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Johnny P

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Johnny P ha vinto il 31 dicembre 2015

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Reputazione Forum

189 Strepitoso

Su Johnny P

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  • Compleanno 21/07/1998

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  1. Johnny P

    Blackout poetry 1 - Off topic

    Ho sentito distintamente la disapprovazione di @Anglares per il mio ritardo, scusate . Volevo fare comunque i complimenti agli autori dei racconti, tutti davvero molto belli e ben scritti, c'era tanto materiale da mandarmi in crisi. Alla fine ho scelto quello di Cerusico, perché beh, Alessandro è il mio nome .
  2. Johnny P

    Blackout poetry 1 - topic ufficiale

    Scusate se ho fatto qualche minuto di ritardo. Traccia 1.
  3. Johnny P

    [BP1] Alessandro

    commento Alessandro Conserva della notte il figlio seppellito per ingannare il resto per il resto del tempo Alessandro non piange, del sonno desidera forse uno scricchiolio, un respiro pesante, del suo volto scavato gli occhi che si incurvano Alessandro sorride, l'attimo del Disastro esultava sul podio
  4. Johnny P

    Solido liquido gassoso

    Ciao @Elisa Audino, ti lascio un commento. Di questo incipt mi piacciono innanzitutto due cose: la semplicità e la forza. Da un lato, infatti, utilizzi parole molto semplici, eppure le hai combinate fra loro in modo da rimanere impresse. Lo stato di abbandono, così personalizzato ed interiorizzato, l'ho percepito come qualcosa di sia fisico che spirituale. Lo stato d'abbandono potrebbe in realtà riferirsi proprio a quello spirituale, che però è condotto e causato da quello fisico. Nei versi successivi, difatti, illustri il valore delle apparenze, tanto richieste al corpo femminile, mentre invece l'anima vorrebbe qualcosa di più puro. C'è una distanza fra l'aspetto esteriore, evidentemente imposto dalla società, e quello che si è interiormente, e questa distanza è evidenziata e genera quello stato d'abbandono. Bellissimi i versi finali, mi piace molto l'utilizzo della freccia e l'accostamento delle azioni tipiche poste in essere da una donna per apparire in pubblico con quella che poi è effettivamente una critica alla società in cui viviamo, e che proprio attraverso l'ostentazione della figura femminile denuda la sua essenza fatta di ologrammi appariscenti, di un vuoto di contenuto che trasuda il malessere delle persone che abitano un corpo ma non un'anima. Particolare è l'effetto visivo che riesci a dare attraverso le frecce e le parentesi quadre, quasi fosse una funzione matematica. Molto bello, molto piaciuta. Un saluto, Johnny P.
  5. Johnny P

    Blackout poetry 1 - Off topic

    Comunque le vostre regole fanno a cazzotti con il mio DOC ve lo dico.
  6. Johnny P

    Blackout poetry 1 - Off topic

    E mi ero perso l'aggiornamento. Questo cambia tutto... Vabbè dai, che ho l'insonnia tanto
  7. Johnny P

    Aporia

    Ciao @Gianfranco P, mio vecchio parente disperso. Ho letto con molto piacere la tua interpretazione, davvero bella dico la verità. È senz'altro diversa dalla mie intenzioni che, a dire il vero, non ricordo neppure più quali fossero. A rileggere i versi delle mie poesie mi viene sempre da chiedere se davvero sia stato io a scriverli o se, più probabilmente, la nostra mano, quella di tutti noi scribacchini, sia stata guidata dagli occhi di tutti quei futuri lettori. Ad ogni modo, non posso fare altro che ringraziarti per il tempo e l'attenzione che hai dedicato a questa poesia, cui tengo molto. Un saluto, Johnny P.
  8. Johnny P

    Blackout poetry 1 - Off topic

    Sapevo e mi sto preparando per ritagliarmi un po' di tempo in questa vitaccia e partecipare. Ho già scelto il libro. Seguo il forum, questo mio piccolo spazio di passione, anche se sono poco attivo. E cerco di leggervi quanto più posso. A breve pubblicherò anche un racconto dopo quanto? Una vita e mezzo probabilmente. E ancora sto lavorando alla poesia dello scorso contest (sono terribile lo so). Vabbè, "ritorneremo prima o dopo", è una promessa. Un saluto, Johnny P.
  9. Johnny P

    Lampi di Poesia 12 - Off topic

    Cara @Sira, giuro che ci ho provato, 3 strofe su 5 prima di essere brutalmente interrotto dall'arrivo di sgraditi parenti... Un saluto.
  10. Johnny P

    Processioni

    @@Monica grazie per essere passata e per i graditissimi consigli. Per via del virus, come viene detto dopo. Volevo segnalare comunque il diverso background dei due personaggi attraverso il loro modo di parlare. Alessandro sicuramente ha studiato di più rispetto a Spazzola che parla praticamente solo in dialetto, però dall'altro lato non volevo che la distanza comunicativa fra i due amici fosse eccessiva, e siccome il racconto è narrato in prima persona, il registro più popolano. Hai ragione, provvederò. @Gianfranco P grazie anche a te per essere passato da queste parti e per i tuoi consigli, li seguirò. E pensi bene, c'era. Hai ragione . Grazie di nuovo per essere passati, e scusate per la tarda risposta. Come vi dicevo, correggerò il racconto grazie ai vostri consigli e osservazioni. Un saluto, Johnny P.
  11. Johnny P

    Processioni

    Grazie a te @L@ur@. Hai ragione, in prosa scrivo poco, è che sono lento. Di nuovo, grazie per aver letto. Un saluto, Johnny P.
  12. Johnny P

    Processioni

    commento PROCESSIONI Era estate e salivo l’erta che portava al costone lasciandomi dietro la Maielletta ad ogni passo. Avevo comprato una piccola casetta lassù, perché mi piaceva stare un poco distante dal paese, e poi perché si vedeva il mare da un lato e la montagna dall’altro. Il sole del tardo pomeriggio batteva fiacco i crochi e la bassa sterpaglia, allungando l’ombra delle canne che il vecchio Tonino usava per sostenere i pomodori nel suo orticello. Il contadino non l’aveva ancora finito di recintare con la rete; quel lavoro non lo faceva per tenere lontano i cinghiali, che di bestie selvatiche non se ne vedevano da tempo, ma lo faceva per i ragazzini del paese. Questi salivano sulla collinetta per giocare a pallone ma, siccome il terreno era scomodo e in salita, la palla finiva sempre nell’orto di Tonino; per recuperarla pestavano mezzo mondo e il vecchio li bestemmiava dal balcone, urlando come un disperato che li avrebbe ammazzati un giorno o l’altro. Sull’uscio di casa salutai la moglie di Tonino, ed ella mi ricambiò con affetto, chiedendomi se volevo entrare per bere qualcosa, che faceva caldo e bisognava bere un sacco, o così diceva la televisione. La ringraziai ma le dissi che non si poteva – già per andare al negozietto a comprare delle uova avevo avuto problemi. C’erano solo volti e nomi noti in quel paese, eravamo tutti imparentati con la solitudine dal mondo di là. Per farsi riconoscere, a San Terno, bastava dire chi tuo padre fosse o il mestiere suo, che subito eri qualcuno e una storia: ti ricordavano bambino e “alto così”, ti chiedevano delle ragazze, dei tuoi genitori, dei tuoi vecchi. Certi parlavano un dialetto così stretto da capirsi a malapena, eppure avresti potuto giurare che anche loro conservano ricordi tuoi, ricordi che non sapevi di avere. Quella era anche la notte di Sant’Andrea, quando le barche lasciavano il porto per veleggiare in processione fra le onde, col vescovo che guidava la carovana di piccoli pescherecci a motore e vele gualcite. Quella volta, però, non c’erano barche, non c’erano vescovi. C’era il virus, e a modo suo ci offriva una processione vuota di idee, di barche che sarebbero volute salpare. Spazzola violò il coprifuoco per venirmi a trovare. Non ho mai capito se lo chiamassero così per la capigliatura o per il padre netturbino, né se lui, per questo, ci soffrisse; dopo un po’ la gente si prende il nome che gli danno. Pure sua moglie lo chiamava Spazzola. “Spazzulì”, in realtà, e non credo che lo amasse davvero. Forse gli voleva un po’ bene, o forse gli faceva compassione. Lui non l’amava di certo: Spazzola odiava tutti; tanto che quel virus doveva parergli un dono divino, una ricompensa per tutta la sofferenza patita. Bussò alla mia porta che era già alticcio. Non chiese permesso ed entrò sbraitando e imprecando contro la Vergine, agitando le nocche insanguinate a destra e a manca. In giro si diceva che avesse iniziato a picchiare la moglie. Ma erano solo voci cattive, che Spazzola odiava tutti e non faceva male a nessuno. “Spazzulì, che t’è successo?” gli chiesi, porgendogli una birra. “È incinta, mannaggia a me e il giorno che so’ venuto al mondo” fece lui strappandomi la bottiglia dalle mani e uscendo sulla veranda che dava sul costone. Lì, anche d’estate, tirava un vento freddo che parlava di terre lontane e di mari in tempesta; di questi, aveva anche l’odore. “Spazzulì vieni dentro su, fa lu fredd allòche” “None Alessà, mi denga murì! Sci’ccis a me” rispose lui sedendosi su una delle due sedie in alluminio che tenevo fuori. Mi rassegnai, presi la felpa leggera e andai a sedermi accanto a lui. “Ma non sei contento? Coi soldi stai apposto no? Tatone Fiorì t’ha lasciato un casolare, tu lavori, Gianna lavora…” “None Alessà, non so i soldi. È ‘stu uaglione lu problem… Ni li vuje”. “Vabbè, già che sei così sicuro che il bambino è tuo è positivo” risposi io scherzando. Ma negli occhi di Spazzola si accese una luce piena di speranza. “Pecché? Dici che magari non è mio?” chiese a me sorridendo. “E come fa a non essere tuo Spazzulì, è ‘na mesata che stiamo chiusi a casa. Ma perché, ti farebbe piacere il contrario? Vuoi lasciare a Gianna?”. “None Alessà -fece lui di nuovo scuro in volto- a lei le voglio bene, e ‘stu uaglione li cambess ugual. Ma ni li vuje nu disgraziat, uno gni lu nom’ me... Mitt’ che mi somiglia Alessà, mitt’ che fa la fine mia. No, no, n’altro così al mondo non ce lo voglio”. Mi girai verso Spazzola con gli occhi lucidi, gli strappai di mano la birra e ne feci un sorso. Lui prese dal pacchetto di Marlboro due sigarette. “Auguri comunque -gli dissi- è il tuo onomastico”. Spazzola rispose facendomi un cenno col capo mentre si accendeva la cicca. Poi mi prestò l’accendino. Nel fumo s’intravedevano carovane di luci sul mare, in processione.
  13. Johnny P

    [MI 123] La fotocopia

    Ciao @Poeta Zaza ho trovato il tuo racconto divertente e ben scritto. Molto fluido alla lettura e, secondo me, oltre ad essere divertente ci si può leggere anche altro. Però vado con ordine. Dopo "Dileguati" metterei un punto piuttosto che i due punti. Io scriverei: "Spirito poetico, diceva di vederla come una ventata d'aria fresca: Valerio ama il tennis, la moglie e i suoi sei figli" ecc. Io scriverei: "Ma, anche se la esasperava quell'atteggiamento comune a molti uomini, quel testardo e paternalistico eccesso di sicurezza su argomenti che non potevano conoscere, era bello lavorarci insieme". Mi sembra suoni meglio, però fai tu ovviamente. dopo "donna di mezza età" toglierei la virgola e metterei i due punti. Il finale è dannatamente perfetto. Ho riso di gusto. Come ti dicevo, il racconto mi è piaciuto davvero molto e l'ho trovato divertente e mai esagerato. Poi mi sono trovato anche a riflettere sull'atteggiamento tanto di Mario che del suo ex collega. Ma mentre in Mario ci ho visto un casanova disperato e inappropriato, ma tutto sommato mosso da un sentimento autentico e sincero. In quello di Valerio, invece, un atteggiamento di superiorità abbastanza fastidioso. Poi sei stata molto brava a darmi un'idea di quest'ultimo, e decisamente non è buona, sopratutto con la storia dei figli. Quindi tutto sommato ho preferito il vecchio disperato Mario, bistrattato dalla collega ma davvero innamorato. Anche il personaggio della dirigente è interessante a modo suo, e l'hai tratteggiata in maniera sufficiente a farmi ridere per il suo atteggiamento. Mi chiedo ancora, cosa ci fosse dietro quell'isterica risata nel finale... A rileggerti presto. Un saluto, Johnny P.
  14. Johnny P

    [MI 123] La fotocopia

    Ciao @Poeta Zaza, ho trovato il tuo racconto divertente e ben scritto. Molto fluido alla lettura e, secondo me, oltre ad essere divertente ci si può leggere anche altro. Però vado con ordine.
  15. Johnny P

    Parc Turò

    Ciao @Gianfranco P, dobbiamo essere in qualche modo imparentati vedo . Molto carina la tua descrizione di questo giardinetto costellato di ingombranti personalità, con le loro anime a soggiornare e passeggiare. Con un linguaggio molto semplice e una musicalità appena accennata (ma ricercata), esprimi quella che è essenzialmente l'emozione di un attimo, come il trasporto in qualcosa di ulteriore. Non sono mai stato in Spagna, ma qualcosa del tuo viaggio (anche metaforico) l'ho sentito anch'io. Piaciuta. Un saluto, Johnny P.
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