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cinciallegra

Scrittore
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cinciallegra ha vinto il 10 maggio 2016

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    Donna
  • Interessi
    fisica, lettura, scrittura, commercio equo e solidale

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  1. cinciallegra

    Quando conta l'età per un aspirante?

    Ho una figlia diciannovenne che legge tantissimo. Ama la letteratura inglese dell'ottocento, ma ha letto anche la quadrilogia dell'Amica Geniale, la Trilogia del Cairo di Mahfuz, Il ragazzo giusto di Vikram Seth e mille altri libri impegnativi. Scrive racconti e ha uno stile che le invidio, perché è originale e molto suo. I suoi racconti sono bellissimi. (E, lo giuro, non è solo il cuore di mamma, anche se farete fatica a crederlo ). Per quanto riguarda l'esperienza di vita, abbiamo avuto una lunghissima serie di drammi familiari che metterebbero alla prova chiunque, perdurano ancora, e che purtroppo l'hanno resa molto matura. Forse il vero problema che vedo, è la determinazione e la costanza, perché un conto è scrivere racconti, un conto scrivere un romanzo, ma questa Rocco pare averla, visto che un romanzo l'ha scritto. Forse la cosa veramente difficile per un editore è valutare se dopo un primo romanzo ne seguirà davvero un secondo, se il giovane autore avrà altre storie da raccontare o se, esaurito l'entusiasmo, si fermerà lì. Ma questo è appunto il compito dell'editore.
  2. cinciallegra

    Baldini & Castoldi Editore

    @aleskiara @SoulMeetsBody avevo creato un thread in "Il mondo dell'editoria" - "Varie ed eventuali" intitolato "Case editrici che rispondono sempre anche con risposta automatica". Io ho messo quelle che hanno risposto a me, se volete aggiungere le vostre esperienze, magari creiamo un elenco interessante
  3. cinciallegra

    Watson Edizioni

    @Ivangrafico potresti dire la tua sul topic iniziato da JaV a difesa delle pubblicazioni con le piccole CE. Si trova in Forum/Il mondo dell'editoria/Varie ed eventuali.
  4. cinciallegra

    R. Vivian Literary Agency

    Ma ti ha spiegato, in che senso devi cambiare la struttura? Sembrerebbe qualcosa di sostanziale: le piace l'idea, le piace come scrivi, ma ritiene che la storia non sia strutturata bene. Io ci farei un pensiero: la signora ha esperienza e, se si è presa la briga di telefonarti, vuol dire che è interessata. Certo, se fosse capitato a me, mi sarei messa le mani nei capelli all'idea di quasi riscriverlo. E' molto lungo? Le sue considerazioni ti sembrano sensate? Forse, anche senza un editor, puoi metterti lì e pensare a come fare per strutturarlo meglio. Se lei ti adottasse, sarebbe una bella cosa.
  5. cinciallegra

    0111 Edizioni

    Io, per principio, rifiuto le CE che chiedono prelazione sulle opere successive (a meno che non siano medio-grandi), non so se questo può essere un criterio. La CE piccola è nella tua area geografica? Per esperienza, anche questo aiuta, perché attraversare l'Italia per fare una presentazione in una libreria e farlo a tue spese, può essere dispendioso. La 0111 mi pare non faccia quasi editing, ma non sono sicura, l'altra com'è, da quel punto di vista?
  6. cinciallegra

    Perché provarci sempre e comunque

    segnalo questo link... ai romantici (scritto da una lettrice di professione, un'agente di Ali) https://ilibrideglialtri.com/2016/03/03/chi-scrive-vive-sempre/
  7. cinciallegra

    Perché provarci sempre e comunque

    Perché non hai provato a mandare un manoscritto da autore sconosciuto. La risposta che ti inviano quasi tutte è: ti consigliamo di partecipare al Torneo Io scrittore (e, se mandi ora, il torneo è nel 2017, la fantomatica pubblicazione del primo arrivato... chissà), Hai citato Garzanti. Se vai sul loro sito per spedire un manoscritto, ecco cosa trovi: Agli aspiranti scrittori suggeriamo di partecipare al torneo letterario gratuito IoScrittore. L'opera migliore vince la pubblicazione con una casa editrice del Gruppo editoriale Mauri Spagnol di cui Garzanti Libri fa parte. Clicca subito qui per saperne di più su IoScrittore. Sul sito di Guanda non c'è una pagina per spedire manoscritti Chiarelettere l'ha, ma il suo catalogo è tutto centrato sull'attualità, per un romanzo come il mio, ad esempio non ci sarebbe spazio. La risposta di Corbaccio "Buongiorno, Non accettiamo proposte via email e in ogni caso suggeriamo di rivolgersi a www.ioscrittore.it per sottoporre il proprio materiale. IoScrittore è un’iniziativa del nostro gruppo editoriale che dà concrete possibilità di essere pubblicati." Longanesi invece mi ha risposto così: "Ci sentiamo di consigliarle di partecipare all’edizione 2017 del torneo letterario gratuito IoScrittore (www.ioscrittore.it): partecipando al torneo potrà ottenere i giudizi di molte persone che come lei amano la lettura e la scrittura e migliorare così il suo lavoro. Secondo l’esperienza dei nostri editor, spesso un lavoro di rifinitura conduce a una versione migliorata del romanzo e siamo convinti che in ogni caso possa essere un esercizio utile e divertente" Dando per scontato che il romanzo non sia un gran che, che si abbia un gran tempo da perdere e che chi partecipa davvero possa darti dei consigli utili che magari persone più esperte non ti hanno invece già dato. TEA, contattata tramite fb, mi ha risposto che loro ripubblicano solo opere già edite dal gruppo (e non è così vero) Ecco perché escludo il gruppo Gems. Poi, se tu dici che qualche esordiente lo pubblicano, ti credo, ma farsi leggere da loro, come dicevo non è affatto facile.
  8. cinciallegra

    Perché provarci sempre e comunque

    Io ho amato moltissimo ogni libro del ciclo dell'amica geniale. E trovo il suo successo meritatissimo. Bella storia, bell'ambientazione interessante, strepitosi personaggi, efficace nei dialoghi e nel rendere "visivamente" i moti dell'animo umano. La trovo bravissima. Non potrei dire lo stesso dell'addio di Moresco.
  9. cinciallegra

    Perché provarci sempre e comunque

    @JaV 15-20 case editrici che magari non leggono quello che arriva loro se non tramite agenzia? Ti sembrano molte? E, come ti dicevo, la maggior parte delle agenzie che tu consideri "valide" fa pagare tasse di lettura di circa 400 euro per 250 pagine, per poi non rappresentarti. Voi vi fidate di loro perché sapete che sceglieranno autori con potenzialità di vendita di decine di migliaia di copie. Loro quindi non si buttano sugli esordienti. Sarah Argosy, su questo forum ha detto che gli agenti seri scelgono solo autori che abbiano già pubblicato con una big. Che lei si spinge anche a quelli che hanno pubblicato con le medie. Le agenzie che fanno il lavoro attentissimo di selezione che dici tu, per loro stessa ammissione non pescano gli esordienti. E, quindi, non è detto che lo scrittore in questione sia disposto a pagare per farsi leggere (magari da più di un'agenzia). Poi, grazie a dio esistono le eccezioni. E, già se escludi le CE appartenenti al gruppo Gems, (a causa del malefico torneo), le possibilità di essere letto (e quindi trovato) per il nostro bravo scrittore sono pochissime. Il mio punto è che non è detto che il suo libro (non sto parlando di un capolavoro, ma di un bel libro, che merita di essere letto) venga effettivamente letto da qualcuno. Forse (mi fido del tuo parere su questo) se fosse letto da qualcuno e risultasse davvero valido, forse il suo spazio lo troverebbe. Delle 20 CE di cui parli, diciamo che la metà legga la sinossi, che due lo mandino in lettura, che le schede siano buone, perché è un buon libro, da qui la probabilità che venga poi pubblicato sono comunque molto basse. Perché sto parlando di un buon libro, non del fantomatico capolavoro. Da qui la necessità di rivolgersi ai piccoli. Tu dici: Per curiosità, quali sono?
  10. cinciallegra

    Come rendere un gesto

    L'indice di Roberto, leggermente piegato, trasmetteva al resto della mano un calmo senso di abbandono. E sembrava tutt'uno con il suo sguardo fisso su qualcosa di lontano.
  11. cinciallegra

    Perché provarci sempre e comunque

    @JaV io non ho fatto editing a pagamento, finora. Ma girando nel forum ho visto che molti lo fanno prima di sottoporre il manoscritto alle case editrici medio-grandi, nella speranza di avere qualche chance in più. Intendevo questo. Tu sei convinto che uno sconosciuto bravo non abbia problemi ad esordire, e io chiedo a te da dove ti venga questa sicurezza. Diciamo che Baldini e Castoldi legga ogni sinossi che arriva, e, se tu mi dici che è così io ti credo. Tu stesso dici che mandate in lettura pochi manoscritti (per problemi di budget, giustamente). Qualche manoscritto di un bravo autore ti sfuggirà di certo, non credi? E costui, a chi altro manderà, visto che le piccole CE sono sconsigliabili a chi ha scritto un buon libro? A Feltrinelli? No, non accetta manoscritti se non provengono da agenti. A Mondadori? Che ora include anche Rizzoli? Formalmente li accetta, ma chi ci lavora dice che non leggono le sinossi, perché ne hanno tantissime. Il gruppo Gems organizza il torneo Io Scrittore. Quando mandi un'opera a una casa editrice del grupppo ti dicono di partecipare al torneo. Per partecipare devi fare un lavoro di revisione tu stesso delle opere degli altri. Ma io non vorrei farmi giudicare dai miei colleghi scrittori (concorrenti) io vorrei fosse un editor a valutare la mia opera. Se passi in finale firmi un contratto e non puoi sottoporre la tua opera a nessuno fino alla fine (cinque mesi credo) e vieni pubblicato solo se arrivi primo, altrimenti la pubblicazione è in ebook. Ci sono altre case editrici (io amo la e/o che ha pescato Elena Ferrante) ma il nostro bravo scrittore deve anche azzeccare la linea editoriale, perché, diciamocelo, la maggior parte delle medie punta su autori noti stranieri o nomi di già noti italiani e pubblica pochissimi esordienti. Per quanto riguarda gli agenti, le grosse agenzie, come la Ali, fanno pagare per leggere quello che viene loro sottoposto. Io ho un manoscritto di 500 pagine e spenderei qualcosa come 800 euro per una scheda di lettura. Dopodiché in tutte le interviste che si trovano su internet, gli agenti noti ammettono che non pescano mai da questi manoscritti (le schede di lettura le faranno fare ai loro lettori e la cosa finirà lì, credo). Di solito vanno in libreria, pescano tra gli autori già pubblicati che ritengono interessanti, li cercano e si offrono di rappresentarli. Niente di male, gli agenti guadagnano percentuali irrisorie, possono rappresentare solo autori da decine di migliaia di copie. Ma il nostro bravo autore, non dico un maestro della letteratura, ma magari uno che scrive meglio di Fabio Volo, ma non è un personaggio televisivo, dove trova la sua finestra? Può trovare il suo spazio, ma può anche non trovarlo, soprattutto se non è disposto a fare appello a tutte le sue conoscenze perché qualcuno metta il suo manoscritto sulla scrivania di questo o quell'editor noto. E questa non è una polemica. Anzi apprezzo moltissimo il modo in cui tu fai il tuo lavoro e la tua presenza, che comunque trovo costruttiva, su questo forum. E non penso che anche se un autore è bravo non abbia speranza. Penso solo che non sia così facile.
  12. cinciallegra

    Perché provarci sempre e comunque

    Nonostante le provocazioni (un po' antipatiche) @Marco Scaldini concordo rispetto al fatto che chi scrive può (e spesso e meglio che sia così) non scrivere in funzione del suo pubblico. Per quanto mi riguarda, perché la scrittura fluisca felice devo immergermi in un mondo che è solo mio e che mi appassiona. Devo, durante la scrittura, dimenticare tutto il resto. Detto questo, non siamo entità isolate. Siamo esseri sociali, parte di una realtà che non solo ci influenza, ma ci spinge a condividere quello che siamo e creiamo. E, Marco Scaldini, non siamo nell'ottocento, se scrivessimo capolavori, avremmo ben più possibilità di farli conoscere al mondo. Ci sono molti molti più lettori. Ho notato che su questo forum ci sono moltissimi scrittori di fantasy. Io sono un po' attempata (52) e non mi ha mai particolarmente interessato il genere finché i miei figli non hanno letto Il Signore degli Anelli e l'ho letto anch'io. Ho scoperto dei personaggi geniali (gli Hobbit, antieroi per eccellenza) e una storia molto bella e costruita in modo complesso che avvince dalla prima pagina all'ultima. Oggi i telefilm di Game of Thrones hanno immagino influenzato tanti giovani scrittori ad appassionarsi a un genere che lascia grande spazio alla fantasia. E il patto che questi scrittori creano col loro particolare pubblico è quello di comunanza di gusti e di passioni. Come invece io scrivo certo (involontariamente) per un pubblico più simile a me. E poi ci sono i geni che riescono ad elevarsi a una scrittura più universale, che supera le generazioni, le età, e riesce a resistere al tempo. Mettersi in gioco, sottoporre il proprio lavoro agli altri è una scelta del tutto individuale. Però il confronto e la condivisione con gli altri la si ottiene solo pubblicando. Non basta spedire a case editrici medio-grandi, che, quando va bene, leggono la sinossi dell'opera. Certo, @JaV obbietta che pubblicare qualche centinaio di copie non è un gran confronto. E qui posso anche essere d'accordo. Il problema è che per uno sconosciuto esordire è difficilissimo, anche se si è bravi. E lo dimostra il fatto che ora le case editrici fanno di tutto per far fare la selezione direttamente al pubblico: pescando dalle classifiche di Amazon per chi si autopubblica, organizzando tornei (che io trovo assurdi) come Io scrittore. I critici letterari non esistono più. Esistono solo le classifiche dei libri più venduti. L'editing deve farlo fare lo scrittore stesso a pagamento a qualcuno prima di essere selezionato, (e buona fortuna che scelga una persona brava), perché le risorse sono poche per investire in un'opera fino in fondo. Scrivere è un mestiere solitario, che isola. Il momento di condividere quello che si è scritto viene dopo. Fa parte della nostra natura sociale. Mi piacerebbe che il mio nuovo romanzo fosse pubblicato in migliaia di copie, ma non l'ho scritto con quello scopo, né sapevo come sarebbe riuscito, né se mi sarebbe piaciuto. Cerco di far giudicare a persone di cui mi fido quello che scrivo prima di sottoporlo a un editore, quindi, se mi viene detto (come è successo per il romanzo precedente) che ho scritto qualcosa di pubblicabile anche se non per il grande pubblico, provo a spedirlo a case editrici piccole che so che fanno selezione, editing, e la promozione minima che permetta di vendere quelle poche centinaia di copie per cui vorrei evitare di mettere del denaro mio. Mi spiace che le big considerino le mini-pubblicazioni dei nei nel curriculum, perché invece ai lettori non importa nulla, e di questo sono convinta. Provarci, comunque ci proviamo. E credo ne valga la pena.
  13. cinciallegra

    Trono o Anelli?

    Far morire i personaggi inizialmente aumenta molto la tensione. Quelli positivi, in cui ci si immedesima. E questo immagino che funzioni. Ho riguardato per tre volte il punto in cui Ed Stark veniva decapitato perché non volevo crederci! Tu che ti stai immedesimando ti senti fragile, molto a rischio. Non hai le rassicurazioni di quegli autori che sai che, una volta creato un personaggio che ti ha conquistato, questo personaggio arriverà sano e salvo fino alla fine del libro. Però nel Trono di Spade, essendo la saga lunga, col passare del tempo si diventa credo più distaccati. Si ha paura ad affezionarsi... Almeno così è successo a me. E questo credo sia un peccato, anche perché i personaggi sono così ben costruiti. Personalmente io non riuscirei a far morire così i miei personaggi... Sono la prima ad esserci troppo affezionata.
  14. cinciallegra

    Ceccacci literary agency

    Tornando a Laura Ceccacci, che abbia smesso di rispondere? Qualcuno ha provato a sollecitare?
  15. cinciallegra

    Booktrailer, una moda o marketing intelligente?

    @ElleryQ grazie del link!
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