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Nanni

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  1. Nanni

    La cosa vera

    Ciao @Unius, ben ritrovato. I tuoi commenti sono sempre interessanti e richiedono una particolare attenzione. Procediamo con metodo. Non lo avrei specificato così chiaramente, nemmeno con P.d.V. del narratore onnisciente. Un gruppo di ex militari che decidono di ergersi a giustizieri continuerebbero ad applicare i metodi militari, consistenti nella soppressione di ogni ostacolo, nel rifiuto di ogni elemento estraneo alla loro ideologia. Se catturati dalla polizia o intervistati dalla stampa governativa, considerati entrambi facenti parte del sistema da abbattere, il nemico, non ammetterbbero niente, nemmeno di esistere. U problema di lunghezza, temo. Sono d'accordo con te: sarebbe stato meglio lasciar intuire lo scopo del gruppo dal loro comportamento, ma mi avrebbe richiesto moltissimo spazio. Anche se non sono certo che considererebbero le forze dell'ordine ufficiali come un nemico. Data la situazione di forte crisi che ho cercato di descrivere e più probabile che se ne considerino alleati. Pero non sono stato esplicito su questo quindi ogni interpretazione è legittima. Lo chiamerei per nome o con quello che era il suo grado. Farebbe romantico retrò. Questa mi sembra un'ottima idea (intendo chiamarlo cn il grado) Questo è un punto cruciale. Il protagonista soffre di una spinta verso l'autodistruzione che la nuova droga amplifica. Ma è l'intero consesso civile che sta marciando verso l'autodistruzione. Temo che questo non sia chiaro, però. Dovrò rifletterci sopra. Quel “cosiddetti” sa di presa di coscienza, consapevolezza che qualunque guerra abbia combattuto era sbagliata e che non vuole più avere dei nemici da uccidere. Quindi, se male non ho capito, non procederà oltre nel dare la caccia a spacciatori di droga anzi, finirà per assoggettarsi a quel sistema, che pure forse odia Esatto. Ora l'uomo è concentrato su problemi molto diversi. La droga lo ha rapidamente divorato perché è venuto incontro a un bisogno già radicato in luiTalmente micidiale che, della ragazza, si dice che è diventata dipendente senza nemmeno aver assaggiato una dose. Quel “cosiddetti” sa di presa di coscienza, consapevolezza che qualunque guerra abbia combattuto era sbagliata e che non vuole più avere dei nemici da uccidere. Quindi, se male non ho capito, non procederà oltre nel dare la caccia a spacciatori di droga anzi, finirà per assoggettarsi a quel sistema, che pure forse odia, usandolo come mezzo per porre fine alla sua vita che a questo punto gli sarà sembrata vuota e inutile. Sì, ma più che vuota e inutile la vita ora gli sembra qualcosa di negativo, da rifiutare. Avrei evitato di citare queste battaglie, non perché non siano valide e tutte suggestive quanto drammatiche ed epocali ma, proprio per queste loro prerogative, perché i giovani d’oggi, tranne pochi casi molto specifici, non sanno cosa sono, per quanto siano diplomati e laureati… Probabilmente hai ragione, ma non dispero mai che lla gente sia più informata di quanto supponiamo. Veramente la cosa vera è la morte, di cui la droga con lo stesso nome è un succedaneo. Perché, come si dice nel dialogo con lo spacciatore, ti uccide, ma poi torni indietro. Alla prossima.
  2. Nanni

    Nazzicare e possibili alternative

    Che male c'è? la discussione è rimasta aperta. Comunque è evidente che il termine nazzicare ha una sua storia e ha assunto, in diversi contesti, significati diversi, anche se simili. nell'ambiente che frequento si usa prevalentemente in riferimento a sedie e tavoli con gambe di lunghezza diseguale.
  3. Nanni

    Darcy edizioni

    Quindi non fanno editing - né correzione di bozze - se non a pagamento?
  4. Nanni

    Bizzarre espressioni locali

    Qui siamo in via di esaurimento. Allora propongo un motto decisamente tombale: Pozza sculà! Che è un'espressione d'area campana, ma talmente orrenda che mi rifiuto di spiegarne il significato. lo faccia qualche napoletano, se gli va. Per ora basti sapere che implica l'attività di un simpatico individuo detto schiattamuort'. Che la livella possa ridurlo in sottilissime scheggie.
  5. Nanni

    La cosa vera

    Vi ringrazio molto per gli apprezzamenti. Sono stato parecchio tempo senzaa scrivere, per cui, psicologicamente, questo era quasi un piccolo debutto. Rispondo a un paio degli appunti di Cid. Su gli altri sono semplicemente d'accordo: errori di minore o maggiore entità. Pur se è tollerata, la dorma "su di" è usata con i pronomi, altrimenti credo sia meglio scrivere: "su un divano" Vero, non è un italiano purissimo. Il motivo per cui ho usato questa forma è l'eufonia: su un suona male, ache dal punto di vista metrico. Avrei potuto usare "sopra", ma nemmeno così mi piace. Non sono sicuro che il napalm (in quanto tale) produca questi effetti: si tratta del composto di due acidi deboli gelificati. Credo di aver capito che cosa intendi dire, ma non come l'hai espresso. Mi pare che una delle caratteristiche del napalm sia proprio quella di aderire alla pelle, potrei sbagliarmi. Ma, almeno inizialmente, il napalm non era benzina miscelata con sapone? Un ultima cosa: purtroppo c'è un errore che non è stato rilevato e che è bene io segnali. Dove è scritto Potrebbe sembrare che, a parlare, sia ancora la ragazza, e che quindi "l'altro" sia refuso per "l'altra". No, qui interviene un altro personaggio. Dopo la prima frase andrebbe qualcosa come "-- Disse uno dall'aria terribilmente autoritaria. Il capo". Purtroppo questa frase è rimasta nelle intenzioni.
  6. Nanni

    Futuro nero

    Guada @Kuno che il direttore della rivista si comporta quasi esattamente come il direttore di una casa editrice di cui non dico il nome ma molti qui riconosceranno al volo. Avrei voluto qualcosa di più @Eudes mi perdoni. Quanto alle donne la madre mi risulta decisamente odiosa già così, col suo sfogare le ambizioni fallite attraverso la figlia e il pretendere che tutti si adeguino alle sue esigenze.
  7. Nanni

    La montagna incantata, Thomas Mann

    Scusa Niko, volevo semplicemente dire che delle considerazioni da aggiungere le avrei anche avute, ma temevo che restassero sospese nel vuoto per mancanza di entusiasmo. Alla fine anche da parte mia, devo dire. Quanto al "chiuderla qui" semplicemente ho frainteso.
  8. Nanni

    Futuro nero

    Due tesi opposte, in pratica Io ho considerato che trattandosi di un racconto non realistico, i dialoghi dovessero essere necessariamente sopra le righe ma, in questo caso, non lo fossero abbastanza. Kuno è partito da un presupposto diverso.
  9. Nanni

    La cosa vera

    Ciao a te. Te la cavi magnificamente. Ti ringrazio di cuore per questa piccola recensione molto favorevole. Le maiuscole che mancano dipendono dal modo di gestire i dialoghi, che non mi viene mai troppo bene. Fai benissimo a segnalarmele, devo stare più attento. Per il resto credo che tu abbia centrato perfettamente uno dei punti più importanti del racconto.
  10. Nanni

    La montagna incantata, Thomas Mann

    Beh, due pagine di chiacchiere le abbiamo riempite. Io lo lascerei aperto, nel caso qualcuno abbia voglia di aggiungere qualcosa. Ma fate come volete: al momento non so che altro dire. Anche perché vorrei un dialogo, non mi va di fare disquisizioni in solitudine.
  11. Nanni

    Bizzarre espressioni locali

    Nun te sputo che t'amprofumo Complessa espressione che va intesa come "Puzzi talmente tanto - fai talmente tanto schifo - che se ti sputo addosso miglioro la tua situazione. E io questo non lo voglio". Evidentemente, viene da considerare, lo sputo della persona che parla, in questa frase, è di per sé micidiale. Ma di ciò non gli importa.
  12. Nanni

    La cosa vera

    Commento – Si stava meglio in trincea – borbotta fra se il veterano. Le buche sparpagliate sul manto stradale non sono piene d’acqua, ma di una disgustosa fanghiglia maleodorante. l’ultima volta che è piovuto sono scoppiate le fogne: poi il liquame è defluito. Da dove poteva defluire. Il contatto lo aspetta all’angolo di una casa dirupata, abbandonata perché pericolante e poi lasciata lì a pericolare. – Ce l’hai? – Chiede. – Dentro. – risponde l’altro. La sua faccia è tumefatta dall’angoscia. – ti sei fatto? – si informa l’acquirente. Il senso della domanda però è “È questo l’effetto?” – Sì. – Risponde l’altro. Il pavimento dell’androne trema a ogni passo. – Qui viene giù tutto – Commenta. – E a te che ti frega. – Dice un tizio magrissimo abbandonato su di un divano marcio dall’umido. – Con quello che sei venuto a comprare! Lo sai cos’è? L’uomo guarda il suo compagno, che sembra sul punto di crollare al termine di una spaventosa arrampicata. Annuisce. – Sei venuto a comprare la morte e ti preoccupi che ti cada in testa un mattone! – Sì, ma poi si torna indietro. Giusto? – La morte è la morte. Che torni indietro o finisci in una fossa sempre morto sei. – Chiude il tizio magrissimo – Dammi il braccio. Te ne faccio un po’. Se ti piace compri tutte le dosi che vuoi. Sono onesto, Vedi? – Poi, mentre gli inietta in un vena qualche linea d un liquido lattiginoso: – Tanto lo so che la riprendi. Veterano, hai fatto male a sopravvivere alla guerra! – E ancora, con voce professionale: – Durerà poco, è solo un assaggio. l’uomo fa un passo indietro. Non sa cosa aspettarsi. Per qualche istante non succede niente, poi il suo cuore comincia ad accelerare. Un morsa stringe i suoi polmoni impedendogli di respirare. Teme di essersela fatta sotto. Cerca di gridare ma non escono suoni. La sua bocca si riempe di qualcosa che è sicuro sia sangue. Un rombo che diviene sempre più forte gli risuona nelle orecchi. Le gambe gli cedono. La luce vibra e la vista si confonde. Si fa buio. Sta… Tutto finisce. Sente che il suo sguardo deve assomigliare a quello del contatto, ora. Ma qualcosa gli manca, è finito tutto troppo presto. Ce ne voleva di più. Riprende fiato, da i soldi al pusher, prende la busta con la droga in polvere e va via. Ora è in una stanza con i suoi amici. Sono un gruppo di giustizieri, tutti ex militari. Vorrebbero ripulire la città da almeno un po' della merda che la imbratta. Questa storia della nuova droga li preoccupa. Tira fuori dalla tasca una busta con una parte delle dosi che ha comprato. – Eccola. – Dice. – È esattamente quello di cui parlano le voci che abbiamo raccolto. – L’hai provata? – Dice una ragazza dal fisico da culturista. È curiosa, forse troppo. A lui non piace il suo tono. Comunque annuisce. – Sì. – Dice. – È tutta qui quella che hai preso? – Sì. – Dice ancora. l’altro lo guarda diffidente. Non gli crede. – Attento a quel che fai. È morta un sacco di gente in pochi giorni. E non capiamo perché. – È quello che è: morte. – Davanti ha un muro di occhi. Ostili, preoccupati, spaventati. Apre la porta ed esce. Solo la ragazza culturista prova a seguirlo. Lui le dice di andarsene, lei lo prende per un braccio, lui la spinge, è più forte, lei sbatte con la schiena contro un muro e scivola seduta sul marciapiede, stordita per un attimo. – Non andartene! - Grida. – Ti prego, non farlo. – Poi, a voce più bassa: – Portami con te. Lui è già alla svolta della strada. Se si girasse a guardarla la vedrebbe piangere, cosa, che dato il suo fisico, appare sconcertante: sembra un’enorme bambina che fa i capricci. Già dipendente senza nemmeno aver provato una dose. L’ex militare arriva a casa e se ne spara un bel po’. L’agonia dura ore e, anche stavolta, non riesce ad emettere alcun suono, sicché nessuno nel palazzo si accorge di ciò che succede. Il respiro gli manca, gli organi, pian piano cedono tutti, anche quelli di cui non ha mai avuto coscienza. Sente la pelle che si ulcera e brucia come se fosse sul rogo, come se fosse coperto da napalm. Si contorce finché non arriva il momento in cui sente che tutto sta per finire. Che il suo corpo, per quanto robusto non può resistere un attimo di più. Chiude gli occhi già ciechi è… Tutto torna normale, o quasi. Si sente come se fosse stato tagliato a pezzi e poi ricucito. – Voglio morire. – Sussurra a se stesso. Gli sembra di non essere stato lui ad averlo detto. Ha ammazzato moltissimi cosiddetti nemici, alcuni persino a mani nude, e ora non riesce a dare la morte a se stesso? Non in quel modo, comunque, è un vicolo cieco. Accanto a lui, ora riesce a vedere, c’è la ragazza culturista. – Resta con noi. – gli dice, poi precisa: – Con me. Ti ho vegliato per tutta la notte, è stato come se fossimo in una trincea abbandonata e tu fossi stato colpito da una bomba a frammentazione. – E il nemico stava per occupare la trincea? – Sì. Esattamente. – È così che mi sentivo. – Ma perché? Cosa ti spinge a farlo. Lui si alza, a fatica. – Vuoi provare? – Le chiede senza guardarla. La faccia della ragazza si contorce. Dentro sta combattendo una battaglia di un tipo che non ha mai combattuto. Ma il suo esito è già scritto, come se fosse Canne, come se fosse Waterloo. Come se fosse Stalingrado. – Sì. – dice alla fine. – Voglio capire. – Vieni. – dice lui guidandola verso la finestra. l’afferra, si lancia in una breve rincorsa ed entrambi infrangono il vetro e volano fuori. Sono dodici piani, ci vorrà poco per arrivare a terra. Non è come quella merda di droga, che la tira tanto per le lunghe senza arrivare a niente. Questa è la cosa vera.
  13. Nanni

    Futuro nero

    Non posso dire che questo racconto mi abbia convinto. Per essere scritto bene; è scritto bene, non ho trovato errori, è la trama però che mi lascia freddo. Posso immaginare che se tu avessi potuto usare più spazio, saresti riuscito a scrivere qualcosa di più articolato. Così abbiamo una discussione tra il direttore di una rivista di moda, molto orgoglioso del proprio lavoro e una coppia composta da madre e figlia che, con argomenti risibili, cerca di imporgli l'uso della più giovane per il paginone centrale. Ovviamente il direttore rifiuta e le tratta male. Ma, secondo me, non malissimo: avrebbe potuto essere molto più cattivo. Il che contribuisce a privare di forza questa parte. Nelle poche righe finali scopriamo quanto fosse vendicativa la madre, che ha sterminato ( tutto viene descritto a misfatto compiuto ) l'intera redazione e le modelle che lavorano aalla rivista. Ecco, secondo me il difetto di questo racconto è il modo in cui sono collegate le due parti. O meglio: il modo in cui nn sono collegate le due parti. Per esempio, perché la signora assatanata ammazza tutti ma salva proprio il direttore che l'ha offesa. Posso immaginare che voglia rinfacciargli le sue parole sul futuro, e lasciargliene vivere uno nero e rosso di sangue. Che non è una cattiva idea, e collegherebbe le due parti, come da titolo ma mi pare resti un po' inespressa. Insomma, sembra più uno schemino preparatorio che il racconto compiuto. Spero con questo di non averti offeso. Un solo appunto stilistico. Mmm.... Una virgola o due?
  14. Nanni

    Bizzarre espressioni locali

    Agli amici assenti. Espressione (brindisi) che sembra del tutto innocua ma non lo è. Infatti con "amici assenti" ci si riferisce a coloro che sono incarcerati. Qualcosa mi suggerisce che questo modo di dire abbia a che fare con Califano, ma non riesco a ricordare in che modo. Forse è presente in una sua canzone.
  15. Nanni

    Bizzarre espressioni locali

    Tutto l'ambaradam Usualmente indica un insieme di cose disparate ma legate fra loro da un qualche fattore. Per esempiole cose da portare con se per una vacanza (Ho caricato tutto l'ambaradam sull'auto) o magari una famiglia (c'è Piero con la moglie, la sorella e tutto l'ambaradam). La cosa curiosa però è l'origine dell'espressione, in effetti l'ambaradam viene dall'Amba Aradam, una altura dove si svolse una battaglia della guerra d'Etiopia. Il nome colpì tanto i nostri concittadini di allora che finirono per adottarlo. Tra parentesi: la battaglia fu vinta dagli italiani grazie al massiccio uso di gas asfissianti. Anche sulla popolazione civile.
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