Vai al contenuto

ITG

Lettore
  • Numero contenuti

    182
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

24 Piacevole

Su ITG

Contatti & Social

  • Sito personale
    https://chemenefotte.wordpress.com

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo

Visite recenti

1.782 visite nel profilo
  1. ITG

    [Sfida 23] L'ultimo capolavoro di T-Res

    Ciao @Poeta Zaza, grazie del commento Non differiva, è lo stesso quadro. Lo ha visto prima, certamente. In una prima stesura avevo spiegato meglio questo punto, in fase di revisione ho deciso di lasciarlo sospeso. Ti scrivo in privato le mie ipotesi di lettura. Saluti
  2. ITG

    Guanto di Sfida

    Saluti
  3. ITG

    [Sfida 23] L'ultimo capolavoro di T-Res

    Walter Leone sapeva che, prima o poi, sarebbe finito, come tutti gli altri, seduto a un tavolo con la propria esistenza sparpagliata sopra. In quel momento, aveva sempre pensato, un uomo non può fare altro che mettersi comodo e porre tristemente su due piatti di una bilancia la persona che si è e quella che si sarebbe voluta essere, sperando di non uscire troppo ammaccato dalla differenza di peso. E se un uomo cede all'illusione di sentirsi l'unico padrone del proprio futuro, non può esimersi dalla responsabilità di sentirsi l'unico padrone del proprio passato. E se ambizione e talento ti consentono di scrivere il primo, solo una buona dose di ipocrisia ti consente di abbracciare in pieno il secondo. Fino ad allora è solo un incedere confuso, in continua oscillazione tra ambizione e possibilità, certezze e speranze, cercando di arrivare più in alto possibile. Quel momento per lui arrivò il 3 maggio del 2007, quando prese per la prima volta in braccio sua figlia Vivian: i piccoli occhi non ancora abituati alla luce del mondo, la pelle rosea che si arricciava in smorfie incomprensibili e la minuscola bocca socchiusa. Solo alla fine lo sguardo cadde sulla manina destra che, come gli avevano anticipato, presentava l'insolita malformazione di avere un dito in più, una sorta di mignolo aggiuntivo. Spiegarono che il problema si sarebbe risolto con una semplice operazione, ma Walter non gli diede peso, sospirò con veemenza, affidò la bimba all'infermiera e si congedò smorzando un sorriso. Si sedette al volante della sua Nissan e spinse con rabbia il pedale dell'acceleratore. Lasciò in fretta il parcheggio dell'ospedale e alzò il volume dell'autoradio. Freddy Mercury urlava la sua voglia di vivere per sempre lungo la statale, accompagnato dalle sapienti mani di Brian May. Tornò a casa solo dopo il tramonto, abbracciò una bottiglia di Jack Daniels sul divano del salone, alzò gli occhi e ripensò a tutto. Dall'inizio. Il più in alto possibile lo aveva raggiunto nel luglio del '86, poco più che ventenne. Col tempo si sarebbe reso conto che, per un uomo ambizioso, nulla è peggio che raggiungere l'apice in giovane età, per poi passare il resto della vita nel tentativo di ripetersi o, peggio, a convivere con il dubbio che quello che gli altri hanno scambiato per talento sia stata, in verità, soltanto una clamorosa botta di culo. Erano, quelli, gli anni delle foto della cometa Halley, di Cernobyl, dell'attentato al Papa e dei quadri di T-Res, l'artista anonimo che raggiunse quotazioni da capogiro. Al di là del talento e di un'insolita capacità di mescolare chiaroscuri e colori accesi, quello che colpiva delle opere di T-Res era l'esasperata tendenza verso il macabro, che sfidava ogni ragionevole esigenza artistica. In particolare, riproducevano scene di delitti irrisolti attribuiti a un unico killer seriale, insistendo sui dettagli più cruenti. Secondo alcuni critici le rappresentazioni di T-Res suscitavano un trasporto emotivo tale da condizionare l'analisi obiettiva del quadro, al punto che chi li osservava era portato a scorgere particolari che l'autore, in verità, non aveva intenzione di inserire. Per cui una sfumatura di verde poteva essere interpretata come la rappresentazione di una pianta effettivamente presente sulla scena, o una macchia nera in un angolo la volontà di indicare la presenza di qualche animale domestico. Molteplici ipotesi furono fatte circa l'identità di T-Res, secondo alcuni era un poliziotto, secondo altri aveva un informatore che gli forniva copie delle foto scattate sulla scena del crimine, altri ancora ritenevano che quella di T-Res fosse una capacità innata di riportare graficamente le informazioni che riusciva a racimolare da giornali, TV e radio, qualcosa di simile alle tecniche che utilizzano i ritrattisti per gli identikit. C'era, infine, chi riteneva che i quadri di T-Res fossero una chiara prova del fatto che egli fosse l'assassino. Ovviamente quest'ultima ipotesi, non essendo avvalorata da prove concrete, era stata relegata a semplice speculazione mediatica, prima di essere del tutto smontata quando si giunse all'identificazione del killer seriale: Anreij Rebrov uno studente di chimica di origini ucraine, con un accomodante viso tondo e fascinosi occhi chiari, il quale, tuttavia, si era sempre dichiarato innocente. Entrato da poco nella polizia Walter Leone, affascinato dal caso, riesaminò le foto delle scene del crimine confrontandole con i quadri di T-Res. Osservando il dipinto dell'omicidio di un ragazzino appena dodicenne, tale Matthew Simpson, notò che sul polso della vittima, rappresentata distesa sul pavimento con il braccio destro a coprirsi gli occhi, si allargava un cerchio dal cui centro partivano due linee che si estendevano fino ai bordi della tela. Walter si convinse che quel cerchio rappresentasse un orologio con le lancette che segnavano un orario preciso: 10:20, che, però, non coincideva con quello presunto della morte, stimato per le 18:30. Fu l'esame dei reperti raccolti sulla scena che fece emergere una coincidenza sconcertante; al momento della morte il bambino aveva un orologio al polso, quando Walter ebbe modo di esaminarlo poté verificare che segnava in maniera perpetua un unico orario: 10:20. Walter ipotizzò che l'orologio fosse fermo già alla morte del bambino. Grazie a questa intuizione ottenne la possibilità di interrogare T-Res, che si scoprì essere afroamericano di 45 anni di nome Caleb Kappleton, che, nonostante il successo, continuava a vivere in condizioni di semipovertà. Erano passati 20 anni, ma Walter ne ricordava con incredibile precisione la faccia: le labbra grosse che teneva leggermente aperte come se si portasse appresso un affanno perenne; la barba ispida che si sparpagliava lungo la faccia. E gli occhi: grossi, neri, profondi. Sembravano invocare la pietà che Caleb non osava chiedere a parole. Era restato zitto tutto il tempo dell'interrogatorio con la testa bassa rivolta verso le mani giunte. Solo alla fine, quando i toni si attenuarono, alzò le braccia e pronunciò delle parole che sembrarono vaneggiamenti di un folle: <<Non sono opera mia! Queste sono le mani del diavolo. Che Dio abbia pietà di voi.>>. La prima a testimoniare contro Caleb fu Margareth Donovan, una donna sulla sessantina che dichiarò di averlo visto nei pressi dell'abitazione di Matthew. Seguirono altre testimonianze che scagionarono Andreij Rebrov e condannarono Caleb Kappleton alla pena di morte e T-Res a una sorta di damnatio memoriae: i quadri furono ritirati dal mercato e il suo nome fu bandito dalle gallerie. La difesa evidenziò delle incongruenze tra le testimonianze e pose l'attenzione su alcune affermazioni di chiaro stampo razzista. Fu organizzata una fiaccolata di protesta dopo l'emissione della sentenza e parte della stampa si disse convinta della sua innocenza. Caleb Kappletton fu giustiziato la mattina del 12 marzo del '92. Fuori c'era il Sole. Walter Leone fu felice di aver salvato un uomo innocente. Chi è nel giro afferma che al mercato nero è ancora possibile imbattersi in una delle opere di Caleb Kappleton alias T-Res. Ma non l'ultima. Caleb rinunciò all'ultimo pasto ed espresse come ultimo desiderio quello di poter dipingere un'ultima tela. Nel rispetto delle sue volontà fu recapitata all'uomo che l'aveva arrestato, Walter Leone, la mattina del 2 maggio del 2007. Walter Leone ripose la bottiglia ormai vuota ai piedi del divano, si rese conto di aver passato la notte in bianco solo quando i primi raggi di Sole si insinuarono tra le imposte. Una lama di luce tagliò il muro nero dell'oscurità andando a lambire la tela che aveva davanti. Lui continuò a fissarla fin quando la luce non la scoprì del tutto. C'era un neonato dipinto, a terra privo di vita, rappresentato con il braccio destro a coprirsi gli occhi. Dal centro della manina partivano delle linee che arrivavano a toccare i bordi della tela, Walter Leone avrebbe giurato che fossero le dita della mano. Erano sei. Fuori c'era il Sole.
  4. ITG

    Stanotte scrivi per me

    Ciao @lovigius, parto con il dirti che ho trovato questo testo scritto in maniera notevole. Hai mostrato una capacità di scrittura non indifferente utilizzando un vocabolario ricercato e mantenendo un ritmo veloce che, per me, è fondamentale in un testo breve. Devo essere onesto, ultimamente faccio fatica ad arrivare alla fine di un testo, il tuo è scivolato rapido fino alla fine. In questo ha sicuramente aiutato il tempo verbale al presente e la scelta della seconda persona, scelte entrambe azzeccate e funzionali. Ho trovato buone anche le descrizioni, riesci a infilarle senza lasciar andare l'azione, tra un movimento e l'altro, tipo: in questo passaggio hai descritto la cucina disordinata e hai insistito sul carattere bizzarro della protagonista. Preferisco queste soluzioni alle descrizioni dettagliate di arredi ecc. ti faccio i miei complimenti, per quello che valgono. Bella immagine, magari la mattina fosse davvero così semplice svuotarsi dai pensieri... In questo pezzo, gusto personale, avrei evitato l'utilizzo di tutte queste interrogative dirette. Credo che sia una soluzione un po' inflazionata nei flussi di coscienza, ma, ribadisco, è un gusto personale. E poi devo pur segnalarti qualche cosa :). A questo punto ho temuto che lei avesse una tresca con il direttore, in stile bridget jones In conclusione, ho apprezzato davvero il tuo modo di scrivere e sono curioso di leggere qualcosa che abbia una trama più articolata. Questo l'ho visto più come un esercizio di stile, incentrato sulla presentazione della protagonista e sui suoi pensieri, ma dove accade poco. In ogni caso mi hai piacevolmente colpito. Complimenti davvero.
  5. ITG

    Guanto di Sfida

    Va bene anche più di una per me...anche se credo che a questo punto entri in gioco anche l'opinione del giudice @Black
  6. ITG

    Guanto di Sfida

    @Lauram, intendevo immagine grafica, che sia stampata, riprodotta su un video o su un muro. Va bene anche una lettera o un qualsiasi simbolo.
  7. ITG

    Guanto di Sfida

    Accetto la sfida, sebbene questo significhi portare il portatile in campeggio . Tema: "immagine", intesa come qualsiasi simbolo grafico o anche fotografia, quadro ecc...
  8. ITG

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    @Emy faremo del nostro meglio
  9. ITG

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Grazie a chi ha partecipato, grazie al giudice @Kuno e a @Edu per aver proposto una sfida stimolante. L'ho spuntata per un pelo... se il mio avversario avesse avuto qualche giorno in più di tempo sarebbe finita diversamente.
  10. ITG

    [Sfida 22] Tradimento ideale

    Ciao @Miss Ribston, innanzitutto grazie del passaggio e del tempo dedicato a leggere e commentare il racconto. Consentimi qualche precisazione. Premesso che: il lettore ha sempre ragione e sono d’accordo con chi dice che qualsiasi spiegazione complementare al racconto sia legata a un difetto dello stesso; quando posto in officina preferisco ricevere commenti negativi, aiutano a migliorare e poi sono certo che siano opinione sincere slegate da simpatie o antipatie; non ho nulla contro i cinepanettoni, anzi, se riuscissi a scrivere qualcosa in grado di vendere l’1% di quello che hanno venduto loro sarei a posto per anni, non ti nascondo di essere piuttosto sorpreso dal tuo commento. Non che io sia convinto di aver scritto un buon testo, anzi, lo trovo pieno di difetti ma non mi ci trovo in quelli che hai evidenziato tu. La mia idea, evidentemente non riuscita, altrimenti non sarei dovuto ricorrere a spiegazioni aggiuntive, era raccontare di come i media riescano a influenzarci al punto tale da regolare anche quelli che dovrebbero essere gusti strettamente personali, fino a farci perdere confidenza con quelle che erano le nostre idee o opinioni di partenza. Uso il termina raccontare proprio perché mi rendo conto di quanto sia inflazionato questo concetto, ma purtroppo non sempre vengono idee originali e si prova a lavorare con quelle che si hanno, sperando di infiocchettarle nel modo più accattivante possibile. La figura di Costanzo era stata inserita come simbolo di una persona intelligente e preparata che, travolta dal successo, dagli eventi o chissà cosa, si è trovato a muoversi in un ambiente televisivo che, almeno secondo la mia opinione, intelligente non lo è. La riflessione di sottofondo, probabilmente troppo flebile per poter essere percepita dal lettore, è relativa a quanto ciascuno di noi possa essere un Maurizio Costanzo, cioè quanto siamo disposti ad allontanarci da quelli che erano i nostri obiettivi? in nome di cosa? In questo concetto di cinepanettoniano ci vedo poco, ma, ribadisco, quando qualcosa non arriva la colpa è di chi scrive. Grazie del tempo, davvero. A presto!
  11. ITG

    [Sfida 22] Tradimento ideale

    @Adelaide J. Pellitteri ciao, grazie del passaggio e delle segnalazioni. dal copia-incolla da word escono questi simboli, non saprei... In verità non avevo la pretesa di inserire l'idea del riscatto... forse hai confuso i contest?
  12. ITG

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Buonasera, chiedo la cancellazione dei seguenti racconti: Grazie in anticipo
  13. ITG

    Guanto di Sfida

    Sfida 22.
×