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darkap

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  1. Al netto della foga e della frettolosità di noi esordienti, direi che non bisogna forzare i tempi. Anch'io al primo tentativo andato male ero deluso e arrabbiato, pronto a dire già "basta" col Calvino. Poi è arrivata una scheda incoraggiante e mi sono fatto forza. Ho ritentato quest'anno ed è andata meglio, ma partivo senza alcuna aspettativa... la segnalazione è stata una sorpresa. Non credo di avere in mano la ricetta per essere segnalati al Calvino. Quel che penso sul fatto di presentarsi con testi diversi dalla volta precedente è un mio personale modus operandi, una scelta priva di qualsiasi certezza dato che i meccanismi che regolano il premio sono imprevedibili. Invito solo a non perdervi d'animo e a non chiudere per sempre certe porte. Sbollite, ripensate al vostro percorso e andate avanti. Se è il caso di ripresentarsi al Calvino o prendere altre strade, lo capirete. Ma non adesso, più in là.
  2. Non so, è un testo che non è mai finito su nessuna scrivania né di CE né di agenzie (visti i silenzi assoluti del passato, ho evitato di inviare e-mail o plichi cartacei) e quindi quello del Calvino è il primo feedback esterno e genuino. Attendo la scheda appunto per capire dove e come operare nel testo. Poi eventualmente ci ragiono su, consapevole che la segnalazione rimane una segnalazione e che non porta di norma a piste preferenziali. Invece sono più che certo di non autopubblicarlo via Amazon & Co. Se farò un terzo tentativo sarà sempre col Calvino, non vedo altre strade valide (magari sono io che non le vedo, eh). Per mia scelta non porto mai un testo già iscritto in precedenza, altrimenti avrei riproposto quello del primo tentativo riveduto e corretto. Trovo sia una forma di ripetizione evitabile: mi rifiuto di credere che una scintilla non scatti solo perché ci sono frasi o situazioni mal poste (che la scheda dovrebbe indicare e far correggere). Se non scatta è perché nell'impianto generale o nello stile qualcosa non funziona. Preferisco andare oltre piuttosto che arrovellarmi nel ribaltare per intero un'opera già compiuta. (Qui lo dico, magari poi un giorno cambio idea )
  3. Invece io felice di essere nel club WD dei segnalati non per la medaglia ma per la testimonianza di un processo di maturazione in corso... un conto è capirlo da soli, un altro che te lo dica l'editor master Niko e un altro ancora che al secondo tentativo al Calvino si riesca a ottenere una segnalazione. Ovviamente c'è da fare e migliorarsi. Attendo la scheda: nel primo confronto col Calvino all'ediz.30 fu molto utile e ricca di spunti
  4. darkap

    Cambio Community Manager 2019

    @Niko Sai cosa penso. Ma con o senza WD (che ha avuto il merito di farci conoscere), noi comunque non ci perdiamo. Ti auguro che quest'esperienza ti sia utile per fare un passo avanti nel settore: bisogna accasarsi in qualche CE!
  5. Non sbagli. E comunque vivetela con serenità, che anche a dare un'occhiata alle risposte - da totale esterno alla situazione - nel topic del concorso DeA viene da pensare a un esaurimento collettivo Chi lancia il sasso e poi nasconde la mano (come dice anche un proverbio) è proprio un cattivone istigatore come quando qualcuno è in ansia per l'esame e sta lì alle spalle a gufare. O pubblicate il messaggio o non lo seminate come un virus che va infettando le cartelle di posta privata...
  6. darkap

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    Hmmm, strano. Una recente indagine dice il contrario. https://www.illibraio.it/crescono-vendite-libri-narrativa-italiana-937593/ Cito: "Più di una copia su tre di quelle vendute nel 2018 (il dato si ferma alla prima settimana di novembre) è di un piccolo o medio editore. E ben il 41,8% del fatturato complessivo del mercato del libro di quest’anno (era il 39,8%) proviene da questo comparto. Sono questi i numeri che meglio rappresentano la vivacità del segmento. Cresce il loro fatturato (in librerie, store online escluso Amazon e senza considerare la Grande distribuzione in cui sono poco rappresentati) del +2,2% (in parte dovuto anche al prezzo di copertina del venduto, che è del 20-21% più alto rispetto a quello degli altri editori), ma cresce anche il dato a copie (+1,2%)."
  7. darkap

    Tutti i diritti riservati

    La SIAE tra l'altro non può essere più l'unico garante per i depositi dei diritti d'autore, notizia recente con ordine Antitrust, quindi in futuro potrebbero aprirsi le porte per altri servizi più economici, qualora qualcuno voglia comunque blindare per sicurezza l'opera. Io trovo sia esagerato pensare a furti da parte di CE e/o collaboratori e sconsiglio ad oggi di sborsare per tale pratica. https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/26/siae-antitrust-dal-2012-abusa-di-posizione-dominante-monopolio-ingiustificato-dalla-normativa/4722381/
  8. darkap

    Dichiarare proventi da KDP

    Prova a contattare un altro CAF o commercialista. Se in più persone ti abbiamo dato una risposta (e non è che ci hanno arrestato negli anni) ed è la terza parte a metterti in dubbio (per carità, qualificata e tutto quello che vuoi) l'unico consiglio buono è quello di sentire altre campane.
  9. darkap

    Dichiarare proventi da KDP

    Dovrebbe essere il commercialista stesso (privato o del CAF) a indicarti cosa portargli all'attenzione, altrimenti che lo si paga a fare? In ogni caso, dovresti cercare e stampare le fatture dei pagamenti di Amazon (digitale e cartaceo) tra i report di KDP e/o CreateSpace e allegarle tra gli altri documenti che porti al commercialista/CAF. Da queste fatture trai la somma dei ricavi che, ricorda bene, devono riferirsi all'anno precedente (fino a dicembre 2017). A quel punto, dove va riportata questa somma varia a seconda del modello che adotti (730 o modello unico Persone Fisiche), ma devono essere sempre trattati come royalties da diritto d'autore, in quanto redditi derivanti dall'utilizzazione economica di opere dell'ingegno.
  10. È decisamente un bene che Mondadori si sia riaffacciata al Calvino, e con ben due acquisizioni (le mie preferite dagli estratti, come avevo già detto), una CE che ho criticato in passato per la sua linea dedicata a youtuber e influencer, di cui spero siano calate le vendite... di certo non fanno bene all'immagine dell'azienda.
  11. Non condivido il processo causa-effetto "se non vinco allora sono spazzatura" ed è avvilente a leggersi. Ci possono essere motivi oggettivi e soggettivi per un'esclusione dalla rosa di finalisti (che quindi sarebbero spazzatura perché non hanno vinto effettivamente il premio, dato che c'è un solo vincitore?), ma questo non vuol dire che il proprio testo faccia schifo. Sarà eventualmente la scheda di lettura a esplicitare effettive lacune e inadeguatezze o, al contrario, a lodare degli aspetti e incoraggiare l'autore. Una scheda, anche questa, che non è certo bibbia. Insomma, evitare il disfattismo...
  12. Voglio lodare l'iniziativa che intercorre tra il Premio e la rivista Cadillac, perché c'è modo di saggiare la materia prima. Da quest'ultima edizione, tra i nove finalisti, posso dire di avere incontrato, per i miei gusti strettamente personali, tre anteprime di testi molto belli e che mi piacerebbe leggere ("Il grande vuoto", "L'inverno di Giona" -vincitore-, "La sartoria di via Chiatamone" - in ordine di preferenza). Estremamente differenti, nella trama, nella lingua, nella voce, sinonimo di un'ottima varietà di fondo. A questi tre vanno aggiunti gli altri sei, anch'essi diversi, che tuttavia non hanno fatto scoccare nulla in me. In particolare, ho fatto fatica a leggere tre di questi, vuoi per le tematiche davvero atipiche o per la mancanza d'interesse nei confronti di un personaggio o per una pessima scorrevolezza. Ho poi avuto modo di confrontarmi di nuovo con i miei dubbi, rendendomi conto che il linguaggio di alcuni di questi autori è davvero irraggiungibile per lo stile che ho scelto di adottare e, forse, per alcune mie mancanze. Tuttavia, i testi che ho gradito di più mi hanno confortato in questo, vincitore compreso, perché il linguaggio presentato è quantomeno umano e la storia scorre senza intricati giochi testuali. In sostanza, se si pensa di avere qualcosa di buono tra le mani, io direi che un tentativo al Calvino va fatto, anche solo per la scheda (sì, lo so, ci sono persone che hanno ricevuto schede scarne e poco attente, ma io della mia proveniente dall'edizione 30 non mi posso lamentare e quindi non posso che parlarne bene). Ben venga l'utilizzo di termini rari all'interno dei giudizi, sia mai possano tornate utili!
  13. darkap

    Ma serve davvero leggere per scrivere un libro?

    Ho letto con interesse la discussione, e secondo me la domanda non è in fondo banale come sembra. La risposta migliore, tra molte buone che ho incontrato, è questa. Leggere serve nella stessa misura in cui serve fare esperienza del mondo che ci circonda. Una scena di vita quotidiana tra vecchiette di paese può ispirare uno scambio vivace di dialoghi in una storia dal forte contesto locale; visitare una città lontana di un'altra nazione e scoprirne le meraviglie può aiutare a immaginare un'ambientazione forte e vivida; guardare un episodio de Il Trono di Spade può essere propedeutico alla costruzione di una tematica fantasy; analizzare dei film di guerra in un'estenuante maratona cinematografica può servire a delineare dei personaggi e dei contesti credibili. Leggere, dunque, per chi vuole scrivere, dovrebbe servire a conoscere linguaggi nuovi, metabolizzare costrutti, acquisire tecniche narrative, imparare a strutturare una storia da contenere in un formato. Serve davvero leggere per scrivere un buon libro? Sì, ma no. È necessario molto di più, quello e altro. Serve aver vissuto e vivere, inglobare quanto appreso (in una sola parola: esperienza) e mescolarvi un ulteriore elemento, questa volta proprio, che nasce da dentro e fa compiere viaggi straordinari. La fantasia, o creatività, o, ulteriore sinonimo valido, l'originalità. È proprio questa voce, tra le altre, che distingue un autore da un altro e determina la freschezza di un libro. La misura in cui la funzione "leggere", tra tutte le altre elencate, va ad impattare sul risultato della "capacità di scrivere", può essere determinata solo dall'individuo, dato che ognuno è diverso. Quindi, va tenuto conto che, sì, potrebbe esistere la possibilità che a qualcuno non serva (continuare a) leggere per scrivere, ma dato che (quasi) tutti nella propria vita hanno letto almeno una volta, assimilandone i meccanismi, la questione posta in apertura viene meno.
  14. darkap

    Morte di Stato

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  15. darkap

    Morte di Stato

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