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Steve666

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Su Steve666

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    Un povero diavolo!
  • Compleanno 07/04/1966

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  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Torino
  • Interessi
    Leggere, scrivere, documentarsi, vivere serenamente per quanto possibile, computer, giochi, videogiochi, figlie, sesso, mangiare e bere da solo o in compagnia. E non necessariamente tutto in quest'ordine.

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  1. Steve666

    Meucci Agency

    Penso che a volte si venga scartati anche solo perché sta antipatico il nome dell'autore. Purtroppo quando hai migliaia di manoscritti da leggere e sai che il 99 % sono cose improponibili, se ne scarti uno per una ragione assolutamente pretestuosa, da un punto di vista statistico sei quasi certa di aver scartato qualcosa di inutile. Purtroppo noi siamo portati a credere che tutto ciò che scriviamo, vuoi per il sudore che spendiamo sulla tastiera, vuoi per un po' di sana presunzione, sia un capolavoro, ma alla resa dei conti entriamo nelle statistiche e quindi solo uno su cento è davvero meritevole. Penso che a tutti sia capitato di girare su wattpad oppure date uno sguardo al sito del Signor Distruggere (i romanzi a puntate nella sezione Perle) e capirete cosa dico. L'autrice del Signor Distruggere per esempio dichiara che lavora per note case editrici (e ha inviato loro i manoscritti delle sue opere), ed è convinta di ciò che scrive e ne va pure orgogliosa. Detto tra di noi, alla fine mi sono letto entrambi i suoi romanzi a puntate (e non vedevo l'ora che uscisse quella nuova), ma alla fine ho compreso che, chi più chi meno, siamo tutti come lei e come lei non ce ne rendiamo conto.
  2. Steve666

    Meucci Agency

    Perdonami ma proprio i bestsellers non rappresentano esempi di "bello scrivere" perché sono traduzioni che raramente vengono editate per bene come invece accade ai manoscritti. Aggiungici che sono di autori affermati, che danno garanzie, quindi le prime 10 pagine sono poco indicative. Li leggi per il nome dell'autore o per moda, non perché ti catturano. Poi ci sono le eccezioni come il Pendolo di Eco, (ok, sarebbe di Foucault ma essendo il mio libro preferito lo chiamo così) dove le prime 70-80 pagine sono un polpettone indigesto, salvo poi diventare un capolavoro. Se invece leggono Stefano Canuto invece di Eco o Smith, si presume sia una cavolata (e nel 99% dei casi è così), per cui se neppure le prime 10 pagine, che statisticamente sono quelle più riscritte e curate di tutto il manoscritto, riescono a bucare, allora come potrebbe farlo il resto del testo? Non so se ti è capitato di leggere "capolavori" manoscritti di amici o conoscenti. A me sì, per aiutarli, per l'editing o semplicemente perché richiesto di un parere dato che "tu hai pubblicato un libro", come se questo fosse sufficiente a fare di me un bravo scrittore e soprattutto un'autorità in merito. Ammetto però che la cosa mi inorgoglisce quindi difficilmente so rifiutare, salvo poi godermi i mal di pancia postumi (la maledizione del giudizio negativo). Mi è facile immedesimarmi in qualcuno che di capolavori simili ne ha pile inesauribili sulla scrivania, per cui le tecniche liberatorie sono poche: 10 pagine e non di più, poi si scarta, oppure "scuse" buone per lo stesso risultato: dalla macchia di sugo sul frontespizio al nome antipatico del protagonista. L'obiettivo non è "trovare la perla" ma "scartare la ... " (non mi viene una parola assonante). Certo così c'è il rischio di scartare il capolavoro della letteratura mondiale ma è statisticamente impossibile che dopo centinaia di cartelle mal scritte si riveli la gemma indimenticabile. E se poi sono davvero capolavori prima o poi qualcuno se ne accorgerà. E' successo per Harry Potter (che se dipendesse da me sarebbe rimasto manoscritto) e tanti altri, e purtroppo succede anche per cialtronate come le varie sfumature dal grigio in poi, diventati bestsellers solo perché l'autrice non aveva mandato le sue foto insieme al manoscritto, uccidendo qualsiasi fantasia.
  3. Steve666

    Meucci Agency

    Quando a suo tempo (giugno 17) ho avuto un riscontro positivo, con la richiesta di inviare il manoscritto dapprima via email e poi in cartaceo via posta, devo ammettere che mi ero un po' illuso, ben sapendo che qui nessuno ha lavorato con l'agenzia tramite quel canale (e l'unica scrittrice di questo forum che ha lavorato con lei non lo ha fatto tramite questa modalità). La motivazione per il rifiuto, giunta dopo oltre un mese dal ricevimento del manoscritto cartaceo, è stata comunque perché non avevano modo di rappresentare il mio tipo di storia, peraltro consigliandomi di rivolgermi ad altre agenzie che certamente avrebbero saputo collocarla, riconoscendone la validità. Ho avuto però l'impressione, anche a seguito dei contatti personali e telefonici con la Meucci, che pur essendo un'agenzia seria e concreta usino questo sistema come una sorta di pesca a strascico nell'oceano degli inediti. Credo, ma sia chiaro è solo una mia personale opinione, che in realtà cerchino i manoscritti basandosi sulle indicazioni (o i desiderata) degli editori con cui collaborano, per cui letta la presentazione e visto lo stralcio, se coincide sommariamente con l'oggetto della loro ricerca e pare scritto bene, vanno al passo successivo sapendo già di trovarsi davanti a un buon manoscritto. La lettura completa però potrebbe rivelare che la storia non è esattamente ciò che stanno cercando quindi, a prescindere dalla sua validità letteraria, sanno che non interessa ai loro editori e quindi non ne assumono la rappresentanza, senza ovviamente impegnare tempo e risorse in un'analisi del testo o una valutazione del manoscritto che però sono implicite nel fatto di aver superato la/le prima/e scelta/e. Questo è perlomeno ciò che ho pensato e infatti, dopo pochissimo tempo, il mio romanzo ha trovato casa altrove. Consiglio quindi a tutti coloro che abbiano avuto un riscontro positivo almeno al primo passaggio, di crederci e insistere con altri editori o agenzie, perché anche se non aderente ai criteri di ricerca della Meucci, il fatto di averne superato la prima scrematura è certamente un ottimo biglietto da visita.
  4. Steve666

    Edizioni Il Ciliegio

    Concludo il report sulla mia esperienza con questa CE: assolutamente professionali, cordiali e affidabili, tempi (seppure lunghissimi) rispettati e lavoro superiore alle aspettative. Spero di pubblicare ancora con loro perché davvero sono stati perfetti, onesti e capaci di "vestire" il mio manoscritto con un abito che mi ha lasciato stupefatto. La consiglio a tutti gli aspiranti, perché davvero sei seguito e coccolato, senza alcun impegno se non rispettare le tempistiche che ti danno all'inizio dell'avventura quando decidono di pubblicarti. Grazie a loro ed al lavoro che hanno fatto *Editato dallo Staff* è uscito il 17 gennaio, reperibile in libreria (Feltrinelli, Mondadori ecc.) e su tutti i principali siti online, in tutta Italia e comunque grazie a una distribuzione affidabile e capillare praticamente ovunque. Sono quindi assolutamente soddisfatto.
  5. Steve666

    Tutorial per Scrivener

    Anche se è un po' OT, le differenze sono minime. Forse, a differenza di Scrivener, ha più spazio per la descrizione di luoghi e personaggi, ma per come uso io Scrivener (dato che l'ho pagato...) si può fare più o meno la stessa cosa anche con questo programma. Su yWriter è più "guidato" (ed è in italiano, anche se un po' maccheronico), quindi direi che per "scrivere" sia meglio Scrivener, per "organizzare" e tracciare una trama forse l'altro.
  6. Steve666

    Tutorial per Scrivener

    io lo uso ancora (e mi trovo bene), anche se devo dire che yWriter (gratuito) non è da meno.
  7. Steve666

    Impappinato

    Premesso che l'idea è molto carina, quindi complimenti, volendo usare la logica (a meno che nel racconto non si delinei "prima" qualche altra possibilità altrimenti illogica), direi che non sono applicabili entrambe: la prima perché se il tempo si ferma nell'istante in cui la donna muore, non potrebbe partorire perché comunque sarebbe un evento "successivo". La seconda non mi pare neppure applicabile, perché Tizio e Caio non sono fuori dal tempo, e se il tempo esiste per loro esisterebbe comunque a prescindere per tutti, compresi i "frizzati". In questo senso, salvo appunto che non ci sia una sorta di "spiegazione" o anticipazione nel racconto, l'unica conseguenza logica è che il racconto si interrompa con la morte della donna. Punto e fine. Finale aperto (si fa per dire, perché dopo quell'istante, non esistendo più il tempo, non esisterebbe più nulla!). Forse per uscire dal tuo "impappinamento" (dopo petaloso ci può stare pure questo!) dovresti fare qualche passo indietro e seminare qualche indizio che ti dia una via d'uscita diversa, anche se non credo sia poi così male neppure l'interruzione improvvisa (magari lasciando pure sospesa la frase nel nulla, perché anche questo potrebbe essere sug
  8. Steve666

    Ritrovamento di un cadavere

    Dopo 30anni in cui faccio questo lavoro posso garantirti che le "leggi" sono uguali per tutti, ma le "consuetudini" e le "interpretazioni" no. Peraltro questo tipo di intervento può essere garantito e sostenuto solo in una grande città, dubito che nei piccoli comuni di certe cose se ne faccia carico la Polizia Municipale. Va però detto che conta poco la divisa, in quanto la procedura credo sia fondamentalmente la stessa.
  9. Steve666

    Ritrovamento di un cadavere

    Posso dirti cosa avviene a Torino in caso di morte naturale in appartamento: Chi trova il cadavere chiama il 118 (oppure lo chiama se trova una persona in gravi condizioni che poi muore successivamente all'arrivo dell'ambulanza), dopodichè il medico sull'ambulanza (serve una medicalizzata ovviamente) redige il referto di morte allegando il tracciato dell'ECG. Fatto questo si chiama la Polizia Municipale che interviene e verifica se vi sono le condizioni di affidamento della salma a qualcuno (moglie/marito, figli, conviventi) e se costoro sono interessati a prendersi carico delle esequie. Se così è gli si affida la salma a fronte di una chiamata dei parenti all'agenzia di pompe funebri che poi si prenderà cura del resto. Se invece non vi sono persone disposte a prendersi carico del funerale e/o se i locali non consentono di custodire la salma in attesa della tumulazione in modo corretto (locali insalubri, troppo piccoli, presenza di animali ecc.), allora la Polizia Locale attiva i necrofori che provvedono al trasporto della salma al civico obitorio, dove poi verrà indirizzata l'agenzia di Pompe Funebri eventualmente incaricata dalla famiglia oppure quella convenzionata con il Comune qualora la famiglia non intendesse farsi carico delle spese (che saranno comunque poi recuperate da chi dovrebbe farsene carico per legge). Se la persona deceduta fosse iscritta a una associazione per la cremazione, normalmente questa prende la parte dell'agenzia di pompe funebri, ma il resto della procedura resta intatto. Se poi non ci fosse nessuno in casa (individuo solo o eventuali conviventi non immediatamente raggiungibili), allora l'alloggio viene sigillato (dopo un rapido inventario) e il tutto trasmesso alla Procura per l'assegnazione dello stesso all'avente diritto (erede o convivente) quando disponibile. Spero di esserti stato utile.
  10. Steve666

    Forma alternativa di dialogo diretto

    Concordo con te. Personalmente userei una virgola perché leggendo viene naturale una pausa di respiro dopo il "disse Ugo", ma appunto si tratta di una breve pausa di respiro e non cambiando di fatto l'argomento/soggetto/tipo di azione, il punto fermo mi sembra eccessivo. A meno che non si voglia enfatizzare questo stacco tra "amico mio" e il resto, che potrebbe voler sottolineare il tipo di rapporto tra i due. Ma qui ci addentreremmo in questioni di stile decisamente O.T.
  11. Steve666

    Onomatopea

    @ElleryQ Concordo, tuttavia, per mio gusto personale, una serie di consonanti illeggibili, per quanto evocativa, l'ho sempre trovata disturbante. Non sono leggibili, e possono forse richiamare un rumore noto, ma risultano "pesanti" da leggere. Ribadisco che è una valutazione assolutamente personale, ma leggere "frssh" per simulare una risacca mi mette a disagio... sono fatto male!
  12. Steve666

    Cerco Malattia

    @ElleryQ Chiedo venia, mi era sfuggito quell'inciso...
  13. Steve666

    Forma alternativa di dialogo diretto

    Innanzitutto "grazie" a tutti. Ho letto con vero interesse le vostre risposte e mi hanno rincuorato: alla fine si tratta di una "scelta stilistica" e pertanto va bene a prescindere. Sulle regole devo però convenire con @Niko, anche se purtroppo la mia editor non è del suo stesso avviso: vuole il punto fermo prima dei caporali (e fin qui nulla da dire), ma anche nel primo caso, quello che @Niko (e anche io!) considera scorretto. Il mio manoscritto originale, infatti, in quel caso non riportava alcuna punteggiatura al termine delle parole tra caporali, ma mi è stato corretto. Lo trovavo (ehm... continuo a trovarlo, ma mi adeguo) più scorrevole, e formalmente più corretto. Sulla virgola dopo il "buongiorno" chiedo scusa, effettivamente ci va e per superficialità mi sono concentrato sul discorso generale dimenticando il particolare. Sulle virgole riferite al discorso invece sono d'accordo più con @gecosulmuro perché mi pare più corretto anche se meno "bello" da vedere. Leggendo la frase, però, si sentono chiaramente le due pause e quindi secondo me ci stanno bene entrambe le virgole. @JPK Dike, confermo che quella forma l'ho citata perché è la prima che insegnano (alle Elementari), ma capita di usarla così raramente (però mi è successo perché richiesto dal contesto) che l'ho citata solo come esempio "scolastico" appunto. Comunque sono sollevato leggendo che questo modo di gestire i dialoghi sia usato e apprezzato (possibile che l'ho trovato così raramente invece? Certo non leggo molti romanzi contemporanei.. lo devo ammettere, perché sono più attratto da autori più datati e quelli "moderni" che leggo non lo usano, anche se sono riconosciuti come bravi). Un ultimo appunto: A me è la seconda forma che fa venire un po' i brividi... Capisco che sia corretta, ma quel punto dopo il primo dialogo mi lascia interdetto, forse per le ragioni su cui ragionava @Niko nella sua risposta. Purtroppo l'ho dovuta usare e quindi correggere in quel senso, ma mi ha lasciato perplesso (ed ecco perché ho scritto questo post... nonostante sia passato parecchio tempo mi si ripropone come i peperoni a cena! Non l'ho ancora digerita...) In conclusione, ehm, @Niko... se leggi i miei testi su 10 dialoghi ne troverai 6 in quella forma, anche 7... saranno troppi allora?
  14. Steve666

    Leggibilità

    Concordo con @Miss Ribston: personalmente uso il formato "cartella editoriale" 1800, quindi 60x30, carattere Courier 12, interlinea fissa 1,5. In questo modo c'è spazio per annotazioni e non mi stanca la vista, inoltre ho il vantaggio di avere a colpo d'occhio il numero di cartelle esatto. Ma si tratta di gusti, e di diottrie.
  15. Steve666

    Giallo stanza chiusa

    Cinque persone chiuse in una stanza... escludendo che il menù fosse a base di fagioli o il suicidio di massa, credo che la soluzione sia implicita nel fatto che uno ha ucciso gli altri quattro. Un conto sono gli enigmi della stanza chiusa con una sola persona dentro (allora se non è suicidio è giallo), ma con cinque persone le soluzioni sono diverse, e tutte riconducibili a uno degli occupanti. Non credo che in un caso del genere un detective si porrebbe mai il dubbio che l'omicidio possa essere stato compiuto da una sesta persona, a fronte della stanza chiusa, appunto! Dovresti lasciare degli elementi che identificano chiaramente l'assassino (o escludono la responsabilità di una delle vittime) ma la vedo dura senza svelare troppo. Il giallo, alla fine, sarebbe incentrato su come incastrare l'assassino e non più sulla sua scoperta. Opinione personale, ovviamente!
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