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don Durito

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  1. don Durito

    Il grande bugiardo / The Linchpin (1 di 3)

    Non credo che una tecnica sia valida a prescindere, direi che sono tutte relative e in funzione di cosa l'autore vuol "comunicare" al lettore colla sua narrazione, o in che modo vuole coinvolgere il lettore nella sua narrazione. Certo, la tecnica, o meglio l'impostazione cinematografica rende la narrazione agile, conferisce al racconto un surplus di dinamicità e vividezza. Se invece l'autore punta stilisticamente sulla sperimentazione e sul lavoro linguistico di cesello (a esempio, che so, un Gadda), allora la "tecnica" cinematografica non serve, non è più un valore aggiunto. Prima ho parlato di volontà comunicativa dell'autore, ma il senso d'un testo letterario va al di là (e per fortuna) della stessa volontà dell'autore. Se un testo letterario riflettesse o comunicasse soltanto quello che l'autore ha voluto dire, non si spiegherebbe il fatto che ogni generazione continua a leggere testi scritti secoli o decenni prima trovandovi ogni volta significati nuovi.
  2. don Durito

    Il grande bugiardo / The Linchpin (1 di 3)

    Ti do la mia interpretazione. Non necessariamente la parola scritta si trasforma in immagini vivide e dinamiche, a volte stenta a farlo per incapacità oppure all'autore interessa produrre sul lettore un diverso effetto narrativo. Insomma, il tutto dipende dalla "poetica" particolare adottata (anche inconsapevolmente, o soprattutto inconsapevolmente) dall'autore e dalla sua indole narrativa. Ma nel tuo caso, o meglio nel caso della tua descrizione di Dostoevskij sballottato in carrozza per le strade di Londra, le immagini mi sono parse immediatamente cinematografiche, come se stessi assistendo a un film anziché leggendo un racconto. Questo aspetto cinematografico, a esempio, viene a mancare nel brano successivo, "Londra, 1989", per evidenti ragioni di costruzione narrativa. Un'ultima cosa: la prosa non va asciugata stendendola al sole, bensì col phon, altrimenti s'infeltrisce. Se proprio vuoi far asciugare qualcosa al sole, fallo con la poesia. Hasta luego, y suerte
  3. don Durito

    " Ghibli il gallo da combattimento" (R)

    Hola @flambar, i tuoi racconti sono sempre avvincenti, e l'esperienza di vita che li informa davvero notevole. Questo, in particolare, mi ha interessato perché mi ha fatto ricordare il combattimento tra galli cui assistetti anni fa. Non era il Messico, ma anche nel mio caso si trattava d'un paese latinoamericano, l'Ecuador (ci sei mai stato?). Il combattimento era stato allestito all'interno d'una grande capanna circolare piena di spettatori. I loro propietari avevano mostrato i galli al pubblico per favorire le scommesse, poi avevano armato le loro zampe con speroni taglientissimi, li avevano fatti "annusare" e li avevano incitati a combattersi. Sorvolo sulle scene cruenti della lotta, dico solo che uno dei galli all'inizio del combattimento aveva le piume bianche, e alla fine erano diventate completamente rosse. Dopo quella volta, non ho più avuto la curiosità d'assistere a un altro combattimento tra galli. Ciao e suerte.
  4. don Durito

    Black out rain - (1/3)

    Te lo dico subito, anzi, forse ti dico solo questo: a differenza di (tantissimi) altri tuoi racconti, questo non mi convince. E non parlo dal punto di vista "contenutistico", perché il senso complessivo si avrà chiaro (o sarà quanto meno definitivo) alla fine della terza parte, ma da quello stilistico. Sarà per l'uso inappropriato di certi termini (verbali, in questo caso, per limitarmi alla parte iniziale) O sarà che certi brani o certe metafore o certi sintagmi mi paiono non quagliare, e non producono quelle impennate stilistiche di cui sei capace. Poi, mi pare che all'incipit vi sia una contraddizione logica che inficia l'attacco narrativo stesso. Ovvero, se nel mondo che ti accingi a narrare piove sempre, come può essere l'acqua potabile un lusso del passato? La tecnologia di quella società peraltro altamente tecnologica, dove robot e astronavi sono realtà acquisite, non ha un sistema di raccolta/purificazione dell'acqua piovana alla sua altezza? Non so se i racconti a capitoli hanno il "vincolo esterno" degli 8000 caratteri, ma questa tua prova mi pare costretta in uno spazio stilisticamente troppo inamidato. E, benché appartenga al genere "fantascienza", paradossalmente lo trovo il più "razionale" dei tuoi racconti.
  5. don Durito

    Il grande bugiardo / The Linchpin (1 di 3)

    Un'ultima notazione, forse non inutile. Ho notato che nei tuoi racconti, e in questo in particolare, c'è - voluto o meno, è irrisorio - un retroterra narrativo di tipo cinematografico. A esempio, la "scena" del tuo Dostoevskij sballottato in carrozza per le vie di Londra alla ricerca di Dickens, la vedo, per l'appunto, come scena cinematografica, una sequenza di fotogrammi più che di parole. E non credo sia solo una mia suggestione.
  6. don Durito

    Barbie Girl

    No, il tuo depistaggio è tra quel che dici della tua scrittura (sostanzialmente da te valutata in termini negativi) e la tua stessa scrittura, che non è affatto come tu la "dipingi". Non sono mai andato matto per Hemingway, personalmente ho altri parametri stilistici e scrittori, ma devo dire che ultimamente, rileggendo racconti suoi, lo sto rivalutando
  7. don Durito

    Barbie Girl

    @Ton Ho seguito il tuo consiglio. E confermo il mio giudizio. Un buon racconto, colla sua - oramai - scontata dose d'oscurità "toniana". Un narrare che impegna il lettore a tenere sempre in modalità "on" la sua attenzione, ma così dev'essere. Devo dire che sei un depistatore impenitente, perché queste "prove" non sono quelle d'un principiante. Zampate come queste non sono certo da novellino. Semmai un appunto posso farti è di stare attento all'eccesso di hemingwaismo in agguato dietro l'angolo.
  8. don Durito

    Il grande bugiardo / The Linchpin (1 di 3)

    @Ton Da (quasi) new entry, ero curioso di leggere qualcosa di tuo (l'altro racconto l'avevo solo leggiucchiato). Direi, hombre, che l'impalcatura narrativa è bella solida, e lo stile adeguato, robusto anch'esso. Insomma, un bel leggere. Quanto al contenuto, per ora non ci ho capito niente (o poco più), ma, essendo in progress, ci sarà tempo per capirne di più. Ps. Ultima cosa: l'episodio della "rossa di Arlington" ha l'indubitabile marchio di fabbrica Ton
  9. don Durito

    Neri Pozza [15/05/19]

    12 a 3. Ovverossia 25% e 75%
  10. don Durito

    Ora, prima e prima ancora

    Sì, ma è l'impressione che era venuta a me, a voler cercare però il pelo nell'uovo. E questo tuo uovo è quello di struzzo. Sì che la ricordo, "La cura". Suerte, compañera.
  11. @Macleo, sì, il racconto provoca ilarità a ogni rigo, ma permettimi un appunto: ti piace vincere facile. Comunque, quando ce vo', una buona risata, ce vo'. Ti proporrei un'unica variante: ho saputo (sai, il paese è piccolo, e la gente mormora) che la moglie del locutore appartiene al ramo parallelo dell'albero genealogico dei "Del Cass", il cui nome fa "Benedetta Dal Cass".
  12. don Durito

    Fantasy o realismo magico?

    Consentimi un appunto: il realismo magico non è un ripiego. E' diverso dal fantasy e ha una fisionomia propria nel senso che, a mio avviso, nel realismo magico la fantasia non può scorrazzare così selvaggiamente (o liberamente) come nel fantasy, perché il "magico" conserva sempre un rapporto di verisimiglianza con il "realismo". Non a caso s'è sviluppato in Latinoamerica, dove "ogni cosa è possibile". Ma questo lo sai già, vista la tua passione per la letteratura lusitana. Comunque, dopo l'ubriacatura europea di realismo magico in conseguenza del suo boom (anche per ragioni di mercato e di profitto), il realismo magico oggi è un "genere" (o sottogenere) non più appetibile, non fa più presa e spesso viene visto con diffidenza dalle CE. E l'autore viene considerato un epigono. Ma nelle cose letterarie per me conta un solo principio: Mai dire mai. Se la storia è valida, e lo stile la supporta adeguatamente, anche se scritta "in" fantasy o in realismo magico, potrebbe attirare l'attenzione delle CE.
  13. don Durito

    Ora, prima e prima ancora

    Molto bello. Uno dei tuoi migliori. La descrizione della nonna all'incipit ha del virtuosismo. E la prosa la trovo nitida e raffinata (forse troppo, come a voler dimostrare che sai scrivere di fino, e questo la ingessa un po' in un canone stilistico medio-alto).
  14. don Durito

    Divergenze Edizioni

    Mesi fa, quando mi contattarono, il tempo d'attesa per la pubblicazione con loro era di due anni.
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