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Artemisia Winter

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  1. Artemisia Winter

    Qual è il miglior agente letterario sul mercato?

    Risposta del secolo: L'agente bravo è colui che ti piazza Grandi e associati ha un parterre di autori e pubblicazioni di prim'ordine, per rispondere a @Elisah15. Anche gli altri che hai citato non scherzano. Credo che tra i vari citati in questo topic non sia possibile fare una classifica, sono tutti di altissimo livello. Poi alcuni, forse per scelta, seguono meno autori, altri ne hanno moltissimi, alcuni sono aperti alle valutazioni, altri meno. Per esperienza posso dire che i contatti che portano a una rappresentanza nascono altrove, e spesso arrivano da lontano e dopo una certa gavetta. Credo valga per quasi tutti gli agenti.
  2. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Ecco. Per quanto riguarda l'appagamento sociale, per me è una forte spinta, lo ammetto. A volte penso sia il motivo principale per cui continuo a pubblicare con editore alternandolo al self che pure mi consente guadagni, libertà totale e vendite di gran lunga maggiori. Dover spiegare a chi è esterno a questo mondo che i miei libri li metto io su Amazon, con tanto di sorriso soddisfatto, lo trovo avvilente. Cosa penserei io se, all'oscuro di questo ambiente, avessi davanti una persona che mi dicesse una cosa simile? Che nessun editore vuole pubblicarla? Io da autrice so benissimo che non è così, personalmente non ho mai faticato a trovare un editore, nemmeno al primo romanzo. Ma questa cosa mi frena tantissimo. Certo che anche essere sempre in digitale o pod non è il massimo, ma perlomeno mi posso fregiare di nomi di ottime ce e vendite online. Per il resto, il nostro numero di lettori per quanto buono è destinato a restare esiguo, perché solo una massiccia distribuzione e una spinta notevole da parte di una ce con i mezzi necessari può fare la differenza su larga scala. Ancor più in un paese come il nostro. In ogni caso dopo tante pubblicazioni spesso non mi sento soddisfatta. Esempio: con il self so che in teoria venderò molto bene e salirò in classifica, il che mi appaga da un lato, ma dall'altro penso: è solo un self! L'editore mi piace per il marchio, ma se vendo meno del previsto mi sembra quasi di aver sprecato una storia.
  3. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    La qualità di wattpad è infestata da autori medio bassi con riferimenti culturali medio bassi (e non parlo di studi ma di modelli, e i modelli vanno oltre lo studio. C'è pieno di universitari che venerano amici, uomini e donne e programmi similari, per non parlare di serie TV che danno origine a tutto un filone di storie filoamericane di chi l'America l'ha vista solo in televisione) e che quindi cercano riferimenti simili. Non solo: vigono, mi dicono, gruppi e voti di scambio, che affossano inevitabilmente chi non è interessato a certi giochetti e alla vita social. Per questo non lo utilizzerei mai. Tornando al discorso studi, gli studi ben fatti aprono la mente ma il talento per la scrittura, la cosiddetta voce, il modo di raccontare sono innati e mi stupisce che ce lo si dimentichi. Purtroppo il non riuscire ad arrivare dove si vorrebbe rende amari e un filo pusillanimi. È successo anche a me di chiedermi come mai tizio al secondo romanzo è entrato in una big, come mai caia in classifica con me è stata chiamata nonostante gli errori ortografici e la storia approssimativa e ora è in libreria. Succede. È legittimo chiederselo e starci male, e sviscerare il problema cercando risposte che non sempre ci sono.
  4. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    È la generalizzazione a infastidirmi, sempre. Ho letto harmony migliori di pretenziosi volumi pompa magna che non volevano dire nulla. Non è facile nemmeno scrivere la letteratura di genere, e quanto meno questa ha un target e ha uno scopo. Ritorno al discorso di prima: cosa rende il sogno di uno più degno e meritevole di quello di un altro? Parliamo di arte o presunta tale. Per definizione, opinabile. Questo è il bello, questo il problema. Questo il motivo per cui tutti noi ci lambicchiamo il cervello su quesiti senza risposta.
  5. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Esattamente. Demonizzare e ridicolizzare un genere non mi piace. Io non ho una buona opinione personale del Fantasy, ma non mi sognerei mai di parlarne male o esprimere un parere appunto assolutamente personale e opinabile. De gustibus.
  6. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    @Bambola abbiamo vissuto la stessa esperienza. Farsene una ragione non è facile, ma che dobbiamo fare? Solidarietà. E potrei raccontartene a vagonate su quanto certe scelte siano casuali o senza senso, quasi dettate da caso o fortuna il più delle volte.
  7. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Ma lo so, @Folletto! E credimi, la rabbia che proverei nel leggerle è proprio ciò che mi spinge a stare lontana da wattpad. Mi sono imbattuta in alcuni stralci sui social, e sai cos'è che mi fa più male? Non che queste persone scrivano, alla fine io posso scendere a cantare in mezzo alla strada senza essere Mina, ma il fatto è che abbiano così tanti seguaci e persone che sentono le farfalle nello stomaco leggendole. E credimi che scrivendo un genere simile fa più male a me, perché mi metto in diretta competizione, anche se non dovrei... Perché io scrivo femminile, ma ci metto tutto l'amore che ho per i grandi romanzi, ricerca, approfondimenti psicologici, stile personale ... O almeno ci provo. E se per anni non ho scritto narrativa e se ho scelto questa strada un po' diversa e di genere è anche per la venerazione che provo verso certi generi e il fatto che forse non mi sentirò mai all'altezza di scriverli. A proposito @Mattia Alari... Adoro Grossman e Che tu sia per me il coltello è un romanzo che amo moltissimo. Nel mio caso non mi sento pronta per certe scritture, non con i risultati che vorrei, ma so di saper scrivere e amo farlo. Trovare la propria nicchia non è sbagliato, il punto è cercare di farlo con intelligenza. Ma essere obiettivi nei riguardi di noi stessi è davvero possibile?
  8. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Ecco, appunto. Scopiazzatura!
  9. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Scopiazatura. Scusate gli errori. Dopo il secondo tag il messaggio e la tastiera sono andati in tilt
  10. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    @Marcello non era riferito tanto a te, quanto all'atmosfera che spesso trasuda dal forum. Io scrivo romanzi di genere femminile. Per scelta preferisco restare anonima, ma ti assicuro che posso vantare (per modo di dire) risultati che non ho mai raggiunto e che credo non avrei mai raggiunto quando mi dedicavo a generi più alti, per così dire. La mia è stata una scelta precisa, per vedere che risultati potevo raggiungere in termini di lettori, e perché no anche economici. Non vi tediero' con tutta la mia noiosa storia e relative implicazioni psicologiche, ma rispondo anche a @Mattia Alari per quanto mi riguarda, penso di poter scrivere cose più utili a chi ama un certo genere piuttosto che una inutile scopiazatura di ottimi mainstream che ho amato. Sì, credimi, penso anche io che le cinquanta sfumature abbiano fatto credere di essere lettrici a persone che non hanno mai letto altro, pensa che blogger saccenti vengono interpellate dalle ce per sapere cosa pubblicare e credimi che ognuno ha la sua parte di frustrazione da digerire. Però, anche mia nonna leggeva i fotoromanzi... Ognuno ha diritto di leggere come meglio crede, sempre meglio farlo che non farlo. Io in coscienza come autrice cerco di essere umile e imparare, di scrivere comunque qualcosa in cui credo e che ho voglia di raccontare. Questo vale per tutti. I lettori e le loro scelte non sono più affar nostro, nel bene o nel male. Possiamo assecondarli, sperarci, insultarli, ignorarli. Ma possiamo farci poco.
  11. Artemisia Winter

    La bolla dell'aspirante scrittore e i suoi risvolti.

    Premessa: non scrivo su wattpad, e dire che lo detesto è un eufemismo. Chiusa premessa: potrà far piacere o meno, ma certa roba ha più mercato di ciò che noi riteniamo alto e piacevole. E sì, vedo molto snobismo in alcuni commenti. Siamo sicuri che, esempi o meno, l'impiegato del catasto o la casalinga abbiano meno mondo interiore o cose da dire del plurilaureato che si muove in ambito culturale, e che magari lo fa solo per conoscenze? Sicuri che il mondo abbia più bisogno dell'ennesima sbrodolata mainstream di chi si ritiene il nuovo Pavese e non di un romanzo di genere di pura evasione? La mia vuole essere una spinta alla riflessione. Non bisognerebbe paragonare De Gregori a Chopin, eppure sono bravissimi entrambi. O no? Quindi, nel mondo letterario dovrebbe esserci posto per vari generi senza che uno storca il naso verso l'altro. È vero, il digitale ha scatenato molti aspiranti, ma me lo ripeto io stessa ogni giorno: cosa rende il sogno di qualcuno meno meritevole del mio? Perché dovrei ritenermi superiore? Se la ragazzina che scrive teen drama infarciti di ormoni piace più di me, io non posso farci niente. E lo dico con dispiacere, credetemi. Per quanto mi riguarda, il fatto di poter comunque far sentire la mia voce rispetto a un tempo mi ha portata a voler scrivere di più, e a sfruttare certe opportunità che una volta non avrei avuto. Basti pensare soltanto all'invio digitale! Per il resto, anche per me un tempo chi arrivava aveva una marcia in più, e sentivo semplicemente di non poter competere. Ma forse tutto sommato nemmeno allora era così. I social più che il digitale hanno messo in piazza molti meccanismi semplificandoli e illuso tutti di poter arrivare. Bello in un senso, terribile nell'altro. E forse più frustrante del mistero della vecchia editoria per pochi eletti.
  12. Artemisia Winter

    AMS Amazon Marketing Services

    Come si attiva Amazon ads? Non l'ho mai capito
  13. Artemisia Winter

    Chi legge gli esordienti?

    @JPK Dike stavolta devo quotarti. Cosa è successo? La verità è che la scrittura è un fatto personale, e diverso per tutti. Ognuno di noi ha il suo modo di viverla, di intenderla, i suoi desideri o obiettivi. Per me, il cambiamento è avvenuto quando ho iniziato a vederla come un fatto professionale. Non tanto per il denaro, ma proprio per la possibilità di imparare e migliorare giorno per giorno. Per me non esiste sabato, non esiste domenica, a Natale ho scritto, per dire. Ho il mio obiettivo giornaliero a seconda di ciò che sto facendo (revisionando o la prima stesura, concordo sul fatto che sia lo scoglio più difficile) e sono sempre impegnata. A volte non rispetto il mio obiettivo, dipende dagli impegni, ma cerco di non sgarrare. Così facendo, è incredibile come scrivere venga più facile, non facile in senso assoluto ma cambia tutto, è un fatto più fluido, costruire un romanzo viene più naturale, più a fuoco. Si diventa capaci di correggere molti errori, di capire come funziona la nostra scrittura anche a seconda della reazione di editor, case editrici e soprattutto lettori, specie nel caso del self. Si è presenti, e romanzo dopo romanzo ci si fa conoscere, da lettori e addetti ai lavori. Certo, non bisogna mica fare così per forza. Si può scrivere il romanzo della vita lavorandoci anni, "accontentarsi" di un piccolo editore free che creda in noi, vivere la scrittura come un fatto unicamente personale e profondo. Non è detto che uno o l'altro metodo non siano giusti per chi li pratica, o che uno porti più risultati dell'altro. L'editoria e il mondo in generale oramai sono velocissimi, in continuo mutamento. Molti romanzi, specie di genere, sono vecchi in pochi mesi. Purtroppo, aggiungo. E questo va considerato.
  14. Artemisia Winter

    Chi legge gli esordienti?

    Guarda, io continuo anche a pubblicare con editori, ma decido a priori se con quel preciso editore ne vale la pena e per quale ragione. Non sono schiava delle decisioni altrui, e se anche decido di rimettermi a un editore c'è un motivo. Sono uscita con editore l'ultima volta pochi mesi fa, in self da poco, e nel secondo caso ho lavorato il doppio, ma anche guadagnato e venduto dieci volte tanto. L'editore sarà la rassicurazione che il tuo lavoro vale per te, che poi sempre di un manipolo di persone si tratta, mica dell'opinione generale. Come diceva anche @Calvinator2, da certi editori al self cambia proprio poco come curriculum. Per me conta altrettanto, se non di più, finire ai primi posti della classifica generale di Amazon e vedere il mio lavoro letto e apprezzato da migliaia di persone. Questo non vale sempre, tanto che anche io sono comunque con un agente e mi guardi intorno per quanto riguarda gli editori, ma gli ultimi anni e l'esperienza mi hanno portata a rivedere molte opinioni personali che ritenevo incrollabili. Punti di vista. Non siamo tutti uguali, non abbiamo le stesse esperienze.
  15. Artemisia Winter

    Chi legge gli esordienti?

    Guarda, io scrivo da tanti anni e sono passata attraverso tutte le esperienze, persino big (ma senza distribuzione degna di nota, lo preciso.) E sì, dipende molto dal genere, ci sono romanzi che in effetti non avrebbero la giusta cornice con il self, perdendosi nel mare delle mille pubblicazioni che oramai intasano le piattaforme, su questo siamo concordi. Ma ci sono generi, e per citartene qualcuno dico rosa, fantasy, thriller, distopico, quindi letteratura di genere, che possono avere grande risalto in self e molta più fortuna che quella che avrebbero con piccole ce. Ora, io non sono una ragazzina e wattpad mi fa accapponare la pelle, questo per dire che comprendo l'idea "romantica" con cui tutti noi siamo cresciuti, e cioè il sogno di un editore di buon livello, ma il mondo dell'editoria è cambiato radicalmente e in modo molto veloce negli ultimi anni. Ripeto, ho fatto ogni esperienza e visto coi miei occhi che non sempre big corrisponde a vendite, o a attenzione nei riguardi dell'autore, o guadagno. Vissuta anche l'esperienza con piccole che non curano niente e ti mettono a prezzi esorbitanti per fare numero, bruciando di fatto un romanzo, magari senza nemmeno curare l'edizione in modo significativo. Il self, per molti autori, è lavoro. La possibilità di avere lettori veri, non lo zio Pinuccio e quattro adepti della ce o persone della propria cerchia, ma migliaia di persone. Il self ti fa guadagnare, dando un senso a una passione che spesso non è capita e toglie tempo alla famiglia e a altro (venale come discorso, ma non si vive di soli sogni. Io ho famiglia e non me lo posso permettere.) In ultimo, hai più possibilità di farti notare da self come autore dagli addetti ai lavori che contano, piuttosto che pubblicando con Pinco Pallo editore che ti mette il cartaceo a 20 euro, non fa l'ebook perché non sia mai o se lo fa lo mette a 15 euro. Essere scelti è esaltante, ma da chi? E soprattutto, conoscendo il mercato dall'interno e il mondo delle ce, capisci che non è più quella la cosa più importante. Ovviamente è la mia opinione, ma è anche quella di un numero sempre maggiore di autori. Che poi ci siano romanzi scarsi che nessuno ha voluto, sicuramente, ma per entrare in certe ce anche free non ci vuole poi molto talento, e non costituiscono poi questo attestato di merito. Purtroppo.
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