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Johnny P

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Johnny P ha vinto il 31 dicembre 2015

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166 Strepitoso

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  • Compleanno 21/07/1998

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  1. Johnny P

    Lampi di Poesia 6 - Topic ufficiale

    Grazie a tutti, devo dire che proprio non me l'aspettavo . Fa piacere vedere come, rispetto al mio arrivo sul WD 4 anni fa (inizio a sentirmi vecchio), ci sia molta più attenzione e molti più contest dedicati alla poesia. Questo ha portato ad un deciso innalzamento del livello medio dei componimenti (basta fare un giro in officina per accorgersene). Credo sia un autentico valore aggiunto per il forum, ed in generale per la comunità di narratori e poeti italiani. È importante non lasciar morire queste due forme d'arte, anche se è sempre più difficile vivere di scrittura. Anzi, potremmo fare di necessità virtù, perché così è la passione ad animare poeti e i narratori, che grazie alla conoscenza dei settori in cui sono impiegati, o di cui sono appassionati, immettono temi nuovi o rinnovano la poesia e la narrativa, grazie cioè ad un punto di vita nuovo e diverso. Ovviamente, nell'augurio che anche il grande pubblico ritrovi interesse e riconoscimento per il ruolo degli autori e della scrittura. In questo contesto moderno, "luoghi" moderni come il WD possono diventare focolai importanti. Impegni permettendo, cercherò di finire il mio giro di commenti in un tempo ragionevole, ma già da ora ringrazio tutti i miei compagni di avventura (se così si può dire), li ringrazio per la stima di cui mi hanno investito, e li ringrazio per le parole che hanno lasciato nelle loro poesie. Infine, un ringraziamento speciale lo rivolgo ad @Anglares, che ha organizzato tutto e che mi ha permesso di tornare a partecipare ad un contest del WD. Un saluto, Johnny P.
  2. Johnny P

    [LP 6] Anime Salve

    Ciao @Elisa Audino, grazie per il commento. In effetti è proprio l'idea del passeggio che volevo rendere. Una camminata che, come dici tu, si svolge con franchezza perché fatta col sennò del poi. Fra la paura di amare, di non essere abbastanza e la liberazione da quest'ultima. Grazie ancora per essere passata da queste parti. Caro @Roberto Ballardini, hai colto perfettamente nel segno. Come dicevo anche ad @Elisa Audino, la poesia è un po' un percorso (che dura tutt'ora, nella realtà quanto meno) e come hai sottolineato l'immagine finale è la massima liberazione che si esplica attraverso quello che hai descritto anche tu. L'amore di un bambino che ti amava infinitamente senza limitazioni nonostante l'uomo che è diventato sia limitato da quel cuore fatto di ipotesi. Il superamento della paura sta proprio nel semplice fatto di volerla superare, perché dentro l'uomo di oggi c'è ancora il bambino di ieri, che custodisce proprio quello che non ha e non può dare. È la volontà ad espandere quell'amore. Perdonate lo sproloquio, tenevo a sottolineare l'aderenza alla traccia del contest. @Ippolita2018 che dirti, analisi impeccabile. Sono molto contento che ti sia arrivata così chiara la poesia, dico sul serio. Per me è molto importante riuscire a comunicare quando scrivo. Il ritorno è comunque un fatto meno notevole dell'accoglienza. Grazie. Ahimè hai molta ragione cara @Talia, tanto più che di incertezza e rischi è fatto sicuramente il mio futuro (o quanto meno la loro stima). È da un po' di anni che mi rendo conto di non aver mai veramente scelto niente per una vera ragione, ma ho più che altro fatto esercizio nel giustificare le mie scelte. In me troverai sempre un cinico disadattato che, inspiegabilmente a dire il vero, è anche uno strenuo ed inguaribile romantico. Sono molto felice che ti sia piaciuta la mia poesia, a rileggerti/ci presto. Grazie ancora. Ciao @INTES MK-69 (curioso nickname, a cosa è dovuto?). Non sei il solo ad avergli dato quell'interpretazione, anzi. E devo dire che mi piace. Poi ovviamente non ci sono interpretazioni giuste o sbagliate (affrontai questo discorso nei commenti ad una mia poesia recentemente pubblicata in officina). È voluto. Così come il freddo viene "ascoltato" (ipallage), accarezza il viso. Volevo rendere l'idea che i due quasi si smaterializzessero. Spero ti sia piaciuta la mia poesia, sono felice che tu sia passato sa queste parti. Grazie ancora. A tutti voi rivolgo ancora un ringraziamento sentitissimo per la gentilezza e le belle parole che mi avete lasciato. Un saluto, Johnny P.
  3. Johnny P

    [LP 6] Sapessi!

    Ciao @Vincenzo Iennaco la tua è una delle poesie che, stilisticamente parlando, è fra le più diverse di questo contest. Un Bukowski ripulito oserei dire. Mi piace questo modo di condurre il discorso per paradossi, un po' divertenti un po' inquietanti. Alcuni nel senso letterale del termine, come nella prima strofa. In altre parti della poesia, dietro le paure più semplici ho letto un fondo di malessere che mi impediva di prenderla troppo sul leggero. Nel finale, infatti, il protagonista mostra la sua paura più grande, la paura della vita, ed è la paura stessa a definire quest'ultima. Inquietante, questa volta da un punto di vista metafisico. Piacevole da leggere, sottilmente disturbante, un'ottima prova. Complimenti. Un saluto, Johnny P.
  4. Johnny P

    [ LP 6] Mi terrorizza

    Ciao @INTES MK-69 testo molto interessante ed evidentemente sentito. Hai reso benissimo il senso di impotenza di fronte ad una natura che indistintamente si porta via quanto abbiamo di più caro, quella forza che ci ricorda siamo solo inquilini temporanei di un complesso molto più ampio di noi, molto più ampio di un singolo. In tal senso, la posizione dell'uno, del soggetto singolo si smembra e rimane nella sua piccolezza ad affrontare la sua condizione. È la paura di essere da soli in una stanza enorme, gigantesca e vuota. Molto ben resa. Ti lascio solo due consigli, per asciugare la poesia e renderla più di impatto, che è il suo scopo: in questo caso l'aggettivo non aggiunge nulla, inoltre credo che la lettura della poesia risulti più scorrevole; qui ti propongo la personificazione del cielo, in modo da dare un protagonista nascosto al componimento, che d'altronde "piange". La virgola dopo destino aggiunge una pausa che credo giovi al ritmo di un finale. Le due eliminazioni proposte seguono la stessa logica di quella sopra. Ovviamente si tratta di pareri personali, non di errori, quindi puoi farne quello che vuoi come è giusto che sia. Spero comunque ti siano di aiuto. Un saluto, Johnny P.
  5. Johnny P

    [LP 6] Vegliardo.

    Ciao @Eleuterio. Inizialmente ho fatto difficoltà a leggere la poesia. Intanto perché gli endecasillabi non seguendo uno schema ritmico preciso, accentuavano i continui enjambement e il lessico diciamo poco colloquiale. Anche i settenari finali, che dovrebbero essere versi più sciolti, paiono più lunghi di quel che sono con la stessa tecnica di prima. Dopo la seconda lettura sono riuscito a concentrarmi sul testo e ho inquadrato nel senso che hai voluto dare allo stesso con le scelte stilistiche. Essenzialmente la paura della morte viene affrontata in modo abbastanza disturbato, con immagini che suggeriscono il profano, un'intima violazione di sé stessi. Ci sono un po' tutti i temi che ricollego alla morte, la ricerca di sé stessi, il giudizio e il giudicato. Molte espressioni sono abbastanza difficili da interpretare ma credo che nell'ottica della poesia vada bene così, lasciano un po' di mistero. Buona prova. Un saluto, Johnny P.
  6. Johnny P

    [LP6] L'adolescenza di un vampiro

    Ciao @Roberto Ballardini ti lascio un commento. Apertura sanguinolenta. Un'immagine molto forte ci mostra la fragilità di donarsi; ho interpretato i "lupi di luna" come lupi mannari e quindi come delle persone che infine si rivelano mostri inaspettati. Potrebbe anche essere il cambiamento stesso a spaventare, la metamorfosi. Confermi la tua passione e la tua cura per la resa grafica della poesia. Di nuovo assistiamo a questo eccidio che pure trascende la sfera fisica e sembra attingere a quella spirituale, sebbene lo strazio della carne sembri meno traumatico dell'ineluttabilità del rito. Battono cosa? Le lancette? Infine, morto quel che ne restava, osserviamo il protagonista della poesia che galleggia in un mondo oscuro, fatto di giuramenti e tradimenti. Continuo a non propendere né per il cambiamento, né per la violenza altrui. Rimane dunque quel senso di turbamento indefinito che hai saputo trasmettere, d'altronde era questo lo scopo del contest, la Paura è molto personale, l'emozione che provoca no. Un saluto, Johnny P.
  7. Johnny P

    [LP 6] Io sarò

    @Sira ciao, è un vero piacere tornare a leggerti, le tue poesie essenziali attingono sempre a qualcosa di istintivo e profondo. Nella prima parte del componimento viene presentata una sorta di senso di onnipotente liberazione. Il protagonista della poesia supera i confini critici e quasi sembra riuscire a sfidare la natura. Nonostante questa forza, "Scivola lieve", si abbandona, ed è probabilmente in tale ultimo gesto la massima espressione, l'ascensione potremmo dire, del soggetto che sembra preludere all'autoconsapevolezza piena di sé. Mi piacerebbe sapere a cosa ti riferivi quando hai parlato del "tuo immenso". Nella seconda parte, infatti, il protagonista giunge ad una liberazione, una livello superiore di sé stesso che, attraverso la metafora marina (la quale in effetti suggerisce un senso di calma e sterminata maestosità), proprio sul finale giunge alla sua definizione. Se ho ben interpretato ti lascio lo spunto di riflessione che tu stessa mi hai suggerito con il tuo componimento: siamo definiti da ciò che non siamo, dagli ostacoli che superiamo, oppure siamo qualcuno al di là di tutto? Come dire, esistiamo a prescindere dal contesto? Un saluto, Johnny P.
  8. Johnny P

    Lampi di Poesia 6 - Topic ufficiale

    L'ho impostata come un percorso fra le tracce 1 e 3. Felice di aver partecipato.
  9. Johnny P

    [LP 6] Anime Salve

    commento Tracce 1 e 3 Anime Salve (a C. che mi ha teso la mano) Giurami l’incertezza e il rimpianto, giurami frasi vuote e notti stanche, perché solo questo so promettere; non ho che un cuore fatto di ipotesi, di strade lastricate e mai concluse. Chiedimi l'alba di città lontane, chiedimi le parole sconosciute, l’ora più tarda, gli stessi ricordi. Tienimi stretto le sere d'estate, quando guardinga è la luna nel cielo, e ascolta il freddo di queste mie mani che ti accarezza dolcemente il viso. Passeggiamo sul tempo che rovina, sulle bianche scogliere siderali, lì sentirai che ad ogni tuo passo corrisponde nel mio cuore un battito. Cercami nel sorriso di un bambino che ti ha baciata sui banchi di scuola; conserva tutto l’amore che hai perso tutto quello che volevo tu avessi. "Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare". L. Tolstoj (da Anna Karenina)
  10. Johnny P

    Lampi di Poesia 6 - Off topic

    @Anglares si possono usare più tracce insieme?
  11. Johnny P

    Aporia

    Ciao @millika è bello risentirti. Spero tutto bene. Mai visto e mai letto. Un mio caro amico appassionato di cinema si disse particolarmente disturbato dal film, per cui ho evitato. Ad ogni modo, non sei la sola ad aver pensato al suicidio (come dicevo rispondendo al commento di Roberto). Non so se è amore, o se è una parte del sentimento che spesso volutamente ignoriamo, cioè quello di una distanza che per quanto cerchiamo di colmare (come hai giustamente notato) o ci illudiamo di aver colmato è sempre lì, inafferrabile. Bellissimo, non ne avevo idea. E grazie per questo commento splendido commento. Spero di risentirti presto. Un saluto, Johnny P. This
  12. Johnny P

    Il segreto della vita

    Ciao @Poeta Zaza ti lascio un commento. Intanto mi ha colpito la scelta della metrica costante abbinata alla rima (endecasillabi sesta-decima, in uno schema ABB, ACC, ADD) , se ne vedono poche di poesie scritte così. Ciononostante devo dire che si tratta di una scelta apprezzabile ma che non condivido appieno. Al di là della prova tecnica, credo che questo modo di scrivere sia anocronistico per il lettore di oggi. Questo non significa mollare la metrica o la rima per rassegnarsi ai versi liberi ci mancherebbe (io per primo non lo faccio), ma credo che questi due strumenti debbano essere combinati in modo da essere apprezzabili anche da il lettore di oggi, che quello di ieri non esiste più e quello di domani neppure si conosce. Detto questo, passiamo alla poesia. Dal primo verso si capisce subito che fai riferimento alla maternità, per cui inquadriamo subito il senso del titolo. Mi lascia un po' perplesso l'utilizzo della punteggiatura con quelle lettere maiuscole, non perché non sia corretta la punteggiatura, è solo che non ne capisco il senso. Per il resto il verso è molto godibile e data comunque la scelta metrica scorrono facilmente e suonano bene. Il famoso e ingrato compito di un genitore viene raccontato con tanta semplicità e mi verrebbe da dire dolcezza, o perlomeno è quello che mi ha trasmesso. Questo ultimo verso è quello che mi ha colpito maggiormente devo dire. La scelta sintattica del primo verso è pregna di significato e i due versi successivi introducono un tema alquanto spinoso sotto il mio punto di vista. Pretendere che la pianta rispecchi il seminato, in un certo qual modo, è un po' un metodo di autovalutazione dei genitori, ma davvero è quello che si vorrebbe per i propri figli? Se questi fossero felici a modo loro? È un tema delicato da discutere, e ancora più complesso da mettere in pratica. Tirare le briglie si potrebbe davvero definire un'arte. Anche se, come giustamente dici, da un certo punto in poi, possiamo solo seguire. Un saluto, Johnny P.
  13. Johnny P

    Lampi di Poesia 6 - Off topic

    Vi ringrazio per la considerazione e per avermelo fatto presente. Cercherò di esserci. Un saluto, Johnny P.
  14. Johnny P

    Aporia

    Ciao @Roberto Ballardini ti ringrazio per il commento. Quando l'ho scritta avevo in mente questo, un senso di profonda di distanza nonostante la prossimità. Come se entrambi volessero capirsi più a fondo senza riuscirci, raggiungere un'essenza, un senso che sfugge nonostante la consapevolezza della sua esistenza. Ciononostante, e mi piace riportarlo qui per ribadire quanto poco ci appartengano i nostri versi, una mia amica psicologa diede una interpretazione coerente con l'impostazione della poesia, ma molto interessante. Disse di aver letto la mancata confessione di una ragazza suicida, l'impossibilità di comunicare il proprio malato stato d'animo. Molto spesso, infatti, prima di darsi la morte i suicidi si spogliano e rimangono nudi, come per liberarsi del peso simbolico della loro vita. L'ho trovata una interpretazione interessante, anche se, ripeto, quando l'ho composta pensavo fondamentalmente a quello che hai scritto anche tu. Grazie di nuovo. Un saluto, Johnny P.
  15. Johnny P

    Aporia

    commento APORIA C’è un sentiero battuto a strapiombo sul niente che ti luccica negli occhi mentre ti spogli timida e maldestra, e chissà quale distratto segreto vorresti confessarmi o quale io dirti. C’è un sentiero battuto a strapiombo sul niente che ti luccica negli occhi mentre un solo spiraglio manca al giorno, poi sentiremo il caldo sulla pelle e svaniranno gli antichi prodigi, che di rimpianti si veste la notte o tu sei stata il vestito più bello. “Tutto fa pensare che l'uomo d'oggi sia più che mai estraneo vivente tra estranei, e che l'apparente comunicazione della vita odierna − una comunicazione che non ha precedenti − avvenga non tra uomini veri ma tra i loro duplicati.” EUGENIO MONTALE
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