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Nanni

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  1. Nanni

    Storni

    Posto questi versi per graditissimo permesso dello staff e di Niko In particolare. Senza commento. Con un telefonino non posso. Gli storni passano infiniti dietro il vetro limpido della finestra. Il cielo è grigio ogni minuto più scuro, qualche gabbiano li accompagna. E questo è tutto.
  2. Nanni

    Mondo, sola andatata

    Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi va
  3. Nanni

    Mondo, sola andatata

    Titolo: Mondo, sola andata Autore: Nanni Malpica Collana: Versante est. Casa editrice: Delos Digital ISBN: 9788825407167 Data di pubblicazione: 23/10/2018 Prezzo:€1,99 Genere:Racconti di viaggio ed esotismo Pagine: 54. Quarta di copertina o estratto del libro: Alla fine degli anni Ottanta, Nanni Malpica mette le mani su un tesoretto di non trascurabile entità. Consapevole che non sarebbe durato all'infinito, decide di spenderlo nel migliore dei modi: convoca un paio di amici per progettare un viaggio, il primo di una lunga serie. Così cominciò la sua lunga stagione di viaggiatore. Senza sponsor, senza macchina fotografica. Bastava essere presente, sparire in sfondi esotici. Solo più avanti l'autore ricaverà dei racconti da episodi che gli erano rimasti particolarmente vividi nella memoria. Altri ne ha scritti utilizzando la fantasia, ma sfruttando comunque le atmosfere dei posti in cui è passato. E oggi sono confluiti in questa raccolta. Link all'acquisto: delos digital
  4. Nanni

    Il Pulcino - [MI 117 - Fuori concorso]

    Un refuso. Graie a te per il commento. Noto che vorresti asciugare il testo, tagliando tutto ciò di cui si può fare a meno. In linea di massima èè un buon suggerimento, però in qualche occasione elimineresti informazioni importanti, almeno per me. Per esempio. "Comunque usciremo presto" annuncia quello che sta per succedere e preferirei nn farne a meno. Per il resto terrò conto di quello che mi scrivi.
  5. Nanni

    Il Pulcino - [MI 117 - Fuori concorso]

    Grazie Kuno. Io molto contento.
  6. Nanni

    Il Pulcino - [MI 117 - Fuori concorso]

    Commento: Perché proprio a me.nché L'avrei postato regolarmente in concorso, ma sono stato sabotato dal sistema e non mi è bastato il tempo. Beh, comunque racconto non è granché. Il muro che separava la sua cella d quella vicina sembrava posticcio, probabilmente un tramezzo di gesso che si poteva sfondare a calci. Non che Luco avesse intenzione di farlo. Lo preoccupava di più che fosse piano e con spigoli vivi a separarlo dalle pareti originali. Che in alto erano curve come l’interno di un uovo, almeno nella parte superiore. Luco si passò le mani tra i capelli, biondicci e diretti in ogni direzione immaginabile. Appariva poco più che adolescente, piccolo e piuttosto pingue. Nel separare i due ambienti una finestra bassa e larga era stata divisa in due. Una robusta grata la sigillava verso l’esterno, ma la si usare per parlare con l’occupante della cella vicina. – Che succede quando un uovo si rompe? - Chiese il giovane, con la guancia destra appoggiata alle sbarre della finestra – Per chi è dentro, voglio dire. – Che è libero – rispose l’altro. – Ma anche senza più protezione. Luco rimase qualche istante a rimuginare sul concetto. Qualcosa lo disturbava. Poco prima un secondino gli aveva detto che l’avrebbero fatto uscire, ecco cos’era. L’idea di un mondo esterno sconosciuto e pericoloso lo metteva a disagio. Tornò a informarsi dal vicino. – Sì, è vero – Rispose quello. – C’è un ribaltamento di poteri. Il vecchio governo crolla, uno nuovo sorge. Avrei potuto star zitto un paio di settimane in più e non sarei mai finito qui dentro, il tempismo è la mia specialità. Comunque usciremo presto. – Di che governo parli? – Disse perplesso Luco. – Dei capi dei secondini? Tu sai cosa c’è fuori? – Certo, sono qui da meno di un mese. E tu? – Da sempre. Non ricordo di essere mai uscito. Luco vide un ragno che si arrampicava sul muro, cercando di raggiungere la cornice oltre il quale il soffitto cominciava a incurvarsi. Era nuovo, non l’aveva mai incontrato prima. Uno di quei ragni dalle zampe lunghissime e dal corpo come una pallina. Gli sussurrò che, purtroppo, non avrebbero avuto il tempo di fare amicizia. Si sedette al tavolino dove consumava i suoi pasti ed ebbe un momento d’assenza, come spesso gli capitava. Entrò in un mondo di forme astratte che non riconducevano a nulla di conosciuto, eppure tra loro, tra quelle forme c‘era qualcosa che rimandava all’idea di un ricordo; forse era da lì che aveva avuto origine: da un mondo irreale. Sentì gridare il suo nome, si scosse tornando in sé, era il suo vicino che si faceva sentire attraverso la sua metà di finestrella. – Ti chiami Luco, vero. l’ho sentito dire da una guardia. Perché non Luca? – Non so. – Chi ti ha dato il tuo nome? – Non so. – Hai perso la memoria? – La memoria di cosa? – La memoria di dove eri prima. Ascolta: qualcuno deve averti insegnato a parlare, altrimenti non ci capiremmo. Chi? – Qualcuno dei secondini, forse. – No, non può averne avuto il tempo. Qualcuno fuori di qui. Prima. Perché ti hanno rinchiuso? – Perché sono matto. – Qui tutti siamo pazzi. Essere contro il regime automaticamente è essere pazzi. Ma cosa hai fatto, in particolare? – Niente. Fino a ora. Che si può fare qui dentro? Stava succedendo qualcosa. Le pareti, gradualmente, si smussavano, la cornice tra il soffitto e i muri spariva, il tramezzo di gesso progressivamente si incurvava e tutto diveniva traslucido. Era il momento di rompere il guscio. – Luco, ascoltami, ascoltami, torna in te! – Gridò il vicino. – È facile che ci siano disordini. I falchi di entrambi gli scheramenti sono pronti a ogni nefandezza. Facciamo così: quando sarà il momento cerchiamo di non separarci. Magari buttiamo giù questo tramezzo. – A Luco balenò l’immagine di una crepa che attraversava la parete come un fulmine in negativo. – Così quando aprono siamo nella stessa stanza. Non puoi andare in giro da solo. Non sapresti come ti devi comportare. – Non è vero che quando esci dall’uovo non hai più protezione. – Disse Luco. – No? – Rispose il vicino, strascinando la o. – C’è la chioccia. L’altro rise fin quasi a strangolarsi. – È vero. Stammi vicino, pulcino mio. E rimasero ad aspettare che il guscio si spaccasse in due.
  7. Nanni

    [MI 117] Perché proprio a me?

    Qualche annotazione, per cominciare. Mi sembra un po' piccolo, per essere un pappagallo. Almeno io di così piccoli non ne ho mai visti né sentito parlare. Dai, si capisce lontano un miglio che questo hai dovuto mettercelo perché era la boa! Potevi sforzarti un po' per inserirla in modo più naturale. Trova un perché. Non mi suona. Meglio "se c’era un motivo per cui avesse dato a me" Non sono né un amante né un esperto di gialli. Tuttavia mi sembra che questo, pur ridotto all'osso, funzioni. Ho apprezzato anche la citazione della Signora in Giallo. Un classico. Il linguaggio è molto basso - dopotutto è una parodia - funziona, ma qua e là ci sono delle forzature. Dato che il notaio era l'amante della signora avresti potuto sfruttare meglio l'immagine di lui che, in mutandine e giarrettiere, la frusta. Morire con simili immagini negli occhi non deve essere il massimo.
  8. Nanni

    Delos Digital

    Sono entrato in contatto - qui sul forum - col responsabile della collana "Versante est" che si occupa di viaggi. Giacché avevo svariati racconti basati su esperienze di viaggio glie li ho sottoposti e gli sono piaciuti. Risultato: in poco più di un mese i racconti sono stati revisionati, editati e riordinati fino a costituire uno smilzo libretto in digitale che dovrebbe uscire il 20 di questo mese. Grazie anche a un buco nella programmazione. Perché è vero che pubblicano moltissimo, ma i loro libri di esordienti - o di autori minori - sono spesso citati, quando non direttamente inseriti, in coda ai loro libri maggiori, anche libri di autori di notevole spessore, come Nancy Kress o Paul di Filippo. Insomma godono di un certo effetto di traino. Quando uscirà, incrociando le dita perché non ci siano contrattempi, aprirò una discussione nell'apposito settore, e chi vorrà si farà un idea del risultato.
  9. Nanni

    Jukebox

    https://www.youtube.com/embed/GGM3eIudIro
  10. Apprendo che Tomasi di Lampedusa, il quale non riuscì in vita a pubblicare Il Gattopardo, lasciò scritto, prima di morire: Pubblicatemi, ma  non a mie spese. Decido subito di adottarlo come nonno. Nonno Giuseppe: alla fine hai vinto tu.

  11. Interessante affermazione. Credo che un appassionato di quella che viene definita "musica industriale" sia perfettamente in grado di apprezzare il suono di un martello pneumatico, inserito in una composizione. Viceversa mi sembra probabile che uno come Tommaso Marinetti dovesse avere una pessima opinione del suono di un ruscello che scorre tra i sassi. Tra parentesi: personalmente apprezzo molto il suono di un ruscello in un contesto naturale. Inserito in un'opera d'arte è facile che mi provochi seri sommovimenti intestinali. Il mio punto di vista, che in qualche modo si avvicina proprio a qualcosa che Nightafter ha detto più sopra, è che l'estetica non necessariamente sia il criterio migliore per giudicare un opera d'arte. Non lo è nel caso della merda d'artista di Manzoni, che probabilmente è anche una critica al concetto di estetica. Potremmo usare il concetto di "buona opera d'arte". Che non significa quasi nulla ma indica semplicemente che siamo contenti che esiste.
  12. Se la bellezza di un opera letteraria va valutata in base al successo che trova presso il pubblico - e, francamente, non mi riesce di trovare un criterio migliore - questo successo non può essere quello momentaneo, o relativo a una singola fase della sua esistenza. Per esempio cent'anni di solitudine ha avuto difficoltà nella fase della pubblicazione, ma oggi le cose sono completamente diverse. Viceversa non sappiamo quale sarà la sorte dei libri di Volo tra cinquanta o cent'anni. Ogni libro ha una sua vita e solo col tempo si riesce ad avere un'idea chiara della sua importanza. Piuttosto vorrei far notare che la bellezza non è l'unico criterio di giudizio possibile. Mi viene in mente, per esempio, la ricchezza di informazioni, ma ce ne sono altri. La letteratura non è solo intrattenimento.
  13. Nanni

    Giunti Editore

    No le cose sono andate in modo diverso. Quasi esattamente un anno prima, all'inizio di settembre, avevo mandato una scheda di presentazione del mio romanzo. Come, se non ricordo male, era richiesto. Qualche settimana fa mi è arrivata una lettera in cui si diceva che la precedente missiva era corrotta e dovevo rimandargliela. Una prima volta ho rimandato una copia della precedente, con la scheda del romanzo nel corpo del messaggio. Mi hanno risposto che mancava l'allegato, allora, nella terza EMail ho allegato scheda, autopresentazione e testo del romanzo. Da allora attendo risposta. Presumo stiano leggendo.
  14. Nanni

    Giunti Editore

    Sto aspettando.
  15. Nanni

    Giunti Editore

    Ma io non gli avevo mandato alcun manoscritto. Da quello che avevo capito volevano solo la scheda, che gli avevo mandato nel corpo del messaggio. Solo la seconda volta che il loro agente mi ha scritto ho capito che volevano il testo in allegato.
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