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Ludwig von Drake

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  1. Ludwig von Drake

    Il Cavaliere (Capit 1)

    Aspetta, non dico che sia scorretto metterlo al maschile, dico che nel modo in cui e' costruita la frase mi ha fatto "inciampare" nella lettura... :-)
  2. Ludwig von Drake

    Il Cavaliere (Capit 1)

    Molto bella la descrizione iniziale, fa sentire la città. Unica cosa, lavorerei un po’ di lima per rendere il tutto un po’ più scorrevole. Ad esempio, sostituirei “al di sotto dei” con “sotto ai”. In questo periodo: “Sistemò il velo nero sulla testa, spostato dal vento”, la coniugazione maschile del verbo dopo “testa” mi ha fatto inciampare nella lettura. La scena della suora, invece – per il mio gusto personale – procede un po’ troppo lenta. Secondo me, alcuni particolari, insieme alla quantità di aggettivi a volte raddoppiati potrebbero essere tagliati senza che il testo ne risenta. Bella la svolta del bambino! Lavorerei un po’ più sul finale, me renderlo meno tagliato di tronco e più sospeso… non so se riesco a spiegare quello che voglio dire. Complimenti! PS piccoli appunti: “visto che non era un animale notturno. Doveva essere molto vicino, visto che”… attenzione alle ripetizioni… “sembrava un enorme madre” – apostrofo dopo “un” “La suora si avvicinò (…) La suora (…)” – cercherei di sostituire il termine in uno dei due.
  3. Ludwig von Drake

    Editrice GDS

    Nome: Editrice GDS Sito: https://www.gdsedizioni.it/ Catalogo: https://edizionigds.wixsite.com/ilmiosito Modalità di invio dei manoscritti: edizionigds@hotmail.it Distribuzione: https://edizionigds.wixsite.com/ilmiosito/distribuzione Facebook: https://www.facebook.com/Editrice-GDS-1049870645129717/
  4. Ludwig von Drake

    CTL Editore Livorno

    Questo quanto riportato sul loro sito: "Pubblicare il tuo libro con noi è facile conveniente ed economico. self publishing, print on-demand, cartaceo o digitale tutte le soluzioni." https://www.ctleditorelivorno.it/ Questo paragrafo mi aspetterei di trovarlo sul sito di una tipografia piu' che su quello di un editore, ma forse mi sbaglio.
  5. Ludwig von Drake

    Compagni di stanza

    Lo sapevo che se l'avessi capita sarebbe stata una gran figata! :-)
  6. Ludwig von Drake

    Compagni di stanza

    Non ci ho capito niente. Ma è una di quelle cose che, se l'avessi capita, secondo me sarebbe stata una figata.
  7. Ludwig von Drake

    Sia guerra in terra per gli uomini di buona volontà - pt. 1

    Per chi entrasse nel thread senza capire lo scambio: c'è una persona che per qualche motivo che non conosco si registra e inizia a insultarmi... Ellery lo banna e i suoi commenti vengono rimossi...
  8. Ludwig von Drake

    Sia guerra in terra per gli uomini di buona volontà - pt. 1

    Ma guarda, io non avevo chiesto che ti bannassero. Mi spiegheresti solo la ragione di questa rispostaccia?
  9. Ciao Ellery, dovevo chiamare il capitolo "sia guerra in terra..." ma mi è saltata la parola guerra. Mi aiuteresti a correggere il titolo?

  10. Ludwig von Drake

    Sia guerra in terra per gli uomini di buona volontà - pt. 1

    Perché questa rispostaccia? 🙁
  11. Il battesimo nero Nel cuore del centro storico di Napoli, si erge una cappella nobiliare dalla facciata semplice. Sul portone dell’edificio c’è una lapide di marmo, sopra la quale è incisa una dedica ad Alessandro di Sangro: Alessandro di Sangro patriarca di Alessandria destinò questo tempio, innalzato dalle fondamenta alla Beata Vergine, a sepolcro per sé e per i suoi nell’anno del Signore MDCXIII Quel patriarca non avrebbe mai immaginato l’evoluzione negli anni dopo la sua morte dell’opera da lui ampliata e dedicata alla madre del Cristo. Entrando nell’edificio, ci troviamo di fronte a quella che solo a prima vista può sembrare una normale chiesa barocca percorsa da un’unica navata. Osservando lo spazio con un occhio più attento, infatti, si nota il progetto iconografico voluto da Raimondo di Sangro, mecenate, esoterista e massone che la restaurò nel Settecento. Tutt’oggi, la Cappella Sansevero è un tempio massonico, massima rappresentazione della magia e dei simboli esoterici. Sotto la cappella, sta una caverna, dove si trovano due modelli anatomici dell’apparato circolatorio umano. Il principe li realizzò facendo uccidere due suoi servi, un uomo e una donna, per poi imbalsamarne i corpi in modo che mostrassero nel loro interno tutte le arterie e le vene. In quel sotterraneo occulto, un uomo, l’Alto Sacerdote, inalava l’odore dell’incenso e partecipava al lamento basso e ritmato fatto di parole misteriose pronunciate al contrario insieme ai suoi dodici discepoli. Su una lastra di marmo, delle candele nere poste a formare una stella a cinque punte illuminavano il corpo di un donna che stava per partorire e i lunghi abiti di un rosso vermiglio degli uomini incappucciati che la circondavano. La donna dalla pelle di porcellana, con un vestito nero e il ventre gonfio in modo anomalo, si dimenava disperata e urlava: «Aiuto, aiutatemi, vi prego! Non voglio, non voglio più!» Il suo viso, magro e sconvolto dal dolore, era bello, di una bellezza mistica. Sei corde strette le legavano i polsi, le ginocchia verso l’alto e le caviglie. Il dolore delle contrazioni si faceva sempre più visibile sul suo volto. L’Alto Sacerdote girava eccitato con gli altri uomini attorno alla partoriente suonando una campanella e sentendo la gamba pulsare per il dolore causato dalle punte del cilicio. Solo il continuare a ripetere quel mantra gutturale e arcano lo aiutava a controllarsi. Il “dottore” era l’unico che non partecipava al giro, restando accanto alla donna a tamponarle le tempie con una spugna intinta di liquido rosso e tastandole il ventre. A terra, accanto al marmo, stava il corpo di un capro sgozzato. «Spingi!» le ordinava il dottore, interrompendo il proprio canto solo per il tempo strettamente necessario a parlare alla donna. «Spingi e andrà tutto bene. Pensa solo al parto, al bambino. Respira e spingi, brava.» Il volto della partoriente si andava facendo esangue e gonfio, sempre più. «Sta durando troppo,» disse il dottore parlando tra sé. Prese un lungo bisturi da sotto la veste e lo pose sulla fiamma di una delle candele: «La rinascita dell’arcangelo non può essere messa in pericolo.» Il bambino doveva nascere vivo, per essere sacrificato sull’altare del Principe delle Tenebre, che stava eretto in un angolo e su cui erano posti un coltello dorato e un calice d’argento ricolmo di vino. La donna gridò un “no” e spinse con tutta la sua forza urlando un “a” infinito. L’Alto Sacerdote vide la cima di una testa spuntare tra le gambe della donna e non seppe più trattenersi. Sorridendo con le braghe umide, coperto dagli abiti che celavano sia le macchie sia l’espressione, si diresse verso l’altare. Impugnò il coltello dalla lama curva e seghettata e lo intinse nel vino. Poi bevve dal calice e iniziò l’invocazione: «In nomine dei nostri Satanas, Luciferi excelsi…» Michele, il custode era arrivato con il 168 e aveva raggiunto la cappella a piedi dopo essersi fermato in un bar per prendere un cornetto all’amarena. Con noncuranza, aprì un battente del portone e se lo richiuse alle spalle. Addentò il cornetto e una goccia di amarena gli finì sulla giacca. Tentò di pulire la macchia con un fazzolettino, ma non fece che peggiorare la situazione. La macchia aveva il colore di un rossetto e ora che aveva preso una forma strana, la gelosia della moglie l’avrebbe trasformata nei resti di un bacio adultero. “Se solo potessimo avere dei figli,” pensò, “sono sicuro che tornerebbe quella di prima.” Appena entrato, un forte odore di incenso lo investì. Seguendone l’origine, scese nel sotterraneo e si trovò di fronte l’orrore. Sul pavimento erano distesi almeno una dozzina di corpi brutalmente mutilati e scomposti, contorti nelle posizioni più strane. Al centro della stanza, su un marmo, c’era il corpo di una donna. Era l’unica a cui non mancavano parti del corpo. Aveva “solo” il collo tagliato da parte a parte e funi legate alle gambe e alle braccia. Michele si appoggiò al muro e ispirò a fondo. Un contato di vomito gli salì in gola. Con gli occhi appannati dalle lacrime, vomitò più volte, finché tra gli spasmi non sentì qualcosa. Nel silenzio di quell’ambiente pieno di cadaveri, esplose un pianto che non era il suo. Si voltò, sgranando gli occhi. Era il piato roco di un bambino. Di un neonato, che stava poggiato su di un intricato altare che il giorno precedente non si trovava lì. Michele prese un fazzoletto dal taschino, coprì naso e bocca e procedette nella sua direzione, tenendo lo sguardo alto ma facendo attenzione a non scivolare sul pavimento reso viscido dal sangue. Fece ogni sforzo possibile per ignorare i cadaveri su cui rischiò di inciampare un paio di volte. Raggiunto infine il corpicino nudo, si tolse la giacca macchiata, si sporse verso il basso e lo avvolse. Il neonato smise di piangere e fissò Michele con occhi languidi. Il cuore dell’uomo si gonfiò. Un bambino da salvare, doveva essere un segno. Prima di chiamare i carabinieri, prese il rosario appeso al collo, lo baciò, strinse il bambino tra le braccia come a difenderlo dalle minacce del mondo e lo portò via con sé.
  12. Ludwig von Drake

    La messa - Pt. 1

    Non c’è da aspettarsi una trama, trattandosi di un semplice episodio che dovrebbe essere alla base di una narrazione più lunga. Comunque, da come inizia, la premessa sembra essere quella di un libro alla Tre metri sopra il cielo. Per quanto riguarda i personaggi, abbiamo un trent’enne con una quindicenne (se ho ben capito) che gli faceva pompini in macchina, secondo me una storia del genere va maneggiata con molta attenzione. Il comportamento dei due fidanzatini dopo l’incontro, comunque, è credibile, ben fatto. Permette anche di identificarsi con la situazione. Per quanto riguarda lo stile: · L’uso delle similitudini non mi convince, a tratti mi paiono tentativi forzati (poco naturali) di far sorridere il lettore. · I dialoghi a tratti sembrano non avere uno stile “Parlato”. Ad esempio, “Filippo, fosti tu a decidere” Qui di seguito qualche refuse: · “Genova quando, una vecchia Fiat 124 Spider” – la virgola va prima di “quando” e non dopo · “Scapotato”… manca una “p”… · “ballera”… c’è una “l” in più · “una foggia ridicola, vecchia” – c’è uno spazio di troppo prima di vecchia · “sbotto tagliente” manca un accento sulla “o” In generale, una storia che si presenta come sentimentale, che per avere un senso e non precipitare nei clichés (qualcuno presente già ora), secondo me, richiede un maggiore focus su quanto passa per la testa del protagonista.
  13. Ludwig von Drake

    Edizioni del Gattaccio

    La discussione concerneva l'editing di un testo di una terza persona.
  14. Ludwig von Drake

    Edizioni del Gattaccio

    Ho avuto a che fare con il direttore editoriale per alcuni chiarimenti. È stata un'esperienza poco piacevole. Nelle risposte, la persona è risultata aggressiva e arrogante in maniera del tutto ingiustificata (nota personale: avere un ruolo in una piccola casa editrice non rende Einaudi o infallibili).
  15. Ludwig von Drake

    Genesis Publishing

    Abbiamo avuto uno scambio di email proprio oggi, quindi confermo che rispondono. Credo che in questo periodo molte case editrici siano tornate da qualche settimana al lavoro e si trovino con un carico di email e proposte non indifferente, per questo ogni risposta risulta rallentata.
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