Vai al contenuto

ITG

Sostenitore
  • Numero contenuti

    309
  • Iscritto

  • Ultima visita

Su ITG

  • Rank
    Signore degli Anielli

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo

Visite recenti

4.573 visite nel profilo
  1. ITG

    Do la mia autorizzazione

    io vi autorizzo, ma che ve ne fate delle cose mie?
  2. ITG

    L'ultimo uomo

    Incipit ambizioso, ma forse un po' tortuoso. Immagine molto suggestiva, ma il costrutto con tutte queste incise non mi convince. È vero che è una formula che riprendi più volte nel testo, ma inserirla all'inizio è una scelta coraggiosa. Ho scoperto l'esistenza delle d eufoniche su questo forum. Non capisco perché è un eroe. È l'ultimo rimasto, ma cosa ha fatto di eroico? Forse qui funziona meglio: come avrebbe fatto un proiettile... Devo ammettere che questa parte non mi è molto chiara. Ti riferisci alla Terra, ma perché "quella mano"? Non capisco il paragone. Anche perché poi la mano diventa "la madre". Metafora nella metafora, forse è un po' troppo ambizioso. Non mi convince il tempo verbale. Modificherei il costrutto: sarebbero svaniti da lì a poco. O qualcosa del genere. Questa è una riflessione che si stacca dal racconto? Se è così la metterei in corsivo. Sintomo come termine non mi convince, il sintomo è qualcosa che lascia intuire, qui la situazione è evidente. Racconto che gioca su immagini evocative, traspare una tendenza al portico che, tuttavia, ti porta a estremismi linguistici che, a mio parere, non sempre funzionano. A volte un racconto ha bisogno di filare più rapidamente, in modo che i virtuosismi possano risaltare. Proverei a snellire alcuni punti, sono certo che il racconto ne guadagnerebbe e riusciresti a valorizzare immagini potenti. È chiara la morale, trattata in maniera originale. L'uomo che uccide madre Terra, e resta inerme davanti alla distruzione che egli stesso ha provocato. Alcune riflessioni le ho apprezzate, bravo. Racconto interessante, da rivedere cercando di limare alcuni punti. p.s. attento alle d eufoniche. Un saluto.
  3. ITG

    AA - Aspirante Astronauta

    @Deborah Zan.ciao, Ho letto che il nome della protagonista viene fuori da un gioco di parole con il tuo, questo mi fa pensare che ci sia qualcosa di autobiografico nel racconto. La storia è quasi un pretesto narrativo, il tuo racconto parla di emozioni, di nostalgia delle sensazioni infantili. Sono minuziose le descrizioni degli ambienti, anche se, forse, insisti troppo con gli aggettivi che a volte sembrano superflui. Non capisco perché inserisci l'aggettivo prima del termine a cui è riferito, mi suona di arcaico e rende il testo meno scorrevole. Idem. Popolato riferito ai mobili mi suona maluccio. Credo ci voglia una virgola. Nella tipologia di racconto, che parla dei ricordi di una ragazzina, questa precisazione la vedo superflua, distoglie un po' l'attenzione. Cambi il tempo verbale, è evidente che parli del presente in cui la protagonista è adulta. Staccherei con uno spazio. Che siano coniugi è sottinteso. Non capisco, sono morti entrambi l'anno prima? Ci sono un altro paio di cose che sistemerei, ma già ti sono state segnalate. La storia della ragazzina è la storia di molti di noi, lasciamo che i sogni che avevamo da ragazzini scivolino via senza un motivo vero, poi ci accorgiamo che una parte di essi ci segue nel quotidiano. Un racconto che naviga nella nostalgia e si nutre di alcune belle immagini. Prosa da migliorare, a mio modesto parere, per renderla più snella e scorrevole. Un saluto.
  4. ITG

    [N20-2] ə

    Merito di Inc.
  5. ITG

    I corridoi del monastero

    Ciao @Marcocr, ho visto che sei nuovo nel wd quindi piacere. Il racconto è incentrato su un "viaggio", seppur breve, in cui il nonno Piero fa da mentore al nipote Luca. Piero viene presentato con qualche lieve spunto mistico: il sogno, la pietra con il sangue e la scritta pax. In più gli viene fornito un passato misterioso su cui poggiare la storia che vuoi raccontare. Quindi direi che ci sono molti degli elementi che costituiscono la struttura del racconto classico, ed è già un buon punto di partenza. Dal punto di vista formale l'ho trovato migliorabile. Parti con un'immagine evocativa, che aspira a incuriosire il lettore: la pietra nel sogno. Tuttavia, ti affretti a spiegarne il significato nel periodo successivo, senza dare il tempo all'immagine di sedimentare nel lettore. Avrei preferito una spiegazione maggiormente diluita, svelata con il procedere del racconto con un indizio alla volta. Questa tendenza a spiegare quanto più possibile la mantieni in tutta la prima parte del racconto, come se avessi paura che qualcosa non arrivasse. Ecco, io non sono un esperto, quindi prendi con le molle il mio consiglio, ma a volte bisogna correre il rischio di lasciare qualcosa per strada o che qualcosa arrivi diversamente da come abbiamo immaginato. Al lettore non piace essere guidato in maniera troppo palese. A mio parere la parola "sentenziò" basta a lasciare in chi legge l'immagine che ti affanni a descrivere successivamente. La nota dei dieci giorni è superflua: c'è un nonno che sentenzia e un nipote che obbedisce. È sufficiente a inquadrare i personaggi. Anche qui insisti sul rapporto tra i due dando troppi dettagli tutti insieme. Lascia scorrere un po' di azione prima. Il racconto prosegue con l'arrivo al monastero. A partire da questo punto la storia si svolge in maniera troppo veloce. A mio parere così il testo è troppo sbilanciato: una fase preparatoria in cui lasci molto spazio in termini di caratteri ai due protagonisti, indugiando anche in dettagli non strettamente necessari alla storia, e la seconda in cui si svolge 'il fatto" dove sembri voler arrivare immediatamente al dunque. Giovanni, che dovrebbe essere l'eroe del racconto, viene descritto in pochi caratteri. Avrei aggiunto qualche dettaglio sul rapporto con Piero o una caratteristica fisica. Qualcosa che facesse familiarizzare il lettore con il personaggio. Arriviamo al finale, e devo ammettere che non mi è molto chiaro. Mi è parso di capire che Giovanni in verità non sia morto e che abbia una nuova identità da monaco. Qualcosa non deve essere andato come è stato raccontato a Luca, infatti si fa cenno a un incidente. Credo che l'intenzione sia quella di lasciare un tono di mistero alla scena. Questa scelta però mi sembra in antitesi con l'approccio esplicativo che hai avuto nella prima parte. Anche la cosa che deve essere rimessa a posto non mi è chiara, suppongo sia un libro, ma non sono certo. Visto i dubbi che mi ha suscitato il finale mi viene il dubbio che la storia abbia un seguito, se così fosse avrebbe più senso il finale. In conclusione direi che gli elementi per costruire un racconto ci sono, sulla gestione della storia c'è da lavorare, ma siamo qui per imparare. P.s. hai seminato qualche d eufonica, non le ho segnalate perché a me non danno fastidio, ma ho scoperto sul wd che è meglio evitarle. Un saluto e buon Natale
  6. Scommetto che in almeno in una poesia ci sia un riferimento alla puzza. A quanto me la dai?
  7. ITG

    [N20-1] Il Narratore Millennial

    Lo so che quando un racconto richiede un chiarimento supplementare è sempre perché c'è qualcosa che non ha girato. Però, a chiusura delle votazioni, permettetemi di proporre una chiave di lettura all'idea che ha avuto il mio socio e che ho reputato veramente interessante. La vera storia, almeno nelle nostre intenzioni, è quella di un narratore che distraendosi di continuo non riesce a impostare una narrazione fluida: lascia concetti a metà, riprende la narrazione dopo lunghe pause, usa un linguaggio perfettibile. E mentre critica il modo di raccontare dei suoi «boomer», sotto sotto rincorre un'impostazione classica con tanto di ricerca di una morale che, ovviamente, dimentica. La questione dei reali è una storia nella storia, un espediente narrativo (in cui abbiamo pensato di inserire la piccola distrazione dello smartphone acceso) che ribalta il punto di vista: due boomer cercano di rincorrere un impostazione moderna. La morale che ha dimenticato il nostro narratore? alla fine che sia instagram o youtube, un saluto da una carrozza o da un trono, quello che cercano giovani e vecchi non è poi tanto diverso: un consenso, che sia un like o un inchino, che possa sciogliere qualche insicurezza e possa farli sentire, per un attimo, in pace con il resto del mondo. Oh, almeno credo che sia questa la morale...poi non so
  8. ITG

    [N20-1] Gelino Ganega e la sete nel mondo

    Che meraviglia @Freedom Writer, credo che sia la prima volta che ti incrocio. Mi è piaciuto davvero tanto. Bravo.
  9. ITG

    [N20-1] Il Narratore Millennial

    anche qst colpa mia. @Bestseller2020, @Almissima contento che vi sia piaciuto. ciao @Edu, mi sono iscritto con l'intenzione di provare cose decisamente fuori dalla mia comfort zone (o confort, non ricordo) e ho la fortuna di avere un socio brillantemente incline alle sperimentazioni. Ci siamo divertiti ;).
  10. ITG

    [N20-1] Il Narratore Millennial

    Scusate, colpa mia. Ho fatto un casino con le revisioni di word, correggo un refuso. Scusa anche tu ink
  11. ITG

    Battute squallide

    @mercy ti giuro che ero entrato per scrivere questa
  12. ITG

    Unpopular opinion

    @Befana Profana se non fosse per quel "contenuto nascosto"
×