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meryj

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  1. meryj

    Come evitare una violenza di gruppo.

    Già, io avevo pensato che l'amica della protagonista avesse deciso di aiutare lo stalker in cambio dell'oscuramento della parte di video in cui c'è lei. La protagonista lo viene a sapere e, sentendosi tradita, decide di vendicarsi come ti ho scritto. Però tutto questo, secondo me, sarebbe interessante rivelarlo alla fine, quando confessa allo stalker tutto quello che ha fatto. Penso che sarebbe un bel colpo di scena far passare la vittima per il carnefice. Che ne dici?
  2. meryj

    Come evitare una violenza di gruppo.

    Io farei così: la ragazza, in un video strappalacrime, decide di suicidarsi annegando nel fiume, accusando i tre tizi. Il video, diventato virale, crea rancore nella gente verso i tre ragazzi che, decidono in maniera diversa, chi di scappare, chi di uccidersi. Intanto viene ripescato il corpo martoriato e senza testa della ragazza. Alla fine lo stalker, che ha deciso di scappare, ha un faccia a faccia con la protagonista. Dopo avergli lasciato un messaggio col cellulare della complice (l'amica della protagonista) che non sentiva da parecchio tempo, all'appuntamento, lei lo tramortisce alle spalle, e dopo averlo legato a un albero nel bosco, gli spiega come ha fatto a inscenare il finto suicidio e l'omicido dell'amica. Il tizio cerca di chiedere aiuto e allora lei lo finisce a sprangate. Non contenta gli da fuoco e scappa via facendo perdere le sue tracce.
  3. meryj

    Acquisto dei libri di piccoli editori

    Io avevo cercato di leggere e recensire libri di altri autori esordienti come me (o editi da piccole ce) con uno scambio di recensioni reciproca. Ho avuto pochi riscontri e dire che era (anzi è) un'ottima iniziativa e invece niente. Poi leggo spesso di autori che si piangono addosso perché nessuno li legge... Non so che pensare a questo punto.
  4. Ci ho provato ma non fa per me. Se comincio a cercare di capire frasi, parole che non capisco alla fine vado a intuito e, spesso, capisco finestra per minestra per poi scoprire, magari pagine dopo, che il senso delle frasi non era quello. ps: la serie Gomorra non la guardo e non la guarderò mai (gusti personali). Camilleri e co. non li leggo per la motivazione scritta sopra. (fine OT)
  5. Provo a spiegartelo: perché non si capisce niente. Io non leggo libri con dialoghi in dialetto o scritti totalmente in dialetto perché non comprendo quel dialetto, semplice. Io sono veneta e leggo ben volentieri libri nel mio dialetto ma quelli con dialetti del sud, o con dialetto sardo o friuliano per me sono incomprensibili. Questi libri diventano in automatico libri di nicchia. Punto. Non capisco poi perché bisogna sempre eticchettare le recensioni cattive con lettori hacker, boh! Ognuno ha le sue idee, se a qualcuno non piace il libro perché non dovrebbe scriverlo? Io invece storco un po' il naso con le recensioni a cinque stelle con commenti super positivi, ho sempre l'impressione che siano scritte solo per far salire il range del libro. Comunque, per tornare alla domanda del titolo, io mi autopubblico per mettermi in gioco e poi perché ho alcuni progetti legati ai libri che ho su amazon e che non potrei portare avanti se avessi ceduto i diritti a un editore.
  6. meryj

    Fantasy

    Io non leggo fantasy perché i protagonisti son sempre i "migliori", gli eroi belli e bravi (o brutti e cattivi) che vincono sempre. Chissà perché son sempre loro i predestinati, che trovano le soluzioni a tutti i problemi e così via. (In verità è lo stesso motivo per cui non leggo i libri di avventura di Wilbur Smith...) In sostanza la maggioranza dei libri fantasy sono scontati e banalotti. (opinione mia eh!)
  7. meryj

    I piccoli editori sono ignoranti (?)

    "Basta passeggiare per le vie delle fiere italiane, quello che viene fuori è l’approssimazione." Ah già le fiere del libro... Un grande parametro per gli addetti ai lavori ma per i lettori comuni che non ci sono mai andati? Io scelgo i libri o in libreria oppure tramite il web. L'articolista non si è mai posto il punto focale della questione: i libri dei piccoli editori non arrivano in libreria, o sono molto pochi, e quindi sono presenti solo sul web. Ho dato una spulciata veloce ai siti di alcune piccole ce (tramite la lista qui sul wd) e sono arrivata a queste conclusioni: - troppi libri; - schede dei libri in vendita senza possibilità di sfogliare l'incipit; - prezzi alti e spesso nessuna promozione; - recensioni (se presenti) sempre positive e mai qualche piccola sbavatura (libro perfetto, emozionante e via discorrendo) e quindi qualche piccolo dubbio sulla loro veridicità mi sorge sempre. Più che una "scuola" queste ce dovrebbero fare un corso intensivo di marketing online e, magari, trovare nuove idee innovative per farsi notare sul web. Che poi ci siano ce che lavorano in modo approssimativo questo lo decidono i lettori: vada per un libro dal contenuto pessimo e impaginato peggio (ci può anche stare di beccarne uno) ma se son tutti così... la ce non campa.
  8. meryj

    Iniziativa "Scambio libri"

    Specifico che accetto anche ebook ma solo di autori esordienti e che l'email di contatto e l'indirizzo di posta non verranno mai divulgate a terzi né usati per marketing/spam. ps: alcuni libri sono già stati prenotati. Grazie a chi vorrà partecipare.
  9. meryj

    Iniziativa "Scambio libri"

    Salve a tutti, avevo proposto parecchio tempo fa qui sul WD una sorta di "baratto" del libro esordiente ma, a parte qualche risposta affermativa, non ha avuto riscontri. Ho deciso di riproporlo sul mio blog. Per chi fosse interessato a scambiare il proprio libro a questa pagina le istruzioni e la lista dei libri disponibili. Grazie a chi vorrà partecipare.
  10. meryj

    Curiosità di vendite

    Io ho autopubblicato due libri: un romanzo di formazione e uno fantascientifico. Di entrambi ho fatto pubblicità solo sul mio blog e devo dire che finché sono disponibili gratuitamente vanno bene (anche 200 download al giorno), una volta a pagamento le vendite calano drasticamente. Sono arrivata alla conclusione che le persone, se un ebook è gratuito, scaricano e leggono, se invece è a pagamento tanti saluti.
  11. meryj

    Pseudo case editrici

    Sono sincera: preferisco gli editori che spiegano che cosa cercano piuttosto di una semplice pagina web in cui si indica solo l'email a cui inviare il testo. Almeno si scarta a priori certe ce che non rientrano nei propri canoni. In fondo anche gli scrittori possono e devono scegliere per il meglio, non solo gli editori.
  12. meryj

    La Scuola Holden di Baricco

    Hai perfettamente ragione però il mio pensiero era focalizzato più sui costi/benefici. Quando esci dalla scuola Holden si ha qualche tipo di qualifica? Si è editor, giornalista? (scrittore no perché non esiste un attestato in quel senso). Si ha la possibilità e i requisiti per fare l'esame di stato abilitante? Ecco, l'università ti dà qualche certezza in più e costa meno.
  13. meryj

    La Scuola Holden di Baricco

    Non sono d'accordo. I corsi universitari hanno esami da superare, stage formativi e inserimento nel mondo del lavoro. Questa scuola può insegnare molte cose ma non c'è alcuna certezza sul futuro lavorativo. Comunque il mio non è livore, figurati, ognuno fa quello che gli pare però mi sembra tanto un modo per vendere illusioni. Ps: se fossi una studentessa della Holden, vedere in libreria i libri dei vari youtubers, vips e gente pseudo famosa, mentre io ho speso tempo e denaro per migliorare il mio romanzo senza magari trovare uno straccio di ce, beh sarei alquanto incavolata. (altro che livore )
  14. meryj

    La Scuola Holden di Baricco

    Per curiosità ho spulciato il sito di questa scuola di scrittura e, francamente, è una scuola per chi vuole sprecare spendere un sacco di soldi. Alla fine del biennio si ha questo "Openings Doors" cioè un evento in cui i diplomati espongono i loro progetti ai professionisti del mestiere. Ovviamente non c'è alcuna certezza di avere contatti o collaborazioni future quindi tutto sto lavoro è un po' un salto nel vuoto.
  15. Mi irritano i saccenti, chi scrive come un telegramma e chi usa l'ironia per offendere gli altri e poi se la prende quando qualcuno glielo fa notare.
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