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Ciuffettina

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  1. Ciuffettina

    Il sacrificio di Isacco

    @libero_s No problem! Basta non nominare Gesù, la Madonna e i santi (almeno spero...)
  2. Ciuffettina

    Il sacrificio di Isacco

    @LoSmarrito Anche la tua versione è divertentissima!
  3. Ciuffettina

    Il sacrificio di Isacco

    @libero_s Spero che basti non nominare mai il Profeta e parlare solo bene di Ishmael Grazie per la recensione!
  4. Ciuffettina

    Il sacrificio di Isacco

    @Luciano-Sc Pollon era il mio cartone animato preferito, insieme a "Carletto, il principedei mostri" e forse quelle atmosfere scanzonate mi sono rimaste nel cuore. Grazie per la recensione!
  5. Ciuffettina

    Il sacrificio di Isacco

    Son felice che ti sia piaciuto. Grazie!
  6. Ciuffettina

    Le sorprese dell'amore 13/30

    Quando Sam si era iscritto alla facoltà di giurisprudenza di Stanford per diventare avvocato, aveva la testa piena di bellissimi sogni sul proprio futuro, ora che ne aveva realizzato una parte, scopriva che la vita reale era un vero schifo. Mangiava poco, digeriva male e dormiva peggio con le notti popolate da Star, dei veri incubi! Era passato ormai un mese e aveva intascato il suo primo stipendio: 4.200 dollari! Avrebbe dovuto esserne felice ma ormai gli sembrava di essere diventato un automa: si alzava, ingurgitava un caffè, poi saltava sul motorino per recarsi al lavoro a fare ri-cerche o a controllare pratiche e se alla fine della giornata Star gli aveva urlato contro soltanto cinque volte gli sembrava un fatto positivo. Aveva cominciato anche lui a fare straordinari e a portarsi a casa il lavoro nella speranza di mettersi in pari ma inutilmente. Aveva il terrore che se non fosse riuscito a stare al passo con gli altri, l’avrebbero licenziato e a quel punto dove avrebbe potuto andare? Non poteva certo tornare da Richard, non dopo che gli aveva sbattuto la porta in faccia. Se ci fossero stati dei testimoni oculari alla loro ultima discussione, tutti avrebbero giurato che era stato l’avvocato a chiudere l’uscio in faccia a Sam, eppure il ragazzo spesso si sentiva come se la porta l’avesse sbattuta lui, in fondo che cosa gli sarebbe costata una telefonata? Avrebbe dimostrato al suo supervisore che si era sbagliato sul conto di Patricia e non si sarebbero lasciati così male. Più di una volta era tentato di prendere il telefono per chiamarlo ma poi cambiava idea: che cosa gli avrebbe potuto dire? Perciò restava lì a ingoiare rospi su rospi. L’ultimo era stato durante una riunione, quando McLeod li aveva informati che era ar-rivata una lettera di elogio per Star da parte di un’importante azienda per un consiglio che aveva fornito loro. «Vedo che ha fatto risparmiare loro qualche milione di dollari» disse McLeod compiaciuto. «Ho soltanto notato un’anomalia nel modo in cui stavano organizzando la loro struttura finanziaria» disse Star scrollando le spalle. A Sam venne un sospetto e domandò: «Non sarà la Petroil Impresit?» «Proprio quella, Collins, perché?» domandò McLeod. «Io avevo trovato l’anomalia e l’avevo fatta notare a Star e lui mi aveva risposto che non aveva bisogno delle mie opinioni!» «Era una cosa talmente evidente che l’avevo già individuata prima che lei me lo dicesse» rispose Star sprezzante. «Signori! Signori!» disse McLeod conciliante. «Per quanto adori della sana competizione, preferirei che rimanesse confinata nelle aule di tribunale contro gli avversari. Ha importanza chi ha scovato per primo l’inghippo? Questa è un’altra vittoria per il nostro studio che, ancora una volta, ha dimostrato di avere i migliori elementi, quindi lasciate da parte i personalismi! Chiaro?» Dannazione! La sua unica occasione di far vedere quanto valeva sprecata per colpa di quel verme! In più Patricia non faceva altro che lamentarsi che lui non aveva più tempo per lei e di non mostrare il dovuto interesse per le riviste Wedding Planet che lei continuava a piazzargli sotto il naso, ma non capiva che lo faceva proprio per permetterle realizzare i suoi sogni? La grande occasione si ripresentò qualche settimana dopo, durante un’altra riunione. «La ditta All for House ha ricevuto un’altra citazione a giudizio» li informò McLeod. «Sempre dalla Barnes o da un altro?» domandò Roman. «Sempre lei.» «Credevo che fossimo riusciti a convincere i suoi avvocati che non avrebbero vinto» disse Ferri perplesso. «Infatti è così, però ora si è fatto avanti un nuovo studio legale e pare agguerrito.» «E chi sarebbero…» Roman esaminò la citazione. «Mai sentiti.» «Non è proprio così…» disse McLeod. «Comunque che cosa vogliamo fare?» «Una transazione di pochi dollari, senza far pubblicità» propose Star. «L’abbiamo già proposta ma non l’hanno accettata. Vogliono andare in tribunale.» «Vogliono la guerra? E guerra sia!» esclamò Ferri. E poi il miracolo. «Collins» disse McLeod, «lei affiancherà gli avvocati Ferri e Roman nel collegio di difesa. È ora che cominci a farsi le ossa in tribunale.» Era troppo bello! Finalmente si erano accorti che lui esisteva! La punta di diamante sarebbe stata, ovviamente, Daniel Roman ma durante l’udienza avrebbe potuto suggerire ai suoi colleghi obiezioni o domande da fare o addirittura porre qualche domanda durante l’interrogatorio. Era la sua grande occasione e non intendeva sprecarla! La querelante, Paula Barnes, aveva denunciato i loro clienti per essere caduta da una delle loro scale a libro e Sam era stato incaricato di fare delle ricerche sulla sua vita privata: se era dedita ad alcol o droghe non c’era da stupirsi se era caduta. Apparente-mente si guadagnava da vivere pulendo gli uffici ma Sam aveva scoperto che pretendeva di essere una veggente e che la gente andava a consultarla: quest’informazione poteva servire per la causa! Se avessero dimostrato che era una ciarlatana… “… difendere il mio cliente, anche se sapessi che è un serial killer, trovare tutti i cavilli, attenuanti, vizi di procedura, qualsiasi cosa per farlo scarcerare, persino screditare i testimoni…” Ma che cosa stava facendo? Non era così che bisognava procedere! Roman era in tribunale per un altro caso, perciò gli toccò bussare alla porta di Ferri, sentì un po’ di trambusto, poi gli venne accordato di entrare. «Signor Ferri, potrei parlarle un attimo?» «Che cosa vuole, Collins? Non vede che sono molto occupato?» gli domandò seccato, mentre la sua assistente si ricomponeva. “Come no, occupato a farti fare la respirazione artificiale da Milly.” Chissà perché la bionda segretaria di Ferri, quando entrava nel suo ufficio, sfoggiava una pettinatura impeccabile e il rossetto a posto e quando ne usciva era sempre un po’… in disordine… «Se la querelante avesse ragione? Intendo dire, se quelle scale fossero davvero difettose? Non dovremmo…?» «Certo che no!» lo interruppe irritato. «Le usiamo anche noi e finora nessuno è caduto. Intende far chiudere un’importante società che paga lo stipendio a migliaia di lavoratori per le farneticazioni di una che potrebbe essere pazza o drogata? Torni al suo lavoro e non mi secchi più con queste stupidaggini!» «Sì, signore» rispose Sam sperando di fare la cosa giusta.
  7. Ciuffettina

    Sono un medico

    Bel racconto con un'ottima capacità d'introspezione del personaggio, quando racconta che si guarda allo specchio e vede quel ragazzino che era che lo guarda disgustato per essere stato tradito, è la parte migliore. E ora veniamo alle correzioni: Non c'è bisogno di specificare che la giornata è sua. Inserirei una virgola dopo "Dottore" visto che è un vocativo. Il termine "sorellina" indica già che è piccola, quindi toglierei "piccola" come pure "gocciolina" "Pronto a iniziare" in questo caso la "d" eufonica non serve. Manca uno spazio dopo la virgola Mi piace molto come scrivi. A rileggerti!
  8. Ciuffettina

    Il sacrificio di Isacco

    Adoro le rompiscatole! E' proprio grazie a loro che posso sperare di migliorare. Eh sì, ammetto di avere un debole per Gabriel... "non Gli hai rifiutato" il "Gli" è voluto: Michael sta parlando di Dio quindi, anche a voce, mette le maiuscole di rispetto. Mi potresti indicare quali sono, così tento di riscriverle meglio? Grazie per gli appunti!
  9. Ciuffettina

    Il Peccato Originale

    Sì, l'idea era di scrivere qualcosa di ironico e in questo momento mi sto esercitando a riscrivere i passi più famosi della Bibbia. Grazie per la correzione!
  10. Ciuffettina

    Racconti brevi in "5 punti": Viaggio in treno

    @Joyopi Ora capisco tutto! Certo che così è difficile scrivere un vero racconto ma penso che i paletti messi contribuiscano a stimolare l'immaginazione.
  11. Ciuffettina

    Il sacrificio di Isacco

    Fra tre giorni ci sarebbe stata la festa del raccolto e Abramo stava controllando i preparativi, per accertarsi che tutto fosse perfetto: aveva già scelto l’ariete che avrebbe immolato in quell’occasione e si stava guardando in giro soddisfatto, quando gli comparve l’arcangelo Gabriel. «Davvero un ottimo lavoro! Sarà una festa fantastica, devo però dirti che, per un’occasione così importante, quell’animale non va bene, devi invece sacrificare Isacco sul monte Moira.» «Che cosa??? Il mio…» balbettò il patriarca. «Sì, proprio quello» lo interruppe l’arcangelo. «Ordini divini» così dicendo sparì. Tre giorni dopo Gabriel era tranquillamente sdraiato su una nuvola, lanciando acini d’uva per aria e riacchiappandoli al volo con la bocca, quando Michael lo afferrò rudemente per un orecchio. «Ahia, Michael! Che ti prende?» strillò Gabriel, costretto ad alzarsi. «Sei andato a dire ad Abramo che doveva sacrificare Isacco?» gli chiese l’arcistratega, mollandolo. «Ma sì, gliel’ho detto tre giorni fa!» rispose, strofinandosi l’orecchio. «E hai specificato che intendevi il suo ariete più bello? Perché sta per sacrificare l’umano Isacco!» «Ma che c’entra il figlio? Non dirmi…» «Sì, invece!» strillò Michael. «Ha creduto che parlassi di lui!» «Oh, per la…» esclamò Gabriel, schiaffandosi una mano sulla faccia. «Io vado a fermarlo e tu va’ a prendere quell’animale e portalo subito sul monte Moira!» Michael non aveva mai volato così veloce in tutta la sua millenaria esistenza e tutto per colpa di quel pasticcione di suo fratello, gli sarebbe costato così tanto spendere due secondi in più e specificare che si parlava di uno stupido animale e non del figlio di Abramo? Per fortuna atterrò giusto in tempo per fermare il patriarca. «Non fare alcun male al ragazzo!» gli disse, ansimando. Abramo lo guardò stranito: «Prima il Signore mi ordina d’immolare mio figlio e poi che non devo farlo? A quale dei due ordini devo dar retta?» Michael spalancò le sue sei ali, color rubino con le punte dorate. «Ora so che temi Dio e non Gli hai rifiutato il tuo unico figlio ma ora slega il ragazzo» gli disse con voce solenne poi si rese invisibile. “Ma dov’è Gabriel?” pensò. Finalmente il suo fratellino arrivò, restando invisibile. «Dov’eri finito?» chiese l’arcistratega. «Prova tu ad acchiappare un montone che non ha alcuna voglia di farsi immolare!» «Non dirmi che non l’hai portato…» «Va bene, non te lo dirò…» replicò Gabriel, vedendo però che Michael cominciava ad alterarsi, si affrettò ad aggiungere: «Certo che sì, si trova impigliato in quel cespuglio laggiù: ero stufo di prendere zoccolate in faccia.» «Non potevi tramortirlo?» «Ho avuto paura di danneggiarlo e renderlo inidoneo al sacrificio.» Quando Abramo vide il suo animale imprigionato, andò a prenderlo e l’offrì in olocausto al posto del figlio. Michael tornò visibile e gli disse: «Siccome non hai rifiutato al Signore il tuo unico figlio, sarai benedetto con ogni benedizione e la tua discendenza sarà molto numerosa, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra.» «Hai avuto un’idea geniale a dire ad Abramo che era stato messo alla prova e ripetergli le stesse benedizioni che aveva già ricevuto» disse Gabriel a Michael, quando tornarono in Paradiso. «Qualcosa dovevo pur dire, per rimediare al pasticcio che tu avevi combinato.» «Mi dispiace molto» disse Gabriel contrito, guardandolo da sotto in su. «Ma pensa al lato positivo.» «E sarebbe?» chiese l’arcistratega. «Abramo ha dimostrato la sua fede in nostro Padre, non rifiutandoGli il figlio, Isacco ha dimostrato il suo coraggio non sottraendosi…» cominciò a elencare Gabriel, contando sulle dita. «E tu hai dimostrato che sei del tutto inadatto a fare il messaggero!» urlò Michael, prese fiato e proseguì, più calmo: «Tuttavia temo che se non lo fai tu, obbligheranno qualcun altro e non vorrei essere io il prescelto, pertanto non ti farò rapporto.» «Grazie, fratellone, sei il migliore!» esclamò Gabriel, assestandogli una manata in mezzo alle ali.
  12. Ciuffettina

    Racconti brevi in "5 punti": Viaggio in treno

    Ti prego di non prendertela ma secondo me è troppo corto e stringato per essere un racconto, lo vedrei meglio nella sezione "Frammenti". La forma è corretta ma un racconto deve avere una trama, descrivere i personaggi, sembra più il canovaccio per scrivere un racconto che una storia vera e propria. Se invece voleva essere una poesia, ottimo lavoro perché ha un buon ritmo che mi ha vagamente ricordato la poesia di Montale "Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale". Insomma forma perfetta, seziona sbagliata. Io inserirei una virgola dopo "il giorno in cui ti ho sposata"
  13. Ciuffettina

    Il Peccato Originale

    @Ljuset Hai perfettamente ragione: ho dato per scontato che tutti sappiano chi sia Lucifer. Il racconto non voleva essere moralistico o filosofico, ho soltanto tentato, inutilmente, di scrivere un racconto comico. Grazie per gli appunti e per i consigli!
  14. Ciuffettina

    Il Peccato Originale

    @Poldo Mi hai beccato! Volevo dare una connotazione comica alla storia senza riuscirci. Grazie per le tue considerazioni.
  15. Ciuffettina

    Macabro bottino

    Molto interessante e a suo modo divertente, provo a immaginare la faccia del ragazzo che apre la sacca e mi vien da ridere. Si capisce che ha avvolto la mano tuttavia cambierei in: Notai la sua mano scorticata, l'aveva avvolta in un fazzoletto di carta per proteggere la ferita. Oppure, Notai la sua mano scorticata, ci aveva avvolto intorno un fazzoletto di carta per proteggere la ferita. "sulle spalle" Siccome cambia l'interlocutore andrei a capo mentre attacchere la frase della ragazza a "continuò:" Se vuoi, faccio una corsa
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