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Cerusico

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    Informatico misantropo orsacchiottone
  • Compleanno 31/01/1984

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    Cose inutili

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6.032 visite nel profilo
  1. Cerusico

    I racconti della Sesta luna - Sesto ciclo

    Una degna luna marcia. Grazie, @AdStr: molto lieto. @Pincopalla e @mercy:
  2. Cerusico

    Proposte & Idee (Varie)

    Offro i miei servizi tecnici per sistemare le emoticon della chat. 10 € a faccina e tutto andrà bene.
  3. Cerusico

    Mezzogiorno d'Inchiostro EXTRA LARGE 2 [Off topic]

    Belle tracce di schifo.
  4. Cerusico

    Quanto scrivete?

    È finito un vero schifo. Talmente tanto che, dopo aver letto la tua domanda, ho scartabellato tra cloud, hard disk esterni, pc vecchi e nuovi: sparito. Doveva essere così valido che quando mi ci sono imbattuto l'ho nuclearizzato. Avevo dimenticato di aver aperto questa discussione, bello rileggermi a quattro anni di distanza, con obiettivi simili, tentativi di regolarità simili (anche se ho abbassato l'asticella) e, suppongo, esiti simili.
  5. Cerusico

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Vi segnalo questa discussione: Diversi utenti stanno collaborando per redigere e mantenere una lista con tutte le riviste letterarie e i lit-blog di cui siamo a conoscenza.
  6. Cerusico

    Premio Italo Calvino XXXIII edizione [scad. 28/10/19]

    Il terzo punto del bando del Premio indica in modo piuttosto chiaro chi può partecipare al concorso: Non trovo quindi storture rispetto a quanto specificato nel bando. Per quanto riguarda la già assodata bravura dei finalisti, non mi sorprende affatto. Per quanto non si possa escludere il caso dell'autore che, dal nulla, propone per la prima volta un proprio testo e ottenga riconoscimenti, è assai più probabile che ciò avvenga per autori che hanno affrontato le tappe iniziali, magari scrivendo racconti e proponendoli alle riviste letterarie, oppure collaborando con siti/blog/testate a tema lettura/scrittura. È dunque ipotizzabile che siano già autori consapevoli e con un certo grado di maturità. Infine, per gli esiti dei concorsi in generale, e quindi anche della call dei racconti: per quanto di recente siano arrivati in finale anche testi di genere, è innegabile che i lettori del Calvino tendano a prediligere un certo taglio delle opere, sia brevi sia lunghe. Quindi, se non si apprezzano i vincitori/finalisti, occorrerebbe forse riflettere sul motivo per cui si è deciso di partecipare. A che pro gareggiare in un concorso che tende a premiare narratori e narrazioni che non rientrano nel proprio gusto, o distanti dalle proprie produzioni letterarie?
  7. Cerusico

    Lista, Giuria e Annunci

    Complimenti, @ITG. Lo ricordo ancora come un bel racconto e come un fulgido esempio di come si corrompe una giuria. Quindi, bravo due volte.
  8. Cerusico

    Come Marty McFly

    @Massimiliano Marconi grazie per la lettura e per l'apprezzamento. Hai ragione sul "tra trauma": poco prima di pubblicare il testo, durante l'ultima rilettura, ho fatto una piccola modifica proprio in quel punto, creando l'allitterazione involontaria. Sei stato gentilissimo e sono molto contento che il testo ti sia arrivato così come desideravo nelle mie intenzioni. A presto! @Ton e @Ippolita2018: se e quando vorrete, mi trovate qua.
  9. Cerusico

    Come Marty McFly

    Commento Come Marty McFly E io l’ho sempre saputo che sarebbe successo, il tuo nome sullo schermo del cellulare, tutto ritorna tutto mi travolge tutto, ricordi, è così che accade, è così bello camminare sulla spiaggia affiancati, le orme si appaiano, ti guardi alle spalle e ti senti meno solo, la vita è più sopportabile quando i passi si percorrono insieme, oppure no, perché quando cammini e guardi davanti a te sei comunque solo, non ci sono alternative, il futuro è quello spazio in cui non esiste nulla e prima o poi lì dentro ci sarai tu, anzi, ci sarò io, ché di me si parla, e io di ritrovarmi in mezzo a tutta quell’aria a quei suoni a quegli odori da solo non è che ne abbia voglia, certo che no, preferirei avere qualcuno che voglia lanciarsi nel futuro con me eppure neanche quello mi tranquillizza, è proprio vero che certe volte qualsiasi alternativa ti porta a perdere qualcosa, forse è perché mio padre se n’è andato quand’ero troppo piccolo, quando sei così piccolo non hai modo di capire perché le cose succedono, ti viene detto, Papà non c’è più, e non puoi fare granché, poni domande alle quali nessuno risponde, sono tutti troppo impegnati a piangere o a consolarti con abbracci pieni di tante cose ma tutto sommato di niente, a che serve un abbraccio se a mancare è un perché, e se un perché non c’è a cosa serve ogni cosa, io te noi e tutto il resto, mio padre se ne andò e allora divenne normale immaginare un sistema di relazioni in cui uno sparisce e chi resta, be’, chi resta cazzi suoi, chi resta porta avanti la vita e le gambe in questo mondo, si affanna e basta, colma vuoti che poi ricrea, non ci sono proprio altre strade, forse è troppo facile pensarla così, dici, facile non prendersi responsabilità, facile il parallelo tra trauma e disordine comportamentale, e forse hai ragione, hai ragione, che poi parlo con te ma tu non esisti, esisto solo io e ormai mi do del tu per quanto mi sento estraneo a me stesso, finirò per l’abbandonarmi del tutto e allora addio, non è mica stato tanto bello, grazie lo stesso, andrò a capire cosa succede dopo, magari qualcuno c’è, nel frattempo mi sembra di essere come Marty McFly che sparisce dalle foto e dalla realtà, sparisce al punto di non poter più nemmeno suonare, io sono carne ossa e sangue, cellule che vibrano e a volte impazziscono eppure mi sento sparire, mi sembra la sola cosa sensata mentre mi cerchi mi scrivi mi vuoi, mi dici, Come puoi fare così dopo tutto quanto, Dio, hai ragione, se fossi qua con me ti confesserei che piangevo mentre dormivi, eravamo stesi sul letto dopo aver fatto l’amore e tu eri fragile e incantevole, lo eri senza che io dovessi nemmeno guardarti per accertarmene, lo eri mentre ti davo le spalle e sentivo il tuo respiro ispessirsi, piangevo un sacco perché già ti sentivo lontana mentre tu eri lì con me ed era tutto ciò che volevi, quanto sembrava semplice la vita in quelle notti d’inverno piene di stelle a guidarci nel buio, già presagivo il mondo senza di te, poi ti sei svegliata, tutti ci svegliamo prima o poi, tutti tranne mio padre, ti sei svegliata non so che giorno e mi hai detto, Dovremmo, lì si è rotto qualcosa e qualcos’altro è cambiato, So fare solo questo, ti ho detto, nei tuoi occhi si è riversato un mare grigio e tumultuoso, hai abbassato lo sguardo e chissà dove hai scavato, fino a che profondità sei arrivata, perché quando sei tornata eri un po’ diversa, o forse ero diverso io, Sai, mi sento più sereno se, così ti ho detto, senza andare oltre, a che serve specificare le cose, non serve sprecare respiri quando la verità è tutta negli occhi e nelle espressioni e nella postura, Capisco, hai detto, ma cosa potevi capire, non ti ho mai reso possibile farlo, Sono pronto a stare con te, ma qui, così, ho incalzato, conscio che il mondo non si piega mica al mio volere, preferirebbe piuttosto scomparire che cambiare solo per accontentare me, a che pro, poi, sono qui che mi lamento di cose che io stesso ho provocato, ricordo di averti salutato dalla finestra, come in un vecchio film, l’amata parte col treno e l’uomo alza il cappello e fa un cenno pacato con la mano, il mio gesto non aveva alcuna pacatezza, solo vigliaccheria, tu te ne ne andavi e io ti guardavo, sai come?, con sollievo, perché è così che mi sentivo, sollevato, sparivi e io stavo meglio, leggero come una rondine che domina i venti, quando sei sparita dietro l’angolo ho sospirato e ho preparato il caffè, poi ho urlato e dato pugni ai muri e tutte quelle cose degli innamorati delusi, credo, ma io non ero deluso, ero arrabbiato, ma non con te, non con te, amore mio, colpivo e mordevo i cuscini, alcuni intrisi ancora di te, quanto era inutile, ma non so fare altro, sarà che mio padre se n’è andato troppo presto, sarà che nessuno ha saputo spiegarmi bene il motivo per cui è successo, ciò che siamo a volte dipende anche solo da dove nasciamo e quando, se in questa casa oppure in quella laggiù, tu te n’eri andata e io pensavo a un sacco di sciocchezze, ma mi era chiaro che non ti avrei più risposto, il tuo nome è sparito dallo schermo, sospiro ancora, come quel giorno, ora non mi viene da mordere ogni cosa, ho forse un lieve senso di malessere quando ripenso ai tuoi capelli e alla tua voce, poi però credo che vada bene così, che per te andrà meglio senza di me, che sparirò ancora, sparirò sempre, chiudo gli occhi e non sono qui e non sono ora e non sono più e non sono.
  10. Cerusico

    Gli stati mentali

    Dunque, @Ton. Questo testo presenta delle notevoli asperità di contenuto e di significato, ma non di forma e di immagini. Non ho un grandissimo rapporto con le narrazioni fortemente incentrate sui simbolismi e sui significati nascosti: a volte mi affascinano, altre volte le trovo inutilmente criptiche. Ma il gusto personale qui c'entra poco. Credo che un testo, per funzionare (vale a dire: per arrivare a un destinatario, per essere compreso a un qualsiasi livello), debba risultare coerente e strutturato in modo da veicolare informazioni o immagini chiare, che possono poi nascondere ogni tipo di significato, possono essere oracolari o sibilline, ma devono giungere. Nel caso di questo racconto, penso che la forma adottata (che per quanto mi riguarda riecheggia certa letteratura sudamericana) consente di far arrivare immagini nette, inequivocabili. Il villaggio distrutto, per esempio, rimane vivido; il dialogo con la bambina, idem, e cela dei richiami vertiginosi a mondi leggendari/ancestrali, a tribù sparite o a realtà diverse dalla nostra. In ogni caso, quello che arriva è nitido, quindi ottiene l'effetto di indurre nel lettore lo stato mentale (appunto) che immagino tu intendessi ottenere. Non mi interessa affatto il significato complessivo, né ritengo un problema se alcuni aspetti nell'evoluzione della faccenda, o alcuni dettagli, risultano oscuri e di non univoca interpretazione. Esistono forme narrative quasi misteriche, iniziatiche, che possono fondarsi sulla mancanza di una possibilità interpretativa semplice ed evidente. In quei casi, starà al lettore porsi nella condizione che più gli aggrada. Potrà rigettare il testo, potrà affrontarlo col desiderio di spiegare ogni dettaglio, oppure potrà decidere di lasciarsi trasportare dal flusso senza restare aggrappato alla assoluta razionalità. Io mi inserisco nel terzo gruppo: non ho la pretesa di capire tutto, non ho i mezzi per capire ogni cosa e ogni simbolo in ogni testo narrativo, quindi certe volte mi accontento di godermelo e basta, perché qualcosa stimola sempre. Credo che in questo caso, al netto di qualche scelta sintattica, espressiva e lessicale fuori tono rispetto al resto, l'aspetto di maggiore forza sia proprio la capacità di creare uno stato di sospensione nel lettore, di immergerlo in un contesto fatto di cose non spiegate e lontane. Io accetto il patto e mi fido, perché noto una consapevolezza espressiva da parte dell'autore e quindi so (o almeno tendo a ipotizzare) che non mi sta portando a spasso casualmente. Va da sé che, come immagino saprai, questo tipo di narrativa restringe inevitabilmente il pubblico potenziale di lettori, perché la trovo una letteratura abbastanza di nicchia, per chi mastica Borges e spilucca Cortàzar, per esempio. Non so se ciò ti interessi, magari la tua ricerca stilistica ed espressiva si rivolge proprio ai tuoi modelli di riferimento e a un ideale preciso di letteratura. Per concludere, non ho indicazioni di merito sulla singola frase e sulla precisa segnalazione. Volevo piuttosto darti una visione più generale sull'effetto del testo, in modo che tu possa riflettere a un livello più alto rispetto all'inezia della virgola o della parola in sé. Come ho visto che dicevi più su, credo anch'io che questo tipo di narrazione si presti a forme un po' meno contratte, perché se è vero che è lecito lasciare sfumato tutto ciò che si ritiene, lo è anche che un maggiore contesto è un valore aggiunto.
  11. Cerusico

    Compleanni nel WD

    Tanti auguri, @Miss Ribston. Toh, birra con distanziamento sociale.
  12. Cerusico

    Compleanni nel WD

    Tanti auguri, @Befana Profana.
  13. Cerusico

    Nutrimenti

    Nutrimenti ha pubblicato proprio oggi un ebook gratuito. Contiene 22 brani di altrettanti autori, frutto della selezione per l'iniziativa "I lettori si raccontano", sul tema dell'isolamento. Il titolo è Cronache dalla quarantena, mi sembra un'iniziativa carina per creare un senso di comunità attorno a una casa editrice. L'ebook è scaricabile dal sito ufficiale di Nutrimenti. Metto in spoiler la copertina.
  14. Cerusico

    Scrivere Noir/Giallo (Manualistica)

    Segnalo anche Gialli senza errori: Guida giuridica per autori e sceneggiatori, particolarmente utile per muoversi nelle dinamiche delle indagini, dei ruoli, dei tempi tecnici.
  15. Cerusico

    Tutto quel buio

    A un mese esatto di distanza dal commento, finalmente passo a ringraziarti, @Ton. Vivo un contrasto coi complimenti, perché da un lato li percepisco come immeritati, dall'altro aumentano in qualche misura la pressione quando scrivo nuove cose, perché mi macero all'idea di non riuscire a replicare qualcosa di buono (discreto, sufficiente, meno schifoso... insomma, quello) che ho fatto in precedenza. Però, miei ragionamenti superflui a parte, non posso che apprezzare il tuo passaggio e l'apprezzamento, che diventa ancora più significativo proprio perché viene da un lettore "elitario e spocchioso". Per il resto, avrò tempo e modo per fare ancora schifo, non temere.
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