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Altrove

Scrittore
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    Sognatore
  • Compleanno 18/05/1968

Informazioni Profilo

  • Genere
    Maschio
  • Provenienza
    Altrove (è ovvio, no?)
  • Interessi
    Tanti, troppi ma irrimediabilmente irrinunciabili :-)

Visite recenti

410 visite nel profilo
  1. La Signoria Editore

    Il fatto di essere estremamente localizzati non rende arduo promuovere e sostenere autori che non rientrano nella vostra area geografica? In questi casi che tipo di supporto offrireste?
  2. Watson Edizioni

    Eppure mi pare semplice... Allora, mettiamola in questi termini: se il percorso completo che deve fare un autore per pubblicare con Watson è totalmente, assolutamente, innegabilmente gratuito nel senso che non richiede il benché minimo esborso (per qualsivoglia ragione) all'autore allora possiamo affermare con assoluta certezza che Watson è un editore free, ovvero che un autore può pubblicare con loro senza alcun costo a suo carico. Viceversa se così non fosse bisogna, con altrettanta chiarezza, affermare che il percorso per pubblicare con Watson non è del tutto gratuito ma che prevede costi pre-pubblicazione a carico dell'autore. Quei soldi vanno a Watson? Diviene, a questo punto, del tutto irrilevante dal punto di vista dell'autore: vadano a Watson o a un collaboratore esterno poco cambia perché l'autore deve sborsare un po' di eurini. La domanda vera secondo me è un'altra: se un autore decide di non avvalersi del lavoro di un editor eterno quanto questa decisione può incidere sulle reali e effettive possibilità che un testo ritenuto comunque meritevole venga pubblicato?
  3. Longanesi

    Risponde poi una mail (credo automatica) che invita a inviare il materiale in formato cartaceo oppure, meglio ancora, di (copioincollo): "Ci sentiamo però di consigliarle di partecipare all’edizione 2018 del torneo letterario gratuito IoScrittore (www.ioscrittore.it): partecipando al torneo potrà ottenere i giudizi di molte persone che come lei amano la lettura e la scrittura e migliorare così il suo lavoro." Alla fine credo che Ioscrittore sia ancora il loro canale di scelta preferenziale...
  4. La Signoria Editore

    Sono anch'io tra questi
  5. TZLA - Trentin e Zantedeschi

    Occhio... è un ottimo adulatore... Canterà le lodi al tuo lavoro e....
  6. Salani Editore

    Non funziona così perché non è compito di un editore fare da nave scuola, da maestrina o da tutor. L'editore è un imprenditore. Se crede nel tuo prodotto lo fa suo, se non crede nel tuo prodotto lo scarta (questo a livello puramente ideale, la realtà poi è più macchinosa e meno "romantica"). Pertanto non possiamo mai aspettarci da un editore un confronto nel quale ti segnali punti deboli, punti forti, elementi di valore o di disvalore. Questo, al limite (e non sempre), lo fa un agenzia letteraria...
  7. Booksalad

    Nessuna ha più avuto contatti con questa casa editrice? Consegnai loro un mio dattiloscritto lo scorso anno al salone del libro di Torino ma nonostante alcune successive richieste non ho mai ottenuto risposta... mumble... mumble...
  8. TZLA - Trentin e Zantedeschi

    Devo essere stato particolarmente sfortunato allora... Grazie per la tua testimonianza...
  9. TZLA - Trentin e Zantedeschi

    Perdona il mio intervento ma vorrei capire alcune cose (non ho intenti polemici, ma solo comprendere visto che la mia esperienza con questa agenzia è stata totalmente negativa). Su che base giudichi positiva la tua esperienza? In altri termini... quali sono i parametri che ti portano a una tale conclusione? Per quanto mi riguarda gli elementi che mi possono portare a un giudizio (positivo o negativo che sia) sono fondamentalmente basati sul fatto che i contratti di rappresentanza dovrebbero essere bilaterali, ovvero dovrebbero impegnare entrambe le parti ognuno per il proprio ruolo, fatta salva la non certezza che si arrivi necessariamente alla stipula di un accordo con un CE (questo non è in discussione). In altri termini dovrebbero esserci dei punti di contatto e degli impegni che anche l'agente dovrebbe far suoi, altrimenti non è più un contratto tra "le parti" ma un "faccio quello che voglio" . Dovrebbero quindi esserci dei parametri oggettivi che io credo si possano riassumere così: - condivisione con l'autore di una strategia finalizzata ad agganciare una CE e arrivare a una firma con la stessa (risultato, ripeto, che nessuno può garantire ma che entrambi, agente e autore, devono prefissarsi come obiettivo finale). - comunicazione (periodicamente e spontaneamente l'agente dovrebbe informare l'autore sulle proprie mosse, sui propri successi e sui propri fallimenti, sui contatti da approfondire e sulle CE da scartare) - rapporto stretto che impegni l'autore a seguire consigli, direttive, suggerimenti che l'agente fornisce - continuo interscambio di opinioni e informazioni che migliorino il lavoro e conducano il rapporto in una direzione ben definita. Ecco, questi sono i principali (tralascio quelli meno "misurabili", tipo onestà intellettuale, disponibilità, prontezza, professionalità, etc.). Mi chiedo quindi... il tuo giudizio positivo nasce dalla valutazione anche di questi fattori o è basato solamente sul lavoro di editing e sul contratto stipulato? Ripeto senza fini polemici ma solo per amor di chiarezza. Grazie
  10. [Book Coach] Francesco Gungui

    Credo di essere l'unico homo sapiens al mondo a non avere un profilo facebook
  11. [Book Coach] Francesco Gungui

    Ho provato più volte a contattarlo tramite il suo sito ma non ho mai avuto risposta... Ha forse un indirizzo mail fruibile col quale raggiungerlo?
  12. Rita Vivian

    CI conto!!
  13. Rita Vivian

    È successo anche a me con l'ultimo lavoro ed era successo tale e quale in precedenza. Ma mentre per il primo romanzo ho la ragionevole certezza che sia stato letto, stavolta ho la netta sensazione (sensazione eh!) che non sia nemmeno stato aperto il file
  14. Watson Edizioni

    Questa è un po' la logica del "pochi, maledetti ma subito", logica che può avere un senso ma non è sicuramente pensata a vantaggio dell'autore ma solo dell'editore (vuoi per "mascherare" inefficienze nei pagamenti delle royalties nel tempo, vuoi per una logica di risparmio, vuoi per un'idea più o meno attrattiva di "marketing creativo" o altro che ora mi sfugge). La sensazione comunque è che sia una sorta di escamotage che rende poco merito al valore dell'opera e dell'autore in sè, merito che solo il tempo (e il mercato) possono sancire e che non si può quantificare a tavolino all'inizio di un percorso (breve) che dovrebbe, invece, essere lungo e costruito nel tempo... That's my opinion of course
  15. TZLA - Trentin e Zantedeschi

    vero. Tutto serve... alla fine resta l'esperienza fatta e un pizzico di consapevolezza in più. Il mio consiglio spassionato è di fare sempre attenzione, soprattutto nei confronti di chi tesse lodi sperticate al proprio lavoro o illude che possa esserci un futuro radioso. Diciamo che per un istante è stato bello crederci (e sicuramente non mi ha portato a pensare di smettere di insistere )
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