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Alain.Voudì

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10 Piacevole

Su Alain.Voudì

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  • Compleanno 17/05/1963

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    Non lo dice

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4.070 visite nel profilo
  1. Alain.Voudì

    256K - 256 racconti da 1024 battute.

    Be', l'avevano fatto anche con i precedenti. Per esempio, "La paura fa 90" (che contiene anche un mio racconto) era stato pubblicato con ilmiolibro, e costava (se ricordo bene) circa 16 euro, spedizione inclusa.
  2. Alain.Voudì

    L'isola

    Suggerimento: sul Devoto-Oli ce ne sono un sacco, basta sfogliare a caso (ok, scusa: a quest'ora il mio cervello chiude)
  3. Alain.Voudì

    Cosa state leggendo?

    Quoto al 1000%: uno dei più grandi tra i grandissimi capolavori del XX secolo. Anche questo non è male, specie dalle parti del 11 dicembre (L'ultimo uomo al mondo, di un tizio che conosco)
  4. Alain.Voudì

    Pubblicare gratis: ma a che prezzo?

    Ma si vince qualcosa coi punti? Ehi! A proposito! Dov'è finito il mio? Ieri ero a -1! Chi se l'è fregato? Comunque la mia mail "scrittevole" è sempre aperta: alain.voudi@gmail.com
  5. Alain.Voudì

    L'isola

    Tutto chiaro: parti! Piuttosto, se posso aggiungere un'idea: scrivi dal punto di vista di uno dei ragazzi, e resta più sul vago che puoi sulla struttura e sulle reali funzioni dell'isola (dopotutto, che ne sa, lui, di come funziona la cosa? Lui vede solo quello che gli lasciano vedere...) Eviterai le domande più fastidiose, facendo invece passare la tua reticenza come "efficace gestione del PdV" o anche come una "criptica allegoria, nascosta dietro un sapiente vedo e non vedo"
  6. Alain.Voudì

    Pubblicare gratis: ma a che prezzo?

    Scusa se insisto (e poi la smetto: giurin giurello), ma mi pare che le righe sopra riportate confermino la mia "interpretazione" precedente. 1) L'AUTOpromozione viene fatta sui lavori PROPRI (che AUTO sarebbe, altrimenti?): per cui, come puoi pretendere che l'autore possa correttamente valutare se il proprio lavoro abbia, come tu vuoi, "il vero significato di opera letteraria"? Non può, ovviamente. Da questo consegue che tu saresti favorevole a un'autopromozione irrealistica. Forse intendevi dichiararti favorevole solo a una PROMOZIONE via web, conseguente a una selezione critica? In tal caso, sarei d'accordo. 2) Stesso discorso per l'AUTOpubblicazione. Pochi (e notevoli) quelli che la fanno per scelta (coraggiosa!), innumerevoli i vanity press. Quindi a te andrebbero "benissimo e sottolineo benissimo" solo i primi. Ma come fa un autore a sapere se la sua opera è valida, senza un editore serio e competente che lo valuti (rara avis)? Non può: ergo, questo è un altro "benissimo e sottolineo benissimo" realizzabile solo sulla carta. 3) L'editoria tradizionale ti va bene ma anche no. 3 su 3: se queste sono le cose su cui sei "favorevole", a me sembra che, se pure ho "supposto", ho "supposto" mica male
  7. Richiedimelo DOPO che avrò visto i tuoi libri in qualche libreria in giro per l'Italia. E dopo che magari ne avrò anche letto qualcuno (ma ricorda che io acquisto SOLO in libreria... e le uniche eccezioni sono libri miei )
  8. Alain.Voudì

    Pubblicare gratis: ma a che prezzo?

    Ivan, provocazioni a parte (che possono anche essere costruttive, e magari lo saranno in questo caso), non sono sicuro di aver afferrato il tuo punto. Non sei favorevole all'autopromozione via web, questo si è capito -- e immagino di comprenderne il motivo, visto che spesso si sovrappone al tuo ruolo di imprenditore. Non sei favorevole nemmeno all'autopubblicazione -- e ci mancherebbe, visto il tuo lavoro. E mi pare di capire che tu non sia favorevole neppure all'editoria tradizionale -- con la quale forse hai difficoltà a competere, date le dimensioni. Hai parole di scherno nei confronti degli aspiranti scrittori (e anche di quelli che, pur pubblicando più o meno regolarmente, frequentano questo forum,,,), degli editori massmediatici, dei print-on-demand e perfino dei lettori, che secondo te dovrebbero cambiare (parole tue). Ma in fondo, esattamente, a che cosa sei favorevole?
  9. Alain.Voudì

    Il desiderio segreto di tutti gli scrittori.

    ...eccetera. Dieci e lode. Concordo appieno sulla (1) e sulla (3). La (2) sono solo belle parole, ma niente più. I soldi sono strumenti, e come tali non basta averli, ma anche saperli usare. Come diceva il tizio, "il potere logora chi non ce l'ha" -- e i soldi funzionano allo stesso modo: se sai come usarli, e come non farti usare da loro, sono una benedizione, altro che cancro. Per la (4), prima di distruggermi, con un verso o magari anche con due, Baricco dovrebbe imparare a farsi leggere da qualcun altro, adolescenti a parte. Ho letto due suoi libri: uno era Oceano Mare, del quale non ricordo NULLA a parte il titolo (forse c'era una casa vicino a una spiaggia?) Dell'altro invece ho dimenticato anche il titolo, ma forse rivedendo la copertina in libreria potrei riconoscerlo (e quindi evitarlo). Non sono mai arrivato a un terzo libro di un autore di cui non ho gradito i primi due (eccetto King, per rispetto a Jack: ma non mi è piaciuto nemmeno il terzo, CVD). Mi spiace per Baricco: spero non gli chiedano mai di scrivere la prefazione per uno dei miei libri
  10. Alain.Voudì

    La trama

    Guarda che non è l'opposto: è solo che tu inizi a scrivere "davvero" già da prima, io invece scrivo solo nella mia testa fino a che non ho la Parola, e solo quando finalmente ce l'ho apro Word. Ma il procedimento è lo stesso. Tra l'altro, il fatto di scrivere nella memoria mi permette di evitare tante riscritture, visto che il testo della prima è già stato affinato e raffinato in mente. Lo svantaggio è che questo sistema funziona solo coi testi brevi (diciamo fino a 20-30.000 battute). Sui romanzi invece è un disastro (e infatti non sono capace a scriverli!) Ehm... dico, ma non ti sembra di esagerare?
  11. Alain.Voudì

    La trama

    "Mi" rispondo io: mi è capitato, e più di una volta, di credere di raccontare una storia, e di raccontarmene invece un'altra. E quando mi rendo conto di avere "ciccato" la Parola, l'unica soluzione è tornare al tavolo da disegno e ricominciare. Per mia fortuna, tutto questo processo avviene quando la storia è ancora nella mia mente, visto che io inizio a scrivere soltanto DOPO aver chiaro tutto, quindi mi capita molto raramente di dover buttare via davvero qualcosa già scritto. Però anche dover reimmaginare daccapo una storia già pensata in una chiave diversa è stressante: per questo preferisco prima cercare la Parola, e poi iniziare a delinearci la storia attorno. (che periodo contorto! abbiate pazienza, oggi ho avuto una giornata pesante e sono un po' stanco... scusate!)
  12. Alain.Voudì

    L'isola

    I miei sbuffi non fanno testo: io sbuffo sempre, anche quando sono da solo (in realtà i due momenti coincidono). Ed essere martellato di domande mi fa sentire utile, che è sempre un toccasana per il mio ego bislacco. No, la spiegazione sta in piedi -- e ci sono libri famosi che si reggono su molto meno. Però ripeto: per l'esperimento militare vale il modello di Ender's Game (che è un bel libro comunque, anche se non all'altezza del racconto da cui è nato, e a differenza della saga che è in seguito diventato); per la comunità di ragazzi-guerrieri Il Signore eccetera. Ma più in sintesi, il tuo libro di cosa dovrebbe parlare? Qual è il motivo di fondo, la sua ragion d'essere? Se tu dovessi riassumere tutta la storia in una sola parola, quale sceglieresti? Queste sono le domande che di solito ti permettono di dare un senso a ciò che scrivi: focalizzare il tema. Una volta che hai capito di cosa stai parlando *per davvero*, al di là delle parole e degli episodi narrati, allora i muscoli sopra queste ossa, e la pelle che li ricopre, verranno da sé. Costringi tutta la tua storia in UNA SOLA parola: quale scegli? (suggerimento: non rispondere ora, dormici sopra)
  13. Alain.Voudì

    L'isola

    Quella ce la devi mettere tu, altrimenti l'artista a che serve? Se ti può incoraggiare, tra i modelli citati Il Signore della Mosche di sostanza ne ha ancora meno del tuo, ma è diventato non di meno un testo di riferimento (e ha fruttato il Nobel al suo autore) per le sue amare riflessioni sulla reale natura delle persone. Trova e permea di significato il tuo, e prepara un biglietto per Stoccolma!
  14. Alain.Voudì

    365 Racconti sulla fine del mondo

    Bravo Visio, te l'avevo detto che mi sembrava migliore! Per la copertina, mi associo: carina, ma scontata.
  15. Alain.Voudì

    L'isola

    A me ha ricordato un po' un incrocio tra Il Signore delle Mosche e Ender's Game, trasportati nel XXI secolo (aggiungendo quindi sadismo e sesso esplicito).Se devo dire, non mi convince la chiusura della storia di B -- dopo l'inizio tramante non ce la vedo a fare la puttana d'alto bordo (ma forse è solo un mio pregiudizio). In ogni caso non ho ben capito il perché di tutto questo addestramento: se lo scopo è quello di farli ammazzare tra sé con ferocia, tanto vale farlo direttamente da piccoli, o comunque da appena arrivati sull'isola. A che scopo mantenerli tanto a lungo? E a questo proposito, come arrivano sull'isola? Traffico di bambini dal terzo mondo? E perché allora prenderli da piccoli (meno di otto anni?) e non già cresciuti? Insomma, mi puzza un po' 'sta faccenda dell'allevamento. Occorre trovare una spiegazione molto solida del perché sia necessario allenarli fin da piccoli e mantenerli così a lungo per poi buttarli dopo un solo duello. Non potrebbe essere che solo l'elite viene addestrata, e destinata a massacrare i nuovi arrivi? Se eventualmente (seeee...) qualcuno dei nuovi arrivi sopravvive al massacro, allora viene arruolato nell'elite, eccetera. No?
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