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mina99

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  • Compleanno 21/04/1999

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    Laniakea

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  1. Mezzogiorno d'inchiostro 109 Topic ufficiale

    Prompt di mezzogiorno
  2. Commento Prompt di mezzogiorno Sento un ramo spezzarsi e mi sveglio. Fa freddo e c’è odore di terra bagnata. L’aria è ferma e umida. Sono sdraiata supina su una superficie dura, immersa nel silenzio. Sento un gran bruciore all’avambraccio sinistro. Apro gli occhi alla luce del sole e una fitta di emicrania mi colpisce. I raggi filtrano pallidi attraverso la coltre di nuvole. Mi alzo a sedere. Sono su un piccolo campo di cemento circondato da alberi spogli. Tra i tronchi, decine di lepri mi stanno fissando. Appena il mio sguardo incrocia quello di una di loro, tutte assieme scappano nel bosco. Il trambusto fa sollevare in volo una cornacchia, che si dilegua nella nebbia gridando. Sussulto. Mi poso una mano sul petto e sento il cuore battere all’impazzata. Mi alzo in piedi con lentezza e mi guardo attorno. Ai lati lunghi del rettangolo di cemento c’è il bosco, da una parte in discesa. A uno dei lati corti, dopo un prato di rovi secchi e ortiche, c’è una seconda piana di cemento e un muro. All’altro lato c’è un palco circondato da tre pareti di legno e coperto da un tetto fatiscente. Conosco questo posto, ma non so perché. La mia mente è troppo stanca per ricordare quando ci sia stata. Come sono finita qui? L’ultima cosa che ricordo siamo io, Francesca e Marco che stavamo tornando a casa. Dove sono finiti? E quanto tempo è passato? I miei vestiti sono gli stessi che avevo, ma sono sporchi e stropicciati. Frugo nelle tasche del pesante giaccone: vuote. La cosa migliore è esplorare i dintorni. Salgo sul palco e studio le pareti piene di graffiti, che mostrano figure deformi. Una scritta attira la mia attenzione: “calabroni di marmo”. Ho la sensazione di dover sapere cosa significhi. Il dolore al braccio si fa più acuto, perciò sollevo la manica per osservare. Un brivido mi corre lungo la schiena. Come incisa con una profonda lama c’è una croce celtica di sangue rappreso. Copro l’arto e mi siedo sul bordo del palco. Tenere a bada la paura non è facile. Ormai è chiaro, qualcuno ha rapito me e i miei amici. Devo trovare gli altri e scappare prima che torni. Scendo sul campo di cemento, schiacciando un mucchio di foglie ghiacciate che scricchiolando mi spaventa. Inspiro. Tranquilla, va tutto bene. Espiro. Foschia mi esce dal naso. Di fronte a me, sul secondo piano di cemento, una volpe bianca mi guarda e inclina la testa. Si volta e se ne va. Senza capire perché decido di seguirla. Mi faccio strada tra i rovi. A destra della parete c’è una sbarra di ferro arrugginita a mo’ di barriera e al di là ancora alberi. A sinistra la ripida discesa. C’è un piccolo varco nella parete che non avevo notato. Ci vado. Oltre c’è un’altra piccola zona di cemento. Della volpe nessuna traccia. C’è un tavolo in un angolo, su cui è incisa una scritta in kanji. Sono sempre più confusa. Questo posto mi inquieta, ma ancor peggio è la persistente sensazione di déjà vu. Mi sento osservata, come uno scarafaggio sotto la lente di un imperscrutabile scienziato. Mi volto. C’è qualcosa tra gli alberi. Qualcosa di immondo e innominabile. Le gambe si muovono ancor prima della mente, e inizio a correre lungo la discesa. Scivolo e picchio la testa contro una betulla. Il sangue mi bagna caldo il cappello di lana, ma io continuo ad avanzare. La creatura sta scivolando in silenzio dietro di me, ne sono sicura. La discesa si fa pian piano più lieve finché non mi ritrovo in piano. D’improvviso sono fuori dagli alberi. Una radura d’erba gialla si estende fino all’orizzonte a destra e a sinistra. Procedo dritto, verso altri alberi in lontananza. Mi giro verso il bosco, allo stremo. Sono sola. Mi piego con le mani sulle ginocchia e ansimo. I rami scuri spogli si protendono verso di me come dita nodose. Il cielo è coperto da un manto bianco di nubi. La nebbia aleggia fitta su ogni cosa, strisciando ghiacciata sotto i miei vestiti, sulla mia pelle ed entrando in me a ogni singolo respiro. Il silenzio rischia quasi di soffocarmi. Ho così paura... Come ho fatto a finire in questa situazione? Chissà quanto tempo è passato da quando stavo ridendo e scherzando assieme a Marco e Francesca. Cos’è successo nel frattempo? Una goccia rossa cade sul prato ghiacciato. Perdo sangue da naso. Mi sento debole e mi fa male la testa. Continuo a camminare, piano. Con lentezza un suono leggero, basso e costante prende il sopravvento sul silenzio: acqua. Avanzo e mi trovo davanti a un torrente placido. Mi inginocchio, immergo le mani e mi lavo il viso. Sciacquo il taglio sulla fronte e la ferita sull’avambraccio, poi lascio immersi i polsi finché non smetto di sanguinare dal naso. Osservo il mio riflesso stanco distorto dalla corrente. Vedo un muso bianco. Trasalisco e alzo lo sguardo. Mi trovo faccia a faccia con la volpe bianca. Si gira, sventolando la coda gonfia. Guado il corso d’acqua in tutta fretta e la seguo. Ho la sensazione di potermi fidare di lei. Mi conduce tra gli alberi al di là del ruscello. Il suo passo è morbido ed elegante e non rompe in minima parta il silenzio intriso di bruma. Perdo di vista la volpe quando mi imbatto in un branco di lepri che sta sbranando qualcosa. Rabbrividisco. Muovo un passo verso di loro ma scappano, i musi macchiati di sangue. La preda è... Oh mio dio, è... Non posso crederci. Mi volto, mi chino, sento la nausea aumentare. Vomito tutto il contenuto del mio stomaco finché non mi lacrimano gli occhi. Non è possibile. È Francesca. Il corpo è dilaniato in maniera orribile, lo stomaco aperto e gli organi quasi completamente divorati. Il volto è scarnificato ma gli occhi ci sono ancora, spalancati verso il vuoto. La mandibola è staccata. Non riesco a smettere di guardarla, di pensare alla tranquillità del nostro ultimo incontro, al suo sorriso. Tremo. Perché? Com’è successa una cosa tanto malata? Ansimo. Non ce la faccio più, devo andarmene. Non perdo tempo a pensare e corro a perdifiato, il più lontano possibile da Francesca. Mi sento svenire a ogni respiro, ma non posso smettere di correre. Mi arresto: c’è qualcosa di fronte a me. Sembra un albero tra tanti, ma so che non lo è. I rami incurvati verso il suolo somigliano a zampe. Un ragno? No. È lui. Sbatto le palpebre e la creatura scompare. È dietro di me. Non riesco a muovermi. La cosa mi sfiora una spalla. Il contatto mi rilassa. Profuma di fiori marci, rugiada e sangue. La sua presenza forte mi rassicura, i suoi tentacoli strisciano ghiacciati sulla mia pelle, sotto i miei vestiti, e mi carezzano il corpo. Sento di appartenere alla creatura, di conoscerla. Un tentacolo mi sfiora il volto. Ho aspettato questo momento tutta la vita. Chiudo gli occhi, apro la bocca in un gemito. La creatura entra dentro di me. Urlo. Quando ha finito, si ritira. Mi prende per mano e mi conduce con gentilezza. Si ferma di fronte a un albero. Mi giro per vedere l’aspetto della creatura, ma non c’è. Rimango sola di fronte ai rami spogli dell’albero, su cui è infilzato il cadavere di Marco. Sorrido e passo oltre. Cammino lungo un sentiero tra le fronde buie. Un gufo canta in lontananza. La nebbia impedisce di vedere il sentiero, ma non mi interessa. L’unica cosa che vorrei ora è non restare sola. Grido con tutto il mio fiato. Mi hanno abbandonato tutti? Marco, Francesca? Mamma e papà? La volpe? Persino la creatura? No, la creatura no. È tutta attorno a me. Il ramo di un albero mi offre una maschera di legno. È bianca e ci sono disegnati in nero gli occhi, le sopracciglia e le labbra. Mi piace. Nell’istante in cui la sfioro, sento il pianto di mille bambini colpirmi come un fulmine. Ora so di appartenere a qualcosa. Una volta che la stringo a me, lui torna e si fa vedere. È così bello... È grande ed elegante, grigio e anonimo. Migliaia sono i suoi tentacoli. Mi avvicino. Possiedimi ancora, ti prego. Ti amo. Ho capito tutto.
  3. [MI 109] Prima o poi mi sceglieranno

    Hola, mac! Sei un genio Adoro come scrivi^^ come faccio a fare un commento costruttivo, se mi è piaciuto tutto? Il meccanismo del racconto si capisce abbastanza presto, però sei stato molto bravo a lasciare il dubbio e la curiosità (personalmente, ho definitivamente capito quando descrivi qual è il lavoro che devono fare ). Lo stile è impeccabile e di refusi non ne ho trovati, come sempre v.v l'ironia si sente sempre di più man mano che si legge, fino al finale che ho trovato geniale. Il personaggio è esattamente l'italiano medio - anzi, l'uomo medio (ottima metafora). Pezzi così sono una perla, penso che molte più persone dovrebbero leggere i tuoi racconti, e non esagero Non so che altro dire, se non: bravissimo
  4. L'umano dietro la luce

    Aggiornamento ~
  5. Filosofia e narrativa - discussione

    Be', se vogliamo parlare della narrativa oggi in Italia, penso che il fatto che percorra strade già battute sia solo uno dei tanti problemi. Che siamo in un periodo storico che penalizza le sperimentazioni non è una novità purtroppo. Per quanto riguarda il messaggio / tema concordo con te, penso si sia trattato solamente di un disguido lessicale
  6. Filosofia e narrativa - discussione

    Che occhio In ogni modo, non sono sicuro ci debba sempre essere un messaggio di fondo... un tema sì, ma un messaggio non per forza. Credo Interessante la riflessione sulla grande guerra, non ci avevo mai pensato...
  7. Filosofia e narrativa - discussione

    Ciao ho trovato un video molto interessante sulla narrativa analizzata da un punto di vista filosofico e ho pensato di postarlo qui per due motivi: - condividerlo con voi - far scaturire una discussione interessante A voi
  8. Ho fatto confusione io, chiedo perdono >.>
  9. Girone B 1. Green House - The 3 BrOthers match 1: Bango Skank - Patrick D'Anello 2-0 match 2: Plata - ettore70 2-0 2. Gli scrittori del quartierino - I Bananari match 1: camparino - massimopud 1-1 match 2: Federico72 - simone volponi 2-0 Girone C 1. Armata Brancaleone - Living Stones match 1: Ella F. - Ljuset 0-2 match 2: AdStr - Macleo 0-2 2. Le TreMende - Retroguardia Trash match 1: sefora - Eudes 0-2 match 2: Thea - AlexComan 1-1
  10. [N2017-3] Amari confetti

    Non demoralizzarti così, è tutta questione di allenamento :/ e per quanto riguarda il fantasy, nulla ti vieta di continuare a pubblicare qui sul wd, il mio consiglio era solo quello di provare a cambiare gli schemi del fantasy stesso^^
  11. [N2017-3] Un ennesimo racconto di Natale

    Costruirsi da fumare non l'ho mai sentito, si usa? Comunque, ottimo pezzo^^
  12. [N2017-3] Amari confetti

    Ero già pronto a fare un commento sulla banalità del brano, poi il finale me l'ha risollevato però devo dire che il valore è tutto lì, secondo me, e nello stile ottimo. Sai che ho avuto la tua stessa idea? Concludere il mio racconto come se fosse stata tutta una campagna di D&D però, effettivamente, così facendo hai in un certo senso tolto importanza a tutto quel che viene prima (che, personalmente, ho mal digerito dato che il fantasy classico per me è morto e così deve essere, ha già dato tutto quello che doveva dare, mi piace solamente se nei videogiochi però mi piacciono le novità, nel fantasy, ma qui non ne ho viste molte... Ma questa è questione di gusti personali ) Unico appunto: Questa non l'ho capita
  13. [N2017-3] Il vecchio guardiano

    Concordo Per il resto, bello bello^^
  14. [N2017-3] Semino d'ortica

    @caipiroska faccio dei casini coi sessi
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