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libero_s

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  1. libero_s

    Domanda cosa possiamo definire letteratura

    Chi scrive con la volontà di scrivere grande letteratura di solito è un cretino. Solo chi scrive perché ha qualcosa da dire e cerca di farlo al meglio delle sue possibilità può finire per fare, inconsapevolmente (e gliene frega anche poco), letteratura. E non voglio certo parlare del mitico scrittore bohemienne sempre ubriaco, ma geniale. Parlo di chi affronta la scrittura con onestà, imparando il più possibile e cercando di metterlo a frutto. Come già qualcuno ha fatto notare Shakespeare non voleva certo fare letteratura, lui scriveva sceneggiature, con buona pace di chi considera la sceneggiatura e il cinema inferiori alla letteratura. Gran parte della narrativa pubblicata e letta oggi non diventerà mai letteratura? Può essere, di certo non lo farà la produzione "letteraria" quella di certi autori e di certe scuole, tutte tese alla creazione del capolavoro linguistico. Qui dentro c'è letteratura? C'è di tutto, cose buone, alcune anche molto buone, cose mediocri e cose pessime. Qualcuno e qualcosa passerà alla storia? Forse, questo lo giudicherà la storia, ma partire già con il preconcetto che qui troverai solo poveri grafomani incapaci di scrivere davvero mi sembra sbagliato. Personalmente qui ho trovato alcuni racconti che non sfigurerebbero in una raccolta di Carver o di Cheever o Pancake. Certo ci sono molte cose ingenue, ma ce ne sono di quelli a cui, se tu li avessi trovati in mezzo alle pagine stampate di qualche autore famoso, non avresti osato muovere critiche correzioni, perché il grande autore se "sbaglia" lo fa consapevolmente, mentre chi va fuori da certi parametri qui sul WD è un incapace. Ogni tanto mi piace fare anche l'esercizio contrario, prendere un racconto di un autore importante e immaginarmi come verrebbe commentato in Officina, beh ci sarebbero un sacco di cose che gli verrebbero segnalate. Io sono per le critiche severe, perché solo con quelle si può imparare, ma la severità va applicata a posteriori, dopo aver letto, non a priori perché tanto in Officina non potrà mai esserci qualcosa di buono. Cos'è letteratura? La risposta è semplice: quello che viene pubblicato da Adelphi
  2. libero_s

    Film e telefilm

    C'è anche la versione californiana con Lebowsky come protagonista, si intitola Back in bed
  3. libero_s

    [Scrittura in Collettivo] - Novel Topic

    ragazzi, vedo che state lavorando a tutto spiano, scusate, ma io sono preso da un serie di cose e non riesco a seguire la scrittura collettiva. Mi dispiace
  4. Tanto per non andare OT nella discussione del romanzo collettivo, ti ringrazio qui per aver postato il link al metodo Snowflake: mi ha riempita di buone speranze :D 

    1. libero_s

      libero_s

      speranza che venga da nevicare e si vada tutti a sciare? :D

       

    2. Lizz

      Lizz

      No, che qualche valanga si decida a portarsi via un po' di politici inutili una buona volta :facepalm: 

  5. libero_s

    Credevo non esistessero più i forum

    ciao @Ginevrosità, bella presentazione. se non l'hai già fatto ti consiglio di dare un'occhiata al regolamento del forum e alla discussione introduttiva. Dopo di che fruga pure ovunque nel forum in cerca di ciò che ti interessa.
  6. libero_s

    Consigli di lettura

    Leggi i racconti nella sezione Officina del WD, puoi trovare ottime cose.
  7. libero_s

    L'editing è davvero utile?

    Sono assolutamente d'accordo con te, infatti nel mio intervento precedente dicevo che lavorare con un editor è un'occasione di migliorare, così come anche un corso di scrittura. Si tratta di un investimento su sé stessi. Uno lo può fare anche senza alcuna velleità di pubblicazione, vuole imparare a scriver meglio perché si diverte a scrivere, come uno fa un corso di ballo senza per questo pensare di diventare un ballerino professionista. Tutto dipende da quanto uno può investire su sé stesso per il semplice gusto di farlo. Altro discorso è il puntare alla pubblicazione. In questo caso uno investe sperando in un ritorno. Un investimento non è mai sicuro, ma può essere più o meno avveduto. Rimane vero quello che diceva @Renato Bruno e cioè che anche per un editor esperto è difficile dire a priori cosa troverà spazio nel mercato editoriale e cosa no e rimane vero il fatto che ci sono porcherie pubblicate e libri discreti o perfino buoni che non trovano la strada per la stampa.
  8. libero_s

    L'editing è davvero utile?

    In effetti ho visto cose orrende pubblicate da case editrici prestigiose. Scritte talmente male e così piene di errori che dovrebbero essere vietate ai minori per evitare che imparino troppe stronzate. Questo però mi fa pensare che alla fine la qualità del testo non conti nulla e di conseguenza non conti nulla nemmeno l'editor. Quello che conta è avere l'agente giusto con gli agganci giusti.
  9. libero_s

    L'editing è davvero utile?

    Credo che tutti si lamentino delle parcelle del notaio e nessuno ci va se proprio non è obbligato, quanto al meccanico, anche lì non ci vai per passione, a meno che tu non sia un collezionista di automobili e le scarpe, le scarpe ti servono, magari non quelle da 170€, ma scalzo non ci puoi stare. Io scrivo racconti che pubblico qui o sul mio blog, quindi senza alcuna speranza di guadagnarci alcunché, per cui non l'editor è fuori discussione, certo potrebbe essere un'occasione per migliorare, così come potrebbe esserlo un corso di scrittura, ma non me li posso permettere, mi accontento delle critiche e dei consigli che ricevo qui sul WD. Se scrivessi un libro mi piacerebbe poterci lavorare con un editor prima di presentarlo a un editore, ma quanto mi costerebbe? Guardando in giro i prezzi degli editor mi pare che il costo sia fra i 4 e i 6 euro, quindi diciamo fra gli 800 e i 1.200 euro. Non è una cifra impossibile, per carità, ma non è nemmeno così irrisoria da poterla tirar fuori a cuor leggero. E se poi il romanzo rimane lì? Magari una cosa di questo genere la posso fare una volta nella vita, ma ci sono autori che hanno scritto decine di romanzi prima di riuscire a pubblicarne uno, se per ognuno si dovessero pagare l'editing arriviamo già a 10.000 euro, sempre senza la garanzia di arrivare da qualche parte. Esatto, Il conto in banca cospicuo è difficile ce l'abbiano gli aspiranti autori, per mille motivi. MI domando anche quanti editor dicano onestamente a un possibile cliente: il tuo romanzo fa schifo, non buttare i tuoi soldi nell'editing, tanto non lo venderai mai. Sicuramente alcuni lo fanno, ma io come autore come faccio a essere sicuro che l'editor mi stia dando una valutazione onesta? Magari mi dice che vale la pena lavorarci su solo perché non vuole perdere un cliente. Non ho idea di come si possa uscire da questa impasse, non conosco abbastanza il mercato editoriale per poter dare giudizi e suggerimenti, io vedo solo quello che arriva ai lettori e spesso, al contrario di come dici tu, quello che arriva non è affatto a basso prezzo, pur essendo di pessima qualità.
  10. libero_s

    L'editing è davvero utile?

    Il discorso della filiera autore-editor-editore è interessante e sicuramente corretto, ma presenta un evidente problema. Un autore che si impegni seriamente nella scrittura impegna un sacco di tempo e di lavoro per produrre il suo manoscritto. Visto che paliamo di un autore serio cercherà di fare del suo meglio. È consapevole che per quanto bene abbia lavorato ci saranno errori e refusi perché anche rileggendo con la massima attenzione certe cose continueranno a sfuggire. Sicuramente sfuggiranno anche errori di altro tipo, qualche frase impostata male, qualche passaggio non spiegato sufficientemente, troppo tell e poco show o viceversa ecc. Cosa può fare un autore per avere un manoscritto migliore (non dico perfetto) da sottoporre all'editore? Rivolgersi a un editor. Però l'editor vuole essere pagato, per cui l'autore oltre ad aver investito su se stesso un sacco di tempo ed energia deve investire soldi che non sa se riuscirà mai a recuperare perché anche quando il suo manoscritto sarà a posto non è detto che qualche editore lo voglia pubblicare e anche nel caso di pubblicazione non è detto che alla fine venda abbastanza da guadagnare. Cosa si può fare? Forse gli editor dovrebbero lavorare come gli agenti (non quelli italiani che guadagnano sui libri che non vendono con le famigerate schede di lettura). Editor e agenti dovrebbero investire assieme agli autori per realizzare il miglior manoscritto possibile e proporlo agli editori e tutti dovrebbero accettare di essere pagati solo con gli introiti della vendita del libro. Questo eviterebbe agli autori incapaci di spendere troppi soldi in revisioni inutili con editor che non osano dir loro in faccia che il loro libro fa schifo. Gli editori si concentrerebbero sui manoscritti meritevoli, gli agenti avrebbero in mano dei lavori di qualità da piazzare e gli editori avrebbero dei buoni libri da vendere al pubblico.
  11. Potrebbe andar bene un modulo di rifiuto standard.
  12. libero_s

    Scrivere di anni passati.

    ciao @KiraYagami, benvenuta sul WD. Prima le comunicazioni di servizio, qui trovi le informazioni iniziali il link al regolamento e cose simili, ti consiglio di dare un'occhiata. Quanto al tuo problema, è difficile dare una risposta univoca. Tutto dipende dall'importanza che un determinato fatto ha nella vicenda che narri. Ora i fatti possono esser importanti per un solo motivo, perché danno informazioni necessarie. Portano avanti la storia o danno informazioni sul personaggio o sul contesto, informazioni comunque che devono rivestire una qualche importanza. Venendo al tuo esempio, il clima in quel determinato giorno è importante? Lo è se non stai romanzando nulla e quanto descrivi è un fatto storico realmente accaduto, ma anche qui non è detto che sia necessaria l'aderenza totale alla realtà. Se racconti che il commissario Maigret quel giorno d'ottobre del 1934 a Parigi si avvolse nella sua sciarpa credo che nessuno andrà a controllare com'era il tempo a Parigi nell'ottobre del '34. Diversamente se tu racconti che il tenente Bachmann nell'ottobre del 1917 si congelò un piede e che tutto il suo reggimento fu fiaccato dal freddo e per questo motivo non conquistarono Parigi (sto inventando di sana pianta)una verifica storica è necessaria. Il clima può diventare un attore importante e se vuoi che la tua vicenda si inserisca nella realtà (anche se non reale) l'aderenza ai fatti può essere necessaria. Ti direi di non esagerare nello studiare dettagli non fondamentali. Una persona può avere freddo anche se non fa soggettivamente freddo, per cui può indossare la sciarpa con qualsiasi tempo. Naturalmente se questo fatto è indicativo della personalità del personaggio, può essere importante dire che mette la sciarpa nonostante il caldo, oppure che è l'ultimo a cedere e a indossare la sciarpa perché psicologicamente si ostina a non accettare l'arrivo dell'autunno. Tutto questo per dirti che non esiste una regola univoca. Fai abbastanza ricerche da non scrivere castronerie, ma allo stesso tempo mantieni una certa libertà e inventiva. Parli di un racconto, non di un saggio storico, quindi non impazzire sui dettagli.
  13. libero_s

    That's me

    Ciao @Giancky, benvenuta sul WD. Ti consiglio di dare uno sguardo alla discussione  di benvenuto, in cui troverai il link al regolamento e alcuni consigli per ambientarti al meglio.
  14. libero_s

    Cosa state leggendo?

    Sono curioso di sapere cosa ne pensi.
  15. libero_s

    L'umano dietro la luce

    Edgard Alln Poe si vestiva così?
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