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Palamede2000

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  1. Palamede2000

    cani e gatti uccisi per ucraina 2012

    Ciao, io non sono un animalista, però sono sensibile a certe cose: come non ho problemi a firmare una petizione per il rispetto dei diritti umani nel mondo, così non mi metto problemi se devo segnalare una crudeltà verso gli animali: in UCraina stanno uccidendo cani e gatti randagi, avvelenandoli, bruciandoli vivi in piccoli forni crematori mobili... A mio parere, qualora vi andasse, potreste googolare e cercare una delle numerose petizioni per fermare questa crudeltà: certi problemi possono essere risolti, ma non in modo così crudele... E' vergognoso. Chi avesse voglia di approfondire, basta che vada in rete. Ciao e buona giornata!:-)
  2. Io farei una precisazione. Che TUTTI gli editori non leggano (i manoscritti che gli vengono spediti) è falso. ma che TUTTI gli editori leggano (i manoscritti che gli vengono spediti) è altrettanto falso. Ciao, questa volta, invece, sono d'accordo con te appieno:-) Come dici tu, c'è chi li legge e chi per niente (ovviamente si parla delle sinossi, al 90%, e questo accade anche perché una marea di presuntuosi (quelli che prima di spedire non curano lo scritto a dovere) intasano i canali: se le case editrici non fossero sommerse di robaccia forse non si limiterebbero a giudicare dalla sinossi...). Per questione di conoscenze personali io so che alcune CE non li leggono: cestinano e basta, altre invece lo fanno; direi che il numero delle CE che leggono i manoscritti è più alto di quello che si aspetterebbe un realista come me, ossia un pessimista. Ciao a tutti!
  3. Ma questo non è colpa né delle librerie né dei vip, a mio modo di vedere. Se quei libri vengono creati è perché vendono, e se vendono significa che sono gli italiani a volerli. Il problema della poca cultura non si risolve sostituendo i libri della Clerici con quelli di Eco, perché così facendo si rischia solo di danneggiare economicamente un mondo che già di per sé è in crisi. Se la gente legge poco le case editrici dovranno pur campare di qualcosa. Insomma, se si vuol far sì che la gente legga bisogna cambiare la mentalità, non le vetrine. Che poi chi decide che certe cose debbano essere per forza "il Male"? Io anni fa ho preso due libri di barzellette su Totti. Ho fatto un peccato mortale? Certo, qualcuno potrà pensare che ho buttato via i soldi per una schifezza, ma se io volevo una lettura cazzeggio perché non dovevo prenderla? Non è che se non ci fosse stato Totti avrei preso King, eh. È un ragionamento che non fa una piega. Spesso ci si dimentica che le librerie sono attività commerciali, che devono quindi produrre reddito, non istituti di beneficenza preposti alla diffusione della cultura e sovvenzionati dallo stato o dalle associazioni culturali. E spesso ci si dimentica che gli editori stessi sono attività imprenditoriali, che hanno come scopo primario il guadagno, non la diffusione della cultura. Ciao Jack, come va? Spero tutto ok!;-) In genere sono d'accordo con te, ma questa volta solo parzialmente: non so se tu abbia letto il libro di Aldo Moscatelli "Le invio un manoscritto. Attendo contratto". Se non erro è ancora disponibile su internet in formato pdf. Io la penso come lui: dare dell'imprenditore a un editore equivale a svilire la figura di quest'ultimo. Ovviamente nel libro Moscatelli motiva, a mio parere in modo convincente, la sua posizione: all'inizio la pensavo come te, e anche come Beppe Severgnini nel suo Lezioni semiserie di italiano (citato da qualcuno qualche pagina prima), ma poi mi sono convinto che non è così. Qualora tu non l'avessi letto, ti consiglierei di scaricartelo perché comunque è una lettura divertente. In particolare, ti consiglio di cercare la parola "imprenditore": in questo modo arrivi al punto dove parla del suo modo di vedere la questione. Per carità, può essere che anche dopo aver letto Moscatelli (sempre che tu non l'abbia già fatto:-)) tu rimanga della tua opinione, ma sono convinto che parlare di un editore come di un imprenditore non sia giusto: io la pensavo come te, ma poi mi sono ricreduto, perché penso che mettere la questione in questi termini sia "pericoloso" per la figura dell'editore. Fammi sapere, se hai voglia, cosa ne pensi! Ti ringrazio in anticipo! Ciao e buona serata/giornata!
  4. Palamede2000

    Termini specifici

    http://it.wikipedia.org/wiki/La_Nascita_della_Tragedia Io non li chiamerei regni, ma domini o territori o anche signorie. Regno è legato all'esistenza di un re, un concetto estraneo o quasi alla mentalità greca e dell'Asia Minore. Vista l'area in cui ti muovi e il tipo di problemi linguistici, prova a dare un'occhiata a: Émile Benveniste, Il vocabolario delle istituzioni indoeuropee, Torino, Einaudi, 1981 Ciao e grazie molte della risposta! Ciao e buona giornata a tutti!
  5. Palamede2000

    Termini specifici

    Ciao, mi sa che non sarò di aiuto: erano città stato, giusto? Chiamali Stati?... Poleis? era scritto così, non ricordo! Ma non so se ti posso essere d'aiuto. Ciao!
  6. Palamede2000

    Termini specifici

    Ti dico la mia opinione di lettore, ma ti avverto che non faccio molto testo (a piace imparare parole nuove). Se mi fai capire a poco a poco cosa intendi, per me anche se il termine non lo conosco già non dà fastidio (e io detesto andare a leggere nel dizionario, quindi non ci vado). Per esempio, puoi chiamare il generale strategos: se tutti si inchinano e ubbidiscono, si capirà che è un grado militare alto, e questo da solo renderà affascinante e contestualizzato il testo (ripeto però che è così per me e che a me piacciono particolarmente queste cose). Se vuoi un esempio di come rende l'idea dell'uso di termini alieni, leggi Il castello bianco di Orhan Pamuk (è un libricino molto veloce): il traduttore ha rispettato molti termini ottomani, ed è un maestro nel farlo. mi sono detto la stessa cosa. Anche perchè in un romanzo storico le divinità comparirebbero perchè citate, ma non potrebbero agire in alcun modo. E' un pò complicato da spiegare: io vorrei che il mio mondo vivesse delle caratteristiche di quello greco, ma non solo per le cose più banali (come fanno spesso i fantasy ambientati nel Medioevo). Inoltre non ci sarebbe il concetto di magia in senso stretto, ma un qualcosa di più "spirituale" e legato alla filosofia, nonchè alla mitologia. Insomma, romanzo storico per quel che riguarda i connotati degli abitanti e della loro vita, romanzo fantastico per dare vita, in maniera coerente, a tutte le credenze, le creature e le avventure che i greci descrivevano nei loro miti. Ti tocca leggere Nietzsche, lo sai? Io sono d'accordo che non dovresti inventarti un pantheon, anche perché riuscire a uscire dal pantheon greco è difficile. Ci sono però una serie di distinguo da fare, in primis cosa si intende per "greci": noi indentifichiamo con questo termine una cultura di circa 1300-1500 anni, che ha molto evoluto il suo concetto di divino nel corso dei secoli. E anche a seconda di cosa potesse servirgli: c'è una bella differenza tra il divino in Omero e il divino in Esiodo (che anche questo ti tocca leggere). Detto questo, dovessi farlo io mi affiderei principalmente a Euripide (soprattutto Le Baccanti), perché in Euripide il divino (anche quando c'è) non è mai invasivo ed è sempre messo in discussione. Ciao, scusate l'intromissione, ma in che senso scrivi "Ti tocca leggere Nietzsche? o meglio, che cosa esattamente di Nietzsche? Grazie e scusate l'intrusione! Ciao!
  7. Palamede2000

    Imbarazzo? Vergogna? Timidezza?

    Ciao, vergogna no: ci si deve vergognare se si pensa di aver fatto qualcosa di sbagliato, ma imbarazzo e timidezza direi di sì, in pratica sempre... Sono un timidone ed è sempre difficile, anche perché scrivere è un mettersi a nudo, non ricordo chi lo dicesse. In sostanza, se uno si mette a nudo dell'imbarazzo è probabile che lo si provi. Leggere agli altri è un male necessario, credo: stando attenti a come la gente reagisce si può, in parte, capire se quello che si è scritto funzioni o meno. Con il tempo ci si abitua, almeno suppongo. Ciao!
  8. Palamede2000

    Dead men tell no tales - quando il narratore muore

    Ciao, non so se sia già stato scritto, ma a tal proposito, se ben rammento, mi pare di aver letto che come soluzione è ritenuta ormai banale... Forse, come dici tu, si potrebbe renderla meno banale lavorando sulle motivazioni, ma in generale mi pare che sia considerata una soluzione scontata... Almeno così mi pare. Ciao!
  9. Palamede2000

    Attinenza con la realtà

    Ciao, la mia risposta è generica ed è: dipende. Penso che dipenda dal grado di competenza dei lettori: a seconda del grado di competenza la puoi sparare più o meno grossa, senza perdere credibilità, ma forse quello che ti dico è troppo banale... Io cercherei, di massima, di essere il più aderente possibile al reale: quasi sempre paga essere iperscrupolosi, ma ci sono anche casi in cui non è così necessario, ma a mio avviso sono pochi. Ciao!
  10. Palamede2000

    E se le nuvole coprissero il cielo per mesi?

    Ciao, in Matrix si dice, più o meno: "Sappiamo soltato che il cielo siamo stati noi a oscurarlo". Altre cause? Un'eruzione vulcanica di un vulcano gigantesco, un impatto di un meteorite. Come hanno detto altri l'oscuramento del cielo si è già verificato in passato, causando estinzioni di massa, l'abbassamento della temperatura. Per il resto non saprei. Ciao!
  11. Palamede2000

    qualita' si, qualita' no!

    Ciao, sono d'accordo con te e aggiungerei, se sbaglio correggetemi per favore, che l'Ulisses è anche di più: è una pietra miliare, che non si sposa al massimo con il mio gusto, però contiene un'innovazione, ossia l'uso del flusso di coscienza, anche per tale motivo ha un valore intrinseco; per la prima volta è stata usata questa tecnica, o almeno così a me risulta. Ciao e alla prossima!
  12. Palamede2000

    L'ultimo film che avete visto

    Già fatto : il mio "piccolo" li conosce tutti e sei a memoria -- letteralmente. Credo che per un po' sia stato campione mondiale a questo giochino: StarWars.com | Which Film Is It? http://starwars.com/games/playnow/which_film/ (si tratta di indovinare a quale dei sei film appartiene il fotogramma che viene proposto: sembra facile, all'inizio, ma andando avanti le cose si complicano) Ora, se solo mettesse tutte queste capacità al servizio della scuola... -- Alain Ciao, è divertente! Mi sono fermato a 47/62 quesiti e vi informo che ho raggiunto il rango, il grado di Jedi Master, che vuol dire? E' buono o no?... Fatemi sapere al più presto, sono in trepidante attesa!:-) Scherzi a parte, fatemi sapere, per favore! Ciao!-
  13. Palamede2000

    qualita' si, qualita' no!

    Ciao, il mio tentare di convincerti non voleva essere una gara o una sorta di prepotenza... Mi dispiace se ti è sembrato così!:-) Ovviamente penso di avere ragione, ma rispetto l'opinione altrui!:-) Nel peggiore dei libri mai pubblicati, secondo me, non c'è bellezza, casomai c'è utilità: anche il peggiore dei libri mai pubblicati può essere molto utile, ossia può mostrare come non si debba scrivere. In questo caso si parla di utilità, per me ovviamente. Nell'essere umano, ad esempio, sono considerati più belli quelli con il viso molto simmetrico: è indice di salute. Inoltre, in genere, anche gli individui più alti sono considerati più belli: si allontanano di più dal progenitore scimmia. Ci sono studi, parametri oggettivi. Ovviamente, poi, scatta sempre il gusto personale. In ogni caso, rispetto la tua opinione, ci mancherebbe! Ciao e alla prossima!
  14. Palamede2000

    qualita' si, qualita' no!

    Non sono minimamente d'accordo, mi spiace Gli editori pubblicano ciò che vende, ciò che intrattiene, ciò che piace, e molto spesso ciò che piace non è considerato "oggettivamente bello", come si fa a definire oggettivamente la bellezza e a educare qualcuno ad apprezzarla? Sarebbe come dire che a me non piace il gorgonzola, ma siccome è oggettivamente buono, allora devo mangiarlo anch'io. Se vivessi in una società che mi vuole "educare" in questo modo me la darei subito a gambe "Gli editori pubblicano ciò che vende",è vero, ma non è una scusa. Certamente ci possono essere prodotti di intrattenimento e prodotti più impegnati, su questo sono d'accordo, ma l'editoria, la televisione, i giornali non possono puntare verso il basso, devono sempre puntare verso l'alto. Il bello è oggettivo, ma tu non sei d'accordo. Si dice "non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace": quest'espressione è falsa, perché è bello ciò che è bello, e ciò che piace, spesso, è proprio brutto (basta vedere come va vestita certa gente: scelgono vestiti che non li valorizzano, ma che rendono più evidenti i loro difetti, perché? Non sanno vedersi). Comunque, ho letto dei libri di estetica e mi sono trovato d'accordo. L'autore, ora non mi ricordo il nome, aveva un paio di tesi, dimostrate, interessanti. Ad esempio, prendiamo Sharon Stone e Julia Roberts: sono due bellezze molto diverse, ma tutte e due sono belle donne. Una, la Stone, ha una bellezza più aggressiva e l'altra, la Roberts, ha una bellezza più dolce. Personalmente mi piace più la Stone, ma, come dice anche l'autore del libro, è innegabile che siano entrambe belle donne. Difatti, anche per me la Roberts è una bella donna: se mi interrogo penso che sia bella, però preferisco di gran lunga la Stone. E' il mio gusto personale che mi fa preferire la Stone, però riconosco che la Roberts sia comunque bella; insomma la Stone è vicina al mio gusto ed è per questo che mi piace, la Roberts non mi piace, ma è comunque bella, riesco ad ammetterlo. Gusto personale e bellezza sono diversi. Nel libro l'autore dimostrava anche che una donna bella oggi sarebbe stata considerata bella anche cento, duecento, trecento anni fa: ossia la bellezza è una costante. Seguendo i ragionamenti del docente di estetica, di cui mi sfugge il nome (e il libro non l'ho in casa), mi sono trovato d'accordo. Prendi il David di Michelangelo, io sono uomo ed eterosessuale: è innegabilmente bello, diresti forse il contrario? Chi direbbe il contrario? Supponiamo che io sia come Picasso, ossia che abbia una passione per l'arte africana: probabilmente il mio gusto farà si che io apprezzi di più l'essenzialità delle sculture africane, tuttavia saprò anche che il David di Michelangelo è oggettivamente bello, anche se non si sposa con i miei gusti personali. Dunque, una cosa è il gusto personale, un'altra è la bellezza e la capacità di riconoscerla. Non so se ti ho convinta, però io la penso così. Io non dico che non ci sia libertà di comprare titoli stranieri, io penso, e sono convintissimo di ciò, che le CE dovrebbero proporre molti meno titoli stranieri: io parlo e scrivo il francese, parlo e scrivo l'inglese, vedo film in inglese e francese (c'è tanta gente come me, ovviamente), il punto, però, è che non sopporto l'esterofilia gratuita: ad esempio, è solo un esempio, l'uso di termini stranieri quando abbiamo l'equivalente in italiano... Insomma, per me: pochi libri di gente dello spettacolo, meno libri stranieri, più libri di scrittori esordienti italiani! Ciao a tutti!
  15. Palamede2000

    Il talento.

    Ciao, Secondo me per diventare degli scrittori più che discreti, anche buoni, "basta" lavorare di brutto e avere molta disciplina: bisogna lavorare come matti e avere una volontà di ferro. Per diventare grandi scrittori?... Bisogna lavorare come matti e avere un talento sopra la media. Per diventare immortali? Lavorare come matti ed essere un genio, cosa rara. Può essere che mi sbagli, ma secondo me è così. Mi pare di aver scritto: "Lavorare come matti", vero?:-) Ciao a tutti!
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