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Ludwig von Drake

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  1. Il ritorno del serpente - capitolo 1

    Grazie @Lo Strappacarte, farò tesoro dei tuoi suggerimenti non appena ricomincerò a mettere mano a questo romanzo... :-)
  2. Copie ad uso recensione

    Grazie!
  3. Copie ad uso recensione

    Le copie ad uso recensione sono di norma in formato pdf o cartaceo? Esiste una regola?
  4. D-15 (capitolo 1)

    Bella idea, allora mi permetterei un suggerimento (per non cadere nel classico inedito italiano che scrive di americani), perche' non provare a infarcire questa americanizzazione con elementi italiani? Fare una sorta di Melting Pot, un po' come le canzoni in cui Pino Daniele mischiava l'inglese con l'italiano... non so se ho reso l'idea
  5. D-15 (capitolo 1)

    Ti spiace se ti chiedo, in primis, come ma hai deciso di ambientare il romanzo negli Stati Uniti?
  6. Spiedini di spada alla Jolanda

    Bella la prima frase! Non mi mandare a cagare, ma non mi piace quel "aveva" ripetuto tra la penultima e l'ultima frase...
  7. Spiedini di spada alla Jolanda

    @Adelaide J. Pellitteri , a me piace, e' semplice e fa annusare la cosa... unica cosa, ci perdiamo il fatto che si sia appena svegliata.
  8. Il ritorno del serpente - capitolo 2

    @AnnaL. , grazie, tutti ottimi appunti, ci ragiono su e vedo come implementarli! La frase finale dle tuo commento e' la piu' bella che potessi leggere!!! :-)
  9. Il ritorno del serpente - capitolo 2

    http://www.writersdream.org/forum/forums/topic/36780-spiedini-di-spada-alla-jolanda/ Dieci anni dopo Uscito da casa, percorsi qualche centinaio di metri e sostai alla fermata dell’autobus. Accesi una sigaretta e feci un paio di tiri, che m’infastidirono un po’ la gola. Era ancora infiammata per quello strano fumo rosso che avevo provato il giorno prima e così la spensi sul muretto di mattoni dietro alla pensilina, rimettendola poi nel pacchetto. Infilai il pacchetto nella tasca della giacchetta a vento e nell’attesa del mezzo, stetti osservando le poche macchine che andavano verso la città. In alcune c’erano compagni di scuola accompagnati dai genitori. Conoscevo la gran parte di quelle persone e loro conoscevano me, ma nessuno si sarebbe fermato a darmi un passaggio. Chi se ne frega, pensai, tanto c’è l’autobus. Il sole era ancora basso in cielo e illuminava in modo timido le case e i palazzi del paese. Inspirai l’aria fresca, tra un paio di mesi, non avrei mai più visto quel post, le facciate dei suoi edifici e le persone. Almeno mio padre prima di lasciarmi mi aveva lasciato quella chance. Squillò il telefono. Era Alina, la compagna della buonanima di mio padre. «Alina, che succede? Che cosa vuoi ancora?» dissi tra il risentito e l’annoiato. Dall’altro capo sentivo una musichetta da villaggio in sottofondo. Lei mi rispose nel suo italiano incerto. «Ciro, come sta oggi? Hai pensato a nostra chiacchierata?» «No, Alina, non ci ho ripensato. Ti ho già detto come la penso.» «Ciro, non fare stupido. Tu non conosce guerra. Tu non sa! Tu pensa che è indossare bella uniforme e rimorchiare ragazze. Io perso tre fratelli in guerra. Ascoltami, ti voglio bene come mamma!» Come si permetteva di usare quella parola? Presi a urlare contro. «Tu non sei mia madre! Il fatto che tu abbia sposato mio padre non ti rende tale!» Lei stette in silenzio per qualche secondo. La musichetta di sottofondo riempiva in maniera imbarazzante l’assenza della sua voce. «Non sono tua madre, ma sono tuo tutore legale e tuo padre mi ha detto di tenerti lontano da tutte cose militari o paramilitari» disse con voce fredda. «Se fossi mia madre, ti saresti ricordata che oggi compio diciotto anni. Sono maggiorenne, Alina, faccio quello che mi pare» sibilai prima di attaccarle il telefono in faccia. In quel momento l'autobus, una ferraglia ammaccata color arancio smorto, arrivò alla fermata. Saltai a bordo ancora pieno di rabbia, senza guardare avanti e andai a sbattere contro un uomo in divisa blu. Un controllore. Aveva i capelli bianchi e il viso sottile e rasato di fresco. «Attenzione, giovanotto. Mi faccia vedere il biglietto.» «Ho l’abbonamento» gli dissi, facendo un passo nel pullman. Il controllore fece un passo di lato e mi sbarrò nuovamente la strada. «Allora mi faccia vedere questo abbonamento.» Infilai la mano nelle tasche del giubbotto, dei pantaloni e in quella della polo, ma non trovai altro che il pacchetto di sigarette. Per cercare meglio, lo cacciai fuori. «Quello non mi sembra un abbonamento» mi fece il controllore sarcastico. Deduzione eccellente per una mente mediocre, pensai mentre aprivo lo zaino per cercare se l’avevo messo lì. «Andiamo, giovanotto, dobbiamo perdere ancora molto tempo con questa sceneggiata?» Continuai a frugare, senza rispondere. «Ehi, mi ha sentito?» «Sì, l’ho sentita ma non trovo l’abbonamento, forse l’ho lasciato nel bomber…» «Quindi non ha l’abbonamento.» «Non ho detto questo.» Gli altri passeggeri iniziarono a rumoreggiare. Io continuavo a cercare l’abbonamento. Dove potevo averlo messo? «Va bene, ho capito, mi dia le generalità.» «Un attimo, le sto dicendo che l’abbonamento ce l’ho. Solo, forse, l’ho lasciato a casa» in quel momento mi ricordai. Presi il libro di Crichton che avevo in borsa e ne estrassi la tessera, che avevo usato come segnalibro. «Eccolo qui, nessuna sceneggiata!» dissi soddisfatto. «Dovrei multarla solo per il tempo che mi ha fatto perdere. Partiamo» disse all’autista, mentre controllava il documento. Dopo qualche secondo, parve rallegrarsi. «Questo abbonamento è scaduto» esultò, indicando la tessera con un grosso indice. «Guardi, si deve stare sbagliando. Questo è l’abbonamento di maggio e oggi è l’ultimo di maggio. Se vuole, comunque, da qualche parte, devo avere anche la scheda nuova, quella che hanno fatto per giugno.» «Oggi è il trentuno maggio. Il suo abbonamento scade al trenta.» Un attimo di silenzio. «Ma com’è possibile? L’abbonamento è mensile non per giorni!» Poggiai lo zaino a terra per avvicinarmi a vedere il documento. «Non perdiamo tempo, da questa foto non si capisce neanche se è lei. Tenga» mi restituì l’abbonamento «e mi dia un documento che le faccio la multa.» «Non ho nessun documento con me.» «Bene, allora alla prossima fermata scendiamo e controlliamo con la polizia.» Lo guardai negli occhi, il suo sguardo fisso tipico dell’ebete mi disse non c’era possibilità che si rendesse conto che c’era stato un errore amministrativo e nell’autobus non avevo via di fuga. Mi dichiarai sconfitto e quando le porte si aprirono scesi dal mezzo con lui. Finalmente, di fronte alla mia resa incondizionata, aveva abbassato la guardia e stava scendendo dietro di me, quando con uno scatto me lo lasciai alle spalle. Lo sentii gridare, ma non capii cosa avesse detto, almeno fin quando non mi resi conto di essere troppo leggero. Avevo lasciato lo zaino dietro di me.
  10. Spiedini di spada alla Jolanda

    Ops, le ultime due righe provengono da un copia incolla di una discussione, sorry... :-)
  11. Spiedini di spada alla Jolanda

    - trama Uno scorcio di realtà molto verosimile e direi sentito. O sono cose che, in parte, hai provato sulla tua pelle o hai una grande empatia e capacità di immedesimarti nelle situazioni che descrivi. Detto questo, non credo sia un racconto basato su una trama specifica, se non sul gioco tra i sogni di grandezza e le bella ma insoddisfacente realtà che la circonda. Potrebbe essere una bella base per lo sviluppo di una storia più lunga, magari trasformarsi in un thriller. - personaggi Ci sono due personaggi, uno presente e uno assente, ma richiamato bene in poche parole. Sono due presenze fisiche, reali. Originali pur nella loro verosimiglianza. Un po’ come se qualcuno avesse deciso di mettere giù un Desperate Housewives più adatto alla realtà italiana. - contenuti Stiamo di fronte a una scena vera. C’è da schierarsi, volendo tu autrice, pur assumendo il punto di vista della protagonista (in terza persona), non sembra sbilanciarsi. Non ci sono messaggi “indimenticabili”, ma gronda vita vissuta. - stile Lo stile della prima frase non mi piace moltissimo. Mi ha un attimo bloccato, non perché la frase non sia chiara, ma perché per qualche motivo non riuscivo a capire se mancasse una virgola o meno (sveglia come nome o verbo). È chiaro da come è scritto che sia verbo, ma se scrivessimo qualcosa tipo (esempio brutto): “Quando si svegliò, un delizioso puzzo di pesce le riempì le narici”. Per il resto, mi sembra prosegua bene, molto liscio e colloquiale. Adatto a ciò che vuoi descrivere. - grammatica e sintassi “ai piedi di un camino -“ – attenzione, c’è uno spazio di troppo prima del trattino. “Smuoveva refoli all'odor di candeggina e ammorbidenti alla vaniglia.” – direi “odore”. “Lui si poneva la domande” – refuso: domande/a. “ch'è una meraviglia.” – “ch’è” mi suona un po’ male… proverei a sostituire con “che è” “intanto la cucina era diventata” – refuso, la “i” dovrebbe essere maiuscola. “12 ore di” – scriverei “dodici”. - giudizio finale. Bel frammento, ho già detto sopra che mi pare vivo e questo è il suo pregio maggiore. Correggerei quel paio di refusi di cui sopra e penserei, se fossi in te, a farci qualcosa di più voluminoso. La protagonista è un personaggio che potrebbe essere forte sul mercato editoriale. Oh, questa te la devo dire, mi sento un idiota. Ho letto il tuo
  12. Incipit romanzo storico

    Beh, è un frammento brevissimo, quindi spero mi perdonerai se fornisco solo un paio di suggerimenti formali: Davanti a questa tomba fatico – metterei una virgola dopo “tomba”. Divus Anselmus, prior Mon. S. Vitalis O.S.B. obijt a.1798. – manca una “D.” dopo la “a.”? sono arrivato a combattere le mie colpe con la sola forza delle mie mani e del mio pensiero. – credo che il fatto che le mani e il pensiero siano suoi sia implicito e quindi potresti rimuovere “mie” e “mio”, che stonano un po’ con il “mie colpe” scritto prima.
  13. Il ritorno del serpente - capitolo 1

    Esatto, Anna, e' proprio quello che avevo in mente. Cerchero' di rendere la cosa piu' chiara (in realta', inizialmente lo avevo scritto spiegando meglio la cosa, ma poi ho rimosso perche' mi sembrava spezzasse la narrazione), devo trovare il modo di bilanciare il tutto... :-)
  14. Il ritorno del serpente - capitolo 1

    @theco grazie per i suggerimento e il tempo dedicato, valutero' con attenzione quello che mi hai detto.
  15. Il ritorno del serpente - capitolo 1

    @AnnaL. , grazie mille, lsono ottimi suggerimenti e li implemento con grande piacere! Se ti viene poi in mente qualche suggerimento per l'odore di carne al barbecue (e come rimpiazzarla) fammi sapere!
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