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carlo alberto

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  1. carlo alberto

    Citare personaggi reali e attuali nel proprio libro

    Grazie, Lucilla, di questa tua valevole esperienza riportata. In effetti, ho sempre pensato che non c'è un'oggettività nell'interpretazione di elementi raccontati, quindi la tutela deve essere a priori del contenuto e a priori anche della possibilità, sempre remota, di far visionare e accettare il testo a interessati. Anche la modalità di cambiare nomi di persone e di luoghi la trovo un palliativo: se il testo è dichiarato autobiografico, senza pseudonimi dell'autore, e se inseririsco dei riferimenti riportanti all'autore (tipo "mia sorella"), ho poco da cambiare nomi: il riportarsi all'effettiva persona è automativo e ineluttabile. La soluzione che ho adottato è l'inserire una nota sulla pubblicazione, del tenore: "Questo racconto è tratto dalla storia vera vissuta dall'autore, interpretata attraverso gli occhi della sua sensibilità, della sua memoria, del suo senso della vita. I riferimenti a fatti e persone, quindi, sono derivati da libere interpretazioni degli accadimenti." Così, mi pare, si pone tutto il racconto non sotto la luce della storia, ché non è questa la valenza del racconto, ma dell'opinione, di cui, spero, c'è ancora libertà. Che ve ne pare?
  2. carlo alberto

    Citare personaggi reali e attuali nel proprio libro

    Mi accingo a pubblicare un racconto autobiografico. Che voglio mantenere autobiografico! perché così ha la sua credibilità. Quindi l'inserimento di note come "riferimenti a persone e luoghi sono puramente casuali" lo trovo un controsenso. D'altra parte non vorrei espormi alla reazione di persone terze raccontate, perfettamente individuabili, ancorché nel racconto cambiate di nome, perché a me referenti - non esco con uno pseudonimo, sarebbe cosa di poco coraggio -. Non c'è alcuna valenza diffamatoria nei racconti portati, ma questa la trovo un'interpretazione soggettiva: il mio 'raccontato' potrebbe avere pretese risarcitorie solo perché si dice che da piccolo era un po' discolo! D'altra parte la richiesta di 'permessi' è impraticabile e farraginosa. Come posso dunque salvarmi, uscendo sì con la pubblicazione identificata nei suoi contenuti autobiografici, con tutti i nessi che questo comporta, ma non esponendomi a una fila di pretese potenzialmente infinita?
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