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Raul Londra

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  • Compleanno 22/03/1990

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    Maschio
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    Scrivere, leggere, suonare la chitarra, ascoltare buona musica, guardare film e riflettere sui temi più disparati. Nelle mie storie ci sono tante contaminazioni di queste poche categorie, che però spesso vanno a fondersi con argomenti meno consueti.

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  1. Raul Londra

    Limited Edition Books

    Contattati per un romanzo di fantascienza e mai avuto risposta. Né per la ricezione, né per un eventuale valutazione negativa o positiva del romanzo. Come se non esistessi. Mah...
  2. Raul Londra

    Wizards and Blackholes

    @Michele Pinto Grazie della risposta. Vedrò che si può fare perché sto ampliando la storia che credo supererà i limiti imposti dal vostro concorso, tuttavia non disdegno l'idea di inviarvi qualcosa nel prossimo futuro. Qui è sempre un costante ribollire d'idee.
  3. Raul Londra

    Wizards and Blackholes

    Il mio o quello della CE?
  4. Raul Londra

    Wizards and Blackholes

    Qualcuno ha avuto esperienze con loro e saprebbe darmi qualche dritta? Ho un racconto lungo di 100.000 battute (spazi inclusi) che ovviamente è troppo corto per il cartaceo di una qualsiasi CE e troppo lungo per i concorsi, quindi pensavo di rivolgermi a loro, ma prima di fare un "balzo della fede", credo sia opportuno saperne di più.
  5. Raul Londra

    Scrivere per se stessi

    Penso che questa sia una visione estremamente interessante della cosa. Hai perfettamente ragione a considerare il fatto che un proprio giudizio non debba sempre essere sbagliato o debba non contare nulla. È quello che mi ripeto sempre più spesso di recente. Tuttavia, bisogna anche essere realisti e capire se e quando si vale e se e quando non si vale. Per esempio, per esperienza personale, conosco persone - poche per fortuna - che scrivono valghe di storie, ma le scrivono davvero in maniera pessima, eppure sono convinte fino alla fine della bontà delle loro opere. A mio avviso, in questi casi, si tratta di mancanza di autocritica perché sono convinto - ma questa è la mia opinione che forse non avrà mai un riscontro - che queste persone sono del tipo "dicono che fa schifo e allora non capisco niente perché le mie storie sono perfette". Come altri hanno già sottolineato in altrettante risposte, a mio avviso si deve credere in se stessi senza essere troppo cattivi, ma anche essere realisti e saper fare autocritica e accettare le dritte di altri che ne sanno più di noi per migliorarsi.
  6. Raul Londra

    Nomi dei personaggi

    Oltre alla scheda personaggio, si potrebbe anche decidere di dare un volto "vero", cioè di una persona realmente esistente al personaggio, in modo da ricordarsi meglio il nome e anche l'aspetto fisico.
  7. Raul Londra

    Scrivere per se stessi

    @aletheia Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di farci coraggio e di scaldarci insieme attorno al comune falò del nostro sogno. Ravviviamo la fiamma e speriamo senza mai smettere di coltivare ciò che portiamo nel cuore. Scoprire che ci sono tante altre persone che, come noi, condividono l'aspirazione di poter diventare scrittori capaci e magari di far conoscere le proprie storie ad altri è sempre qualcosa di positivo che non ci fa affondare nell'overture della disperazione.
  8. Raul Londra

    Scrivere per se stessi

    @gecosulmuro Credo che tu possa avere ragione, ma credo anche che dovrò effettivamente sperimentare sulla mia pelle questa cosa dell'aut... aut, per tirare in ballo anche Søren Kierkegaard. Ad ogni modo, spero anche di avere un po' più di fortuna in futuro, sia dal punto di vista professionale, che letterario e sociale.
  9. Raul Londra

    Scrivere per se stessi

    @simone volponi Be', diciamo che non è tutto oro quello che luccica. Sì, pubblicare è bello. Pubblicare con un piccolo editore, se poi ti rendi conto delle potenzialità che hai, un po' ti fa mangiare le unghie, come si dice. Se infine di senti dire che le tue storie sono belle, scritte bene e tutto ma che non potranno più pubblicarti perché non vendi, allora ti senti un po' preso in giro e aneli disperatamente di cambiare aria. Per questo dico che scrivere per se stessi è un bene ed è il primum movens per realizzare lavori buoni, se non addirittura ottimi, ma se uno scrittore è davvero capace e vuole pubblicare, deve affidarsi a chi ne sa più di lui, sia che si tratti di un editore importante, sia che si tirino in ballo le agenzie letterarie. Sono pochi quelli che hanno la fortuna sfacciata di conquistare il grande pubblico e in qualche caso neppure se lo meritano.
  10. Raul Londra

    Scrivere per se stessi

    Ti ringrazio molto per la stima e le belle parole, però fidati che per le persone che fino a oggi ho incontrato (quelle che si salvano sono davvero poche), non conta niente essere in procinto dì. O sei, o non sei. "Fare. O non fare. Non c'è provare!" per citare Yoda. Io mi ritengo una persona di media intelligenza che scrive perché ama scrivere alla follia, ma ancora, forse per ambizione personale, non mi sento per nulla realizzato. Sarà il piccolo paese dove vivo, sarà che sono una persona molto schiva e un po' "asociale" come mi definì un'amica al liceo, saranno tante altre cose, ma a volte mi sento piuttosto solo e mi sembra di essere lontano mille miglia da persone che condividono con me passioni come scrittura, lettura, musica, cinema... Per dirla fuori dai denti, quelle serate al pub a scolarsi una qualche birra tra amici e fare due chiacchiere di roba interessante latitano un po' da queste parti. Le leggo nei libri e le vedo al cinema o le ascolto nelle canzoni, ma nella mia realtà mancano. La Fibra della pubblicità di Willis sarà pure utile a navigare in rete a velocità elevatissime, ma non colma il vuoto che c'è. Perciò scrivere va bene anche e soprattutto per se stessi e, per parte mia, per uscire da questa sorta di limbo letterario in cui mi trovo arenato.
  11. Raul Londra

    Scrivere per se stessi

    @aletheia Ti dico la verità: ho ventisei anni appena compiuti, studio medicina e ultimamente, più procedo verso la conclusione di una prima parte di un lungo periodo di studi che proseguirà con una laurea specialistica, più sento che, oltre al medico (se un giorno lo diventerò mai), vorrei anche fare lo scrittore. La mia storia è semplice: sono un ragazzo noioso e forse un po' schifato da tutti perché fa cose noiose (scrivere e leggere risultano cose noiose ai più) che ha iniziato a scrivere come sfida verso se stesso e un compagno di scuola quando aveva dodici anni. Non ho mai trovato persone, se non pochissime che si contano sulle dita di una mano, che apprezzassero realmente quello che facevo. La mia famiglia, da questo punto di vista, non è mai stata un grande ostacolo perché la scrittura era semplicemente un tappabuchi per il mio molto tempo libero e per la mia inesistente vita sociale. Comunque, da quel tempo mi sono reso conto che la scrittura ha avuto una parte sempre più preponderante nella mia esistenza. Ho pubblicato tre libri con una piccola casa editrice sentendomi sempre un po' l'ultima ruota del carro, forse perché giovane o perché non sufficientemente supportato, ho visto segnalati alcuni racconti e nel frattempo ho continuato, indefesso, a scrivere. Risultato? Oggi mi trovo, a ventisei anni, a non avere un lavoro perché sto completando un percorso di studi più lungo de La storia infinita di Ende, in due anni e mezzo ho scritto la bellezza di cinque romanzi e innumerevoli racconti che rimangono nel cassetto a mettere radici in attesa di un editore sufficientemente balordo da pubblicarmi e nel frattempo continuo a portare avanti progetti che non so se riusciranno mai ad arrivare in qualche libreria. Come te, anche a me sembra di chiedere l'elemosina quando spedisco i miei lavori agli editori. Insomma, io vorrei un po' elevarmi da quel sottobosco di scrittori o presunti tali che finiscono a pubblicare per soldi o comunque che coltivano il loro piccolo orticello senza però andare oltre quel recinto che la loro mente mette attorno. E non penso queste cose semplicemente per boria o presunzione. So di essere capace, diversi addetti ai lavori l'hanno riconosciuto e non mi piace l'idea di vedere sprecate storie importanti e scritte bene (sebbene ognuno pensi questo del proprio lavoro). Ad ogni modo, la strada che intraprenderò in futuro, spero non troppo in là nel tempo, quando comincerò ad avere qualche spicciolo, sarà migliorare ulteriormente i miei lavori e rivolgermi alle agenzie letterarie perché purtroppo in questo strano mondo dove i fenomeni parastatali vendono più degli autori capaci (ne so qualcosa per esperienza diretta), credo che le agenzie letterarie che facciano rappresentanza, per quanto siano a pagamento chiaramente, restino l'unica strada percorribile per cercare di realizzare i propri sogni. Detto questo, un grande in bocca al lupo e spero che riuscirai a ottenere ciò che desideri.
  12. Raul Londra

    Originale ma difettoso vs perfettino ma banale

    Per l'appunto. Qualcuno del genere l'ho incontrato di persona, ma mio malgrado mi sono ben guardato dal fargli notare questo aspetto perché immaginavo che ci sarebbero stati grossi problemi. Chiunque di questa risma riesce sempre a nascondersi dietro il colossale dito indice inquisitorio del "ce l'hai con me perché sono bravo e scrivo storie migliori delle tue". Non è così! Come detto prima, non si parla di merce da discount ortofrutticolo, bensì di letteratura, quindi meglio coniugare originalità e perfezione al meglio, evitando di mettersi sul piedistallo ed essendo sempre disponibili alle critiche costruttive che ci aiutano a cresce e a migliorarci come scrittori. Poi parliamone! Si tratta anche di gente (ne conosco alcuni) che demonizzano gli editor e si rifiutano di farsi aiutare, ma proseguono indefessi sulla loro strada di perfezione. Per questo dicevo: se segui persone del genere, sai esattamente cosa non fare per diventare uno scrittore. E non intendo "scrittore" facendo derivare il termine dal numero di copie vendute, bensì dalla qualità artistica dell'opera.
  13. Raul Londra

    Originale ma difettoso vs perfettino ma banale

    Personalmente mi sono scontrato, a mia insaputa, con un romanzo scritto con i piedi e leggendolo mi sono detto: se uno vuole imparare a fare lo scrittore, qui trova tutte le dritte su cosa non fare! Insomma, d'accordo l'originalità, ma se ciò va a discapito dello stile, allora proprio non ci siamo perché non ci troviamo dal fruttivendolo a discutere di cavolfiori, lattuga, mele e pere, bensì stiamo parlando di opere letterarie, perciò non dico che esse debbano essere perfette stilisticamente e banali, quasi da rasentare lo stato di morte apparente. Dobbiamo cercare, quando si valuta un testo, di prendere in considerazione un connubio tra i due estremi. In medio stat virtus, dicevano i romani. Be', qui è la stessa cosa. Cerchiamo qualcosa che sia piuttosto originale, nel limite del buon gusto e scritto bene. Poi, come dico sempre, questa è la mia personale opinione. Liberi tutti di dissentire.
  14. Raul Londra

    Plesio Editore

    Attendo anch'io fiducioso, come tanti altri. Inviata la sinossi il 10 marzo, risposta il 23 marzo con invito a spedire l'opera completa. Ora non resta che aspettare e sperare in un esito positivo. Sebbene chi vive sperando, muoia in una maniera non propriamente idilliaca, crediamoci un po'.
  15. Raul Londra

    Leggereste quello che scrivete o state scrivendo?

    Penso sia una questione un po' particolare, però mi sovviene un aneddoto che ho sperimentato di recente per l'ennesima volta. Ho scritto un breve romanzo di fantascienza che tratta le vicende di una ragazza e l'intera storia è pregna di sentimenti, non proprio in puro stile fantascientifico alla Dick, tuttavia come già successo in passato con altre storie, rileggendo ieri sera per procedere con la correzione prima dell'invio a un editore, mi sono commosso a un certo punto della storia. Voglio dire, ricordavo benissimo ciò che avevo scritto qualche settimana prima, però ugualmente mi sono lasciato scappare qualche lacrimuccia e questo credo sia una buona cosa perché significa che arrivo a toccare le giuste corde, magari non in tutti i lettori ma in alcuni e ritengo che sia molto importante per uno scrittore poter raggiungere il cuore delle persone. Perciò, direi di sì. Sono soddisfatto di quello che scrivo e lo leggerei se lo trovassi in libreria. Per al tempo stesso so che devo migliorare ancora molto per superarmi e raggiungere livelli di bravura che sono solo dei grandi maestri.
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