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Rica

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  1. I racconti della Quarta Luna - quarto ciclo

    E complimenti siano!
  2. [MI 111 - Fuori concorso] - Il mercato dell'amore

    @AndC Ma come fai! Non mi ricordavo proprio, scusami. Non era per depistarti!
  3. [MI 111 - Fuori concorso] - Il mercato dell'amore

    Ciao. No, non ne parlavi con me...
  4. I racconti della Quarta Luna - quarto ciclo

    Complimenti @AdStr
  5. [MI 111 - Fuori concorso] - Il mercato dell'amore

    @AndC giorno! Rispondo a una tua domanda e mi pronuncio a riguardo della frase successiva. La taglierei a "pendolante", che preferisco e la trovo più più originale del precedente aggettivo. Ometterei il confronto con gli zombi, mi sembra una riflessione decontestualizzata al resto. Allora potresti, forse, vedi tu, fare un confronto con i rami da cui penzolano le foglie, e trasformare la frase in un piccolo scalino di accesso al mondo che apri dopo. Ma non so quanto valga come suggerimento. Tu dici: Sinceramente, non sono certo di aver capito cosa non ti convinca appieno... comunque, era un'immagine (se vogliamo anche un po' abusata-scontata) che mi è venuta così... come conseguenza dalle lacrime... non ci sono particolarmente affezionato e si può certo cambiare. Forse non mi sono spiegata bene. Scusami. Comunque, non c'è bisogno di cambiare nulla. Ho solo notato che la pozzanghera al suolo suggerisce di per sé la funzione e l'effetto di uno specchio, in quanto l'acqua riflette le immagini. Il gabbiano potrebbe semplicemente rimirarsi nell'acqua. E allora sgorgarono come ruscelli quelle lacrime felici sino a creare una pozzanghera al suolo. Passò un gabbiano e ci si rimirò allo specchio, Io m’alzai e scomparii nel vento come una storia d’amore appena udita. Chissà quando, mi avrebbe ricantata al mondo. Senza nominarlo, rafforzi l'effetto dello specchio e io lo vedo. Nell'acqua. Ma resto lì, sulla pozzanghera. Ma ribadisco, è un'inezia. Un piacere. Alla prossima.
  6. Colazione su Venere

    @Anglares non perdere occasione! @Roberto Ballardini l'ha dissolta, ma se non intervieni, sarai tu a non averla ricomposta! Rob, vedi che devi stà coll'amici che te vanno bene...
  7. Mezzogiorno d'inchiostro n. 111 Topic Ufficiale

    @Cicciuzza, sembra una minaccia! @ITG @Kikki tranquilli. È due pezzi di pane. come dico da anni per lo staff tutto: supporta e sopporta.
  8. Mezzogiorno d'inchiostro n. 111 Topic Ufficiale

    Non ho mai postato nulla nella discussione "L'umano dietro la luce". La vita è piena di sorprese. Ma ho specificato però: Simone Volponi sa.
  9. Mezzogiorno d'inchiostro n. 111 Topic Ufficiale

    Omamminamiabellaqualeonorequaleonore! Quello te metterà su 'n' azienda agricola "da paura", con gli ultimi ritrovati della tecnologia. E darà da lavorare a decine di famiglie. Fidati. E tu... PS: il mio pesce ti aspetta Simone sa.
  10. Mezzogiorno d'inchiostro n. 111 Topic Ufficiale

    Giorno Complimenti a @ITG e @Kikki che ci delizieranno con le loro tracce. Alla Signora del MI @Cicciuzza, a @Poldo uomo del cartellone, a @Marcello uomo della classifica. Complimenti a @Ginevra, vincitrice ex equo, almeno per me. Grazie a @camparino, che mi ha dato la possibilità di lavorare su alcune cose non risolte e messe a posto con la sua bellissima traccia; e a @AdStr, presente in tutto e per tutto. Alla prossima. Lascio qui la chicca della settimana, selezionata dalla mia aula direttamente per voi: #alunni Nella mia classe c’è lui. Una meteora geniale, una bomba a orologeria. Disegna robot meravigliosi, inventa giochi di gruppo con tanto di regole diverse ad ogni turno, organizza coreografie di danza con le spade laser, canticchia sempre, si stende a terra. Tutto durante la lezione. Se gli chiedi di continuare la lettura in corso, lui smette di fare quello che sta facendo, prende il libro dallo zaino, lo apre alla pagina giusta, trova il segno subito e continua. Del testo conosce tutta la storia letta fino a quel momento e la sintetizza magistralmente. Ha un’intelligenza vivissima, la testa piena di informazioni, un linguaggio troppo ricco per un bambino di dieci anni e una consapevolezza del fuori di sé spaventosa. Per lui le biblioteche “sono sfere piene di conoscenza. Oggi gli ho chiesto cosa vuole fare da grande. Il contadino. Ha risposto. (io lo amo)
  11. In blu

    Scusa @m.q.s. Ho sbagliato. Non è miglior racconto del mese ma della luna. Quindi non va postato in altra sezione e non ti chiederanno modifiche o cambi. Il nome, però, puoi cambiarlo se dovessi decidere. sparisco...
  12. Colazione su Venere

    @Roberto Ballardini Un bel racconto a tratti esilarante, nonostante un retrogusto molto amaro che non cela malinconica tristezza. Le donne sono ben rappresentate, con le loro stranezze, le loro rabbie, i loro limiti e i loro desideri. In tutto il racconto ci fanno vedere che vogliono essere loro stesse, né più né meno. Con forza. Sai che sarei intervenuta su una buona percentuale di avverbi, ma non li ho toccati. I miei tagli si limitano a qualche parola, questo perché conoscendoti, riconosco il tuo stile e la tua volontà. Le frasi lunghe, a mio avviso in alcune parti andrebbero snellite, ma parlo di termini sparsi o di verbi (a volte usi costrutti con due voci verbali quando potresti urne uno, per esempio), e dovrebbero permettere maggiori pause al lettore. Alcune filano via senza virgole per periodi troppo lunghi e costringono un po' all'apnea. Ma sto parlando di cose minime, di piccolissimi ritocchi che non minano neanche l'impianto o la struttura delle frasi stesse. Belli i salti temporali. Bel racconto. MI è piaciuta molto l'atmosfera: unisci quel tocco da avventura semifantascientifica delle ambientazioni a una malinconia puramente terrena che avvolge tutto. Bello e triste, senza mai sfociare in passaggi vestiti di pietismo. PS: io mi sono sempre chiesta come fa una donna, o un uomo, appartenuto alla leggenda del cinema con un volto e un corpo divini, a guardasi nello schermo dopo che il tempo ha cancellato ciò che lo schermo restituisce. L'ho sempre considerato diverso da un uomo o una donna comuni che guardano la loro giovinezza nelle foto dell'album di famiglia. Vado. Attraversò la hall sconfinata e disseminata in modo apparentemente casuale di colonne ambrate, nelle quali affioravano i costosissimi fossili dorati che quell’anno andavano per la maggiore. Il cappello a tuba bianco e nero le era costato un patrimonio virgola ma cazzo se ne era valsa la pena per come la fece sentire adeguata in mezzo alla scrematura darwiniana della migliore società newyorkese. I Fibre tondi e rossi coprivano buona parte delle lentiggini sugli zigomi e gli stivali di pelo erano forse un pelo troppo vistosi, ma in mezzo alla feccia capitalista dell’Interstellar lei si sentiva la donna di classe che sapeva di essere e filò via dritta in direzione degli elevatori Humberg, per salire agli ultimi piani e intervistare la giovane esordiente che aveva appena preso un oscar Oscar come migliore attrice non protagonista. Mio dio, un uomo. Quando ci pensa le viene ancora da ridere. Nel bene e nel male, l’Interstellar l’ha accompagnata nel corso di tutti i momenti salienti della sua vita, con la stessa delicatezza con cui il direttore di sala l’accompagna al solito tavolo. È a quel tavolo, vicino alla balconata, che ha intervistato Sera Williams la prima volta ed è lì che è cominciata la loro relazione. Ricorda ancora perfettamente quel primo incontro, ogni parola che si dissero, anche quando spense il registratore e fecero una pausa per chiacchierare informalmente, come due amiche. Ora che ci pensa, Nova è sicura che non lo siano mai state, amiche. Tra di loro l’attrazione è sempre stata tale, fin dal primo momento, da non permettere loro di essere altro che amanti. “Oh, perché me lo chiedi?” rispose Sera, sorridendo maliziosa, per nulla imbarazzata. “Ho un pelo di fica fra i denti?” È sicura di essersi innamorata di lei fin da quella prima sarcastica risposta alla sua domanda sfrontata. - hai già spiegato molto bene questo poco prima. Lo eliminerei.. “Ma come hai potuto?” l’aggredì Sera, fissandola inferocita negli occhi come se volesse cavarglieli. “Voglio dire, parlare con me di Coral come se fosse uno scarafaggio e poi scopartela virgola neanche ti fossi perduta nel deserto e la sua fica fosse l’unica cosa bagnata nel raggio di centinaia di chilometri?” “Ma te ne ho fatta trovare un’altra, che modestamente sarei io. E da quello che mi hai detto quando ci siamo conosciute intimamente, non mi pare che tu ci abbia rimesso nello scambio.” “Non è questo il punto.” “E quale sarebbe, allora?” “Il punto è che Coral era anche amica tua, la migliore amica tua, a quel che andavi in giro a dire. Questo fa di te una traditrice. E chi tradisce una volta…” La superarono, naturalmente, com’è com'era normale che sia fosse. Anzi, dopo un esordio tanto eccitante da poter difficilmente mantenere il ritmo, in seguito a quel primo litigio trovarono il giusto equilibrio per proseguire e coltivare la loro relazione, che si distese nelle rispettive coscienze come un mantello di terra fertile e cielo che semina, nutre, scalda. A Sera la similitudine della terra femmina e del cielo maschio non piacque mai, ovviamente. Lei odiava le metafore naturali perché in genere chi le invoca, sosteneva, poi arriva infallibilmente a parlare di leggi vecchie come il mondo e di tutto il male in cui incorra chiunque abbia la scelleratezza di trasgredirle, sorvolando sul fatto che è sempre e soltanto l’uomo a punire sé stesso e il prossimo. La natura non punisce, la natura è complessa, è cambiamento. La natura è morte, è vita. Nova sorride, ora. È proprio al cambiamento che pensava il giorno del loro undicesimo anniversario. Ride, tanto da doversi coprire la bocca con la mano affinché la gente intorno non la prenda per pazza. Ride e prosegue con i ricordi. - Avevo cancellato "e cielo" con la seguente spiegazione. "mi sembra che il mantello di terra, immagine molto bella, che semina, nutre e scalda, venga alleggerita dal cielo, elemento di distrazione che toglie forza all'immagine stessa." Poi ho capito. Allora, secondo me, dovresti dire "di cielo" - questo mi sembra proprio inutile. Gli altri non li ho toccati, eh! - metterei "e continua a ricordare" oppure più semplicemente "e ricorda". *** In quel mentre sopraggiunse il cameriere e posò sul tavolo il pene artificiale, avvolto in un tovagliolo. Da come l’oggetto continuava a muoversi al minimo tocco, diede a entrambe l’impressione di essere vivo. “L’hanno portato su dal piano di sotto. Mi pare sia partito da qui, vero?” - hai detto che è caduto al piano di sotto. Potresti evitare di ribadirlo. Nova ringraziò, arrossita, e se lo fece cadere in grembo, sotto il tavolo. Il ragazzo, bello e muscoloso almeno quanto il portiere di quella mattina, ventidue piani più giù e un po’ di anni prima, indugiò a guardarla con un sorrisetto malizioso. “Desiderate qualcos’altro, già che sono qui?” “Non quello che pensi tu. Non è mica per me, quell’affare. Ci gioca il mio cane.” “Un fenomeno. Dovrebbe condividerlo in rete.” Mentre il cameriere si allontanava, Nova tirò il tovagliolo a Sera che si è accasciò sul tavolo e rischiò di soffocare per le risate. Poi le tirò anche la protesi, lei parò istintivamente con la mano e l’uccello di gomma prese di nuovo il volo oltre il parapetto. Si alzarono e fuggirono via, in lacrime, tenendosi per mano, ridendo come due dementi. - ti è sfuggito qualcosa qui. Forse: Nova tirò il tovagliolo a Sera (virgola) che si è accasciò sul tavolo e rischiò di soffocare per le risate. In ogni caso, ci sono tre rime di Passato Remoto vicinissime. Riformulerei la frase. Vedi tu. Altre due si incontrano subito dopo. Nova riesce a trattenere l’ilarità (,) e gli occhi cominciano a lacrimarle virgola ma non soltanto per il ricordo esilarante. Sono tanti i ricordi. Troppi. Eccola lì, Sera, nella sua forma migliore, nella sua migliore interpretazione che le è valsa l’ennesimo oscar, Oscar questa volta alla carriera. Sullo schermo gigante dell’Interstellar, montato sul traliccio metallico che attraversa il terrazzo, passano le immagini di Colazione su Venere. - siccome lo metti sempre minuscolo, non so se è tua intenzione.
  13. Colazione su Venere

    @Roberto Ballardini bentornato. Poi passo.
  14. Fino a

    Ciao Matteo. Martedì esco da lavoro alle 19:30. Sarò in ritardo. Rinnovo i complimenti.
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