testo usi il passato prossimo, perché qui passi al remoto? Il contagio non avviene per contatto diretto col pallino sul naso? Come ha fatto la sorella a trasmetterlo stando coperta e non facendosi toccare? Questo punto, il passaggio dal piano personale a un qualcosa di universale, mi convince poco. L'ultima virgola è superflua. Mi è poco chiaro: in che modo gli alieni avrebbero valutato la resistenza degli uomini? Il tono leggero e quotidiano del testo, vissuto per buona parte attraverso i dialoghi, mi è piaciuto abbastanza. Ho trovato forzate le reazioni dell'umanità rispetto a questo "morbo", ma magari ci sono più ipocondriaci di quanti io possa immaginare peccato per il finale, che ho trovato un po' tirato via e poco convincente. P.S.: mi dici qualche possibile gadget da appiccicare al foruncolo? Perché sto ancora ammattendo!
  19. Cerusico

    Mezzogiorno d'inchiostro n. 107 O.T.

    Per la fretta di pubblicare prima di andare a cena ho inserito il finale della prima bozza. Se il regolamento prevede una modifica entro il termine del concorso e mi dite come fare, la invio; altrimenti pazienza.
  20. Cerusico

    Mezzogiorno d'inchiostro 107 Topic ufficiale

    Tema di mezzogiorno MI virale
  21. Cerusico

    [MI 107] 15 agosto 1944

    Questa frase la trovo un po' troppo lunga e piena di incisi e virgole. L'informazione sull'unica fonte di reddito è superflua nel contesto. Proverei a snellire: "Il 15 agosto, giorno della festa della Vergine Maria, è una giornata speciale per la Grecia, e in un'isola di 500 anime era una delle rare occasioni per bere, ballare e incontrare coetanei." Occhio anche ai tempi verbali, inizi con l'imperfetto ("pensava Dimitris") per poi passare al passato remoto ("gli brontolò"). Per parlare della festa ho usato il presente perché - qui ti chiedo conferma - credo esista tuttora. Simile all'appunto precedente. Frase un po' troppo spezzettata. "Dimitris non era ricco. Ad Alonnisos, la sua isola, non lo era nessuno." "«Mi chiamo Hans», si presentò l'estraneo" Sottolineare il fatto che non dia ulteriori informazioni lo trovo superfluo, si sta presentando e il nome è sufficiente. "il Paese Vecchio si stagliava sullo sfondo di cielo e mare, che si confondevano in un unico, immenso blu." Ho provato a recitare nella mia testa questo dialogo e l'ho trovato poco credibile. Prova a pensare a un dialogo autentico, meno ingessato, se mi permetti il termine. L'ultima affermazione di Dimitris inoltre mi sembra superflua, sembra più un'informazione per il lettore che una necessità effettiva. "Dimitris fischiò. Il cane radunò il gregge e si diressero verso casa" "Dimitris arrivò alla processione con qualche minuto di anticipo,. Il pope e il suo seguito stavano predisponendo gli ultimi dettagli prima di dare inizio alla festa." In questa frase trovo che ci sia un errore relativo al piccolo spiazzo, poiché non lui ad "avere l'ardine di denominarsi piazza". Sarebbe da ripulire nella forma, ad esempio: "Il codazzo, sudato ma in fibrillazione per le imminenti danze, giunse al piccolo spiazzo con crescente entusiasmo." Occhio ai tempi verbali. "Attraversò la piazza, gli occhi incollati ai movimenti di Ariadni. Era così rapito dalla sua sensualità che incocciò contro qualcuno." Al di là delle correzioni, alcune per mio gusto, altre per dare maggiore pulizia al testo, ho apprezzato la tua scelta dell'episodio storico. Non è banale e non lo conoscevo. Anche dopo una rapida ricerca su internet non ho trovato nulla, se non delle splendide foto dell'isola. Tuttavia, mi rimane un grosso dubbio relativo alla reazione di Dimitris: perché scappa? A cos'è dovuto questo profondo senso di colpa? Leggendo il testo, l'unica cosa che questo ragazzo fa è accompagnare un estraneo al paese. Invece leggo:
  22. Cerusico

    Mezzogiorno d'inchiostro 107 Topic ufficiale

    Se ho ben compreso le regole, bisogna inserire il proprio racconto entro la mezzanotte.
  23. Cerusico

    NNEditore

    Leggevo, inoltre, che la prima tiratura di NNE è nei dintorni delle 2000 copie. Direi un gran bell'inizio.
  24. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    @Lemmy Caution ho ascoltato il mio primo audiolibro un paio d'anni fa, e fu una pessima esperienza, forse perché si trattava di un libro molto fiacco. Ci ho riprovato dopo le ferie natalizie e, forse anche per merito dei tratti a piedi che percorro ogni giorno per andare e tornare da lavoro, ho trovato una splendida dimensione per gli sudiolibri. Questo di Zafon è il secondo che ascolto, dopo uno di Nesbo letto da Pino Insegno, e lo sto trovando di livello davvero buono come recitazione e interpretazione.
  25. Cerusico

    Cosa state leggendo?

    Sto rileggendo It a distanza di una quindicina d'anni, e sto ascoltando L'Ombra Del Vento di Carlos Ruiz Zafon.
×