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Peppe

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    Sognatore
  1. Peppe

    Fratelli Frilli

    Se vi può interessare rispondono anche in caso di esito negativo, come nel mio caso :-)) , e sono molto cordiali.
  2. Peppe

    che scuola o università avete fatto?

    Sono diplomato in chimica industriale, ho frequentato l'università, facoltà di giurisprudenza, ma non l'ho mai portata a termine. Inoltre, come Jack shark, non ho mai letto un classico. ;-))
  3. Peppe

    Questo matrimonio non si farà

    Avrei preferito "la luna di miele", "viaggio nuziale" mi sembra troppo sosfisticato ??? Cosa vuol dire? Il protagonista non l'aveva mai amata? O si è reso conto solo dopo di non amarla? Questa frase è un po' confusa, padre di chi? E perché questo pensiero? Diventare padre non vuol dire invecchiare, forse è solo un'idea del protagonista, ma va espressa in maniera diversa. Come colpo di scena ci può stare però il racconto in se stesso è troppo breve, andrebbe ampliato, ordinato ed alcune cose andrebbero chiariate. Spero di esserti stato utile. Ciao a presto
  4. Peppe

    FASI INIZIALI DI UN PIANETA: OCEANI-SUPERTEMPESTE.

    Ciao Palemede2000, prova a dare un'occhiata a questo link
  5. Peppe

    Il senso di inadeguatezza di uno scrittore

    Concordo... anche io lo faccio per questo, ma ultimamente avevo perso di vista questa cosa e scrivevo per gli altri, quando in realtà io lo faccio solo per me stessa! Ed è proprio allora, quando si scrive per gli altri, che cominciamo a scrivere "male" perché subentra la voglia di "voler dimostrare", sia chiaro magari lo si fa inconsciamente, però quel meccanismo ti fa perdere di vista ciò che sei, almeno nello scrivere.
  6. Peppe

    Il dio sordo - trama

    Solo per farti i miei complimenti, per riuscire a costruire un libro di questo tipo bisogna avere costanza, aver cura di tutti i particolari. Io sto cercando di scrivere un giallo sullo sfondo storico di cefalonia e so cosa vuol dire creare un romanzo di questo tipo, ai tutta la mia ammirazione. Dunque complimenti, pubblicalo e fammi sapere, io lo comprerò sicuramente, anche se costasse un botto. Ciao.
  7. Peppe

    Il senso di inadeguatezza di uno scrittore

    Ciao, per quanto mi riguarda ho tanta voglia di scrivere, troppa, lo faccio tutti i santi giorni ma spesso credo di scrivere cose immonde... delle ciofeche da far paura, e mi dico: ma che c.... hai scritto, e comincio a tirare testate sulla tastiera . Ad oggi ho scritto 2 romanzi, centinaia di racconti ma non sono mai sicuro che vadano bene. Conosco autori che hanno pubblicato libri ( pieni zeppi di refusi, ripetizioni ) convinti di essere i nuovi Dante e pronti a darti consigli su tutto ad ergersi maestri d'arte, dunque dove sta l'inadeguatezza? Siamo inadeguati noi che ci facciamo 1000 problemi per un pezzo o sono inadeguati altri? In ogni modo credo sia normale dubitare della propria opera, farsi 100/1000 domande. Bisogna accettare di aver scritto male un pezzo senza abbattersi, io scrivo spesso per me, per la mia costante voglia di evasione, per vivere in un mondo fantastico, a volte meglio di quello che ci è dato in essere.
  8. Peppe

    BADIACAMPANA

    Ho provato a seguire i vostri consigli ed a riscrivere il racconto: Va meglio così? Aspetto ulteriori critiche L'auto di Anselmo stava percorrendo la A1 dopo essere partita da Milano assieme a degli amici, Gaetano, Sara ed Elisabetta. La loro destinazione finale era Badiacampana, località toscana dove avrebbero trascorso una settimana di ferie. Quella sera avevano mangiato e bevuto, Anselmo aveva alzato un po' il gomito, più di quello che sarebbe stato permesso ad un guidatore. Ma la leggerezza con cui prendeva la vita, gli impedì di capire dove si sarebbe dovuto fermare, tanto meno i suoi amici glielo comunicarono e così, carichi d'alcool, si misero in viaggio. La notte aveva preso il sopravvento sulla luce diurna ed in alcuni punti, se non fosse stato per i fari delle auto, che procedevano sulla strada sarebbe stato totale. All'interno dell'abitacolo dell'autovettura si respirava un'aria serena, i quattro amici cantavano e scherzavano tra loro ed il viaggio scorreva tranquillo sotto le note di Zucchero Fornaciari: “Come hai detto che si chiama quel posto?” chiese all'improvviso Gaetano. La sua domanda era legittima poiché nessuno c'era mai stato in quella casa, e sarebbero stati ospiti di un amico di Anselmo. “Badiacampana.” “Non è che il tuo amico ci ha fatto uno scherzo?>> disse Gaetano; Anselmo si voltò a guardare l'amico, le espressioni erano serie, ma dopo un attimo i due scoppiarono a ridere ed Anselmo mandò a quel paese Gaetano. Dopo qualche ora di viaggio avvistarono il cartello “Badiacampana”: “Ancora cinque chilometri e siamo arrivati” disse Anselmo cominciando ad accusare la stanchezza, che si stava miscelando all'alcool. Arrivarono al casello, l'anziano signore gli indicò la strada da percorrere. Ed Anselmo la percorse, non con poca difficoltà, visto lo stato in cui versava. Teneva gli occhi aperti a fatica e, di tanto in tanto gli si annebbiava la vista, le voci dei suoi amici sembravano lontane ed in cuor suo non vedeva l'ora di arrivare, coricarsi e riprendersi. Avevano superato abbondantemente la mezzanotte quando l'auto di Anselmo varcò il cartello con su scritto “Benvenuti a Badiacampana”. “Finalmente!” pensò rincuorato Anselmo, ma adesso avevano un altro problema, trovare la cascina del suo amico. Il paese era decisamente moderno e ben tenuto, i lampioni della strada emettevano tanta luce da far risplendere le strade quasi a giorno, ma nell'aria si captava qualcosa di strano, di inverosimile, tutto sembrava fermo, in attesa. Le strade erano deserte, tanto che l'illuminazione comunale pareva sprecata, ma vista l'ora, poteva anche essere normale. “Ma non c'è nessuno?” chiese Sara, appariva preoccupata. “Dai Sara, la gente che vive in campagna va a letto presto. È normale che non ci sia nessuno.” rispose Anselmo. “Sarà anche normale, ma a me stanno venendo i brividi.-disse Gaetano. Poi dopo un istante esclamò- là” indicando un punto indistinto sulla strada. Tutti si voltarono e, proprio vicino ad un semaforo, videro una coppia di ragazzi. Lui se ne stava voltato di spalle, la schiena appoggiata al palo del semaforo, e cingeva la ragazza per la vita, dava l'impressione di tenerla forte a se, quasi temesse che lei scappasse. Lei si dileguò dalla stretta e si avvicinò all'auto di Anselmo. “Scusate... - cominciò Gaetano con tono gentile -…sapete dove si trova la cascina Bondi?” “Certo... - disse la ragazza con una voce incantevole, quasi musicale - ...dovete andare dritti per quella strada... dovrebbe distare circa cinque chilometri.>> sorrise, mentre i quattro la ringraziavano. “Simpatico...” disse Gaetano. “Chi?>> domandò Anselmo. “Il ragazzo...>> “Dev'essere uno educato...>> “Ma non vi sembravano strani quei ragazzi?>> intervenne Sara. “In che senso?>> domandò Anselmo “Boh! Avevano un non so' che di...>> “Non diciamo stupidaggini...” irruppe infastidito Gaetano che non sopportava le storie surreali ed intuiva che Sara ne stava per sparare una delle sue. Anselmo guidò nella direzione indicata, d'un tratto la sua auto si ritrovò inghiottita nella nebbia. “Ma c'è la nebbia?” chiese stupito Anselmo che non capiva se la nebbia fosse reale o solo dettata dal suo stato di ubriachezza. Non ebbe risposta, o almeno non la sentì, forse troppo preoccupato a venir fuori da quella situazione. “Ci siamo persi vero?” chiese Elisabetta angosciata. “Per favore, cerchiamo di restare calmi!” esclamò Gaetano. Poi d'un tratto, così come era apparsa, la nebbia si dissolse con grande liberazione d'animo per i quattro amici. Si ritrovarono davanti al cartello “ Benvenuti a Badiacampana”. “Ma questo non è lo stesso cartello di prima?”chiese Gaetano perplesso. “Probabilmente abbiamo girato attorno al paese senza rendercene conto..” i quattro amici scoppiarono a ridere sollevati, effettivamente doveva essere stato proprio così, la nebbia era talmente fitta che non gli aveva permesso di vedere la strada costringendoli a girare attorno al paese. Passarono nuovamente davanti al semaforo di prima, la coppia si era dissolta, probabilmente inghiottita dal silenzio di quella notte a Badiacampana. “Dove aveva detto che dovevamo andare?” chiese Anselmo, la sbronza sembrava essere passata, forse a causa di quella situazione surreale. “Di là!” indicò Gaetano. Non appena fuori da Badiacampana furono nuovamente avvolti dalla nebbia. “Che cavolo di posto è questo.” disse Anselmo infastidito e, mentre si rendeva conto che il carburante stava finendo, frenò di colpo. I quattro amici, colti di sorpresa, balzarono in avanti. “Ma sei scemo.” quasi gridò Gaetano rivolto ad Anselmo. “Torniamo indietro e facciamo benzina.” ingranò la retromarcia, e cominciò ad indietreggiare sicuro di aver percorso pochi metri da quando si era ritrovato nella nebbia, ed invece adesso la strada che stava percorrendo in retromarcia sembrava non finire mai. “Ma come diavolo è possibile.” in lui cresceva l'agitazione. Dopo aver percorso in retro un certo numero di metri si fermò, scese dall'auto mentre i suoi amici gli dicevano di stare su... Sparì dalla visuale dei tre ragazzi... Erano tutti lì, col fiato sospeso, quando Anselmo riapparve. “Non si vede nulla.” disse rientrando in auto. “Dai prosegui in retromarcia, non abbiamo fatto molta strada.” disse agitato Gaetano. “Ok.” proseguì con la retromarcia fino a quando non videro il cartello “Benvenuti a Badiacampana” Nessuno dei quattro amici proferì parola. Si guardarono perplessi. “Come siamo finiti qua?” domandò Gaetano incredulo. Sara ed Elisabetta si abbracciarono impaurite. “Non ne ho la più pallida idea... insomma, siamo andati dritti, dovremmo essere al semaforo e non davanti a questo cartello!!!” Anselmo era quasi in preda al panico. “Va bene. Stiamo calmi. - cercò di prendere in mano la situazione Gaetano – fai inversione e torniamo a casa.” Anselmo annuì, fece inversione e si diresse verso l'autostrada. La nebbia si dissolse e, l'atmosfera si rasserenò. D'un tratto la sagoma di una donna si materializzò... era la ragazza di prima, Anselmo arrestò l'auto e la ragazza si avvicinò, poco più avanti vide anche la sagoma del ragazzo, sempre voltato di spalle, questa volta appoggiato ad un albero; come se fosse contrariato dal fatto che la sua ragazza si stesse avvicinando a loro. “Credo che ci siamo persi...” disse Anselmo, la ragazza era sempre più vicina, ma quello che era stato un bel sorriso si deformò in una smorfia innaturale, tutto il suo volto mutò spaventosamente, mentre diceva cose senza senso, ma, una di queste Anselmo la capì bene. “Credo che siete morti...” Qualche chilometro più indietro, sull'autostrada, in prossimità dell'uscita di Badiacampana, la polizia era indaffarata ad estrarre i corpi privi di vita di sei ragazzi, quattro giacevano in un'auto ribaltata proveniente da Milano... pareva che l'autista guidasse ubriaco. Altri due corpi erano di due sposini che viaggiavano su un'altra vettura, pare che stessero tornando a casa dopo una serata trascorsa con amici.
  9. Peppe

    BADIACAMPANA

    Sicuramente lo farò, grazie.
  10. Peppe

    BADIACAMPANA

    Ho cambiato l'inizio: Anselmo, Sara, Gaetano ed Elisabetta erano quattro amici che viaggiavano tranquilli e felici sull'auto di Anselmo, pronti per la settimana di ferie che avrebbero trascorso insieme in una tranquilla casa di campagna in toscana. Si misero in viaggio subito dopo essere usciti da una trattoria appena fuori Milano. Va meglio?
  11. Peppe

    BADIACAMPANA

    @ Bradipì, ho capito cosa intendevi, correggerò grazie mille. @Nanni, nella prima volevo far capire che i personaggi erano già partiti sottolineando il fatto di averlo fatto subito dopo una cena, forse dovrei costruirla in maniera diversa. Nella seconda il "non troppo" non è una contraddizione, mi spiego, io posso bere 10 bottiglie di vino pensando che non siano troppe, il senso era quello, l'ho vista dal punto di vista dei personaggi. "L'inaspettato" non ha molta importanza, è un racconto breve, avrei dovuto specificare il perchè della vacanza? Nella terza: "secondo il quale" non mi sembra una forzatura, magari sbaglio. Angoscia e inquietudine non sono la stessa sensazione, qui dovrò correggere la forma, grazie per avermelo fatto notare. Sul boh,confermo l'errore di battitura. Per quanto riguarda la "sciatteria" non concordo. Ma secondo te il testo è poco curato nella stesura, nella forma o che altro? Grazie comunque per essere intervenuto.
  12. Peppe

    Il ginepro

    Il testo è molto carino, io l'ho letto davvero volentieri. Ciao
  13. Peppe

    BADIACAMPANA

    “loro” di chi? Fari di una macchina non di un lampione. Il casellante magro fa intuire la trama. Ciao, la prima nota non l'ho capita. Per quanto riguarda "i fari dei lampioni" intendevo proprio i lampioni della strada.
  14. Peppe

    Il ginepro

    Ciao, premetto di non essere un professore, dunque ti segnalo delle mie impressioni, non voglio assolutamente urtarti, anche perché facilmente le mie impressioni petrebbero non essere corrette, dunque prendile per buone. Non posso nemmeno giustificarmi e dire che c’era qualcosa là dietro con me, perché so già che con me non c’era nessuno 1) In questa frase usi due volte il "che", appesantisce la lettura E’ talmente brutta che nessuno la vuole in sposa, 2) forse era meglio utilizzare voleva reso necessario dopo un incidente dopo la morte di Charles. 3) anche qui ripeti troppe volte "dopo" Il racconto è molto bello, complimenti.
  15. Peppe

    BADIACAMPANA

    Anselmo, Sara, Gaetano ed Elisabetta viaggiavano tranquilli e felici sulla loro auto, pronti per la settimana di ferie che avrebbero trascorso insieme in una tranquilla casa di campagna in toscana. Partirono da Milano dopo cena, si misero in viaggio subito dopo essere usciti da una trattoria appena fuori città. La notte scese molto presto in quel 28 luglio ed il buio era spezzato solo dai fanali delle auto che percorrevano il loro stesso tratto di autostrada. I quattro amici cantavano e scherzavano a squarciagola, sovreccitati dall'alcool che avevano trangugiato, non troppo, ma quel che basta per dare un po' di colore a quella serata già accesa di felicità e spensieratezza dovuta all'eccitazione per quella breve vacanza inaspettata. < domandò Gaetano in tono allegro ad Anselmo, mentre le due donne sul sedile posteriore continuavano a cantare divertite una canzone di Zucchero che in quel momento stava passando alla radio. <> rispose secco Anselmo. <> disse Gaetano; Anselmo si voltò a guardare l'amico serio in volto. I loro sguardi si incrociarono preoccupati, tanto che le due donne smisero di cantare per un attimo. <> disse Anselmo dopo un breve momento di silenzio ed i quattro ragazzi scoppiarono a ridere. Finalmente dopo più di due ore di viaggio videro il cartello che indicava Badiacampana, secondo il quale l'uscita era a cinque chilometri. Una volta arrivati al casello furono accolti da un casellante talmente magro da avere le guance incavate nel volto ossuto. Li guardava attraverso i suoi occhi grigi quasi fuori dalle orbite, con una mano orribilmente magra si toccò i capelli crespi prima di prendere il biglietto dell'autostrada. < lo chiamò Anselmo titubante. < disse l'uomo; la sua voce cavernosa. <> chiese Anselmo angosciato. Quell'uomo non gli piaceva molto, ma non solo a lui, era sicuro che anche i suoi amici erano invasi dalla sua stessa sensazione di inquietudine. <> disse, con quel verso finale che se lo avesse fatto qualcun altro Anselmo avrebbe riso di sicuro, ma emesso dalle labbra di quell'uomo era a dir poco lugubre, e gli faceva accapponare la pelle. <> disse Anselmo cercando di non far trapelare nessuna delle sue sgradevoli sensazioni. <> disse Gaetano non appena si furono allontanati, e tutti risero. Proseguirono sulla strada indicata dal casellante, e dopo un breve tratto asfaltato la strada divenne un ammasso di sabbia e pietrisco. <> scherzò Gaetano. <> urlò entusiasta Elisabetta, indicando un gruppo di case alla loro destra. <> aggiunse Sara con lo stesso entusiasmo che aveva contraddistinto l'amica. Era quasi mezza notte quando l'auto di Anselmo varcò il cartello con su scritto “Benvenuti a Badiacampana”. Il paese era decisamente moderno e ben tenuto, i fari dei lampioni emettevano tanta luce da far rispendere le strade e le moderne vetrine dei negozi. Ma nell'aria c'era qualcosa di strano, infatti le strade erano completamente deserte, il che poteva essere anche normale vista l'ora, ma il silenzio che li circondava, quel silenzio ad Anselmo non sembrò per nulla normale. < chiese Sara con la voce incrinata di preoccupazione. <> rispose Anselmo. <> disse quasi urlando Gaetano e tutti si girarono in quella direzione. Proprio vicino ad un semaforo c'era una coppia di ragazzi. Lui era vestito sportivo, con le spalle appoggiate al semaforo e cingeva la ragazza per la vita, quasi temesse che scappasse via. Anselmo e Gaetano capirono il perché non appena furono abbastanza vicini da vedere la ragazza, nessuno dei due poteva dire di aver mai visto tanta bellezza in una sola persona. Una bellezza senza eguali. Anselmo fermò l'auto in prossimità dei due giovani. <> disse Gaetano, e la ragazza si girò a guardarlo, <<…sapete dove si trova la cascina Bondi?>> il ragazzo non accennò a girarsi verso di loro, quasi fosse infastidito dalla loro presenza. <> sorrise, mentre i quattro la ringraziavano, un sorriso che ad Anselmo parve potesse aprire la porta dell'immenso. <> disse Gaetano. < domandò Anselmo. << Il ragazzo...>> <> << Ma non vi sembravano strani quei ragazzi?>> intervenne Sara. << In che senso?>> domandò Anselmo << Bò! Avevano un non so' che di...>> <> irruppe infastidito Gaetano, probabilmente anche lui aveva notato qualcosa di strano nel comportamento della coppia. L'atmosfera si fece tesa all'improvviso ed a renderla ancora più inquieta fu la bruma densa che li avvolse non appena imboccarono la strada che gli era stata indicata. < chiese irritato Anselmo più a se stesso che ai suoi amici. Anselmo guidava a fatica in mezzo a quella nebbia, cercando di seguire la strada sterrata appena visibile. < chiese Elisabetta angosciata. <> esclamò Anselmo. D'un tratto, così come era apparsa la nebbia si dissolse con grande liberazione d'animo per i quattro amici. Si ritrovarono davanti al cartello “ Benvenuti a Badiacampana”. < chiese Gaetano. <> i quattro amici scoppiarono a ridere sollevati di non essere più in mezzo alla nebbia. Passarono ancora davanti al semaforo, la coppia di prima non c'era più. < chiese Anselmo. <> indicò la strada Gaetano. Non appena fuori da Badiacampana furono nuovamente avvolti dalla nebbia, Anselmo guardò la lancetta del carburante l'auto era in riserva, frenò di colpo. I quattro amici balzarono in avanti talmente fu improvvisa la frenata. <> disse Gaetano rivolto ad Anselmo. <> disse Anselmo, che ingranò la retromarcia, e cominciò ad indietreggiare. Era sicuro di aver fatto pochi metri, ed invece adesso la strada in retro sembrava non finire mai. < disse Anselmo, gli altri si girarono a guardare indietro... “ Benvenuti a Badiacampana” I quattro amici si guardarono perplessi. <> disse Gaetano cercando di smorzare l'atmosfera pesante che si era creata. Sara ed Elisabetta si abbracciarono impaurite. < Chiese Anselmo. <> disse Gaetano. Anselmo mise la prima e cercò di andare dritto verso l'autostrada, la tensione era alta, furono avvolti dalla solita nebbia, la spia arancione della riserva era fissa, d'un tratto la sagoma di una donna si materializzò... era la ragazza di prima, Anselmo arrestò l'auto e la ragazza si avvicinò, d'un tratto Anselmo, come apparsa all'improvviso, vide anche la sagoma del suo ragazzo, era sempre voltato di spalle, questa volta appoggiato ad un albero; come se fosse contrariato per il fatto che la sua ragazza si stesse avvicinando a loro. <> disse Anselmo quando la bellissima ragazza gli si avvicinò... il bel viso della donna si deformò in una smorfia innaturale mentre con voce d'oltretomba diceva cose senza senso, una di queste Anselmo la capì bene. <> Qualche chilometro più indietro, sull'autostrada, in prossimità dell'uscita di Badiacampana, la polizia era indaffarata ad estrarre i corpi privi di vita di sei ragazzi, quattro giacevano in un'auto ribaltata proveniente da Milano... pareva che l'autista guidasse ubriaco. Altri due corpi erano di due sposini che viaggiavano su un'altra vettura, pare che stessero tornando a casa dopo una serata trascorsa con amici. Fine.
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