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Linkstop

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Tutti i contenuti di Linkstop

  1. Linkstop

    Burrasca - Poesia

    Nome dell'autore: Linkstop Nome del testo: Burrasca Se s'alza nella testa burrasca in tempesta i muri di sta stanza restano senza resistenza, via le pareti come le pare e si danza, mi muovo scosso sulla cresta dell'onda del mio mare mosso non affosso, esco fuori dalla morsa del morso del mostro che la mia mente mostra, mi presto più presto che posso a correre lontano dal nero che mi viene addosso, si forma a forma di presagio o di rimorso, ma non capisco, ed infine finisco aggressivo quanto un orso chiuso in gabbia, scatta la rabbia in maniera stolta, sta volta un'altra volta sono cieco, come il vicolo in cui mi ci ritrovo solo, di nuovo.
  2. Linkstop

    Se non è metrica è semantica

    Già... è evidente la propensione alla prosa in questo testo, o meglio il crescente senso di confusione si propaga in versi sempre più lunghi. Comunque si... Forse anche un solito finale, ma tutto il testo ti ci porta... Perlomeno dovrebbe trasmettere un senso d'ansia insicura(poco ritmica)eterna di cui mi sento circondato... Ciao...
  3. Linkstop

    Se non è metrica è semantica

    Se non è metrica è semantica Il tema è la semantica, una tematica antica! La ragione matematica ha ragione, la regione celebrale celebra aritmetica, pone il suo seme nella scatola cranica, confonde ricordi con convinzioni, vincola e lega con corde azioni, rapide più di concorde bruciano orde d'informazioni, hard-core! Ardentemente nella mente, elementi in una camera ardente forniscono il carburante, Mercurio in confronto un principiante, segui la velocità con cui ogni frangente crea collegamenti rendendo l' imminente mentre il senso è ancora incipiente, sta all'inizio, comprende lentamente e si sorprende quando in un istante la mano man mano si cura degli sbagli dettando dettagli, ora sicura schiva gli abbagli muovendo tagli nell'italiano che la mente usura se ne è satura, fa da serramenta con le parole chiave, se un idea lamenta una paura viene messa sottochiave dietro ad un portone di strofe e versi, tra storie e verbi mi racconto diversi timori, creature fra le piante nella mia mente fanno rumori, una nuova nascitura sussurra, la natura d'una paranoia tramite un'oscura figura nella serra, nervi a fior di pelle, per l'appunto. Argonauta in missione su questa terra con argomenti terra terra come un missile terra-aria pronto per lo scontro contro le infezioni di malaria, nessuno sconto, nessun superstite tra i tutti Superman, senza superbia sarò io la kriptonite, non sarò superbo ma supero diverse ferite, non sono Rambo portando in giro le mie combo preferite, fiero, manco fossi uno stallone come Sylvester, esterne minacce non preoccupano, occupano facce per lo più e più parlo, più mi procaccio la voglia di star solo, un verme nel suo torsolo, non ho tempo per loro né per l'oro, voglio rosicchiare solo termini a torso nudo come a Rimini, cancellare i minimi accenni a pensieri di decenni vissuti nella pece senza pace, scriver d'uno come Aiace, uomo capace d'indelebile storia, ma ahimè non c'è memoria, per me un eterna miniera come a Moria.
  4. Linkstop

    buio

    Un bel testo, come già detto dagli altri è scorrevole e musicale, avrei poco da aggiungere sulla struttura. Il senso c'è ed è abbastanza capibile. Mi piace molto la strofa sul traffico, molto vivida e detta in maniera abbastanza originale, sui castelli di carta anche io avrei detto fosse banale, ma riprendendo nel finale le carte (riprendendo anche la parola scala, bello) l'hai resa particolare e usata personalmente. Nel complesso, bel testo. Mi è piaciuta, a presto.
  5. Linkstop

    Lindo limbo

    Dovrei dire ciò che penso, potrei condire con ciò che sento, ma fa senso e mi pento poco dopo aver emesso qualche verso cupo, man mano metto mano ai caratteri così manometto il mio carattere, etereo e anestetizzato d'etere vuole farsi valere ma vale zero carati in sto cratere del Creatore, siamo anime sensibili, quindi abili dei sensi, che per ore vagano invano tra tormente di tormenti per compiere il destino d'essere esseri attenti ai propri lamenti sempre desti quando l'intestino rigetta argomenti indigesti. Comunicano a gesti questi corpi, ma solo d' indicibili dolori e sofferenze, soffermati sulle emozioni, sono invincibili, vincolati solo dalla propria bile è probabile accrescano i bicipiti, capitano capitomboli in bici ma vengono recepiti solo come crescita, quando hai capito, precipiti. è inevitabile.
  6. Linkstop

    Lindo limbo

    Per dirla tutta... Non sono un poeta, scrivo e non sono uno scrittore. Non sono nulla. Ma ti assicuro non sono mai fermo, anzi vorrei ma non riesco =D vedremo, ora mi sta sollecitando l'idea di iniziare a scrivere in metrica, penso proverò a modificare qualche mio scritto tenendo conto delle sillabe... Per me è un ritorno all'età liceale =D magari qualcosa di buono ne verrà fuori, ma ti posso garantire che non penso d'essere in grado di cacciar fuori parole danzanti solo per rallegrare, posso usare ironia magari una bella forma, ma di ridente in più di 200 scritti negli ultimi 2 anni non c'è traccia =D Penso di non esserne in grado (ora perlomeno)
  7. Linkstop

    Lindo limbo

    Sono d'accordo col tuo concetto difatti lo affrontai parecchio tempo orsono ed ora sono ad un level up, quando l'espressione di te ha continuamente un espressione cupa dipinta inizi non sopportare più una lettura di te in questi modi. Quel che pensano gli altri di me e dei miei scritti è da molto che non ha più importanza, bansi pensare che iniziai a scrivere in contemporanea alla mia iscrizione a Facebook, infatti lo usavo come mezzo di diffusione dei miei scritti oltre che come contenitore di critiche. Sono scoppiato e mi sono cancellato da fb, proprio per cercare nelle mie parole il mio sostegno e i miei consigli. Ho notato che è tempo che i miei termini rigettano questo malessere continuo e penso universale. Sono stufo =) vorrei poter scrivere di sogni luminosi in volumi voluminosi così da poter cancellare questo nero che mi attanaglia dentro. Non riesco. Ogni qualvolta le mie dita spingono i tasti vomitano stuoli di confusione... Aspettando ancora scrivo.
  8. Linkstop

    Gabbiani

    Ho apprezzato sia la disposizione grafica dei versi sia praticamente tutta la metrica, lo trovo proprio un bel componimento, semplice scorrevole e vivido, bello il viaggio tramite la finestra aperta del primo verso, quindi un qualcosa di concreto che si trasforma man mano in un bellissimo paesaggio stellato tra il mare e la sabbia in un abbraccio tra giorno e notte. Un bel sogno direi, complimenti,
  9. Linkstop

    La bellezza è nei miei occhi

    Ok, in effetti.... =D
  10. Linkstop

    Frecce nell'arco della vita

    http://www.writersdr...nei-miei-occhi/ Frecce nell'arco della vita Frecce scagliate dall'arco temporale della vita, fecce incagliate tra l'altro nel tempo ereditato, di quello che facciamo nulla è meditato premiamo su noi stessi un omicidio premeditato, siate felici Dio è tornato, sottoforma di un gioiello regalato o nel vitello tonnato che ho mangiato, si forma sotto tutto ciò che ho desiderato, è solo un moderato modo di domare le domande, soluzioni non cercate ma conservate in vite vissute. Donde sto io si cavalcano le onde avanzo senza un cavallo di battaglia, eppure stringo il mio cavallo e vado in battaglia privo di lame e l'amore a casa, a caso mi piglia la meraviglia, è visibile sul mio sopracciciglio, arriva quando sto sul ciglio d'un lago, vedo un cigno che si nutre di ciò che voglio, è un lago di parole in cui divago, un foglio cade e come se piovesse unisce inchiostro all'acqua, parole sparse non mostrano un percorso, mi ci butto comunque senza un soccorso, magari bastasse un asse per potermi muovere da qua, arrivare all'altra sponda dove risplende forte un sole, solamente le mie bende mi danno calore da questo bordo, mi cucino ancora un po' nel mio brodo freddo, come la vendetta che di vedetta sta a bordo di una motovedetta pronta a concedermi/infliggermi ciò che mi spetta.
  11. Linkstop

    Frecce nell'arco della vita

    Mi accorgo sempre degli errori in ritardo, un vizio =( frecce, non freccie P**** *****
  12. Linkstop

    La bellezza è nei miei occhi

    Mi piace, e non mi piace. Mi piace lo stile con cui è scritto, pulito, semplice e diretto alla questione affrontata. Quindi come poesia direi è capibile oltre ad essere in una bella forma. ma.. "Io non amo te Amo l’idea che ho di te" già un "uomo", essere umano che fa un ragionamento tale, quindi arriva a capire un concetto simile dovrebbe capire quanto sia deleteria come cosa, nessun essere umano che al primo posto mette la propria crescita si accontenterebbe di esercitare forti emozioni in un idea di una persona piuttosto che in un suo simile "Se riesci ad accettarlo Abbiamo un futuro La bellezza è nei miei occhi E non voglio rinunciarvi" Mi sembra di leggere la lettura dell'uomo all'eccesso, intendo nel modo di relazionarsi. Non capisco se è parodia, quindi tu sei ironico ed esprimi un concetto altissimo che condivido oppure è proprio un pensiero ai miei occhi pessimo. Lasciandomi questo dubbio penso che tu abbia scritto un ottimo testo, però alla mia lettura poco chiaro, forse per il suo esser stilizzato, quindi privo di una vera analisi su una questione. Aspetto risposta =P eheh
  13. Linkstop

    Assaggio

    Si, puramente stilistica come scelta.. Questo "Assaggio" è solo la prima parte di una sorta di poema epico scritto in strofe alternate di 10 versi rimanti con 4 versi rimanti, tra l'altro lo sto scrivendo perchè voglio esaurire le parole, quindi è un opera un po' confusa dove dico tutto e niente... magari la leggerai...
  14. Linkstop

    Assaggio

    http://www.writersdr...ogli-il-giorno/ Assaggio Più il vento infuria funesto, più su una fune sto, resto in equilibrio sobrio, desto attenzioni solo per un testo, ora lo detesto ed arresto un lodevole gesto, ora, lesto illustro il mio gusto, forse non nel modo giusto, ma di certo aggiusto un malsano estro con cui innesto arbusti nel posto per redimere a miriadi d'odi all'odio, cresco, ma sarebbe giusto dire accresco, nel "rusco", in bolognese spazzatura, spazzo la paura fuori dall'uscio, scrittura uguale armatura duratura, serve un guscio quando Hescher mi confonde meno di sti paradossi ben distinti, dall'istinto sobbalzo tipo dossi, parodiato ogni argomento odiato, sgretolo sassi sotto ai miei passi e per prassi presso demoni segregati nelle segrete, lessi di noi stessi, l' umanità nei riflessi di chi la eredita, condita nei perplessi passeggeri viventi nei pressi di cipressi... Dai... Intendo morti viventi... Se scrivo vesto gli eccessi descrivo verso il buio totale, tipo eclissi, affissi l'immaturità e il senso di dirsi perso, nuoto disperso dopo che riemerso dalle acque emetto qualche verso, Coff.. Coff... Il clima è un po' avverso, forse perverso nel verso viaggio tipo miraggio, la rima l'ingranaggio, nè persona, nè personaggio, solo un assaggio se maneggio l'aggeggio chiamato mano, ma no... Non è un maneggio per quanto un arpeggio c'azzeccherebbe come in campeggio le tende, ops la rima tende al maneggio, rimembreggio, infurio manco fossi Furia, un pazzo quando ombreggio come carboncino sto poema epico tipo una Furia, filosofeggio? Professionista del cazzeggio con umiltà indietreggio.
  15. Linkstop

    Il fine della fine

    http://www.writersdream.org/forum/topic/9350-trovo/page__pid__140584#entry140584 Il fine della fine Ogni uomo si ripara in qualche cosa, cerca una scappatoia dalla sua vera sposa, la morte. Nè la sorte nè l'arte possono metterla da parte, è la fine del percorso, nessuno sconto, ed io qui che conto il passare dei giorni scopro non conta se metti un'uniforme, non conta se t'informi o se sforni perle, per lei, la Fine, abbiamo le stesse forme, siamo stormi di storni, uccelli comuni, comunione e condivisione non fanno la forza, il fato e la morte ne sono immuni, sforza quanto vuoi la mente ma non ci troverai niente, c'è chi sta silente e chi è una scimmia urlante, resta il fatto siamo tutti un corpo vagante, Romero stava già avanti, siamo noi i morti viventi.
  16. Linkstop

    (Untitled)

    (Untitled) Bene, direttamente dalle vene plasmo una retta col mio plasma che assembla un'assemblea di parole ansimanti come l'asma o come spasimanti che fanno gli amanti, non parlo di diamanti ma di quegl'istanti contenuti in contenti attimi "con te" ma anti-romantico per eccellenza, con eccellenza pratico masturbazione testuale con la pratica della pratica arte derivante dal classico, lo scrivere, alla deriva da me ne deriva un succo gastrico assente in ogni plico già esistente, applico un qualcosa presente nel mio presente, gli spasmi di cui ho detto precedente-mente sono orgasmi di piacere che mi fanno il piacere di cancellare fantasmi derivanti dalle ere sempre più nere, parole come cure. Senza la presenza d'atmosfere con sfumature scure, non sento una scure sul cuore, incastri castrano negatività descrivendo la realtà, se il mio appiglio lo vendo, vendo i miei frutti quindi farei il fruttivendolo, tutti i sogni e le illusioni trasformate in trasfusioni infette e corrotte dalla fame di fama che diffama chi ama l'arte, regala contante evviva il "sogno del cantante" folta chioma e spumante, quel che conta, l'importante, porta a essere. Io non voglio aprire una porta con cui essere il prossimo essere che si vende al prossimo. Diciamo fare "la puttana", solo un emblema(sono antisessista). Mi sistemo fuori da un sistema che chiama a se l'avarizia porca, dolce liquirizia mmm, stesso colore m' assassina come l'orca. E se mettessi in una fossa piena di liquame infame, in una massa di merda ogni mia parola? Una viscida mole cola sopra alla mia trama, sporca ogni molecola, si dirama dentro ogni teorema che muove ogni mia rima.
  17. Linkstop

    Celebra la tua morte

    Spesso scrivendo mi sono imbattuto in un pensiero simile. La fine o persino un qualcosa che si avvicina ad un pensiero razionale di suicidio, ovviamente come se fosse una domanda che esige risposta, in cosa trovo giustificante la scelta di mettere fine alla storia. Leggendo il tuo testo non riesco a capire cosa ti ha spinto a scrivere queste parole. Non sembra altro che un messaggio straziante diretto all'estremo pessimismo condito con termini che stilizzati danno come risultato : funerale. Mmm... spero mi illustrerai cosa tu abbia voluto comunicare con una poesia costruita in questa maniera, potrebbe essere l'ultimo messaggio, quello d'addio, ma se così fosse ti assicuro troverai del benessere, non li sembrava il messaggio d'addio di un illustre pensatore che stanco di trovare conforto nella conoscenza si domanda se porre fine all'esistenza =D Comunque, non mi pare di vedere alcuna scelta metrica preponderata nè l'uso di vocaboli magari un minimo ricercati. Come avrai capito non mi piace, spero tu abbia compreso il perchè =) a rileggersi
  18. Linkstop

    Assaggio

    Escher* P****PU******* non mi fa correggere sobh
  19. Linkstop

    Cogli il giorno

    Mmm.. Inizialmente pensavo fosse una preghiera.. Ed in effetti è risultata tale =D Posso dire che la scelta delle parole sia giusta per associare il testo ad una preghiera.. è poesia..? Non capisco se è un Padre Nostro moderno oppure uno sfottò di esso. Sinceramente non mi trovo per nulla daccordo con il senso di quasi ogni frase... A meno che fosse ironica,ma a non mi è parso di vedere un qualcosa che possa far intendere dell'ironia quindi ho il sospetto tu creda in ciò che hai scritto... Posso capire il tuo punto di vista, l'umiltà nel dirsi piccoli, però non credo all'abbandono cieco ad un qualcosa che non ha nemmeno un nome nel testo, a chi è riferita? Alla comunità di un oratorio? Allora è perfetta... Boh è solo il mio giudizio, ma non capisco cosa debba lasciarmi questo testo. BUU. Ti invito a leggere un mio testo e a commentare evuntuali critiche, ciao
  20. Linkstop

    Astro sotto sequestro

    Astro sotto sequestro Se tutti sono contromano sei tu quello insano, a disagio tipo pisano a Livorno c'è un villano che urla "è meglio se ti levi di torno", Primo Levi in un secondo sull'orlo del mondo bellico ogni giorno, Silvio Pellico le mie prigioni sono un incubo mentale, sforno Kaos dai disordini è naturale! Sale odio e rabbia che debella il sonno, ormai solo un ricordo nella mia cella, un risveglio eterno mi fa sordo alla ragione perdo immaginazione, ardo si, ma di frustrazione, illustra tu la situazione, con illustri esempi io lustro scempi empi con cui dimostro la finzione. Se mi distraggo creo la distruzione, dista un momento, non mento, un elemento di transizione che transita sul nostro raggio d'azione, ciak, azione! é la fine del copione, prendi qualche campione o spendi tutto a Campione, avrai tu la decisione, non ci sarà un altra occasione. Il mio estro è sotto sequestro fissando un firmamento di cemento senza nessun astro dipinto.
  21. Linkstop

    Impotenza

    bene =) leggo questa poesia da qualche giorno, ora è arrivato il tempo di commentare =D Che dire, non trovo diretti collegamenti con il tuo solito operato (se non la grande riflessione interiore che si espande all'esterno), mi piace il fatto che tu abbia ripreso parecchie immagini più volte, come il sole, la città, la pioggia e la tempesta... Sullo stile, non sento molto da dire, è scorrevole e pare più che una poesia una riflessione sputata sul foglio. Riguardo al tema invece, ti dico : chi si arrende ha già perso in partenza! Infatti sono stato contrariato dal leggerti fino al termine, dove qualche timido raggio di sole sbuca dalle nuvole... Anche se è solo una promessa fatta a (te stesso o alla città, non ho ben capito) ma è come se già nell'esplicare la promessa sia intrisa dal senso di sconfitta perenne che attanaglia, quindi sembra un po' una promessa che già sai di non mantenere, o almeno, questa è stata la mia sensazione alla lettura. Ciò che scrivi mi piace, vuoi per l'uso dei termini molto terra terra con l'uso di qualche metafora non forzata (mi piace un sacco la venere di fango, anche se alcune volte la leggo mi appare data per mancanza di sinonimi.) ma in qusto caso il senso di malessere è costante e apatico, vergogna e pietà risuonano nell intero testo dando un tocco di resa, rendendomi il testo pesante, ma ti posso dire che ho apprezzato il titolo associato al testo, è perfetto =) a presto Linkstop
  22. Linkstop

    L'attesa inganna

    Ciao ragazzi, che dire, sono felice di aver trovato dei lettori sinceri ed attenti ai minimi cambiamenti =) come sapete sento l'obbligo della sperimentazione per l'accrescita e la ricerca dello stile totale =) Questo pezzo, oltre ad avere l'intuizione spettacolare del primo verso è solo la sintetizzazione di altre mie miriadi di oper(ette), semplicemente la presenza di 2 nemici, consumo e calcio, presi con l'ironia più astratta possibile. Nemmeno io lo considero un gran testo, ma penso sia una chiusura di reparto, mo' vediamo come riparto con il rep-arto. Vi sono parecchio grato per le critiche =) a rileggerci superpresto =)
  23. Linkstop

    L'attesa inganna

    L'attesa inganna Inganno l'attesa o è l'attesa ad ingannarmi? L'aria è tesa quando tutto si riduce a ciò, prendo lo slancio e senza ferirmi con le offerte lancio cerco di aprirmi un varco. "Sarà tagliata coll'ennesima partita di calcio, questa partita non è buona", dice Marco.
  24. Linkstop

    Anatomia della Malinconia

    Beh provo a descrivere ciò che mi ha suscitato e ciò che ho compreso, spero in una correzione o comunque in una risposta. La domanda iniziale mi ha lasciato un po' perplesso, per prima cosa per la mancanza di soggetto, la seconda perchè un verso così breve che termina subito in domanda è una verso veramente rapido e spiazzante, ad un ulteriore lettura ho dato come soggetto la malinconia stessa, anche se il il fallire e il riderne non riesco ad associarli alla malinconia, comunque perso in questo verso mi inonda di apatia il verso centrale "Anestesia Emozionale" Bam! Subito la domanda riferita al soggetto s'interrompe per dare luogo ad una breve ma intensa calma che lascia l'assenza di percezioni, vuoto. "Solo Un’ Impercettibile Resa All’assurdo" arrivo qui, dove trovo la soluzione, solo questo, una microscopica decisione che porta al concedersi all'assurdo. Boh, probabilmente è solo la mia personale impressione, ma è come se questo breve testo sia una pausa nella vita, una delle tante, in cui ci si arrende. Si sospira, ed infine, si riparte. Bravo, a me è piaciuta parecchio. a rileggersi
  25. Linkstop

    Ancora l'ancora, 2

    http://www.writersdr...a-della-verita/ Ancora l'ancora, 2 Ancora qui, ancora ancorato all'abc di un testo, preso come pretesto per comprendere ogni gesto, solo questo perchè il resto lo si paga ma non da resto, e finche appaga continuo tipo saga, più master della SEGA sistemo incastri all'estremo, primo premio quando rimo e remo, arrivederci, arriveremo con una pagaia sul fiume che porta alla vecchiaia, porta a porta tocca venderci, venditore d'aria e ghiaia non illudo; freddo, come la ghiacciaia, sudo. Sudoko per la mente, sdeviare è l'importante. Restare impotente è l'importante. Supponi siamo succobi su pony cyborg della Sony. Supponi siamo succosi prede in preda alle ossessioni. Supponi siamo succinti nei modi ma dimostriamo finzioni, rinchiusi in recinti stretti come nodi siamo intenti a ricevere frequenti repressioni dai rappresentanti di una vita che è una sola, museruola per la parola, per la scuola Passaparola, guinzaglio in madreperla per la gola, grasso che cola come Coka, so che stimola la mente, ma nulla come Imola rappresenta tanta gente, tanta quanta sull'asfalto ne emula un incidente. Supponi di stare tra sceicchi e barboni, tra sciocchi manichini e chi merita inchini. Supponi e non ragioni per ragioni che forse nemmeno supponi.
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