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Debora Paolini

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Debora Paolini ha vinto il 6 agosto 2019

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  • Compleanno 12/05/1975

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  1. Debora Paolini

    Nulla Die

    Assolutamente sì. Per questo riporto qui la mia esperienza. Le assicuro che ho letto due testi talmente malmessi da sembrare usciti dal peggior selfpublishing. Non metto i titoli, ovviamente, ma la data di pubblicazione è il 2016. Per qualche refuso non mi sono mai scandalizzata più di tanto, soprattutto di fronte a contenuti degni di nota. Ecco, qui il discorso è più sottile. Di per sé, l'obbligo di partecipare a un concorso, anche a mie spese, non può essere percepito come una palese richiesta di contributi. Il problema nasce quando poi, nel corso degli anni, te ne vengono proposti in continuazione, così come in continuazione ti viene proposto, con diverse formule, l'acquisto di copie del tuo o di altri libri. Il tutto, tra l'altro, non controbilanciato da effettive forme di promozione. In sostanza: se un editore pubblica, ma poi non fa granché per promuovere, però invita in modo costante i propri autori ad acquistare qualcosa (e a questo proposito dovrei parlare anche della prova di stampa, ma magari lo farò in seguito), a mio avviso è più uno stampatore che un editore vero e proprio. Opinione mia, eh. Certe cose, purtroppo, non puoi scoprirle, se non dopo aver firmato il contratto, oppure leggendole nelle esperienze altrui riportate qui o altrove.
  2. Debora Paolini

    Nulla Die

    Soddisfazione e insoddisfazione sono soggettivi, è vero: un autore può essere insoddisfatto di una CE tutto sommato buona, oppure soddisfatto di una mediocre. Non è questa la cosa importante, secondo me. I libri stampati sono lì, a disposizione di tutti. Io ne ho in casa almeno una sessantina. Non li ho ancora letti tutti, ma posso dire, senza timore di essere smentita, che tra quelli sfogliati non ce n'è uno che non presenti refusi ed errori, anche gravi. In un paio di casi mi sono domandata come fosse possibile che un editore pubblicasse testi con simili strafalcioni. Chi vuole, e sarebbe sempre bene farlo, può acquistare qualche titolo e verificare. Per quanto riguarda i contratti: basta farli vedere a un avvocato prima di firmarli. Credo sia giusto, al di là di tutto, non far passare certe situazioni come normali: i rendiconti la CE deve mandarli, non ci sono clausole che tengano, perché non è che nella vita si possa sempre andare a fiducia. L'editing va fatto sul serio, non per finta: meglio cestinare un testo imperfetto, che pubblicarlo in certe condizioni, perché poi, una volta uscito il libro, ogni autore si affanna per guadagnarsi recensioni, e sono rogne quando un blog, o chi per esso, fa notare che il "testo è poco curato".
  3. Debora Paolini

    Nulla Die

    Ma ci mancherebbe, non mi pare di aver mai scritto nero su bianco che qualcuno non possa riportare esperienze diverse dalla mia. Le ho risposto quotando parti a lei riconducibili soltanto perché lei ha menzionato situazioni legate alle cose che stavo dicendo io: Campiello. Lei chiedeva che male c'è, io ho cercato di spiegare dove secondo me sta questo così detto male, nulla di più, tra l'altro analizzando suddetta questione all'interno del quadro generale, che è quello che conta, poi ognuno si farà la propria opinione. Nel complesso, mi pare che dai vari commenti siano venuti fuori dei bei problemi, riguardo Nulla Die, quindi magari gli utenti, più che sapere che qualche loro libro è arrivato in finale al concorso X o Y, potrebbero essere interessati ad argomentazioni inerenti la mera professionalità di una CE. Riguardo al fermare le mail, lei ha ragione, si può fare, ma trovo abbia poco senso, o per lo meno non è un metodo sano per ovviare ai problemi che si possono avere con questo editore: non è fermando le mail che il loro editing diventa degno di essere definito tale, o che le clausole dei contratti migliorano, o che l'editore manda i dovuti rendiconti, fa la necessaria pubblicità, rispetta le promesse messe nero su bianco e via discorrendo. Insomma, mi parrebbe un po' la storia dello struzzo. Sul fatto che poi Nulla Die non sia meglio o peggio di molti altri, sono anche d'accordo con lei, con le dovute eccezioni, ma questo non significa che siccome son quasi tutti un po' così, si debba far finta di niente e accettare tutto quel che viene così com'è.
  4. Debora Paolini

    Nulla Die

    Può essere benissimo che nel tuo contratto non ci sia questa clausola. Nel mio sì, e lo posso anche pubblicare, volendo, senza problemi. Che male c'è? Beh, se per tre anni ti arrivano soltanto mail in cui si suggeriscono concorsi a cui partecipare, e quindi l'invito ad acquistare le copie necessarie, se già non le si hanno, qualcosina di male sotto sotto s'intravede. Se a queste si aggiungono le mail "sconto pazzesco" sul mio stesso libro, mi sa tutto di voglia di vendere e basta. Nel mio caso è stato così, ma sono felicissima di sapere che altri autori si sono trovati bene e hanno collezionato successi. Ma diciamocelo: anche da Wattpad e dal Self publishing Amazon sono usciti fior di scrittori che hanno ottenuto grandi risultati, quindi attribuirne il merito a un editore è una mezza forzatura, perché ce l'hanno fatta anche quelli che un editore non l'hanno avuto. In questo spazio si parla delle case editrici dal punto di vista della professionalità, quindi editing, distribuzione, contratti, rendiconti, pagamenti. A quello io faccio riferimento.
  5. Debora Paolini

    Nulla Die

    Col senno di poi, mi viene da pensare che l'obbligo di acquisto copie forse è il male minore, perché puoi scegliere, se ti viene messo davanti. Nel mio caso, il contratto mi obbligava a partecipare ad almeno un concorso. Per partecipare a un concorso, si sa, bisogna inviare un certo numero di copie. E dove le prendi le copie, se non dal tuo editore? Tra l'altro, con loro nemmeno a prezzo di costo (come su Amazon, per dirne una). Con una frequenza allucinante, mi sono stati proposti concorsi su concorsi, addirittura il Campiello. Se avete letto il regolamento del Campiello, converrete con me che per qualcuno potrebbe essere un affarone, visto il numero di copie da inviare, specialmente se tu, autore, devi fati carico di almeno il cinquanta per cento dell'invio. Ora, proporre a me il Campiello equivale a dirmi di andare a gareggiare sui cento metri contro Usain Bolt: follia pura. Pretendere che debba farlo a spese anche solo in parte mie mi pare una gran furbata. Per continuare col capitolo furbate, oltre alle mail contenenti i calorosi inviti a partecipare ai concorsi, arrivavano anche quelle "sconto imperdibile per te, autore!", mail in cui comprando copie del tuo libro o di quello dei tuoi colleghi di CE, ti veniva concesso uno sconto imperdibile. Tutto questo di per sé non rappresenterebbe un problema, se non che, in tre anni, solo questo ho visto, inviti a comprare. Ora voglio anche fare un ulteriore passo indietro. Nel mio caso, quando li ho contattati per la prima volta, se non ricordo male compilando un modulo, già mi si chiedeva se esistesse o meno l'intenzione di acquistare copie. Io le volevo, ero convinta mi servissero per le presentazioni, ad esempio. Ne prenoto un certo numero. Il libro viene accettato, mi viene mandato il contratto e ups, accidentalmente, ma proprio accidentalmente, il numero di copie che avevo prenotato era salito di qualche decina. Per passare dalle furbate alle scorrettezze vere e proprie, riferendomi al discorso sull'editing inesistente, accade questo: nella mail per il visto si stampi, scrissi loro di apportare le ultime modifiche contenute nei commenti del file PDF e poi di andare in stampa. Succede che quando mi arriva il cartaceo a casa, mi rendo conto che quelle ultime modifiche non sono mai state apportate. Li contatto, si scusano e mi promettono la ristampa di cento copie per rimediare a un errore che riconoscono essere loro, copie che avrei ricevuto a domicilio. Mai viste. Ci tengo a precisare che io qui scrivo col mio nome e cognome reale, quindi ci metto "la faccia", e che quello che racconto è dimostrabile. Lo dico a scanso di equivoci.
  6. Debora Paolini

    Nulla Die

    Se per free intendi una CE che per la pubblicazione del libro non ti chiede soldi, lo è. Ma, e sottolineo MA, l'invito all'acquisto di copie è caldamente raccomandato con una frequenza impressionante, più che altro attraverso il suggerimento di vari concorsi cui partecipare. Nel mio contratto, ad esempio, era previsto l'obbligo di partecipare ad almeno un concorso. Locandine? Mai vista una, mai ricevuto un aiuto che fosse uno per presentazioni, in tre anni. Anzi, dalle foto pubblicate sulla loro pagina facebook, ho potuto vedere che il mio libro non veniva neppure portato agli eventi cui prendevano parte. Forse hanno mandato il libro a un paio di blog e hanno messo sul loro sito (frequentazione scarsa) un banner. Fino a Novembre 2018 la musica era esattamente questa.
  7. Sheila è una ragazzina ingenua e buffa, che fin dall’infanzia è costretta a fare i conti con una realtà piuttosto dura: abbandonata dai genitori biologici, viene adottata da una famiglia dove alcolismo e anaffettività regnano sovrani. Ancor più difficile per lei è relazionarsi con i coetanei, i quali non perdono occasione per deriderla. L’unica cosa che la aiuta a sentirsi meno sola è uno strano sogno ricorrente: una mano dal cielo, una voce nella mente. Insieme al suo unico amico, intraprende un viaggio alla ricerca di un misterioso uomo in grado di curare ogni malattia attraverso il semplice tocco delle mani ed è proprio questo viaggio, con i suoi risvolti tanto amari quanto inaspettati, che la porterà a scoprire verità inimmaginabili sulle proprie origini. Gli orizzonti diverranno tanto vasti da abbracciare altre galassie, altri universi. Il segreto della sua nascita sarà svelato, l’incontro col Custode chiarirà il profondo significato di quel sogno ricorrente. Creature leggendarie, amici dotati di grande saggezza, nemici spietati e pronti a tutto, manipolazioni e intrighi accompagneranno l’evoluzione della Prescelta, il cui cammino è stato arbitrariamente tracciato in tempi e luoghi remoti. Ma sarà lei, e soltanto lei, a decidere come percorrerlo.
  8. Debora Paolini

    Nulla Die

    Sulla voce rendiconti vorrei condividere la mia esperienza, perché è una delle ragioni che mi ha spinta a muovermi per recedere anticipatamente dal contratto con questo editore. Dunque, l'articolo 8 del contratto è secondo me un vero capolavoro, perché in poche righe si dice tutto e il contrario di tutto, per uno scopo a mio avviso ben preciso, almeno per quel che ho sperimentato in prima persona in oltre due anni e mezzo con loro. Articolo 8: entro ogni mese di ottobre l'Editore comunicherà all'Autore il rendiconto del venduto, accreditandogli quanto dovuto per l'anno solare precedente. Le parti concordano che non si procede a rendicontazione finché gli importi a favore dell'Autore non raggiungano la somma di € 300,00 (trecento euro). La prima e la seconda parte dell'articolo sono in netta contraddizione. Questo, di fatto, non solo consente all'editore di non versare le competenze fino al raggiungimento di una certa somma, ma anche - sfruttando ignoranza e ingenuità dell'autore - di non inviare il rendiconto del venduto, cosa illegale che di fatto rende nullo questo articolo. Può anche andar bene la franchigia, ma non si può assolutamente non comunicare all'autore a quanto ammonta il venduto, ed è la legge sull'editoria a dirlo. Fatto sta che io, in oltre due anni e mezzo, non ho mai saputo quante copie del mio romanzo sono state vendute. Ho dovuto inviare loro una diffida ad adempiere, per sapere come stavano le cose. Sommando questa situazione a 1)mancanza totale di editing e correzione bozze, 2) prezzo di copertina esorbitante (€21,00 per 375 pagine, tra l'altro non pulite), 3) assenza di forme concrete di pubblicità, anche minima (partecipano praticamente solo al Modena Buk Festival, vendendo più ai propri autori che al pubblico), per quanto mi riguarda non posso dire che sia stata un'esperienza positiva.
  9. Debora Paolini

    Nulla Die

    L'autore, a mio modesto parere, può anche peccare di ingenuità, di inesperienza, di tutto quel che vogliamo: quando si rivolgerà a una casa editrice, sarà quest'ultima a distinguere tra "pubblicabile" e "improponibile", dopodiché agirà conseguenza. Per quanto riguarda l'editore, invece, il discorso è molto diverso, per come la vedo io: si presume che un professionista abbia sia l'esperienza necessaria a valutare un testo nel suo complesso (forma, contenuto, commerciabilità), sia tutti gli strumenti atti a non produrre e vendere, in caso di valutazione positiva, di testi pieni di refusi ed errori talvolta gravissimi. Se un editore trascura la correzione di bozze o l'editing, soprattutto di fronte a un testo "traballante" dal punto di vista della forma, siamo davvero in presenza di un editore? E se in un contratto vengono menzionati correzione di bozze ed editing, devono essere fatti, altrimenti si prendono in giro sia l'autore, sia gli acquirenti dell'opera. In mancanza di mezzi, o di volontà per ottemperare a quelli che secondo me sono obblighi professionali, beh... qualunque (sedicente) editore dovrebbe dedicarsi ad altro tanto quanto tantissimi (sedicenti) autori.
  10. Debora Paolini

    Nulla Die

    In tutta onestà, non posso dire che il loro sia un editing accurato. E' più o meno in linea con quello fatto da moltissime CE medio-piccole: quasi inesistente. Poi ripeto, bisogna anche vedere cosa ciascuno di noi intende per editing accurato. Se il termine di paragone fosse il lavoro svolto da un buon editor freelance, siamo distanti anni luce. Diciamo che la parte più corposa della revisione del testo viene lasciata all'autore, il quale, dopo aver letto settordicimila volte il suo dattiloscritto, non sarà nemmeno più in grado di scovare i refusi, figuriamoci se riuscirà a valutare la correttezza delle scelte lessicali o a notare le piccole incongruenze che potrebbero essergli sfuggite all'interno della trama! Va detto che la mia esperienza di "editing" con loro risale al 2015/2016.
  11. Debora Paolini

    Nulla Die

    Per quanto riguarda la tua prima domanda, quella sull'editing accurato, posso rispondere in base a quella che è la mia esperienza personale, e la risposta è NO. Sempre che io e te per editing accurato intendiamo la stessa cosa. In merito all'ebook, come hai notato tu stesso, non ce ne sono su Amazon. Anzi, mi pare ce ne sia uno, in realtà, ma uno solo. Mi sono fatta l'idea che non siano particolarmente interessati a farli, anche se si riservano tale possibilità.
  12. Debora Paolini

    La Rosa degli Ashtah - La prescelta -

    Per un periodo limitato, sarà possibile leggere l'intero romanzo in streaming gratuito qui: https://www.yeerida.com/it/read/debora_paolini_la_rosa_degli_ashtah_353?word=0 Semplice accesso con facebook, niente da scaricare, assolutamente GRATUITO
  13. Debora Paolini

    La Rosa degli Ashtah - La prescelta -

    Voglio lasciarvi il book trailer. L'ho creato personalmente con i mezzi a mia disposizione, dunque lo definirei un book trailer casalingo. Spero vi piaccia.
  14. Debora Paolini

    0111 Edizioni

    Trovi la discussione alla pagina 5 di case editrici lista free.
  15. Debora Paolini

    0111 Edizioni

    Io da qualche parte l'ho vista
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